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	<title>recensioni Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Dec 2025 10:05:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La GPA solidale e l&#8217;Alabama del 1850</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-gpa-solidale-e-lalabama-del-1850/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2025 10:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[GPA]]></category>
		<category><![CDATA[maria sole giardini]]></category>
		<category><![CDATA[maternità surrogata]]></category>
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		<category><![CDATA[surrogacy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essendo il curatore di questo libro che racconta l&#8217;avventura legale di Maria Sole Giardini per  ottenere la GPA solidale in Italia credo sia doverosa una risposta al &#8220;cliente amazon&#8221; gentile recensore. Ovviamente non pretendo che tutti condividano il nostro punto di vista sulla Surrogacy &#8211; GPA Solidale, però che almeno alcune cose siano chiare per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-gpa-solidale-e-lalabama-del-1850/">La GPA solidale e l&#8217;Alabama del 1850</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/roki-copertina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-39313" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/roki-copertina.jpg" alt="" width="512" height="789" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/roki-copertina.jpg 512w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/roki-copertina-195x300.jpg 195w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/roki-copertina-104x160.jpg 104w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a></div>
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<div dir="auto">Essendo il curatore di <a href="https://www.amazon.it/Roki-Storia-battaglia-Maria-Giardini/dp/B09Y4TZ6T3/ref=sr_1_1">questo libro che racconta l&#8217;avventura legale di Maria Sole Giardini</a> per  ottenere la GPA solidale in Italia credo sia doverosa una risposta al &#8220;cliente amazon&#8221; gentile recensore.</div>
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<div dir="auto"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-39312" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki.jpg" alt="" width="1371" height="660" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki.jpg 1371w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki-300x144.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki-1024x493.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki-768x370.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/12/recensione-roki-280x135.jpg 280w" sizes="(max-width: 1371px) 100vw, 1371px" /></a></div>
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<div dir="auto">Ovviamente non pretendo che tutti condividano il nostro punto di vista sulla <strong>Surrogacy &#8211; GPA Solidale</strong>, però che almeno alcune cose siano chiare per avere un percorso comune di riflessione devono essere chiare.</div>
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<div dir="auto">1) &#8220;<strong>Essere madri non è un diritto&#8221;</strong><br />
E da quando? E che è successo al diritto di accesso alle cure? Se una donna o un uomo hanno un problema di fertilità non possono curarsi? E se c&#8217;è una soluzione che sia PMA o GPA chi stabilisce per legge che non ci possono accedere (quindi nega un diritto di accesso alle cure)<strong> in nome di chi lo fa? </strong><br />
Il problema concettuale alla base del &#8220;<strong>Cliente Amazon</strong>&#8221; (uno ben rappresentato dal governo omofobo e sessuofobo in carica evidentemente) in realtà è sempre lo stesso: non ritieni il ricorso alla GPA una pratica &#8220;etica&#8221; e &#8220;giusta&#8221;? <strong>Non farla</strong>. Così come se non ritieni giusto il divorzio non divorziare, così come se ritieni giusto fare del sesso prematrimoniale non trombare prima del permesso del prete.<br />
<strong>Ma tutto questo vale per te, non per gli altri.</strong></div>
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<p>2) Chi calpesta i diritti altrui? Chi si mette spontaneamente a disposizione per una maternità surrogata a o chi nega il diritto di farlo? Di quali diritti stiamo parlando? <strong>Del nascituro che non si vuole far nascere?<br />
</strong>Perché poi alla fine la questione è semplice, se due donne (sorelle, cugine, amiche, madre e figlia) si mettono d&#8217;accordo perché una porti in grembo il figlio (biologico ndr) dell&#8217;altra che per una malattia non può averlo, e poi darglielo perché cresca con lei. Tu ,stato con la s minuscola e tu &#8220;cliente amazon&#8221; <strong>in nome di chi e che cosa volete e potete  negare questa possibilità?</strong><br />
In nome della volontà del &#8220;cliente amazon&#8221;?<br />
In nome di dio?<br />
In nome di un sedicente diritto naturale inesistente?<br />
In nome del nascituro che non vuoi far nascere?<br />
In nome della morale della società?<br />
Ecco, tutte queste &#8220;motivazioni&#8221; le puoi prendere , stamparle su carta morbida e quindi usarle per l&#8217;igiene dopo le tue deiezioni, egregio &#8220;cliente amazon&#8221;. Perché in ogni agorà decisionale pubblica non hanno (o non dovrebbero avere) nessun valore.<br />
Viceversa, se decidiamo di legiferare in tal modo, ho pronta una lunga lista di cose che voi benpensanti omofobi, sessuofobi e integralisti religiosi non dovete più fare in nome della mia morale e della mia etica.</div>
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<p>3) In materia di <strong>ipocrisia</strong> voi avete lauree specialistiche, masterclass e dottorati lo sappiamo! Questi sono tutti riassumibili nella vostra morale: &#8220;fate tutto quello che vi pare purché non ne fate una questione di leggi e diritti perché sennò noi preti perdiamo potere&#8221;.<br />
Preti esatto. Canonizzati o meno che siate.<br />
Qui l&#8217;unica violenza contro le donne la fate voi che aprite bocca senza sapere di cosa si parla. E nel 2025 ancora avete pretese di g<strong>estire il corpo altrui in nome di dei o di nature divinizzate. </strong>Si perché ultimamente usate la parola &#8220;Natura&#8221; per sembrare meno trogloditi, ma sempre alle superstizioni millenarie e alle fobie antiscientifiche siete rimasti.<br />
Altro che Alabama del 1850, il suo commento che sembra uscito almeno novecento anni prima! (A proposito, ma che caspiterina c&#8217;entrano le piantagioni dell&#8217;Alabama del secolo scorso? Ma il libro l&#8217;ha letto?)</div>
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<p>Buon 2026, egregio nonché fenomenale &#8220;cliente amazon&#8221;. Non penso che la sua sessuofobia antiscientifica migliorer° con il nuovo anno, ma tant&#8217;è&#8230;  magari accade un miracolo!</p></div>
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<p>Alessandro Chiometti, curatore di &#8220;Roki &#8211; Storia di una battaglia&#8221; di Maria Sole Giardini </strong></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-gpa-solidale-e-lalabama-del-1850/">La GPA solidale e l&#8217;Alabama del 1850</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Stephen King contro tutti.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 15:32:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[mr mercedes]]></category>
