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	<title>crocifissi nei luoghi pubblici Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Confessione di un credente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 18:12:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontro il mio amico sotto casa. Mentre entriamo nel bar, gli racconto di aver partecipato qualche giorno fa alla manifestazione di solidarietà per il Prof. Coppoli, che è stato deferito ai superiori per aver tolto il crocefisso dall’aula dove insegna. Mi lamento che eravamo in pochi, troppo pochi per l’importanza simbolica dell’evento. Qualche pensionato, alcuni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Incontro il mio amico sotto casa. Mentre entriamo nel bar, gli racconto di aver partecipato qualche giorno fa alla manifestazione di solidarietà per il Prof. Coppoli, che è stato deferito ai superiori per aver tolto il crocefisso dall’aula dove insegna. Mi lamento che eravamo in pochi, troppo pochi per l’importanza simbolica dell’evento. Qualche pensionato, alcuni studenti, pochi disoccupati e i soliti professionisti delle manifestazioni.<span id="more-12938"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12738" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg" alt="democrazia-italia_530X0_90" width="300" height="198" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90-300x198.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/democrazia-italia_530X0_90.jpg 530w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Tutto lì. Mi ascolta sconsolato. Conosce tutti i passaggi di questa vicenda perché lo aggiorno sulle novità e ogni volta ne soffre. E’ un credente, un uomo molto devoto e schivo che vive la sua religiosità con profonda spiritualità e riservatezza. Questo mondo non è il suo.</p>
<p align="JUSTIFY">Parliamo ancora del crocefisso:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; E’ impossibile prevedere come andrà a finire la vicenda, &#8211; gli dico &#8211; può darsi che tutto si chiuda con l’ennesima sconfitta di chi non vuole i simboli religiosi sulle pareti delle aule, oppure può accadere che i tempi siano maturi per una rapida accelerazione degli eventi e si raggiunga la massa critica che travolge ogni resistenza e porta a un cambiamento radicale. &#8211;</p>
<p align="JUSTIFY">Mi guarda e riflette ad alta voce:</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Vedi, la Chiesa si defila sul problema del crocefisso. E’ il suo stile. Non si mette in prima linea nei conflitti salvo che non implichino questioni di dottrina. Preferisce che siano gli altri a litigare, piuttosto che partecipare direttamente alla disputa. Anche questa volta è rimasta in disparte. Non ha interesse a gettarsi nella mischia, perché sa che il crocefisso nelle aule è una grana che non giova alla sua immagine. –</p>
<p align="JUSTIFY">Fa una pausa e si accomoda sulla sedia. Non dico nulla, non ce n’è bisogno.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Tu capisci il mio problema, &#8211; continua il mio amico – io credo fermamente, ma non mi piace strombazzare né esibire le mie convinzioni. Ma ho dei doveri nei confronti della mia fede e del suo simbolo centrale, il crocefisso e certe cose devo dirle: non mi piace come negli ultimi tempi è stato bistrattato e tirato da ogni parte. Capisco che i laici vorrebbero toglierlo perché sognano un mondo neutro e non schierato, mentre i cattolici conservatori vorrebbero mantenerlo ad ogni costo dove si trova. Ma quello che non approvo sono i metodi e gli argomenti usati. –</p>
<p align="JUSTIFY">Annuisco e lo lascio continuare.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; Sul crocefisso ne sono state dette di tutti i colori. Chi vuole togliere il crocefisso, lo sai meglio di me, vede nella sua esposizione nelle aule scolastiche un’i<span style="color: #000000;">naccettabile preferenza data a una religione e uno scampolo gratuito di catechismo somministrato in silenzio anche ai non credenti e, onestamente, non posso dar loro torto. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">I toni sono forti, ma sul fronte opposto i difensori del crocefisso non si distinguono certo per sobrietà. </span>Non parliamo poi di quello che è venuto fuori dalle sentenze emesse dalla giustizia che ha deciso sui numerosi ricorsi. <span style="color: #000000;">Per alcuni sarebbe un simbolo di umanità e solidarietà, mentre per altri rappresenterebbe </span>l’identità culturale di un intero popolo<span style="color: #000000;">, come se in Italia esistesse un pensiero unico. Alcune affermazioni poi appaiono francamente paradossali, come quella che vede, testualmente, nel crocefisso, nonostante l’inquisizione, l’antisemitismo e le crociate,</span> il simbolo della<span style="color: #000000;"> dignità dell’uomo, della tolleranza, della libertà religiosa. Ma c’è anche chi, nel generoso sforzo di difendere l’indifendibile, ha sfiorato il ridicolo arrivando ad affermare che il crocefisso è il simbolo della laicità.</span> Infine, un insigne giurista ha sostenuto, nel ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che il crocefisso sarebbe privo di significati religiosi. Ma se così fosse, mi domando, perché viene esposto?</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">Una simile deriva ha aperto la porta ad affermazioni che sono quasi blasfeme. Sappi che qualcuno ha difeso la presenza del crocefisso equiparandolo a </span>un arredo scolastico alla stregua di una cattedra, dei banchi o di una lavagna. E tutto questo per mantenerlo appeso dov’è, contro chi non vuole vederlo. Ce n’è abbastanza. E’ inammissibile che il simbolo della mia fede sia così manipolato e conteso. Deve essere sottratto a queste dispute volgari e tenuto laddove possa essere adeguatamente capito e venerato. E’ ora di piantarla! I cattolici devono dire “basta, togliete il nostro simbolo dai muri e smettetela di discutere su di lui”. –</p>
