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	<title>uaar Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Omofobia: la propaganda “ritardata” di “Avvenire”</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/omofobia-la-propaganda-ritardata-di-avvenire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 21:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avvenire pubblica oggi un articolo in cui sostiene che i figli di coppie gay sono portati a essere affetti da malattie sessualmente trasmissibili, al suicidio e al ricorso a terapia psicologica. Il problema, oltre alla solita omofobia strisciante, è che il quotidiano propaganda la scientificità di questo studio di Mark Regnerus, professore di sociologia all’Università del Texas. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/omofobia-la-propaganda-ritardata-di-avvenire/">Omofobia: la propaganda “ritardata” di “Avvenire”</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Avvenire </em>pubblica oggi <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1KZJY2">un articolo</a> in cui sostiene che i figli di coppie gay sono portati a essere affetti da malattie sessualmente trasmissibili, al suicidio e al ricorso a terapia psicologica. Il problema, oltre alla solita omofobia strisciante, è che il quotidiano propaganda la scientificità di questo studio di Mark Regnerus, professore di sociologia all’Università del Texas.<span id="more-10870"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10871" title="lotus" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/lotus.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Il giornale dei vescovi (lautamente sovvenzionato dai contributi pubblici) parla di “ritardo”. Ma è proprio la testata cattolica ad arrivare in ritardo. O forse ha voluto far uscire dal cassetto una notizia ad hoc proprio ora che si parla di estendere i diritti anche alle coppie gay.</p>
<p>Perché già a giugno <a href="http://www.slate.com/articles/double_x/doublex/2012/06/gay_parents_are_they_really_no_different_.single.html"><em>Slate</em> pubblicò un articolo</a> in cui Regnerus illustrava il suo studio. E il giorno dopo <a href="http://www.slate.com/articles/health_and_science/human_nature/2012/06/new_family_structures_study_is_gay_parenthood_bad_or_is_gay_marriage_good_.html">arrivò la “smentita”</a>, con un’analisi critica della ricerca che ne rivelò alcuni evidenti difetti nel metodo. Lo studio, per quanto basato  su un ampio campione statistico, catalogava per esempio come “omosessuale” un genitore in base a questa domanda, fatta al figlio ormai adulto: <em>“Dalla tua nascita fino a 18 anni, hai mai saputo di un rapporto romantico di tuo padre/tua madre con una persona dello stesso sesso?”</em>.</p>
<p>Ovvero, si includevano volutamente genitori che avevano avuto relazioni con altre persone, lasciando per di più ai figli questa ’schedatura’ inappropriata dell’omosessualità dei loro genitori. Prevedibile che nel calderone finissero etichettati come “figli di omosessuali” non quelli di coppie gay stabili e serene, ma ragazzi provenienti da coppie vacillanti. E in cui possono esserci figli con maggiori disagi, a prescindere dal fatto che si tratti di coppie gay o eterosessuali. Non c’è dunque molto da stupirsi che non sia esattamente l’ambiente ideale in cui crescere, ma la causa diretta non risiede nel fatto che quel genitore è gay. Aggiungiamoci che la ricerca risulta commissionata con lauto finanziamento da <a href="http://thenewcivilrightsmovement.com/opinion-how-anti-gay-regnerus-study-was-corrupted-by-nom-from-beginning-to-end/marriage/2012/06/13/41324">esponenti di gruppi conservatori anti-gay</a>.</p>
<p>È vero che gli studi sulle famiglie Lgbt non sono (ancora) <a href="http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580">statisticamente molto solidi</a>, come ha rilevato Loren Marks su <em>Social Science Research. </em>Infatti il problema è che, essendo le coppie gay ancora non riconosciute, o riconosciute da poco tempo, non è possibile analizzare migliaia di casi omogenei in un arco di tempo ampio come si vorrebbe e dovrebbe.</p>
<p>Nello stesso volume che ha pubblicato la ricerca di Regnerus l’editore ha però incluso <a href="http://www.elsevier.com/wps/find/authored_newsitem.cws_home/companynews05_02356">tre commenti di altri ricercatori</a> che ridimensionavano molto i risultati, pur apprezzando il tentativo di creare una statistica ampia. Il prof. Paul Amato dell’Università della Pennsylvania scrive: “Se crescere con genitori gay e lesbiche fosse così catastrofico, il problema emergerebbe anche da studi fatti su campioni ridotti. È probabile che le differenze siano piccole, paragonabili forse con quelle di figli di divorziati”. A questo punto, diamo un’idea per la prossima campagna di <em>Avvenire</em>: abolire il divorzio.</p>
