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	<title>coppie di fatto Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Coppie gay, più dell&#8217;onor potè la Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 18:25:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con un tempismo da orologio atomico, ecco arrivare l&#8217;annuncio di Renzi: entro fine mese sarà pronta la proposta del governo sulle unioni civili. Che poi il termine corretto sarebbe &#8220;unioni omoaffettive&#8221;, visto che il governo vuole normare solo le coppie dello stesso sesso. Ma cosa è successo in questi giorni da spingere il presidente del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con un tempismo da orologio atomico, ecco arrivare l&#8217;annuncio di Renzi: entro fine mese sarà pronta la proposta del governo sulle unioni civili. Che poi il termine corretto sarebbe &#8220;unioni omoaffettive&#8221;, visto che il governo vuole normare solo le coppie dello stesso sesso. Ma cosa è successo in questi giorni da spingere il presidente del Consiglio ad accelerare il passo se fino a un paio di settimane fa procrastinava laconicamente la questione dei diritti civili al termine del programma dei Mille giorni?<span id="more-12648"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/download.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11991" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/download.jpg" alt="download" width="181" height="278" /></a>È semplice: è iniziato il Sinodo dei vescovi sulla famiglia e probabilmente &#8211; a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, diceva qualcuno &#8211; Renzi ha preso per buone le sbandierate (ma pur sempre <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=110892&amp;typeb=0&amp;La-presunta-apertura-della-Chiesa-sui-diritti-delle-persone-omosessuali-" target="_blank">presunte</a>) aperture sugli omosessuali al punto da considerarle come un via libera a una legislazione in merito. Già, perché alcuni vescovi, pur ribadendo la centralità dell&#8217;istituto matrimoniale riservato solo a un uomo e una donna, hanno, bontà loro, riconosciuto che i gay «hanno doti e qualità da offrire alla comunità cristiana» ma «senza negare le problematiche morali connesse alle unioni omosessuali». Detto, fatto. Renzi l&#8217;efficiente cavalca l&#8217;onda e partorisce un istituto adatto solo a coppie dello stesso sesso. Le altre si sposino, lo dice anche la Chiesa. </p>
<p>Dopo anni di sterili discussioni parlamentari su Pacs, DiCo, DiDoRe, Cus, tutti affossati perché il papa lanciava anatemi e il parlamento cattolicamente si prostrava, arriva dunque l&#8217;era di Renzi e Bergoglio, che più o meno a braccetto concertano i diritti civili della popolazione italiana. Che i Paesi evoluti già prevedano il matrimonio per le persone dello stesso sesso non li scalfisce neppure: loro devono salvare la famiglia «naturale» formata da un uomo e una donna rigorosamente uniti in matrimonio, ma sono talmente magnanimi da concedere agli omoaffettivi di potersi volere bene. Sempre peccatori rimangono, ma la Chiesa è misericordiosa. Il governo anche.</p>
<p><b>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=110904&amp;typeb=0&amp;Coppie-gay-piu-dell-onor-pote-la-Chiesa">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>Incalzata dal matrimonio omosessuale la Chiesa “concede” i Pacs</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 21:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le sonore batoste in Francia e Inghilterra che hanno approvato in questi giorni il matrimonio omosessuale devono aver spinto i gerarchi cattolici a riconsiderare le loro posizioni omofobiche e anacronistiche. Forse ancor di più ha fatto la paura di essere accostati alla Russia di Putin che sta sprofondando in uno stalinismo sempre più preoccupante, difatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sonore batoste in Francia e Inghilterra che hanno approvato in questi giorni il matrimonio omosessuale devono aver spinto i gerarchi cattolici a riconsiderare le loro posizioni omofobiche e anacronistiche.<span id="more-11180"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/incalzata-dal-matrimonio-omosessuale-la-chiesa-concede-i-pacs.html/coppiedifatto1" rel="attachment wp-att-11181"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11181" alt="coppie+di+fatto[1]" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1-300x275.jpg" width="300" height="275" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1-300x275.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1.jpg 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Forse ancor di più ha fatto la paura di essere accostati alla Russia di Putin che sta sprofondando in uno stalinismo sempre più preoccupante, difatti oltre alle velleità di tornare a chiamare Volgograd Stalingrado (il nome fu cambiato nel 1961, ben prima la caduta della cortina di ferro per la “scoperta” dei crimini compiuti da Stalin) Putin ha recentemente promulgato una legge omofoba che proibisce addirittura di parlare in pubblico dei diritti degli omosessuali. Ovviamente con l&#8217;appoggio della Chiesa Ortodossa che contribuisce a mantenere salda l&#8217;oligarchia putiniana.</p>