<p align="JUSTIFY">Il mio amico è un po’ alterato. Si ferma. Riprende con più calma.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8211; La Chiesa e i cattolici più ferventi dovrebbero rendersi conto che, questa del crocefisso, nonostante qualche battaglia vinta, è una guerra destinata a essere persa tanto sono evidenti l’assurdità e l’anacronismo di certe pretese. Non è meglio sin d’ora mettere fine a queste polemiche? La gerarchia si pronunci e “autorizzi” lo Stato a rivedere il regolamento scolastico che impone il crocefisso tra le suppellettili scolastiche. Perché, me ne rendo conto, senza un’iniziativa del clero nessun politico avrà mai l’intenzione e la forza di modificare per legge la situazione. Sarebbe un’occasione per mostrare finalmente che il cattolicesimo comincia a cambiare e non ha più bisogno di mezzucci per mantenere la propria presenza. Papa Francesco ha un bel dire che il cattolicesimo è una religione offerta e non imposta e chi vuole può aderire e credere in piena libertà. L’ostentazione obbligatoria del crocefisso e la sua difesa ad oltranza con la forza pubblica non contraddicono il messaggio di Papa Francesco?-</p>
<p align="JUSTIFY">Il mio amico mi guarda amareggiato perché non si capacita che possano esserci cattolici che la pensano in modo così profondamente diverso da lui.</p>
<p align="JUSTIFY">Vorrei potergli dire la verità, è un uomo così simpatico e poi soffre davvero.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma non posso dirgli che il cattolicesimo che lui vive è l’espressione di una spiritualità matura, che non è quella della maggioranza dei credenti.</p>
<p align="JUSTIFY">Non posso dirgli che, anche se il cattolicesimo si ammanta delle alte parole della teologia, resta un sistema sostanzialmente infantile e si sostiene solo sulla rigida gestione dei dogmi e sulla propaganda mediatica.</p>
<p align="JUSTIFY">Non posso dirgli che il cattolicesimo ufficiale è ben distante dal suo modo di vivere la religione e il vangelo.</p>
<p align="JUSTIFY">Forse ne è consapevole, ma non posso infierire rammentandogli che è solo con i comportamenti che la Chiesa può dare concreta prova dei nobili principi tanto sbandierati. E’ con i fatti e non con dichiarazioni pirotecniche che può dimostrare di valere quello che afferma di essere, tralasciando l’inutile propaganda d’incerte premesse metafisiche e abbandonando la pratica di un proselitismo aggressivo che comprende anche l’indottrinamento di bambini piccolissimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Perché, in fondo, non c’è altra strada per tentare di riconciliarsi con il mondo e per sperare che gli uomini possano un giorno dimenticare il passato d’immani sofferenze fisiche e morali causate nei secoli a miliardi di esseri umani.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Dagoberto Frattaroli</b></p>
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		<title>La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-sentenza-sentenzia-leuropa-non-ci-salvera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:41:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese.<br />
La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia di cavarsela senza pagar dazio.<br />
Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».<span id="more-9765"></span><br />
<span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><img decoding="async" style="width: 400px; height: 328px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TluBe0EO0z0/S9Fn-vHgvXI/AAAAAAAACXA/bXCjfiFTCNQ/s1600/SINCRETISMO1+-+base.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Il discorso dirimente infine è che quel simbolo (macabro) appeso sulle mura scolastiche non influenza gli studenti e non toglie la possibilità ai loro genitori di educarli come meglio ritengono opportuno.</p>
<p>La sentenza dice anche che la discriminazione religiosa in questo caso non c&#8217;entra perché, in buona sostanza, l&#8217;insegnamento di quella religione non è obbligatorio, perché nessuno vieta ai ragazzi di portare altri simboli religiosi, e perché in alcune scuole si festeggia la fine del ramadan (quali non è dato sapere dalla sentenza).</p>
<p>Se l&#8217;impressione che avete è quella che, di fatto, l&#8217;Europa “se ne lava le mani” del nostro paese dovreste prima domandarvi cosa vi sareste dovuti aspettare dopo le reazioni isteriche che hanno accomunato destra, sinistra e istituzioni unificando, come quasi mai accade, questo paese. Ed un altra domanda che dovreste porvi, voi laici, è “ma a noi chi ci rappresenta?”</p>
<p>Alcune considerazioni pratiche, senza aspettare gli addetti ai lavori che analizzeranno a fondo la questione.</p>
<p>Le folcloristiche sentenze italiane che arrivavano a dire che il crocifisso è un simbolo di laicità sono nei fatti superate e da riformulare, in quanto la CEDU riconosce che il significato prominente del (macabro) simbolo è quello religioso.</p>
<p>La CEDU stabilisce che i simboli appesi non influenzano l&#8217;istruzione degli alunni; quindi innanzitutto chiediamo scusa al sindaco di Adro (maltrattato da destra e sinistra) e riposizioniamo al loro posto i “soli delle Alpi” in quanto è innegabile che sono rappresentativi della cultura e delle tradizioni di quelle terre. Altrove sbizzarritevi: falci e martello, celtiche, simboli fallici&#8230;</p>
<p>Inoltre, dato che la sentenza conferma che non può essere vietato «indossare tenute a connotazione religiosa» un consiglio a tutti gli studenti atei e agnostici, andate a scuola con abiti che vi caratterizzino. Parafrasando la campagna UAAR un bel “DIO NON ESISTE E NON NE HAI BISOGNO” sulla vostra felpa/maglietta farà rispettare i vostri diritti (croci e mezzelune si, scritte filosofiche no? Ci sarebbe da ridere&#8230;).</p>
