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	<title>comunione e liberazione Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Don Mauro Inzoli e il delitto di cronaca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 19:57:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/">Don Mauro Inzoli e il delitto di cronaca</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e richiesta di rettifica pena la querela per diffamazione, spedita nei giorni scorsi a Matteo Pucciarelli.</p>
<p><span id="more-12890"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12891" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg" alt="inzoli2" width="300" height="193" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Il giornalista di Repubblica ha avuto l&#8217;ardire di pubblicare <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/01/20/il-prete-pedofilo-in-seconda-fila-nessuno-laveva-vistoMilano02.html" target="_blank">un articolo</a>dal titolo &#8220;Il prete pedofilo in seconda fila? Nessuno l&#8217;aveva visto&#8221; e<a href="http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2015/01/20/news/franco_brodo_don_inzoli_al_forum_sulla_famiglia_tradizionale_e_uno_dei_potenti_di_cl_impossibile_che_non_lo_conoscano-105341291/" target="_blank">un&#8217;intervista</a> al deputato Sel Franco Bordo, in cui si ricostruisce la complessa vicenda dell&#8217;ex vice presidente della Compagnia delle opere (il braccio operativo di Comunione e liberazione), nonché ex presidente del Banco alimentare e fondatore ed ex presidente della onlus Fraternità dedita all&#8217;affido di minori provenienti da famiglie in difficoltà. <br />Una vicenda poco nota al grande pubblico nonostante la caratura del personaggio, e a quanto pare tale doveva rimanere leggendo la diffida, poiché scarsamente indagata dalle testate nazionali sin da quando nel 2012 venne resa nota dalla Diocesi di Crema <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">la prima sentenza</a> della Congregazione in cui si infliggeva all&#8217;illustre sacerdote, colpevole di aver compiuto abusi &#8220;sessuali&#8221; su minori, il massimo della pena canonica che prevede tra le altre cose la dismissione dallo stato clericale. L&#8217;iter processuale della Santa Sede si è concluso il 12 giugno 2014 con il decreto definitivo emesso dalla Cdf e firmato dal prefetto card. Müller. <br />Tutto era iniziato alcuni anni prima in seguito alle segnalazioni di molestie e abusi giunte al Vescovo di Crema da parte dei genitori di alcuni ragazzini che frequentavano la parrocchia Santissima Trinità guidata da Don Mauro. Come riporta <a href="http://www.cremonaoggi.it/2012/12/21/nessun-processo-penale-per-don-inzoli-ecco-come-laccusa-di-abusi-su-minori-arrivo-al-vescovo-e-poi-allex-santo-uffizio/#more" target="_blank">CremonaOggi</a>, «i genitori, anziché procedere alla denuncia penale &#8211; come sarebbe stato possibile, legittimo e nei loro diritti &#8211; hanno preferito rivolgersi direttamente al vescovo, chiedendo la rimozione del sacerdote dalla parrocchia. Cosa che il vescovo ha fatto, domandando a Don Mauro di lasciare spontaneamente la Santissima Trinità».</p>
<p>La pena medicinale perpetua per l&#8217;ex parroco 65enne di Crema è diventata vincolante a partire dal giorno di notifica del Decreto all&#8217;interessato: il 25 giugno 2014. Tra le due sentenze della Cdf (2012 e 2014), come si legge <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">sul sito</a> della Diocesi di Crema, Don Mauro aveva fatto ricorso alla Congregazione la quale, recependo quanto papa Francesco ha stabilito accogliendo il ricorso contro la dismissione dallo stato clericale, ha emanato il decreto definitivo. Inzoli mantiene dunque lo stato clericale ma gli resta inflitta la dura pena per abusi su minori. Nonostante ciò secondo i suoi avvocati, definendolo &#8220;pedofilo&#8221;, Pucciarelli avrebbe scritto il falso. <br />Perché? Perché il sacerdote in Italia non è stato né giudicato tanto meno condannato. Quindi &#8211; questo è il ragionamento &#8211; il giornalista si sarebbe indebitamente eretto a giudice infamando il loro assistito. E poco importa se Oltretevere c&#8217;è una condanna definitiva della Congregazione per la dottrina della fede da cui peraltro prendono le mosse due esposti presentati alla Procura di Cremona da Bordo e dall&#8217;associazione di vittime Rete L&#8217;Abuso. Raccontare questa storia non rientra nel diritto di cronaca, «gli articoli nel loro evolversi, sullo spunto di fatti falsi, riportano circostanze altamente lesive e diffamatorie&#8230;». Siamo al delitto di cronaca?</p>