<p>Non è la prima volta che i detrattori religiosi degli omosessuali, non potendoli più seriamente dipingere di fronte all’opinione pubblica come dei debosciati o dei peccatori sulla base di vecchi stereotipi di fede, tentano di usare alcuni studi per avvalorare le proprie tesi. Sostenendo ora che i figli di coppie gay crescono con spaventosi traumi e disagi: sebbene non sembri proprio così, come rilevato ad esempio da Chiara Lalli nel suo libro <em><a href="http://www.uaar.it/ateismo/opere/chiara-lalli-buoni-genitori.html">Buoni genitori</a></em>.  Non è quindi un caso che questo studio di Regnerus sia stato cavalcato mesi fa soprattutto da blog di integralisti cattolici, dopo essere stato commentato laconicamente su <em><a href="http://www.lastampa.it/2012/06/12/blogs/san-pietro-e-dintorni/adozioni-omo-studio-usa-VJdIVyEB95FcE4p9ds2j0N/index.html">La Stampa</a>.</em> Come rileva <em><a href="http://malvinodue.blogspot.it/2012/06/siamo-alle-solite.html">Malvino</a></em>, che evidenzia le stesse remore di Regnerus. Fa però specie constatare come il più importante giornale cattolico italiano sia ormai al traino dei siti più fanatici. Succede del resto alla stessa Chiesa, ormai succube dei nuovi movimenti ecclesiali, dall’Opus Dei a Comunione e liberazione.</p>
<p>Di fronte alla crescita delle famiglie omosessuali e alla loro domanda di riconoscimento sociale gli integralisti religiosi giocano dunque la carta della delegittimazione. Il metodo-Betulla fa scuola. Ammantato, in questo caso, di una parvenza di scientificità. Peccato che le apparenze spesso ingannino. Perché l’unico vero ritardo in questa vicenda è quello che la Chiesa cattolica sta accumulando nei confronti della società moderna, e non sarà certo ridotto con l’utilizzo di espedienti di questo tipo.</p>
<p><a href="http://www.uaar.it/news/2012/09/28/omofobia-propaganda-ritardata-avvenire/"><strong>dal sito dell&#8217;UAAR</strong></a></p>
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		<title>Un battesimo è per sempre&#8230; forse</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/un-battesimo-e-per-sempre-forse/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 18:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pratica dello sbattezzo inventata dal circolo anarchico “N. Papini” di Fano e messa a punto legalmente dall’UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) in Italia non fa più notizia. Qualche volta il sito UAAR riporta notizia di qualche prete “de coccio” che si ostina a non voler cancellare in seguito a regolare richiesta il nome [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pratica dello sbattezzo inventata dal circolo anarchico “N. Papini” di Fano e messa a punto legalmente dall’UAAR (Unione Atei e Agnostici Razionalisti) in Italia non fa più notizia.<br />
Qualche volta il sito UAAR riporta notizia di qualche prete “de coccio” che si ostina a non voler cancellare in seguito a regolare richiesta il nome dello sbattezzando, ma tant’è&#8230; la prassi è accettata dall’opinione pubblica e i raduni degli sbattezzandi non attirano più l’attenzione neanche del gossip.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/bxvi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10363" title="bxvi" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/bxvi-300x225.jpg" alt="" width="256" height="210" /><span id="more-10362"></span></a><br />
Le forze avverse si fanno forza dell’indifferenza, trattando la minoranza (dalle diecimila alle ventimila persone secondo alcune stime) con noncuranza, anzi evitando proprio di parlare del fenomeno. Alcune repliche lasciate sui siti non ufficialmente a cura della Chiesa come quello <strong>dell’Unione dei Cristiani Cattolici Razionalisti</strong> (ossimori viventi), o come il delirante <strong>Pontifex</strong>, si limitano a dire che lo sbattezzo non gli fa né caldo né freddo, visto che un sacramento comunque non si può annullare.</p>
<p>È vero, come disse nel 1999 il garante della Privacy italiano, che non si può cancellare il battesimo perché era un fatto avvenuto, tuttavia si può richiedere di vedere cancellato il proprio nome dagli elenchi dei facenti parte della religione cattolica. Per ovvie ragioni di privacy, per l’appunto.<br />
Ma se l’indifferenza e il non ti curar di loro sono le parole d’ordine qui in Italia, c’è da chiedersi allora perché la stessa Chiesa Cattolica Apostolica Romana sia così restia a concedere lo sbattezzo laddove le autorità civili non abbiano riconosciuto questo diritto.<br />
In Polonia infatti le autorità e la Chiesa si stanno accanendo contro <strong>Dawid Sznaider</strong> che aveva richiesto la possibilità di vedersi cancellato dagli elenchi dei cattolici polacchi; mentre il garante per la privacy ha detto di non aver giurisprudenza sulle chiese (interessante&#8230;), un tribunale ha decretato che il richiedente dovesse essere considerato facente parte della Chiesa cattolica perché non aveva seguito le procedure fissate dalla stessa per la fuoriuscita secondo l’«<em>Actus formalis defectionis ab Ecclesia catholica</em>». Il colmo si è avuto quando, a seguito della sentenza, l’agenzia cattolica KAI ha precisato che quell’atto non è più in vigore e vale la semplice legge “una volta cattolico, cattolico per sempre”. Allora forse occorre rivalutare l’azione dello sbattezzo che l’UAAR ha messo a punto in Italia perché, evidentemente, non è così indolore per la Chiesa, e forse vale anche la pena ricordare il suo significato storico.</p>
<p>Nel 1958 il vescovo di Prato, illuminato esponente della <strong>“religione dell’amore”</strong>, definì una coppia di sposi «<em>pubblici peccatori e concubini</em>» perché avevano avuto l’ardire di sposarsi in Comune e non in chiesa. La coppia subì danni anche economici dalle parole del vescovo e gli fece causa, perdendola. Perché i due, essendo battezzati, facevano formalmente parte della Chiesa cattolica e quindi erano sottoposti all’autorità ecclesiastica.<br />