<p>Infine un ultima riflessione: come testimonia il rammarico di “Noi siamo chiesa” verso questa sentenza, il cattolicesimo italico ha perso un&#8217;altra buona occasione per diventare adulto. Quale autorevolezza ha una Chiesa che spende tutte le sue energie diplomatiche per far salvo un macabro feticcio sul muro invece che per convincere l&#8217;Europa, tanto per fare un esempio banale, ad aumentare la quota da destinare allo sviluppo dei paesi poveri?</p>
<p>Zero. O giù di li. I risultati, cari i miei cattolici, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>CARDIA: UNA GARANZIA</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Avendo gi&#224; parlato dell&#8217;intervista concessa al &#8220;Corriere della Sera&#8221; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&#160; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche. In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Avendo gi&agrave; parlato dell&#8217;intervista concessa al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&nbsp; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche.<br />
In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli ha mosso non pochi rilievi, di cui ci pregiamo di fornire una selezione, quasi un florilegio:<br />
&ldquo;Ritengo che la Corte non abbia tenuto conto di alcuni elementi (giuridici e di fatto) &hellip; e sia incorsa in qualche caso in veri e propri errori &hellip;<br />
In primo luogo la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza da almeno due punti di vista. <br />
&hellip; Si tratta &hellip; del principio di sussidiariet&agrave; &hellip; che soltanto nella sentenza sul crocifisso non &egrave; stato utilizzato.<br />
&hellip; ha pretermesso (omesso, tralasciato; NdA) di valutare quanto previsto dallo Statuto del Consiglio d&#8217;Europa del 1949, e quanto scritto nell&#8217;introduzione alla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo (CEDU 1950)<br />
&hellip; Si tratta di un errore storico e giuridico &hellip;<br />
Altro errore si evidenzia quando la Corte afferma che il crocifisso &egrave; ragionevolmente simbolo del cattolicesimo &#8230;&rdquo; [2].</p>
<p>2) Naturalmente, non avendo alcuna cognizione giuridica, non siamo neppure tentati dal demone di obiettare alcunch&eacute; al PC ed, in ogni caso, la questione verr&agrave; definita, sempre a Strasburgo, il 30 di Giugno del 2010 dalla Grande Chambre.<br />
Nel frattempo, non possiamo non farci latori/messaggeri del grido di dolore, emesso da un nostro amico, dopo aver letto i molto circostanziati rilievi del PC; infatti, questo nostro amico, molto attento a tutto ci&ograve; che concerne il pubblico denaro, ha urlato:<br />
&ldquo;Ma, allora, noi perch&eacute; paghiamo questi incompetenti Giudici di Strasburgo?&rdquo;<br />
Noi, essendo indubbiamente molto pi&ugrave; prosaici, confessiamo che la lettura del testo del PC ci ha fatto tornare in mente un film di Sergio Leone e, pi&ugrave; precisamente, la scena in cui viene letta la sentenza nei confronti di Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez:<br />
&ldquo;Gi&agrave; ricercato in 14 contee di questo Stato, &egrave; riconosciuto colpevole dei reati di omicidio, rapina a mano armata contro privati, banche e servizi postali di Stato, furto di oggetti sacri, incendio doloso di una prigione di Stato, falsa testimonianza, bigamia, abbandono del tetto coniugale e incitamento alla prostituzione, rapimento a scopo di estorsione, ricettazione, spaccio di monete false, uso di carte da gioco e dadi truccati, aggressione e lesioni a danno di privati&#8230;&rdquo; [3].</p>
<p>3) Tornando dal selvaggio Far West alla civile Italia, non possiamo privare la/il lettrice/lettore delle altre pillole di saggezza dispensate dal PC:<br />
&ldquo;Infine, l&#8217;errore di prospettiva pi&ugrave; grave, nel merito della sentenza, &egrave; quando la Corte non esamina la condizione reale della scuola italiana, del suo assetto (giuridico e di fatto) pluralista, del suo aprirsi alla multiculturalit&agrave;. &#8230;&rdquo; [4].<br />
In questo caso, non abbiamo alcuna difficolt&agrave; a riconoscere che siamo d&#8217;accordo con il PC, ma non per i motivi da Lui addotti, bens&igrave; per i seguenti:<br />
&nbsp;la Corte non ha preso in esame i seguenti fatti:<br />
&#8211; nella Scuola italiana, sono presenti, naturalmente nel pieno rispetto della Legge, solo le/gli insegnanti della Religione cattolica;<br />
&#8211; Loro sono nominate/i dal Vescovo, ma vengono pagate/i dallo Stato italiano;<br />
&#8211; da qualche anno, sempre in base alla Legge, sono le/i sole/i Docenti ad essere ILLICENZIABILI, in barba ad ogni principio di uguaglianza.<br />
Noi abbiamo pure la presunzione di sapere perch&eacute; la Corte non ha esaminato: &ldquo;&#8230; la condizione reale della scuola italiana&rdquo;: per carit&agrave; di Patria, sia pure europea.&nbsp; </p>
<p>4) Infine, &egrave; molto interessante leggere le motivazioni che il PC adduce riguardo al fatto che la Scuola italiana &egrave; aperta alla multiculturalit&agrave;:<br />
&ldquo;&#8230; ammette simboli e pratiche di altre religioni [A questo punto, un ipotetico Marziano penserebbe che, nella Scuola della Repubblica, siano esposti pure i simboli di altre Religioni; errore! (NdA)].<br />
&#8230;Leggi, decreti, circolari e giurisprudenza prevedono la legittimit&agrave; del velo islamico, di altri simboli e vestimenti di derivazione religiosa [Traduciamo: si parla di &ldquo;cose&rdquo; che portano addosso gli individui, non di &ldquo;cose fissate sul muro&rdquo; per decisione dello Stato; (NdA)]<br />
&hellip; verrebbe ad essere sacrificata e discriminata proprio la religione della stragrande maggioranza degli italiani &#8230;&rdquo; [5].<br />
Quest&#8217;ultima affermazione merita un commento a parte, breve, ma deciso e, soprattutto, incontestabile:<br />