<p>Il decreto definitivo della Cdf è <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">pubblico </a>e vale la pena di leggerlo per intero per farsi un&#8217;idea ancora più precisa su quale sia lo «spunto» da cui è partita la cronaca di Pucciarelli su <i>Repubblica</i>: «In considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, Don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l&#8217;Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l&#8217;Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un&#8217;adeguata psicoterapia».</p>
<p><img decoding="async" class="ArtImgLeft" title="" src="http://cronachelaiche.globalist.it/QFC/NewsExtra_233112.jpg" alt="" width="300" height="157" />La presenza di Don Inzoli serenamente seduto in poltrona il 17 gennaio scorso al Convegno di Milano organizzato dalla Regione Lombardia per tutelare i valori «della famiglia tradizionale», risulta poco in armonia con le motivazioni e le imposizioni del decreto, tra cui l'&#8221;umile riservatezza&#8221;, eppure in un primo momento non aveva fatto notizia né scalpore. Per lo meno non tra i vip sistemati nei paraggi, in primis il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il suo predecessore Roberto Formigoni (memor domini di Cl dal 1970). Anche l&#8217;attenzione dei media si era concentrata sulle polemiche per il logo dell&#8217;Expo apparso sul manifesto del convegno, e sulla manganellata verbale assestata dall&#8217;on. Ignazio La Russa a un ragazzo omosessuale che aveva tentato di intervenire benché non invitato. Il caso è deflagrato il giorno successivo quando tra le immagini del convengo pubblicate dal <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/01/18/convegno-famiglia-don-inzoli_n_6497036.html" target="_blank">Corriere della sera</a> un deputato cremasco di Sel, Franco Bordo, ha riconosciuto il volto di Don Inzoli e ha pubblicato un tweet: &#8220;Davvero un bel quadretto a difesa #famiglia, Don Inzoli condannato dal Vaticano per abusi su minori&#8221;.</p>
<p>Bordo questa storia la conosce bene perché porta la sua firma, come detto, uno dei due esposti presentati alla Procura di Cremona a fine giugno 2014 affinché si valutino eventuali responsabilità penali dell&#8217;ex parroco cremasco sulla base della condanna emessa in via definitiva dalla Cdf. Secondo quanto scrive il 22 ottobre 2014 <a href="http://www.giugenna.com/2014/10/22/october-22-2014-at-0516pm/" target="_blank">Il Fatto quotidiano</a>, i magistrati italiani stanno indagando su 40 episodi di abusi e avrebbero inoltrato una rogatoria alla Santa sede per acquisire elementi utili dal processo canonico svolto alla Cdf. La presenza di una rogatoria è stata confermata anche dal deputato di Sel nell&#8217;intervista di Pucciarelli che ha provocato la reazione dei legali di Don Inzoli. Sulla falsa riga di quanto detto riguardo all&#8217;articolo, essi sostengono che rilevarne la presenza al convegno sia stato solo un pretesto per ritirar fuori una storia vecchia e coprire di «infamanti offese» il loro assistito, perché, precisano, non c&#8217;è alcuna sentenza definitiva della «Giurisdizione Italiana» per pedofilia. Ecco appunto, vedremo se e come evolverà anche in Italia la vicenda giudiziaria di Don Mauro Inzoli da Torlino Vimercati. Continueremo a informare i lettori, esercitando come Pucciarelli il <i>sacrosanto</i> diritto di cronaca.</p>
<p><i>A Matteo la solidarietà mia, di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/" target="_blank">MicroMega</a> e di Cronache Laiche.</i></p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115927&amp;typeb=0&amp;COMUNIONE-E-LIBERAZIONI">Cronache Laich</a>e</b></p>
