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	<title>laicismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 10 Sep 2013 17:47:50 +0000</lastBuildDate>
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		<title>No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/no-vauro-laicita-non-e-indifferenza-ma-rispetto-delle-opinioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 17:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È sorprendente leggere lo scivolone di Vauro Senesi sulla questione laicità e pace, tu quoque Vauro? Verrebbe da dire. Intanto cominciamo a dire che quella del Papa non è l&#8217;unica voce contro la guerra ma che ci sono molte associazioni laiche che si dichiarano contro la guerra, Emergency di Gino Strada (di cui Vauro è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/no-vauro-laicita-non-e-indifferenza-ma-rispetto-delle-opinioni/">No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È sorprendente leggere lo scivolone di Vauro Senesi sulla questione laicità e pace, <i>tu quoque Vauro</i>? Verrebbe da dire.<span id="more-11747"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10793" alt="dialogo1" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg" width="300" height="248" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Intanto cominciamo a dire che quella del Papa non è l&#8217;unica voce contro la guerra ma che ci sono molte associazioni laiche che si dichiarano contro la guerra, Emergency di Gino Strada (di cui Vauro è collaboratore e testimonial storico e la cosa rende ancora più assurda questa dimenticanza) l&#8217;Arci, nonché vari partiti. Dire che non ci sono voci laiche contro la guerra è un idiozia e basta.</p>
<p>La questione, se proprio vogliamo formularla in termini corretti, è diversa; ovvero se associazioni che fanno della laicità la loro battaglia principale debbano schierarsi nella fazione pro-intervento o in quella anti-intervento in tali frangenti (perché a parole tutti sono per la pace, il Papa, Assad, Obama, Putin e anche i Bush padre e figlio).</p>
<p>Quando un associazione si schiera, significa che i suoi dirigenti hanno deciso che su tale tema all&#8217;interno dell&#8217;associazione non si può avere un idea diversa o che comunque queste idee non valgono come le altre. Vediamo se può essere il caso.</p>
<p>In queste questioni è facile pensare di avere ragione mettendo la parola “pace” all&#8217;inizio e alla fine di ogni ragionamento, in realtà le cose sono più complicate.</p>
<p>Premetto che chi scrive è sempre stato contrario al tipo di interventi Nato che hanno caratterizzato gli ultimi due decenni, però non si ritiene un pacifista “tout court” ne&#8217; tanto meno un non violento gandhiano, ne&#8217; ancor meno pensa che con il motto cristiano del “porgi l&#8217;altra guancia” si possa mai ottenere qualcosa.</p>
<p>La realtà è che ci sono guerre che vanno combattute. Se fossero stati pacifisti i miei nonni probabilmente avremmo ancora un duce al comando dell&#8217;Italia (ed evitiamo facile battute con i politici contemporanei) e un fuhrer al comando della Germania.</p>
<p>Certo Assad non è Hitler come non lo erano ne&#8217; Saddam ne&#8217; il Mullah Omar, tuttavia quando prevale la politica del non intervento (come è successo in Ruanda o in Cecenia tanto per fare degli esempi) poi la domanda che si pone alla Nato è “perché li non siete intervenuti?”</p>
<p>Insomma per farla breve, io ho la mia personalissima opinione che è di totale contrarietà ai raid e ai bombardamenti indiscriminati ma favorevole all&#8217;invio di truppe e osservatori, sotto mandato Onu, che impediscano massacri e genocidi da una parte e dall&#8217;altra.</p>
<p>Ma perché devo imporre questa visione a tutti gli iscritti della mia associazione?</p>
<p>Laicamente si possono avere anche idee diverse ed occorre essere rispettosi anche degli altri iscritti. Possiamo confrontarci, possiamo promuovere dibattiti su questo. Ma non è un tema su cui possiamo dire che un idea ha un diverso peso all&#8217;interno dell&#8217;associazione. Questa non è indifferenza, ma la consapevolezza che in molti temi i laici possono avere idee diverse e che se io provassi ad imporre la mia diventerei un integralista. </p>
<p>Il Papa ha la verità assoluta, per definizione, al suo fianco. Noi no, coltiviamo il dubbio e con sofferenza prendiamo una decisione, a volte sperando che se non sia il bene per tutti per lo meno sia il male minore.</p>
<p>Di una cosa sono sicuro però, fin quando non ci sarà il rispetto per le idee altrui non ci sarà neanche la pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Il laicismo esiste ancora?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-laicismo-esiste-ancora/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 19:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[laico]]></category>
		<category><![CDATA[renata covi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Laicismo &#232; una parola sbiadita come liberalismo, socialismo e comunismo. Cento anni fa iniziavano le lotte di classe, le masse lavoratrici erano unite contro chi le aveva sfruttate per millenni. Le nuove idee presero piede portando con se i nuovi nomi: socialismo e comunismo. Lo Stato non era solo lo sfruttatore, ma diventava l&#8217;entit&#224; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>	&nbsp;</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><i>Laicismo</i> &egrave; una parola sbiadita come <i>liberalismo, socialismo e comunismo.</i></span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Cento anni fa iniziavano le lotte di classe, le masse lavoratrici erano unite contro chi le aveva sfruttate per millenni. Le nuove idee presero piede portando con se i nuovi nomi: socialismo e comunismo. Lo Stato non era solo lo sfruttatore, ma diventava l&rsquo;entit&agrave; che doveva fornire servizi a tutti i cittadini, in particolare ai deboli. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Cento anni fa lo Stato Pontificio cessava di esistere come entit&agrave;&nbsp;politica. Era stato abolito il concetto di governare in nome di Dio e nasceva la nuova nazione dal nome Italia. Era un regno ma era un regno laico, o almeno cercava di esserlo, cercava di recuperare gli spazi occupati per mille anni dagli ecclesiastici. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Cento anni fa la parola &ldquo;<i>laico</i>&rdquo; aveva una sua concreta ragion d&rsquo;essere. Rappresentava la forza della ragione contro oscurantismo e cieca obbedienza.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">I preti e le suore erano a migliaia nel laico regno italico. Chi andava a scuola imparava il latino e la messa era in latino. Lingua compresa da pochi.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Cento anni dopo il concilio Vaticano II ha abolito la messa in latino, ma non &egrave; riuscita a frenare l&rsquo;emorragia delle vocazioni. Sacerdoti e suore che circolano per Roma sono per la maggior parte stranieri. Hanno le facce degli extracomunitari tanto disprezzati e vituperati. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Molte chiese sono chiuse e non solo in Italia, perch&eacute;&nbsp;non ci sono preti per celebrare le funzioni. Le chiese romane, numerose come i capelli in testa, sono vuote salvo quelle visitate dai turisti, al massimo un paio di vecchi siede qui e l&agrave; nei banchi. Poi pi&ugrave; niente. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">I giovani non si vedono. La gran parte dei giovani va in chiesa solo per le cerimonie, battesimo, matrimonio e funerale. Sono cerimonie suggestive e pi&ugrave; coinvolgenti che il corrispondente laico.&nbsp; Questi giovani non sono cattolici credenti, sono solo portatori sani di inveterate abitudini, di cui ignorano tutto, salvo che la domenica si va a messa (chi vuole) e che le cerimonie si fanno in chiesa perch&eacute; gradite a mamme, nonne e qualche altro parente.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Manca la pi&ugrave; elementare coscienza religiosa. Del cattolicesimo, i giovani, ignorano tutto, anche le parole fondamentali del mistero della messa. Chiedendo per sfida in giro cosa vuole dire la parola&rdquo;transustanziazione&rdquo; nessuno, dico nessuno, ne aveva mai sentito parlare. Eppure siamo in Italia, il paese del Papa, il paese che mentre ha scuole fatiscenti aumenta i soldi per le scuole paritarie, il paese che ha un&rsquo; atteggiamento osceno nei confronti di Eluana Englaro e via cos&igrave;. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Quindi il cattolicesimo &egrave;&nbsp;puramente di facciata e senza solidit&agrave;&nbsp;culturale e accanto ad un cattolicesimo di questo tipo il laicismo diventa un&rsquo;entit&agrave;&nbsp;vuota, una parola s&igrave; e no studiata sui libri di scuola. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Forse laicismo si confonde con libert&agrave;&nbsp; di parola e di azione. Prendiamo in esame i giovani.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">I giovani hanno tutti gli spazi che vogliono per muoversi. Non hanno limitazioni di orario, di alcol, di droghe varie, vivono in branco e si governano in branco, e il branco &egrave; neutro.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Ricordo di aver visto una foto Alinari&nbsp; del 1910 che ritraeva dei braccianti a piazza Montanara a Roma accoccolati per terra in attesa di una chiamata di lavoro. Giovani poverissimi, analfabeti, morti di fame e di malattie. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Il loro universo era la giornata di lavoro e pochi soldi per sfamarsi. Tutto li. </span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif">Se gli Alinari facessero la foto oggi vedremmo i nostri giovani in gruppo, in piedi, davanti ad un pub con in mano un bicchiere di birra e nell&rsquo;altra mano il telefono.&nbsp; Fine degli interessi e delle conoscenze. Forse sono le parole <i>laico e laicismo</i> che non si adattano pi&ugrave; alla realt&agrave; di oggi. Forse per essere <i>laici</i> bisogna prima aver conosciuto almeno una religione e i vincoli sociali che essa ti impone, al di la del semplice credere in Dio.</span></span></p>
<p>	&nbsp;</p>
<p></p>
<p style="text-align: right">	<span style="font-size: 14px"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><strong>Renata Covi</strong></span></span></p>
<p></p>
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		<title>Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi iddio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 13:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[beppino boia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;&#34;Da sette giorni la mia persona &#232; al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volont&#224; dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L&#8217;attacco smisurato, capzioso, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dai-nemici-mi-guardo-io-dagli-amici-mi-guardi-iddio/">Dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi iddio</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: 16px 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-SIZE: 9.5pt; COLOR: rgb(68,68,68); FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite><cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&quot;Da sette giorni la mia persona &egrave; al centro di una bufera di proporzioni gigantesche che ha invaso giornali, televisioni, radio, web, e che non accenna a smorzarsi, anzi. La mia vita e quella della mia