Persecuzioni contro i cristiani 2.0

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I mezzi di comunicazione segnalano con crescente frequenza notizie che vedono cittadini di fede cristiana fatti oggetto di atti di violenza, intolleranza o discriminazione, tutti presentati come ennesimi episodi di un’azione globale in atto contro il cristianesimo nel mondo.
Nei mesi scorsi quest’atteggiamento ha trovato il suo slogan, tragico e discutibile: “Un cristiano morto ogni cinque minuti”. uso della croceSe questo dato fosse vero, si tratterebbe di una massa enorme di cristiani, oltre centomila persone ogni anno, uccise a causa della loro fede. Il dato non è mai stato oggetto di analisi ma se si valutasse in base al semplice buon senso, si dovrebbe già avere qualche riserva sulla sua veridicità. C’è la sensazione che le cifre siano, per fortuna, ben diverse e si tratti invece di uno slogan “shock” ideato per sostenere una campagna di comunicazione tendente ad accreditare l’immagine di un cristianesimo perseguitato in tutto il pianeta.
E’ un’azione alimentata di continuo con fatti gravi (pochi) e fatti di scarso o nessun rilievo (molti) comunque tutti inquadrati in una cornice vittimistica che riecheggia i toni delle antiche persecuzioni di cui i cristiani furono vittime al momento della nascita del loro movimento.
L’Avvenire, il quotidiano della Cei, ha trattato più volte l’argomento e, abbandonando in queste occasioni i consueti toni curiali, ha evocato lo spettro di un’Europa anticristiana che starebbe emarginando il Cristianesimo e perseguitando i cristiani, ma non sono mancati anche interventi d’intellettuali laici che si sono affiancati al quotidiano cattolico in questa campagna, giungendo a parlare addirittura di minaccia alla libertà “tout court”.
Per capire come si è arrivati a questo punto, occorre riavvolgere il filo della cronaca recente.
Quando si tratta l’argomento, ci si riferisce di solito al lavoro di un Osservatorio facente capo a un’organizzazione cristiana austriaca (1) che ha creato un centro di documentazione e raccolta di episodi di discriminazione e d’intolleranza nei confronti del cristiani in Europa. Il Centro ha pubblicato un rapporto sui casi segnalati nel periodo 2005-2011 (2) che dimostrerebbe l’esistenza nel nostro continente di una vera e propria azione collettiva persecutoria per l’emarginazione dei cristiani e la liquidazione del cristianesimo.
Quest’opinione – perché di opinione si tratta – è stata fatta propria, diffusa e ripetuta sino a diventare verità, fornendo il pretesto per appassionate invettive in difesa della libertà di religione, di pensiero, di parola, ecc. ecc. Ma a costoro non sembra venuto in mente di verificare la fondatezza di una simile ricerca le cui conclusioni contrastano con l’evidenza dei fatti quotidiani dove i cristiani e le loro Chiese tutto sono fuorché perseguitati.
Se si va a cercare il documento – facilmente reperibile in rete (3) – ci si rende conto di quanto il fenomeno sia stato ingigantito e di come accanto ad alcuni casi di vera intolleranza siano segnalati molti altri casi di scarso rilievo, talvolta francamente ridicoli.
I gravi episodi di vera e propria intolleranza e odio religioso meritano la massima attenzione e non vanno certo sminuiti: parliamo di violazione di cimiteri cristiani, di danneggiamenti alle chiese, di scontri con manifestanti in Austria, di aggressioni contro i cristiani in Bosnia e in Turchia, che pure sono avvenuti, ma si tratta di pochi casi, quasi sempre riconducibili a conflitti interreligiosi. Anche in questi casi un po’ di attenzione non guasta perché si potrebbe essere in presenza di eventi estranei alla religione. Un esempio è il caso dell’aggressione ai quattro frati avvenuto in un convento di Torino che è presentato nel dossier come un caso di persecuzione religiosa, mentre si è scoperto, già da tempo senza che il fatto fosse oggetto di rettifica, che l’aggressione fu fatta a scopo di rapina, quindi per motivi diversi da quello religioso.
Accanto a pochi casi di vera intolleranza religiosa il Rapporto cita tanti piccoli episodi che di intolleranza e discriminazione hanno ben poco.
Ecco alcuni degli atti denunciati a gran voce dall’Osservatorio:
la mancata nomina di Rocco Buttiglione a commissario UE;
la sentenza in prima istanza della Corte Europea dei diritti dell’uomo sul caso del crocefisso (poi ribaltata);
l’approvazione da parte del Parlamento belga di una mozione che condannava le parole del Papa secondo il quale il preservativo non impedisce la diffusione dell’aids;
la circostanza che in serial televisivo turco il personaggio cattivo del telefilm sia un devoto cattolico;
l’affermazione fatta in un congresso internazionale sulla famiglia che in materia di aborto il cattolicesimo non si distingue dall’Islam;
l’aver urlato durante una dimostrazione in Austria nel 2009 per il diritto all’aborto (definita nel Rapporto contro la vita) lo slogan “Dio non esiste”.