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		<title>Il silenzio su  Don Inzoli</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-silenzio-su-don-inzoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2014 09:55:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un anno di latitanza, riappare un nostro articolo sul sito di Internazionale.  Si intitola «Le suore di Trento».Nei commenti sotto, la polemica infuria: mentre scriviamo ci sono già 90 commenti ed è la fiera del «non è questo il punto». Non è mai quello, il punto. E poi l’URSS, la Germania Est, la Stasi… Ma scusateci se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-silenzio-su-don-inzoli/">Il silenzio su  Don Inzoli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #000044;">Dopo un anno di latitanza, <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;"><a style="color: #074173;" href="http://www.internazionale.it/opinioni/wu-ming/2014/07/21/le-suore-di-trento/">riappare un nostro articolo sul sito di <em style="font-weight: bold; font-style: italic;">Internazionale</em></a></strong>.  Si intitola «Le suore di Trento».<br />Nei commenti sotto, la polemica infuria: mentre scriviamo ci sono già 90 commenti ed è la fiera del «non è questo il punto». Non è mai quello, il punto. E poi l’URSS, la Germania Est, la Stasi…</p>
<p style="color: #000044;">Ma scusateci se cogliamo l’occasione per scrivere due cosette su <a style="color: #074173;" href="https://www.google.com/search?btnG=1&amp;pws=0&amp;q=Mauro+Inzoli&amp;gws_rd=ssl">don Inzoli</a> (<a style="color: #074173;" href="https://twitter.com/search?q=%23Inzoli&amp;src=typd">#Inzoli</a>). Non c’entra, sia chiaro. È una storia diversa. Non facciamo collegamenti a cazzo di cane, su… Però cogliamo l’occasione. Giusto un rapido riassunto della vicenda, per chi non l’ha seguita via Twitter.<span id="more-12535"></span></p>
<p style="color: #000044;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/08/Inzoli.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12536" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/08/Inzoli-300x195.jpg" alt="Inzoli" width="300" height="195" /></a>Il 27 giugno 2014 la stampa di Crema dà <a style="color: #074173;" href="http://www.cremonaoggi.it/2014/06/27/pedofilia-arrivata-la-sentenza-definitiva-per-don-mauro-inzoli/">una notizia-bomba</a>… che però rimane inesplosa: dopo una prima sentenza risalente al 2012, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha condannato in secondo grado per abusi su minori monsignor <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Mauro Inzoli</strong>, già presidente del Banco Alimentare e vicepresidente della Compagnia delle Opere, più volte <a style="color: #074173;" href="http://www.meetingrimini.org/news/default.asp?id=676&amp;id_n=878">mattatore al Meeting di Rimini</a> nonché – si è scritto da più parti – confessore di <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Roberto Formigoni</strong>.<span id="more-18209"></span><br />Inzoli era soprannominato «don Mercedes» perché amante del lusso e dei macchinoni, nella più pura osservanza dello stile evangelico. Se oggi tornasse tra gli uomini, lo stesso Gesù si sposterebbe in Porsche.<br />Particolare importante, a Crema don Inzoli aveva fondato l’associazione «Fraternità», per anni affidataria di molti minori soggetti a tutela.<br />In rete, riferimenti a sue (presunte) molestie nei confronti di minori<a style="color: #074173;" href="http://geniv.forumcommunity.net/?t=5492349&amp;st=30">risalgono almeno al 2007</a> e nessuno li ha mai rimossi.</p>
<p style="color: #000044;">Da quella condanna è trascorso quasi un mese, e l’informazione su questa storia, che pure sarebbe di portata nazionale, l’hanno fatta quasi solo la stampa locale di Crema e Cremona (come se Inzoli fosse un qualunque prete di provincia e non uno dei più importanti capi di CL!) e i non molti giornalisti freelance che ne hanno scritto in rete (<a style="color: #074173;" href="http://mazzetta.wordpress.com/2014/06/28/la-scandalo-inzoli-un-pedofilo-per-il-papa-uno-sconosciuto-per-media-e-magistratura/">il primissimo è stato Mazzetta</a>). Per quanto riguarda i giornali nazionali, è uscito prima un articolo – purtroppo poco attento ai veri nodi della questione, per questo <a style="color: #074173;" href="https://twitter.com/Wu_Ming_Foundt/status/487540125992497152">lo abbiamo criticato</a> – sul <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Fatto Quotidiano</em>, poi <a style="color: #074173;" href="http://ilmanifesto.info/quelle-notizie-su-cl-che-nessun-giornale-vuole-pubblicare/">uno sul <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Manifesto</em></a>, a nostro avviso meritorio perché collegava la vicenda Inzoli ad altri sommovimenti nel mondo ciellino di cui i media non stanno rendendo conto.</p>