<p>È quindi per bocca del Mons. Paglia che oggi la Chiesa Cattolica “sorprende” tutti dicendo che si le unioni di fatto anche fra omosessuali devono essere tutelate giuridicamente ma non con il matrimonio che deve essere riservato a uomo e donna.</p>
<p>I primi ad essere sorpresi dovrebbero essere buona parte dei politici nostrani, in particolare Udc Pdl e Lega che come ben sappiamo hanno fatto del no ai pacs una bandiera politica per racimolare il voto dei cattolici più conservatori. Ma anche gli altri partiti se parlano di diritti civili lo fanno a mezza bocca evitando ogni possibile sgarbo che potrebbe costare presunti voti di cattolici.</p>
<p>Ora in termini di diritti degli omosessuali possiamo quindi dire che la chiesa è più progressista di buona parte del panorama politico italiano, che ha raggiunto il ragguardevole obiettivo di essere a tutti gli effetti più papista del papa.</p>
<p>Verrebbe da chiedere a Mons. Paglia se ha una vaga idea sul come mai l&#8217;Italia sia almeno quindici anni indietro rispetto al resto dell&#8217;Europa Occidentale dove, per lo meno, il riconoscimento delle unioni di fatto ce l&#8217;hanno tutti. Ma del resto ci risponderebbe, che la Chiesa Cattolica non c&#8217;entra perché non fa politica; un po&#8217; come quando raccomandavano al braccio secolare della giustizia di eliminare l&#8217;eretico senza spargimento di sangue, insomma.</p>
<p>Il Monsignore inoltre aggiunge che occorre adoperarsi per depenalizzare l&#8217;omosessualità in quei paesi in cui è reato, cioè fare quello che la Francia aveva chiesto con una mozione all&#8217;Onu meno di un anno fa e che il Vaticano si è impegnato a far fallire con tutte le sue forze.</p>
<p>Possibile che la Chiesa Cattolica nel giro di un anno modifichi così radicalmente le sue posizioni? Difficile a crederlo, sembra più che altro un arretramento tattico per salvaguardare nei paesi più socialmente arretrati come l&#8217;Italia alcune proibizioni agli omosessuali. Insomma, occorre evitare che all&#8217;improvviso il nostro paese si metta in pari con il resto d&#8217;Europa magari riconoscendo tutti i diritti agli omosessuali in un colpo solo con la legalizzazione del loro matrimonio civile.</p>
<p>Del resto occorre ricordare che è lo stesso Mons. Paglia che non più tardi di una settimana fa aveva detto che “<i>L’adozione dei bambini da parte degli omosessuali porta il bambino a essere una sorta di merce</i>” segno evidente di quanto la gerarchia cattolica è ancora pregna di pregiudizi omofobi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Politica e temi laici, qualcuno batta un colpo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 10:47:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;agenda locale a quella nazionale da qualche tempo a questa parte i “temi laici” sono semplicemente stati depennati da chi amministra il limbo “Italia”. Tanti i fronti aperti e nessuno che batta un colpo per farci sapere “a che punto è la notte”. La Corte di Cassazione aveva smosso le acque chiedendo il riconoscimento delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/politica-e-temi-laici-qualcuno-batta-un-colpo/">Politica e temi laici, qualcuno batta un colpo</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;agenda locale a quella nazionale da qualche tempo a questa parte i “temi laici” sono semplicemente stati depennati da chi amministra il limbo “Italia”. Tanti i fronti aperti e nessuno che batta un colpo per farci sapere “a che punto è la notte”. La Corte di Cassazione aveva smosso le acque chiedendo il riconoscimento delle Coppie di Fatto, ma dal governo Monti non una sillaba è stata pronunciata, in un senso o nell&#8217;altro.<span id="more-10541"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10544" title="nebbia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/nebbia.jpg 540w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Nel frattempo la vedova fantasma di Nassirya, <strong>Adele Parrillo</strong>, continua a scrivere lettere ai giornali per veder riconosciuta almeno la sua esistenza, visto che dei diritti che un paese che ha la pretesa di definirsi civile dovrebbe riconoscergli non se ne parla.</p>
<p> Adele Parrillo, vale la pena di ricordarlo, era la compagna di <strong>Stefano Rolla</strong>, civile morto a Nassirya nell&#8217;attentato del 12/11/2003 mentre girava un documentario sulla vita dei militari italiani in Iraq, e per la sua abominevole (dobbiamo pensare che sia tale per il nostro Stato) di “convivente” e quindi non unita nel sacro vincolo del matrimonio, è stata esclusa da tutti i programmi di assistenza psicologica riservati ai familiari delle vittime, non gli è stato riconosciuto nessun diritto sul lungometraggio che Rolla stava girando e per di più è stata allontanata dalla “forza pubblica” ogni qualvolta ha provato ad avvicinarsi ad una cerimonia ufficiale di commemorazione delle vittime della strage. E qualcuno si domanda ancora perché non riteniamo l&#8217;Italia un paese civile.</p>