		<category><![CDATA[stephen king]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221; L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di Stagioni Diverse (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/">Stephen King contro tutti.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-37771" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg" alt="" width="800" height="991" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-242x300.jpg 242w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-768x951.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/09/Stephen_King_at_the_2024_Toronto_International_Film_Festival_2_cropped-129x160.jpg 129w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>&#8220;Steve-O, Steve-O&#8230; così rimarrai marchiato per sempre come scrittore di genere horror! Poi non dire che non ti avevo avvertito&#8221;</p>
<p>L&#8217;aneddoto che Stephen King riporta nella nota conclusiva di <strong>Stagioni Diverse</strong> (1982) mostra come siano volatili i desideri degli uomini; quelle sopra sono infatti parole del suo primo manager e risalgono alla fine del 1976 quando, dopo il successo dei suoi primi due romanzi horror (<strong>Carrie </strong>e<strong> Salem&#8217;s Lot</strong>), cercava di convincere il suo assistito a cambiare genere per evitare il rischio di essere categorizzato con un&#8217;etichetta che si sarebbe portato dietro per il resto della vita. In sintesi, per proteggere la sua carriera non voleva proporre <strong>Shining</strong> agli editori (<em>sic!</em>).<br />
Steve-O (forma colloquiale usata dagli <em>yankee</em> per denigrare e sbeffeggiare amichevolmente l&#8217;interlocutore) decise, per sua fortuna, che non aveva problemi ad essere messo in compagnia di <strong>Lovecraft, Poe, Chambers e Stoker</strong>; quindi andò per la sua strada e Shining&#8230; vabbè non infieriamo oltre sul suo povero manager.</p>
<p>Anche perché le parole di cui sopra vengono riportate per far risaltare  il cambio di paradigma quando il nostro, nel 1981, presentò allo stesso manager il progetto di <strong>Stagioni Diverse,</strong> ovvero storie che con l&#8217;horror non c&#8217;entravano nulla. Dopo aver ascoltato le sinossi de <strong>Il corpo</strong>, <strong>Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank </strong>e <strong>Un ragazzo sveglio</strong> il manager chiese al già indiscusso <strong>Re dell&#8217;horror</strong>: &#8220;&#8230; ma non potremmo inserire un&#8217;altra storia che riporti un po&#8217; al tuo horror classico? Una sorta di &#8216;stagione consueta&#8217;?&#8221;<br />
E lui sorridendo, visto che aveva già in mente  <strong>Il metodo di Respirazione</strong>, acconsentì.</p>
<p>Una lunga introduzione-aneddoto per dirvi che voi, amanti del thriller classico,  dovete assolutamente leggere la trilogia kinghiana <strong>Mr Mercedes,</strong> <strong>Chi perde paga</strong> e <strong>Fine turno.</strong> Con questi tre libri fantastici il Re (o &#8220;<strong>lo zio</strong>&#8221; per i fan) dà lezioni di thriller a destra e manca, e il fatto che l&#8217;ultimo capitolo è stato dedicato in apertura a <strong>Thomas Harris</strong> non sarà bastato di certo ai suoi colleghi per indolcire l&#8217;amara pillola.<br />
Del resto già con <strong>Misery, Il gioco di Gerald, e Dolores Claiborne</strong> aveva ben chiarito la sua capacità di tenere il lettore sul filo del rasoio senza dover ricorrere ad elementi paranormali&#8230;  e tralasciamo in questa sede la vecchia discussione sulla necessità che l&#8217;horror debba contenerli per forza per essere catalogato come tale o no.<br />
Aggiungiamoci poi che con <strong>The Dome</strong> e <strong>22/11/&#8217;63</strong> aveva già dato lezioni di Sci-Fi, se con la bellissima serie de<strong> La torre Nera</strong> aveva creato uno dei mondi Fantasy più originali della storia. Per non parlare poi di come con <strong>Il miglio verde</strong> abbia decisamente travalicato ogni confine della letteratura magica e semplicemente regalato emozioni a palate ai suoi lettori, per le sceneggiature c&#8217;è <strong>La tempesta del Secolo</strong>,  e i 360° della letteratura, romance a parte, sono praticamente coperti tutti!</p>
<p>Quando pensate a Stephen King non lasciatevi ingannare dall&#8217;innegabile successo commerciale (<strong>500 milioni di copie vendute</strong>) perché quelli per i suoi libri sono davvero soldi ben spesi; ormai lo ammette anche la maggior parte di coloro che per troppo tempo l&#8217;hanno considerato letteratura di serie B: ha il talento di scavare come nessun altro nel fondo dell&#8217;animo umano e quindi far comprendere davvero le <strong>emozioni</strong> dei suoi protagonisti. <strong>E quindi le tue, fedele lettore e fedele lettrice</strong>.</p>
<p>Questa sua capacità, applicata ad una storia thriller, semplicemente rende il libro impossibile da interrompere. Le tue mani si incollano alle pagine e a un certo punto semplicemente non puoi smettere di leggere.<br />
Se il tuo treno è arrivato a destinazione scendi e ti siedi sulla prima panchina per continuare la lettura, se dovevi andare al lavoro telefoni per dire che hai un gran mal di testa e non riesci a guidare la macchina, se dovevi accompagnare tua moglie all&#8217;Ikea beh&#8230; magari a malincuore ma ci vai all&#8217;Ikea, perché contro certe cose neanche la magia di King può far molto.</p>
<p>Il primo libro della trilogia di Mr Mercedes parte con <strong>un&#8217;idea tanto geniale quanto cattiva</strong>. Da una scena degna di <strong>Furore</strong> ma ambientata nel 2009 (appena dopo la crisi finanziaria che colpì al cuore il mondo finto del capitalismo infinito) con centinaia di persone in fila durante la notte a sfidare il freddo per aspettare l&#8217;apertura della fiera del lavoro (una delle vere kermesse americane dove le aziende offrivano ai primi disperati che arrivavano dei posti di lavoro, e gli schiavisti muti!), si passa all&#8217;incubo in cui le stesse persone vengono travolte alle prime luci dell&#8217;alba da un pazzo sadico omicida che ha appositamente rubato una Mercedes per compiere questa impresa. E una volta compiuta riesce anche a farla franca, ma per sua sfortuna il detective <strong>Bill Hodges</strong> e la sua aiutante <strong>Holly Gibney</strong> gli dedicheranno le loro attenzioni.</p>
<p>Nel secondo libro King intreccia una storia iniziata nel 1978 (dove torna su uno dei suoi vecchi temi, ovvero <strong>le paure di uno scrittore</strong>) con una che inizia nel 2009 (dalla strage del primo libro) e si concluderanno entrambe nel 2014. L&#8217;ennesima prova di bravura uno scritture che sa costruire trame complesse e risolverle come quasi nessun altro. Il tutto arricchito da un omaggio alla letteratura, ai lettori e ovviamente ai libri cioè a quelle storie che, come questa, non ti fanno staccare gli occhi dalle pagine.</p>
<p><strong>Fine turno</strong> conclude le avventure legate a quella maledetta Mercedes, ma non è tanto il ritorno a qualcosa di paranormale (psicocinesi, telepatia) che è da sottolineare (che è quasi un buffetto amichevole come a dire &#8220;Ehi, sono sempre Stephen King!&#8221;) ma un&#8217;altra idea cattiva. Cattivissima. <strong>L&#8217;istigazione al suicidio</strong>. King sceglie di affrontare uno dei temi tabù dell&#8217;informazione che vuole proteggere i benpensanti americani; <strong>parla di come sia facile per degli stronzi istigare al suicidio una persona fragile,</strong> e anche meno fragile.<br />
