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	<title>Scuola Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 11:27:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>RIVISTA “CIVILTÀ LAICA” N. 39 &#8211; L’educazione sorvegliata &#8211; Scuola, potere e democrazia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/educazione-sorvegliata-scuola-potere-e-democrazia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agnieszka Goclowska]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 12:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>
		<category><![CDATA[democrazioa]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scuola è uno degli ultimi spazi in cui la democrazia non è opzionale. Non si sceglie, non si eredita, non si compra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/educazione-sorvegliata-scuola-potere-e-democrazia/">RIVISTA “CIVILTÀ LAICA” N. 39 &#8211; L’educazione sorvegliata &#8211; Scuola, potere e democrazia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2026/02/cl39-c.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-34629" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2026/02/cl39-c.jpg" alt="" width="397" height="554" /></a></p>
<h3>Istruzioni per leggere il potere</h3>
<p>Quando il potere vuole durare, non comincia mai dalla repressione. Comincia dall’educazione. O, più precisamente, da ciò che decide di chiamare educazione.</p>
<p>La scuola è uno degli ultimi spazi in cui la democrazia non è opzionale. Non si sceglie, non si eredita, non si compra. È il luogo in cui soggetti che non condividono origine sociale, cultura, religione o visione del mondo sono costretti a stare insieme, a confrontarsi, a misurarsi con regole comuni. È anche per questo che la scuola pubblica è diventata, ovunque, un bersaglio politico prioritario.</p>
<p>Continuare a leggere ciò che sta accadendo come una somma di riforme sbagliate, di ministri incompetenti o di nostalgie autoritarie significa fermarsi alla superficie. La trasformazione in atto non è episodica né locale. È coerente, riconoscibile, riproducibile. Ed è già stata sperimentata altrove.</p>
<p>Il potere contemporaneo non si presenta più come potere. Si presenta come gestione. Non parla di obbedienza, ma di responsabilità; non parla di disciplina, ma di ordine; non parla di esclusione, ma di merito. È così che il conflitto viene depotenziato e il consenso costruito mentre i diritti vengono progressivamente ristretti.</p>
<p>Una lettura transfemminista consente di cogliere con particolare chiarezza questi processi, perché insegna a riconoscere che il potere non agisce in astratto, ma governa attraverso i corpi, le relazioni, la sessualità e la riproduzione sociale. La scuola è uno dei luoghi in cui questi livelli si intrecciano in modo evidente, ed è per questo che diventa un terreno privilegiato di intervento politico.</p>
<h3>In questo schema, alla scuola vengono assegnati tre compiti fondamentali.</h3>
<p>Il primo è selezionare precocemente, naturalizzando le disuguaglianze. Quando le condizioni di partenza sono diseguali, il merito diventa una giustificazione morale dell’ingiustizia. L’orientamento sempre più precoce, la differenziazione anticipata dei percorsi e la svalutazione di alcuni saperi producono una stratificazione sociale che la scuola, invece di contrastare, finisce per certificare e rendere strutturale.</p>
<p>Il secondo è depoliticizzare. Una scuola che rinuncia al pensiero critico, alla storia, alla capacità di leggere i rapporti di potere disabitua al conflitto come elemento formativo. Quando il sapere viene ridotto a competenza e la competenza a performance, non scompare l’ideologia: scompare la possibilità di riconoscerla, di metterla in discussione, di immaginare alternative.</p>
<p>Il terzo è ricondurre i corpi sotto controllo. Educazione sessuo-affettiva, relazioni, identità e affettività non sono temi marginali: sono anche strumenti centrali di prevenzione della violenza, perché insegnano a riconoscere il consenso, a nominare i confini, a leggere le relazioni di potere prima che diventino abuso. È proprio questa funzione preventiva a renderle politicamente indigeste. Prevenire la violenza significa sottrarre terreno al controllo. Per questo la scuola deve essere sorvegliata, neutralizzata, resa permeabile all’intervento delle famiglie. La retorica della “libertà educativa” serve a restituire alle appartenenze originarie la possibilità di determinare il destino delle nuove generazioni.<br />
Nulla di tutto questo è casuale. Nulla di tutto questo è esclusivamente italiano.</p>
<p>Queste politiche sono il prodotto di una strategia globale dei movimenti anti-diritti, o anti-gender, che operano attraverso reti transnazionali, think tank, fondazioni e alleanze politico-religiose, traducendo obiettivi comuni in linguaggi diversi a seconda dei contesti nazionali. Il riferimento al “gender” non rimanda a una teoria scientifica o accademica, ma a una costruzione ideologica deliberatamente inventata, di cui Civiltà Laica ha più volte analizzato origine, funzione e uso politico.</p>
<p>L’attacco alla scuola pubblica non è un effetto collaterale né una deriva accidentale. È una strategia di lungo periodo. Non promette ordine perché teme il caos, ma perché teme l’autonomia di soggetti capaci di leggere il mondo, di nominare le disuguaglianze, di riconoscere il potere quando si traveste da necessità.</p>
<p>Difendere la scuola pubblica significa difendere uno spazio laico di formazione del pensiero critico, in cui l’educazione non è subordinata né al mercato né alla morale di una comunità particolare. Perché senza scuola pubblica non c’è cittadinanza, e senza cittadinanza i diritti non sono mai garantiti, ma sempre concessi.</p>
<p>Leggere il potere oggi significa imparare a riconoscerlo proprio quando si presenta come inevitabile. La scuola è uno dei pochi luoghi in cui questa lettura può ancora essere appresa. Ed è esattamente per questo che viene messa sotto attacco.</p>
<p><strong>Silvia Menecali</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2026/02/cl39_web.pdf">DOWNLOAD RIVISTA</a><br />
</p>
<a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2026/02/cl39_web.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">cl39_web</a>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/educazione-sorvegliata-scuola-potere-e-democrazia/">RIVISTA “CIVILTÀ LAICA” N. 39 &#8211; L’educazione sorvegliata &#8211; Scuola, potere e democrazia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Una sveglia per Valditara</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/una-sveglia-per-valditara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 19:21:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[silvia menecali]]></category>
