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	<title>Legge 40/2004 (Fecondazione assistita) Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Vacanze con PMA</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/vacanze-con-pma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 11:45:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da La Stampa del 29/6/2008 Chi sta partendo e chi è appena tornato Io ho bisogno di parlare con qualcuno che non mi giudichi. Sono esausta di raccontare balle e mezze verità per evitare parole e prediche che non voglio ascoltare. Tra poco affronterò la mia prima Fivet, e se Dio vorrà riusciremo a produrre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/vacanze-con-pma/">Vacanze con PMA</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/search/articolo.asp?IDarticolo=1827089&#038;sezione=Cronache%20italiane">La Stampa del 29/6/2008</a></p>
<p>Chi sta partendo e chi è appena tornato</p>
<p>Io ho bisogno di parlare con qualcuno che non mi giudichi. Sono esausta<br />
di raccontare balle e mezze verità per evitare parole e prediche che<br />
non voglio ascoltare. Tra poco affronterò la mia prima Fivet, e se Dio<br />
vorrà riusciremo a produrre tre embrioni». Nella sensazione pesante di<br />
Marina c&#39;è «la paura di sperare troppo, perché non c&#39;è emozione più<br />
desolante di aver timore di un sentimento così positivo».</p>
<p><span id="more-131"></span><br />Nella sensazione delle donne che non accettano una legge che consente di utilizzare solo quei tre embrioni c&#39;è, in più, il disagio e il peso fisico e psicologico di dover «fuggire» all&#39;estero per cercare la vita. Affrontare un viaggio che è comunque un punto interrogativo. E investire molto, non solo emotivamente: spendere per una clinica privata, spendere per un viaggio di andata e ritorno, e spendere per un soggiorno che potrebbe ripetersi, se l&#39;impianto non si tradurrà in gravidanza e si dovrà ricominciare da capo.<br />Ormai l&#39;elenco dei centri esteri è su Internet. Ovunque. Bene ordinato sul sito www.cercounbimbo.it oppure suggerito da mamme felici ad aspiranti-mamme in crisi nei tanti forum dedicati alla procreazione assistita. Ci sono prezzi e giudizi sulle strutture, pareri sulla cortesia del personale. Proprio come fossero hotel o villaggi turistici. «E invece è un calvario a cui questo nostro Stato falso e bigotto obbliga migliaia di donne che sperano soltanto di poter diventare mamme e papà», sbotta Maria, 35 anni e un marito di 40 con astenospermia. Partiranno fra dieci giorni per l&#39;Istituto Marquèz, in Spagna.</p>
<p>Il dolore</p>
<p>«Figli proibiti», li chiama qualcuno, caricando dolore sul dolore di chi non pensa affatto di compiere un gesto sbagliato, ma vuole soltanto avere una possibilità in più. «Avevamo deciso di andare all&#39;estero per non sprecare i miei ovociti e per poter congelare gli embrioni. Avevamo deciso di affidarci a Bruxelles perché lì sono capaci di trattare gli spermatozoi con anticorpi. Siamo tornati senza aver congelato nulla e con soli due embrioni arrivati in terza giornata. Non è così che doveva andare, non è giusto. E il dubbio di come continuare, il dubbio se è giusto spendere tutti i nostri risparmi per un figlio che forse non arriverà, o arriverà e ci troverà sfiancati, moralmente ed economicamente, dalla sua ricerca», scrive Damabianca su un blog. Rossella, invece, non ha dubbi: non demorderà, pagherà, e se dovrà viaggiare viaggerà: «Io e mio marito &#8211; racconta &#8211; tra convivenza e matrimonio abbiamo dieci anni di vita assieme.<br />Circa otto anni fa, dopo un anno di tentativi falliti, iniziammo l&#39;iter diagnostico, cominciando da lui, visto che era l&#39;esame più semplice. Passarono gli anni durante i quali tentammo con la medicina cinese e quella tibetana e si sperava ogni mese nel miracolo. Facciamo il primo tentativo un anno fa al San Raffaele di Milano. Il secondo al centro Promea di Torino. Terzo tentativo tra breve, se questa legge ci permetterà ancora di farlo decentemente in Italia. Altrimenti emigreremo». Chi cerca un figlio ad ogni costo e guarda all&#39;estero trova nell&#39;anonimo passaparola della Rete non solo un indirizzo, ma anche la forza di andare avanti: «Mia cognata è a caccia da 8 anni e ha tentato già diverse inseminazioni e due Fivet in Italia, andate tutte male. Si è rivolta a un centro in Spagna conosciuto tramite una trasmissione su Rai3. Costo 25 mila euro: comprende tre cicli di Fivet con impianto di cinque embrioni. In più loro congelano gli embrioni che avanzano per poterli riutilizzare eventualmente il prossimo ciclo. Dicono che la probabilità di riuscita di ottenere una gravidanza è del 90 per cento».</p>
<p>I dubbi</p>
<p>Qualsiasi viaggio della speranza è una sofferenza in più, anche per questo la Legge 40 è stata subito contestata. Emerge chiaro, nelle parole di ogni donna, di ogni coppia rassegnata con la valigia ormai pronta: «Me lo sono chiesta tante volte e spesso me lo hanno chiesto: vale la pena fare tutto questo? Stimolazioni, esami, ecografie che portano stress, illusioni e rabbia. Vorrei urlare a tutti i sostenitori di questa Legge 40, a coloro che l&#39;hanno confermata e a coloro che se ne sono fregati, che non hanno capito nulla: noi la vita la amiamo e la vogliamo creare». «E&#39; proprio una vergogna che l&#39;Italia sia così tanto ignorante», accusa Betty. «E&#39; così tremendo desiderare un figlio?», domanda Federica, trentadue anni, che ad ogni incontro col nipotino di nove anni sogna il figlio che non ha potuto avere ma desidera ancora: «So che all&#39;estero, oltre a non esserci limitazione del numero di ovuli da fecondare in coltura si aggiunge la possibilità di congelare gli embrioni». Sta facendo i conti per capire quando potrà partire anche lei, come tante donne. Per Sabrina, trentacinque anni, andare all&#39;estero invece non è solamente un modo per superare il limite per legge di ovociti utilizzabili: «Sono portatrice sana di un malattia genetica e non