In pratica quella sentenza stabilì che i gerarchi cattolici possono dare pubblicamente qualunque giudizio morale sulle loro pecorelle senza incorrere in alcuna sanzione amministrativa.<br />
Quindi oltre che per tante altre ragioni, prima fra tutte la coerenza, lo sbattezzo è un atto doveroso da parte di chi cattolico non è, per togliere potere a questa istituzione che si basa sulle sciocche consuetudini da millenni a questa parte.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>QUANTO?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quanto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 18:32:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[costi della chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sei miliardi]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;UAAR ha pubblicato in un apposito sito i risultati della sua &#8220;raccolta dati&#8221; sull&#8217;annosa questione dei Costi della Chiesa Cattolica.  La risposta alla domanda &#8220;quanto costa la chiesa agli italiani&#8221; è: OLTRE SEI MILIARDI DI EURO L&#8217;ANNO. Quanto? 6.086.565.703 € Ma no dai c&#8217;è un errore. No no, c&#8217;è anche la tabella riepilogativa Quanto? Sei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;UAAR ha pubblicato in un<a href="http://www.icostidellachiesa.it/?ref=ultimissime"> apposito sito </a>i risultati della sua &#8220;raccolta dati&#8221; sull&#8217;annosa questione dei Costi della Chiesa Cattolica.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft" src="http://seosema.files.wordpress.com/2010/07/fare-soldi-online.jpg" alt="" width="260" height="169" /> <span id="more-10302"></span>La risposta alla domanda &#8220;quanto costa la chiesa agli italiani&#8221; è: OLTRE SEI MILIARDI DI EURO L&#8217;ANNO.</p>
<p>Quanto?</p>
<p>6.086.565.703 €</p>
<p>Ma no dai c&#8217;è un errore.</p>
<p>No no, c&#8217;è anche la tabella riepilogativa</p>
<p>Quanto?</p>
<p>Sei miliardi e passa&#8230;</p>
<p>Ci sono state finanziarie più leggere nel corso della storia!</p>
<p>Eh si!</p>
<p>Cioè in pratica ogni anno spendiamo sei miliardi di euro solo per mantenere i preti?</p>
<p>I preti e le loro strutture, che non sono tutte mense della Caritas.</p>
<p>Mah&#8230; secondo me voi siete i soliti anticlericali.</p>
<p>Certo&#8230; e ne abbiamo motivo!</p>
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		<item>
		<title>Ci sono scheletri e SCHELETRI</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-sono-scheletri-e-scheletri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 22:43:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
		<category><![CDATA[uccr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non fa certo piacere tornare a casa all&#8217;una di notte stanco per il lavoro e trovare una mail di qualcuno che ti avvisa di aver trovato il tuo nome su un sito confessionale (un sito dei tuoi avversari ideologici) insieme a quello di altri dissidenti che hanno militato con te in un&#8217;associazione laica. Corro sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ci-sono-scheletri-e-scheletri/">Ci sono scheletri e SCHELETRI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Non fa certo piacere tornare a casa all&rsquo;una di notte stanco per il lavoro e trovare una mail di qualcuno che ti avvisa di aver trovato il tuo nome su un sito confessionale (un sito dei tuoi avversari ideologici) insieme a quello di altri dissidenti che hanno militato con te in un&rsquo;associazione laica.</p>
<p>	Corro sulla pagina in questione e mi ritrovo di fronte ad un ampio resoconto di tutto quello che &egrave; accaduto nell&rsquo;UAAR: dai fatti personali alle beghe interne, il tutto con vari commenti (compresi quelli di chi per l&rsquo;occasione fa finta professarsi non credente).</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	In tutta sincerit&agrave;, a parte l&rsquo;impatto iniziale, non &egrave; che la cosa mi abbia stupito pi&ugrave; di tanto: era assai difficile che la faida da &ldquo;scuola media&rdquo; a cui ho assistito nell&rsquo;ultimo biennio (e nella quale volente o nolente sono stato coinvolto) all&rsquo;interno dell&rsquo;UAAR non travalicasse i limiti dell&rsquo;associazione e che prima o poi in qualche modo non arrivasse a qualche nostro avversario ideologico che l&rsquo;avrebbe gonfiata come un pallone ed utilizzata per attaccare l&rsquo;organizzazione in cui ho militato per quasi dieci anni, il tutto non certo per spirito di solidariet&agrave; nei miei confronti o nei confronti degli altri soci che sono stati epurati.</p>
<p>	Come ha giustamente osservato qualcuno: quando si nasconde la mondezza (e non la si nasconde neppure troppo bene) un conto &egrave; se la nota un amico, ben altra cosa &egrave; se la nota qualcuno che amico non &egrave;.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Ma dato che sono stato uno di quelli che hanno sospeso la propria militanza attiva a causa di quella che considero una pessima gestione clientelare dell&rsquo;UAAR nata dalle velleit&agrave; del segretario e dei suoi accoliti, non mi si potr&agrave; certo accusare di essere &ldquo;di parte&rdquo; se mi permetter&ograve; di esprimere le mie osservazioni nei confronti di questi confessionalisti che si autodefiniscono &ldquo;razionalisti&rdquo; a cui negli ultimi giorni si &egrave; aggiunta un&#39;altra associazione confessionale che &egrave; addirittura arrivata a chiedere lo scioglimento dell&rsquo;UAAR.</p>