		<category><![CDATA[valditara]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 18 ottobre Civiltà Laica ha partecipato alla mobilitazione nazionale “Una sveglia per Valditara”, insieme alla Rete Scuola Cultura Libertà, per difendere la scuola pubblica e laica. Una piazza plurale, fatta di insegnanti, student* genitori, associazioni, sindacati e realtà sociali, che ha voluto dire no a un modello di scuola autoritaria, chiusa e selettiva. Mentre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/una-sveglia-per-valditara/">Una sveglia per Valditara</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 ottobre Civiltà Laica ha partecipato alla mobilitazione nazionale “Una sveglia per Valditara”, insieme alla Rete Scuola Cultura Libertà, per difendere la scuola pubblica e laica.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38191" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri-768x1024.jpg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri-768x1024.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri-1152x1536.jpg 1152w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri-120x160.jpg 120w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/silvia-ieri.jpg 1440w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></p>
<p>Una piazza plurale, fatta di insegnanti, student* genitori, associazioni, sindacati e realtà sociali, che ha voluto dire no a un modello di scuola autoritaria, chiusa e selettiva.<br />
Mentre in Parlamento si discute il disegno di legge sul cosiddetto “consenso informato” per affrontare temi di affettività e sessualità nelle classi, la maggioranza ha approvato il 15 ottobre un emendamento che estende il divieto di educazione sessuale anche alle scuole medie.<br />
Un passo grave, che tenta di togliere voce e spazio alla conoscenza dei corpi, delle emozioni e delle relazioni.</p>
<p>Nel nostro intervento abbiamo ricordato che questa offensiva culturale non riguarda solo la scuola: è parte di un’agenda politica più ampia, che mira a controllare i corpi, le parole e le scelte, negando autodeterminazione e pluralità.<br />
La scuola pubblica è invece il primo luogo di autodeterminazione collettiva:<br />
educare non significa controllare, ma rendere liberə di pensare e di scegliere.</p>
<p>Ringraziamo la Rete Scuola Cultura Libertà e tuttə coloro che hanno costruito questa piazza e continuano ogni giorno a difendere la libertà di insegnare e di crescere.</p>
<p>La rete è composta da:<br />
FLC CGIL, Proteo Fare Sapere, MCE, CIDI, ANPI, ARCI, Legambiente, Il Pettirosso, Terni Donne, Progetto Mandela, Civiltà Laica, Esedomani, Una Regione per Restare, UDS, UDU, Rete Narni Abbatte i Muri, Casa Laboratorio Cenci, Forum Donne Amelia, Latte e Miele, Giovani Democratici, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito della Rifondazione Comunista.</p>
<p>Nel video: l’intervento di Civiltà Laica durante la manifestazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 478px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-38168-1" width="478" height="850" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/video-2025-10-18.mp4?_=1" /><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/video-2025-10-18.mp4">https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/10/video-2025-10-18.mp4</a></video></div>
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		<title>Non state bene</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/non-state-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 07:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[anti scelta]]></category>
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		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci segnalano questa incredibile serie di farneticazioni preoccupanti sul sito TecnicaDellaScuola.it in una serie di (per ora) tre lettere che descrivono bene il clima di restaurazione in atto nel nostro paese e l&#8217;attenzione che i movimenti anti-scelta riservano al mondo della scuola. Il tutto ha inizio con questa lettera a firma Daniele Orla che fin [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/non-state-bene/">Non state bene</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci segnalano questa incredibile serie di farneticazioni preoccupanti sul sito TecnicaDellaScuola.it in una serie di (per ora) tre lettere che descrivono bene il clima di restaurazione in atto nel nostro paese e l&#8217;attenzione che i movimenti anti-scelta riservano al mondo della scuola.</p>
<p>Il tutto ha inizio con <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/studentesse-magari-minorenni-che-restano-incinte-che-fare">questa lettera</a> a firma <b>Daniele Orla </b>che fin dal titolo chiarisce bene la violenza semantica e verbale dell&#8217;autore. &#8220;<i>Studentesse (magari minorenni) che restano incinte, che fare?</i>&#8220;.</p>
<p>Il &#8220;magari&#8221; già fa capire che l&#8217;individuo, dichiaratosi insegnante (di che cosa?) poteva anche chiosare con &#8220;<strong>che roba Contessa!</strong>&#8220;. Invece no, sceglie il leninista &#8220;che fare&#8221; aggiungendoci un inutile punto interrogativo. Inutile perché il Daniele non ha mica dubbi, solo dogmi e certezze.</p>
<p>Quindi leggiamo che &#8220;<i>Nella mia carriera d’insegnante mi sono imbattuto in un paio di studentesse ancora minorenni rimaste involontariamente incinte[&#8230;]</i>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31451" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/Paris_Tuileries_Garden_Facepalm_statue-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>E qui spicca subito <b>la grande sensibilità del docente! </b>&#8220;Un paio&#8221;, si è così tanto preoccupato di queste povere studentesse minorenni che non ricorda neanche il numero esatto. Un paio, due? tre? quattro? O forse, dato che magari non insegna una materia scientifica, il Prof. Orla conosce solo i termini &#8220;uno&#8221; e &#8220;più di uno&#8221; come alcune tribù isolate dell&#8217;Amazzonia? Non ci stupiremmo vista la situazione in cui è ridotta la scuola di oggi.</p>
<p><i>Transeat</i>, perché adesso l&#8217;individuo scrivente espone la sua grande umanità.<br />