<p style="color: #000044;">Sì, perché siamo di fronte a un silenzio <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">agghiacciante</em> dei grandi mezzi di informazione, che pure sono stati più e più volte sollecitati a occuparsene. Per settimane svariati lettori hanno mandato link su Inzoli e segnalato la vicenda a decine di opinion-maker e direttori di testate. Risultato? Altri mattoni nel muro di silenzio. Zero righe su Repubblica; un solo trafiletto sulle pagine cremonesi del Corriere, niente su quelle nazionali; niente sulla Stampa; zero minuti alla Rai.</p>
<p style="color: #000044;">All’epoca della prima sentenza di condanna, i due big della stampa nazionale ne avevano scritto: ecco <a style="color: #074173;" href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/12_dicembre_12/crema-prete-mercedes-ridotto-stato-laicale-inzoli-2113122935342.shtml">un articolo</a>, ed eccone <a style="color: #074173;" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/12/14/dal-lusso-allombra-degli-abusi-sessuali-tutti.html">un altro</a>. Stavolta nulla. Perché? Cos’è cambiato, nel frattempo?</p>
<p style="color: #000044;">«Beh, ci sono state le Larghe Intese…», ha malignato qualcuno in rete. Formigoni, Lupi e l’intero mondo CL sono al governo col PD di Renzi. Non vorrai mica disturbare il manovratore?<br />Qualcuno ha persino segnalato <a style="color: #074173;" href="http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/ecco-chi-e-marco-carrai-il-gianni-letta-di-matteo-renzi-1.139920">un’inchiesta dell’Espresso</a> sul “braccio destro” e consigliere n.1 di Renzi, <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Marco Carrai</strong>. Vi si legge che la Compagnia delle Opere in Toscana «è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco».<br />Diversi hanno anche ricordato che le Coop ex-”rosse” e la CdO fanno affari insieme da anni, e sovente esponenti dei due blocchi di potere economico finiscono coinvolti nelle stesse inchieste…</p>
<p style="color: #000044;">Mah, forse troppo “meccanicistica”, come spiegazione: il padronato ordina il silenzio, la stampa esegue.<br />Il problema è che altre spiegazioni non se ne sono trovate. Persino quando i media han dedicato servizi alla condanna papale dei preti pedofili, non si è fatto alcun riferimento (nessuno, zero!) a un caso enorme come quello di don Inzoli. Eppure è il più recente e il più altolocato.</p>
<div style="color: #000044;" align="center" data-twttr-id="twttr-sandbox-0"> </div>
<p style="color: #000044;">Per chiunque altro – e ne siamo sicuri perché <a style="color: #074173;" href="http://www.carmillaonline.com/2007/04/29/dossier-i-precedenti-del-caso-rignano-flaminio-1a-parte/">ci siamo occupati a lungo di questi temi</a> – i media avrebbero tirato fuori pece e piume. C’è chi, con simili accuse (senza bisogno di sentenze) è stato crocifisso, massacrato, sbattuto su tutte le prime pagine come «mostro», per poi essere assolto, ma intanto aveva avuto la vita distrutta. Per Inzoli, invece, guanti bianchi e rumori ovattati. Questo è un caso di <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">disuguaglianza di fronte alla gogna</em>. Due pesi e due misure, corrispondenti a CL e non-CL?</p>
<p style="color: #000044;">Più degli abusi stessi, a inquietare è proprio la compattezza nel silenzio. C’è un cordone sanitario mediatico intorno a Inzoli e CL? «Se questo cordone non c’è», scrivevamo su Twitter due settimane fa, «che lo si dimostri facendo inchiesta o almeno dando, seppure in ritardo, la notizia.» E invece niente.</p>