<p> Niente si muove neanche sul fronte della tremenda legge <strong>Calabrò</strong> che vuole azzerare le possibilità di lasciare il testamento biologico nel nostro paese. L&#8217;unica notizia legata a questo fatto è la formazione di un intergruppo parlamentare cattolico che dovrebbe mandarla avanti contro la costituzione, contro il parere dei medici e contro ogni buon senso che dovrebbe avere chi ricopre incarichi di rappresentante dei cittadini italiani che a larghissima maggioranza vorrebbero un Testamento Biologico vincolante nel nostro paese.</p>
<p>Figuriamoci se può arrivare quindi qualche notizia di miglioramento della penosa e retrograda legge 40 sulla Fecondazione Assistita che pure è stata smontata quasi del tutto dalle sentenze giuridiche.</p>
<p> Nel locale le cose non vanno di certo meglio, almeno in Umbria dove la presidentessa <strong>Catiuscia Marini</strong>e il suo staff ancora non hanno risposto ad un&#8217;interrogazione presentata dalla loro stessa maggioranza sull&#8217;aborto farmacologico da effettuarsi tramite RU-486. Le donne umbre ancora devono sapere se possono prendere la famigerata pillola in day hospital o devono ricoverarsi in modo coatto per qualche giorno. L&#8217;ASL dice che la Regione Umbria deve rispondere, la Regione Umbria dice che ha già fatto l&#8217;indirizzo, l&#8217;ASL dice che questo è incompleto e rimanda alla Regione, la Regione si barrica in un no-comment.</p>
<p>Viene da chiedersi se questa situazione così kafkiana sia il risultato degli sforzi delle sedicenti associazioni pro-vita ultracattoliche che hanno avuto molti incontri sul tema con i rappresentanti politici umbri.</p>
<p>Insomma dal locale a nazionale un silenzio di tomba sui temi laici che non fa presagire nulla di buono per il prossimo futuro. È sempre più urgente ricordare alle lucidi mente dei partiti politici che un voto laico vale quanto un voto cattolico e che le elezioni incombono.</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>DALLAPOSTASIASSOLTO</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 18:20:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non ce ne vorrà dall&#8217;alto dei cieli a cui è stato innalzato il caro vecchio Lucio (ai cantanti si dà del tu a prescindere) se storpiamo il titolo di uno dei suoi album più venduti per definire la situazione paradossale che si è venuta a creare dopo la sua morte improvvisa. La Chiesa cattolica ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ce ne vorrà dall&#8217;alto dei cieli a cui è stato innalzato il caro vecchio Lucio (ai cantanti si dà del tu a prescindere) se storpiamo il titolo di uno dei suoi album più venduti per definire la situazione paradossale che si è venuta a creare dopo la sua morte improvvisa. La Chiesa cattolica ha concesso di celebrare i funerali di<strong> Lucio Dalla </strong>nei suoi luoghi sacri nonostante fosse notoriamente un <strong>omosessuale</strong>.<span id="more-10447"></span> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="dalla" src="http://www.memoriedalmediterraneo.com/wp-content/uploads/2012/03/Lucio-Dalla-1980.jpg" alt="" width="332" height="170" />Ciò perché, pare, Lucio non ha fatto <em>coming out</em>, vivendo la sua &#8220;malattia&#8221; (perché per la Chiesa l&#8217;omosessualità è una malattia) in forma privata: non ostentandola non si è contrapposto alla dottrina. Plausibile, fatto sta che di fronte ad altre chiese negate per funerali di persone omosessuali il tutto puzza di ipocrisia lontano un miglio&#8230; Sarà che di fronte alla morte di una persona tanto amata un clamoroso rifiuto avrebbe fatto crollare ulteriormente l&#8217;immagine di Sacra Romana Chiesa?</p>
<p>Di sicuro c&#8217;è il fatto che, come consuetudine, si usano due pesi e due misure e che è molto più facile rifiutare i funerali in Chiesa a un poveraccio omosessuale sconosciuto che a Lucio Dalla. Dalla era un <strong>convinto credente,</strong> lo sappiamo tutti, nessuno lo mette in dubbio e nessuno ha mai pensato di fare di lui una bandiera anticlericale; tuttavia egli era anche un libero pensatore e irrideva spesso (soprattutto nei suoi pezzi a cavallo degli anni 70 e 80) i <strong>benpensanti e gli ipocriti</strong>. Figura difficile da catalogare. Di sinistra? Libertario? Anarchico?</p>
<p>Era cattolico ed era anche omosessuale, fortunatamente in tempi recenti ha dichiarato di non esser mai stato comunista altrimenti era fin troppo facile accomunarlo alla corrente vendoliana della sinistra. In questo paese essere credenti non cattolici è un problema quasi quanto essere atei, quindi capiamo l&#8217;ostinazione di alcuni a volersi definire <em>cattolici</em> anche quando si è palesemente in contrasto con la dottrina. Del resto non sarà mica un caso se il sito Pontifex ha definito Dalla “ottimo cantante, pessimo cristiano”.</p>