&#8220;<i>L’aborto è un omicidio? Sì, perché si toglie la vita ad un essere umano anche se ancora in formazione.</i>&#8221;<br />
Quindi essendo ancora in formazione non è un omicidio, ma un aborto per l&#8217;appunto. Anzi, per usare correttamente la lingua italiana si chiama <b>Interruzione Volontaria di Gravidanza,</b> il termine aborto infatti riguarda anche quelli spontanei che avvengono nel 20% del totale delle gravidanze.<br />
&#8220;<i>E’ una vigliaccheria? Sì, perché il condannato non ha fatto nulla per meritare la sentenza di morte e non può neanche difendersi, mentre invece un assassino già nato e cresciuto, benché colpevole, può difendersi e per mal che gli vada si becca al massimo l’ergastolo&#8221;</i></p>
<p>Speriamo che il Prof per lo meno non insegni logica&#8230; ma ad ogni modo ricapitoliamo: &#8220;un paio&#8221; di studentesse minorenni involontariamente incinte si sono trovate di fronte un loro insegnante che le ha accusate di omicidio e di vigliaccheria nel caso avessero seguito il consiglio (magari dei genitori) di abortire. E questo insegnante ha anche la faccia tosta di confessarlo pubblicamente in una lettera. C&#8217;è qualcuno che può intervenire nella scuola del Prof. Orla? Sarebbe il caso, grazie.</p>
<p>Non è finita! Il Prof. espone la sua geniale soluzione salvifica: in sintesi partorire (tanto nove mesi di gravidanza mica se li fa lui, e non è neanche lui a rischiare le complicanze del parto) e lasciare il neonato in completo anonimato della partoriente alla ASL.<br />
<b>Ah, quanto è grande l&#8217;amor cristiano! </b></p>
<p>Al di la&#8217; del fatto che si sa quanto sia reale poi questo &#8220;anonimato&#8221; (leggere l&#8217;assurda cronaca recente di chi ha avuto la malsana idea di usare le ripristinate rote medievali ritrovandosi poi su tutti i giornali con foto e filmati rubati), ci scommettiamo che lo scrivente sia anche uno di quelli che si battono tanto contro la Gestazione per Altri Solidale; magari usando l&#8217;argomentazione che al neonato mancherebbe la partoriente.</p>
<p>Ma del resto che la mente del nostro non sia mai stata sfiorata dalla logica lo dimostra il suo vantarsi in dialettica:<br />
&#8211; <i>Ricordo che anni fa mi confrontai su questi temi con un abortista convinto. A un certo punto gli domandai:</i></p>
<p>“<i>Se tua madre avesse abortito quando aspettava te, tu non saresti nato”;</i></p>
<p>“<i>Certo che no”;</i></p>
<p>“<i>E allora perché non ha abortito???”</i></p>
<p><i>Preso in contropiede, il mio interlocutore rimase ammutolito! &#8211; </i></p>
<p>Tra il paio di studentesse e un interlocutore così incapace di argomentare possiamo solo pensare che il nostro abbia tanta fantasia. Comunque, per amor di interlocuzione: <b>da pro-scelta convinti</b> (nessuno è un abortista, perché nessuno a differenza di Daniele Orla e degli integralisti come lui vuole convincere altri dei propri dogmi) è facile rispondere che in primo luogo, nostra madre ha fatto una scelta (scelta per l&#8217;appunto) che va sempre rispettata e non è ben chiaro di quale titolo lui abbia per chiacchierarne, e che in secondo luogo tante persone avrebbero voluto che la madre di Hitler, tanto per fare un esempio, avesse abortito per tempo.</p>
<p>Non vorremmo leggere altro per amor della ragione umana, ma purtroppo il nostro propone il gran finale della sua lettera. &#8220;[&#8230;]<i>ogni bambino non nato è un mancato futuro studente (il calo delle nascite inciderà prima o poi anche sul numero di chi va a scuola) &#8211; </i>è evidente che da bravo docente abbia il terrore di perdere il posto &#8211; <i> e più in là un mancato lavoratore quindi un mancato contribuente per lo Stato. Pensiamoci.&#8221;<br />
</i>Ci pensiamo, e riteniamo di non doverlo mettere al corrente dei nostri pensieri su di lui perché abbiamo ricevuto un&#8217;educazione decente dai nostri genitori.</p>
<p>Ma non finisce qui&#8230; sappiamo che si muovono in branco gli integralisti anti-scelta, infatti ecco che <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/difendere-la-vita-contro-il-laicismo-esasperato">arriva sullo stesso sito l&#8217;appoggio esplicito</a> di <b>Maria Cariati, membro del Comitato Prolife Insieme</b>, come si firma lei stessa.</p>
<p>Oltre ad annotare l&#8217;ennesimo nome diverso di un comitato anti-scelta (cosa che ci fa tornare in mente l&#8217;irrisolto dubbio: viste le percentuali da prefisso telefonico che prendono ogni volta che costoro provano a partecipare ad un&#8217;elezione, sono di più questi comitati o i loro iscritti?) è subito evidente la lucidità e l&#8217;onestà intellettuale del &#8220;membro&#8221;.</p>
<p><i>In questo ambito, è molto raro trovare chi si ponga a difesa della vita poichè, a queste latitudini impera un laicismo quasi generalizzato, perciò sono rimasta piacevolmente impressionata apprezzando sia il coraggio, sia il tono leggero ma deciso e chiaro con i quali il docente abbia espresso un concetto di verità.</i></p>
<p>Minchia! &#8220;Un concetto di verità&#8221; mica pizza e fichi, come si suol dire.<br />
&#8220;Uno&#8221; giustamente, perché <b>le verità sono molteplici</b> come dimostrano queste poche righe. La signora infatti dichiara di vivere, poverina, in latitudini che hanno un contesto di laicismo generalizzato. A questo punto siamo curiosi e <a href="https://prolifeinsieme.it/wp-content/uploads/2024/09/Comitato-delle-associazioni-pro-life-.pdf">dallo statuto del comitato</a> in oggetto  apprendiamo che questo: <i>&#8220;Ha sede a Varese [&#8230;] presso il Movimento e Centro di aiuto alla vita di Varese&#8221; </i></p>
<p>Incredibile, <strong>in profonda Lombardia, culla di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere</strong> c&#8217;è un laicismo quasi generalizzato. E Don Mercedes muto, verrebbe da dire.</p>
<p>E si sa che in questi contesti laicizzati succede di tutto come, con estremo sprezzo del pericolo e mirabolante dimostrazione di coraggio, la signora Maria denuncia!<br />
&#8220;<i>Nelle nostre scuole, avanza sempre più una mentalità positivista&#8221;.<br />
</i><strong>Oh per dindirindina signora mia,</strong> ma da quando? Non ci dica che questi sconsiderati hanno messo nelle scuole anche quella diavoleria dell&#8217;energia elettrica!<br />
&#8220;<i>Nella fattispecie, alla scuola secondaria, i ragazzi già dal secondo anno vengono guidati in percorsi che vedono il coinvolgimento in uscite allo Spazio Giovani, dove, senza troppi preamboli, vengono illustrati loro tutti i metodi anticoncezionali&#8221;.<br />