<p style="color: #000044;">Su Inzoli e sulla sentenza dell’ex-Sant’Uffizio, silenzio addirittura<em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">tombale</em> da parte degli enti e fondazioni che ha diretto per anni. Non abbiamo trovato nessun comunicato del Banco Alimentare, di cui «don Mercedes» è stato presidente dal 1997 al 2012, anno dell’istruttoria e della prima sentenza. Non un rigo, che fosse di chiarimento, di rammarico, di presa di distanze o di solidarietà umana… Zero. Ricordiamo che nel 2007, quando <a style="color: #074173;" href="http://www.lamappaperduta.com/don-gelmini.php">un’inchiesta per abusi su minori coinvolse <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">don Pierino Gelmini</strong></a>, Inzoli e tutto il Banco Alimentare solidarizzarono con lui:</p>
<blockquote style="font-style: italic; color: #00004d;">
<p>«Milano, 3 ago. 2007 – (Adnkronos) – Dopo la notizia dell’avvio di un’indagine, condotta dalla magistratura di Terni, che vede coinvolto don Pierino Gelmini fondatore della “Comunità Incontro”, il presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus, monsignor Mauro Inzoli, manifesta la sua solidarietà e vicinanza al religioso. “A nome di tutta la Rete Banco Alimentare -dichiara Inzoli- ci sentiamo addolorati ma certi della vittoria del bene. Con immutata stima, vogliamo condividere questa prova fino alla fine, sicuri che nulla va perduto.”»</p>
</blockquote>
<p style="color: #000044;">Eppure, quando il suo stesso presidente è stato coinvolto in un’inchiesta per abusi su minori (ancorché condotta dalle autorità ecclesiastiche e non dallo Stato), il Banco Alimentare non si è dichiarato «addolorato», né «certo della vittoria del bene», né ha espresso «immutata stima». Davvero strano.<br />Stesso silenzio da parte della Compagnia delle Opere tutta, come se questo Inzoli nessuno lo avesse mai sentito nominare. E neppure una riga sulle riviste di area CL, come <em style="font-weight: inherit; font-style: italic;">Tempi</em>, diretta da <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Luigi Amicone</strong>(sed magis amicus…?) Una riflessione col cuore in mano, una dolorosa autocritica, un dibattito su com’è stata vissuta la vicenda nel mondo ciellino… Nulla di tutto questo. Una casa dai vetri oscurati, come quelli delle limousine.</p>
<p style="color: #000044;">Altro silenzio che solleva interrogativi è quello della magistratura: dopo che nel 2012 la stampa (cremasca e, allora, nazionale) diede la notizia della prima indagine interna e condanna da parte della Chiesa, non risulta che la Procura di Crema abbia indagato su quali abusi fossero stati compiuti, con quali complicità e su quali minori. Nelle ultime settimane, due esposti – uno <a style="color: #074173;" href="http://www.cremonaoggi.it/2014/06/30/bordo-sul-caso-inzoli-%E2%80%9Cvengano-restituite-verita-e-giustizia%E2%80%9D/">del parlamentare di SEL<strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">Franco Bordo</strong></a> e l’altro <a style="color: #074173;" href="http://retelabuso.org/blog/30708">della rete L’Abuso</a> – dovrebbero avere smosso qualcosa su quel fronte. Tardivamente, perché – come si dimostrava all’inizio – era dal 2007 che su Inzoli giravano certe storie. In città diverse voci hanno <a style="color: #074173;" href="http://cremonademocratica.org/2014/07/02/riflessioni-sulle-vittime-di-don-inzoli-rifondazione/">parlato di un clima omertoso</a> intorno alla faccenda,<a style="color: #074173;" href="http://www.crema.laprovinciacr.it/news/crema/92823/Don-Inzoli--il-sindaco-.html">lo stesso sindaco</a> ha chiesto ulteriori indagini.</p>
<p style="color: #000044;">Ora, fermatevi un momento a pensare, mentre vi ripetiamo questo dato di fatto: di tutto ciò che abbiamo appena raccontato, i più importanti media nazionali non hanno scritto as-so-lu-ta-men-te nien-te.</p>
<p style="color: #000044;">Buona notte, e buona fortuna.</p>
<p style="color: #000044;"><strong>Wu Ming</strong></p>
<p style="color: #000044;">(articolo preso<a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=18209#more-18209"> dal blog Giap,</a> del collettivo di scrittori Wu Ming e ripubblicato in base alle regole del Creative Commons)</p>
