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	<title>j mnemonic Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2020 10:14:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Tenet, un disastro termodinamico</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tenet-un-disastro-termodinamico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 10:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[voto 4,5/10]  [attenzione spoiler] Dire che si rimane perplessi alla fine della visione di Tenet significa abusare degli eufemismi. La realtà è che neanche dieci visioni del film potrebbero essere sufficienti a far capire allo spettatore se l’architettura spregiudicata del regista londinese è effettivamente coerente o è solo un’immensa presa in giro dello spettatore concepita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/tenet-un-disastro-termodinamico.html/tenet" rel="attachment wp-att-17980"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17980" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet.jpg 1600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-1024x576.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-1536x864.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-280x158.jpg 280w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p><strong>[voto 4,5/10]</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>[attenzione spoiler]</strong></p>
<p>Dire che si rimane perplessi alla fine della visione di <em>Tenet</em> significa abusare degli eufemismi.</p>
<p>La realtà è che neanche dieci visioni del film potrebbero essere sufficienti a far capire allo spettatore se l’architettura spregiudicata del regista londinese è effettivamente coerente o è solo un’immensa presa in giro dello spettatore concepita a seguito di qualche peperonata mal digerita.</p>
<p>Il problema di questo film è chiaro fin dal principio, la speculazione del regista si basa sulla presunta (e ancora discussa) inversione termodinamica dell’Entropia nei livelli subatomici dove valgono le equazioni della meccanica quantistica.</p>
<p>Ma cosa c’entra questa inversione entropica e delle teorizzazioni di alcuni fisici come Putman e Feynman con i viaggi nel tempo? Come ricorda <a href="https://www.focus.it/scienza/scienze/esperimento-qubit-invertito-direzione-del-tempo">l’astrofisica MariaTeresa Crosta in un intervista</a>, assolutamente nulla, perché: “<em>I viaggi nel tempo sono altra cosa: sono previsti dalle leggi fisiche, ma pertinenti a una fisica diversa. Per spiegarli si ricorre alla Relatività Generale: sono influenzati dal campo gravitazionale e sono in relazione al tempo percepito tra almeno due osservatori. Non bisogna confondere il concetto di inversione di stato con quello di viaggio nel tempo.”</em></p>
<p>Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice per quanto non siano concetti facili: l’Entropia è una funzione che indica il grado di disordine di un sistema. Questa, in un sistema isolato (e quindi solo nell’Universo nel suo complesso e non in un sistema pur grande come la Terra) è una funzione non decrescente nel tempo.  Ma anche se io invertissi l’Entropia di un oggetto questo sarebbe solo più “ordinato” non andrebbe certo indietro nel tempo.</p>
<p>L’Entropia non ha alcuna capacità di regolare il flusso temporale, altrimenti dovremmo pensare che riordinando la nostra camera potremmo tornare bambini.</p>
<p>Non solo, ricordiamo anche a questi spesricolati consulenti “fantascientifici” del regista che la vita, già per sé stessa è anti-entropica (o ad “Entropia invertita” come dicono loro). Partire da semplici atomi, formare molecole complesse, proteine, acidi nucleici membrane cellulari etc. è un processo che riduce l’Entropia di un sistema. Quindi “invertito”.</p>
<p>Questo è possibile grazie al contributo energetico del Sole, perché la “spontaneità” totale di un processo non è data solo dall’Entropia (S) ma anche dall’Entalpia che insieme sono raccolte nella formula del Secondo principio della Termodinamica con cui si calcola la variazione di Energia Libera (G) di un processo: dG = dH –TdS.</p>
<p>Quindi è l’energia Libera la vera discriminante della spontaneità di un processo e non è vero che in ogni zona dell’Universo l’Entropia cresce sempre in modo continuo. Altrimenti la vita non sarebbe possibile.</p>
<p>Ok, torniamo al cinema prima di confonderci troppo.</p>
<p>Nolan non solo unisce in modo spericolato l’inversione entropica e i viaggi temporali,  ma fa assumere al tutto un aspetto grottesco mostrando il viaggio a ritroso nel tempo in macchine ed uomini che si muovono al contrario durante la linea temporale canonica. Se vi fa male la testa solo ad immaginarlo pensate al povero spettatore che si deve subire sequenze montate al contrario per due ore e mezza di fila.</p>
<p>In <em>Interstellar</em>, finale escluso, Nolan aveva fatto un buon lavoro anche divulgativo sulla relatività (con i limiti dovuti al dover fare comunque un film commerciale), in <em>The prestige </em>aveva simpaticamente enfatizzato alcune teorie visionarie sul teletrasporto e in <em>Memento</em> aveva effettivamente costruito un capolavoro di montaggio delle linee temporali. Ma qui Cristopher Nolan toppa clamorosamente in tutto ciò che è scienza e anche in ciò che è fantascienza. Perché il film è fin troppo fuori dalla “sospensione dell’incredulità” che si richiede allo spettatore.</p>
<p>Di certo il film è spettacolare e può risultare piacevole se ci si disinteressa totalmente alla trama e si rimane a mirare le fin troppo numerose sequenze di inseguimenti su autostrade, aeroporti, luoghi di guerra. Ma per quello ci sono già i vari <em>Die Hard</em> o <em>Fast and Furious</em>, perché complicarsi la vita con una trama traboccante di assurdità?</p>
<p>Sarà un nostro difetto, lo riconosciamo, ma se un film (in particolare quelli appartenenti al mondo del Fantastico) parte da premesse che riteniamo sballate ci risulta impossibile apprezzarli per altre, pur meritevoli, cose.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>2019: Still watching the watchmen  :)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/2019-still-watching-the-watchmen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 15:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alan moore]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[watchmen]]></category>
		<category><![CDATA[zack snyder]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La serie a fumetti creata  da Alan Moore e illustrata da Dave Gibbons ha avuto nuova gloria nel 2019 con l’uscita della serie HBO che mostra il suo seguito.   La graphic novel originale ambientata nel 1985 (e uscita in quello stesso anno) è stato l’unico fumetto a vincere il premio Hugo e ad essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmen-cover-indd" rel="attachment wp-att-16797"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16797" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina.jpg" alt="" width="270" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina.jpg 270w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina-203x300.jpg 203w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina-108x160.jpg 108w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>La serie a fumetti creata  da <strong>Alan Moore</strong> e illustrata da <strong>Dave Gibbons </strong>ha avuto nuova gloria nel 2019 con l’uscita della serie HBO che mostra il suo seguito.<strong>  </strong><br />