<p>Tuttavia, pur rispettando il dolore delle persone a lui vicine certe cose non riusciamo a capirle. Non riusciamo a capire come si faccia a convivere con una persona ed accettare di essere presentato al funerale come “<strong>il collaboratore di Lucio Dalla</strong>” tanto per fare un esempio. “Fatevi i cavoli vostri” tuonerà qualcuno. Certo&#8230; il problema è che i diritti civili sono “cavoli nostri” ed è giusto sottolineare che l&#8217;eredità di Dalla (diritti sulle canzoni compresi) andrà a parenti lontani &#8211; fino al sesto grado &#8211; o se questi non si troveranno allo Stato. <strong></strong></p>
<p><strong>Il convivente non avrà diritto a un centesimo di euro. </strong>Ora ci chiediamo: è o non è la cultura cattolica la maggiore responsabile dell&#8217;assenza di questi diritti nel nostro paese? Se la risposta è sì, come noi riteniamo che sia, sembra evidente che alcuni omosessuali soffrano di una sorta di <strong>sindrome di Stoccolma</strong> nei confronti di chi quotidianamente li priva dei loro diritti. E attenzione, qui non c&#8217;entra niente il credere o non credere. Si può benissimo credere in dio e non essere cattolici. La scoperta dell&#8217;acqua calda dirà qualcuno&#8230; e ha ragione. Peccato che nel nostro paese l&#8217;acqua calda, in termini di autocoscienza e coerenza intellettuale è ad anni luce dal venire. «<em>Dio o chi per lui sta cercando di dividerci, di farci del male, di farci annegare&#8230; Com&#8217;è profondo il mare&#8230;</em>»</p>
<div><strong>Alessandro Chiometti</strong></div>
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		<title>L’Avvenire, Pisapia e la Costituzione: un triangolo made in Italì</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:49:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo: gli strali di Avvenire si abbattono collerici – come il dio che la redazione crede evidentemente di rappresentare – su ogni timido accenno, da parte dell’inginocchiatissima classe politica italiana, ad aperture in senso laico e progressista. Questa volta, bersaglio delle sacre ire del giornale dei vescovi, per mezzo della penna di Francesco Riccardi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-pisapia-e-la-costituzione-un-triangolo-made-in-itali/">L’Avvenire, Pisapia e la Costituzione: un triangolo made in Italì</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo: gli strali di <em>Avvenire </em>si abbattono collerici – come il dio che la redazione crede evidentemente di rappresentare – su ogni timido accenno, da parte dell’inginocchiatissima classe politica italiana, ad aperture in senso laico e progressista.<span id="more-10383"></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="pisapia" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2012/01/Pisapia-Diavolo.jpg" alt="" width="284" height="178" />Questa volta, bersaglio delle sacre ire del giornale dei vescovi, per mezzo della penna di Francesco Riccardi, è il sindaco di Milano, <strong>Giuliano Pisapia</strong>, e  tutta la sua giunta comunale. Di quale peccato si è macchiata? La giunta milanese, nelle persone dell’assessore al Welfare, <strong>Pierfranceso Majorino</strong>, e di  quello del Lavoro, <strong>Cristina Tajani</strong>, che ne sono i firmatari, ha varato una delibera con la quale si mettono a disposizione dei milanesi che vivono al di  sotto di un determinato reddito i <strong>Fondi Anticrisi</strong> del comune. La nefandezza consiste nel fatto che a tali fondi potranno attingere persone «<em>sposate o coabitanti nello stato di famiglia per sussistenza di vincolo affettivo al primo gennaio 2012</em>». Quindi anche le coppie di fatto. Orrore. E quindi anche quelle dello stesso sesso. Mostruoso.</p>
<div id="attachment_35149">Tale macchia si va ad aggiungere ad un ben noto precedente: l’intento programmatico, espresso da Pisapia già in campagna elettorale e di recente  ribadito, di voler  istituire entro questo anno un registro delle Unioni Civili. Tanto basta per spiegare l’ira del quotidiano cattolico, il quale però, evita questa volta di brandire i soliti argomenti – vedi “sacralità-della-famiglia&amp;Co”, evidentemente percepiti démodé persino dagli stessi cattolici – per lanciarsi piuttosto in accuse nientemeno che di <strong>incostituzionalità del provvedimento</strong>. E sì, perché non è la Bibbia che sancisce che l’unione del matrimonio è solo quella (santificata da dio) tra un uomo e una donna, ma è la nostra stessa Carta Costituzionale. Così l’Avvenire sposta la polemica – stanca, retriva e spossante al punto che farebbe perdere la pazienza anche a Giobbe – sul piano del diritto e, Costituzione alla mano, cita: «<em>all’articolo 29 è inequivocabile nel riconoscere “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. E all’articolo 31 impegna la Repubblica ad agevolare “con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose</em>». Spiegando poi che: «<em>Porre sullo stesso piano coppie che – sposandosi civilmente o religiosamente – assumono un preciso impegno pubblico e persone che – per scelta, o per impossibilità – non rendono vincolanti i propri legami “affettivi”, significa violare la lettera e lo spirito della nostra Carta fondamentale</em>». Ma l’incontenibile Riccardi non si ferma qui, e per dribblare in anticipo le possibili accuse di discriminazione, parte anche in difesa preventiva: «<em>qui non ci sono discriminazioni da sanare, ma condizioni e scelte oggettivamente diverse. La peggiore ingiustizia, lo insegnava anche don Lorenzo Milani, è trattare in maniera uguale situazioni differenti</em>». Amen.</div>