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		<title>COMUNIONE E LIBERAZIONE: IL MEETING È FINITO, FATE GLI AFFARI IN PACE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunione-e-liberazione-il-meeting-e-finito-fate-gli-affari-in-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 22:36:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Con l’equivalente di tre terzine “dantesche”, il settimanale cattolico “Famiglia Cristiana” ha magistralmente collocato in un ideale “Inferno “contemporaneo la casta, non nel senso di pura, ciellina:“Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier.Tutti gli ospiti del Meeting, ad ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>1) Con l’equivalente di tre terzine “dantesche”, il settimanale cattolico “Famiglia Cristiana” ha magistralmente collocato in un ideale “Inferno “contemporaneo la casta, non nel senso di pura, ciellina:<span id="more-10775"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/meeting_rimini_2012_cl.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10776" title="meeting_rimini_2012_cl" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/meeting_rimini_2012_cl-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />“Un lungo applauso del popolo dei ciellini ha accolto il premier.<br />Tutti gli ospiti del Meeting, ad ogni edizione, sono stati sempre accolti così: da Cossiga a Formigoni, da Andreotti a Craxi, da Forlani a Berlusconi. Qualunque cosa dicessero. Poco importava se il Paese, intanto, si avviava sull’orlo del baratro.<br />Su cui ancora continuiamo a danzare.<br />C’è il sospetto che a Rimini si applauda non per ciò che viene detto.<br />Ma solo perché chi rappresenta il potere è lì, a rendere omaggio al popolo di Comunione e Liberazione.<br />Non ci sembra garanzia di senso critico, ma di omologazione.<br />Quell’omologazione da cui dovrebbe rifuggire ogni giovane.<br />E che rischia di trasformare il Meeting di Rimini in una vetrina: attraente, ma pur sempre autoreferenziale”[1]. Con sobria noncuranza bocconiana, CL ha risposto:<br />“M’arimbarza” [2].</p>
<p>2) Oltre che nella certezza di essere i beniamini dello Spirito e della Chiesa, la sicumera dei Ciellini affonda le sue radici in elementi molto materiali, ma decisamente rassicuranti in questo mondo in cui ciò che conta sono le ricchezze ed il Potere, che si possono ottenere anche stringendo alleanze impensabili per noi profani.<br />Una di queste radici-alleanze è analizzata in un illuminante articolo di Gianni Barbacetto, che scopre, è il caso di dirlo, gli altarini:<br />“L’alleanza tra il mondo ciellino e la sinistra italiana ha una storia ormai lunga.<br />È vero che Comunione e liberazione ha sempre sostenuto con determinazione il centrodestra di Silvio Berlusconi, perdonandogli tutto, dalle barzellette con bestemmia al bunga-bunga.<br />Ma è anche vero che si è sempre tenuta una mano libera, da allungare a sinistra.<br />Soprattutto quando ci sono affari da spartire insieme.<br />Ora, con Silvio in declino e il Pdl in crisi, quella mano diventa più forte e visibile.<br />La “trasversalità” (guai a chiamarla inciucio) diventa esplicito progetto politico” [3].<br />Questa “trasversalità” ha tra i suoi padri (ig)nobili un classico ircocervo [4], che solo sul suolo italiota poteva nascere e prosperare:<br />“ … nel 2003, era nato l’Intergruppo parlamentare sulla sussidiarietà, che ha tra i suoi più assidui ed entusiasti frequentatori da una parte Maurizio Lupi (ciellino di Forza Italia-Pdl), dall’altra Enrico Letta (Ds, poi Pd).<br />L’Intergruppo si propone come “tavolo di discussione bipartisan ideato per creare un dibattito trasversale sul tema della sussidiarietà”, proclama Lupi.<br />“Il suo obiettivo principale è promuovere l’iniziativa privata dei cittadini in forme di autorganizzazione per sperimentare un rapporto più evoluto fra programmazione statale e soggetti privati.<br />Le diverse nature politiche dei promotori dell’Intergruppo ne hanno fatto un caso singolare nel panorama italiano” [5]”.<br />La cruda realtà costringe Barbacetto a ridimensionare la lupesca aspirazione all’unicità:<br />“ Non così singolare, in verità, vista la propensione italiana all’inciucio. In questo caso, più sociale che politico.