voglio che mio figlio soffra quello che sta attreversando mio fratello. Desidero che prima dell&#39;impianto ci sai un analisi sull&#39;embrione per non ricorrere all&#39;aborto dopo un eventuale diagnosi di malattia». </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/vacanze-con-pma/">Vacanze con PMA</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Legge 40: in arrivo pioggia di ricorsi [La Repubblica]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/legge-40-in-arrivo-pioggia-di-ricorsi-la-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:18:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>da la Repubblica del 9/4/2008 &#34;Fecondazione artificiale in arrivo pioggia di ricorsi&#34; Caterina Pasolini Sandra, Grazia, Miriam. A decine hanno deciso di dare battaglia in tribunale, tutte assieme. Di raccontare le loro storie di aspiranti madri «tradite dalla legge», di usare il loro dolore e unire le forze perché venga cambiata la norma sulla fecondazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/legge-40-in-arrivo-pioggia-di-ricorsi-la-repubblica/">Legge 40: in arrivo pioggia di ricorsi [La Repubblica]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>da <a target="_blank" href="http://www.lucacoscioni.it/fecondazione_artificiale_in_arrivo_pioggia_di_ricorsi">la Repubblica del 9/4/2008</a></p>
<p>&quot;Fecondazione artificiale in arrivo pioggia di ricorsi&quot;<br />
 Caterina Pasolini</p>
<p>Sandra, Grazia, Miriam. A decine hanno deciso di dare battaglia in<br />
tribunale, tutte assieme. Di raccontare le loro storie di aspiranti<br />
madri «tradite dalla legge», di usare il loro dolore e unire le forze<br />
perché venga cambiata la norma sulla fecondazione assistita. Una sorta<br />
di class action al femminile per convincere chi vive e decide nei<br />
palazzi del potere «a non trattarci come cittadini di serie B, cioè<br />
come cittadini che hanno diritto ad avere figli ma solo malati. Oppure<br />
costretti ad emigrare».</p>
<p><span id="more-130"></span><br />Chiedono speranza e giustizia, rispetto della salute e rimborsi per i viaggi all&#39;estero, visto che ogni anno sono più di cinquemila le coppie espatriate nelle capitali europee a fare quello che i medici italiani sanno benissimo fare, ma non possono in base alle linee guida della legge 40. Bocciate dal Tar del Lazio a febbraio, ma mai corrette.</p>
<p>Le singole vittorie ottenute nei mesi scorsi con le sentenze di Cagliari, con il via libera alla diagnosi pre-impianto per una donna talassemica o quella del Lazio che ha bocciato le linee guida della legge, non bastano più. E in arrivo una pioggia di ricorsi: in 50 con i loro compagni presenteranno infatti decine di citazioni nei prossimi giorni. «Il tentativo», spiega l&#39;avvocato Maria Paola Costantini che segue una ventina di casi, «è da una parte quello di farsi autorizzare dal giudice l&#39;accesso alla diagnosi pre-impianto dall&#39;altra quello di sollevare eccezione di incostituzionalità». Arrivando così a cambiare la norma. Sono donne con la valigia piena di sogni e volontà, emigranti per amore e divieti ad avere deciso di rivolgersi ai tribunali. Per loro, per quelle che verranno. Determinate, nonostante la malattia e i tentativi falliti, a cambiare una legge che, raccontano, le tratta come numeri, ignorando la loro storia, età e salute. Che costringe il loro corpo a bombardamenti ormonali ripetuti «perché non ti consente di produrre più di tre embrioni alla volta e ti impedisce di congelarli, usandoli così in futuro».</p>
<p>Decise a cambiare norme che escludono dalle tecniche di riproduzione compagne di strada il cui unico desiderio è che il loro bambino non abbia le malattie di cui sono portatrici sane: talassemia, mutazioni cromosomiche. Che non muoia di fibrosi cistica. Sandra Sgroi, 34 anni, portatrice sana di talassemia come il marito, è una di loro. In Italia non avrebbe nemmeno potuto sottoporsi alla fecondazione assistita. «E prevista dalla legge solo perle persone sterili mentre io come chi ha altre malattie rare o genetiche, posso avere figli. Sono quindi una cittadina di serie B: autorizzata a partorire bambini con un&#39;altissima probabilità di vederli nascere malati, costretti a trasfusioni due volte al mese dalla culla e un&#39;aspettativa di vita ridotta. Quale genitore vorrebbe un simile strazio per il figlio?», mormora lei che se n&#39;è andata ad Istanbul, spendendo 18 mila euro a furia di tentativi falliti, tra esami, soggiorno e diagnosi pre-impianto, prima di ritrovarsi a contare i giorni che orala separarono dal parto.</p>
<p>Donne che vogliono giustizia e speranza nei ricorsi presentati da Milano a Roma, da Napoli a Firenze, appoggiandosi ad associazioni come Hera, Madre Cicogna, Lega Italia contro la Fibrosi Cistica, Sos infertilità, che hanno istituito un numero verde (800097999) e che continuano a ricevere chiamate, segnalazioni facendo prevedere una valanga di ricorsi per l&#39;estate. Chiedono in alcuni casi anche il rimborso dei danni psicologici e dei costi materiali per quelle trasferte organizzate per ottenere la diagnosi di pre-impianto, ora legale in Italia da febbraio. «Ma nel nostro Paese purtroppo inutile da fare visto che statisticamente la diagnosi su tre embrioni, numero massimo consentito per legge, non è significativa», spiega il professor Guglielmino tra i massimi esperti e che da anni a Catania si occupa di fertilità e tecniche di riproduzione assistita all&#39;associazione onlus Hera.</p>