famiglia, le mie redazioni, sono state violentate con una volont&agrave; dissacratoria che non immaginavo potesse esistere. L&#8217;attacco smisurato, capzioso, irritualmente feroce che &egrave; stato sferrato contro di me dal quotidiano &#8216;Il Giornale&#8217; guidato da Feltri e Sallusti, e subito spalleggiato da &#8216;Libero&#8217; e dal &#8216;Tempo&#8217;, non ha alcuna plausibile, ragionevole, civile motivazione: un opaco blocco di potere laicista si &egrave; mosso contro chi il potere, come loro lo intendono, non ce l&#8217;ha oggi e non l&#8217;avr&agrave; domani&quot;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Questo l&rsquo;incipit della lettera di dimissioni di Dino Boffo pubblicata oggi sull&rsquo;Avvenire e ripresa dalla maggiorparte dei quotidiani italiani. Il resto &egrave; una lunga panoramica su quanto successo, nuove giustificazioni, propositi per il futuro che lasciano il tempo che trovano.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quello che &egrave; interessante lo leggiamo in queste righe.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il Sig. Dino Boffo si sarebbe dimesso poich&eacute; attaccato, colpito e affondato da un &ldquo;opaco blocco di potere laicista&rdquo;.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Di&nbsp;questo blocco capitanato da &ldquo;il Giornale&rdquo; di Vittorio Feltri&nbsp;farebbero parte &ldquo;Il Tempo&rdquo; e &ldquo;Libero&rdquo;. Ovvero quasi tutte le forze opinioniste su carta stampata della Destra che governa questo paese.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ah ah ah.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Va bene, prendiamolo sul serio, questo Sig. Dino Boffo e scriviamogli una lettera aperta.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Egregio ex direttore dell&rsquo;Avvenire, le &egrave; mai capitato di leggere &ldquo;l&rsquo;Unto del Signore&rdquo; di Ferruccio Pinotti? evidentemente no, perch&eacute; altrimenti prima di etichettare come laicisti dei giornali&nbsp;che sostengono&nbsp;Silvio Berlusconi ci penserebbe non una, ma quattro volte. Sappia caro Sig. Boffo che il Silvio nazionale ha fatto la sua fortuna grazie al supporto incessante di organizzazioni non certo laiche, come l&rsquo;Opus Dei, tanto per fare un esempio; supporto che l&rsquo;ha reso la stella polare della cosiddetta &ldquo;Finanza Bianca&rdquo;. Quindi evitiamo di sconfinare nel ridicolo, tutti sanno perch&eacute; l&rsquo;attacco de &ldquo;il Giornale&rdquo; &egrave; avvenuto adesso e con questa veemenza.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&Egrave; semplicemente l&rsquo;ennesimo capitolo delle VOSTRE lotte intestine, di una chiesa oramai profondamente lacerata fra quella &ldquo;Celeste&rdquo; come la definisce Vito Mancuso e quella di potere, che fa capo allo IOR e al Vaticano.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi non vada a cercare chiss&agrave; dove i suoi&nbsp;nemici&#8230; ne ha cos&igrave; tanti vicini!</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">In secondo luogo, egregio ex direttore dell&rsquo;Avvenire, parliamo dei &ldquo;modi&rdquo; con cui &egrave; avvenuto quest&rsquo;attacco, che tanto ha turbato la sua vita.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Scusi ma non &egrave; stato proprio sotto la sua direzione che l&rsquo;Avvenire definiva Beppino Englaro &ldquo;giudice e boia di sua figlia&rdquo;?</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Cos&rsquo;&egrave;, ha forse perso la memoria? Si &egrave; gi&agrave; scordato con quale vergognosa violenza avete condotto la campagna in nome dei vostri assurdi dogmi medioevali negli ultimi giorni di Eluana Englaro?</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">E ora proprio lei si lamenta della violenza della carta stampata? Certo che ci vuole una bella faccia tosta.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Guardi non voglio sapere niente delle sue disavventure giudiziarie avvenute nella mia citt&agrave;, come si suol dire non me ne pu&ograve; fregare di meno, e sa perch&eacute;? Perch&eacute; da laico-laicista quale sono, so bene che gli uomini sono imperfetti, nella loro vita possono sbagliare e non per questo vanno dannati in eterno.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi se lei ha commesso o meno quell&rsquo;errore qualche anno fa, a mio modo di vedere non &egrave; un problema, visto che per di pi&ugrave; ne ha gi&agrave; pagato le conseguenze. Chi l&rsquo;attacca per questo motivo &egrave; un poveraccio che non ha altri argomenti e a cui non resta altro che sguazzare nel fango (per non dire altro).</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il suo problema, come le ho gi&agrave; detto, &egrave; che lei non ha contro dei laicisti. Altrimenti non si troverebbe come ora&nbsp;ricoperto da fango (per non dire altro), &egrave; un modo di fare che non ci appartiene e non ci apparterr&agrave; mai.</font></span></cite></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font size="2"><cite><span style="FONT-STYLE: normal; FONT-FAMILY: Tahoma">Come dice il proverbio, si guardi pure dai nemici (ovvero noi laicisti) ma si affidi al suo dio per quel che riguarda i suoi amici, che non ha delle&nbsp;belle frequentazioni.</span></cite><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"></span></font></p>
<p></p>
<div align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></div>
<p></p>
<div align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></div>
<p></span></span></p>