</i><strong>Oh noooo!</strong> E adesso chi glie lo dice alla cicogna? <i><br />
&#8220;E in casi estremi (gravidanze indesiderate), indicato l’aborto come rimedio efficace, sicuro quanto rapido per risolvere la situazione&#8221;.</i> <strong>L&#8217;aborto come metodo contraccettivo?<i> </i></strong>Dica la verità signora, ma lei lo ha sentito di persona o glie l&#8217;ha detto suo <i>cuggino</i> o magari il prete del quartiere?</p>
<p><i>&#8220;Non viene di certo detto ai ragazzi che una IVG è un intervento, farmacologico o chirurgico, pensato per eliminare la vita di un essere umano.&#8221; </i>Eh no che questa falsità non gli viene detta&#8230; per sentire questo tipo di balle i ragazzi devono aspettare id incontrare il vostro comitato.<br />
Comunque egregia signora, se le interessano altre latitudini, la informiamo che in Arabia Saudita troverà molti pensieri a lei affini.</p>
<p>Come dicevamo gli integralisti sciamano sulla rete e del resto non c&#8217;è due senza tre! Così arriva ad intervenire addirittura <a href="https://www.tecnicadellascuola.it/studentesse-in-attesa-di-un-bambino-la-vita-umana-va-difesa"><b>Vittoria Criscuolo </b>niente di meno che vicepresidente del<b> comitato Prolife Insieme</b> </a>di cui la signora Maria era solo un umile membro.</p>
<p>Ci informa subito che da docente non le è mai capitato di incontrare studentesse minori incinta (deo gratias&#8230;) ma da attivista anti-scelta sì! Cribbio è lì per quello, del resto! Quindi come esplica la sua attività la vicepresidente con le sventurate la vicepresidente?</p>
<p><b>Fase uno: balle antiscientifiche.</b><br />
&#8220;[&#8230;]<i>l’embrione non è un grumo di cellule ma un essere vivente appartenente alla specie umana&#8221; </i>Praticamente<i> </i>la vicepresidente<i> </i>è rimasta all&#8217;homuncolus degli alchimisti, mai sentito parlare di morule e blastocisti vero? Ah già nella bibbia non sono nominate, ci scusi.<br />
&#8220;<i>L’aborto altro non è se non un procedimento che interrompe la vita del bimbo, il suo battito del cuore, presente a 20 giorni, quando la madre ancora non sa di essere incinta. Questi sono i fatti</i>.&#8221;</p>
<p>Fatti? La lingua italiana non è un opinione si parla di bimbi dopo la nascita prima si parla di embrioni (fino alla 9a settimana) e successivamente di feti per motivi più che ovvi (leggi vita non indipendente, legata in unicum consanguineo alla madre). Che il cuore sia presente dopo venti giorni (24 in realtà) non vuol dire nulla, visto che di certo l&#8217;embrione di 24 giorni fuori dall&#8217;utero materno non sopravvive. <b>Ma si sa, pensare a un omino piccolo piccolo che parla con la voce di Fantozzi fa tanta tenerezza, nevvero? </b></p>
<p><b>Fase due: balle legali.</b><br />
<i>ho prospettato le varie possibilità legali per non commettere l’omicidio del bimbo.</i></p>
<p><i>Le espongo qui:</i></p>
<p><i>1) portare a termine la gravidanza, tenere e riconoscere il bimbo (anche in assenza di un padre disponibile a fare altrettanto);</i></p>
<p><i>2) ricevere il sostegno (economico e psicologico e medico)dei centri di aiuto alla vita presenti in tutta Italia;</i></p>
<p><i>3) partorire in ospedale e affidare al tribunale l’adozione per vie legali;</i></p>
<p><i>4) extrema ratio, partorire e lasciare il piccolo in una culla per la vita, presente presso diverse strutture ospedaliere.</i></p>
<p>Questa docente (chissà di cosa) va in giro a parlare di metodi legali per non commettere l&#8217;omicidio del bimbo. È chiara la situazione? È abbastanza chiaro il danno causato da gente che avrebbe bisogno di aiuto psicoterapeutico va invece in giro a parlare a ragazze minorenni incinta di inesistenti omicidi e di conseguenze legali?<br />
Per il resto, oltre a rilevare la solita schizofrenia di queste persone che si dannano per far fare bambini a chi non li vuole, prospettandogli di darli via come pacchi dono alla medievale<i> rota degli esposti,</i> ma chissà perché poi non vogliono permettere di farli a chi li vorrebbe negando le tecniche della PMA; c&#8217;è da sottolinearne anche l&#8217;ipocrisia visto che non accennano minimamente alla difficoltà di crescere figli da soli in Italia con contributi che non bastano neanche per il primo anno di pannolini, o dei lavori a cui le <i>SantaMariaGoretti</i> di turno dovranno rinunciare, dell&#8217;impreparazione psicologica di ragazzine adolescenti ad essere già madri.<br />
E se queste ragazzine incinte fossero frutto di violenze? Ne vogliamo parlare?<br />
E se è una gravidanza a rischio? Ne vogliamo parlare?</p>
<p>Macché. Basta che nascano i figli, poi ci pensano gli orfanotrofi. Magari gestiti dai preti e dalle suore, così tutto torna.<br />
<i>Spesso chi si mette di traverso sono i genitori e alcune volte i servizi sociali.</i></p>
<p>Ma come? I genitori si mettono di mezzo? Ma voi non eravate per la famiglia, scusi? E voi volete dare una minorenne consigli migliori di quelli della famiglia? E certo poi i servizi sociali sono cattivissimi, mica sono fanatici integralisti come voi.</p>
<p>E andiamo al gran finale!</p>
<p><i>Sono fermamente convinta che la letteratura sia il mezzo privilegiato per far scoprire alle giovani generazioni la bellezza della vita, il rispetto di sé, della vita nascente, dell’amore inteso come grande valore: quanto ci insegnano poeti e scrittori ! Omero, Saffo, Seneca, Dante, Shakespeare, Manzoni… per citare i primi che mi vengono in mente</i></p>
<p>Ecco, meglio fermarsi qui. In una filippica antiabortista citare poeti dell&#8217;antica Grecia quando è ben noto come selezionavano i figli più forti è di pessimo gusto. Seneca poi è piuttosto chiaro: &#8220;<i>Soffochiamo i nati mostruosi, anche se fossero nostri figli</i>. <i>Se sono venuti al mondo deformi o minorati dovremo annegarli.</i> Dante poi era un tomista e com&#8217;è ben noto <b>San Tommaso d&#8217;Aquino ammetteva l&#8217;aborto fino all&#8217;ottavo mese di gravidanza</b> perché, secondo lui, l&#8217;anima umana arrivava nel feto per ultima; all&#8217;inizio ci sarebbe stata solo quella vegetale a cui poi seguiva l&#8217;inserimento di quella animale dopo qualche mese.<br />
Ci fermiamo qui, per laica pietà verso chi non sta bene.<br />
<i>&#8220;Il docente ha un mondo infinito da offrire&#8221;<br />