<p>	Premesso che lo scioglimento dell&rsquo;UAAR &egrave; gi&agrave; previsto nel suo statuto per il giorno in cui saranno stati raggiunti determinati scopi, mi permetto di evidenziare che non mi sto neanche preoccupando troppo di difendere l&rsquo;associazione in cui ho militato (anche perch&eacute; suppongo che l&rsquo;associazione sappia benissimo farlo da sola, nonostante sia retta da quella che considero un&rsquo;opinabile dirigenza), ma piuttosto di difendere gli schieramenti.</p>
<p>	Facciano quindi attenzione i signori dell&rsquo;UCCR a scagliare la prima pietra (come ammoniva una certa icona della loro cosmogonia) per beghe in casa UAAR, perch&eacute; a questo punto (anche se in qualit&agrave; di dissidente del loro avversario) mi sento autorizzato a rispondere scagliando un asteroide.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Analizziamo quindi la circostanza partendo da una considerazione ironica.</p>
<p>	Se qualcuno va a cercare l&rsquo;opportuna pagina web, trover&agrave; una delle Leggi di Murphy applicate all&rsquo;UAAR che inserii nel sito del circolo di Roma quando ero coordinatore, la quale afferma: &ldquo;Per il solo fatto che sei in un circolo UAAR non significa che gli Italiani diventino improvvisamente organizzati, rispettosi dei ruoli o che acquistino ordine mentale e capacit&agrave; di lavorare in squadra.&rdquo;</p>
<p>	Evidentemente gi&agrave; all&rsquo;epoca si era coscienti delle fallacit&agrave; dell&rsquo;animo umano al punto da farci dell&rsquo;ironia, e gi&agrave; questo dovrebbe invitare a considerare che nulla di quanto &egrave; riportato nel sito dell&rsquo;UCCR (e dei relativi blog da cui quelle notizie sono trapelate) costituirebbe chiss&agrave; quale scandalosa notizia per chi &egrave; davvero razionalista perch&eacute; sa bene come si evolvono i rapporti tra persone e che &ldquo;non esistono innocenti, ma solo diversi gradi di responsabilit&agrave;&rdquo;.</p>
<p>	In altre parole in casa UAAR &egrave; semplicemente vietato essere in disaccordo con il capo.</p>
<p>	Cosa c&rsquo;&egrave; di tanto scandaloso che non accada gi&agrave; in ogni luogo di lavoro e (meglio mi sento) presso la monarchia teocratica assoluta di Via della Conciliazione ?</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	A parte normali dinamiche di gruppo degenerate in faide da post-adolescenti, cosa &egrave; successo nell&rsquo;UAAR ? &hellip; Semplicemente che un&rsquo;associazione nata su principi democratici sia scaduta in una struttura padronale e che (di conseguenza) il sottoscritto ed altri soci hanno ben pensato di evitare di perdervi altro tempo: chi (come me) per scelta, chi perch&eacute; espulso.</p>
<p>	Nessuno ha registrato scandali sulle cronache nazionali o internazionali, anche perch&eacute; non credo che tali notizie siano di qualche interesse per le agenzie di stampa.</p>
<p>	Solo io e diversi altri membri abbiamo collezionato qualche &ldquo;piccolo schifoso ricordo in pi&ugrave;&rdquo;, ma la cosa si ferma qui.</p>
<p>	Si tenga conto che io sono ancora regolarmente iscritto pur non condividendo il comportamento dell&rsquo;attuale dirigenza UAAR e svolgo la mia militanza attiva per altre organizzazioni come CIVILTA&#39; LAICA sicuramente pi&ugrave; piccole ma con una dirigenza di gran lunga pi&ugrave; saggia ed intelligente.</p>
<p>	Per il resto non ho chiesto la solidariet&agrave; o il supporto dell&rsquo;UCCR per le nostre vicende interne e non li desidero affatto, anche perch&eacute; conoscendo bene l&rsquo;animo umano ed in particolare quello degli stessi Italiani, non creda la suddetta associazione di &quot;confessionali razionalisti&quot; di essere scevra dalle stesse dinamiche (che magari sono gi&agrave; accadute ma che qualcuno ha tenuto ben nascoste, mentre nell&rsquo;UAAR non abbiamo problemi ad ammettere che ci siano state).</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Passando dalle singole associazioni rappresentative agli schieramenti di cui le stesse fanno parte, mi sembra opportuno ricordare che per le faide in casa laica non &egrave; stato assassinato nessun comandante delle guardie svizzere (anche perch&eacute; associazioni come l&rsquo;UAAR non ne hanno, sebbene qualche socio zelante ogni tanto ami improvvisarsi tale senza che gli sia stato chiesto), non &egrave; stato avvelenato nessun rappresentante associativo facendo passare il tutto come un incidente (anche perch&eacute; dalle nostre parti sarebbe possibile fare l&rsquo;autopsia al suo cadavere e determinarne le vere cause del decesso), non sono stati impiccati banchieri sotto il Ponte dei Frati Neri e non sono state fatte volare dall&rsquo;ultimo piano le relative segretarie e men che mai non sono state fatte sparire nel nulla figlie degli associati.</p>
<p>	Mi permetto di evidenziare che i suddetti fatti eclatanti sono solo la punta di un iceberg.</p>