in base ad una ricerca, commissionata dalla Conferenza Episcopale Italiana, della cui esistenza il PC avr&agrave; sicuramente contezza/cognizione, i Cattolici, in Italia, sono il 33% della popolazione; tradotto: sono la minoranza pi&ugrave; numerosa, ma pur sempre una minoranza, altro che la : &ldquo;&#8230; stragrande maggioranza &#8230;&rdquo;. <br />
A noi, comunque, non dispiace che si giunga a spacciare una visione artificiale, invece di prendere atto della realt&agrave;, poich&eacute;, storicamente, questo gesto disperato ha sempre caratterizzato le Istituzioni in decadenza.<br />
Tra i molti esempi, casualmente, ci viene in mente quello dell&#8217;Imperatore degli Aztechi, Montezuma, che scambi&ograve; gli Spagnoli, peraltro campioni della Cristianit&agrave;, che stavano per sterminare il Suo popolo, per degli Dei. </p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini<br />
</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Si veda: <a target="_blank" href="http://civiltalaica.splinder.com/post/22639146/strasburgo-la-lingua-batte">Strasburgo: la lingua batte&#8230;</a>.<br />
[2] <a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf">Cardia Carlo, Intervento a Palazzo Chigi, 26 Aprile 2010</a>.<br />
Consigliamo vivamente di leggere per intero il suddetto testo, anche perch&eacute; &egrave; una delle migliori dimostrazioni di come il Sapere non solo non &egrave; sempre contro il Potere, ma, anzi, pu&ograve; essere al servizio, peraltro legittimo, del Principe, in questo caso del Principe della Chiesa.<br />
[3] Leone Sergio, Il buono, il brutto, il cattivo, prodotto da Alberto Grimaldi, 1966; indimenticabili sono: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef.<br />
[4] Cardia, cit. <br />
[5] <em>Ibidem</em>.<br />
&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/">CARDIA: UNA GARANZIA</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &#232; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&#224; di Roma Tre, poich&#233; sta dando il meglio di s&#233; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1]. Cos&#236;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&#224; che la Fede insuffla/infonde nei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &egrave; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&agrave; di Roma Tre, poich&eacute; sta dando il meglio di s&eacute; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1].<br />
Cos&igrave;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&agrave; che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori.</p>
<p>2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un&#8217;intervista al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo;, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche.<br />
Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) si &egrave; subito avvalso dell&#8217;argomento principe di color che argomenti non hanno:<br />
&ldquo;(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un punto di vista ideologico&rdquo; [2].<br />
Come &egrave; noto, da circa trent&#8217;anni, i baldi difensori di ogni potere costituito impiegano l&#8217;arma letale, consistente sia nel presentare le proprie concezioni come a-ideologiche, come naturali e perfino pi&ugrave; dei prodotti biologici, sia nello scagliare contro l&#8217;avversario quella che &egrave; diventata una delle accuse pi&ugrave; infamanti: l&#8217;essere ancora posseduti dal demone dell&#8217;ideologia.<br />
Gli &ldquo;esorcisti&rdquo; pi&ugrave; bravi riescono pure a far apparire sul loro volto (di bronzo) un&#8217;espressione di profondo disgusto interiore, mentre pronunciano, e con il dovuto ribrezzo, l&#8217;oscena parola: ideologia.<br />
Forse,&nbsp; PC ritiene che esaminare la questione da un punto di vista religioso costituisca un indicibile progresso; in ogni caso:<br />
&ldquo;Da che pulpito viene la predica!&rdquo;.</p>
<p>3) PC ha, poi, sentenziato che la Corte:<br />
&ldquo;Ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [3].<br />
In questo caso, l&#8217;artificio retorico consiste nell&#8217;appioppare, a quella che &egrave; la bestia nera di tutti i PC di questo mondo: l&#8217;Illuminismo, la qualifica di vetero, termine che, per questa modernit&agrave; fremente per il &#8230; Nulla, emana un tanfo di stantio, fors&#8217;anche di rancido.<br />
Naturalmente, attendiamo con trepidazione che, nella prossima intervista, PC ci illumini d&#8217;immenso sulle fattezze che ha/dovrebbe avere il Neoilluminismo di Suo gradimento.<br />
Comunque, siamo rimasti veramente basiti/attoniti nell&#8217;apprendere che senza il Crocifisso si ha :<br />
&ldquo;&#8230; un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [4].<br />
Le/i docenti, nonch&eacute; tutte le persone, che concorrono alla formazione delle nuove generazioni, si sentiranno senz&#8217;altro estremamente valorizzate da questa affermazione, che, inoltre, getta una luce fosca, pur se meritata, su tutte le societ&agrave; precristiane e su tutte quelle contemporanee, che, per loro immensa sfortuna, non si avvalgono del Crocifisso quale ineguagliabile aspiratore del vuoto, altrimenti imperante.<br />
Non osiamo neppure immaginare il vuoto culturale da cui sono afflitti i due miliardi abbondanti di Cinesi e di Indiani, che, nella loro &ldquo;inspiegabile&rdquo; esistenza, non sono stati riempiti dal Crocifisso [5]. <br />
L&#8217;implicita riduzione della Storia dell&#8217;Umanit&agrave; agli ultimi 2000 anni, nonch&eacute; l&#8217;altrettanto implicita &ldquo;restrizione&rdquo; della Terra al solo Occidente, presenti nel discorso di PC, sono l&#8217;equivalente di quanto si &egrave; avuto il coraggio di affermare al convegno dei Creazionisti del 23 Febbraio 2009, presso il CNR (!):<br />
&ldquo;&#8230; le datazioni al radiocarbonio rivelano che i dinosauri si estinsero tra i 20 e i 40.000 anni or sono e, quindi, l&#8217;uomo ha convissuto con loro&rdquo; [6].<br />