<p>Ora, vorremmo ricordare al Riccardi e, se ci è consentito, ai vescovi, solo un paio di cose. La costituzionalità di un provvedimento è sacrosanta, siam d’accordo. Ma perché mai allora nessuno tra i vescovi o tra quanti ne fanno le (mediatiche) veci, insorge di fronte all’incostituzionalità dei centinaia di provvedimenti con i quali ogni giorno si elargisce denaro pubblico alle scuole confessionali? Non è forse un articolo dello stesso documento, ci pare il 33, che recita che «<em>Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, </em><em><em>senza oneri per lo Stato</em></em><em>»?</em> Ma forse alcuni articoli sono più costituzionali di altri, chissà.</p>
<p>Nell’assistere a questo estenuante teatrino delle parti, vien da chiedersi fino a quando i manovratori del pensiero debole pensano di riuscire ancora ad imporre agli italiani la logica dell’uno contro l’altro? Sposati contro conviventi, etero contro gay, e giù a recitare il mantra che l’estensione dei diritti civili ed economici porterebbe al collasso la famiglia tradizionale. Gli italiani non se la bevono più questa storia, e hanno capito ormai che certi steccati servono solo a difendere lo <em>status quo</em> e i privilegi di ben altre categorie, non certo quello di chi, sposato o convivente, etero o gay che sia, non ce la fa davvero più ad arrivare a fine mese. Tuttavia, se davvero ci fossero ancora degli italiani che ci credono, basterà che diano un’occhiata alla cartina dell’Europa – o a quella del mondo intero, se si sentono particolarmente in forma – per accorgersi che il “fattore Unioni Civili” non gioca alcun ruolo nella floridezza economica di un paese. Quale relazione esiste infatti tra l’economia di paesi come la Germania e la Spagna, il Portogallo e la Gran Bretagna, la Svezia e l’Irlanda? Oppure, al di fuori dell’UE, tra l’Australia e la Colombia, il Canada e il Messico, Uruguay e Israele? Sono tutti paesi in cui le unioni di fatto e/o dello stesso sesso sono riconosciute.</p>
<p>Estendere i diritti civili – e fiscali – alle coppie di fatto, siano esse etero o omosessuali, non manderà in bancarotta la famiglia “tradizionale” della porta accanto. Gli italiani l’hanno capito. E i vescovi si rassegnino: non potranno tenere ancora a lungo la storia e il progresso fuori dai confini di questo paese, la cui Carta Costituzionale ha stabilito essere <strong>laico</strong>.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Alessandra Maiorino &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it/">Cronache Laiche</a></strong></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lavvenire-pisapia-e-la-costituzione-un-triangolo-made-in-itali/">L’Avvenire, Pisapia e la Costituzione: un triangolo made in Italì</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Nel comune di Don Matteo scompaiono i diritti civili</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/nel-comune-di-don-matteo-scompaiono-i-diritti-civili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 21:08:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che gli eugubini fossero tutti matti è cosa nota e arcinota. Che fossero anche clericalisti giunge nuova. Gubbio, comune della provincia di Perugia – Umbria, 33mila abitanti circa, nota industrialmente per i colossali cementifici, nota culturalmente per la famigerata “corsa dei ceri”, nota al popolo televisivo per essere il paesino della celebre serie di Don [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/nel-comune-di-don-matteo-scompaiono-i-diritti-civili/">Nel comune di Don Matteo scompaiono i diritti civili</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che gli eugubini fossero tutti matti è cosa nota e arcinota. Che fossero anche clericalisti giunge nuova. <br />Gubbio, comune della provincia di Perugia – Umbria, 33mila abitanti circa, nota industrialmente per i colossali cementifici, nota culturalmente per la famigerata “corsa dei ceri”, nota al popolo televisivo per essere il paesino della celebre serie di Don Matteo.