E in tempi degli  <strong>shit &#8211; <em>social</em> &#8211; storming</strong> che avvengono per i motivi più idioti non è possibile definire questa terribile idea come &#8220;qualcosa che fa pensare&#8221;. No.<br />
È letteralmente un pugno nello stomaco della nostra cecità e un calcio in culo agli stronzi di ogni età e nazione; ai leoni da tastiera che sanno ferire con due parole ben studiate, ai pennivendoli che poi si nascondono dietro &#8220;il diritto di cronaca&#8221;, a tutti quelli del &#8220;me ne frego&#8221; che siano nostalgici del ventennio o semplicemente merde.</p>
<p>Questo è Stephen King. Uno scrittore contemporaneo per cui un Nobel per la letteratura non basterebbe neanche più a far capire la sua grandezza. E se vi chiedete perché nel 2025 stiamo recensendo e parlando di libri usciti dieci anni beh, non possiamo che ammetterlo.<br />
Ogni tanto anche i grandi amori hanno bisogno delle pause e,<strong> lo confessiamo con un po&#8217; di vergogna</strong>, e intorno al 2008 le ultime produzioni del Re non ci erano piaciute. <strong>Duma Key, Cell, La storia di Lisey</strong> ci avevano dato l&#8217;idea di uno scrittore al tramonto e che, dopo aver concluso <strong>La torre nera</strong> in un modo che in confronto la serie tv de Il trono di spade è stata banale, stentava a ritrovare storie alla sua altezza.</p>
<p>Poi abbiamo recuperato <strong>Notte buia senza stelle.</strong><br />
Poi abbiamo recuperato<strong> 22/11/&#8217;63</strong>.<br />
Poi abbiamo recuperato <strong>Joyland</strong>.<br />
E con questa trilogia siamo ormai consapevoli di aver lasciato alle spalle un bel po&#8217; di roba buona, lo sappiamo, ma abbiamo quasi recuperato tutto.</p>
<p><strong>Lunga vita al King!</strong> (e vergogna perpetua sull&#8217;accademia di Stoccolma).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/stephen-king-contro-tutti/">Stephen King contro tutti.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 14:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[impegno sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[premio valerio bruschini]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024 a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21. Il riconoscimento , istituito in memoria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/">PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il <strong>Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024</strong> a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. <strong>La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21.</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31473" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg" alt="" width="615" height="820" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg 615w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-120x160.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></p>
<p>Il riconoscimento , istituito in memoria di uno dei fondatori dell&#8217;associazione, come sempre vuole essere un ringraziamento per l&#8217;attività svolta e un incoraggiamento a proseguire. Non abbiamo fondi da dare ma cerchiamo di valorizzare e promuovere le persone meritevoli e la loro attività.</p>
<p>Riguardo il libro in oggetto viene così recensito  dal nostro Alessandro Chiometti <a href="https://konka.zone/alex/blog/about-il-terzo-piano-di-marta-bonucci/">sul suo blog personale.</a></p>
<p><strong>About: Terzo Piano</strong></p>
<p>La paura del diverso, il concetto di morale, l’integrazione, la politica, la lotta armata, i cambiamenti climatici, il carcere, la famiglia, l’amore paterno e l’amore fra coniugi.<br />
“Si vabbè, e come fa a stare tutto in un romanzo di appena 131 pagine?”<br />
<strong>Capita quando l’autrice è brava</strong>; e comunque probabilmente abbiamo dimenticato qualche altro tema pur presente nelle pagine del libro. Anzi, ne siamo convinti.</p>
<p>Del resto è anche per la molteplicità dei temi toccati che questo libro è ben difficile da catalogare in un genere e, seppur condividiamo con l’autrice il disinteresse per la categorie inventate per aiutare i librai (figuriamoci per le sotto-categorie poi), la cosa fa riflettere. <strong>Narrativa</strong> è l’unica risposta corretta che ci viene in mente riguardo al genere del libro.</p>
<p>L’idea di partenza è quella di “costringere” delle persone  che si conoscono solo  in quanto condomini e che normalmente mal si sopportano quando si incrociano nella vita quotidiana  e i loro rapporti sono riconducibili al classico dialogo “<em>Buongiorno/Buonasera – che tempo strano, vero? – eh sì, non ci sono più le mezze stagioni! – Eh sì, d’altronde è così!”</em> a passare un bel po’ di tempo insieme. Marta Bonucci però non sceglie la classica e fantozziana riunione di condominio, luogo deputato anche nella vita reale a far venir fuori tutte le acredini nascoste durante l’anno con sorrisini di circostanza, lo fa accadere a causa di un evento eccezionale, <strong>un’alluvione</strong> e quindi alla sua acqua che sale lungo i piani del condominio.</p>
<p><em>E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta<br aria-hidden="true" />Evapora in nuvole cupe rigonfie di nero<br aria-hidden="true" />E cade e rimbalza e si muta in persona od in pianta<br aria-hidden="true" />Diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero<br aria-hidden="true" />Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro<br aria-hidden="true" />Un sasso che l’ apre, che affonda, sparisce e non sente<br aria-hidden="true" />Vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro<br aria-hidden="true" />Di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente […]<br />
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest’aria bassa</em><br aria-hidden="true" /><em>Ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente<br />
</em>(Francesco Guccini – <strong>Acque</strong>)</p>
<p>Perdonateci la divagazione, ma la canzone di Guccini ci è venuta in mente fin dall’inizio della lettura e ci ha praticamente accompagnato per ogni pagina, fino è quando è subentrato un altro pezzo musicale di cui vi diremo fra poco.</p>
<p>La cosa potrebbe anche finire in una “normale” rissa fra condomini che mal si sopportano e hanno visioni diverse su ogni argomento, ma per fortuna dei protagonisti arriva il vero nemico. Il mostro. Il fattore coalizzante che fa unire le forze del bene contro il male assoluto. In questo caso è colui di cui tutti sanno tutto, ma lo possono solo bisbigliare dietro le spalle nella loro quotidianità.<br />
Arriva a bussare alla loro porta per salvarsi dall’acqua che cresce un ex carcerato. Ma non un carcerato di quelli buoni, quelli che sono stati perseguitati dai poteri forti della giustizia, o che sono stati traditi dall’avvocato, o che, poveretti, hanno commesso un delitto passionale a causa della moglie fedifraga. No.<br />
Questo è proprio un <strong>mostro vero</strong>, di quelli che non hanno giustificazione alcuna. <strong>È un ex-terrorista</strong>.</p>