</i>Grazie, ma anche no. Si limiti ai programmi ministeriali su queste faccende, che è meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone  wp-image-28323" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-945x1024.jpg" alt="" width="310" height="336" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px" /></a></p>
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		<title>Bruciate le lauree!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/bruciate-le-lauree/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2022 13:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Guardi, mi dia una possibilità. Le garantisco che prendere la laurea è stato solo un errore di gioventù di cui sono perfettamente consapevole e oggi rinnego nel modo più assoluto. La prego, posso lavorare!” Così uno dei protagonisti di “Smetto quando voglio” implorava il gestore di un’officina alla periferia di Roma dopo che questo lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Guardi, mi dia una possibilità. Le garantisco che prendere la laurea è stato solo un errore di gioventù di cui sono perfettamente consapevole e oggi rinnego nel modo più assoluto. La prego, posso lavorare!</em>”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Così uno dei protagonisti di <strong>“Smetto quando voglio</strong>” implorava il gestore di un’officina alla periferia di Roma dopo che questo lo stava cacciando via dal colloquio di assunzione perché aveva scoperto che era un laureato. Il gestore poi replica senza pietà: “ <em>None, nun ve pijo a voi laureati. Tu me pari un bravo ragazzo… ma nun me ce fregate più, siete totalmente inaffidabili”</em>.</span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-24909" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-1024x680.jpg" alt="" width="1024" height="680" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-1024x680.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-768x510.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-1536x1020.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani-241x160.jpg 241w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/11/giovani.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><br />
Il film di Sibilia nel 2014, e i suoi due sequel del 2017, esprimevano in modo paradossale e provocatorio la situazione italiana. Dalle risate per la paradossalità di scene come quella descritta sopra, la trilogia si è sempre più spostata dalla “soluzione escogitata dagli ex laureati per garantirsi un futuro” (sintesi di una nuova droga anfetaminica grazie ai chimici e spaccio di questa con la creazione di una rete commerciale professionale e assistenza legale grazie agli altri titoli di studio), ai drammi e alle umiliazioni subiti dai laureati nei loro contratti atipici, stage, partenariati, borse di studio e altre schifezze varie escogitate dai vari governi per permettere a enti e industrie di non pagare il giusto prezzo del lavoro professionista.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oggi, otto anni dopo, come sempre più spesso capita, possiamo dire che <strong>anche quel pessimismo era ottimista</strong>.<br />
Se ormai è consuetudine accettata che ingegneri, chimici, fisici, archeologi debbano andare all’estero per trovare una giusta remunerazione per il loro lavoro e non vedersi umiliati con stipendi che fino a venti anni fa sarebbero stati indegni anche per i lavori meno qualificati, oggi si hanno due nuovi fenomeni che vogliono sottolineare quanto è sciocco prendere una laurea nel nostro paese. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il primo è quello del <strong>continuo blocco dei concorsi pubblici</strong> verso l’assunzione di laureati; l’amministrazione pubblica deve risparmiare (perché è evidente che la lezione della Covid non è stata abbastanza dura per gli stati fessi come il nostro che hanno smantellato il SSN) e quindi le assunzioni tramite concorsi si rivolgono quasi esclusivamente a diplomati. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo comporta che chi ha una laurea tecnica (biologia, chimica etc.) conseguita dopo un diploma di liceo, debba ri-iscriversi a scuole inferiori (pubbliche o private) <strong>per avere quel titolo che gli consenta di partecipare ai concorsi pubblici</strong>. (E io pago…) </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non solo. Grazie alla follia di tutti i recenti ministri dell’(a) (d)istruzione che hanno sempre di più separato la laurea come titolo accademico dalla possibilità di insegnare nelle scuole, si è arrivati<strong> ad uno straordinario mercato delle vacche (comunemente chiamati crediti) anche on line</strong>.<br />
Così Tizio, laureato in lettere, per insegnare Italiano dovrà prendere un tot di crediti DOPO la sua laurea (no, non può farlo durante il normale corso di studi a parte pochissimi casi) in materie che acconsentono l’accesso ai concorsi per la professione di insegnante.<br />
Oggi un classico dialogo fra neo laureati è: </span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">“<em>Che fai? Li compri i crediti per insegnare?</em>”, “<em>E che non li compro?</em></span><em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> </span></em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><em>L&#8217;Università On Line di Rivombrosa sta facendo il tre per due sulle iscrizioni, magari fra un anno devo pure pagare duemila euro in più!</em>”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">L’uso dei termini non è casuale ed è corrispondente a quanto personalmente ascoltato più volte. Chi pensa di governare il paese continuando ad essere totalmente slegato dalla realtà dei fatti dovrebbe scendere dal pero istituzionale.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Indubbiamente ci sarà anche un ragionamento diverso da quello qualunquista che porta a vedere in queste costruzioni normative i “soliti” regali per le università private e l’autogiustificazione della propria esistenza da parte di una burocrazia elefantiaca che neanche chiamare “Assurdistan” il nostro paese riesce più a rendere l’idea della sua inutile e perversa complessità.</p>