La graphic novel originale ambientata nel 1985 (e uscita in quello stesso anno) è stato l’unico fumetto a vincere <strong>il premio Hugo</strong> e ad essere citato dal <strong>Time</strong> come uno dei migliori cento romanzi del secolo scorso.<br />
Rappresenta l’apice del genio letterario e visionario di Moore ed è una delle letture obbligate a chiunque piacciano i generi della fantascienza (ucronica e/o distopica), dei supereroi e dei grandi complotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’omonimo film diretto da <strong>Zack Snyder</strong>  (<em>300,  Sucker Punch, Batman Vs. Superman,  Justice League</em>) del 2009 aveva rilanciato in modo convincente la fama della graphic novel, attualizzandola e rendendo al cinema in due ore e mezza (sappiamo che esistono due versioni con aggiunte che lo portano a durare quasi il doppio ma non abbiamo avuto modo di vederle ancora) un’ottima versione del fumetto. Ovviamente per far questo molte cose sono state rimosse, come la maggior parte delle storie dei MinuteMen (i vigilanti antecedenti i “Watchmen” nel mondo alternativo di Moore) o i <em>“Racconti del vascello nero</em>” vero e proprio fumetto nel fumetto che leggeva un personaggio secondario.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmenfilm" rel="attachment wp-att-16796"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16796" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm.jpg" alt="" width="550" height="260" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm.jpg 550w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm-300x142.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm-280x132.jpg 280w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>Sia nel libro che nel film il plot è il medesimo seppur con un cambio di finale. I Watchmen sono ex vigilanti mascherati che combattevano il crimine e per effetto di un decreto legge sono stati costretti a ritirarsi o a svelare la loro identità per mettersi al servizio del governo Usa. Vigilanti senza poteri particolari ma con solo una forma fisica eccezionale (<strong><em>Il comico</em></strong><em> e <strong>Spettro di seta</strong></em>), capacità ingegneristiche fuori dal comune (<strong><em>Gufo Notturno</em></strong>), un’intelligenza senza eguali nel pianeta (<strong><em>Ozymindias</em></strong>), una volontà di ferro nel combattere il crimine per un fervore mistico dovuto a traumi infantili (<strong><em>Roschach</em></strong>). Nella loro squadra poi c’era il <strong><em>Dr Manhattan</em></strong><em>,</em> un uomo che ha ricevuto dei poteri quasi divini a causa di un incidente in un laboratorio ricerca fisica sperimentale. (Unico personaggio della storia con superpoteri).<br />
Il comico è arruolato da tempo al servizio del governo, Ozymindias e Silk Spectre hanno rivelato la loro identità ovvero, rispettivamente, Adrian Veigt e Laurie Juspecikx e si sono ritirati; ora lui ha messo la sua grande intelligenza in cerca di una salvezza per il pianeta e lei è la moglie del Dr Manhattan con cui però è in crisi coniugale. Roschach continua a combattere illegalmente il crimine sul e  il Gufo Notturno è scomparso dalle scene senza svelare la sua vera identità al pubblico ma il lettore/spettatore sa che è Daniel Dreiberg pronto a consolare Laurie quando si allontana dal Dr Manhattan. Costui se ne va in giro nel suo corpo blu elettrico svolazzando a mezz’aria e cercando anch’esso di capire come evitare una guerra nucleare con l’Urss che sembra ormai alle porte. Percepisce il tempo nella sua eternità  facendo andar fuori di testa chiunque provi a ragionare con lui sull’argomento, ed è lui che ha cambiato il corso della storia intervenendo nel Vietnam e consentendo agli Usa di vincere la guerra.</p>
<p>Eppure ciò è servito solo ad accelerare la crisi con l’Urss e mentre il <strong>Doomsday Clock</strong> (l’orologio che misura la distanza del pianeta terra dall’apocalisse è sempre più vicino alla mezzanotte) qualcuno comincia ad uccidere gli ex watchmen, cominciando dal Comico e da ciò che resta dei Minutemen, poi cercano di assassinare Ozymindias (fallendo). Chi può essere che ce l’ha con loro? Il vecchio nemico <strong>Moloch</strong> con cui si sono più volte scontrati?  Il Dr Manhattan non può saperlo perché c’è una barriera di tachioni (dovuta alla probabile guerra nucleare che sta per giungere) che gli impedisce di percepire il tempo oltre il 1985. A Roschach, Gufo Notturno e di Spettro di seta non resta che tirar fuori le vecchie uniformi indagare sul campo.</p>
<p>Non vi sveliamo i finali diversi fra film e fumetto, ma se volete guardare la serie targata HBO è bene che vi leggiate il fumetto perché la .</p>
<p>Il degno sequel delle avventure dei Watchmen è firmato <strong>Damon Lindelof</strong> (noto per il suo lavoro su <em>Lost</em>),  la miniserie è di certo uno dei migliori prodotti televisivi usciti nei tempi recenti, e merita una visione attenta in ogni sua puntata.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmen-1" rel="attachment wp-att-16795"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16795" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1.jpg" alt="" width="1068" height="534" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1.jpg 1068w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-300x150.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-1024x512.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-768x384.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-280x140.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 1068px) 100vw, 1068px" /></a></p>
<p>Tema fondamentale della serie è il razzismo e infatti inizia a Tulsa nel 1921. Nonostante quel che vi abbiamo descritto della graphic novel originale e quindi potete immaginare quante sorprese vi può rivelare un suo seguito, il fatto che tutto ciò che ci viene mostrato nei primi minuti della prima puntata è una ricostruzione molto fedele dell’attacco dei suprematisti bianchi avvenuto allora in quella città è forse per noi la cosa più incredibile di tutta la serie. Ad ogni modo, dopo lo sguardo necessario nel passato la storia prosegue nel 2019 alternativo di Alan Moore dopo gli avvenimenti del 1985: il Dr Manhattan è su Marte, Ozymindias (qui interpretato da <strong>Jeremy Irons</strong>) non si sa bene dove si trovi in scene deliranti apparentemente slegate dal contesto. Degli altri watchmen nessuna notizia finché non arriva Spettro di seta che è passata dalla parte della polizia catturando i nuovi vigilanti mascherati e non registrati. Non è vietato in questo mondo ucronico fare il vigilante mascherato, anzi la polizia è formata da essi, ma per l’appunto devi essere un poliziotto.<br />