<p>	Sul fronte laico siamo ancora dilettanti: ci vuole ben altro per competere con certi &ldquo;mostri sacri&rdquo;.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Si badi bene che mi sono soffermato alle beghe interne, perch&eacute; se andassi avanti potrei invitare tutti a considerare che dalle nostre parti nessuno ha mai imbastito istruzioni operative redatte in latino per coprire sistematicamente i pedofili, le associazioni laiche non hanno mai spostato capitali in ogni parte del mondo senza alcun controllo per gli scopi pi&ugrave; loschi (anche perch&eacute; di capitali ne abbiamo ancor meno che di guardie svizzere), le associazioni laiche non detengono il 25% del patrimonio immobiliare della capitale sfrattando a piacimento i locatari dopo averli circuiti con espedienti legali di basso profilo, non si preoccupano di far seppellire boss della malavita all&rsquo;interno delle proprie sedi, non propagandano l&rsquo;omofobia e non hanno mai proclamato eroi degli emeriti mascalzoni che si sono macchiati anche di crimini contro l&rsquo;umanit&agrave;.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Vero &egrave; che alcuni ex soci espulsi dall&rsquo;UAAR hanno pensato di interpellare dei legali (e vedremo cosa accadr&agrave;), ma vorrei ricordare che poche settimane fa il capo della chiesa cattolica &egrave; stato denunciato alla corte internazionale dell&rsquo;Aja da due avvocati tedeschi facenti parte di una corrente religiosa di minoranza.</p>
<p>	Non basta: anche se buona parte dei suoi dirigenti e dei suoi probiviri ogni tanto (per distrazione ?) fanno finta di dimenticarsene, l&rsquo;UAAR contempla tra le proprie tesi la Dichiarazione Universale dei Diritti dell&rsquo;Uomo: documento mai sottoscritto dal Vaticano nonostante i monarchi che ne occupano il trono lo sbandierino ai quattro venti quando gli fa pi&ugrave; comodo.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Mi fermo qui anche se l&rsquo;elenco dei misfatti in casa confessionale potrebbe essere infinitamente pi&ugrave; ampio, ma purtroppo gli spazi a disposizione sul web sono di capacit&agrave; ridotta per ospitare una tale mole di dati.</p>
<p>	Posso solo osservare che (come al solito) il passatempo preferito dell&rsquo;alce &egrave; quello di dare del cornuto all&rsquo;orso !</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Circa l&rsquo;UAAR non credo che tutta questa vicenda metter&agrave; in guardia il segretario sul costo politico e di immagine costituito da determinati comportamenti che egli stesso ha assunto o ha favorito.</p>
<p>	Del resto, per chi ha una determinata concezione della dirigenza associativa, la salute della struttura che presiede non sempre &egrave; il primo obiettivo (per&ograve; anche in questo caso la storia passata o recente ci insegna che sul fronte confessionale le cose non stanno in modo diverso: anzi ! &hellip; con la differenza sostanziale che in casa UAAR esisterebbero anche elezioni democratiche per sbarazzarsi di certi personaggi, mentre nelle realt&agrave; confessionali non ne ho mai viste).</p>
<p>	Detto ci&ograve; sono convinto che nell&rsquo;UAAR il problema dei rapporti con una dirigenza autocratica e alquanto maldestra esista e vada prima o poi risolto, ma non abbiamo certo bisogno dell&rsquo;aiuto confessionale per questo.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Di conseguenza, se dal fronte confessionale c&rsquo;&egrave; chi denuncia l&rsquo;UAAR per mere beghe interne gi&agrave; segnalate dai propri associati e a questo si aggiunge qualcuno che vorrebbe sciogliere la nostra associazione per altre questioni che non sto neppure ad analizzare, si pensi prima a sciogliere determinate realt&agrave; religiose che non hanno mai riconosciuto i diritti umani e che si fanno elargire copiose somme di denaro dallo stato italiano per il solo fatto che hanno deciso di credere in una loro personale divinit&agrave; (ed in base a quella tentano di imporre: al resto del paese regole e dettami su non ben definiti principi identitari, ai rappresentanti parlamentari posizioni che ledono i diritti fondamentali di chi cattolico non &egrave;), dato che le beghe interne di quelle realt&agrave; fanno parlare i giornali di mezzo pianeta.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Ma per quanto riguarda l&rsquo;UCCR e tutto ci&ograve; che rappresenta, ci vuole un bel coraggio ed una bella confusione anatomica per cercare &ldquo;scheletri di topo&rdquo; nell&rsquo;armadio degli avversari, quando nel proprio armadio si hanno &ldquo;scheletri di dinosauro&rdquo;.</p>
<p>	E se in questo caso specifico nell&rsquo;armadio di casa UAAR io rappresento lo scheletro di uno di quei topi (ben fiero di esserlo), pu&ograve; stare tranquillo &ldquo;qualcuno&rdquo; che non mi sono certo dimenticato degli scheletri di dinosauro nascosti nell&rsquo;armadio di quella casa della quale l&rsquo;UCCR ed altre organizzazioni confessionali sono solo una finestra &hellip; n&eacute; mai me ne dimenticher&ograve; !</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	<strong>Francesco Saverio Paoletti </strong>(ex membro del CC ed ex coordinatore del circolo UAAR di Roma)</span></span></p>
<p></p>
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		<title>Eppur si muore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 12:20:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[funerali civili]]></category>
		<category><![CDATA[nicoletta bernardi]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pu&#242; capitare, come a Paolo Vinti, a 50 anni, prematuramente rispetto alla media dei Paesi occidentali. Dei &#34;funerali civili&#34; avevo letto in internet, su siti di non credenti, e ne avevo visto una rappresentazione nel film &#34;Le invasioni barbariche&#34;. Quello di Paolo, il &#34;Compagno Paolino&#34; per le persone con cui condivide(va) ideali di giustizia ed [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="text">