<p>Ma il problema del paese sono i <strong>ggiovani</strong> che “<em>non hanno voglia di lavorare”, “non sanno soffrire”, “non si accontentano mai</em>”, etc etc. Sì lo abbiamo sentito dire. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Come abbiamo sentito dire<a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/"> a più di qualcuno</a> che, se e quando, questi giovani si incazzeranno per bene per il futuro di cui li stiamo privando e scateneranno una protesta che farà ricordare il ‘68 come una scaramuccia fra amici al bar dopo un grappino di troppo, noi sapremo da che parte schierarci. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Gender, assessori e Costituzione Italiana</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gender-assessori-e-costituzione-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2018 07:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Come leghista, come mamma e come insegnante sono assolutamente contraria all’inserimento delle teorie gender nelle scuole, ribadendo il ruolo primario e imprescindibile della famiglia nell’educazione dei figli come riconosciuto dalla Costituzione italiana&#8221; Valeria Alessandrini &#8211; Assessore alla scuola del Comune di Terni &#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/gender-assessori-e-costituzione-italiana.html/soldatini" rel="attachment wp-att-15414"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-15414" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/10/soldatini.png" alt="" width="346" height="214" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/10/soldatini.png 620w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/10/soldatini-300x186.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/10/soldatini-258x160.png 258w" sizes="auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>&#8220;Come leghista, come mamma e come insegnante sono assolutamente contraria all’inserimento delle teorie gender nelle scuole, ribadendo il ruolo primario e imprescindibile della famiglia nell’educazione dei figli come riconosciuto dalla Costituzione italiana&#8221;<br />
Valeria Alessandrini &#8211; Assessore alla scuola del Comune di Terni</p>
<p>&#8220;Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione , di opinioni politiche di condizioni personali e sociali.<br />
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese.&#8221;<br />
Costituzione della Repubblica Italiana</p>
<p>Come cittadino di Terni mi preoccupa sapere che in un settore fondamentale come quello della scuola si mettano persone che citano la Costituzione Italiana in maniera strumentale e che usano parole a casaccio in lingue straniere (&#8220;gender&#8221;) per nascondere i loro pregiudizi ideologici agli studi di genere noti fin dagli anni &#8217;70 e che oggi nessun educatore serio si sognerebbe di mettere in discussione.<br />
Se bastano soldatini rosa e bambole azzurre a spaventare un assessore forse bisognerebbe riflettere se si è pronti ad affrontare le sfide che questa posizione comporta, tenendo in mente che si può essere leghisti o comunisti o di nessun partito, ma quando si ricoprono ruoli istituzionali, si è al servizio di tutti i cittadini e tutte le cittadine a prescindere dal loro sesso biologico e dal loro orientamento sessuale.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong><br />
<strong>Presidente di Civiltà Laica</strong></p>
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		<title>Scuola italiana: fuori da ogni possibile mondo civile</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/possibile-mondo-civile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:36:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo davvero stancati di dover parlare di scuola per queste fesserie. Un ministro dell’Istruzione che interviene per proteggere non i crocifissi appesi al muro ma le statue della Madonna e di vari altri santi e papi esposti in una scuola pubblica è fuori da ogni decenza istituzionale e ogni ragionevolezza. I crocifissi quantomeno forse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/possibile-mondo-civile.html/fedeli" rel="attachment wp-att-14455"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14455" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/fedeli.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/fedeli.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/fedeli-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/11/fedeli-160x160.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ci siamo davvero stancati di dover parlare di scuola per queste fesserie.</p>
<p>Un ministro dell’Istruzione che interviene per proteggere non i crocifissi appesi al muro ma le statue della Madonna e di vari altri santi e papi esposti in una scuola pubblica è fuori da ogni decenza istituzionale e ogni ragionevolezza.</p>
<p>I crocifissi quantomeno forse sono protetti da leggi fasciste salvate da sentenze della Repubblica fatte da legulei acrobati spregiudicati che pur di salvare capra e cavoli sono arrivati  a definire gli stessi “simboli di laicità”, cosa che dovrebbe dar fastidio più ai cattolici che agli “altri”.</p>
<p>Ma no, questo non basta. In questi giorni, il ministro, o la ministra che dir si voglia, è intervenuta per salvare finanche le statue di papi e santi esposte in una scuola pubblica che un dirigente scolastico, correttamente aveva fatto rimuovere, perché la Scuola non è una chiesa.</p>
<p>A scuola si studia, in chiesa si prega. Cos’è che non è chiaro in questo concetto lapalissiano?</p>
<p>Quando è troppo è troppo, e non lo diciamo per quei quattro gessi esposti da qualche devoto che confonde la libertà religiosa con l’ostentazione e la colonizzazione clericale degli spazi pubblici (differenza che evidentemente sfugge anche al ministro visto che la sentenza del Consiglio di Stato a cui si appella parlava per l’appunto di crocifissi alle pareti, non dell’esposizione di tutto il feticismo cattolico), ma lo diciamo perché è intollerabile che nell’attuale situazione della scuola pubblica il ministro si interessi di una faccenda ridicola come questa.</p>
<p>Certo, sono ridicoli in primis gli organi di stampa nazionali che danno rilievo al fatto.</p>
<p>Sono ridicoli anche i genitori che si preoccupano che a scuola ci siano le statue dei santi e non che i loro ragazzi sono stipati in aule degne dell’allevamento intensivo, che non abbiano più le strutture per fare educazione fisica, che nei libri di scuola c’è scritto che a bordo della Stazione Spaziale  Internazionale si “galleggia” perché la gravità e al 90% di quella terrestre (cosa che ha fatto arrabbiare anche Samantha Cristoforetti).</p>
<p>Ma che un Ministro dell’istruzione esprima pubblicamente una reprimenda perché un dirigente scolastico ha fatto solo il suo dovere solo per garantire qualche equilibrio politico nel suo partito e nella sua coalizione in una situazione del genere è davvero surreale.</p>