Così, conosceremo nuovi vigilanti come <strong>Specchio, Terrore Rosso e Sorella Notte</strong>. Conosceremo anche di come proprio il razzismo degli anni 20-30 ha generato il primo vigilante, Giustizia Mascherata, che poi entrerà nella squadra dei MinuteMen.</p>
<p>Ma anche nel 2019 il razzismo a Tulsa cova sempre sotto la cenere, gli eventi del 1985 hanno lasciato dei problemi irrisolti in molte persone, qualche anno prima una spedizione punitiva aveva fatto fuori numerosi poliziotti che da quel momento hanno deciso di nascondere la loro identità con delle maschere, il tutto in un contesto sempre più onirico, surreale e la presenza –assenza del Dr Manhattan che si fa sempre più sentire.</p>
<p>E cos’è questo complotto misterioso che i suprematisti bianchi vogliono svelare? No, ci siamo riusciti a non far spoiler fino a qui e non distruggeremo tutto nelle ultime due righe. Ma, lo sapete, il complotto nelle storie di Alan Moore c’è sempre. Forse.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>Joker. L’autopsia di una società folle.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/joker-lautopsia-di-una-societa-folle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 15:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[voto 9.5/10]  [attenzione spoiler inevitabili]  Quando entri in sala a vedere un film che ha già vinto premi a ripetizione ed è lodato da quasi tutti i critici cinematografici del pianeta sai già che quasi sempre  avrai cocenti delusioni per le altissime aspettative. Ci è successo decine di volte e ci succederà ancora. Con il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/joker-lautopsia-di-una-societa-folle.html/joker_film_2019" rel="attachment wp-att-16397"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16397" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/11/Joker_film_2019.png" alt="" width="853" height="464" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/11/Joker_film_2019.png 853w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/11/Joker_film_2019-300x163.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/11/Joker_film_2019-768x418.png 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/11/Joker_film_2019-280x152.png 280w" sizes="auto, (max-width: 853px) 100vw, 853px" /></a></strong></p>
<p>[voto 9.5/10]</p>
<p><strong> </strong><strong>[attenzione <u>spoiler inevitabili</u>] </strong></p>
<p><strong> </strong>Quando entri in sala a vedere un film che ha già vinto premi a ripetizione ed è lodato da quasi tutti i critici cinematografici del pianeta sai già che quasi sempre  avrai cocenti delusioni per le altissime aspettative.</p>
<p>Ci è successo decine di volte e ci succederà ancora.</p>
<p>Con il Joker no. Tutte le lodi che ha ricevuto sono meritate e, aggiungiamo, sono anche poche.</p>
<p>Evitiamo un equivoco. Il Joker interpretato da <strong>Joaquin Phoenix</strong> diretto da <strong>Todd Phillips</strong> (finora noto più che altro per la serie di “Una notte da leoni”) è sì il Joker del Batman (o per lo meno lo diventerà) ma non è collegato al “DC extended universe”. È solo ispirato al fumetto di Bob Kane e qui viene reinterpretato completamente.</p>
<p>L’intento riuscito di Todd Philips è quello di esplicitare un atto di accusa alla società reaganiana degli anni 80, per poi traslare questa, in maniera piuttosto evidente, a Trump e a ciò che vorrebbe far diventare gli Usa di oggi.</p>
<p>Ma <strong>Arthur Fleck, </strong>il futuro Joker,  non è un <strong>socialista</strong>, non è neanche un<strong> Democratico</strong> e della politica non si occupa. Arthur è una persona fragile ed emarginata, affetta da gravi turbe psichiche che tiene sotto controllo con psicofarmaci e psicoterapia, fino a quando queste non vengono tagliate dalla micidiale “<em>cura Reagan</em>”che ha segnato gli anni &#8217;80.</p>
<p>Il suo disturbo psichico (trovata geniale) è tale che lo costringe a ridere a crepapelle in situazioni di stress, di paura o di disagio (un raro ma possibile effetto della <em>sindrome pseudobulbare</em>).</p>
<p>E come può sbarcare il lunario uno così malmesso? Facendo il clown alle feste dei bambini o in ospedale. Uno dei lavori più sottopagati del paese, che i suoi colleghi fanno spesso come copertura (per spacciare droghe od altro magari) ma non per lui; far ridere gli altri è il sogno che aveva fin da piccolo.</p>
<p>La trama del film è complessa e intricata, la madre di Fleck è stata nella servitù della famiglia Wayne e convince Arthur ad essere il figlio illegittimo di <strong>Thomas Wayne</strong> (il cui figlio Bruce sappiamo bene chi diventerà) ma non è così, è solo un illusione di una povera pazza. Arthur infatti è stato da lei adottato (quasi sicuramente per intercessione di Wayne che sperava così di togliersela di torno e invece ha peggiorato le cose).</p>
<p>Arthur ci prova ad avere una vita “normale” che gli permetta di avere un ritaglio di posto nella società. Ci prova, ma viene umiliato al lavoro e lo perde. Poi nella metropolitana viene assalito da tre <strong>yuppies</strong> <strong>di Wall Street</strong> in cerca di guai. È qui che Arthur decide di aver preso abbastanza calci e si ribella: uccide i tre yuppies e scappa con il suo trucco da clown in volto. Ed il volto da clown diventa il simbolo della rivolta di  una società allo stremo, quotidianamente infatti ci sono proteste in piazza contro le cure economiche del <strong>Great Old Party.</strong></p>
<p>Ma Arthur non partecipa a queste, anzi tutt&#8217;altro. Vorrebbe avere una storia con una sua vicina di appartamento, sembra quasi che ce l&#8217;abbia,  ma è solo una sua illusione (allucinazioni probabilmente dovute alla sospensione degli antipsicotici). Prova a far ridere la gente in un locale di debuttanti ma ha la crisi di riso dovuta alla sindrome bipolare. Crisi di riso che viene registrata e mandata in diretta nazionale dal suo comico preferito <strong>Murray Franklin</strong> (aka Robert De Niro in un ruolo omaggio ad uno dei suoi primi film &#8220;Re per una notte&#8221;)  che da quel momento diventa il suo nemico numero due dopo Thomas Wayne.</p>
<p>Intanto i  clown in piazza si moltiplicano e con essi le proteste. Arthur regola i conti con i suoi datori di lavoro e poi va dal comico Murray in diretta nazionale. Questo infatti (dopo il successo della trasmissione in cui lo ridicolizzava) lo aveva chiamato ad essere suo ospite, e lui aveva accettato l’invito con l’intento di suicidarsi in diretta e chiudere la sua dolorosa vita con questo gesto finale.</p>
<p>Ma durante questa  diretta avviene qualcosa di imprevisto. Forse per l’arroganza di Murray o forse perché Arthur comincia a capire che non è colpa sua tutto quello che gli è successo. Ecco quindi che in diretta nazionale avviene la trasformazione di Arthur Fleck in Joker. “<strong>Sai cosa ottieni quando lasci un disagiato mentale per strada con una società che lo prende a calci? Ottieni quello che fottutamente ti meriti!</strong>” urla il Joker a Murray prima di sparargli.</p>