<p><em>Sono una tela di ragno sospesa</em><br />
<em>Sono l’acqua che stagna marcita</em><br />
<em>Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita […]</em><br />
<em>Sono la coda nel posto sbagliato,</em><br />
<em>gatto nero sull’itinerario</em><br />
<em>coincidenza perduta, partita da un altro binario.</em><br />
<em>Sono la mano sudata che stringe</em><br />
<em>Sono zucchero al posto del sale</em><br />
<em>Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale.<br />
E sono sabbia che punge nel letto,</em><br />
<em>scarafaggio che ti sale addosso</em><br />
<em>Sono quello che tende la mano…al semaforo rosso.<br />
</em>(Gianmaria Testa – <strong>Tela di ragno</strong>)</p>
<p>Ora lasciamo perdere i dettagli (anch’essi fantozziani) della cattura del terrorista Mauro e il fatto se avesse ucciso qualcuno. Sono cose che non devono distrarre dal fatto in se. Era un carcerato in quanto pericoloso terrorista, e poi siamo sicuri che non lo sia ancora? Quindi, cosa faranno i buoni? Potranno far entrare un terrorista (ex o non ex) nella loro salvifica arca di salvataggio, rappresentata da un modesto appartamento al terzo piano? E cosa rischieranno se lo faranno entrare?</p>
<p>Non sveliamo altro, ma aggiungiamo che la descrizione di Mauro e della sua condizione di “ristretto” è una perla di perfezione sia narrativa sia psicologica e politica. Ed è incastonata in un <strong>romanzo d’esordio da applausi</strong> e da consigliare a tutti tramite il doveroso <strong>passaparola</strong> che meritano le opere meritevoli della piccola editoria indipendente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/">PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>(Il ricordo di) Giorgio Gaber è vivo e lotta insieme a noi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jan 2024 14:13:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia]]></category>
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		<category><![CDATA[pierluigi bersani]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo leonelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La contingenza vuole che in questi giorni ci sia capitato di vedere sia il bel documentario &#8220;Io, noi e Gaber&#8221; di Riccardo Milani che il coraggioso e meritevole spettacolo teatrale &#8220;Il profeta scorretto&#8221; di Riccardo Leonelli che è in tour nel centro Italia. Le due opere arrivano dopo tanto silenzio sulla figura di Giorgio Gaber; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-ricordo-di-giorgio-gaber-e-vivo-e-lotta-insieme-a-noi/">(Il ricordo di) Giorgio Gaber è vivo e lotta insieme a noi!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La contingenza vuole che in questi giorni ci sia capitato di vedere sia il bel documentario &#8220;<b>Io, noi e Gaber&#8221; di Riccardo Milani</b> che il coraggioso e meritevole spettacolo teatrale <b>&#8220;Il profeta scorretto&#8221; di Riccardo Leonelli</b> che è in tour nel centro Italia.</p>
<p>Le due opere arrivano dopo tanto silenzio sulla figura di Giorgio Gaber; di certo una delle più complesse e difficili da capire e apprezzare nella sua pienezza sia a per via della sua capacità di mostrare in prima persona, senza filtro, tutte le contraddizioni e le schizofrenie dell&#8217;uomo contemporaneo sempre in bilico fra<b> il sociale e l&#8217;antisociale</b> (citazione rubata ad un altro Sig. G.); sia per la quasi totale incapacità dei protagonisti odierni della scena politica e sociale italiana di fare i conti con il passato e <b>soprattutto con le voci critiche del passato</b>.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/Il-docufilm-su-Gaber-di-Riccardo-Milani-768x823-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28275" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/Il-docufilm-su-Gaber-di-Riccardo-Milani-768x823-1.jpg" alt="" width="768" height="823" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/Il-docufilm-su-Gaber-di-Riccardo-Milani-768x823-1.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/Il-docufilm-su-Gaber-di-Riccardo-Milani-768x823-1-280x300.jpg 280w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/Il-docufilm-su-Gaber-di-Riccardo-Milani-768x823-1-149x160.jpg 149w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p>Questo secondo aspetto è ben mostrato nel documentario (involontariamente) da Pierluigi Bersani quando l&#8217;ex segretario del Pd esprime la sua contrarietà per le parole di &#8220;Io, se fossi Dio&#8221; (1982) rivolte ai politici di allora : &#8220;<i>Io se fossi Dio, Naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente, Nel regno dei cieli non vorrei ministri, Né gente di partito tra le palle Perché la politica è schifosa e fa male alla pelle [&#8230;] Dall&#8217;alto del mio trono, Vedrei che la politica è un mestiere come un altro, E vorrei dire, mi pare Platone, Che il politico è sempre meno filosofo, E sempre più coglione, È un uomo a tutto tondo, Che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo, Che scivola sulle parole, Anche quando non sembra o non lo vuole</i>&#8220;.</p>
<p>Il grigio Bersani imputa questo <i>j&#8217;accuse</i> a un <b>malessere esistenziale</b> interiore dell&#8217;artista e sostiene che Gaber non voleva proprio capire che la politica non può risolvere questo tipo di malesseri. Ci sarebbe da chiedersi cosa sia catalogabile come tale di fronte a delle accuse ben precise fatte ad ogni forza politica di quegli anni per le promesse non mantenute e per quelle tradite, ma soprattutto verrebbe da chiedersi se Bersani il pezzo l&#8217;ha ascoltato tutto, perché Gaber oltre a mettere &#8220;i puntini sulle i&#8221; su quel che pensava degli accordi fatti dai suoi ex compagni per pacificare il paese (&#8220;<i>Io se fossi Dio, Quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio, C&#8217;avrei ancora il coraggio di continuare a dire, Che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana, è il responsabile maggiore, Di vent&#8217;anni di cancrena italiana!</i>&#8220;; questo dopo aver specificato nello stesso pezzo ciò che pensa dei brigatisti, ovvero pazzi innominabili di cui non può parlare perché: &#8220;<i>Di noi posso parlare perché so chi siamo, E forse facciamo più schifo che spavento, Di fronte al terrorismo o a chi si uccide c&#8217;è solo lo sgomento</i>&#8220;) sul suo malessere esistenziale si condanna già da solo nell&#8217;ultima strofa: &#8220;<i>Ma in fondo tutto questo è stupido, Perché logicamente, Io se fossi Dio, La Terra la vedrei piuttosto da lontano, E forse non ce la farei ad accalorarmi, In questo scontro quotidiano, Io se fossi Dio, Non mi interesserei di odio e di vendetta, E neanche di perdono, Perché la lontananza è l&#8217;unica vendetta, È l&#8217;unico perdono, E allora, Va a finire che se fossi Dio, Io mi ritirerei in campagna, Come ho fatto io.</i>&#8221;</p>
<p>Ma purtroppo per Bersani questo non assolve i politicanti di allora.</p>