<p>Donne che non vogliono sentire parlare di eugenetica, di ricerca della perfezione. «Io non voglio un figlio bello o con gli occhi blu. E nel mio caso non è nemmeno questione di volerlo più o meno sano, ma di vederlo nascere», racconta Gra- zia, siracusana trentenne, tra quelle che hanno presentato una citazione. «Ho la traslocazione robertsoniana, un&#39;anomalia cromosomica per cui al 75% è destino: non supero il terzo mese di gravidanza. Ogni volta abortisco naturalmente. Sono rimasta incinta quattro volte, quattro volte la speranza di un figlio si è interrotta prima della 12 settimana. Senza la fecondazione artificiale, senza la diagnosi pre-impianto non ho speranza. E tre embrioni, come prescrive la legge non bastano alla diagnosi: la statistiche dicono che ce n&#39;è uno sano ogni 6. Senza contare che per legge mi impianterebbero anche quello malato, lasciandomi poi la scelta di abortire, dopo. Ma chi ha scritto quelle norme sa cosa significa?». Lei come le altre ha già un biglietto in tasca per l&#39;estero se la legge non cambierà. Ma non rinuncia a lottare in tribunale.</p>
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		<title>Il governo non ci fa avere figli</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-governo-non-ci-fa-avere-figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 10:34:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#39;appello al ministro Livia Turco di una coppia sterile che lotta per la diagnosi preimpianto e per evitare un aborto FLAVIA AMABILE su La Stampa del 26/3/2008 La storia di Fabio e Silvia inizia quasi 25 anni fa. Hanno sedici anni, sono poco più di due ragazzini alle prese con il primo amore. Sanno quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-governo-non-ci-fa-avere-figli/">Il governo non ci fa avere figli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#39;appello al ministro Livia Turco di una coppia sterile che lotta per la diagnosi preimpianto e per evitare un aborto</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&#038;ID_articolo=232&#038;ID_sezione=274&#038;sezione="><br />
FLAVIA AMABILE su La Stampa del 26/3/2008</a></p>
<p>La storia di Fabio e Silvia inizia quasi 25 anni fa. Hanno sedici anni,<br />
sono poco più di due ragazzini alle prese con il primo amore. Sanno<br />
quello che fanno se ancora oggi che di anni ne hanno 34 sono l&#39;uno<br />
accanto all&#39;altra a combattere insieme.</p>
<p><span id="more-129"></span><br />Vivono a Montebelluna in provincia di Treviso, lottano per avere un figlio mentre il mondo cattolico li condanna, li ostacola, li spinge a adottare un bimbo altrui e persino ad abortire. La storia di Fabio e Silvia è una storia piena di contraddizioni, di contorsioni, tante quante sono le contraddizioni e le contorsioni di cui sono ricche le leggi italiane che regolano la vita e la morte. </p>
<p>Fabio Callegari e Silvia Poloni non possono avere figli. Non c&#39;è un motivo preciso nè una cura: l&#39;unica strada possibile per diventare genitori passa per la fecondazione assistita. Vanno in tre centri diversi, e alla fine riescono ad averlo il loro figlio. Lo chiamano Pietro. Due mesi e mezzo dura la loro illusione di avercela fatta. Pietro ha una rara malattia genetica, (l&#39;atrofia spinale muscolare di tipo 1) e loro due scoprono di esserne portatori sani. &#39;In ospedale ci hanno detto: possiamo ricoverarlo e usare tecniche invasive ma il suo destino è segnato. Altrimenti potete portarlo a casa e accompagnarlo voi&#39;, racconta Fabio.</p>
<p>Fabio e Silvia scelgono di tornare a casa. &#39;Tre mesi di sofferenza poi non c&#39;è altro da fare se non piangere. Ora Pietro non c&#39;è più, Fabio e Silvia non hanno parole per descrivere il loro dolore, le poche che sono rimaste hanno deciso di trasformarle in una battaglia per avere un altro figlio o una figlia, ma sani. </p>
<p>&#39;Ci hanno spiegato che possiamo andare all&#39;estero, ci hanno consigliato il Belgio. Se invece vogliamo rimanere in Italia possiamo effettuare una fecondazione che sappiamo già dove ci potrebbe portare. Siamo portatori sani di questa grave malattia, ad ogni gravidanza abbiamo il 25% di probabilità di generare un feto malato. E però non possiamo effettuare la diagnosi preimpianto, l&#39;esame che consente di capire ancora prima dell&#39;impianto se vi siano malattie oppure no&#39;.&#160; Non possono effettuarlo perché quando fu approvata la legge 40 sulla fecondazione assistita il mondo cattolico fu perentorio: nessuna analisi prenatale altrimenti sarebbe eugenetica. </p>
<p>&#39;E così se Silvia rimanesse incinta potremmo solo sottoporre il feto ad un esame che si chiama villocentesi, e si fa all&#39;undicesima settimana di gravidanza. E se dall&#39;esame il feto risultasse malato? &#39;Potremmo andare avanti o ricorrere all&#39;aborto terapeutico. Andare avanti significherebbe ripetere il dramma di Pietro: farlo nascere, farlo crescere e soffrire fino a cinque mesi e poi vederlo morire perché questa è la malattia di cui siamo portatori sani, ormai lo sappiamo, non c&#39;è cura. Non resterebbe quindi che l&#39;aborto terapeutico, ma non abbiamo già sofferto abbastanza? Perchè vietare in nome dell&#39;eugenetica di intervenire su un embrione ancora non impiantato e permettere invece un aborto di un feto che già è in una fase avanzata di crescita?&#39;</p>
<p>Il 3 marzo Fabio e Silvia hanno scritto un appello per chiedere di aggiornare la legge 40, attraverso le linee guida promesse da tempo dal governo e mai approvate. La prima destinataria è stata il ministro della Salute Livia Turco. Finora non ha ancora risposto. Dopo il ministro Turco hanno contattato l&#39;associazione Coscioni, forum, enti, chiunque. Nei prossimi giorni invieranno l&#39;appello anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. &#39;Forse almeno lui che è al di sopra delle parti potrà intervenire&#39; spiega Fabio. </p>
<p>E dopo aver tempestato di email anche il Quirinale? &#39;Andremo avanti, ormai non abbiamo nulla da perdere, almeno raccontiamo quello che succede a quelli come noi&#39;. Ovvero a più di 30 mila coppie in Italia. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lettera aperta a Livia Turco</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-aperta-a-livia-turco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 12:17:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Marco Cappato, dell&#39;associzione Luca Coscioni Caro Ministro Livia Turco, a causa della crisi di Governo non è dato sapere per quanto tempo ancora Lei guiderà il dicastero della Salute. Quello che però è certo, è che il tempo rimasto &#8211; tanto o poco che sia &#8211; va utilizzato per sanare, nel &#34;disbrigo degli affari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Cappato">Marco Cappato</a>, dell&#39;<a target="_blank" href="http://www.lucacoscioni.it">associzione Luca Coscioni</a></p>
