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	<title>dagoberto frattaroli Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Lo stato della laicità in Italia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lo-della-laicita-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 12:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia secondo un principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale e apparentemente accettato da tutti sarebbe uno stato laico. Ma la laicità non è un concetto assoluto. E’ una condizione variabile e cambia da Stato a Stato e se negli altri paesi la laicità ha registrato negli ultimi anni  significativi passi avanti, in Italia si è andato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/lo-della-laicita-italia.html/non-molliamo" rel="attachment wp-att-14365"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-14365" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-1024x685.jpg" alt="" width="346" height="231" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>L’Italia secondo un principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale e apparentemente accettato da tutti sarebbe uno stato laico. Ma la laicità non è un concetto assoluto. E’ una condizione variabile e cambia da Stato a Stato e se negli altri paesi la laicità ha registrato negli ultimi anni  significativi passi avanti, in Italia si è andato a rilento accumulando un ritardo rispetto all’Europa.</p>
<p>Ma vediamo in concreto che cosa è stato fatto e cosa ancora rimane da fare.</p>
<p>Gli obiettivi  che i sostenitori della laicità si erano proposti  di realizzare consistevano ne:</p>
<ul>
<li>il riconoscimento delle unioni civili, sia etero che omo;</li>
<li>la riduzione dei tempi necessari per la separazione ed il divorzio;</li>
<li>il riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita, altrimenti conosciuto come diritto al testamento biologico;</li>
<li>l’introduzione di meccanismi che consentissero la piena e libera esplicazione della legge 194/1978 in materia di interruzione volontaria di gravidanza;</li>
<li>la regolamentazione del fine vita volontario;</li>
<li>la revisione del meccanismo dell’8 per mille.</li>
</ul>
<p>Sono state approvate le norme sul divorzio breve senza soverchi problemi parlamentari e anche le norme sulle unioni civili, dopo un travagliatissimo iter,  hanno visto la luce seppur in forma mutilata  rispetto agli intenti dei promotori.</p>
<p>Le note positive si fermano qui.</p>
<p>Non sono stati fatti progressi sul riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita ossia sul testamento biologico. Sull’argomento abbiamo assistito in passato  alla presentazione di  proposte di legge che  proponevano soluzioni riduttive e penalizzanti, ma tenendo conto dei numerosi progetti giacenti in Parlamento è stata elaborata una proposta di mediazione più equilibrata, approvata da un solo ramo del Parlamento, permangono comunque alcune ambiguità che la rendono insoddisfacente. C’è da dire che la  materia  continua a vedersi parzialmente riconosciuta da molte amministrazioni locali e di questo stato di fatto dovrà tenere conto la futura legge.</p>
<p>Non è stato fatto granché nemmeno per eliminare o ridurre il fenomeno della obiezione di coscienza dei medici ginecologi riguardo alla interruzione di gravidanza che tanti e crescenti disagi sta causando alle donne  che si trovano nella necessità di ricorrere all’aborto.  L’obiezione aveva un senso per quei medici già presenti in ospedale  al momento dell’approvazione della legge, perché  sarebbero stati altrimenti costretti a praticare un’attività sino ad allora non contemplata dalla pratica medica della loro specializzazione, ma non si capisce perché ancora oggi deve continuare ad essere consentita l’obiezione  per i medici assunti successivamente alla introduzione della legge che sono ben consapevoli  della loro futura attività nelle strutture pubbliche.</p>
<p>Se la dichiarazione anticipate di trattamento navigano in acque tempestose, cozza contro un totale ostracismo ogni tentativo di introdurre forme regolamentari del fine vita volontario, sia esso nella forma di suicidio assistito, che di eutanasia passiva o attiva.  Sono presenti in Parlamento tredici disegni di legge sull’argomento e una proposta di legge di iniziativa popolare firmata da 67.000 cittadini  raccolte con la partecipazione di alcune associazioni laiche e atee. Dopo una prima riunione della Commissione  parlamentare per l’esame della materia e l’elaborazione di  un testo condiviso, non si è più andati avanti.  La proposta di riforma costituzionale bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016 prevedeva che le leggi di iniziativa popolare avrebbero dovuto essere esaminate dal Parlamento obbligatoriamente e in tempi definiti. Ma la norma non è stata introdotta e la proposta popolare non avrà ancora una volta seguito.</p>
<p>Ne’ c’è da credere che l’attuale governo e  Parlamento ormai in fase di chiusura avranno la volontà, la capacità e la forza di spingere su un argomento così divisivo.  Anche se la maggioranza dei cittadini si è  espressa  più volte  per una regolamentazione del fine vita, c’è da pensare che il loro peso numerico non conterà  molto  davanti al fronte religioso il cui presunto primato morale ancora ispira riverenza e soggezione.</p>
<p>Per quanto riguarda l’ultimo argomento laico, ossia quello della revisione del meccanismo dell’8 per mille, più volte sollecitata anche dalla Corte dei Conti, ogni modifica non potrà che comportare un ridimensionamento del contributo assegnato alle diverse religioni riconosciute, prima tra tutte quella cattolica che incassa  quasi il 90% del contributo complessivo. La revisione dell’8 per mille è uno dei punti contenuti nella legge delega conferita al Governo per la riforma fiscale ma per porre mano  ad un simile argomento occorrerebbe  un Parlamento con forte maggioranza laica, ma non è la situazione attuale dell’Italia. Non ci sembra  che questo Governo  di transizione né  questo Parlamento abbiano la capacità di portare avanti una riforma di simile portata, anche perché ormai ne mancano i tempi.</p>
<p>Tutto è rinviato al 2018 e oltre. Forse molto oltre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>La legge 40/2004 di nuovo bocciata</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-legge-402004-di-nuovo-bocciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2015 22:12:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
		<category><![CDATA[leggi dettate dal vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto, lo scorso 11 Novembre, alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto,<a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7906065.pdf"> lo scorso 11 Novembre,</a> alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. <span id="more-13308"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13309" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg" alt="JODY 2" width="576" height="385" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a>Il caso preso in esame dalla Corte riguardava due coppie, portatrici sane di malattie genetiche, che avevano chiesto di accedere alla fecondazione medicalmente assistita per poter conoscere, prima dell’impianto nell’utero materno, se il loro embrione avrebbe sviluppato o no la malattia. E’ chiaro che solo con la fecondazione in vitro sarebbe stato possibile l’esame preliminare, impossibile laddove la fecondazione fosse avvenuta in modo naturale. La legge prevede però questa possibilità solo per le coppie infertili o sterili e i coniugi ricorrenti, che volevano evitare di trasmettere ai figli patologie genetiche, ma che non si trovavano in condizioni di sterilità, si sono viste rifiutare l&#8217;accesso alla procreazione medicalmente assistita dal Servizio sanitario nazionale.</p>