<br />La parola d’ordine è “dal welfare state alla welfare society”, vale a dire: meno Stato sociale e meno intervento pubblico, per dare più spazio alle cooperative, sia cielline, sia rosse.<br />Se poi si vuol trovare l’atto fondativo di un patto tra mondo ciellino e sinistra, il primo passo di un lungo cammino insieme, si deve risalire ancora più indietro nel tempo: al luglio 1997, quando nasce Obiettivo Lavoro, agenzia per fornire lavoro temporaneo.<br />A fondarla sono, insieme, la Lega delle cooperative e la Compagnia delle opere, coop rosse e ciellini.<br />Ne diventa presidente Pino Cova, ex segretario della Cgil Lombardia e della Camera del lavoro di Milano, amministratore delegato è Marco Sogaro, della Cdo” [6].<br />Essendo i Ciellini fattivi ed essendo (stati) i Piddini marxisti, il passo dalla teoria alla prassi è breve:<br />“ Ma sono gli affari a dare sostanza concreta ai progetti “alti”.<br />Coop rosse e imprese della Cdo si spartiscono ormai tranquillamente molti appalti pubblici.<br />A Milano, il nuovo ospedale di Niguarda nascerà con le strutture realizzate dalla coop Cmb di Carpi e i servizi gestiti da aziende della Compagnia delle opere.<br />I motori delle due centrali, quella bianca e quella rossa, si stanno già scaldando anche per i lavori dell’Expo 2015: già pronte le coop Cmb, Unieco e Ccc.<br />Anche il monumento al formigonismo, il nuovo grattacielo sede della giunta lombarda, è nato dalla stessa alleanza: Infrastrutture lombarde, la potentissima stazione appaltante controllata dalla Regione di Roberto Formigoni, per Palazzo Lombardia ha assegnato appalti anche a Cmb di Carpi e a Ccc di Bologna, oltre che all’Impregilo di Massimo Ponzellini, a Pessina, a Cile e a Montagna Costruzioni, azienda socia della Cdo e presente nel suo consiglio direttivo.<br />Le coop sono ben piazzate anche negli appalti del nuovo polo fieristico di Rho Pero (Cmb di Carpi) e del Portello (Cmc di Ravenna).<br />Ma il sistema è pervasivo e nazionale, se è vero che funziona, per esempio, anche a Vicenza: il nuovo ospedale di Santorso sarà tirato su da Summano Sanità, società formata insieme da coop (anche qui Cmb) e Cdo” [7].</p>
<p>3) Il tutto avviene con la benedizione solenne del “ Papa Rosa”:<br />“Se vuole rifondarsi, la sinistra deve partire dal retroterra di Cl.<br />La vera sinistra non nasce dal bolscevismo, ma dalle cooperative bianche dell’800, il partito socialista arriva dopo, il partito comunista dopo ancora.<br />E i movimenti del Sessantotto sono tutti morti, solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché è quello più vicino alla base popolare, è lo stesso ideale che è alla base delle cooperative, un dare per educare”.<br />A parlare così è Pierluigi Bersani.<br />È l’agosto del 2003, quando l’attuale segretario del Pd è responsabile economico dei Ds e viene accolto con scrosci d’applausi dal popolo di Cl al Meeting di Rimini” [8].<br />Evidentemente, gli applausi di CL sono talmente avvolgenti che rendono dipendenti, cosicché Bersani torna e ne prende una dose doppia, anche perché paga un prezzo ancor più alto:<br />“ Bersani al Meeting di Rimini del 2006 aggiunge una clamorosa rivelazione:<br />“Quando nel 1989 Achille Occhetto volle cambiare il nome del Partito comunista italiano, per un po’ pensò di chiamare il nuovo partito Comunità e libertà.<br />Perché tra noi e voi le radici sono le stesse”. Ovazione” [9].<br />Dulcis in fundo, Barbacetto ci ricorda che tra gli amici di CL c’è pure l’aspirante “ Papa Rosa”: Matteo Renzi.</p>
<p>Parafrasando e miscelado sacro e profano, si potrebbe dire:<br />“ La Coop sei tu e CL è il tuo profeta”.</p>
<p><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=753"><strong>Valerio Bruschini &#8211; la Terra di Nessuno</strong></a></p>