Questo sarebbe accaduto nel resto d’Europa, mentre in Italia tra i gravi casi segnalati si trova:
– la mancata visita di Benedetto XVI alla Sapienza;
– il fatto che a Roma si sia svolto un Gay Pride;
– la contestazione e le uova lanciate da alcuni manifestanti contro Giuliano Ferrara nel 2008;
– alcune vignette di Vauro presentate ad Annozero
– la campagna di protesta contro l’esenzione dell’Ici degli immobili della Chiesa,inserita dall’Osservatorio tra i casi di “Insulto, diffamazione e stereotipi negativi” in danno dei cristiani.
Da ultimo un gustoso episodio, anch’esso finito nella lista nera dell’Osservatorio: pare che il Comune di Novara nell’agosto 2011 abbia proibito che in occasione del giorno di Maria Assunta si tenesse la tradizionale festa in piazza con bruschetta e salamella. Il motivo sarebbe nel fatto che la festa cadeva nel periodo del ramadan e per non offendere la minoranza musulmana, il Comune ha creduto opportuno vietare il consumo della carne di maiale e quindi della salamella. In sostituzione il Comune di Novara avrebbe comunque autorizzato la festa del cocomero. L’evento è stato presentato come esempio di grave discriminazione nei confronti dei cristiani.
Il fatto di essere profondamente cattolici non ha impedito ai compilatori del rapporto di confondere la festa dell’Assunta che cade il 15 agosto con quella dell’Ascensione che cade quaranta giorni dopo la Pasqua..
Gli esempi dovrebbero essere sufficienti a dare la misura del rigore e della serietà del Rapporto.
Ciò non toglie che questo documento sia stato utilizzato dagli integralisti cristiani e da chi ha interesse a rappresentare una Chiesa perseguitata per giustificare una campagna vittimista incentrata sulle discriminazioni cristiane in Europa e nel mondo. La cosa grave è che nel denunciare questo complotto mondiale sono messi insieme molti casi inconsistenti, in cui la discriminazione è nella testa dei presunti discriminati, con pochi veri casi di persecuzione fisica di cui i cristiani sono stati purtroppo vittime in alcuni paesi africani e asiatici. Si tratta di uccisioni e di gravi violenze che vanno condannati e per i quali dovrebbero prevedersi energici interventi da parte della diplomazia internazionale. Un conto però è la condanna della violenza su cui tutti siamo d’accordo e un conto è enfatizzare o manipolare fatti di nessuna importanza o addirittura estranei al problema religioso per creare l’immagine di un cristianesimo oppresso in tutto il pianeta. Non pare onesto mettere insieme morti veri con fantasie persecutorie al fine di evocare un complotto mondiale che richiami, da un lato, le simpatie dei paladini delle libertà violate, sempre pronti ad intervenire in difesa di qualcosa e, dall’altro, contenga e limiti lo sviluppo di un pensiero europeo che finalmente comincia a interrogarsi sulla religione e sulle Chiese.

Dagoberto Frattaroli

(1) Observatory on Intolerance and Discrimination against Christians” un’organizzazione non governativa (ONG) con sede a Vienna diretta dalla D.ssa Gudrun Kugler;

(2) Shadow Report on Intolerance and discrimination against Christians in Europe 2005-2010 e Report 2011
(3) I Rapporti, in lingua inglese sono reperibili sul sito: www.intoleranceagainstchristians.eu/

Il presente articolo utilizza in parte i contributi di diversi interventi della Redazione dell’UAAR reperibili sul sito www.UAAR.it

17 Giugno 2013   |   articoli, riflessioni   |   Tags: , ,