<p align="JUSTIFY">La Corte Costituzionale con la sentenza citata ha annullato gli articoli di legge che limitavano l’accesso alle sole coppie non fertili rilevando la evidente irragionevolezza della norma e sottolineando altresì il contrasto con la legge in materia di interruzione di gravidanza, che aveva di fatto creato l’assurda situazione che, da un lato, non consente alle coppie fertili di conoscere preliminarmente il profilo genetico del loro embrione ma permette poi l’aborto degli stessi feti rilevatisi portatori di malattia.</p>
<p align="JUSTIFY">La sentenza della Corte, sebbene improntata ad una sostanziale ragionevolezza e ad un corretto bilanciamento degli interessi coinvolti, non è andata esente da aspre critiche da parte del Deputato e giornalista Eugenia Roccella che in un’intervista a Repubblica.it non si astiene dall’utilizzare termini come eugenetica e privazione di diritto alla vita.</p>
<p align="JUSTIFY">La critica si incentra soprattutto sulla violazione del diritto dell’embrione a vivere. Un diritto che esisterebbe in ogni caso anche nel caso di embrioni portatori di gravi patologia per cui l’eliminazione di un embrione imperfetto sarebbe un atto illegittimo. L’on. Roccella peraltro ritiene che non esistano contraddizioni con la legge sull’aborto, che permetterebbe l’intervento, anche oltre i tre mesi, laddove il feto sia portatore di gravi difetti ereditari.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questa premessa discende la conseguenza assurda che si deve rispettare il presunto diritto dell’embrione a non essere scartato quando è ancora costituito da un grumo di poche centinaia di cellule indifferenziate, ma che lo stesso, divenuto ormai un feto di 4 o 5 mesi, presentando la grave malattia che si sospettava avesse, può essere eliminato con una atto abortivo, perchè sul suo diritto prevale quello alla salute della madre, peraltro costretta al grave trauma di una interruzione di gravidanza.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda poi il problema della rappresentazione della volontà è chiaro che l’embrione di fronte a questa prospettiva di vita ipotetica non può decidere nulla perché non ha una volontà.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma in tutti questi casi per conto di chi non può esprimersi possono validamente esprimersi i genitori, senza che questa costituisca una qualche prevaricazione, perché per l’embrione parlano coloro che l’hanno concepito. Ma per poter correttamente decidere i genitori devono conoscere anche le condizioni future di salute e di vita del figlio che hanno appena concepito, compresa la possibilità di sviluppare malattie ereditarie. Solo a loro spetta la scelta di impiantare nell’utero un embrione sano o uno portatore della patologia ereditaria che sicuramente farà nascere un bambino gravemente malato.</p>
<p align="JUSTIFY">Si potrebbe obiettare che il diritto dei genitori a scegliere non include la decisione di sopprimere il prodotto del loro concepimento laddove decidano di scartarlo. Ma chi più dei genitori ha diritto di far pesare la propria scelta quando saranno soprattutto i genitori del futuro bambino malato a curarlo ed assisterlo? Non hanno essi forse pieno diritto a decidere se sono disponibili a legarsi ad una vita di sofferenza accanto ad un figlio gravemente disabile destinato talvolta a vita brevissima? E inoltre se questo diritto esiste per la madre mediante un intervento abortivo, perchè non dovrebbe esistere nel caso di un embrione?</p>
<p align="JUSTIFY">Il pensiero della Roccella ricalca il modo di vedere di alcuni gruppi, di ispirazione prevalentemente religiosa, che non si limitano ad esprimere il loro dissenso ma operano per vietare o ostacolare l’esercizio di diritti individuali, alcuni dei quali personalissimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei pensiero di costoro è evidente la confusione, credo involontaria, tra la facoltà di esercitare un diritto e il dovere di esercitarlo. Permettere a chi lo vuole di divorziare, abortire o chiedere una buona morte non significa costringere tutti indistintamente a seguire la stessa scelta. Chi non è d’accordo può astenersi dal seguire quei comportamenti. La legge, laddove presente come nel caso del divorzio e dell’aborto, dà la facoltà, non obbliga.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma costoro oltre a confondere le facoltà con i doveri, vogliono anche trasformare i diritti individuali in divieti.</p>
<p align="JUSTIFY">Se l’aborto è considerato un diritto da esercitarsi prevalentemente a tutela della salute della donna ebbene secondo costoro è un diritto da negare. Se il divorzio è una libera scelta per porre fine a situazioni insostenibili, deve essere comunque vietato. Se un individuo vuole porre fine alla propria vita ed è impossibilitato a farlo, non ha diritto ad ottenere un aiuto dallo Stato.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi è contrario a queste scelte, per motivi religiosi oppure perché crede nel valore della tradizione oppure perché teme pericolosi mutamenti sociali oppure perché questa è l’opinione di personaggi considerati autorevoli e degni di stima, o per altri mille motivi, non può, in una società che si dichiara laica, impedire agli altri che la pensano diversamente di esercitare i loro diritti di abortire, divorziare o morire.</p>
<p align="JUSTIFY">A ben guardare l’azione, anche politica, di questi gruppi non tende ad affermare un loro diritto, ma in nome di principi astratti e spesso anche antiscientifici, è diretta a impedire agli altri cittadini il riconoscimento e l’esercizio dei propri diritti, anche se si tratta di diritti ampiamente riconosciuti nella cultura occidentale.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma così facendo danno luogo alla evidente stranezza che in alcune piazze si manifesta non per l’affermazione dei diritti propri ma per vietare i diritti degli altri.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>Dio non c&#8217;entra</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dio-non-centra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 19:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
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		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le tante considerazioni che si possono fare sulla terribile vicenda di Parigi, una merita qualche parola dal punto di vista della laicità e della non credenza. Mi riferisco all’opinione, che sui giornali e nei discorsi ufficiali sta prendendo sempre più forza, secondo la quale la religione sarebbe,contro ogni evidenza, estranea alla vicenda e agli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Tra le tante considerazioni che si possono fare sulla terribile vicenda di Parigi, una merita qualche parola dal punto di vista della laicità e della non credenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Mi riferisco all’opinione, che sui giornali e nei discorsi ufficiali sta prendendo sempre più forza, secondo la quale la religione sarebbe,contro ogni evidenza, estranea alla vicenda e agli episodi di terrorismo.<span id="more-13302"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-11349" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png" alt="600px-RELIGIONES" width="377" height="377" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES.png 600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES-150x150.png 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/03/600px-RELIGIONES-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 377px) 100vw, 377px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">E’ presente in questo atteggiamento la preoccupazione di allontanare dalla religione qualunque sospetto o dubbio sull’l’idea stessa di religione, per scongiurare che si incrini l’opinione corrente secondo la quale la religione è una cosa positiva e rappresenta un’incommensurabile ricchezza per il genere umano.</p>