	</p>
<p style="text-align: justify;">
		<br />
		<span style="font-size: 14px;">Pu&ograve; capitare, come a <a href="http://www.facebook.com/pages/Compagno-Paolo-Vinti/50951995375" target="_blank"><font color="#9e7338">Paolo Vinti</font></a>, a 50 anni, prematuramente rispetto alla media dei Paesi occidentali.</p>
<p>		Dei &quot;funerali civili&quot; avevo letto in internet, su siti di non credenti, e ne avevo visto una rappresentazione nel film &quot;<a href="http://www.film.tv.it/scheda.php/film/24589/le-invasioni-barbariche/" target="_blank"><font color="#9e7338">Le invasioni barbariche</font></a>&quot;.</p>
<p>		Quello di Paolo, il &quot;Compagno Paolino&quot; per le persone con cui condivide(va) ideali di giustizia ed uguaglianza sociali fra le donne e gli uomini che nascono e vivono su questo pianeta, &egrave; stato il primo cui ho partecipato; si &egrave; svolto nell&#39;edificio della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Bevignate" target="_blank">ex chiesa di San Bevignate</a>, di propriet&agrave; del Comune di Perugia.</p>
<p>		Scrivo del suo funerale ripensando a <a href="http://civiltalaica.splinder.com/post/22784781/a-due-fratelli" target="_blank"><font color="#9e7338">Maurizio e Giorgio, due fratelli di Terni</font></a>, morti in questo 2010 a breve distanza l&#39;uno dall&#39;altro: sono stati cremati, come avevano voluto, ma non hanno potuto avere delle esequie non religiose, perch&eacute; non avevano (pi&ugrave;) parenti che si prendessero la briga di scoprire se, come e dove poterle celebrare.</p>
<p>		Ai funerali di Paolo, hanno parlato parecchie persone che lo avevano conosciuto; ciascuna ha ricordato episodi avvenuti a manifestazioni, ad iniziative politiche e/o culturali o, semplicemente, per le strade del centro di Perugia, dove era molto probabile incontrarlo.</p>
<p>		Prima dell&#39;inizio degli interventi al microfono, e dopo la fine degli stessi, veniva diffusa della musica classica.</p>
<p>		Nei funerali religiosi, cui mi sono trovata a partecipare finora, l&#39;atmosfera &egrave; spersonalizzata, a mio sentire, (e qui faccio un&#39; &quot;ipotizzazione&quot;, in ricordo del personalissimo lessico di Paolo), dalla vaghezza di formule rituali generiche, valide per tutti.</p>
<p>		I funerali civili, invece, danno la possibilit&agrave; a parenti ed amici di esprimere pubblicamente un saluto personale.</p>
<p>		Sono riti impregnati di umanit&agrave;, nel rispetto della volont&agrave; di chi &egrave; morto da non credente in nessun dio.</p>
<p>		E&#39; possibile &quot;essere vicini&quot;, condividere il dolore per una dipartita, con la naturalezza di un rito laico, pi&ugrave; o meno elaborato a seconda delle preferenze espresse dalla persona quando era in vita.</p>
<p>		Nessuno chiede che venga tolto ai credenti il diritto al funerale in chiesa; quello che associazioni come l&#39;<a href="http://www.uaar.it/laicita/funerali_civili/" target="_blank"><font color="#9e7338">Uaar</font></a> e <a href="http://civiltalaica.splinder.com/" target="_blank"><font color="#9e7338">Civilt&agrave; laica </font></a>chiedono, invece, &egrave; il diritto, per chi lo vuole, di scegliere un funerale laico.</p>
<p>		Un&#39;ultima, irrinunciabile possibilit&agrave; di autodeterminazione nel corso della vita umana.</span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify;">
		<br />
		<span style="font-size: 14px;"><strong>Nicoletta Bernardi</strong></span></p>
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		<title>Lettera aperta al sindaco di Terni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 23:29:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[cremazione]]></category>
		<category><![CDATA[eraldo giulianelli]]></category>
		<category><![CDATA[sala del commiato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Egregio Signor Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo, chi Le scrive sono Alessandro Chiometti ed Eraldo Giulianelli, rispettivamente presidente dell&#8217;Associazione Culturale Civilt&#224; Laica e coordinatore del circolo UAAR di Terni. Iniziamo questa lettera aperta ringraziandola per aver difeso nella sede del Consiglio Comunale la proposta di iniziativa popolare sull&#8217;istituzione a Terni di un Registro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Egregio Signor Sindaco di Terni, On. Leopoldo Di Girolamo,</p>
<p>chi Le scrive sono Alessandro Chiometti ed Eraldo Giulianelli, rispettivamente presidente dell&rsquo;Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica e coordinatore del circolo UAAR di Terni.</p>
<p>Iniziamo questa lettera aperta ringraziandola per aver difeso nella sede del Consiglio Comunale la proposta di iniziativa popolare sull&rsquo;istituzione a Terni di un Registro Comunale dei Testamenti Biologici.</p>
<p>Purtroppo, come ben sappiamo, la proposta non &egrave; stata approvata; &egrave; evidente che in questa citt&agrave; giochi di potere politico e dogmi ideologici contano pi&ugrave; di una proposta firmata da quattrocento cittadini.</p>
<p>Ad ogni modo, come senz&rsquo;altro Le sar&agrave; noto, le iniziative in favore dell&rsquo;istituzione del registro non si fermano e vengono portate avanti dal Comitato Cittadino Permanente al quale, come associazioni, aderiamo. </p>