<p>Caro Ministro Livia Turco,<br />
a causa della crisi di Governo non è dato sapere per quanto tempo<br />
ancora Lei guiderà il dicastero della Salute. Quello che però è certo,<br />
è che il tempo rimasto &#8211; tanto o poco che sia &#8211; va utilizzato per<br />
sanare, nel &quot;disbrigo degli affari correnti&quot;, le situazioni di patente<br />
e straordinaria illegalità, per chiudere vertenze rimaste sospese che<br />
mettono a rischio o danneggiano gravemente la salute di centinaia di<br />
migliaia di cittadine e cittadini italiani. La prima questione che Le<br />
sottopongo è quella dell&#39;aggiornamento delle linee guida della legge<br />
40, scadute il 4 agosto 2007.</p>
<p><span id="more-128"></span><br />Da oltre cinque mesi, le donne che vogliono accedere alla fecondazione assistita, ed in particolare i portatori di malattie genetiche, attendono da Lei l&#39;aggiornamento delle linee guida. Si tratta di un atto dovuto, prescritto dalla legge, rispetto al quale il protrarsi della Sua inazione rappresenta un danno grave e diretto per persone che devono già fare i conti con difficoltà di ogni tipo. A maggior ragione è urgente un suo intervento dopo che i tribunali di Cagliari e Firenze hanno emesso sentenze che si scontrano con le proibizioni contenute nelle linee guida scadute (a partire dal divieto di analisi genetica preimpianto) e, soprattutto, dopo che la sentenza del TAR del Lazio le ha semplicemente annullate. La seconda questione, dalla quale dipende il diritto costituzionalmente garantito alla libertà di espressione e di comunicazione dei disabili gravi nel nostro Paese, riguarda l&#39;aggiornamento del cosiddetto &quot;nomenclatore tariffario&quot;, ossia dell&#39;elenco delle strumentazioni per le quali lo Stato prevede un rimborso a carico del sistema sanitario. Si tratta di strumenti e tecnologie che consentono a persone rese mute dalla malattia &#8211; come lo furono Luca Coscioni e Piergiorgio Welby &#8211; di recuperare le facoltà perdute, innanzitutto quella di parlare, di comunicare. Lei ha avuto il merito di istituire una commissione ad hoc per occuparsi dell&#39;aggiornamento del nomenclatore. La commissione ha lavorato e ormai una bozza del nuovo nomenclatore è pronta. Sarebbe di una inaudita gravità se Lei dovesse lasciare il Ministero senza aver ufficializzato il nuovo nomenclatore e resa operativa la rimborsabilità di strumentazioni senza le quali decine di migliaia di persone sono letteralmente sepolte vive, dalla burocrazia più che dalla disabilità. La terza questione è relativa alla tutela della salute dei cittadini e della sicurezza delle strutture sanitarie. Ogni giorno i media registrano errori, trascuratezze e disorganizzazioni all&#39;interno di ospedali i cui effetti disastrosi ricadono sui cittadini ricoverati. Come Lei sa, ciò si traduce ogni anno in decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di eventi avversi ai danni della salute dei cittadini. Finalmente erano state inserite, nel DDL S. 1920 da Lei presentato a dicembre, norme che obbligano le aziende ospedaliere a dotarsi di Unità di Gestione del Rischio Clinico e di Servizi di Ingegneria Clinica per garantire la sicurezza degli impianti e limitare gli errori clinici. Niente è più necessario e urgente. Chiediamo di emanare un Decreto Legge che riproduca gli articoli 18, 19 e 20 del citato DDL. Le Camere, anche se eventualmente sciolte, sarebbero obbligate comunque a riunirsi per la discussione e conversione in legge. Infine, caro Ministro, Lei aveva garantito che avrebbe provveduto ad emanare il decreto attuativo della Convenzione del Consiglio d&#39;Europa sulla biomedicina. Anche qui, un atto dovuto che corrisponde agli impegni internazionali assunti dal nostro Paese, fino ad ora bloccato da veti sotterranei e ricatti politici. Su tutti questi punti un ritardo di ulteriori mesi o anni sarebbe vissuto da molti come una vera e propria violenza. Il disbrigo degli affari correnti non consente certo di varare nuove politiche, ma &#8211; come richiesto nell&#39;ultima direttiva del Presidente Prodi &#8211; impone di &quot;evitare ogni interruzione dell&#39;attività amministrativa&quot; e di &quot;garantire il completamento delle principali iniziative intraprese&quot;. La tradizione degli ultimi giorni di un Governo è spesso stata quella del saccheggio di risorse pubbliche, di ultimi favori e regalie. Lei ha invece l&#39;occasione di produrre benefici profondi, molto più duraturi di quelli sui quali la politica italiana usa concentrare le proprie risse quotidiane. Ma il tempo è quasi scaduto.<br />Marco Cappato </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-aperta-a-livia-turco/">Lettera aperta a Livia Turco</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>No alle linee guida della legge 40 [La Stampa]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/no-alle-linee-guida-della-legge-40-la-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 13:18:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>* da La Stampa del 23/1/2008 Blog della giornalista Flavia Amabile Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di alcune associazioni giudicando illegittime le linee guida della legge 40, in particolare l&#39;obbligo a trasferire tutti gli embrioni prodotti e il divieto alla diagnosi genetica preimpianto, rimandando alla Consulta il giudizio sulla costituzionalità della stessa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/no-alle-linee-guida-della-legge-40-la-stampa/">No alle linee guida della legge 40 [La Stampa]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>* da <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29532girata.asp" target="_blank">La Stampa del 23/1/2008</a></p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&#038;ID_articolo=165&#038;ID_sezione=274&#038;sezione=" target="_blank">Blog della giornalista Flavia Amabile</a></p>