Sulla base di queste &ldquo;inconfutabili affermazioni scientifiche, il chimico Hugh Miller, nel numero di Giugno di &ldquo;Radici Cristiane&rdquo;, argomentava:<br />
&ldquo;Prenda per esempio un tirannosauro rex. <br />
Era una creatura terrificante, alta quattro metri.<br />
Ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda tra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo. <br />
Ed ecco un hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana!&rdquo; [7].</p>
<p>4) Sicuramente, la chiusa dell&#8217;intervista di PC, in quanto ad intelligenza, equivale al finale dei fuochi d&#8217;artificio, che sono pi&ugrave; scoppiettanti, fulgidi e rutilanti che pria:<br />
&ldquo;Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare.<br />
C&#8217;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi&rdquo; [8].<br />
Cos&igrave;, grazie ad un luminare dell&#8217;Universit&agrave;, scopriamo che l&#8217;individuale decisione di portare il velo, oppure la keffiyyah, &egrave; la stessa identica cosa della presenza, voluta da uno Stato, in un edificio pubblico, del Crocifisso.<br />
Questa, Lui, la chiama tolleranza.<br />
Il fatto che PC sia, interiormente, perfettamente consapevole dell&#8217;insostenibilit&agrave; di quanto da Lui stesso affermato, non rende meno pertinente, con una lieve aggiunta, quanto ebbe a dire Karl Marx, quando usc&igrave; dalla stanza del Comunista Weitling:<br />
&ldquo;L&#8217;ignoranza (voluta) non sar&agrave; mai un argomento&rdquo; [9].</p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Infatti, il 26 Aprile 2010, ha fatto un intervento a Palazzo Chigi; il 30 dello stesso mese, presenter&agrave; il Suo sicuramente molto pregevole Saggio: &ldquo;Identit&agrave; religiosa e culturale d&#8217;Europa &ndash; La questione del Crocifisso&rdquo;; del primo di questi&nbsp; due eventi daremo conto con un altro testo, onde evitare&nbsp; che il Presidente di Civilt&agrave; Laica &ldquo;azioni la ghigliottina&rdquo;, per l&#8217;eccessiva lunghezza non consona al blog.<br />
[2] Corriere della Sera, Gioved&igrave;, 26 Aprile 2010.<br />
[3] <em>Ibidem</em>.<br />
[4] <em>Ibidem</em>.<br />
[5] Noi ci riferiamo esclusivamente al Crocifisso esposto/imposto nei pubblici edifici, non a quello che ognuno &egrave; libero di avere in casa, oppure su di s&eacute;, ancor meno a quello che le persone hanno nel cuore.<br />
[6] Dalla Casa Stefano, Hamburger di tirannosauro, L&#8217;ATEO, Catastrofi e punizioni, p.27, Marzo-Aprile 2010.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] Corriere della Sera, cit..<br />
[9] Althusser Louis, &ldquo;Elementi di autocritica&rdquo;, 1972.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Nati sotto il segno di Cristo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 21:45:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo ha presentato ricorso sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&#8217;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &#8220;La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&#224; di aderire o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il <strong>Governo ha presentato <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/crocifisso_sentenza/" target="_blank">ricorso</a></strong> sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&rsquo;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &ldquo;<em>La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&agrave; di aderire o non aderire ad alcuna religione</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intanto, <strong>nove senatori Pdl</strong> hanno stilato una <strong><a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00446776.pdf" target="_blank">proposta di legge</a></strong> che prevede l&rsquo;arresto fino a sei mesi e una sanzione da 500 a mille euro per chi rimuove il crocifisso o si rifiuta di esporlo negli uffici pubblici, nelle scuole e universit&agrave;, nelle aule di Comuni, Province, Regioni e circoscrizioni, nelle comunit&agrave; montane, nei seggi elettorali, nei carceri, nei tribunali, negli ospedali, in stazioni, porti, aeroporti, sedi diplomatiche e uffici italiani all&rsquo;estero. Ovunque, insomma.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alla Camera, invece, <strong>23 deputati Pdl</strong> hanno presentato un altro <strong><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0031620" target="_blank">testo</a></strong> che prevede una sanzione disciplinare per chi rifiuti di esporre il crocifisso insieme alla foto del presidente della Repubblica, &ldquo;<em>quali simboli della tradizione e dell&rsquo;unit&agrave; della Patria, nelle scuole e negli uffici pubblici</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche alcuni membri dell&rsquo;opposizione si sono astenuti dal difendere la cultura italiana dal &lsquo;laicismo dilagante&rsquo;, seppur con toni meno battaglieri. <strong>16 consiglieri Pd</strong> della Regione Emilia Romagna hanno firmato una <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/pd-e-laicita-la-confusione-continua/" target="_blank">risoluzione</a></strong> per chiedere al Parlamento europeo di &ldquo;<em>riconoscere il pieno diritto di tutti gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all&rsquo;interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell&rsquo;identit&agrave; di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell&rsquo;intera comunit&agrave; nazionale e rispettosi dell&rsquo;orientamento religioso di ciascun cittadino</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E, nel fiorire di queste iniziative a difesa delle nostre origini cristiane, arriva l&rsquo;<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/obiezione-di-coscienza-a-senso-unico/" target="_blank">espulsione</a></strong> dalla magistratura del <strong>giudice Luigi Tost</strong>i, reo di essersi rifiutato di celebrare udienza sotto il crocifisso.