<p>La giustificazione di alcuni consiglieri &ldquo;dissidenti&rdquo; della maggioranza per il loro comportamento &egrave; stata che il Registro non era nel programma di coalizione e quindi si sono sentiti legittimati di votare &ldquo;secondo coscienza&rdquo;.</p>
<p>In conseguenza di questo Le chiediamo che, a distanza di un anno dalla sua elezione, vengano portati avanti quei punti laici che erano nel suo programma di governo della citt&agrave;. </p>
<p>Mi riferisco in particolare all&rsquo;individuazione di un locale comunale da destinare per la realizzazione della Sala del Commiato Laico e alla realizzazione di un forno per la cremazione dei defunti nel cimitero di Terni.</p>
<p>L&rsquo;assenza di queste due strutture per la nostra citt&agrave; sta diventando insostenibile, sempre pi&ugrave; persone sono costrette a portare i loro defunti a Viterbo o a Perugia per la cremazione delle salme e non hanno un posto degno dove salutare i loro cari se questi non si riconoscevano in una religione istituzionale.</p>
<p>Fin dal 2004 abbiamo chiesto all&rsquo;amministrazione comunale di Terni di trovare una soluzione a questa insostenibile situazione; per questo abbiamo gioito quando Lei le ha inserite nel programma di governo della Citt&agrave; nella sua elezione del 2009. Ora &egrave; passato un anno ed &egrave; venuto il momento di darci una risposta concreta.</p>
<p>Di fronte alle prevedibili opposizioni che le forze politiche pi&ugrave; religiosamente integraliste opporranno, sono a precisare che i soldi per realizzare queste due strutture (che rappresentano un servizio da offrire ai cittadini ternani) possono essere facilmente trovati attingendo ai fondi derivanti dagli Oneri di Urbanizzazione Secondaria.</p>
<p>Sulla realizzazione della Sala del Commiato saremmo lieti di partecipare attivamente (in forma totalmente gratuita) individuando un locale degno di ospitarla e dando idee per un arredamento consono.</p>
<p>Sperando di avere al pi&ugrave; presto un Suo positivo riscontro, la salutiamo cordialmente e le auguriamo un buon lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Terni, 7 Giugno 2010</p>
<p></font></p>
<p align="right"><font size="2"><strong>Alessandro Chiometti</p>
<p>Presidente dell&rsquo;Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eraldo Giulianelli</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Coordinatore del circolo dell&rsquo;UAAR di Terni</strong></font></p>
<p></p>
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		<title>No Vat 2010, troppe assenze ingiustificate</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/no-vat-2010-troppe-assenze-ingiustificate/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 18:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[no vat]]></category>
		<category><![CDATA[partito radicale]]></category>
		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
		<category><![CDATA[uaar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personalmente non mi aspettavo certo il fiume di persone senza fine del Gay Pride 2008, per&#242; sinceramente che si arrivi appena a sfiorare il migliaio di partecipanti, in una manifestazione a Roma, in piena settimana anticoncordataria, mi sembra davvero troppo poco. Sar&#224; che la nostra associazione &#232; piccola e ingenua, per&#242; certi meccanismi che portano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Personalmente non mi aspettavo certo il fiume di persone senza fine del Gay Pride 2008, per&ograve; sinceramente che si arrivi appena a sfiorare il migliaio di partecipanti, in una manifestazione a Roma, in piena settimana anticoncordataria, mi sembra davvero troppo poco.</p>
<p>Sar&agrave; che la nostra associazione &egrave; piccola e ingenua, per&ograve; certi meccanismi che portano associazioni e partiti che fanno della laicit&agrave; la loro bandiera ad ignorare e a dissociarsi dal No Vat mi lasciano realmente perplesso. </p>
<p>Insomma al Gay Pride si, e al No Vat no? Perch&eacute;? </p>
<p>O forse da quest&rsquo;anno addio anche al Gay Pride e ognuno penser&agrave; al suo orticello di piccoli poteri mediatici? Forse basta essere invitati un paio di volte alla &ldquo;vita in diretta&rdquo; per sentirsi arrivati come associazione? </p>
<p>Eppure i temi della piattaforma No Vat mi sembrano assolutamente attuali e condivisibili per ogni associazione che si voglia definire laica.</p>
<p>Per alcuni il problema era che la manifestazione era &ldquo;troppo politicizzata&rdquo;. Ma di che stiamo parlando? Assente ogni partito di rappresentanza parlamentare, era presente solo la sinistra extraparlamentare in piazza con le sue modeste forze. E per fortuna che c&rsquo;era verrebbe da dire, altrimenti ci sarebbero stati pi&ugrave; poliziotti che partecipanti.</p>
<p>C&rsquo;erano i COBAS, che si confermano l&rsquo;unico sindacato che ha a cuore le tematiche laiche, non solo a parole.</p>
<p>C&rsquo;era Rifondazione Comunista, forse vuol dire che si &egrave; liberata definitivamente delle zavorre opportunistiche dei folgorati in tarda et&agrave;.</p>
<p>Non c&rsquo;erano i Radicali. Perch&eacute;? Ora che si tenta di piazzare la Bonino in una poltrona che conta si dimenticano le battaglie alle radici del partito?</p>
<p>Non c&rsquo;era l&rsquo;UAAR, perch&eacute;? Le recenti vittorie a Strasburgo l&rsquo;hanno resa un associazione troppo d&rsquo;elite per sporcarsi le mani in piazza?</p>