<p>Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di alcune associazioni giudicando illegittime le linee guida della legge 40, in particolare l&#39;obbligo a trasferire tutti gli embrioni prodotti e il divieto alla diagnosi genetica preimpianto, rimandando alla Consulta il giudizio sulla costituzionalità della stessa legge 40.</p>
<p><span id="more-127"></span><br />Ne dà notizia Monica Soldano, presidente di una delle associazioni promotrici del ricorso, Madre Provetta. «Ritenevamo, &#8211; spiega Soldano &#8211; e il Tar ci dà ragione, che le linee guida varate dal precedente governo contenessero un eccesso di potere: non possono essere più restrittive della legge stessa, devono solo chiarirne gli aspetti ai medici».</p>
<p>Rientrano in questo &quot;eccesso di potere&quot; l&#39;obbligo di trasferire gli embrioni prodotti senza lasciare autonomia decisionale a medico e paziente, e soprattutto «l&#39;aver cancellato la diagnosi genetica preimpianto, introducendo la diagnosi osservazionale che è una cosa completamente diversa», e questo malgrado, fa notare Soldano, «la legge 40 non vieti esplicitamente la diagnosi genetica».</p>
<p>Una decisione, quella del Tar, che di fatto rende traballante l&#39;intera legge 40, proprio mentre il ministro della Salute Livia Turco ha già sul suo tavolo pronte le nuove, annunciate linee guida, che avrebbe entro pochi giorni presentato al premier Prodi se la crisi politica non avesse congelato ogni decisione. «A questo punto &#8211; spiega Soldano &#8211; la Turco dovrà rivedere le linee guida già pronte anche tenendo conto della sentenza del Tar. Sentenza di cui noi siamo molto soddisfatti, ma che dimostra ancora una volta la sconfitta della politica, che anche su questo tema ha rinunciato a decidere lasciando sole le associazioni ad assolvere a un ruolo fondamentale».</p>
<p>Il legale della Warm: «Ministero prenda atto della sentenza»<br />«Ora il ministero della Salute prenda atto al più presto della sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato le linee guida della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita e rinviato la norma alla Corte Costituzionale». Questo il commento dell&#39;avvocato Erminio Striani, che ha condotto la battaglia legale per conto della Warm, la World Association for Reproductive Medicine.<br />«Una bella soddisfazione per il riconoscimento dei nostri sforzi nell&#39;interesse della collettività. Il Tar del Lazio &#8211; spiega Striani all&#39;ADNKRONOS SALUTE &#8211; oggi ha dato una nuova visione della legge 40 più conforme alle esigenze della società».<br />Ora si apre un periodo di incertezza normativa. «La legge 40 continua a essere in vigore in attesa del pronunciamento della Consulta. Nel frattempo &#8211; aggiunge Striani &#8211; la sentenza del Tar fornisce un indirizzo a cui dovrebbe uniformarsi il ministero della Salute nell&#39;emanazione delle nuove linee guida. A meno che &#8211; prosegue &#8211; non intenda impugnare la sentenza al Consiglio di Stato. Ma &#8211; rileva &#8211; nel frattempo le decisioni dei magistrati amministrativi non sono immediatamente esigibili dai cittadini».<br />In pratica, conclude Striani «non è che domani si possa andare in un centro di procreazione medicalmente assistita e, con la sentenza in mano, si possa esigere dal medico la diagnosi preimpianto o la crioconservazione. Non è una sorta di cambiale con cui presentarsi alla banca».</p>
<p>Bertolini (Forza Italia): «Le leggi vanno cambiate in parlamento»<br />«Le leggi si cambiano in parlamento e non nelle aule giudiziarie. Basta con le sentenze politiche che tentano di demolire in tutti i modi la legge 40. Dopo quelle di Cagliari e Firenze, la decisione del Tar del Lazio è l&#39;ennesimo pronunciamento di un tribunale italiano in contrasto con una legge approvata dai rappresentanti del popolo e dal popolo ratificata con un referendum, peraltro con una maggioranza schiacciante». Lo afferma Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia.<br />«La magistratura invece di limitarsi ad applicare le leggi, non perde occasione per opporsi e sovrapporsi alle decisioni dei rappresentanti del popolo &#8211; aggiunge -. Noi siamo e continuiamo ad essere contrari ad un&#39;indesiderata deriva eugenetica che permetta e consideri lecita un&#39; aberrante selezione artificiale di embrioni. Eventuali modifiche della normativa non potranno non tenere conto di questo principio fondamentale».</p>
<p>Le senatrici Baio e Binetti (Pd): «Appoggiamo la legge 40»<br />«Confermiamo il nostro sì alla legge 40 che tutela l&#39;embrione e riteniamo che prima di intervenire sulle linee guida serva attendere la sentenza della Corte Costituzionale, richiesta dallo stesso Tribumale Amministrativo». Lo afferma le senatrici del Pd Emanuela Baio e Paola Binetti, che aggiungono: «La legge è rivolta alle coppie sterili e intende affrontare i problemi di procreazione di chi vive la difficoltà o l&#39;impossibilita di avere un figlio. Non si rivolge alle coppie portatrici di patologie particolari».<br />«Per queste coppie -sostengono le parlamentari- è importante accogliere il loro desiderio di avere un figlio. Oggi, fortunatamente, la scienza ci offre dei risultati positivi. Siamo, per esempio, in grado di diagnosticare e curare a livello fetale patologie fino a poco tempo fa curabili solo dopo la nascita. Non è con l&#39;analisi pre-impianto dell&#39;embrione che si può immaginare di affrontare e cercare di dare risposta a un problema così complesso, dal punto di vista sia scientifico che etico.<br />Dichiariamo tutta la nostra volontà e disponibilità -concludono Baio e Binetti- ad affrontare in modo completo, a livello parlamentare, i drammi e i problemi delle coppie con patologie di tipo genetico.»</p>