<p>Nello stesso documentario <b>Mario Capanna</b>, chiamato a dare il parere della sinistra extra parlamentare, sembra molto più in sintonia con l&#8217;artista; però, anche lui alla fine si perde in un bicchiere d&#8217;acqua, cadendo nella banale critica fatta a Gaber quando pubblicò Destra e Sinistra; quella di essere diventato un qualunquista. Fortuna che nello stesso documentario Luporini, co-autore della canzone, spiega con veemenza ciò che dovrebbe essere chiaro fin dalla prima strofa della canzone: &#8220;<i>Tutti noi ce la prendiamo con la storia, Ma io dico che la colpa è nostra, È evidente che la gente è poco seria, Quando parla di sinistra o destra</i>&#8220;. Ovvero che la canzone <b>è la parodia di chi vede sinistra e destra nelle sciocchezze come il vestiario e non nell&#8217;economia o nella filosofia.</b></p>
<p>Il documentario si conclude in modo mesto e quasi liturgico perché lo sanno tutti, <b>la generazione di Gaber ha perso</b> come lui stesso dichiara in uno dei suoi ultimi album. Con buona pace di Bersani che prova a dire &#8220;Ma ce lo ricordiamo com&#8217;era prima ragazzi?&#8221;</p>
<p>Certo che ce lo ricordiamo, ma non è quello il punto.</p>
<p>Gaber anche a fine carriera continua a fare quello che ha sempre fatto negli anni precedenti: immagina il futuro, ironizza, prende in giro, provoca, spiazza sorprende, fa arrabbiare i benpensanti e i conformisti. Semplicemente lo fa con più amarezza, perché è consapevole che i tempi per <b>il mondo nuovo</b> non sono brevi come forse si pensava all&#8217;inizio degli anni &#8217;60.</p>
<p>E allora al fatto che la sua generazione abbia perso <b>ci può credere solo chi non lo conosce,</b> perché &#8220;Le uniche battaglie perse sono quelle non combattute&#8221; (tanto per citare un terzo sig. G.). E questo Giorgio Gaber lo sapeva benissimo tanto è vero che nello stesso album in cui dichiara la resa, ci sono i bellissimi versi: &#8220;<i>L&#8217;appartenenza, È un&#8217;esigenza che si avverte a poco a poco, Si fa più forte alla presenza di un nemico, Di un obiettivo o di uno scopo, È quella forza che prepara al grande salto decisivo, Che ferma i fiumi, sposta i monti con lo slancio di quei magici momenti</i></p>
<p><i>In cui ti senti ancora vivo, Sarei certo di cambiare la mia vita, Se potessi cominciare a dire noi</i>&#8221;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-28274" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-1024x1024.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-768x768.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta-160x160.jpg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/01/gaber-acquasparta.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Venendo allo spettacolo <b>&#8220;Il profeta Scorretto&#8221;</b> è costruito in stile perfettamente coerente con l&#8217;artista omaggiato; Leonelli ha avuto l&#8217;ottima idea di porre sul palco un doppio interprete di Gaber. Uno inconsapevole di essere morto, vestito totalmente di bianco, interpretato dallo stesso regista; e uno più smaliziato, cinico e consapevole della propria morte,<b> </b>interpretato da <b>Emanuele Cordeschi Bordera</b>.</p>
<p>I due si integrano alla perfezione sul palco passandosi la palla in una narrazione di monologhi e canzoni; in particolare Riccardo Leonelli è impressionante per la somiglianza nel riprodurre i tic nervosi che Gaber metteva in scena al suo uomo contemporaneo, confuso e alienato.</p>
<p>Oltre ai dovuti applausi e complimenti, e ovviamente a consigliare a tutti la visione di questo spettacolo, ci sentiamo di fare solo due osservazioni sulla sua costruzione.<br />
La prima è che, per la scelta fatta dei monologhi e delle canzoni da interpretare sul palco, la figura di Giorgio Gaber che ne esce è quella di un anarchico individualista. E Gaber di certo non lo era.</p>
<p>Gaber era un convinto collettivista; era un persona che &#8220;<i>credeva di poter essere libero e felice solo se lo erano anche gli altri</i>&#8220;.</p>
<p>È vero che si era &#8220;ritirato in campagna&#8221; e non si riconosceva più in nessuna forza politica, ma questo era per l&#8217;appunto il suo cruccio e il suo rammarico. Gaber sferzava le forze politiche in cui aveva creduto perché avevano concordato su un obiettivo di progresso che non era quello promesso, ma che avrebbe portato solo ad un mondo con più nevrosi, schizofrenie e solitudine interiore. E la critica gaberiana era feroce verso i politici e anche verso gli intellettuali che si erano allineati.</p>
<p>&#8220;<i>Libertà è partecipazione</i>&#8221; è un passaggio obbligato del Gaber-pensiero, per quanto ripetuto e abusato ma la chiave è lì: &#8220;<i>La libertà non è starsene su un albero e non è neanche il volo di un moscone.</i>&#8221;<br />
Relegare il pezzo chiave ad un accenno fatto nei bis, trascurare anche l&#8217;indimenticabile monologo &#8220;Qualcuno era comunista&#8221; che è il suo testamento politico e la monumentale, terribile e indimenticabile &#8220;Io, se fossi Dio&#8221;; è una scelta che rende l&#8217;immagine dell&#8217;artista troppo simile, a nostro giudizio, a quella di un anarchico egoista e saccente che rifiuta a prescindere qualunque tipo di attività politica collettiva.</p>
<p>La seconda osservazione che ci sentiamo di fare invece è doppia e totalmente soggettiva.<br />
In primo luogo non crediamo che Gaber oggi sarebbe stato così &#8220;assolutorio&#8221; rispetto alla Chiesa Cattolica; insomma, le parole: &#8220;<i>E vedo anche una Chiesa, Che incalza più che mai,  Io vorrei che sprofondasse, Con tutti i Papi e i Giubilei</i>&#8221; sono del 2001, periodo di piena idolatria di papa Woityla.<br />
In secondo luogo siamo rimasti perplessi nella critica finale, feroce, al <b>politicamente corretto</b> odierno. Per carità, che Giorgio Gaber fosse contrario ad ogni tipo di censura è lapalissiano; tuttavia, per l&#8217;appunto, bisogna intendersi se la richiesta di usare un certo tipo di linguaggio consono ad alcune occasioni sia censura oppure una regola necessaria al civile convivere democratico.<br />
Comprendiamo la rabbia e la frustrazione di chi, soprattutto nel settore dello spettacolo, si trova di fronte a richieste fatte da chi magari se ne frega dei diritti civili e mira ad ingraziarsi alcune categorie sociali; però <b>non è quello di cui si parla. </b>Se è vero che le parole sono importanti allora bisogna inquadrare anche il contesto. E in un momento storico in cui ci sono occupanti degli scranni istituzionali che si dichiarano &#8220;fieramente razzisti&#8221;, sindaci sceriffo che vorrebbero sparare ai barboni e ai clandestini, ministri che vorrebbero affogare gli immigrati in mare, no.<br />
Scusateci, ma riteniamo che la prima necessità sia quella di diventare un paese civile, poi potremo parlare anche dell&#8217;abuso del politicamente corretto.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Quando c’era ancora un domani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quando-cera-ancora-un-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 00:36:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Paola Cortellesi debutta alla regia con un film praticamente perfetto. Con buona pace di qualche penna critica che soffre di stipsi emozionale fino al punto di scambiare le scene volutamente surrealistiche con “personaggi troppo caricati” (sic.) e qualche vecchia conoscenza del giornalismo on line[1] che non perde l’occasione di puntare il dito sugli aspetti totalmente [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Paola Cortellesi debutta alla regia con un film praticamente perfetto.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con buona pace di <a href="https://www.barbadillo.it/111689-ce-ancora-domani-tutte-le-sbavature-nel-film-di-cortellesi/">qualche penna critica</a> che soffre di <b>stipsi emozionale </b>fino al punto di scambiare le scene volutamente surrealistiche con “personaggi troppo caricati” (sic.) e qualche vecchia conoscenza del giornalismo on line<sup>[1]</sup> <a href="https://www.linkiesta.it/2023/11/cortellesi-film-sposa-voto-donne-emancipazione-femminile/">che non perde l’occasione di puntare il dito sugli aspetti totalmente secondari e trascurabili</a> , l’opera rappresenta di certo uno dei migliori debutti alla regia negli ultimi decenni del cinema italiano.<br />