<span id="more-10377"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/guerrinigubbio2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-10378 alignleft" title="guerrinigubbio2" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/guerrinigubbio2-251x300.jpg" alt="" width="251" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/guerrinigubbio2-251x300.jpg 251w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/guerrinigubbio2.jpg 272w" sizes="auto, (max-width: 251px) 100vw, 251px" /></a><br /> Politicamente è stato il comune più grande mai amministrato interamente da Rifondazione Comunista che ha costretto DS e Margherita per dieci anni all&#8217;opposizione insieme alla destra. Come dicevamo, <strong>che a Gubbio siano tutti matti è cosa nota.</strong> <br />Dopo dieci anni in cui le bandiere rosse hanno fatto da padrone, le logiche delle primarie e del “fronte democratico” contro il male assoluto hanno consegnato la città a una guida più soft, più politically correct, più presentabile. Un fidato amico di Matteo Renzi, ovvero il nuovo che avanza (e che fa rimpiangere il vecchio ndr) Diego Guerrini, appoggiato dai cosiddetti “cattolici democratici” vince prima le primarie di coalizione (fra mille polemiche) e quindi le elezioni nel 2011. Oggi vediamo i frutti di cotanta democraticità, con un colpo di spugna i cattolici del PD (tra cui ovviamente il Sindaco Guerrini) appoggiano una mozione della destra che cancella il “registro comunale delle coppie di fatto” istituito nel 2002 da quei mangiabambini di Rifondazione Comunista.<br /> Applausi scroscianti da destra e dall&#8217;UDC, reazioni disgustate dalla sinistra e dai laici del PD che arrivano a scomodare le figure nazionali di Paola Concia e Aurelio Mancuso che invocano l&#8217;intervento di Bersani a riportare l&#8217;ordine (come se mai ci fosse stato) nel partito. Il nuovo che avanza, cioè l&#8217;amico di Renzi sindaco di Gubbio, si precipita a dichiarare che: «<em>A tutti chiedo il rispetto della libera e autonoma discussione e votazione del consiglio comunale di Gubbio su un tema che non può, per chi si definisce laico e democratico, essere considerato oggetto di vincolo partitico o di coalizione […] Quanto al Pd spero che un partito libero, democratico, laico possa essere realmente tale rispettando anche coloro che in coerenza con i valori della laicità delle istituzioni sono portatori di cultura e scelte semplicemente amministrative che non possono invece essere considerate come lesa maestà</em>» .<br />Sappiamo che è come sparare sulla croce rossa ma non possiamo esimerci dall&#8217;esternare le seguenti considerazioni.<br /> L&#8217;ignoranza del significato della parola <strong>laicità</strong> in costui è tale da non sapere che il fatto che un provvedimento sia stato deciso a maggioranza non vuol dire che sia laico. Un provvedimento laico è un provvedimento che rispetta i diritti di tutti mentre il provvedimento del consiglio eugubino torna a discriminare le minoranze sia omosessuali sia eterosessuali contrarie al matrimonio. Quindi è un provvedimento di natura integralista che tende a riaffermare le convinzioni etiche della presunta maggioranza a discapito delle minoranze. <br />Sul fatto che sia democratico consigliamo al Sindaco, esponente del nuovo che avanza, prima di usare parole troppo grosse per lui, di rileggersi le lezioni di Tocqueville sulla natura della democrazia e le differenze far questa e fra la dittatura della maggioranza. <br />Politicamente non capiamo perché i temi etici non possono essere sottoposti a vincoli di coalizione, forse un eletto con i voti della sinistra può infischiarsene della volontà degli elettori che l&#8217;hanno votato sulla base di un programma se il tema è eticamente sensibile? A ben poca cosa si riduce cosi la politica.<br /> Concludiamo ricordando che l&#8217;anomalia di una forte presenza dei “cattolici (sedicenti) democratici” nelle giunte delle ex zone rosse (vedere lo scandaloso comportamento del consiglio comunale di Terni nell&#8217;affossare il Testamento Biologico) è uno dei tanti frutti avvelenati della fusione a freddo fra DS e Margherita che ha sfornato questo ibrido impresentabile incapace di prendere una qualsivoglia decisione non solo sui temi etici.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>A Roseto degli Abruzzi i diritti civili sono ancora negati</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:16:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I fatti : &#160; Luglio 2007 : nel Consiglio comunale di Roseto in cui &#232; presente una maggioranza dell&#8217;85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><strong><font face="Tahoma"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt">I fatti</span> :<o:p></o:p></font></font></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><strong><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Luglio 2007</strong> : nel Consiglio comunale di Roseto in cui &egrave; presente una maggioranza dell&rsquo;85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l&rsquo;istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non solo in forza del matrimonio civile e religioso ma anche in presenza di solidi legami affettivi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>o per reciproca assistenza materiale.