<p>De Pretis (Verdi): «La decisione del Tar tutela la salute della donna»<br />«Bene la decisione del Tar del lazio che ha bocciato le linee guida della legge 40. In particolare il Tar ha sollevato la questione di legittimità costituzionale articolo 14 della legge 40, ritenendolo in contrasto con l&#39;articolo 332 della Costituzione. Sono in particolare le questioni che noi avevamo ampliamente sollevato in nome dell&#39;interesse della tutela della salute della donna, sia durante l&#39;iter di approvazione della legge che durante la battaglia referendaria». Lo afferma la senatrice Loredana De Petris dei Verdi a proposito della decisione del Tar del Lazio.<br />«Ora finalmente -conclude la senatrice- si riapre la questione della modifica della legge visto che comunque la Consulta si dovrà pronunciare sulla costituzionalità di alcuni passi del testo. Finalmente si ripare una speranza per tante coppie».</p>
<p>Mantovano (An): «Schizofrenia sul tema della vita»<br />«Sul tema della vita, della sua origine e della tutela dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, incluso il concepito, si assiste a una schizofrenia. Ci sono personaggi politici che da un lato sostengono che la 194 è intoccabile e indiscutibile: sì che chiedere, a trent&#39;anni di distanza dal varo di quella legge e con i progressi scientifici realizzati nei 3 decenni, che si verifichi la sua corretta applicazione sarebbe una provocazione». Lo afferma il senatore di An Alfredo Mantovano.<br />«Dall&#39;altro gli stessi personaggi non si rassegnano alle regole fissate da una legge, la 40, approvata appena 4 anni fa e confermata dal referendum del 2005 &#8211; aggiunge -. In particolare, non si rassegnano che la diagnosi pre-impianto è esclusa dalla legge 40, in nome di un principio di civiltà: un essere umano, sia pure alla stadio iniziale della esistenza, non può essere eliminato solo perchè non risponde all&#39;optimum desiderato. In mancanza di altro, tentano di attaccarsi al Tar. La chiara lettera della legge fa naufragare questo tentativo».</p>
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		<title>Sì ai test sugli embrioni [La Repubblica]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/si-ai-test-sugli-embrioni-la-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di MARINA CAVALLIERI su Repubblica Il giudice: sì ai test sugli embrioni&#60;br&#62;E&#39; possibile la diagnosi preventivaROMA &#8211; Arriva da Firenze l&#39;ordinanza, con valore di sentenza, che scardina la legge sulla fecondazione assistita. Il giudice ha accolto il ricorso di una coppia e ha stabilito che le linee guida che vietano la diagnosi preimpianto degli embrioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/fecondazione-sentenza/fecondazione-sentenza/fecondazione-sentenza.html" target="_blank">di MARINA CAVALLIERI su Repubblica</a></p>
<p>Il giudice: sì ai test sugli embrioni&lt;br&gt;E&#39; possibile la diagnosi preventiva<br />ROMA &#8211; Arriva da Firenze l&#39;ordinanza, con valore di sentenza, che scardina la legge sulla fecondazione assistita. Il giudice ha accolto il ricorso di una coppia e ha stabilito che le linee guida che vietano la diagnosi preimpianto degli embrioni sono inapplicabili perché contro la legge stessa e contro la Costituzione. È possibile quindi la diagnosi preventiva se c&#39;è il rischio di trasmettere una grave malattia genetica, è lecito rifiutare il numero obbligatorio di tre embrioni se una gravidanza gemellare può compromettere la salute della donna.</p>
<p><span id="more-126"></span><br />Torna ancora nelle aule giudiziarie la battaglia sulla procreazione assistita, e dopo il caso del tribunale di Cagliari arriva un altro giudice a dare ragione alle coppie che lottano per cambiare le norme. Questa volta a sollevare la questione è stata una coppia trentenne di Milano, lei è portatrice di una grave malattia, la esostosi, malattia genetica che porta all&#39;accrescimento esagerato della cartilagine delle ossa: c&#39;è una percentuale molto elevata che venga trasmessa al figlio, esiste la possibilità che sia mortale.</p>
<p>La coppia si rivolge al centro Demetra di Firenze e chiede di poter fare la diagnosi preimpianto, inoltre chiede che la fivet sia adeguata allo stato di salute della donna che non può rischiare una gravidanza gemellare. Il centro risponde che tutto questo la legge non lo consente. &quot;La coppia deve per forza sottoporsi alla roulette russa con il rischio di avere gli embrioni malati&quot;, racconta l&#39;avvocato Gianni Baldini che ha curato il ricorso. &quot;Così i coniugi si rivolgono al sito www. madreprovetta. org per chiedere una consulenza e iniziamo un&#39;azione legale&quot;.</p>
<p>Alla base del ricorso, spiega l&#39;avvocato, ci sono diverse considerazioni. &quot;C&#39;è il fatto che la legge 40 non stabilisce espressamente il divieto di diagnosi preimpianto, sono le linee guida a stabilirlo dicendo che le indagini preventive non possono essere di natura genetica ma solo osservazionale cioè morfologica&quot;. Questo divieto incide su un diritto soggettivo assoluto, dice l&#39;avvocato Baldini, qual è quello dell&#39;autodeterminazione, incide sul diritto alla procreazione cosciente e responsabile, al consenso informato.</p>
<p>&quot;Il giudice Isabella Mariani accoglie il ricorso, &quot;dicendo che è fondata l&#39;illegittimità delle linee guida che espressamente disapplica, un provvedimento con efficacia vincolante per altri giudizi e per il Tar&quot;. Il giudice inoltre prende altre due iniziative contrarie alla legge. &quot;Condanna il centro ad eseguire la diagnosi e stabilisce la crioconservazione degli embrioni malati, che la legge vieta, e dice che il medico deve seguire le regole della migliore scienza ed esperienza con specifico riguardo alla salute della donna. Questo è un altro colpo al cuore della legge 40, perché ristabilisce l&#39;ordine gerarchico previsto dalla Costituzione e dalla legge 194 che antepone la salute della donna a quella del nascituro&quot;.</p>