<p align="JUSTIFY">Perchè se a qualcuno è venuto il sospetto che la religione in sè, non quella cristiana, nè quella musulmana, nè quella ebraica, nè qualunque altra, non sia poi quel bene assoluto e quella ricchezza che riempe ed esaurisce lo spirito umano, come ci ripetono di continuo, beh, questo è un dubbio che fa subito cancellato e va fatta chiarezza, negando decisamente che le vicende di questi giorni possano essere ricondotte al pensiero religioso.</p>
<p align="JUSTIFY">“La religione non c’entra niente con i terroristi e con l’Isis – dicono &#8211; questi sono degli assassini.”</p>
<p align="JUSTIFY">Il messaggio è chiaro, così come il salto logico: se sono assassini non possono avere a che fare con la religione.</p>
<p align="JUSTIFY">Lo dice il Presidente turco Erdogan. &#8220;E&#8217; un insulto nei confronti dell&#8217;umanità collegare il terrorismo a una religione&#8221;. Gli fa eco l’Unione Europea che ci avverte che l’Isis non c’entra niente con la religione. Sulla stessa linea anche il premier Renzi che si è espresso in modo analogo.</p>
<p align="JUSTIFY">Accanto a chi rifiuta qualunque connessione &#8211; i negazionisti assoluti &#8211; ci sono poi coloro che assumono una posizione intermedia. Tra essi troviamo la Chiesa Cattolica che non nega la matrice religiosa degli attentati ma la addebita a correnti deviate dell’Islam, tentando con questa operazione di salvataggio dell’Islam di portare anche la stessa religione Cattolica fuori dall’area del sospetto, peraltro legittimata da una storia millenaria di persecuzioni, sopraffazione e violenza in cui il Cattolicesimo si è distinto.</p>
<p align="JUSTIFY">Se oggi la violenza trova spunto e pretesto nella religione islamica, non possiamo dimenticare che ben più ampia e la responsabilità della religione come fenomeno sociale e storico, perchè, nonostante i tentativi di discolparla, la religione è stata ed è causa di separazione tra gruppi e all’origine della gran parte dei conflitti sul pianeta. Anche i conflitti che non sembrano religiosi, spesso vedono contrapposti gruppi e popoli che si ispirano a religioni diverse. Non è vero che le religioni uniscono. Le religioni dividono.</p>
<p align="JUSTIFY">E non dimentichiamo che la discordia è sempre stata presente non solo tra religioni diverse ma anche tra correnti di pensiero all’interno della stessa religione. La storia degli scismi e delle eresie lo dimostra.</p>
<p align="JUSTIFY">L’affermazione e la difesa della laicità nelle nostre democrazie si persegue anche smascherando la realtà delle religioni, togliendo l’alone di sacralità che le rende intoccabili e le pone al di sopra di qualunque critica. Non è azzardato dire che la attuale situazione di commistione della religione nella vita civile è dovuta anche all’esagerato rispetto della religione e delle Chiese, che ha generato ovunque la subordinazione del pensiero culturale e politico a quello religioso.</p>
<p align="JUSTIFY">Nonostante alcuni credano che il mondo sarebbe migliore senza religioni, il diritto di pensiero e di opinione, qualunque sia il loro contenuto e da chiunque sia esercitato deve essere sempre tutelato anche verso coloro le cui idee non condividiamo. Ma la laicità impone che il pensiero religioso non sia oggetto di specifica e privilegiata tutela, ma riconosciuto come particolare espressione della libertà di pensiero e in questo ambito trovare protezione perchè “&#8230;.. un ordinamento costituzionale in cui fosse garantita semplicemente la libertà di coscienza non potrebbe che essere un ordinamento laico, in cui contemporaneamente viene riconosciuta anche e conseguentemente la libertà di religione” (1).</p>
<p align="JUSTIFY">Pertanto i diritti di chi crede e di chi non crede devono porsi su un piano di parità, senza privilegi, nè sudditanze culturali.</p>
<p align="JUSTIFY">E al di sopra di tutto, il principio che deve illuminare i nostri giudizi e ispirare le decisioni dei politici secondo il quale la difesa della democrazia e dei cittadini viene prima della difesa delle religioni.</p>
<p><em>Immagina non esista paradiso<br />
</em><em>nessun inferno sotto noi<br />
</em><em>immagina che tutta la gente<br />
</em><em>viva solo per l’oggi<br />
</em><em>niente per cui uccidere e morire<br />
</em><em>e nessuna religione<br />
</em><em>immagina tutta la gente<br />
</em><em>che vive in pace</em></p>
<p>Le prime ore dopo l’orrore. <span style="line-height: 1.5;">Le immagini surreali e poetiche di un pianista ignoto che suona in strada Imagine.<br />
</span>Poesia mai abbastanza celebrata, racconta un futuro visionario di pace tra gli uomini.<br />
<span style="line-height: 1.5;">Un mondo dove l’uomo non ha bisogno di inventarsi il paradiso e l’inferno per vivere, </span>un mondo dove non esiste niente per uccidere e morire, <span style="line-height: 1.5;">un mondo dove non c’è nessuna religione, </span>un mondo di pace.</p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
<p>(1) &#8211; A. Spadaro, Libertà di coscienza e laicità nello stato costituzionale, 2008</p>
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		<item>
		<title>Unioni Civili e pensione di reversibilità</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/unioni-civili-e-pensione-di-reversibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 15:57:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[legge cirinnà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il disegno di legge sul riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso (Unioni Civili – Titolo I del ddl n. 14, noto anche come decreto Cirinnà), che dovrebbe essere discusso nei prossimi mesi in Parlamento, prevede, in caso di morte di uno dei partner, il riconoscimento di una pensione al superstite secondo le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il disegno di legge sul riconoscimento giuridico delle unioni tra persone dello stesso sesso (Unioni Civili – Titolo I del ddl n. 14, noto anche come decreto Cirinnà), che dovrebbe essere discusso nei prossimi mesi in Parlamento, prevede, in caso di morte di uno dei partner, il riconoscimento di una pensione al superstite secondo le regole già in vigore per le coppie unite in matrimonio. </span></span><span id="more-13112"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Questo è l’aspetto della legge che, realisticamente, ha suscitato legittime obiezioni in rapporto al costo aggiuntivo per le casse dell’Inps che la norma avrebbe comportato. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/irish-pride.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13027" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/irish-pride-300x169.jpg" alt="irish pride" width="300" height="169" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/irish-pride-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/irish-pride.jpg 560w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Considerato che l&#8217;argomento è stato usato, spesso in modo rozzo e fantasioso, per contrastare l’avanzamento del disegno di legge sembra opportuno fare un po’ di chiarezza e ipotizzare qualche cifra , seppur con l’approssimazione che ogni previsione influenzata da dinamiche sociali e demografiche comporta.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Prima di ragionare sui numeri, occorre avere presente che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha recentemente stabilito che negare le pensioni di reversibilità alle unioni civili tra persone dello stesso sesso costituisce una discriminazione sul lavoro, per cui non sembra possibile eliminare la norma dal progetto di legge in discussione. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">A fare i primi conti ha pensato l’Inps, con uno studio pubblicato nel mese di marzo 2015 dall’ufficio Coordinamento Generale Statistico Attuariale (1), proprio per stimare l’onere derivante dal riconoscimento alle coppie omosessuali della pensione in favore dei superstiti. Nel condurre l’analisi l’Inps ha fatto riferimento alla esperienza tedesca, considerate le profonde analogie con l’istituto dell’unione civile previsto dal ddl n. 14, a cui i proponenti della legge hanno più volte dichiarato di volersi ispirare. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lo studio stima in 5.000 il numero delle coppie che dovrebbero regolarizzarsi con l’istituto dell’Unione Civile subito dopo l’approvazione della legge, numero che aumenterebbe negli anni successivi in misura costante di circa 2.500 coppie l’anno, sino a raggiungere nel 2025 &#8211; 10 anni dopo l’entrata in vigore della legge &#8211; le 30.000 coppie. Da questa platea, il numero di nuove pensioni ai superstiti che emergerebbero sarebbero all’inizio modestissime (circa 30 unità nel 2016) per salire progressivamente nel corso del decennio successivo sino a raggiungere le 640 pensioni nel 2025. I maggiori oneri connessi ammonterebbero inizialmente a € 100.000 (nel 2016) per raggiungere alla fine del decennio il costo complessivo annuo di € 6 milioni circa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Lo studio ufficiale dell’Inps ha fatto seguito a un altro studio commissionato dall’associazione “Love out law” (2) e sviluppato tenendo conto dell’esperienza di alcuni paesi europei che si sono già dotati di un analogo istituto, nella forma di unione civile o di matrimonio, per le coppie omosessuali. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Le conclusioni di questo studio sono in parte diverse da quelle Inps. Infatti le proiezioni stimano per il 2025 un numero di 45-48 mila coppie omosessuali in Italia, numero superiore alla stima dell’Inps, con un costo pensionistico alla stessa data di circa un milione di euro. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La valutazione condotta su dati europei appare significativamente inferiore a quella dell’Inps a cui sembra però opportuno attenersi, sia per ovvia prudenza che per la maggiore conoscenza che il nostro istituto previdenziale ha delle dinamiche demografiche e della normativa italiana. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quali che saranno in futuro i veri costi di quest’allargamento, si può ragionevolmente affermare che i maggiori oneri per le casse dell’Inps appaiono sostenibili e anche se si avesse qualche significativo scostamento rispetto alla stima dell’Inps il sistema previdenziale italiano non ne sarebbe stravolto, come invece qualche politico avversario della legge ha voluto rappresentare, dimostrandosi disposto a utilizzare una scorretta informazione pur di sostenere la propria azione politica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La legge sulle unioni civili è una legge di civiltà che riconosce istanze individuali meritevoli di tutela, troppo a lungo misconosciute, al pari di altre classi di diritti individuali in materia di inizio e fine vita e di sessualità di cui ancora oggi in Italia non è possibile parlare senza suscitare reazioni isteriche o sentirsi prospettare bizzarre argomentazioni, che immediatamente dividono e precludono qualunque discussione.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dagoberto Frattaroli</b></span></span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Il documento dell’INPS è reperibile all’indirizzo:</span></span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">http://www.articolo29.it/wp-content/uploads/2015/05/RT_Estens_Revers_Unioni_Civili_31032015.pdf</span></span></p>
<ol start="2">
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Lo studio europeo, commentato e rielaborato, è reperibile sul sito de “Lavoce” all’indirizzo: http://www.lavoce.info/archives/33871/pensione-di-reversibilita-alle-coppie-gay-non-costa-quasi-nulla/</span></span></p>
</li>
</ol>
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		<title>Cosa cambierebbe in Italia con la legge Cirinnà</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-cambierebbe-in-italia-con-la-legge-cirinna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2015 10:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cirinnà]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[unioni civili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelle prossime settimane dovrebbe approdare alle aule parlamentari la proposta di legge in materia di convivenze, che contiene un duplice provvedimento. Riconosce da un lato la convivenza tra persone dello stesso sesso, con un quadro di diritti e doveri molto simile a quello del matrimonio e, dall’altra, disciplina la realtà delle coppie di fatto, anche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Nelle prossime settimane dovrebbe approdare alle aule parlamentari la proposta di legge in materia di convivenze, che contiene un duplice provvedimento. Riconosce da un lato la convivenza tra persone dello stesso sesso, con un quadro di diritti e doveri molto simile a quello del matrimonio e, dall’altra, disciplina la realtà delle coppie di fatto, anche in questo riconoscendo una serie di diritti sinora misconosciuti. </span><span id="more-13088"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/07/chiometti_cirinnà.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13090" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/07/chiometti_cirinnà-300x225.jpg" alt="chiometti_cirinnà" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/07/chiometti_cirinnà-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/07/chiometti_cirinnà.jpg 729w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il disegno di legge è stato elaborato dalla senatrice Monica Cirinnà del PD, che ha unificato le quindici proposte in più tempi presentate.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Se al termine di un pluriennale attesa il provvedimento diventerà legge della Repubblica, l’Italia si aggiungerà, buon ultima, al lungo elenco di paesi che hanno già delle norme in materia. In alcuni casi si è consentito l’accesso al matrimonio tradizionale anche alle coppie omosessuali, in altri paesi le leggi invece tracciano un quadro giuridico analogo, ma non uguale, a quello matrimoniale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Passando a uno schematico esame della proposta di legge vediamo che è formato da due parti distinte che, tecnicamente, avrebbero potuto far parte anche di due diversi disegni di legge (ddl), perché trattano fattispecie diverse.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Una prima parte (Titolo I) è riservata alle “Unioni Civili”, ossia all’unione di coppie dello stesso sesso mentre la seconda parte (Titolo II) riguarda la “Disciplina della Convivenza” e si applica alle convivenze di fatto tra persone di sesso diverso o anche dello stesso sesso.