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Marzo 2008</strong> : il Consiglio comunale s&rsquo;impegna solennemente, accogliendo una specifica mozione presentata da Sinistra Democratica, a diffondere la cultura dei diritti civili e a difendere i principi della laicit&agrave; dello Stato. Questa mozione doveva essere di sprone a decisioni amministrative tese a riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Agosto 2008</strong> : il Consiglio comunale, nell&rsquo;approvare il regolamento per assegnare le aree e gli alloggi di edilizia popolare, respinge evitando il dibattito il seguente emendamento presentato da Sinistra Democratica : </font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">per quanto concerne i criteri e l&rsquo;attribuzione dei punteggi ai fini della formulazione della graduatoria, sostituire la lettera g dell&rsquo;art. 9 che recita<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>&ldquo;<strong>almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva (devono essere ) costituiti da coppie sposate da almeno un anno&rdquo; </strong>con la seguente dicitura &ldquo;<strong>almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva devono essere costituiti da coppie sposate e non sposate e da nuove tipologia di famiglia residenti da almeno un anno</strong>&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<h1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La riflessione</font></h1>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dieci consiglieri del PD col loro voto contrario hanno affossato quest&rsquo;emendamento dimenticando che anche a Roseto degli Abruzzi sono sempre in aumento forme di convivenza diverse dalla famiglia cosiddetta naturale. Questi consiglieri del PD dimenticano pure che il Parlamento europeo ha chiesto pi&ugrave; volte agli Stati membri di riconoscere pari diritti e dignit&agrave; alle coppie costituite da persone che sono legate da vincoli affettivi e di mutuo aiuto, le quali non si avvalgono dell&rsquo;istituto del matrimonio. Dimenticano ancora che lo stesso PD, sebbene tra mille contraddizioni e sotto il ricatto costante della sua componente fondamentalista e clericale, non intende negare tutta una serie di diritti a coloro che convivono stabilmente e che peraltro pagano le tasse. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Con quest&rsquo;atto di incivilt&agrave; al PD rosetano, svendendo la laicit&agrave; dello Stato e calpestando la dimensione laica della politica, interessa solo avere le mani sul voto cattolico.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><em><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></em>Nel Consiglio comunale di Roseto, per quanto concerne i<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>valori costituzionali della laicit&agrave; e del pluralismo, siamo quindi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>all&rsquo;anno zero, forse anche in conseguenza del fatto che questi valori non sono stati scoperti da numerosi consiglieri. Voglio sperare solo che si tratti di una condizione culturale ed etica momentanea che deve assolutamente evolvere verso l&rsquo;accettazione del principio che non esiste la superiorit&agrave; di un&rsquo;etica derivante da una religione fino al punto da condizionare leggi o regolamenti comunali. Questa condizione culturale impedisce peraltro la costituzione di una comunit&agrave; fondata sulla tolleranza e il rispetto reciproco.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Pasquale Avolio<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></strong></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong><span style="mso-spacerun: yes"></span></strong></font></font><strong><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font face="Tahoma"><font size="2">Capogruppo consiliare di Sinistra Democratica</font></font></span></strong></p>
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		<title>A Roseto degli Abruzzi i diritti civili sono ancora negati</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/a-roseto-degli-abruzzi-i-diritti-civili-sono-ancora-negati-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 09:16:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[coppie di fatto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fatti : &#160; Luglio 2007 : nel Consiglio comunale di Roseto in cui &#232; presente una maggioranza dell&#8217;85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l&#8217;istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/a-roseto-degli-abruzzi-i-diritti-civili-sono-ancora-negati-2/">A Roseto degli Abruzzi i diritti civili sono ancora negati</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><strong><font face="Tahoma"><font size="2"><span style="FONT-SIZE: 14pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt">I fatti</span> :<o:p></o:p></font></font></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><strong><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Luglio 2007</strong> : nel Consiglio comunale di Roseto in cui &egrave; presente una maggioranza dell&rsquo;85% del centrosinistra, composta dal PD e dallo SDI, fu bocciata l&rsquo;istituzione del registro delle unioni civili, uno strumento di grande valore simbolico che avrebbe avuto la funzione di riconoscere piena cittadinanza ai nuclei familiari costituiti non solo in forza del matrimonio civile e religioso ma anche in presenza di solidi legami affettivi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>o per reciproca assistenza materiale.