<p>La metamorfosi è compiuta. Arthur era “colpevole” solo di aver avuto un disturbo mentale causato dagli abusi della madre. La società lo ha trasformato nel Joker, ovvero il folle più pericoloso che <strong>Gotham City aka New York</strong> abbia mai visto. E, come sappiamo, è solo l’inizio di ciò che dovrà subire per sua mano.</p>
<p>L’accusa è spietata. Una società che se ne frega dei più deboli ed emarginati non ha giustificazione alcuna, perché questa nasce con l&#8217;unico scopo di tutelare tutti gli individui; quando esclude ed umilia i più bisognosi genera mostri. E se li merita, aggiunge il Joker.</p>
<p>Aspettando le elezioni americane di <em>mid term</em> in cui il mondo (ma probabilmente non buona parte degli Usa) spera che l’incubo Trump possa avere fine e ricominciare a costruire una società migliore, Joaquin Phoenix ci regala probabilmente il suo ruolo definitivo e Todd Phillips ci regala un film non catalogabile. Non è un thriller o un noir, non è un action movie e di certo non è un film di super eroi. Forse è un horror nella concezione <em>kinghiana</em> del termine, ovvero un film in cui le situazioni o i soggetti sono pensati appositamente per causare paura o emozioni forti.</p>
<p>E se è un horror, ci sono buone probabilità che diventi un <em>real-horror.</em></p>
<p><strong>J. Mnemonic </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/joker-lautopsia-di-una-societa-folle/">Joker. L’autopsia di una società folle.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 13:23:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[voto: 7.7/10] [attenzione spoiler] Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni. È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>[voto: 7.7/10]<br />
</b></p>
<p><b>[attenzione spoiler]</b></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tarantino-holliwood1" rel="attachment wp-att-16342"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16342" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg" alt="" width="400" height="598" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg 400w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-107x160.jpg 107w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni.</p>
<p>È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da lui diretto e considerando Kill Bill I e II come un unico film. Ecco, forse possiamo proprio mettere il doppio film girato con la sua musa più famosa, Uma Thurman, come uno spartiacque della sua carriera. Prima di allora era considerato un grandissimo regista di genere ma snobbato da chi va al cinema solo per &#8220;roba seria&#8221;, come si suol dire.</p>
<p>Dopo Kill Bill invece il nome del regista è un richiamo sufficiente per far correre in sala qualunque cinefilo del pianeta.</p>
<p>Bravissimo nel rilanciare attori considerati a fine corsa (John Travolta, Bruce Willis, Kurt Russel), eccezionale nel valorizzare attori emergenti (Tim Roth, Steve Buscemi, Cristoph Waltz), strepitoso quando ha attori all&#8217;apice della carriera (Brad Pitt, Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio, ma anche De Niro, Keitel, Fassbender), capace di valorizzare le attrici donne in ruoli che resteranno fra i migliori della loro carriera (Uma Thurman per l&#8217;appunto, ma anche Pam Grier, Daryl Hannah, Jennifer Jason Leigh) e, infine, capace di creare un suo staff di attori feticcio che interpretano perfettamente qualunque ruolo gli venga richiesto (Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Bruce Dern).</p>
<p>Insomma Quentin Tarantino con i suoi 56 anni e nove film è forse il regista che rappresenta meglio di chiunque altro la parola &#8220;cinema&#8221; nelle sue mille sfaccettature.</p>
<p>Che non ce ne vogliano i tanti maestri del genere; forse in termini &#8220;tecnici&#8221; sono più bravi di lui (pensiamo a Scorsese, De Palma, Inarritu, Darembont, Amenabar, Scott); è una nostra impressione. Forse, pensandoci sopra, l&#8217;unico che può competere con lui nel rappresentare il &#8220;cinema&#8221; è Steven Spielberg, ma consentiteci di dirlo: questo è troppo <i>american style</i> per rappresentare tutto il cinema.</p>
<p>Insomma l&#8217;avrete capito, siamo tarantiniani fino al midollo e abbiamo avuto la fortuna di vedere il suo evolversi fin dal <i>Le iene</i> che arrivò in sala in Italia solo nei cinema <i>d&#8217;essai</i> come un ufo; vietato e apprezzato solo da coloro che non disdegnavano la presenza di scene molto crude (era la versione in cui veniva ancora mostrato integralmente il taglio dell&#8217;orecchio del poliziotto ostaggio da parte di Michael Madsen aka Mister Blond al ritmo di <i>Stuck in the middle with you</i>).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/mdesn-iene-orecchio" rel="attachment wp-att-16343"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16343" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg" alt="" width="521" height="221" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg 1916w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-300x127.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-768x325.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-1024x434.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-280x119.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px" /></a></p>
<p>Degli otto film di Tarantino ne abbiamo adorati sei, a cui assegniamo voti non inferiori all&#8217;eccellente. Uno proprio non lo abbiamo digerito (<i>Grindhouse</i>) e di un altro proprio non riusciamo a trovare un significato che renda apprezzabile il film. Parliamo di <i>Bastardi senza gloria. </i></p>
<p>L&#8217;unico senso che riusciamo a darli è che sia solo uno sfogo si Tarantino che vorrebbe vendicarsi dei nazisti e di Hitler in particolare, cosa che non ha potuto fare dal vero perché troppo giovane. Inserire una <i>fake history</i> in un film che parla della seconda guerra mondiale non ci è mai piaciuto.</p>
<p>Tutta questa premessa per condividere un minimo dei nostri pensieri su Quentin Tarantino, perché che piaccia oppure no, una sua pellicola non è mai un film qualunque di cui si può parlare <i>en passant. </i></p>
<p><i>C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood </i>mette alla prova sia i fan sia i critici del regista. Quando sul finale abbiamo capito che il regista stava inserendo un altra fake history nella trama, il film che fino ad allora avevamo apprezzato ha cominciato a perdere punti. Siamo infine usciti interdetti dalla sala e ci abbiamo rimuginato sopra una settimana. Poi l&#8217;abbiamo rivisto e finalmente metabolizzato. A differenza di <i>Bastardi senza gloria </i>ii film ci piace ed è all&#8217;altezza del mito tarantiniano.</p>
<p>La trama del film, a differenza dello stile pulp che ci ha fatto scoprire ed amare il regista del Tennessee, non ha una trama complicata. Anzi, è molto semplice e lineare e, a parte alcuni flashback di pochi secondi, segue una linea temporale unica.</p>
<p>Loenardo Di Caprio aka Riff Dalton è un attore abbastanza famoso e Brad Pitt aka Cliff Booth è la sua controfigura. Ma Cliff è anche un amico fidato che lo segue facendogli sia da autista che da factotum. Cliff è un tipo molto tosto (se ne accorge anche un certo Bruce Lee), eroe di guerra ma con brutte voci sul suo passato.</p>