Personalmente lo accomuniamo nel 10/10 che avevamo assegnato, nell’altro secolo, all&#8217;opera prima di Luciano Ligabue, <b>Radiofreccia</b>. Con tutte le differenze del caso, ovviamente.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Abbiamo aspettato un po’ a parlarne perché, in primo luogo volevamo smaltire l’emozione iniziale (ebbene sì abbiamo pianto nel finale, non abbiamo mica problemi di emozioni costipate, noi!) per non farne una facile agiografia; e in secondo luogo perché non volevamo svelare il finale del film per coloro che non erano ancora andati al cinema. “Ma non è un thriller” direte voi! No, ma il <b>colpo di scena</b> finale è sorprendente quanto quello di Profondo Rosso.</span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27934" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg" alt="" width="420" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg 420w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina-210x300.jpg 210w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina-112x160.jpg 112w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il film è praticamente perfetto dicevamo. E la debuttante regista centra in pieno ogni scelta. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Gli <b>interpreti</b> in primo luogo, dove tutti fanno una bellissima figura. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La ricostruzione scenografica della <b>Roma post WWII</b>: dettagliata, precisa e accurata.<br />
La <b>colonna sonora</b>; perfetta anche quando la regista decide di mescolare le carte con pezzi e ritmi moderni quasi in distonia con le immagini.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma in particolar modo è vincente la scelta di <b>non mostrare in modo cruento la violenza</b> che la protagonista, Delia (la stessa Paola Cortellesi) subisce per mano del marito Ivano (Valerio Mastandrea); il film sarebbe diventato drammatico e insostenibile per i ragazzi <b>under 14</b>. Invece così diventa è un film adatto ad ogni età, ed anzi ne andrebbe sollecitata la proiezione nelle scuole.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La violenza qui si intuisce nei lividi che appaiono fra i risvolti del vestito di Delia; appare per un attimo ma viene cancellata così come il sangue sul volto di lei dopo il pugno del marito e in quell&#8217;occasione la violenza, diventa poi un <b>surreale ballo</b> a cui lo spettatore assiste raggelato perché sa benissimo quello che “in realtà” sta succedendo.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E ancora più vincente è la bravura della regista nel mostrare come la prevaricazione dell’uomo sulla donna nella famiglia (lo esplicitiamo per quelli che ancora oggi proprio <i>nun ce vonno sta</i>’: <b>leggasi patriarcato o società patriarcale</b>) non era una questione di censo. Le donne non dovevano avere una loro opinione ma solo quella che le consentiva il marito; così era per la povera Delia così era per le signore più benestanti a cui andava a prestare servizio, così come per la madre del ragazzo benestante a cui Ivano voleva dare in sposa la figlia. Il tutto nonostante le prime elezioni aperte alle donne erano incombenti (<strong>referendum Monarchia &#8211; Repubblica del 1946</strong>).</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Altro bellissimo passaggio del film, l&#8217;accorgersi da parte di Delia che la figlia Marcella viveva nella sua relazione gli stessi meccanismi in cui era caduta lei con il marito (anche qui esplicitiamo: la spirale della violenza) per cui il possesso ossessivo da parte dell&#8217;uomo sulla compagna diventa sempre più esplicito. Dal semplice &#8220;non ti devi vestire troppo carina al lavoro&#8221; al togliere il rossetto con forza perché &#8220;te devi trucca&#8217; soltanto per me!&#8221; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Durante tutti questi passaggi il film resta leggero ed ironico e lo ripetiamo volutamente surreale. Si ride quasi sempre, fatta eccezione per le scene descritte. La Cortellesi ha appreso in pieno le lezioni che ci hanno lasciato Scola e Monicelli. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma è la costruzione del finale il vero capolavoro. O per meglio dire il ceffone che Paola rifila a quasi tutti noi spettatori e ci fa accorgere di quanto, oggi, siamo “distratti” (per non dire di peggio).<br />
Tutti stavamo pensando che Delia stesse progettando, attraverso vari <i>escamotage</i>, a una fuga d&#8217;amore con il suo ex Nino (Vinicio Marchionni), che la invita esplicitamente a lasciare Ivano e a fuggire con lui verso il nord. Pensavamo che il “c’è ancora domani” del titolo si riferisse all&#8217;ultimo giorno a disposizione per raggiungere il suo amante, pensavamo che la lettera nascosta gelosamente era l&#8217;indirizzo di Nino dove poteva raggiungerlo, o comunque una lettera dove le dichiarava il suo amore. Ma quando la fuga avviene si scopre che quella lettera era il certificato elettorale e il pensiero di Delia era stato quello di poter fuggire il tempo necessario per andare ad esercitare il suo <b>diritto di voto</b>.<br />
E ci sembrava quasi di sentirla Paola Cortellesi, mentre scorrevano le immagini finali accompagnate dalla significativa canzone di Daniele Silvestri &#8220;<strong>A bocca chiusa</strong>&#8220;, con i suoi modi scanzonati guardarci e dirci: “Aho, ma non l’avevate capito che stavo a parla’ delle elezioni? Ma quanto siete scemi! Ve l’ho detto tutto il film che le donne stavano per vota&#8217; per la prima volta e voi stavate a pensa’ alla fuga d’amore? Ma che c’avete sulla testa? Ah fregnoni!” </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La lacrima ci è scesa, perché abbiamo realizzato di non aver capito quanto poco tempo è passato, relativamente parlando, in cui è stato concesso un diritto così importante. Perché ci rendiamo conto di aver perso la contezza dell’importanza dei diritti, del diritto di voto in particolare. E di tutti gli altri.<br />
Abbiamo perso tutti la testa in una società in cui <b>l’inutile è essenziale e l’essenziale è dato per scontato. </b>Ed è proprio per questo che si rischia di perderlo.</span></p>
<p>Potremmo ora iniziare una serie di considerazioni sulle necessità della difesa e della riscoperta dell&#8217;importanza dei nostri diritti e di quelli che ancora mancano; ma sinceramente adesso è solo il momento di alzarsi in piedi e tributare un lungo applauso a Paola Cortellesi dicendole grazie, per questo ceffone che, speriamo, risvegli qualche coscienza.<br />