<p>Per favore, qualcuno ci invada e ci colonizzi al più presto, che non possiamo più. Preferiremmo un paese del Nord Europa, ma per come siamo messi non possiamo fare certo gli schizzinosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Scuole paritarie: quale servizio pubblico?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/scuole-paritarie-quale-servizio-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 15:58:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola privata]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati 16 anni da quando l&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione Luigi Berlinguer, con la legge 62 del 10 marzo 2000, definì i criteri per la parità tra scuola privata e scuola pubblica e battezzò l&#8217;insieme delle due &#8220;Sistema nazionale di istruzione&#8221;. In sostanza, una scuola privata per essere &#8220;paritaria&#8221; &#8211; e quindi poter rilasciare titoli di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/scuole-paritarie-quale-servizio-pubblico.html/vauro_scuole-pubbliche-e-private" rel="attachment wp-att-13496"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13496" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/vauro_scuole-pubbliche-e-private.jpg" alt="vauro_scuole-pubbliche-e-private" width="381" height="346" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/vauro_scuole-pubbliche-e-private.jpg 381w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/vauro_scuole-pubbliche-e-private-300x272.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/vauro_scuole-pubbliche-e-private-176x160.jpg 176w" sizes="auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px" /></a>Sono passati 16 anni da quando l&#8217;allora ministro dell&#8217;Istruzione Luigi Berlinguer, con la legge 62 del 10 marzo 2000, definì i criteri per la parità tra scuola privata e scuola pubblica e battezzò l&#8217;insieme delle due &#8220;Sistema nazionale di istruzione&#8221;. In sostanza, una scuola privata per essere &#8220;paritaria&#8221; &#8211; e quindi poter rilasciare titoli di studio legali &#8211; deve rispettare norme e ordinamenti vigenti su offerta formativa e organi collegiali, accettare tutte le richieste di iscrizione senza discriminazioni e assumere docenti in possesso di abilitazione all&#8217;insegnamento. Qualora poi non ci siano fini di lucro, l&#8217;istituto accede ai finanziamenti pubblici stanziati annualmente, una cifra che si aggira intorno ai 500 milioni di euro l&#8217;anno. La dicitura «senza oneri per lo Stato» con la quale la nostra Costituzione all&#8217;articolo 33 autorizza l&#8217;istituzione di scuole private non ha, evidentemente, preoccupato il legislatore. Nulla invece viene stabilito sull&#8217;orientamento culturale e l&#8217;indirizzo didattico, anzi la stessa legge 62 garantisce agli istituti paritari «piena libertà». Motivo per cui quelli confessionali, che naturalmente hanno (e danno agli studenti) un preciso orientamento ideologico, fanno parte a pieno titolo del sistema.</p>
<p>Dall&#8217;entrata in vigore della legge le polemiche non sono mancate e riaffiorano ogni anno quando il governo si appresta ad approvare la legge di Stabilità, il mezzo deputato per lo stanziamento dei fondi agli istituti privati. In particolare, le varie associazioni che parlano a nome delle scuole paritarie rivendicano la totale equiparazione economica con gli istituti statali nel nome del principio di &#8220;libertà di scelta educativa&#8221; dei genitori. A sentir loro, le scuole paritarie non solo svolgono un servizio pubblico, ma consentono allo Stato di risparmiare una cifra che si aggira intorno ai sei miliardi di euro ogni anno anno (dossier 2012 dell&#8217;Associazione genitori scuole cattoliche). La realtà, a ben vedere, è molto diversa dagli slogan.</p>
<p><b>Le scuole paritarie non svolgono un servizio pubblico</b></p>
<p>Va da sé che un servizio è pubblico se è aperto a tutti. L&#8217;accesso all&#8217;istruzione paritaria è condizionato da due fattori, di cui il primo e più evidente è di ordine economico e consiste nel pagamento di una retta che è tanto più alta quanto più l&#8217;istituto è prestigioso. Il secondo fattore è di tipo ideologico. Il 63 per cento delle 13.625 scuole paritarie sul territorio nazionale (dati dell&#8217;anno scolastico 2013/2014) è costituito da istituti cattolici e la percentuale sale se si escludono dal conteggio le scuole secondarie di secondo grado (solo 1710), in prevalenza laiche. Appare retorico chiedersi a quale tipologia di utenza siano rivolti tali istituti e come vengano selezionati i docenti. L&#8217;insegnamento in mano a una confessione religiosa, qualsiasi essa sia, non è libero e non è per tutti, non ci sarebbe neanche bisogno di rimarcarlo.<br />
Ma c&#8217;è un altro aspetto che merita attenzione. La legge 62, all&#8217;articolo 6, stabilisce che il ministero dell&#8217;Istruzione «accerta l&#8217;originario possesso e la permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità». Il che significa vigilare costantemente sul rispetto delle regole organizzative e didattiche ma anche sui titoli e sui contratti di assunzione dei docenti. Regola che vale sulla carta ma non nella realtà. E forse non è un caso che le indagini triennali Ocse <i>Pisa</i> (<i>Programme for International Student Assessment</i>) dipingono la scuola paritaria come una zavorra, dal punto di vista della preparazione degli studenti, del sistema di istruzione nazionale.</p>
<p>Perciò, anche escludendo un costo di accesso non sostenibile da tutti i cittadini, come può dirsi &#8220;pubblico&#8221; un servizio gestito da privati negli aspetti didattici, culturali e amministrativi senza controlli da parte dello Stato?</p>
<p><b>Conti <i>de iure</i>, conti <i>de facto</i></b></p>