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo, attualmente, lo stato dell&rsquo;arte sul tema crocifissi. La sentenza del novembre scorso della <strong>Cedu </strong>(Corte europea dei diritti dell&rsquo;uomo) contro l&rsquo;esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche ha provocato l&rsquo;alacre lavoro di parlamentari, amministratori locali&nbsp; e magistrati, nonch&eacute; un profluvio di chiacchiere, anatemi e istigazioni a disobbedire alla sentenza europea.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra veramente che chi ci rappresenta non abbia alcun problema pi&ugrave; urgente da affrontare della presunta offesa provocata alla nostra identit&agrave; culturale dalla rimozione dei crocifissi. Parole come &lsquo;<strong>Dio</strong>&rsquo; e &lsquo;<strong>Patria</strong>&rsquo;, per altro, suonano anche un po&rsquo; ridicole se si pensa che solo 140 anni fa, il 20 settembre 1870, l&rsquo;esercito italiano entrava nello </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/09/la-breccia-dimenticata/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Stato pontificio</font></a><font face="Tahoma" size="2"> per strappare Roma al dominio papale,&nbsp;sancendo cos&igrave;&nbsp;l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia e la fine del potere temporale della Chiesa. Quel potere molto ben raffigurato dal Cristo in croce, che ora assurge a simbolo di identit&agrave; nazionale in spregio alla stessa storia d&rsquo;Italia. Quel simbolo nel nome del quale son state compiute le pi&ugrave; efferate nefandezze.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche la<strong> <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/rosarno-cronaca-di-una-strage-annunciata/" target="_blank">guerriglia di Rosarno</a></strong> ha causato un&nbsp; tale schieramento di forze parlamentari. Passato il momento critico e allontanati gli extracomunitari, tutto torna a posto (ossia come prima), nell&rsquo;attesa che un&rsquo;altra rivolta degli schiavi ci ricordi l&rsquo;assenza dello Stato.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma insomma, non si vorr&agrave; mica paragonare una guerriglia cittadina causata dai migranti che &lsquo;ci rubano il lavoro&rsquo; con la rimozione dei crocifissi? Quest&rsquo;ultimo &egrave; un argomento talmente serio, visto anche il periodo pre-elettorale, da meritare il massimo schieramento di forze: ministri, parlamentari, sindaci, presidenti di Regioni o di Province.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Meritano una menzione, a tal proposito, le parole di </font><a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/24/meloni-chi-non-vuole-crocifisso-se-ne-vada-estero/" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Giorgia Meloni</font></strong></a><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>, ministro della Giovent&ugrave;</strong>,&nbsp; alla convention del Popolo delle Libert&agrave; ad Arezzo: &ldquo;<em>Sono stufa di vedere burocrati europei che stanno l&igrave; a sindacare se si possa appendere un crocifisso nelle scuole</em>. <em>Se qualcuno si offende</em> <em>consiglio di prendere in considerazione l&rsquo;idea di <strong>andare a vivere da qualche altra parte del mondo</strong></em>&rdquo;. Ha dimenticato, la Meloni, che l&rsquo;Italia &egrave; uno Stato laico? Probabilmente s&igrave;, perch&eacute; solo in uno Stato teocratico le sue parole avrebbero un senso.</font></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma non paga di aver stracciato in una botta sola i principi di democrazia, laicit&agrave; e appartenenza all&rsquo;Europa, il ministro ha aggiunto: &ldquo;<em>Noi rispettiamo le idee e le credenze di tutti, ma chiediamo lo stesso rispetto da chi viene a vivere in Italia. Non c&rsquo;&egrave; nessuna minaccia in valori come il rispetto</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ecco qua, l&rsquo;ex militante del Fronte della Giovent&ugrave; ha esplicitato il pastrocchio del &rdquo;pensiero unico&rsquo; sul tema crocifissi. <strong>Primo</strong>: &lsquo;<em>Noi</em>&rsquo; (il popolo italiano) siamo cattolici. <strong>Secondo</strong>: chi vuole rimuovere i crocifissi viene (quindi) da altre culture e altri paesi. Impari a rispettare la &lsquo;nostra&rsquo; religione o vada altrove.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Che non siano gli stranieri a reclamare dallo Stato imparzialit&agrave; in materia di religione non &egrave; chiaro alla Meloni; che si possa essere cittadini italiani e nel contempo non credenti non &egrave; proprio previsto; che infine si possa essere cittadini italiani laici (credenti o no, &egrave; un altro discorso) &egrave; addirittura un&rsquo;offesa alla nostra identit&agrave;. Per cui, in questi casi, &egrave; meglio emigrare. <strong>Parola di un ministro della Repubblica</strong>.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Grazie a Giorgia Meloni per le sue precisazioni.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/nati-sotto-il-segno-di-cristo/">Cronache Laiche</a></em></strong></font></p>