Che, forse, domani c&#8217;è ancora.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">[1] Dopo aver raggiunto il record nella specialità olimpica dell&#8217;essere fuori luogo appoggiando e promuovendo la cagnara contro ZeroCalcare che aveva il torto di parlare romano, Guia Soncini supera se stessa e per sminuire il film della Cortellesi giunge a porsi la fondamentale domanda: &#8220;ma come ha fatto la protagonista a parlare con l’americano di colore coordinando il fallimento del matrimonio della figlia se nelle scene precedenti lei non capiva l’inglese?&#8221; Al di la&#8217; degli indubbi complimenti per cogliere le vicende più importanti nella narrazione a cui si assiste, ci sentiamo di rimembrare alla Soncini tre semplici parole inglesi che compongono una regola cardine del cinema e della scrittura: &#8220;Show don&#8217;t tell&#8221;. Ovvero, quando la descrizione di un fatto è pressoché inutile alla trama e giustificabile in mille modi (come in questo caso&#8230; fra l&#8217;altro era passato diverso tempo dall&#8217;ultimo incontro con il soldato e l&#8217;amica di Delia l&#8217;inglese lo capiva benissimo tant&#8217;è vero che smerciava le loro sigarette), è meglio lasciar fluire la narrazione senza stare ad appesantirla. </span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quando-cera-ancora-un-domani/">Quando c’era ancora un domani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Una storia &#8211; Luciano Ligabue</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[ligabue]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di Luciano Ligabue, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “il Bruce Springsteen italiano” per promuoverlo. Ormai non è più necessario. Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/">Una storia &#8211; Luciano Ligabue</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27298" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-160x160.jpg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di <strong>Luciano Ligabue</strong>, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “<strong>il Bruce Springsteen italiano</strong>” per promuoverlo. Ormai non è più necessario.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto al Campo Volo di Reggio Emilia dello scorso anno, davanti a centocinquemila persone che si erano tenute strette il biglietto per i due anni pandemici, <strong>“Dedicato a noi”</strong> seguirà i concerti di questa estate 2023 contrassegnati dal consueto sold out e precederà il tour invernale nei palasport a cui si continuano ad aggiungere date.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se il titolo del nuovo album vi fa sorgere la domanda “<strong>noi chi?</strong>” è ovvio che non fate parte della schiera dei fan del rocker emiliano e altrettanto ovviamente non avete ancora letto la sua autobiografia<strong> “Una storia” (ed. Mondadori, 2022).</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo è un peccato perché al di là della sua attività di cantante, che potete apprezzare o meno a seconda dei vostri gusti,  è un fatto oggettivo che Luciano Ligabue sia bravissimo nel raccontare storie, non solo in veste di cantautore ma anche come scrittore, come provato dalle sue raccolte di racconti o dal fumetto &#8220;<strong>La neve se ne frega</strong>&#8220;.</span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una storia” però è una sfida in più per il rocker perché qui racconta la sua storia personale, dall’infanzia fino ad oggi (prima di quest’ultimo album) e come sua abitudine lo fa in modo totalmente sincero e senza risparmiare nulla.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le biografie o l’autobiografie in genere risultano essere o delle <strong>agiografie</strong> con un mero elenco di “ho fatto questo e quello” molto superficiali di cui se ne può quasi sempre fare a meno. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo libro invece dimostra una volta di più perché il rapporto con i suoi fans (attraverso il club del Bar Mario gestito da suo fratello Marco) è così stretto e pressoché unico. Liga non si risparmia mai e quando decide di raccontarsi lo fa fino in fondo senza nascondere nulla. La famiglia, le malattie, i lutti, le paure, le ragazzate, le superstizioni, i colleghi, gli impresari, le delusioni, i successi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quello che appare evidente è la <strong>sincerità</strong> di queste pagine che prima raccontano la formazione di Luciano Ligabue e poi spiegano le sue scelte artistiche, la genesi di alcune canzoni e album; altresì quindi si capisce come e perché i fan sono così attaccati ai suoi pezzi e alle sue strofe. &#8220;<strong>Ma come fate a sapere che sono così sincere?</strong>&#8221; Ovvio che non siamo onniscienti e non facendo parte di quella cerchia di persone citate nel libro non possiamo essere testimoni diretti. Ma, oltre ai riscontri che si possono comunque avere, qui si va sulla fiducia personale. Non esiste una scienza che ti dice perché Liga ha la nostra fiducia e altri no. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le motivazioni forse sono contenute nel monologo che Liga ha messo in bocca al suo alter ego Bruno su Radiofreccia mettendo le cose in chiaro una volta per tutte: “<strong>Le canzoni non ti tradiscono</strong>. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco, per molti di noi fan Luciano Ligabue e la sua arte rappresentano una confort zone, un posto dove ti puoi sentire tranquillo quasi come fossi a casa (un <strong>Heimat</strong>, il termine tedesco senza corrispondenza italiana) che ormai è andato oltre le sue canzoni e la musica, proprio perché ha messo in chiaro di non essere né un santo né un profeta. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Forse un giorno ci tradirà e ci deluderà anche lui come hanno fatto molti altri, può darsi.<br />
Sinceramente però, dopo il regalo che ci ha fatto descrivendoci il suo viaggio onirico con G nell’ultimo capitolo del libro, lo riteniamo oggi ancor più improbabile.</span></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Nero, rosso, blu&#8230; poi il buio&#8230; e ora il viola.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/nero-rosso-blu-poi-il-buio-e-ora-il-viola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 21:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cristiana stori]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggere i romanzi di Cristiana Astori che hanno come protagonista Susanna Marino rientra di certo nella cromoterapia. Che insieme al piacere di leggere gli ottimi passaggi quasi lirici dell&#8217;autrice torinese, forma uno dei rimedi più efficaci per ogni malattia dello spirito (e del corpo, visto che qui siamo in pieno esoterismo). Se avete avuto l&#8217;occasione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/9788869436826_0_536_0_75.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26771" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/9788869436826_0_536_0_75.jpg" alt="" width="500" height="766" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/9788869436826_0_536_0_75.jpg 500w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/9788869436826_0_536_0_75-196x300.jpg 196w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/06/9788869436826_0_536_0_75-104x160.jpg 104w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a><br />