<p>L&#39;ordinanza non è revocabile, vale quanto una sentenza, se il centro Demetra non ricorre in appello diventa definitiva. È la seconda sentenza a favore della diagnosi preimpianto nel caso di malattie genetiche, a settembre il tribunale di Cagliari aveva dato ragione ad una donna portatrice di talassemia. &quot;Da quando è andata in vigore la legge arrivano molte richieste di sostegno legale, è aumentato il contenzioso giudiziario, la legge 40 è avvertita contro il bene della coppia&quot;, dice Monica Soldano, presidente dell&#39;associazione &quot;Madreprovetta&quot;, &quot;la legge viene sempre più percepita come ostile a un progetto genitoriale&quot;.</p>
<p>(22 dicembre 2007)</p>
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		<title>Trasmissioni televisive sui referendum</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/trasmissioni-televisive-sui-referendum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2005 14:16:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sezione&#160;REFERENDUM sul sito di Raiclick</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.raiclicktv.it/raiclick/pc/website/0,4388,4-1349-1-CTY5-CID1349-0-1-0---1-1-ABB0,00.html" target="_blank">Sezione&#160;REFERENDUM sul sito di Raiclick</a></p>
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		<title>Le  avventure di un povero tavolinaro</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-avventure-di-un-povero-tavolinaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2005 21:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 40/2004 (Fecondazione assistita)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#34;Tavolinaro&#34;, come dicono a Roma, è chi si prodiga ai tavoli informativio di raccolta firme. Mi sveglio tutto sudato e con i battiti a mille, pochi secondi erealizzo che era un incubo: un prete con il volto satanico, allaguida di un gruppo di embrioni incappucciati tipo inquisizione, earmati di fiaccole, mi correva appresso per strapparmi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&quot;Tavolinaro&quot;, come dicono a Roma, è chi si prodiga ai tavoli informativi<br />o di raccolta firme.</p>
<p><span id="more-124"></span></p>
<p>Mi sveglio tutto sudato e con i battiti a mille, pochi secondi e<br />realizzo che era un incubo: un prete con il volto satanico, alla<br />guida di un gruppo di embrioni incappucciati tipo inquisizione, e<br />armati di fiaccole, mi correva appresso per strapparmi di mano i<br />moduli con ben cinquemila firme dei referendum sulla fecondazione<br />assistita, ci riusciva e i suoi amici inquisitori facevano dei miei<br />adorati moduli un bel falò davanti al vescovato.<br />Dopodiché mi colpiva in testa con un crocifisso d&#39;oro,<br />esclamando minaccioso : &quot;Se non la smetti, la prossima volta bruceremo te,<br />radicale del c.&quot;. Porca miseria!</p>
<p>Mi devo essere un po&#39; esaurito, è dal tredici Aprile che sto in mezzo<br />alla strada a raccogliere firme insieme ad alcuni compagni che<br />esauriti lo sono già un po&#39; per loro natura, D. e F., ma non<br />demordo, la lotta continua.<br />Avverto i primi sintomi di dissociazione quando realizzo in un momento<br />di lucidità che per me ormai le persone sono ridotte a firme e che nei luoghi più impensati mi viene il raptus di tirare fuori all&#39;improvviso il modulo nascosto<br />e di esclamare: &quot;Firma il referendum?&quot;.<br /><!--
D(["mb","militante storico riprende il sopravvento,c'è di mezzo la libertà e la<br />salute di tutti e poi in fondo<br />a stare per mesi in mezzo alla strada s'imparano un sacco di cose,le<br />migliaia di persone che finora hanno firmato sono la fotografia reale<br />degli abitanti della nostra città dei loro umori,delle loro<br />debolezze,della loro intelligenza,della loro ironia.Si avvicina al<br />tavolo un po' circospetto un ometto trasandato,osserva per un po' in<br />silenzio,gli chiedo &quot;Firmi il referendum sulla fecondazione<br />assistita?, &quot; E che sarebbe?&quot; chiede incuriosito,non faccio in tempo<br />ad abbozzare la solita spiegazione che interviene un signore sulla<br />cinquantina dallo sguardo vispo ed ironico &quot;Come non lo sai?Sarebbe<br />che ce stanno due che fanno l'amore e un radicale che li guarda&quot;.<br />&quot;Firma per la fecondazione assistita?, &quot; Ah, la fondazione<br />insistita,sì,sì,la conosco!&quot;.<br />Al tormentone della nostra domanda la fantasia dei ternani si<br />manifesta in tutta la sua varietà: &quot;Grazie,io non firmo pe' fa fa' li<br />fiji a li froci&quot;.&quot; No,grazie ,già semo troppi!&quot;.&quot; Radicale?&quot; &quot; Sì&quot;<br />&quot;Se non te ne vai te sputo!&quot;<br />&quot;Firma? &quot; No,il papa non vuole!&quot;. &quot;Grazie facciamo da soli&quot;. &quot;Ma che<br />voi firmà,non c'ho bisogno non vedi che panza mi moje&quot; &quot;Si ma le altre<br />donne che non possono….&quot; &quot;Dije che le portassero qua che ce penzo<br />io&quot;,uno schiaffo improvviso della moglie gli toglie il sorriso ebete<br />da maschio ruspante. &quot;Scusi,ma sua moglie non firma? &quot; No,no.In<br />famiglia ste cose le faccio solo io!&quot; &quot;Ma io voglio firmare!&quot; replica<br />la signora.&quot; Annamo via che tu su ste cose non ce capisci gnente!&quot; .<br />Si avvicina al tavolo una bambina di cinque anni,bionda con gli occhi<br />azzurri :&quot; Io voglio firmare&quot; &quot; Ma sei capace?&quot; &quot;Certo,ma solo<br />stampatello&quot;, &quot;Ma sei troppo piccolina!Perché vuoi firmare?&quot; &nbsp;&quot;Perché<br />",1]
);

//-->Ma non cedo alla mia umana debolezza e il militante storico riprende il<br />sopravvento, c&#39;è di mezzo la libertà e la salute di tutti e poi in fondo<br />a stare per mesi in mezzo alla strada s&#39;imparano un sacco di cose, le<br />migliaia di persone che finora hanno firmato sono la fotografia reale<br />degli abitanti della nostra città, dei loro umori, delle loro<br />debolezze, della loro intelligenza, della loro ironia</p>