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		<title>Laici davvero?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 08:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Certo, finir&#224; anche stavolta a Taralluci e vino, anzi peggio, finir&#224; con un altro sostanzioso regalo al Vaticano, alle sue scuole private ed alle sue parrocchie. Ma nella cronaca del recente scontro tra alcuni settori della maggioranza ed il Vaticano manca quella che doveva essere una protagonista: la sinistra laica. Dov&#8217;era, infatti, quella parte della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
Certo, finir&agrave; anche stavolta a Taralluci e vino, anzi peggio, finir&agrave; con un altro sostanzioso regalo al Vaticano, alle sue scuole private ed alle sue parrocchie. Ma nella cronaca del recente scontro tra alcuni settori della maggioranza ed il Vaticano manca quella che doveva essere una protagonista: la sinistra laica.</p>
<p>Dov&rsquo;era, infatti, quella parte della societ&agrave; che giustamente insorge ogni qualvolta i parlamentari cattolici tentano di attaccare, ad esempio,&nbsp; la legge sull&rsquo;aborto? Questa parte della societ&agrave; era, nelle sue componenti pi&ugrave; strettamente politiche, a bearsi dello scontro in atto, ben contenta di esserne fuori e ben attenta non prendere posizione per poter contrattare con il Vaticano un qualche compromesso alle prossime elezioni. Era esattamente li, a sperare di spezzare i rapporti di reciproco interesse costituiti dalla maggioranza berlusconiana e dal Vaticano per poter subentrare ed ottenere almeno la neutralit&agrave; della Cei, in cambio naturalmente dell&rsquo;ennesimo &ldquo;accantonamento&rdquo; dei temi laici.</p>
<p>Per il resto siamo alle solite ragioni per cui il Vaticano impera e cio&egrave; che la coscienza civile degli italiani &egrave; sempre subordinata a qualche altra ragione, fazione od interesse, per cui nessuno si sogna di difendere l&rsquo;autonomia e l&rsquo;indipendenza politica del parlamento dall&rsquo;invadenza e dalla crescente protervia del Vaticano se questo non implica anche il sostegno alla propria parte politica.</p>
<p>Troppi pochi italiani sono disposti a professare la loro laicit&agrave; anche quando si tratta di difendere una cattiva legge fatta dalla parte avversa e nessun partito politico ha il coraggio e l&rsquo;onest&agrave; di affermare che, pur essendo nettamente contrario a determinati provvedimenti, comunque la pretesa del Vaticano di dettare la propria volont&agrave; ai legislatori &egrave; inaccettabile.</p>
<p>Se veramente la laicit&agrave;&nbsp; delle istituzioni e l&rsquo; emancipazione della coscienza civile degli italiani dal retaggio cattolico fossero dei valori prioritari per la politica e per la sensibilit&agrave; di tutti gli italiani sedicenti laico-progressisti, ben altre attenzione e ben altro sostegno avrebbero dovuto ottenere le affermazioni di Gianfranco Fini alla festa del Partito Democratico e non solo da parte della minoranza parlamentare ma anche da tutta quella parte di societ&agrave; civile cui facevo riferimento prima e che afferma di considerare i temi laici prioritari: ebbene lo si dimostri, perch&egrave; la presenza di una voce che da destra apre su questi temi&nbsp; rappresenterebbe ( la cautela &egrave; d&rsquo;obbligo) la possibilit&agrave; di definire uno spazio politico e civile condiviso entro cui continuare la contesa politica, stavolta in contesto in cui la presenza cattolica sarebbe naturalmente rappresentata dalle convinzioni di ognuno ma avrebbe un soggetto politico attivo, il Vaticano, sempre meno capace di esercitare il proprio esplicito ricatto, esattamente perch&egrave; le forze in campo avrebbero comunque accettato di competere secondo altre regole e con altri principi.</p>
<p>Se la sinistra politica fosse meno miope e fosse in grado di mettere in campo un progetto culturale di pi&ugrave; ampio respiro, anzi, diciamolo francamente, se fosse interessata ad altro che la gestione clientelare del potere, capirebbe che la prematura scomparsa, in Italia, di una fronte laico conservatore ha costituito la premessa della nascita di una destra populista, semmai reazionaria ed autoritaria, che &egrave; quella che, attraverso diverse &ldquo;concretizzazioni&rdquo;, &egrave; arrivata fino ai giorni nostri e che costituisce il brodo di coltura ideale per l&rsquo;egemonia politica ed antropologica del Vaticano, perch&egrave; non &egrave; in grado di&nbsp; costruire un progetto politico alternativo.</p>
<p>Ed a proposito di antropologia, non mi sembra privo di significato e valore svelare alla psicologia delle masse che esistono diversi tipi di froci: vi sono quelli che, ben inseriti e remunerati, pur condannati per molestie, dirigono giornali che pontificano sull&rsquo;inaccettabile diversit&agrave; naturale degli omosessuali e quelli che, sfigati e derelitti,&nbsp; si beccano le coltellate degli &ldquo;Svastichella&rdquo; che recepiscono all&rsquo;elementare livello dei loro cervelli anche le autorevoli conferme cattoliche sulla irriducibile&nbsp; e pericolosa devianza dall&rsquo;&rdquo;ordine naturale&rdquo; e dal &ldquo;disegno divino&rdquo;, rappresentata dagli omosessuali. Possibile che la sinistra laica, di fronte ad una istituzione come la chiesa cattolica che sul controllo delle coscienze e della vita di ognuno ha sempre fondato il proprio progetto egemonico, non sappia far altro che affermare, accodandosi con volenteroso servilismo alle gerarchie vaticane, che la vita privata dei singoli deve restare fuori dalla contesa politica? Possibile che sia incapace di segnalare la contraddizione?</p>
<p>Giuseppe Valentini</p>