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda le “Unioni Civili” il disegno di legge introduce nel nostro ordinamento una nuova figura giuridica di convivenza e riconosce un’ampia serie di diritti e di doveri alle due parti (dello stesso sesso) che la compongono. Anche se non si parla mai di matrimonio, il contenuto delle norme realizza un quadro giuridico molto simile a quello del matrimonio tradizionale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Ecco il testo del ddl:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">l’Unione Civile nasce ufficialmente e solennemente con una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile di voler costituire un’Unione e la volontà delle parti è annotata in un apposito registro anagrafico;</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">sono causa di impedimento alla costituzione di un’Unione Civile le stesse che sussistono per il matrimonio: le parti non devono essere già sposate né essere minori di età, non devono avere un legame di parentela tra di loro né deve esistere una condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell&#8217;altra parte;</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">per quanto riguarda il quadro dei diritti e doveri il provvedimento prevede per le parti il dovere di mutua assistenza, di residenza, di concorso negli oneri economici. Agli abusi familiari e in caso d’interdizione sono applicate le stesse norme previste per il matrimonio; </span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">all’Unione Civile si estendono le norme sulle successioni secondo le stesse regole che riguardano le coppie unite in matrimonio, per cui ognuna delle parti in caso di morte dell’altro succede allo stesso modo in cui la moglie succede al marito e viceversa; </span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">all’istituto si applicano le norme esistenti in materia di separazione legale e di divorzio;</span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">a ciascuna delle parti sono riconosciuti diritti in materia di assistenza sanitaria, carceraria, subentro nel contratto d&#8217;affitto già presenti nel matrimonio e anche il diritto alla reversibilità della pensione nel caso uno dei due dovesse morire; </span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">non è prevista la possibilità di adottare bambini estranei alla coppia, ma è permesso adottare il bambino che già vive nella coppia, se figlio biologico di uno dei due. </span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Sulla base delle reazioni suscitate la creazione di un istituto diverso da quello matrimoniale per le coppie omosessuali non sembra soddisfare pienamente tutti coloro che puntavano ad una piena equiparazione tra coppie etero ed omo di fronte alla legge. Tenendo conto dell’attuale clima politico e sociale italiano la scelta legislativa sembra la più opportuna. Questo testo di compromesso sarà in grado di raccogliere il maggior numero possibile di consensi: quelli che sono a favore vedono introdurre un vincolo forte per una coppia omo e quelli che sono contrari possono convincersi di aver vinto la loro battaglia perché il provvedimento non parla mai di matrimonio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Vediamo ora le convivenze di fatto regolate dal Titolo II intitolato “Disciplina della convivenza”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">In questa parte il disegno di legge intende disciplinare e riconoscere quelle coppie che non vogliono o non possono sposarsi con un matrimonio tradizionale, prevedendo una serie di diritti sinora non riconosciuti. Occorre dire chiaramente, per fugare molti dubbi emersi nel frattempo, che le norme sulle convivenze di fatto si applicano sia alle coppie di sesso diverso che dello stesso sesso.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Prima di tutto la legge dà la definizione delle convivenze e le definisce come l’unione tra due persone maggiorenni unite da legami affettivi e di reciproca assistenza morale e materiale e regola così il rapporto:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">l’inizio della convivenza deve apparire dalla situazione esposta nello stato di famiglia anagrafico;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">ai conviventi si riconoscono gli stessi diritti del coniuge in caso di malattia del partner: diritto di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, e ciascun convivente può designare l’altro, nel caso di sopravvenuta incapacità, a decidere sulla propria salute e in materia di donazione di organi e di funerali;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">ciascun convivente ha diritto di abitazione in caso di morte del proprietario della casa di residenza. Il diritto potrà essere esercitato per un numero di anni pari alla durata della convivenza stessa oppure per tutta la sua vita nel caso di possesso che sia durato per più di venti anni;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">il superstite di una coppia succede nel contratto di locazione al partner deceduto;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">è previsto l’accesso della coppia convivente alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">in caso di cessazione della convivenza, il convivente ha diritto di ricevere dall’altro, ove ne ricorrano le condizioni, un assegno di mantenimento oppure gli alimenti per un periodo adeguato alla durata della convivenza;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">il convivente ha diritto a ottenere il risarcimento del danno in caso di morte del partner per fatto illecito;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">è possibile stipulare di fronte ad un Notaio un contratto di convivenza in cui si disciplinano i rapporti patrimoniali della vita in comune e si fissa la residenza; </span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">la convivenza si scioglie, oltre che per morte di uno dei due, per accordo consensuale delle parti, per recesso di una sola di esse oppure nel caso i conviventi decidano di stipulare una Unione Civile o un matrimonio tra di loro oppure con un’altra persona estranea alla coppia.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-size: medium;">Dopo l’approvazione del disegno di legge, in Italia sarà possibile instaurare tre forme diverse di convivenza familiare: il matrimonio tradizionale tra persone di sesso diverso, l’Unione Civile tra persone dello stesso sesso e la Convivenza di Fatto tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso.</span></span></p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
<p><em>(nella foto: la senatrice Monica Cirinnà, con il vicesindaco di Terni Francesca Malafoglia e il Presidente di Civiltà Laica Alessandro Chiometti nell&#8217;incontro organizzato a Terni dall&#8217;associazione Esedomani) </em></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Confessione di un credente</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/confessione-di-un-credente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 18:12:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro il mio amico sotto casa. Mentre entriamo nel bar, gli racconto di aver partecipato qualche giorno fa alla manifestazione di solidarietà per il Prof. Coppoli, che è stato deferito ai superiori per aver tolto il crocefisso dall’aula dove insegna. Mi lamento che eravamo in pochi, troppo pochi per l’importanza simbolica dell’evento. Qualche pensionato, alcuni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Incontro il mio amico sotto casa. Mentre entriamo nel bar, gli racconto di aver partecipato qualche giorno fa alla manifestazione di solidarietà per il Prof. Coppoli, che è stato deferito ai superiori per aver tolto il crocefisso dall’aula dove insegna. Mi lamento che eravamo in pochi, troppo pochi per l’importanza simbolica dell’evento. Qualche pensionato, alcuni studenti, pochi disoccupati e i soliti professionisti delle manifestazioni.<span id="more-12938"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12738" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg" alt="democrazia-italia_530X0_90" width="300" height="198" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg 530w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tutto lì. Mi ascolta sconsolato. Conosce tutti i passaggi di questa vicenda perché lo aggiorno sulle novità e ogni volta ne soffre. E’ un credente, un uomo molto devoto e schivo che vive la sua religiosità con profonda spiritualità e riservatezza. Questo mondo non è il suo.</p>