<p>Si avvicina al tavolo un po&#39; circospetto un ometto trasandato,<br />osserva per un po&#39; in silenzio, gli chiedo &quot;Firmi il referendum sulla fecondazione<br />assistita?, &quot; E che sarebbe?&quot; chiede incuriosito, non faccio in tempo<br />ad abbozzare la solita spiegazione che interviene un signore sulla<br />cinquantina dallo sguardo vispo ed ironico &quot;Come non lo sai? Sarebbe<br />che ce stanno due che fanno l&#39;amore e un radicale che li guarda&quot;.</p>
<p>&quot;Firma per la fecondazione assistita?,<br />&quot;Ah, la fondazione insistita, sì, sì, la conosco!&quot;</p>
<p>Al tormentone della nostra domanda la fantasia dei ternani si<br />manifesta in tutta la sua varietà:<br />&quot;Grazie, io non firmo pe&#39; fa fa&#39; li fiji a li froci&quot;.<br />&quot;No, grazie, già semo troppi!&quot;.<br />&quot;Radicale?&quot; &quot;Sì&quot; &quot;Se non te ne vai te sputo!&quot;<br />&quot;Firma?&quot; No,il papa non vuole!&quot;. <br />&quot;Grazie facciamo da soli&quot;.</p>
<p>&quot;Ma che voi firmà, non c&#39;ho bisogno non vedi che panza mi moje&quot;<br />&quot;Si ma le altre donne che non possono&#8230;&quot;<br />&quot;Dije che le portassero qua che ce penzo io&quot;,<br />uno schiaffo improvviso della moglie gli toglie il sorriso ebete<br />da maschio ruspante.</p>
<p>&quot;Scusi, ma sua moglie non firma?<br />&quot;No, no. In famiglia ste cose le faccio solo io!&quot;<br />&quot;Ma io voglio firmare!&quot; replica la signora.<br />&quot;Annamo via che tu su ste cose non ce capisci gnente!&quot; .</p>
<p>Si avvicina al tavolo una bambina di cinque anni,<br />bionda con gli occhi azzurri:<br />&quot;Io voglio firmare&quot;<br />&quot;Ma sei capace?&quot;<br />&quot;Certo, ma solo stampatello&quot;<br />&quot;Ma sei troppo piccolina! Perché vuoi firmare?&quot;<br /><!--
D(["mb","voglio ordinare un fratellino&quot;.Non ci lascia finchè non le facciamo<br />firmare un foglietto &quot; No che non firmo,dije a Pannella che annasse a<br />fan culo co tutte le scarpe!&quot;.&quot;Quante so le firme?&quot; &quot; Dodici&quot; &quot;Non<br />c'ho tempu,pe falle tutte me tocca pijà le ferie!&quot;.Arriva un signore<br />sulla carrozzella : &quot; Solo ste poche! Cento te ne metto contro sti<br />cazzo de &nbsp;preti che me vojono fa sta su la carrozzella,aho! firma<br />anche tu!&quot; &quot;Ma che me frega a me de sti referendi&quot;,&quot; Ah non te frega?<br />Allora chi non vole firmà l'alzaimer je pozza pijà!&quot;.&quot;Vorrei<br />firmare,ma quanto si spende a firma?&quot; ci chiede una distinta signora.<br />&quot;E' contro Berlusconi?Allora firmo subito&quot;. &quot;Ma che so' sti embrioni?<br />&quot; chiede incuriosito un vecchietto,&quot; &quot; &nbsp;Sarebbero come li fiji piccoli<br />piccoli,ma non so proprio uguali&quot;, risponde saccente un &nbsp;omone ,&quot;Ah! &quot;<br />,fa il vecchietto, &quot;Ho capito&quot;. Ma il divertimento finisce quando al<br />tavolo arrivano persone &nbsp;che non riescono nemmeno a muovere le mani<br />per firmare.Ogni volta che si avvicina una carrozella al tavolo si fa<br />silenzio.Guardo quei volti e vedo nei loro occhi barlumi di speranza,&quot;<br />Io non posso firmare,le mie mani non ce la fanno comunque grazie per<br />quello che fate&quot;, ci dice un ragazzo dagli occhi grandi e neri come<br />moriche .Mi alzo dal tavolo gli faccio una carezza e mi viene<br />spontaneo ripetergli &nbsp;le parole che Pannella dice sempre a Luca<br />Coscioni &quot;Non mollare! Se molli tu, mollo anche io&quot;. Se ne va con un<br />grazie grande come la sua riconoscenza.Torno a sedere ancora più<br />convinto che non mi posso permettere stanchezze<br />:Francesco,Domenico,Massimilia<wbr>no diamoci sotto!Nessuno riuscirà mai a<br />convincermi che un embrione e quel ragazzo sulla carrozzella siano la<br />stessa cosa!<br />",0]
);

//-->&quot;Perché voglio ordinare un fratellino&quot;<br />Non ci lascia finchè non le facciamo firmare un foglietto.</p>
<p>&quot;No che non firmo, dije a Pannella che annasse a<br />fan culo co&#39; tutte le scarpe! [sarebbe a dire subito,<br />senza prepararsi].</p>
<p>&quot;Quante so le firme?&quot;<br />&quot;Dodici&quot;<br />&quot;Non c&#39;ho tempu, pe falle tutte me tocca pijà le ferie!&quot;.</p>
<p>Arriva un signore sulla carrozzella:<br />&quot;Solo &#39;ste poche! Cento te ne metto contro &#39;sti<br />cazzo de preti che me vojono fa sta su la carrozzella, aho&#39;!<br />Firma anche tu!&quot;<br />&quot;Ma che me frega a me de sti referendi&quot;<br />&quot;Ah non te frega? Allora chi non vole firmà l&#39;alzaimer je pozza pijà!&quot;.</p>
<p>&quot;Vorrei firmare,ma quanto si spende a firma?&quot;<br />ci chiede una distinta signora.</p>
<p>&quot;E&#39; contro Berlusconi? Allora firmo subito&quot;. </p>
<p>Ma che so&#39; &#39;sti embrioni?&quot;<br />chiede incuriosito un vecchietto,<br />&quot;Sarebbero come li fiji piccoli piccoli, ma non so proprio uguali&quot;,<br />risponde saccente un &#160;omone ,<br />&quot;Ah! &quot;, fa il vecchietto, &quot;Ho capito&quot;.</p>
<p>Ma il divertimento finisce quando al tavolo arrivano persone che non riescono nemmeno a muovere le mani per firmare<br />Ogni volta che si avvicina una carrozella al tavolo si fa<br />silenzio. Guardo quei volti e vedo nei loro occhi barlumi di speranza,<br />&quot;Io non posso firmare, le mie mani non ce la fanno comunque grazie per<br />quello che fate&quot;, ci dice un ragazzo dagli occhi grandi e neri come<br />moriche.<br />Mi alzo dal tavolo gli faccio una carezza e mi viene spontaneo ripetergli<br />le parole che Pannella dice sempre a Luca Coscioni<br />&quot;Non mollare! Se molli tu, mollo anche io&quot;.<br />Se ne va con un grazie grande come la sua riconoscenza.</p>
<p>Torno a sedere ancora più convinto che non mi posso permettere stanchezze:<br />F., D., M. diamoci sotto!<br />Nessuno riuscirà mai a convincermi che un embrione e quel ragazzo sulla carrozzella siano la stessa cosa! </p>
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