Leggere i romanzi di <strong>Cristiana Astori</strong> che hanno come protagonista <strong>Susanna Marino</strong> rientra di certo nella cromoterapia. Che insieme al piacere di leggere gli ottimi passaggi quasi lirici dell&#8217;autrice torinese, forma uno dei rimedi più efficaci per ogni malattia dello spirito (e del corpo, visto che qui siamo in pieno esoterismo).</p>
<p>Se avete avuto l&#8217;occasione di seguire qualche presentazione dell&#8217;autrice saprete che è davvero impossibile non associare il personaggio dell&#8217;improbabile detective/cacciatrice di film scomparsi alla scrittrice stessa; del resto<strong> è lei la prima a mettersi in gioco in tal senso e</strong> questa volta lo fa anche in copertina del libro. I confini tra protagonista e scrittrice ad ogni capitolo della saga cromoterapeutica sembrano sempre più assottigliarsi.</p>
<p>Grazie alle avventure di Susanna la scrittrice condivide con i lettori la sua grande passione per il cinema. Questi hanno così la possibilità di conoscere affascinanti attori, registi, artisti, dipinti e pellicole che forse non sono mai arrivati ai fasti dei <strong>blockbuster hollywoodiani</strong> ma che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Pensiamo ad esempio alla meravigliosa <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Soledad_Miranda">Soledad Miranda</a> in &#8220;Tutto quel nero&#8221; o all&#8217;inquietante <strong>Autuomo</strong> di &#8220;tutto quel blu&#8221;.<br />
In questo quinto capitolo il lettore farà la conoscenza, fra gli altri, di <a href="https://lorenzoalessandri.com/">Lorenzo Alessandri</a> e della sua inquietante e conturbante modella Angelika, nonché del misterioso film italiano &#8220;<strong>Sortilegio</strong>&#8220;&#8230; uno di quei film così maledetti che è meglio non nominare. (<strong>Superstizione? Noi non lo siamo, anche perché porta sfortuna essere superstiziosi.</strong>)</p>
<p>In bilico come sempre fra esoterismo, paranormale, spietati collezionisti e misteriosi incarichi, la Astori ci regala un&#8217;altra storia indimenticabile della sua Susanna, che resta a nostro avviso la detective (per quanto improbabile sia) più originale che ci sia mai capitato di conoscere.</p>
<p>Qualche anno fa si parlava spesso del  <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/New_Italian_Epic"><strong>New Italian Epic</strong></a> definizione coniata da <strong>Wu Ming 1</strong> per definire non solo le opere del  collettivo omonimo ma in cui rientrano ad esempio molti romanzi di <strong>Valerio Evangelisti, Stefano Tassinari e Carlo Lucarelli</strong>.<br />
Dando un&#8217;occhiata alle<strong> regole-manifesto del genere</strong> pensiamo di poterle vedere rispettate nelle opere della scrittrice di origini piemontesi: metastorie, riferimenti storici precisi che il lettore può verificare con sopralluoghi o con i manuali di storia, punti di vista obliqui, narrazione non distaccata.</p>
<p>Non sappiamo a che punto sia la discussione intorno al New Italian Epic, ma questa incredibile cinquina di titoli che uniscono cinema e letteratura è senz&#8217;altro dentro ai suoi confini.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/nero-rosso-blu-poi-il-buio-e-ora-il-viola/">Nero, rosso, blu&#8230; poi il buio&#8230; e ora il viola.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 16:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antonio lanzetta]]></category>
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		<category><![CDATA[male]]></category>
		<category><![CDATA[nazisti]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l&#8217;occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colui che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/">&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25991" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg" alt="" width="424" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg 424w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-113x160.jpg 113w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a></p>
<p align="left"><i>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io miro con l&#8217;occhio.</i></p>
<p align="left"><i>Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io sparo con la mente.</i></p>
<p align="left"><i>Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io uccido con il cuore. </i></p>
<p align="left">Questo il giuramento, allenamento, mantra che i pistoleri di Gilead pronunciavano in difesa della loro città. La difesero finché poterono, fino all’ultimo uomo, fino a quando tradimenti e inferiorità numerica segnarono la fine della civiltà e il mondo andò avanti. O meglio, uno dei mondi che compongono la ruota eterna ed a-dimensionale del “karma kinghiano” collegati tutti ad una forse irraggiungibile, Torre Nera (da cui il nome della saga fantasy kinghiana) al centro nella quale risiede, forse, il potere sui mondi.</p>
<p align="left">Chi meglio di Antonio Lanzetta, lo Stephen King italiano <i>as the Sunday Times says</i>, poteva capire il senso profondo del giuramento dei personaggi kinghiani che, al di là della retorica, impegna la scelta di chi giura protezione armata a un sogno, un re o a sua maestà la Vendetta?</p>
<p align="left">“Il tempo dell’odio” (La Corte Ed. 2022, 224 pag. 18,90€) è ambientato negli anni della seconda guerra mondiale in Cilento.</p>
<p align="left">Non è un libro sulla resistenza propriamente detta, ma sul male di cui gli uomini sono capaci, sull’odio e sul rancore. E su un modo di regolare i conti molto al di fuori del politically correct.</p>
<p align="left">È una storia sul come la contingenza porta a diventare uomini in fretta, anche quando non hai l&#8217;età per esserlo.</p>
<p align="left">È un libro sui mostri, che scelgono consapevolmente di essere tali perché non è mica vero che i mostri non esistono. Fascisti, bambini, militari, contadine, briganti e brigantesse, nazisti… non manca nulla nel libro di Lanzetta; neanche uno sguardo compassionevole agli animali, cosa che conoscendo l’autore non può mancare, in un momento in cui non ci poteva essere animalismo propriamente detto visto che non c’era spazio neanche per la semplice umanità.</p>
<p align="left">È semplicemente un libro da leggere, una storia fuori dal buonismo e dalla retorica ma proprio per questo una di quelle storie che aiuta meglio a comprendere quegli anni particolari.</p>
<p align="left">Al di là del complimento che il Sunday Times regalò all’autore salernitano ai tempi della trilogia dello Sciacallo, possiamo dire che Antonio Lanzetta ha ben compreso una cosa della scrittura del Re. L’importanza intrinseca nel raccontare storie.</p>
<p align="left"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25989" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg" alt="" width="696" height="497" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg 696w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-300x214.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-224x160.jpg 224w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
<p align="left"><em>[foto del Terni-Narni Horror Fest 2021]</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/">&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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