<p align="JUSTIFY">Parliamo ancora del crocefisso:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; E’ impossibile prevedere come andrà a finire la vicenda, &#8211; gli dico &#8211; può darsi che tutto si chiuda con l’ennesima sconfitta di chi non vuole i simboli religiosi sulle pareti delle aule, oppure può accadere che i tempi siano maturi per una rapida accelerazione degli eventi e si raggiunga la massa critica che travolge ogni resistenza e porta a un cambiamento radicale. &#8211;</p>
<p align="JUSTIFY">Mi guarda e riflette ad alta voce:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Vedi, la Chiesa si defila sul problema del crocefisso. E’ il suo stile. Non si mette in prima linea nei conflitti salvo che non implichino questioni di dottrina. Preferisce che siano gli altri a litigare, piuttosto che partecipare direttamente alla disputa. Anche questa volta è rimasta in disparte. Non ha interesse a gettarsi nella mischia, perché sa che il crocefisso nelle aule è una grana che non giova alla sua immagine. –</p>
<p align="JUSTIFY">Fa una pausa e si accomoda sulla sedia. Non dico nulla, non ce n’è bisogno.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Tu capisci il mio problema, &#8211; continua il mio amico – io credo fermamente, ma non mi piace strombazzare né esibire le mie convinzioni. Ma ho dei doveri nei confronti della mia fede e del suo simbolo centrale, il crocefisso e certe cose devo dirle: non mi piace come negli ultimi tempi è stato bistrattato e tirato da ogni parte. Capisco che i laici vorrebbero toglierlo perché sognano un mondo neutro e non schierato, mentre i cattolici conservatori vorrebbero mantenerlo ad ogni costo dove si trova. Ma quello che non approvo sono i metodi e gli argomenti usati. –</p>
<p align="JUSTIFY">Annuisco e lo lascio continuare.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Sul crocefisso ne sono state dette di tutti i colori. Chi vuole togliere il crocefisso, lo sai meglio di me, vede nella sua esposizione nelle aule scolastiche un’i<span style="color: #000000;">naccettabile preferenza data a una religione e uno scampolo gratuito di catechismo somministrato in silenzio anche ai non credenti e, onestamente, non posso dar loro torto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">I toni sono forti, ma sul fronte opposto i difensori del crocefisso non si distinguono certo per sobrietà. </span>Non parliamo poi di quello che è venuto fuori dalle sentenze emesse dalla giustizia che ha deciso sui numerosi ricorsi. <span style="color: #000000;">Per alcuni sarebbe un simbolo di umanità e solidarietà, mentre per altri rappresenterebbe </span>l’identità culturale di un intero popolo<span style="color: #000000;">, come se in Italia esistesse un pensiero unico. Alcune affermazioni poi appaiono francamente paradossali, come quella che vede, testualmente, nel crocefisso, nonostante l’inquisizione, l’antisemitismo e le crociate,</span> il simbolo della<span style="color: #000000;"> dignità dell’uomo, della tolleranza, della libertà religiosa. Ma c’è anche chi, nel generoso sforzo di difendere l’indifendibile, ha sfiorato il ridicolo arrivando ad affermare che il crocefisso è il simbolo della laicità.</span> Infine, un insigne giurista ha sostenuto, nel ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che il crocefisso sarebbe privo di significati religiosi. Ma se così fosse, mi domando, perché viene esposto?</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Una simile deriva ha aperto la porta ad affermazioni che sono quasi blasfeme. Sappi che qualcuno ha difeso la presenza del crocefisso equiparandolo a </span>un arredo scolastico alla stregua di una cattedra, dei banchi o di una lavagna. E tutto questo per mantenerlo appeso dov’è, contro chi non vuole vederlo. Ce n’è abbastanza. E’ inammissibile che il simbolo della mia fede sia così manipolato e conteso. Deve essere sottratto a queste dispute volgari e tenuto laddove possa essere adeguatamente capito e venerato. E’ ora di piantarla! I cattolici devono dire “basta, togliete il nostro simbolo dai muri e smettetela di discutere su di lui”. –</p>
<p align="JUSTIFY">Il mio amico è un po’ alterato. Si ferma. Riprende con più calma.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; La Chiesa e i cattolici più ferventi dovrebbero rendersi conto che, questa del crocefisso, nonostante qualche battaglia vinta, è una guerra destinata a essere persa tanto sono evidenti l’assurdità e l’anacronismo di certe pretese. Non è meglio sin d’ora mettere fine a queste polemiche? La gerarchia si pronunci e “autorizzi” lo Stato a rivedere il regolamento scolastico che impone il crocefisso tra le suppellettili scolastiche. Perché, me ne rendo conto, senza un’iniziativa del clero nessun politico avrà mai l’intenzione e la forza di modificare per legge la situazione. Sarebbe un’occasione per mostrare finalmente che il cattolicesimo comincia a cambiare e non ha più bisogno di mezzucci per mantenere la propria presenza. Papa Francesco ha un bel dire che il cattolicesimo è una religione offerta e non imposta e chi vuole può aderire e credere in piena libertà. L’ostentazione obbligatoria del crocefisso e la sua difesa ad oltranza con la forza pubblica non contraddicono il messaggio di Papa Francesco?-</p>
<p align="JUSTIFY">Il mio amico mi guarda amareggiato perché non si capacita che possano esserci cattolici che la pensano in modo così profondamente diverso da lui.</p>
<p align="JUSTIFY">Vorrei potergli dire la verità, è un uomo così simpatico e poi soffre davvero.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma non posso dirgli che il cattolicesimo che lui vive è l’espressione di una spiritualità matura, che non è quella della maggioranza dei credenti.</p>
<p align="JUSTIFY">Non posso dirgli che, anche se il cattolicesimo si ammanta delle alte parole della teologia, resta un sistema sostanzialmente infantile e si sostiene solo sulla rigida gestione dei dogmi e sulla propaganda mediatica.</p>
<p align="JUSTIFY">Non posso dirgli che il cattolicesimo ufficiale è ben distante dal suo modo di vivere la religione e il vangelo.</p>
<p align="JUSTIFY">Forse ne è consapevole, ma non posso infierire rammentandogli che è solo con i comportamenti che la Chiesa può dare concreta prova dei nobili principi tanto sbandierati. E’ con i fatti e non con dichiarazioni pirotecniche che può dimostrare di valere quello che afferma di essere, tralasciando l’inutile propaganda d’incerte premesse metafisiche e abbandonando la pratica di un proselitismo aggressivo che comprende anche l’indottrinamento di bambini piccolissimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Perché, in fondo, non c’è altra strada per tentare di riconciliarsi con il mondo e per sperare che gli uomini possano un giorno dimenticare il passato d’immani sofferenze fisiche e morali causate nei secoli a miliardi di esseri umani.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Dagoberto Frattaroli</b></p>
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		<title>Il Fondo Edifici di Culto</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-fondo-edifici-di-culto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 18:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[finanze vaticane]]></category>