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Marzo 2008</strong> : il Consiglio comunale s&rsquo;impegna solennemente, accogliendo una specifica mozione presentata da Sinistra Democratica, a diffondere la cultura dei diritti civili e a difendere i principi della laicit&agrave; dello Stato. Questa mozione doveva essere di sprone a decisioni amministrative tese a riconoscere i diritti delle persone che si amano e convivono.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Agosto 2008</strong> : il Consiglio comunale, nell&rsquo;approvare il regolamento per assegnare le aree e gli alloggi di edilizia popolare, respinge evitando il dibattito il seguente emendamento presentato da Sinistra Democratica : </font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">per quanto concerne i criteri e l&rsquo;attribuzione dei punteggi ai fini della formulazione della graduatoria, sostituire la lettera g dell&rsquo;art. 9 che recita<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>&ldquo;<strong>almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva (devono essere ) costituiti da coppie sposate da almeno un anno&rdquo; </strong>con la seguente dicitura &ldquo;<strong>almeno il 70% dei soci prenotatari o di riserva devono essere costituiti da coppie sposate e non sposate e da nuove tipologia di famiglia residenti da almeno un anno</strong>&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<h1 style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La riflessione</font></h1>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><o:p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;</font></o:p></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dieci consiglieri del PD col loro voto contrario hanno affossato quest&rsquo;emendamento dimenticando che anche a Roseto degli Abruzzi sono sempre in aumento forme di convivenza diverse dalla famiglia cosiddetta naturale. Questi consiglieri del PD dimenticano pure che il Parlamento europeo ha chiesto pi&ugrave; volte agli Stati membri di riconoscere pari diritti e dignit&agrave; alle coppie costituite da persone che sono legate da vincoli affettivi e di mutuo aiuto, le quali non si avvalgono dell&rsquo;istituto del matrimonio. Dimenticano ancora che lo stesso PD, sebbene tra mille contraddizioni e sotto il ricatto costante della sua componente fondamentalista e clericale, non intende negare tutta una serie di diritti a coloro che convivono stabilmente e che peraltro pagano le tasse. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Con quest&rsquo;atto di incivilt&agrave; al PD rosetano, svendendo la laicit&agrave; dello Stato e calpestando la dimensione laica della politica, interessa solo avere le mani sul voto cattolico.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2"><em><span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></em>Nel Consiglio comunale di Roseto, per quanto concerne i<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>valori costituzionali della laicit&agrave; e del pluralismo, siamo quindi<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp; </span>all&rsquo;anno zero, forse anche in conseguenza del fatto che questi valori non sono stati scoperti da numerosi consiglieri. Voglio sperare solo che si tratti di una condizione culturale ed etica momentanea che deve assolutamente evolvere verso l&rsquo;accettazione del principio che non esiste la superiorit&agrave; di un&rsquo;etica derivante da una religione fino al punto da condizionare leggi o regolamenti comunali. Questa condizione culturale impedisce peraltro la costituzione di una comunit&agrave; fondata sulla tolleranza e il rispetto reciproco.</font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong>Pasquale Avolio<span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></strong></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><font face="Tahoma"><font size="2"><strong><span style="mso-spacerun: yes"></span></strong></font></font><strong><span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA"><font face="Tahoma"><font size="2">Capogruppo consiliare di Sinistra Democratica</font></font></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/a-roseto-degli-abruzzi-i-diritti-civili-sono-ancora-negati-2/">A Roseto degli Abruzzi i diritti civili sono ancora negati</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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