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		<title>Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ironia, quando non &#232; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&#224; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;ironia, quando non &egrave; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&agrave; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o &#8211; meglio &#8211; rendono visibile un mutamento. C&#8217;&egrave; una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella societ&agrave;; il giudice &#8211; detto altrimenti &#8211; emette un parere di conformit&agrave;. Sotto questo aspetto dovremmo quindi dire che la democrazia della maggioranza vince o che il potere &egrave; degli studenti. Si tratta evidentemente di un abbaglio o, per farla pi&ugrave; semplice, della patina che questa sentenza pone al di sopra di una vicenda e &#8211; nel caso preso in esame &#8211; di una sentenza che dice ben altro: la volont&agrave; degli studenti deve essere rispettata, perch&eacute; &egrave; conforme al pensiero oggi dominante e al potere effettivo che orienta tanto il decisore politico quanto l&#8217;amministatore di condominio. Quindi ben venga l&#8217;ironia anche quando a &quot;subirla&quot; sono giudici o procuratori. </p>
<p>Mi vorrei, quindi, soffermare sul fatto che una classe possa decidere del proprio ambiente; penso che sia una vicenda da leggere pi&ugrave; in profondit&agrave;, poich&egrave; &#8211; con una vena di sarcasmo &#8211; mi viene spontanea una domanda: se un numero consistente di classi decidesse da un giorno all&#8217;altro di togliere il crocifisso per mettere la scritta &quot;venceremos&quot;, cosa accadrebbe? Si tratta di un fatto, uno dei tanti &#8211; preciso &#8211; effettivamente avvenuto in occasioni di autogestioni o di occupazioni promosse dagli studenti, la cui volont&agrave; democratica viene oggi incensata ed onorata dalla sentenza. E&#8217; evidente che se tale circostanza dovesse verificarsi vedremmo un ribaltamento delle parti. Ma &egrave; altrettanto inverosimile che ci&ograve; avvenga davvero o almeno ci sono buone ragioni per dubitarlo. Il punto, per&ograve;, non &egrave; &#8211; come comunemente si legge questa annosa discussione &#8211; cosa ci debba o non debba stare dentro un&#8217;aula (la bandiera, la foto di Napolitano, la bandiera della Pace, il crocifisso o il profilo di Garibaldi&#8230;. etc etc etc), ma cosa ci sta a fare e &#8211; soprattutto &#8211; chi decide la funzione di tale oggetto simbolico. Credo che condurre battaglie partecipate o levare accuse fondate di fronte ad un crocifisso sia pi&ugrave; forte che in sua assenza, perch&eacute; la sua presenza &#8211; in tali circostanze &#8211; sarebbe semplicemente evanescente; quando nelle occupazioni degli anni &#8217;90 al suo posto compariva la scritta &quot;torno subito&quot; era raro trovare docenti o studenti che levassero l&#8217;accusa di blasfemia o lamentassero uno scarso rispetto nei loro confronti; ci&ograve; avveniva semplicemente perch&eacute; non era &quot;il&quot; problema. Per questo motivo la questione del crocifisso da togliere ad ogni costo &egrave; diventata una battaglia cos&igrave; accesa, perch&eacute; riaccende non tanto il dibattito sulla sua funzione (reale o presunta), ma quello, ben pi&ugrave; importante, su chi abbia il diritto effettivo e definitivo di dare un senso alla sua presenza. Quindi allo stato attuale ben vengano battaglie contro i crocifissi, perch&eacute; non farebbero altro che confermare la supremazia e l&#8217;egemonia politica della cultura cattolica ufficiale. Tutto ci&ograve;, mi dispiace dirlo, anche grazie a campagne maldestre di sedicenti leader musulmani o di chi pensa che partire dall&#8217;ultimo dei problemi sia un modo per difendere la laicit&agrave;. La questione del rispetto religioso non c&#8217;entra proprio nulla; dopo tutto gran parte dei figli e delle figlie degli imam, in modo particolare di quelli con un notevole bagaglio culturale, vengono mandati a studiare non nella &quot;laica&quot; scuola pubblica, ma negli istituti religiosi cristiani ed ovviamente cattolici, perch&eacute; in tali sedi la loro spiritualit&agrave; viene riconosciuta appieno, nonostante la scontata e numerosa presenza di croci. Dico ci&ograve; convinto che ogni passato e &#8211; speriamo di no, futura &#8211; sospensione di incarichi educativi o sanzioni sono semplicemente inqualificabili e deprecabili, in modo particolare se vengono usate come clava contro un legittimo, sebbene mal posto, diritto di critica. La questione centrale, come stavo dicendo, &egrave; che non si pu&ograve; pretendere di vincere una battaglia di questo tipo se nel frattempo passa &#8211; ad esempio &#8211; una messa in ruolo di massa di docenti nominati dalla curia. E&#8217; evidente che tra le tante partite quest&#8217;ultima segna l&#8217;ennesima genuflessione alla volont&agrave; delle gerarchie della CEI e del Vaticano. Il dibattito sul crocifisso si presenta, cos&igrave;, come una battaglia persa, proprio perch&eacute; fatti ben pi&ugrave; consistenti non sono oggetto di altrettanta attenzione mediatica e critica da parte delle forze laiche. Il crocifisso non pu&ograve; essere l&#8217;oggetto di una battaglia e &#8211; tanto meno &#8211; &quot;della&quot; battaglia, perch&eacute; &#8211; in realt&agrave; &#8211; &egrave; il termometro della stessa, dunque di un clima culturale pi&ugrave; generale. Nel caso in cui si giungesse ad una vittoria questa sarebbe la classica vittoria di Pirro. Permettere ad un docente, ad un giudice o ad un pubblico funzionario di togliere quel simbolo durante le sue lezioni, durante l&#8217;udienza, per poi riporlo al suo posto non restituisce laicit&agrave; alla scuola e non risolve i problemi che la attanagliano. Si tratta di una iniziativa che non segner&agrave; mai una sconfitta del Vaticano. Al contrario, se tale opera di rimozione avvenisse senza scalpore sarebbe il segno di un mutamento pi&ugrave; profondo, che &egrave; quello che ci aspettiamo tutti; per poterlo fare occorre, per&ograve;, che ci si occupi di altro, ponendo la questione della laicit&agrave; dove essa &egrave; effettivamente posta in discussione.</font></p>