<p>Oltre ai circa 500 milioni di euro stanziati ogni anno dalla legge di Stabilità, gli istituti si avvalgono di finanziamenti regionali, provinciali e comunali che l&#8217;inchiesta &#8220;I costi della Chiesa&#8221; dell&#8217;Unione degli atei e degli agnostici razionalisti stima in almeno 800 milioni di euro per le sole scuole cattoliche. C&#8217;è poi, sempre per queste ultime, l&#8217;esenzione dal pagamento delle tasse sugli immobili. L&#8217;ambigua questione Ici-Imu, venuta alla ribalta lo scorso anno quando una sentenza di Cassazione &#8211; anche in virtù del richiamo Ue sugli indebiti aiuti di Stato alla Chiesa &#8211; ha imposto il pagamento dell&#8217;Ici a due scuole cattoliche di Livorno, è stata considerata superata dallo stesso ministro dell&#8217;Economia Padoan, il quale ha ribadito che «la controversia non riguarda l&#8217;Imu», dal quale le scuole paritarie senza fini di lucro sono esenti. Questione chiusa, dunque: gli istituti cattolici continueranno a non pagare tasse sugli immobili, il che aumenta di qualche altro centinaio di milioni di euro la posta. Arriviamo così a un esborso pubblico di almeno un miliardo e mezzo di euro l&#8217;anno, che riduce sensibilmente i presunti sei miliardi di euro che lo Stato risparmierebbe ogni anno grazie all&#8217;istruzione privata.</p>
<p>Ma per arrivare a dire che il calcolo dei sostenitori della scuola paritaria è senza fondamento occorre qualche altra considerazione. La prima è che i costi non sostenuti direttamente dallo Stato per gli studenti delle paritarie sono a carico delle famiglie, e sempre di denaro &#8220;pubblico&#8221; si tratta. La seconda è che un oggettivo aggravio per la collettività si verificherebbe solo se tutti gli studenti della scuola paritaria (circa un milione contro i nove milioni della pubblica) si trasferissero in blocco nella scuola statale. Anche ammettendo questa assurda possibilità, è difficile pensare che tale aggravio supererebbe il miliardo e mezzo di euro stanziati tutti gli anni. Quanti docenti possono essere assunti con questa cifra? E quanti edifici possono essere costruiti o riconvertiti in scuole? Per tacere sull&#8217;iniezione vitale che la scuola statale, martoriata da decenni di tagli, riceverebbe se solo le venissero destinati questi fondi.</p>
<p><b>La libertà di scelta educativa</b></p>
<p>Un&#8217;ultima osservazione merita il falso problema della libertà di scelta educativa. Se lo Stato non finanzia (maggiormente) le scuole paritarie lede la libertà di quei genitori che non possono permettersi di mandare il figlio nella scuola che desiderano: questo il mantra delle associazioni cattoliche che ogni anno ci ronza nelle orecchie. A dargli vigore negli ultimi tempi, le pretestuose rimostranze contro fantomatiche &#8220;teorie gender&#8221; che sarebbero oggetto di insegnamento nella scuola pubblica (statale).<br />
La questione è semplice. Lo Stato fornisce un&#8217;istruzione gratuita, libera e plurale &#8211; e quindi anche laica &#8211; a tutti gli studenti e i cittadini italiani la pagano con le proprie tasse. Nessuno vieta a un genitore di scegliere una scuola meglio orientata al suo sentire, ma non a spese della collettività. Che non dovrebbe pagare le pur legittime preferenze di pochi, ma solo i servizi destinati a tutti.</p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125175&amp;typeb=0&amp;scuole-paritarie-quale-servizio-pubblico-">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>Le trincee a scuola, gli uteri in affitto e del buon senso nessuna traccia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-trincee-a-scuola-gli-uteri-in-affitto-e-del-buon-senso-nessuna-traccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 06:12:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A leggere i post e i tweet dei vari esponenti delle associazioni integraliste (e dei politici che le rappresentano in parlamento in percentuale molto maggiore che nella società) viene da dar ragione a chi sostiene che ci voglia il “patentino di voto e di eleggibilità” per far funzionare bene la democrazia. Come possiamo infatti giudicare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/09/giovanardi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-13189" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/09/giovanardi-150x150.jpg" alt="©Mauro Scrobogna / LaPresse 18-09-08 Coppie di fatto, Giovanardi non ci sta Il ministro della Famiglia contro Rotondi e Brunetta: la questione non  nel programma, perch tirarla fuori? Nella foto: Carlo GiovanardI FOTO DI REPERTORIO" width="150" height="150" /></a></p>
<p>A leggere i post e i tweet dei vari esponenti delle associazioni integraliste (e dei politici che le rappresentano in parlamento in percentuale molto maggiore che nella società) viene da dar ragione a chi sostiene che ci voglia il “patentino di voto e di eleggibilità” per far funzionare bene la democrazia.</p>
<p>Come possiamo infatti giudicare capace di rappresentanza politica chi si dichiara contrario a un decreto legge perché è contrario a cose che non sono previste da quel decreto legge? (Giovanardi sul ddl Cirinnà: “se tolgono l’utero in affitto…” da dove? Ma chi ce l’ha messo l’utero in affitto che è illegale in un ddl? Ma quale ddl ha letto Giovanardi?).<span id="more-13188"></span></p>
<p>Come possiamo del resto giudicare in grado di intendere e volere delle persone che dopo aver sbandierato a destra e a manca il loro supremo interesse per la salvaguardia dei bambini lanciano l’ahstag di guerra #ogniscuolaunatrincea ?</p>
<p>È evidente che costoro vogliano creare climi di tensione e di confusione nelle scuole incuranti del fatto che sono proprio i bambini i primi ad essere colpiti dal clima di tensione. E tutto questo perché non venga insegnato che i maschietti possono giocare con le bambole e le femminucce con il meccano (tutto qui il terribile pericolo della inesistente “teoria del gender”). O che sono disposti ad “obiezioni di coscienza per interposto figlio” (ovvero ritirare il loro pargolo dalla scuola) purché non gli venga mai insegnato che intorno ai dieci anni cominceranno ad avere pulsazioni e attrazioni verso i coetanei diverse da quelle che hanno avuto fino ad allora. Le stesse persone, si intende, che pretendono che venga insegnato per legge (a tutti i bambini) che la madonna ha concepito vergine, partorito vergine e mantenuto lo stato di verginità dopo il parto.</p>
<p>Come spiegare a queste persone che sono, oggettivamente, ridicole e che (perdonali padre!) non si rendono conto di quello che fanno?</p>
<p>E come spiegare ai nostri figli che il voto degli intolleranti in democrazia conta come quello dei tolleranti?</p>
<p><em>Cara democrazia / Cara gemma imperfetta / Equazione sbagliata /Non scritta e mai corretta</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/le-trincee-a-scuola-gli-uteri-in-affitto-e-del-buon-senso-nessuna-traccia/">Le trincee a scuola, gli uteri in affitto e del buon senso nessuna traccia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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