<p>Rick Dalton vive in Cielo Drive ed ha come vicini di casa Roman Polanski e sua moglie Sharon Tate, entrambi lanciatissimi verso una carriera eccezionale. Dalton invece dopo molti film è passato alla Tv e ormai si sta specializzando in ruoli <i>villain;</i> segno, gli dice Al Pacino aka Martin Scwarze di una carriera in discesa. &#8220;Ci manca solo che ti fai picchiare da Batman&#8221; gli dice, consigliandogli di andare in Italia a girare dei spaghetti western con Sergio Corbucci.</p>
<p>Quello che capita da qui in avanti è il mescolarsi dei personaggi &#8220;finti&#8221; creati da Tarantino con quelli veri. Margot Robbie aka Sharon Tate che passeggia per Hollywood entrando nei cinema a vedere le reazioni degli spettatori alla sua interpretazione, Cliff che entra a contatto con la comunità di Charles Manson dopo aver dato un passaggio ad una hippie seducente quanto minorenne e sprovveduta, Steve Mc Queen (interpretato da Damian Lewis) che commenta i pettegolezzi su Sharon e Roman uniti in un triangolo quasi equivoco con l&#8217;ex di lei Jay Sebring (aka Emile Hirsch).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tate-robbie" rel="attachment wp-att-16344"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16344" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg" alt="" width="560" height="374" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg 1200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-1024x683.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-240x160.jpg 240w" sizes="auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Il tutto è unito in un plot semplice e denso di suggestioni imperdibile per chiunque abbia solo sentito parlare della Hollywood di quegli anni. Era il 1969, a ridosso della Summer of love, il moneto in cui tutto sembrava possibile. Nell&#8217;accezione positiva del termine.</p>
<p>Evitiamo di parlare della bravura di Di Caprio, Brad Pitt e del resto del cast perché è pleonastico, evitiamo di sottolineare ogni omaggio del regista perché ci vorrebbe un enciclopedia per sviscerarli tutti; primo fra tutti quello del doppio esemplificato dal rapporto attore-controfigura (ma non solo da questo) come ha analizzato alla perfezione <a href="http://ternihorrorfest.it/cristiana-astori/">Cristiana Astori</a> nell&#8217;ultimo numero di Nocturno. Vi spieghiamo solo perché questo film, a differenza di Bastardi senza gloria ci è piaciuto.</p>
<p>Il film di Tarantino inserisce nel finale la fake history: la sera del 8 agosto 1969 gli allucinati seguaci di Manson stanno per entrare a casa Polanski (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Cielo_Drive"> ci auguriamo che chiunque appassionato di cinema sappia cos&#8217;è successo nella realtà</a>) ma Rick Dalton attirato dal rumore della loro macchina, esce di casa ubriaco e con il suo cocktail in mano. Li insulta e li caccia minacciando di farli arrestare quindi, una volta allontanatesi gli allucinati membri della <i>family</i> decidono di cambiar casa e far visita all&#8217;attore appena rientrato a Cielo Drive dai suoi successi in Italia.</p>
<p>Purtroppo per loro, e per fortuna del mondo alternativo che lancia Tarantino, all&#8217;interno trovano anche un Cliff Both con la sua Brandy, una femmina di pit bull addestratissima che li accolgono massacrandoli e uccidendoli tutti e tre in un modo che inevitabilmente omaggia anche Profondo Rosso di Dario Argento. Nel finale del crescendo tarantiniano Dalton tira fuori addirittura un lanciafiamme (souvenir di un film di anni prima, ma perfettamente funzionante) per concludere il massacro dei tre.</p>
<p>Cliff viene portato via in ambulanza, è stato ferito e mentre Dalton lo saluta Sebring dal cancello di casa Polanski gli chiede che cosa sia successo. Mentre parlano Sharon Tate dal citofono invita Dalton a salire a casa sua; l&#8217;abbraccio dei due attori che interpretano i due attori (una realmente esistita l&#8217;altro inventato da Tarantino) chiude il film con Hollywood sullo sfondo.</p>
<p>Ci piace. Forse un po&#8217; infantile e un po&#8217; troppo nostalgico, ma inevitabilmente il senso di questo film non è soltanto lo sfogo di Tarantino che vorrebbe far a pezzi quei bastardi , ma un senso di rammarico per un tempo in cui sicuramente tutto aveva una dimensione più umana.</p>
<p>In cui si poteva camminare per L.A. incontrando star di Hollywood e in cui un attore poteva entrare in un cinema senza scorta.</p>
<p>E&#8217; stato l&#8217;assassinio della Tate a far cambiare tutto? Non lo sappiamo, ma inevitabilmente il confronto del futuro che era promesso (dal cinema e dalla società) nel 1969 con quello che ci viene proposto oggi è negativo.</p>
<p>Il film di Tarantino insomma è un&#8217;occasione per riflettere sul perché il futuro di macchine volanti, robot, e benessere globale che sognavamo allora si è trasformato in un incubo in cui, se va bene, dovremo sopravvivere alla sesta estinzione di massa che sta avvenendo sul pianeta Terra.</p>
<p>Forse è un caso ma val la pena sottolineare che C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood esce nei giorni in cui milioni di ragazzi scendono in piazza reclamando il diritto ad avere un futuro su questo pianeta. E allora, forse non il punto da analizzare del film di Tarantino non è tanto &#8220;<i>what if</i>&#8220;, cioè cosa sarebbe successo se qualcuno avesse fermato per tempo quei maledetti bastardi; ma &#8220;<i>why?&#8221;</i> il futuro non sia più quello di una volta.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/">C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>About: Il Signor Diavolo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/signordiavolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2019 12:59:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[Voto 8,2/10]  [attenzione spoiler]  Che Pupi Avati con l’horror ci sapesse fare è chiaro a chiunque abbia visto “La casa delle finestre che ridono”, indimenticabile cult del 1976 che insieme a “Profondo Rosso”, “Suspiria” di Dario Argento e “Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci rappresentano il meglio della produzione horror italiana degli anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/signordiavolo.html/diavolocover" rel="attachment wp-att-16296"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16296" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover.jpg" alt="" width="1200" height="630" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover.jpg 1200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover-300x158.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover-768x403.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover-1024x538.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/08/diavolocover-280x147.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><br />
[Voto 8,2/10]</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>[attenzione spoiler]</strong></p>