		<category><![CDATA[laicità dello stato. soldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fondo Edifici di Culto (FEC) è un ente, amministrato direttamente dal Ministero dell’Interno, che gestisce un patrimonio immobiliare frutto dell’espropriazione, avvenuta nel corso del processo dell’unità d’Italia, dei beni di proprietà della Chiesa e di numerosi ordini e congregazioni religiose. Si tratta di circa settecentocinquanta immobili tra chiese, conventi, caserme, un castello, appartamenti, terreni, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Fondo Edifici di Culto (FEC) è un ente, amministrato direttamente dal Ministero dell’Interno, che gestisce un patrimonio immobiliare frutto dell’espropriazione, avvenuta nel corso del processo dell’unità d’Italia, dei beni di proprietà della Chiesa e di numerosi ordini e congregazioni religiose.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-12760"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10351" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes.jpg" alt="250px-Euro_coins_and_banknotes" width="250" height="188" /></a>Si tratta di circa settecentocinquanta immobili tra chiese, conventi, caserme, un castello, appartamenti, terreni, boschi e foreste ora di proprietà dello Stato Italiano, la cui gestione comporta </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">interventi di conservazione, manutenzione e restauro sia delle strutture architettoniche, sia delle opere d&#8217;arte in esse contenute.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Fondo ha un suo bilancio in cui tra le entrate figurano le rendite derivanti dagli edifici che amministra e tra le uscite le spese per il loro mantenimento e conservazione. Non esiste equilibrio tra le entrate e le uscite del fondo, perché a fronte di continue e ingenti spese di restauro e manutenzione, ammontanti nel 2013 a circa dieci milioni di euro (1), l’Amministrazione può contare solo sul reddito degli immobili e di altri introiti derivanti dall’uso dei beni (frutti, biglietti di ingresso, ecc.). </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L’insufficienza delle entrate è causata anche dal fatto che molti degli immobili sono concessi in uso gratuito per essere adibiti a esigenze di culto e, anche nel caso in cui è previsto un canone di locazione, questo è spesso irrisorio. Basti pensare che le abbazie e i monasteri sono dati in affitto a ordini religiosi a fronte del pagamento di un canone annuo di euro 150,00, anche se non si può sottacere che il canone è soggetto ad incremento Istat ogni tre anni (2).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E’ chiaro che con simili premesse le entrate del Fondo sono insufficienti per raggiungere il pareggio e devono essere integrate ogni anno con contributi statali. Nel bilancio del Fondo inoltre non sono contabilizzate le spese per il personale assegnato alla gestione, ma questo rappresenta pur sempre un costo vivo per l’amministrazione statale. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E’ difficile quantificare i costi del Fec, ma essi non rappresentano certo una quota trascurabile della spesa complessiva di 200 milioni di euro che lo Stato e gli enti locali sostengono ogni anno in varie forme per la manutenzione e la conservazione degli edifici di culto (3).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non è necessario vivere in momenti di ristrettezze economiche come quelli attuali per stupirsi di questa emorragia di denaro pubblico, che avrebbe dovuto suggerire già da tempo iniziative per la sua eliminazione o riduzione. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La soluzione più naturale consiste nella cessione di questi edifici che comportano per lo Stato un onere ben maggiore dei proventi che determinano (4). La vendita di questi beni non deve necessariamente condurre ad una loro dispersione, magari con finalità improprie, perché si potrebbe prevedere un diritto di prelazione a favore della Santa Sede o di enti religiosi di emanazione cattolica, che rientrerebbe così in possesso di molti edifici costruiti per finalità religiose. Appare del resto inopportuno che lo Stato continui a possedere beni che, nonostante possano presentare obiettivi pregi storici, artistici o architettonici, sono comunque utilizzati per scopi religiosi, che secondo un principio di laicità più volte affermato, ma non ancora compreso né applicato, non possono né devono coincidere con quelli dello Stato.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il progetto potrebbe rientrare nel più vasto piano di privatizzazioni di cui da decenni la politica parla ma che non può realizzarsi perché presuppone la vendita di beni che non hanno acquirenti. Nel caso degli immobili del Fec ci sarebbe invece un acquirente bello e pronto, anche se occorrerebbe verificarne la concreta disponibilità ad accollarsi un simile onere, dato che potrebbero continuare a godere del possesso dei beni senza sostenerne i costi. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Riassumendo, la liquidazione degli immobili del Fec comporterebbe i seguenti vantaggi:</span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">la creazione di liquidità da destinare a riduzione del gigantesco debito pubblico italiano;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">lo Stato risparmierebbe sul mantenimento di grandi edifici monumentali che richiedono continui e costosi interventi di manutenzione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">si eliminerebbe l’anomalia di uno Stato laico che risulta proprietario di beni immobili adibiti ad uso di culto e religiosi;</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">la Chiesa cattolica ritornerebbe in possesso delle sue Chiese e dei suoi monasteri e, si spera, verrebbero meno le lamentele di una Chiesa spogliata dei suoi beni con un atto di forza dal Regno d’Italia (5).</span></span></p>
</li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E’ appena il caso di ricordare che quella presunta violenza è spesso portata a giustificazione del vasto piano di sovvenzione del Cattolicesimo da parte dello Stato Italiano. Ma chi sostiene questa tesi non ricorda, o finge di non ricordare, che nell’allegato economico ai c.d. Patti Lateranensi del 1929 fu prevista, a <b>tacitazione di ogni contenzioso pregresso</b>, l’erogazione alla Santa Sede di 1,7 miliardi di lire (in titoli e contanti), corrispondenti a circa 1,7-2 miliardi di euro attuali. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Dagoberto Frattaroli</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">17 dicembre 2014</span></span></p>
<ol>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Bilancio disponibile sul sito del Ministero dell’Interno all’indirizzo:</span></span></p>
</li>
</ol>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/Amministrazione_trasparente/2014_02_13_BIL_fec_2013.pdf</span></span></p>
<ol start="2">
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">DPR 13 settembre 2005, n. 296 – Regolamento concernente i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato. “Gli immobili di proprietà dello Stato costituenti abbazie, certose e monasteri possono essere concessi o locati a favore di ordini religiosi e monastici per l&#8217;esercizio esclusivo di attività religiosa, ..…. a fronte del pagamento di un canone annuo di euro 150,00, da aggiornarsi ogni tre anni in misura corrispondente alla variazione ISTAT dell&#8217;indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. “</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">(2)Cfr. il sito “I costi della Chiesa.it” </span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel corso della XVI legislatura a cura di esponenti del Partito radicale fu presentata una proposta di legge per l’alienazione degli immobili amministrati dal FEC che non ebbe seguito.</span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Cfr. pag. 113 della “Lettera dell’Episcopato nel ventesimo anniversario dell’avvio del nuovo sistema di sostegno alla Chiesa cattolica in Italia” approvata nel corso della 58^ Assemblea generale della CEI tenutasi a Roma dal 26 al 30 maggio 2008.</span></span></p>