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		<title>Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La reazione diffusa conseguente all&#8217;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &#232; stata, giustamente, di solidariet&#224; alla persona e di difesa dell&#8217;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &#232; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&#8217;Italia, che ne &#232; uno dei membri fondatori, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La reazione diffusa conseguente all&rsquo;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &egrave; stata, giustamente, di solidariet&agrave; alla persona e di difesa dell&rsquo;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &egrave; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&rsquo;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&rsquo;Italia, che ne &egrave; uno dei membri fondatori, in cui veniva condannato lo Stato Italiano per il mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti della nostra famiglia, titolare del ricorso. In quell&rsquo;occasione non c&rsquo;&egrave; stato alcun rispetto n&eacute; per le nostre persone n&eacute; per l&rsquo;istituzione (CEDU): autorevoli personalit&agrave; politiche vi si sono scagliate contro, arrivando a forme di aggressione verbale inaudite; un ministro della Repubblica ha gridato davanti alle telecamere della RAI che: &ldquo;&hellip;possono morire loro (cio&egrave; i proponenti, quindi la mia famiglia) e quegli organi internazionali che non contano nulla (la CEDU).&rdquo; Senza che ci sia stata alcuna reazione verso queste disgustose affermazioni. In seguito a ci&ograve; e all&rsquo;atteggiamento di altre figure istituzionali come quelle ad esempio di un sindaco (anche deputato leghista) che &egrave; arrivato a proporre qualcosa di simile a una taglia sulla mia testa (annunciando di voler esporre manifesti con la dizione &ldquo;WANTED&rdquo;), abbiamo ricevuto lettere minatorie e siamo stati oggetto di atti vandalici. Credo che il rispetto per le persone e per le istituzioni non debba rispondere a criteri di occasionalit&agrave; e di opportunit&agrave;, ma sia un valore da difendere sempre e comunque. Senza se e senza ma. Ci auguriamo perci&ograve; di riscontrare un atteggiamento di responsabilit&agrave; pi&ugrave; omogeneo e coerente da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di portavoce politici in occasione della futura sentenza definitiva da parte della CEDU.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Massimo Albertin</p>
<p>Soile Lautsi</font></strong></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2009/12/15/hanno-detto-potete-morire/"><em>dal sito ufficiale dell&#8217;UAAR</em></a></font></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cosa pensa il Dalai Lama?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-pensa-il-dalai-lama/</link>
					<comments>https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-pensa-il-dalai-lama/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi in classe]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[dalai lama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&#242; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni. Questa impressione &#232; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&ograve; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Questa impressione &egrave; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in esilio aveva rilasciato all&#8217;espresso; esprimendosi sul tema del crocifisso aveva detto (testuali parole): &ldquo;<em>&Egrave; una questione difficile. Mi viene in mente la questione del mio ritratto, che i tibetani metterebbero ovunque, non solo nelle scuole, e che le autorit&agrave; cinesi ovviamente vietano. Forse bisogna distinguere tra religione e cultura. Non si pu&ograve; negare che l&rsquo;Europa abbia radici giudaico-cristiane. Ma parliamo di cultura, non di religione. Perch&eacute; lo stesso crocefisso, che per i cristiani rappresenta il sacrificio supremo di Ges&ugrave;, per gli ebrei assume ben altro significato. E poi non possiamo nascondere il fatto che siamo oramai in una societ&agrave; multietnica e multireligiosa e che bisogna rispettare la sensibilit&agrave; di tutti, compresa quella dei laici, senza imporre inutili e ingiuste sofferenze a nessuno</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora, per quanto non esprima un giudizio netto e deciso, non mi sembra certo una posizione volta a mantenere l&#8217;imposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Nel pomeriggio del venerd&igrave; e nella giornata di Sabato invece le agenzie riprendevano una presa di posizione nettamente diversa espressa, pare, durante l&#8217;incontro con Alemanno. Come riporta l&#8217;ADNKronos del 18 Novembre infatti, pare (obbligatorio usare i condizionali a questo punto) che il Dalai Lama abbia detto: &#8221;<em>E&#8217; di fondamentale importanza mantenere le proprie tradizioni e l&#8217;Italia ha un retroterra cristiano e cattolico. Quindi mantenere la tradizione del crocifisso nella aule scolastiche e&#8217; importantissimo</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora mi chiedo qual&#8217;&egrave; il vero pensiero del leader tibetano? </font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Verrebbe quasi da pensare che da abilissimo diplomatico qual&#8217;&egrave; il Dalai Lama cambi opinione a seconda se si trovi di fronte al giornalista di una rivista notoriamente progressista o al cospetto di un incontro ufficiale con un governo reazionario. Per carit&agrave;, cambiare opinione sar&agrave; anche lecito, ma di fronte a un voltafaccia cos&igrave; sorprendente nel giro di tre giorni viene quasi da rimpiangere l&#8217;assolutismo oltreteverino.</font></p>
<p><font size="2"></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-pensa-il-dalai-lama/">Cosa pensa il Dalai Lama?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ironia, quando non &#232; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&#224; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sullironia-i-crocifissi-e-la-laicita-della-scuola/">Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;ironia, quando non &egrave; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&agrave; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o &#8211; meglio &#8211; rendono visibile un mutamento. C&#8217;&egrave; una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella societ&agrave;; il giudice &#8211; detto altrimenti &#8211; emette un parere di conformit&agrave;. Sotto questo aspetto dovremmo quindi dire che la democrazia della maggioranza vince o che il potere &egrave; degli studenti. Si tratta evidentemente di un abbaglio o, per farla pi&ugrave; semplice, della patina che questa sentenza pone al di sopra di una vicenda e &#8211; nel caso preso in esame &#8211; di una sentenza che dice ben altro: la volont&agrave; degli studenti deve essere rispettata, perch&eacute; &egrave; conforme al pensiero oggi dominante e al potere effettivo che orienta tanto il decisore politico quanto l&#8217;amministatore di condominio. Quindi ben venga l&#8217;ironia anche quando a &quot;subirla&quot; sono giudici o procuratori. </p>