<p><strong> </strong>Che Pupi Avati con l’horror ci sapesse fare è chiaro a chiunque abbia visto “La casa delle finestre che ridono”, indimenticabile cult del 1976 che insieme a “Profondo Rosso”, “Suspiria” di Dario Argento e “Non si sevizia un paperino” di Lucio Fulci rappresentano il meglio della produzione horror italiana degli anni settanta.</p>
<p>Se il suo ritorno al genere con “Il nascondiglio” (2007) aveva lasciato un po’ perplessi, con questo “Il Signor Diavolo” invece colpisce nel segno e regala (come aveva già fatto Guadagnino lo scorso anno) una lezione di cinema in un momento in cui Hollywood ci sembra troppo concentrata nel proporre film horror con trame così scadenti che effetti speciali e “scene buh!” non possono mai compensare (lo diciamo attendendo il secondo capitolo di It con trepidazione).</p>
<p>Il film si svolge in un paesino della provincia di Venezia nel 1952 e fin dall’inizio emerge una voglia del regista di schierarsi con decisione contro quella cappa clericale che attanagliava la regione Veneto in quegli anni; nelle scene iniziali infatti un funzionario del ministero di giustizia, Furio Momentè,  viene incaricato dal suo superiore di recarsi a Venezia per un omicidio terribile di un giovane, Emilio,  in cui sembrerebbero coinvolte persone di chiesa, il suo esplicito compito è di fare in modo che nessuna persona di chiesa sia chiamata a testimoniare al processo. Possibilmente però recuperando i rapporti con la madre della vittima, Clara Vestri, che controlla molti voti per la DC e per De Gasperi in quella provincia.</p>
<p>Il giovane funzionario capisce fin da subito che il suo compito sarà durissimo, leggendo le carte delle testimonianze appare evidente che l’omicida Carlo Mongiorgi un coetaneo della vittima, è stato quanto meno fomentato dal sacrestano Gino che vede “Il Signor Diavolo” ovunque (“Signor” perché le persone cattive bisogna trattarla per bene). In più è chiaro che la Signora Vestri ci tiene a vendicarsi della superstizione instillata nel paesino dai preti e dai loro dogmi.</p>
<p>Pupi Avati è bravissimo a portare avanti il film lasciando sempre aperte sia l’ipotesi che tutto ciò che avviene sia colpa della superstizione sia che sia effettivamente tutta colpa del diavolo. Ovvero lascia aperta fino all’ultimo la interpretazione razionale che quella paranormale.</p>
<p>Il finale, che è diverso da quello dell’omonimo libro dello stesso Avati (“ce l’ho messo apposta per sorprendere anche chi avesse letto il libro” ha dichiarato il regista Bolognese in un intervista) non è a nostro giudizio né un finale aperto come hanno detto molti critici entusiasti, né un finale da spiegare, come hanno detto i critici meno entusiasti (“Un finale da spiegare è sempre un finale sbagliato” dice una vecchia regola mai scritta di letteratura e cinematografia).</p>
<p>Secondo noi è un finale che si può capire se e solo se si notano tutti i dettagli… e non diciamo di più perché anche gli spoiler hanno dei limiti.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>X-Men Vs Avengers: 1 a 1</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/x-men-vs-avengers-1-a-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2019 15:22:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[attenzione: spoiler vari] Ogni generazione ha i suoi miti, e sebbene molti siano ormai trasversali quelli che nascono o esplodono durante la propria giovinezza sono quelli a cui si resta affezionati. Così per la nostra generazione di lettori di fumetti (quando ancora Lucca Comics non era l’evento culturale che muoveva più soldi in Italia) uno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/x-men-vs-avengers-1-a-1.html/avengers-xmen" rel="attachment wp-att-16199"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16199" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen.jpg" alt="" width="777" height="451" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen.jpg 1880w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen-300x174.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen-768x445.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen-1024x594.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/avengers-xmen-276x160.jpg 276w" sizes="auto, (max-width: 777px) 100vw, 777px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>[attenzione: spoiler vari]</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni generazione ha i suoi miti, e sebbene molti siano ormai trasversali quelli che nascono o esplodono durante la propria giovinezza sono quelli a cui si resta affezionati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Così per la nostra generazione di lettori di fumetti (quando ancora Lucca Comics non era l’evento culturale che muoveva più soldi in Italia) uno dei miti indissolubili sono di certo gli <b>X-Men di Chris Claremont</b> e i suoi immediati successori. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se la Marvel cominciava ad accusare un po’ di stanchezza dopo essere stata autrice del rilancio dei comics negli anni ’60 grazie a <b>Spider Man, I Fantastici Quattro ed Hulk</b> il suo rilancio lo deve proprio agli x-men, ovvero <i>homo sapiens superior</i>, mutanti con nuove capacità e per questo reietti della società. Quindi non solo super-eroi con super-problemi (esistenziali e non) come sembrava ormai essere il marchio di fabbrica della casa di Stan Lee, ma neanche ben accetti in quella società per la cui salvezza combattono. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli <b>Avengers</b> era un&#8217;ottima testata ma in confronto alle innovazioni dei personaggi portati da Claremont nei suoi X-Men perdeva inevitabilmente il confronto; questi rappresentavano davvero una rivoluzione. E su su tutti spiccava <b>Wolverine </b> che in breve tempo divenne così popolare da avere una testata sua e un&#8217;infinità di cross over in ogni collana che doveva essere rilanciata. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se la saga mutante “<b>Giorni di un futuro passato</b>” rappresentò l’apice dell’era di Claremont “<b>L’era di Apocalisse</b>” di una decina di anni successiva rappresentò l’apice di quella dei suoi successori. “<b>Onslaught</b>” invece, a nostro modesto giudizio, segnò la fine delle idee e l’inizio delle ripetizioni noiose e ridondanti di vecchie trame. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Nell’universo cinematografico invece è avvenuto un percorso esattamente opposto, se gli X-Men sono stati quelli che hanno aperto le porte all&#8217;invasione dei super eroi al cinema (insieme al mai abbastanza rimpianto <b>Spider Man di Sam Raimi</b>) gli Avengers sono quelli che hanno dato una marcia in più. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Sarà probabilmente perché come dice l’irriverente <b>Deadpool</b> quando incontra <b>Colosso</b> che lo deve portare dal Prof. Xavier “Ma di quale Xavier parli? <b>Patrick Stewart o Mc Avoy?</b> Avete incasinato così tanto le trame che nessuno ci capisce niente!”