<p></p>
<p align="right">
<p><font face="Tahoma" size="2"><strong>emmekappa</strong></font></p>
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		<title>Quando un papa e un liberale neoguelfo s&#8217;incontrano…</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 14:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A poco a poco i nodi stanno venendo al pettine. Questo pontefice, che di fatto &#232; espressione di uno schietto orientamento anticonciliare, non perde occasione per rimarcare il suo segno dottrinario fondamentalista, tridentino. Ovvio che si sia mostrato freddo alla proiezione della sintesi dello sceneggiato televisivo &#171;Paolo VI, il papa nella tempesta&#187;, prodotto da RaiFiction [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">A poco a poco i nodi stanno venendo al pettine. </font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo pontefice, che di fatto &egrave; espressione di uno schietto orientamento anticonciliare, non perde occasione per rimarcare il suo segno dottrinario fondamentalista, tridentino. Ovvio che si sia mostrato freddo alla proiezione della sintesi dello sceneggiato televisivo &laquo;Paolo VI, il papa nella tempesta&raquo;, prodotto da RaiFiction e dalla Lux Vide in occasione del trentesimo anniversario della morte di Giovanni Battista Montini (1897 &#8211; 1978), salito al soglio di San Pietro nel 1963, cio&egrave; in pieno Concilio Vaticano II (si svolse dal 1962 al 1965).</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Montini fu un pontefice tormentato. Non riusc&igrave; ad essere all&#8217;altezza di Giovanni XXIII e ad osservare fino in fondo l&#8217;intenzione del predecessore di &quot;aprire le finestre per far entrare aria nuova nella Chiesa&quot;. Tuttavia, messa a confronto con quella di Ratzinger, la sua figura assume quasi uno spessore rivoluzionario.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intervenendo sul <em>Corriere della Sera</em> a proposito dell&#8217;ultimo libro di Marcello Pera&nbsp; (<em>Perch&eacute; dobbiamo dirci cristiani</em>, titolo che di per s&eacute;, con quel <em>dobbiamo</em>, &egrave; tutto un programma ), Benedetto XVI non ha avuto alcuna remora ad affermare che <em>un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non &egrave; possibile, </em>mentre sarebbe auspicabile un dialogo fra culture che sottendono un&#8217;opzione religiosa di fondo. Non un dialogo teologico, quindi, dato che non si pu&ograve; mettere tra parentesi le ragioni della propria fede, ma un confronto a livello culturale e sulle conseguenze delle decisioni ispirate dalla fede.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chiaro no?</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chi trovava eccessivo il nostro slogan &ldquo;No taliban, no vatican&rdquo;, adesso &egrave; servito. Non potr&agrave; che ricredersi.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Quanto al libro di Pera, &ldquo;liberale&rdquo; in salsetta neoguelfa, preferiamo, tanto per restare in ambito italiano, <em>Perch&eacute; non possiamo essere cristiani(e meno che mai cattolici)</em> di Piergiorgio Odifreddi (Longanesi, 2007) e consigliamo caldamente <em>Ges&ugrave; lava pi&ugrave; bianco ovvero come la Chiesa invent&ograve; il marketing</em> di Bruno Ballardini (Minimum fax, 2000). </font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Se, poi, si vuole invece andare sul classico, con l&#8217;andar del tempo non perde affatto smalto <em>Perch&eacute; non sono cristiano</em> di Bertrand Russell. Tra i vari motivi addotti dal filosofo inglese ce n&#8217;&egrave; uno in particolare: &ldquo;Il cristianesimo, cos&igrave; com&#8217;&egrave; organizzato, &egrave; stato ed &egrave; tuttora il pi&ugrave; grande nemico del progresso morale del mondo&rdquo;. </font></p>
<p align="right"><strong>Francesco Pullia</strong></p>
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		<title>I falsi miti dell&#8217;evoluzione</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/i-falsi-miti-dellevoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 14:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi di voi, biechi laicisti, non ha mai sentito un creazionista tentare di confutare la teoria dell&#8217;evoluzione con argomenti risibili quali &#8220;l&#8217;evoluzione &#232; solo una teoria&#8221;, &#8220;non &#232; stato trovato l&#8217;anello mancante fra uomo e scimmia&#8221;, &#8220;l&#8217;evoluzione non pu&#242; spiegare la complessit&#224; di organi perfetti come l&#8217;occhio umano&#8221;, &#8220;l&#8217;evoluzione giustifica il razzismo&#8221;. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alzi la mano chi di voi, biechi laicisti, non ha mai sentito un creazionista tentare di confutare la teoria dell&rsquo;evoluzione con argomenti risibili quali &ldquo;l&rsquo;evoluzione &egrave; solo una teoria&rdquo;, &ldquo;non &egrave; stato trovato l&rsquo;anello mancante fra uomo e scimmia&rdquo;, &ldquo;l&rsquo;evoluzione non pu&ograve; spiegare la complessit&agrave; di organi perfetti come l&rsquo;occhio umano&rdquo;, &ldquo;l&rsquo;evoluzione giustifica il razzismo&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">Ovviamente non c&rsquo;&egrave; bisogno di essere dei luminari come Telmo Pievani, per riconoscere subito i puerili tentativi di mistificazione pi&ugrave; o meno mascherati da &ldquo;disegno intelligente&rdquo; operati dagli impavidi creazionisti. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Tuttavia bisogna riconoscere che la presenza di falsi miti evolutivi in quello che si potrebbe definire &ldquo;sapere popolare&rdquo; spesso non dipende solo dalla mistificazione interessata della corrente creazionista che non ha mai deposto le armi nonostante le innumerevoli sconfitte subite. Spesso questi falsi miti si instaurano a causa di studi di base piuttosto frettolosi e approssimativi o anche a causa di semplificazioni giornalistiche che mirano allo scoop piuttosto che preoccuparsi di diffondere cultura scientifica.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Per porre rimedio a tutto questo &egrave; uscito un libro di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, estremamente semplice (ma non per questo semplicistico), e di approccio innovativo; il titolo &egrave;&ldquo;I falsi miti dell&rsquo;evoluzione&rdquo; (Dedalo Editore, la stessa casa editrice che ha pubblicato il lavoro del nostro amico Maurizio Magnani) <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>degli autori Cameron M. Smith e Charles Sullivan. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il libro si propone di smentire i dieci errori pi&ugrave; comuni che si commettono quando si parla (spesso a sproposito) di evoluzione, cominciando dal classico &ldquo;l&rsquo;uomo discende dalle scimmie&rdquo; al tristemente noto &ldquo;il forte sopravvive&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Un libro che dovrebbe essere letto in primis da chi tenta di smentire l&rsquo;evoluzione biologica aggrappandosi ad argomenti che nulla c&rsquo;entrano con essa, e da chi cerca ancora, dopo secoli di miserrime figure, di appellarsi al Darwinismo Sociale per giustificare l&rsquo;ingiustificabile.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma, c&rsquo;&egrave; da scommetterci, costoro non lo leggeranno mai convinti come sono di sapere gi&agrave; tutto (quando in realt&agrave;, dell&rsquo;evoluzione sanno ben poco); quindi cari i miei laicisti, leggetelo voi questo bel libro, soprattutto se avete bisogno di dare una ripassata alle vostre nozioni sull&rsquo;evoluzione biologica (certo se invece siete degli specialisti pu&ograve; risultare superfluo, ma l&rsquo;iniziativa resta comunque interessante a livello didattico). </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Di certo dopo l&rsquo;uscita di questo libro i creazionisti avranno ancora meno scuse per restare a crogiolarsi nella loro ignoranza.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/falsi-miti-evoluzione-top-ten/libro/9788822068040">LINK</a></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><img decoding="async" alt="" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/804/9788822068040g.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="justify"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><font face="Tahoma"><font size="2">J. Mnemonic<o:p></o:p></font></font></strong></p>
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		<title>L’isteria e l‘ipocrisia dei catto-talebani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99isteria-e-l%e2%80%98ipocrisia-dei-catto-talebani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 11:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era ovviamente prevedibile che la sentenza della Corte di Appello Civile di Milano scatenasse le ire dei bigotti che governano ininterrottamente, senza soluzione di continuit&#224;, questo paese da tempo immemore a questa parte. Alle reazioni catto-talebane, isteriche e di conseguenza ridicole, siamo abituati e ci abbiamo fatto il callo; non per questo per&#242; dobbiamo tralasciare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99isteria-e-l%e2%80%98ipocrisia-dei-catto-talebani/">L’isteria e l‘ipocrisia dei catto-talebani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Era ovviamente prevedibile che la sentenza della Corte di Appello Civile di Milano scatenasse le ire dei bigotti che governano ininterrottamente, senza soluzione di continuit&agrave;, questo paese da tempo immemore a questa parte.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Alle reazioni catto-talebane, isteriche e di conseguenza ridicole, siamo abituati e ci abbiamo fatto il callo; non per questo per&ograve; dobbiamo tralasciare di controbatterle punto per punto. Evidenziare l&rsquo;ipocrisia (nonch&eacute; la pochezza intellettuale) catto-talebana &egrave; un compito che nella sventurata Italia di oggi, provincia del Vaticano, &egrave; per lo meno doveroso. Non fosse altro che per lasciare la testimonianza ai nostri posteri che, per quanto la potenza catto-talebana all&rsquo;apice della sua influenza economica e politica si sforzi, in realt&agrave;&nbsp;non riesca&nbsp;mai&nbsp;a tacitare le voci ad essa dissidenti neanche nel paese pi&ugrave; succube del suo dominio.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ritengo quindi doveroso ribattere per l&rsquo;ennesima volta l&rsquo;accusa di nazismo, anche vergognosamente esplicita, che viene fatta non solo ai sostenitori storici del diritto del morire, cio&egrave; i Radicali, l&rsquo;Ass. Coscioni etc. ma finanche al padre di Eluana Englaro. Per i catto-talebani non c&rsquo;&egrave; differenza fra Hitler che voleva sterminare tutti gli &ldquo;esseri difettosi&rdquo; e un padre pietoso che vorrebbe veder realizzato il desiderio di sua figlia di non essere mantenuta in vita artificialmente grazie alle macchine.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Inutile, ma necessario, rimarcare il fatto che per non vedere questa differenza bisogna essere o totalmente idioti, o totalmente in malafede, o accecati dai dogmi irrazionali di una fede malata.