<p>O forse prima di scendere in piazza si deve guardare la lista dei partecipanti e rinunciare se c&rsquo;&egrave; qualcuno che ci sta antipatico? Ma si dovr&agrave; piuttosto condividere la piattaforma della protesta? Allora dico io, se una associazione che si definisce laica ha qualcosa da ridire sulla piattaforma No Vat, ha qualche problema serio di schizofrenia al suo interno. Oppure fa parte della &ldquo;laicit&agrave; buona&rdquo; tanto cara alle gerarchie vaticane.</p>
<p>Lasciare soli i ragazzi di Facciamo Breccia &egrave; un suicidio laico, significa non sfruttare e non dare forza a quelle voci che tentano a gran voce di conquistare spazi laici in un paese che laico non &egrave;.</p>
<p>Ma forse il problema &egrave; che noi di Civilt&agrave; Laica siamo piccoli, ingenui e provinciali per capire i giochi dei grandi&hellip;&nbsp;</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
<p></p>
<p align="left">parola ai partecipanti, alcuni indipendenti</p>
<p></p>
<p align="left">
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  </p>
<p></p>
<p align="left">
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  </p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">lista lesbica italiana:</p>
<p></p>
<p align="left">
    <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0" width="165" height="38" id="http://files.splinder.com/6202ca11255e1329c365f4dadfd8e816_thumbnail.mp3" ><param name="movie" value="/misc/media/niftyplayer.swf?file=http://files.splinder.com/6202ca11255e1329c365f4dadfd8e816_thumbnail.mp3&#038;as=0" /><param name="quality" value="high" /><embed src="/misc/media/niftyplayer.swf?file=http://files.splinder.com/6202ca11255e1329c365f4dadfd8e816_thumbnail.mp3&#038;as=0" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="165" height="38" name="niftyplayer" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object>
  </p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">uno degli organizzatori</p>
<p></p>
<p align="left">
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  </p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="left">il nuovo partito &quot;Democrazia Atea&quot; (!)</p>
<p></p>
<p align="left">
    <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0" width="165" height="38" id="http://files.splinder.com/78a1cbe09cdcb2180174a44a6fcce028_thumbnail.mp3" ><param name="movie" value="/misc/media/niftyplayer.swf?file=http://files.splinder.com/78a1cbe09cdcb2180174a44a6fcce028_thumbnail.mp3&#038;as=0" /><param name="quality" value="high" /><embed src="/misc/media/niftyplayer.swf?file=http://files.splinder.com/78a1cbe09cdcb2180174a44a6fcce028_thumbnail.mp3&#038;as=0" quality="high" bgcolor="#ffffff" width="165" height="38" name="niftyplayer" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer"></embed></object>
  </p>
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		<title>Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:22:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La reazione diffusa conseguente all&rsquo;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &egrave; stata, giustamente, di solidariet&agrave; alla persona e di difesa dell&rsquo;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &egrave; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&rsquo;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&rsquo;Italia, che ne &egrave; uno dei membri fondatori, in cui veniva condannato lo Stato Italiano per il mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti della nostra famiglia, titolare del ricorso. In quell&rsquo;occasione non c&rsquo;&egrave; stato alcun rispetto n&eacute; per le nostre persone n&eacute; per l&rsquo;istituzione (CEDU): autorevoli personalit&agrave; politiche vi si sono scagliate contro, arrivando a forme di aggressione verbale inaudite; un ministro della Repubblica ha gridato davanti alle telecamere della RAI che: &ldquo;&hellip;possono morire loro (cio&egrave; i proponenti, quindi la mia famiglia) e quegli organi internazionali che non contano nulla (la CEDU).&rdquo; Senza che ci sia stata alcuna reazione verso queste disgustose affermazioni. In seguito a ci&ograve; e all&rsquo;atteggiamento di altre figure istituzionali come quelle ad esempio di un sindaco (anche deputato leghista) che &egrave; arrivato a proporre qualcosa di simile a una taglia sulla mia testa (annunciando di voler esporre manifesti con la dizione &ldquo;WANTED&rdquo;), abbiamo ricevuto lettere minatorie e siamo stati oggetto di atti vandalici. Credo che il rispetto per le persone e per le istituzioni non debba rispondere a criteri di occasionalit&agrave; e di opportunit&agrave;, ma sia un valore da difendere sempre e comunque. Senza se e senza ma. Ci auguriamo perci&ograve; di riscontrare un atteggiamento di responsabilit&agrave; pi&ugrave; omogeneo e coerente da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di portavoce politici in occasione della futura sentenza definitiva da parte della CEDU.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Massimo Albertin</p>
<p>Soile Lautsi</font></strong></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2009/12/15/hanno-detto-potete-morire/"><em>dal sito ufficiale dell&#8217;UAAR</em></a></font></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/">Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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