</span></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/x-men-vs-avengers-1-a-1.html/deadpool" rel="attachment wp-att-16200"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16200" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/deadpool.jpg" alt="" width="800" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/deadpool.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/deadpool-300x150.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/deadpool-768x384.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/deadpool-280x140.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ed effettivamente è così, andare al cinema a vedere <b>Dark Phoenix</b> sapendo che avendo avuto il tempo di rileggere i riassunti de film precedenti su wikipedia e quindi ci capirai ben poco non è mai piacevole. E puntualmente… Che fine ha fatto Wolverine? Perché non c’è in questa linea atemporale? Ah già perché sul capitolo prima aveva la mente incasinata… ma perché sono gli anni novanta e ancora c’è Patrick Mc Avoy? Dovrebbe essere Stewart visto che ormai dovrebbe avere un bel po’ di anni… e poi <b>Jean Grey</b> no! scusate ma la <b>Janssen</b> aveva tutto un altro fascino, S<b>ophie Turner</b> probabilmente può fare qualunque ruolo al cinema ma non quello di una donna così conturbante che fa perdere la testa a Wolverine e che diventa una delle entità più potenti dell’universo. No, non ce la vediamo proprio. E la trama stavolta davvero fatichiamo a dargli la sufficienza, non c’è nulla da fare, appena <b>Brian Singer</b> lascia il timone si vede eccome. <b>[voto a Dark Phoenix 6,0/10]</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Non c’è confronto con il doppio film degli Avengers: <b>Infinity War/ Endgame</b> che, questo sì, mette il punto a un percorso evolutivo di tutti i personaggi coinvolti in modo degno e convincente. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Endgame riassume tutto quello che negli ultimi quindici anni abbiamo visto nei supereroi: l’epicità delle storie di Capitan America, il sarcasmo degli ultimi film di Thor che è così superiore da potersi presentare nudo con venti chili di troppo (tira più un barile di birra… ), la tecnologia di Iron Man, Hulk che è sempre Hulk, la vedova nera che compie la drammatica catarsi al contrario del suo nome, lo splendore dei <b>Guardiani della Galassia</b> e soprattutto la magia di <b>Doctor Strange</b> che probabilmente è il personaggio più riuscito dell’universo marvel cinematografico insieme a Logan. Certo, purtroppo abbiamo nella storia anche il nuovo Spider Man. </span></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/x-men-vs-avengers-1-a-1.html/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch" rel="attachment wp-att-16201"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16201" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch.jpg" alt="" width="825" height="464" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch.jpg 825w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/doctor-strange-2-benedict-cumberbatch-280x157.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 825px) 100vw, 825px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quest’ultimo è secondo noi l’unica scelta inspiegabile dell’universo marvel/avengers. Se la trilogia di Raimi sfiorava la perfezione, almeno nei primi due capitoli i due reboot sono improponibili. Perché cambiare? Capiamo l’esigenza del mercato adolescenziale, e pre-adolescenziale. Però allora lasciatelo fuori dalla linea Avengers almeno. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Di altre scelte sbagliate, in questi anni ce ne sono state poche. Le due false partenze di Hulk, il secondo episodio di Iron man, l’inspiegabile sacrificio precoce di Quicksilver (forse perché inspiegabile doppione con quello inserito nell&#8217;universo marvel/ X-Men?). </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ma per il resto i due film sono davvero un must per gli amanti di questo tipo di fantascienza, e ci dispiace per chi ha pregiudizi contro la Disney ma sono problemi tutti suoi. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>[Voto per Infinity War/Endgame: 8,6/10] </b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La “vittoria” va quindi all’universo Marvel &#8211; Disney/Avengers anche se quello Marvel –Fox/ X-men non ha deluso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi i Vendicatori vedono veleggiare il loro film verso il record assoluto di incassi e di spettatori. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Gli X-Men continuano invece a detenere il primato delle vendite nei fumetti, il numero uno della loro serie del 1991 è l’albo più venduto al mondo con otto milioni di copie. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Attendiamo l’evolversi delle storie, sperando che nel frattempo qualche coraggioso regista riesca a convincerci a togliere il velo pietoso che abbiamo steso sulle versioni cinematografiche dei Fantastici Quattro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>J. Mnemonic </b></span></span></p>
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		<title>About: Intrigo Italiano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-intrigo-italiano/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 06 May 2019 15:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Carlo Lucarelli è di certo uno dei migliori giallisti italiani contemporanei, anche se la definizione di giallista per lui va molto stretta, vista la vastità e la varietà della sua produzione. Noto ai non più giovanissimi per il suo bellissimo programma su Rai 3, “Blu notte – Misteri d’Italia” in cui ripercorreva i delitti e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-intrigo-italiano.html/lucaintrigo" rel="attachment wp-att-16052"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16052" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/05/lucaintrigo.jpg" alt="" width="586" height="422" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/05/lucaintrigo.jpg 586w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/05/lucaintrigo-300x216.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/05/lucaintrigo-222x160.jpg 222w" sizes="auto, (max-width: 586px) 100vw, 586px" /></a></p>
<p><strong>Carlo Lucarelli</strong> è di certo uno dei migliori giallisti italiani contemporanei, anche se la definizione di giallista per lui va molto stretta, vista la vastità e la varietà della sua produzione.</p>
<p>Noto ai non più giovanissimi per il suo bellissimo programma su Rai 3, “<strong>Blu notte – Misteri d’Italia” </strong>in cui ripercorreva i delitti e i misteri del nostro paese dal dopo guerra in poi e, più recentemente, per le trasmissioni su Radio Deejay (<strong>Dee Giallo</strong>) e su SkyArte (<strong>Muse Inquietanti</strong>) in cui si occupa sempre di “misteri” reali, Carlo Lucarelli è soprattutto uno scrittore molto prolifico di cui risultano sulla sua pagina di Wikipedia ben 46 libri di narrativa pubblicati (racconti contenuti in qualche antologia inclusi) e 17 saggi sulla criminalità e storici.</p>