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Sempre doveroso inoltre sottolineare l&rsquo;ipocrisia di quella parte politica, e di tutti i suoi sostenitori, che si preoccupa di seguire i dogmi della Chiesa Cattolica quando si tratta di prolungare l&rsquo;agonia di una povera ragazza vittima di un incidente, ma poi se ne sbatte altamente quando si tratta di evitare<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>lo sterminio di centinaia di migliaia di civili in guerre a cui il loro tanto amato Papa era esplicitamente contrario.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma quello che pi&ugrave; di ogni altra cosa rester&agrave; a testimonianza dell&rsquo;abissale ipocrisia catto-talebana &egrave; l&rsquo;atteggiamento di coloro che sostengono di essere contrari all&rsquo;applicazione della sentenza in QUESTO caso perch&egrave;, udite udite, la volont&agrave; della ragazza non &egrave; chiaramente manifestata e &ldquo;non ci si pu&ograve; fidare&rdquo; delle testimonianze del padre e delle sue amiche.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Non basta quindi che questi cialtroni bigotti abbiano impedito con ogni mezzo e mezzuccio a loro disposizione di arrivare anche solo a discutere una legge sul Testamento Biologico nel nostro parlamento (ormai una succursale della CEI); ora ci dobbiamo anche sentir dire da questi sedicenti liberali che se ci fosse stato un Testamento Biologico allora se ne sarebbe potuto parlare!<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Secondo i suddetti cialtroni, noi laici (i propriamente detti intendo, non i conversi di cui il parlamento &egrave; pieno) dovremmo restarcene in silenzio mentre loro gettano fango in maniera pi&ugrave; o meno esplicita su Beppino Englaro e le amiche di Eluana che hanno testimoniato la sua volont&agrave; di non essere mantenuta in vita artificialmente. Semplicemente sentirsi dire che questo caso sarebbe diverso da quello di Welby perch&eacute; non pu&ograve; essere stabilita la volont&agrave; diretta di Eluana &egrave; quanto di pi&ugrave; offensivo si possa dire a suo padre e alle sue amiche.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&Egrave; tutto sommato comprensibile che tali atteggiamenti vengano da coloro che una famiglia non ce l&rsquo;hanno mai avuta (per loro scelta) e si limitano a ficcare il naso nelle famiglie degli altri dall&rsquo;alto del loro abito talare; pi&ugrave; sorprendente invece quando questi atteggiamenti arrivano da persone che una famiglia ce l&rsquo;hanno&#8230; ma si sa, mantenerla la famiglia &egrave; difficile e schierarsi con sofistici arrampicamenti sugli specchi dalla parte dei catto-talebani per dar loro un appoggio laico (impropriamente detto) paga non bene, ma benissimo.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Non si capisce per quale motivo questo caso dovrebbe essere diverso da quello di Welby; solo perch&egrave; la richiesta &egrave; fatta per bocca del tutore legale di Eluana (il padre) e non direttamente da lei che &egrave; impossibilitata? Forse i sostenitori di questa risibile tesi dovrebbero riguardarsi cosa significa essere stati nominati tutori legali di una persona&#8230;<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Incredibile poi l&rsquo;ipocrisia nel sostenere che infilare un tubo nello stomaco di una persona per alimentarla forzatamente, e infilargliene un altro nei polmoni per ventilarla forzatamente non corrisponda ad un &ldquo;trattamento sanitario&rdquo;.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Chiss&agrave; perch&eacute; allora il &ldquo;trattamento sanitario&rdquo; in questione non &egrave; stato effettuato a Karol Woitla che con una semplice tracheotomia e la conseguente ventilazione forzata sarebbe potuto restare in vita probabilmente fino ad oggi. Forse in quel caso, chiss&agrave; perch&eacute;, la volont&agrave; di dio era diversa&#8230; noi poveri mortali che non sentiamo le voci nella nostra testa non potremo mai saperlo.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Fatto sta che comunque vadano le cose il &ldquo;caso Englaro&rdquo; un risultato l&rsquo;ha ottenuto, ha costretto la sempre vaticanamente prona maggioranza clericale che governa il nostro paese a discutere in parlamento del tema &ldquo;eutanasia&rdquo;. Cosa che per decenni ha volutamente e deliberatamente ignorato, fino a che un giudice non ha pensato di riempire i vuoti legislativi semplicemente applicando l&rsquo;art. 32 della nostra costituzione.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ora <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>attenderemo (con poche speranze in realt&agrave;) quello che la succursale della CEI, ovvero il parlamento italiano, decider&agrave;; qualche speranza in pi&ugrave; la riponiamo nella Corte Costituzionale che difficilmente potr&agrave; accettare un vergognoso ribaltamento di una sentenza da parte del parlamento, che in questo caso diventerebbe un ennesimo grado di giudizio del nostro gi&agrave; complicato sistema giuridico.<o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Vedremo inoltre le laiche mosche bianche di questa maggioranza come si comporteranno e se potranno continuare a restare in una maggioranza chiaramente e sfacciatamente alle dipendenze di Bagnasco e company. <o:p></o:p></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><o:p><font size="2">&nbsp;</font></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><o:p><font size="2">&nbsp;</font></o:p></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="right"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><span style="FONT-SIZE: 11pt; FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Alessandro Chiometti<o:p></o:p></font></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/l%e2%80%99isteria-e-l%e2%80%98ipocrisia-dei-catto-talebani/">L’isteria e l‘ipocrisia dei catto-talebani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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