<p>Mi vorrei, quindi, soffermare sul fatto che una classe possa decidere del proprio ambiente; penso che sia una vicenda da leggere pi&ugrave; in profondit&agrave;, poich&egrave; &#8211; con una vena di sarcasmo &#8211; mi viene spontanea una domanda: se un numero consistente di classi decidesse da un giorno all&#8217;altro di togliere il crocifisso per mettere la scritta &quot;venceremos&quot;, cosa accadrebbe? Si tratta di un fatto, uno dei tanti &#8211; preciso &#8211; effettivamente avvenuto in occasioni di autogestioni o di occupazioni promosse dagli studenti, la cui volont&agrave; democratica viene oggi incensata ed onorata dalla sentenza. E&#8217; evidente che se tale circostanza dovesse verificarsi vedremmo un ribaltamento delle parti. Ma &egrave; altrettanto inverosimile che ci&ograve; avvenga davvero o almeno ci sono buone ragioni per dubitarlo. Il punto, per&ograve;, non &egrave; &#8211; come comunemente si legge questa annosa discussione &#8211; cosa ci debba o non debba stare dentro un&#8217;aula (la bandiera, la foto di Napolitano, la bandiera della Pace, il crocifisso o il profilo di Garibaldi&#8230;. etc etc etc), ma cosa ci sta a fare e &#8211; soprattutto &#8211; chi decide la funzione di tale oggetto simbolico. Credo che condurre battaglie partecipate o levare accuse fondate di fronte ad un crocifisso sia pi&ugrave; forte che in sua assenza, perch&eacute; la sua presenza &#8211; in tali circostanze &#8211; sarebbe semplicemente evanescente; quando nelle occupazioni degli anni &#8217;90 al suo posto compariva la scritta &quot;torno subito&quot; era raro trovare docenti o studenti che levassero l&#8217;accusa di blasfemia o lamentassero uno scarso rispetto nei loro confronti; ci&ograve; avveniva semplicemente perch&eacute; non era &quot;il&quot; problema. Per questo motivo la questione del crocifisso da togliere ad ogni costo &egrave; diventata una battaglia cos&igrave; accesa, perch&eacute; riaccende non tanto il dibattito sulla sua funzione (reale o presunta), ma quello, ben pi&ugrave; importante, su chi abbia il diritto effettivo e definitivo di dare un senso alla sua presenza. Quindi allo stato attuale ben vengano battaglie contro i crocifissi, perch&eacute; non farebbero altro che confermare la supremazia e l&#8217;egemonia politica della cultura cattolica ufficiale. Tutto ci&ograve;, mi dispiace dirlo, anche grazie a campagne maldestre di sedicenti leader musulmani o di chi pensa che partire dall&#8217;ultimo dei problemi sia un modo per difendere la laicit&agrave;. La questione del rispetto religioso non c&#8217;entra proprio nulla; dopo tutto gran parte dei figli e delle figlie degli imam, in modo particolare di quelli con un notevole bagaglio culturale, vengono mandati a studiare non nella &quot;laica&quot; scuola pubblica, ma negli istituti religiosi cristiani ed ovviamente cattolici, perch&eacute; in tali sedi la loro spiritualit&agrave; viene riconosciuta appieno, nonostante la scontata e numerosa presenza di croci. Dico ci&ograve; convinto che ogni passato e &#8211; speriamo di no, futura &#8211; sospensione di incarichi educativi o sanzioni sono semplicemente inqualificabili e deprecabili, in modo particolare se vengono usate come clava contro un legittimo, sebbene mal posto, diritto di critica. La questione centrale, come stavo dicendo, &egrave; che non si pu&ograve; pretendere di vincere una battaglia di questo tipo se nel frattempo passa &#8211; ad esempio &#8211; una messa in ruolo di massa di docenti nominati dalla curia. E&#8217; evidente che tra le tante partite quest&#8217;ultima segna l&#8217;ennesima genuflessione alla volont&agrave; delle gerarchie della CEI e del Vaticano. Il dibattito sul crocifisso si presenta, cos&igrave;, come una battaglia persa, proprio perch&eacute; fatti ben pi&ugrave; consistenti non sono oggetto di altrettanta attenzione mediatica e critica da parte delle forze laiche. Il crocifisso non pu&ograve; essere l&#8217;oggetto di una battaglia e &#8211; tanto meno &#8211; &quot;della&quot; battaglia, perch&eacute; &#8211; in realt&agrave; &#8211; &egrave; il termometro della stessa, dunque di un clima culturale pi&ugrave; generale. Nel caso in cui si giungesse ad una vittoria questa sarebbe la classica vittoria di Pirro. Permettere ad un docente, ad un giudice o ad un pubblico funzionario di togliere quel simbolo durante le sue lezioni, durante l&#8217;udienza, per poi riporlo al suo posto non restituisce laicit&agrave; alla scuola e non risolve i problemi che la attanagliano. Si tratta di una iniziativa che non segner&agrave; mai una sconfitta del Vaticano. Al contrario, se tale opera di rimozione avvenisse senza scalpore sarebbe il segno di un mutamento pi&ugrave; profondo, che &egrave; quello che ci aspettiamo tutti; per poterlo fare occorre, per&ograve;, che ci si occupi di altro, ponendo la questione della laicit&agrave; dove essa &egrave; effettivamente posta in discussione.</font></p>
<p></p>
<p align="right">
<p><font face="Tahoma" size="2"><strong>emmekappa</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sullironia-i-crocifissi-e-la-laicita-della-scuola/">Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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