<p><strong> </strong><strong>Intrigo Italiano</strong> è una storia appartenente al ciclo del Commissario De Luca che indaga nei crimini italiani a cavallo della seconda guerra mondiale; quindi sia nel periodo fascista che in quello della prima Repubblica. Questa è ambientata nel 1954 e per i suoi trascorsi che si possono leggere nei romanzi precedenti De Luca è costretto ad indagare a Bologna sotto falso nome per sfuggire a chi ancora lo potrebbe riconoscere nella sua vita precedente.</p>
<p>In realtà, come descrive benissimo Lucarelli che sulla storia dell’Italia bellica e post bellica ormai non ha più molto da imparare, poco è cambiato rispetto a prima se non il fatto che se di “livello superiore” della Giustizia Italiana ai tempi del fascismo ce n’era uno ora nel dopoguerra ce ne sono due, di opposta fazione politica che non solo si combattono ma intralciano anche le indagini. E quando ci sono dimezzo i “livelli superiori” nulla è mai come sembra. Un delitto di gelosia non è di gelosia, un incidente on è un incidente, un ,musicista scavezzacollo non è un semplice musicista.</p>
<p>Nell’ambigua Bologna, con il bigottismo in parte in via di estinzione in parte no, in cui i bordelli erano ancora chiamati bordelli e gli alberghi non avevano i riscaldamenti in camera, in cui gli ex agenti nazisti che l’avevano scampata erano a fianco di chi voleva fermare i comunisti, e in mezzo a loro gli italiani volevano semplicemente tornare a vivere De Luca dovrà ricorrere più volte alla sua intelligenza per capire cosa sta succedendo.</p>
<p>“<em>Ma come? Non ci raccontate di più in questa recensione</em>?” Assolutamente no, perché Carlo Lucarelli ha scritto nella sua pagina facebook che non sopporta assolutamente gli spoiler sui suoi lavori, e quindi capiteci…  non vorremmo ritrovarcelo sotto casa di notte al buio avvolto in un classico trench da investigatore che spunta dall’oscurità e fissandoci ci dica: “Paura eh?”.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>Review: la seconda guerra civile americana</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/review-la-seconda-guerra-civile-americana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 15:42:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[joe dante]]></category>
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		<category><![CDATA[relativismo culturale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel tornare a guardare un film di venti anni prima si corre sempre il rischio di rovinarsi dei ricordi piacevoli. Il tempo passa molto velocemente nella cinematografia e spesso i ritmi che siamo abituati a seguire nelle visioni recenti sono molto diversi da quelli di decenni prima per l’appunto. Viceversa, ci sono film che ti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/review-la-seconda-guerra-civile-americana.html/2a-guerra-civile-americana" rel="attachment wp-att-15500"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-15500" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/2a-guerra-civile-americana.jpg" alt="" width="334" height="472" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/2a-guerra-civile-americana.jpg 354w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/2a-guerra-civile-americana-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/11/2a-guerra-civile-americana-113x160.jpg 113w" sizes="auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px" /></a></p>
<p>Nel tornare a guardare un film di venti anni prima si corre sempre il rischio di rovinarsi dei ricordi piacevoli.</p>
<p>Il tempo passa molto velocemente nella cinematografia e spesso i ritmi che siamo abituati a seguire nelle visioni recenti sono molto diversi da quelli di decenni prima per l’appunto.</p>
<p>Viceversa, ci sono film che ti sorprendono per la loro grandezza intuitiva degli autori che hanno anticipato tantissimo tematiche oggi al centro della discussione.</p>
<p>Joe Dante (noto ai fans dell’horror per “L’ululato” e “I gremlins”) in questo suo piccolo capolavoro, che potremmo definire con un parallelismo neanche troppo azzardato un “Dottor Stranamore” in cui il nemico è interno agli Usa.</p>
<p>La trama infatti vede l’Idaho dichiarare la secessione dagli Usa. Perché? Perché non vuole ospitare  un centinaio di bambini pakistani, salvati da un’organizzazione umanitaria. Al folle governatore (che all’epoca era evidentemente ispirato dall’unione del fanatismo sudista con le smanie sessuali di Bill Clinton) troppo impegnato nel far la corte per riavvicinarsi all’avvenente giornalista messicana Cristina Fernandez della rete nazionale NN per far caso al casino che sta combinando, fa da contraltare un Presidente degli Usa schiavo dei lobbysti… anzi del lobbysta Jack Buchan (uno straordinario James Coburn) che, non si sa bene come, ha sotto controllo tutti gli umori delle minoranze statunitensi. O almeno crede, visto che ogni suo consiglio in realtà non fa altro che precipitare la situazione e si scopre che le minoranze (cinesi, koreane, portoricane, afroamericane, messicane che siano) sono più razziste del governatore razzista dell’Idaho.</p>
<p>Una critica al relativismo culturale (o multiculturalismo che dir si voglia) che Joe Dante ha fatto con netto anticipo rispetto a ciò che sappiamo oggi su quanto è sbagliato un certo tipo di tentativo di integrazione.</p>
<p>Ma non solo. Il film svela anche il disastro che stava creando la bulimia di informazione. Il giornalista veterano Jim Kalla dello staff della NN rete di news nazionale, ragiona proprio in tal senso. Cosa si rischia con la voglia di dover dare la notizia a tutti i costi? Anche quando non è verificata? Anche quando forse sarebbe meglio non dare la notizia? Ogni notizia deve essere data o ci sono limiti al diritto di cronaca?</p>
<p>Ma il film non è assolutamente pesante, anzi è quasi una commedia degli equivoci, sebbene dai risvolti tragici. Basta pensare che l’onnipresenza dei mass media è sottolineata dal fatto che il presidente è costretto a lanciare un ultimatum di 68 ore e mezza perché questo non cada in contemporanea con un importante puntata della telenovela “Figli, figli miei!” che è la più vista d’America. La protagonista dovrà infatti consumare la fuga d’amore con il suo giardiniere,  l’attacco all’Idaho passerebbe in secondo piano.</p>
<p>Poi si arriva all’equivoco finale in cui dopo essere riuscito a riconquistare  la bella giornalista e  a lasciare la moglie per giornalista della NN confida in anteprima al lobbysta del presidente che il governatore ha convocato una conferenza stampa un’ora prima dell’ultimatum per dimettersi e lasciare spazio al suo successore.  Peccato che il lobbysta fraintenda successore con secessione e convince il presidente a scatenare l’attacco prima della conferenza stampa del governatore.</p>
<p>Il “come va a finire”  è lasciato alle voci fuori campo sui titoli di coda, in cui il presidente tranquillizza i suoi sostenitori e si dimette, i confini Usa saranno ridefiniti al più presto e la puntata di “figli, figli miei!” è stata la più vista della storia della televisione.</p>
<p><em>That’s all folks.</em></p>
<p><em> </em></p>
<ol>
<li><strong> Mnemonic</strong></li>
</ol>
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