</li>
</ol>
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		<title>A PROPOSITO DI QUESITI E CANDIDATI</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/a-proposito-di-quesiti-e-candidati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 17:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho accolto con favore l’iniziativa di Civiltà Laica di sottoporre ai Candidati alla carica di Sindaco del Comune di Terni per le elezioni amministrative del 2014 alcune domande su temi di interesse locale che implicano in qualche modo una scelta di laicità, nella convinzione che fosse necessario da un lato spingere i candidati a esprimersi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho accolto con favore l’iniziativa di Civiltà Laica di sottoporre ai Candidati alla carica di Sindaco del Comune di Terni per le elezioni amministrative del 2014 alcune domande su temi di interesse locale che implicano in qualche modo una scelta di laicità, nella convinzione che fosse necessario da un lato spingere i candidati a esprimersi su temi che qualcuno preferirebbe forse non trattare e dall’altro per rendere confrontabili le diverse posizioni con risposte per quanto possibile uniformi.<span id="more-12401"></span><br /><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/download.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11991" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/download.jpg" alt="download" width="181" height="278" /></a>Leggo sul sito che solo una parte dei candidati ha risposto, anche se qualcuno con ritardo; forse altre risposte giungeranno nei prossimi giorni, stante le sollecitazioni dell’instancabile curatore di questo sito. Se si può capire il rifiuto di fornire una risposta, meno comprensibile appare il ritardo nel farlo soprattutto da parte delle forze politiche più importanti che dovrebbero avere da tempo elaborato programmi politici da cui trarre rapidamente risposte ai semplici quesiti esposti nel sito.<br />Per orientarmi un po’ tra le risposte pervenute ho cercato di fare qualche riflessione. Alcune risposte appaiono molto curate nella forma, esprimendo così rispetto e considerazione per l’interlocutore, e articolate nei contenuti, a riprova che gli argomenti sono stati politicamente ragionati e meditati. Altre appaiono più sbrigative e superficiali, ma trovo anche per loro una giustificazione negli impegni della campagna elettorale. Poco apprezzabile invece l’uso di uno stile elusivo o generico, usato evidentemente per dare l’impressione di concordare con l’interlocutore, ma che non comporta poi alcun impegno per la successiva realizzazione politica e amministrativa. <br />Alcuni candidati esprimono con chiarezza e determinazione la posizione del proprio partito, talvolta dura e decisa, e non sembrano preoccuparsi di lusingare e attrarre il potenziale elettore, neanche quello che si colloca in aree di pensiero politico adiacente. Sono posizioni “senza se” e “senza ma” che lasciano presumere che il candidato una volta eletto porti avanti senza tentennamenti il proprio programma, compatibilmente con le esigenze degli accordi politici.<br />Altri candidati esprimono nei toni e nei contenuti la preoccupazione di rendere la propria immagine attraente e condivisibile dal maggior numero di elettori, nell’intento di apparire persona seria e perbene, socialmente rispettabile, sobria nei modi e nelle idee, tesa sì al cambiamento ma senza stravolgimenti né avventure. Il programma espresso nelle risposte non è sempre in questi casi netto e deciso, né comporta un preciso impegno nei confronti degli elettori, poiché costante è il richiamo a concetti generici, a principi di comune condivisibilità, a programmi politici vaghi da interpretare e realizzare poi in concreto senza impegni precisi e cogenti.<br />Tra le domande proposte, quelle veramente impegnative per i candidati erano quelle riguardanti il finanziamento della scuola paritaria e la destinazione degli oneri di urbanizzazione secondaria, mentre gli altri quesiti apparivano più “riposanti”, vertendo su posizioni e iniziative politiche ormai culturalmente acquisite e già realizzate in altri Comuni, rispetto alle quali la nostra amministrazione si è trovata peraltro in ritardo, nonostante abbia avuto la possibilità di realizzarle nel corso dell’attuale mandato – anche senza costi &#8211; come nel caso del registro comunale per le dichiarazioni di fine vita.<br />Le domande sulla scuola e sui finanziamenti alla Chiesa richiedevano invece prese di posizione nette e anche scomode perché potevano presentarsi contrarie agli interessi della Chiesa cattolica locale, capace ancora di orientare importanti gruppi di elettori. E proprio su questi quesiti mi pare che da parte di alcuni candidati si sia fatto mostra di equilibrismo politico attraverso richiami generici al pluralismo, al rispetto della volontà popolare e alla partecipazione. <br />Mi riferisco, infine, alla risposta del Sindaco uscente Di Girolamo che afferma, in materia di trasparenza, che le delibere di spesa pubblica si trovano già disponibili sul sito del Comune di Terni sul quale possono essere facilmente reperite, per chiedere al primo cittadino di fornirmi indicazioni sulle pagine in cui posso trovare esposte le delibere degli ultimi anni, relative alla ripartizione degli oneri di urbanizzazione secondaria, nonché quelle di approvazione delle domande di contributo per le opere da realizzare su immobili destinati a Chiese e parrocchie e su immobili destinati a centri civici e sociali. <br />Questi atti, nonostante siano sicuramente già presenti sul sito del Comune, si sono sottratti ad ogni mio tentativo di ricerca.<br />Nel rispetto della massima trasparenza amministrativa, che tutti i candidati si sono impegnati ad assicurare, l’informazione su come è stata ripartita una quota significativa di risorse pubbliche appare di interesse per tutti quei cittadini Ternani che ritengono che il principio costituzionale di laicità debba essere applicato anche a livello locale.<br /><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Le risposte di </span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-mov-5-stelle-di-terni-risponde-a-civilta-laica.html">Angelica Trenta del M5S</a><span style="color: #000000;">, </span><span style="color: #000000;"> di </span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/francesco-bartoli-risponde-a-civilta-laica.html">Franceso Bartoli della lista Democrazia Diretta</a><span style="color: #000000;">, di </span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/paolo-crescimbeni-risponde-a-civilta-laica.html">Paolo Crescimbeni di Forza Italia e altre liste del centrodestra</a><span style="color: #000000;"> , di </span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/lorenzo-carletti-risponde-a-civilta-laica.html">Lorenzo Carletti di Rifondazione Comunista</a><span style="color: #000000;">, di</span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/stefano-bolletta-risponde-a-civilta-laica.html">Stefano Bolletta di Terni Bene Comune</a><span style="color: #000000;"> e di </span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/leopoldo-di-girolamo-risponde-a-civilta-laica.html">Leopoldo Di Girolamo del Pd e altri di centrosinistra</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/a-proposito-di-quesiti-e-candidati/">A PROPOSITO DI QUESITI E CANDIDATI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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