<p>NOTE<br />[1] “Famiglia Cristiana”, “Monti, l’ottimismo e gli applausi”.<br />[2] Per i non Bocconiani: “ Siffatta accusa non mi tange”.<br />[3] <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/21/coop-rosse-e-compagnia-delle-opere-quanto-e-bello-realizzare-affari-insieme/330171/" target="_blank">Barbacetto Gianni, “ Coop rosse e Compagnia delle Opere, quanto è bello realizzare affari insieme”</a>, Il Fatto Quotidiano, Martedì, 21 Agosto 2012.<br />Salvo diverso avviso, pure le note successive rimandano al suddetto articolo.<br />]4]“ Ircocervo deriva dal latino hircocervus, parola composta da hircus (”capro”) e cervus (”cervo”), e designa un animale mitologico per metà caprone e per metà cervo.<br />… Col tempo l’utilizzo letterale del termine è stato abbandonato in favore di un uso metaforico per riferirsi a cose assurde ed irreali”, Wikipedia.</p>
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		<title>Intervista a Ferruccio Pinotti</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/intervista-a-ferruccio-pinotti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:29:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ferruccio Pinotti è un giornalista del Corriere della Sera, ha scritto per l&#8217;Arena, L&#8217;Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L&#8217;International Herald Tribune. È anche autore di molti libri-inchiesta tra cui ricordiamo: “Poteri Forti”, “Opus Dei Segreta”, “L’Unto del Signore”, “La Lobby di Dio” e “Wojtyla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ferruccio Pinotti è un giornalista del Corriere della Sera, ha scritto per l&#8217;Arena, L&#8217;Espresso ed Il Sole-24 Ore. A New York ha lavorato per la CNN, collaborando anche con L&#8217;International Herald Tribune. È anche autore di molti libri-inchiesta tra cui ricordiamo: “Poteri Forti”, “Opus Dei Segreta”, “L’Unto del Signore”, “La Lobby di Dio” e “Wojtyla Segreto”.<br />
Abbiamo l’opportunità di rivolgergli qualche domanda.<span id="more-10240"></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" style="float:left; padding:5px;" title="pinotti" src="http://www.ferrucciopinotti.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/ferruccio-2-colore.jpg" alt="" width="227" height="340" /><br />
<strong>Sono ormai cinque anni che sono uscite le tue prime inchieste su Comunione e Liberazione e l’Opus Dei che hanno contributo a far luce sui rapporti fra queste organizzazioni religiose e gli ambienti politico-finanziari. È cambiato qualcosa in questo lasso di tempo?<br />
</strong>Qualcosa cambia sempre nel corso di cinque anni, l’Opus Dei ha avuto dei momenti di crisi ma recentemente ha messo a segno un buon colpo con l’assegnazione della presidenza dello IOR a Ettore Gotti Tedeschi.<br />
Comunione e Liberazione ha praticamente in mano il governo della Lombardia da diversi anni e ha acquisito ulteriore potere con la nomina di Scola come Arcivescovo di Milano. Tuttavia ha problemi di natura politica, il suo uomo di punta, Formigoni, non è riuscito nelle sue intenzioni di diventare il delfino e quindi il successore di Berlusconi. La scelta di Alfano come successore di Silvio Berlusconi non le consentirà di “ciellinizzare” tutto il PDL come aveva in mente di fare. Comunione e Liberazione rimane quindi senza una base politica solida ma con un discreto numero di parlamentari ad essa vicini. La sua collocazione naturale sarebbe quella del terzo polo, tuttavia occorre prima superare la resistenza laica di Futuro e Libertà, ovvero dei finiani.</p>
<p><strong>E il rapporto di Comunione e Liberazione con la sinistra? con Bersani che è puntualmente invitato al meeting di Rimini?</strong><br />
È un rapporto molto forte, Bersani è stato salutato come il loro candidato alle primarie del PD, ma da questo punto di vista è molto interessante anche indagare sul loro rapporto con Penati che pare abbia avuto il loro appoggio alle elezioni. Se Bersani è stato colui che ha sancito l’unione fra la coop rosse e CL Penati è nato e cresciuto nel sistema di potere lombardo.</p>
<p><strong>Ne “L’unto del Signore” spiegavi molte cose di Berlusconi, questo finto liberale che per vent’anni ha pesantemente condizionato la politica italiana. Ora che la sua epoca sembra finita cosa ti aspetti dallo scenario politico italiano?</strong><br />
La mia sensazione è che lui abbia negoziato per bene le sue cose con Napolitano ottenendo un salvacondotto per se stesso e le sue aziende. Mantiene comunque la maggioranza in senato quindi è politicamente tutt’ora molto forte. In Vaticano, dietro le dichiarazioni di facciata, è comunque apprezzato e stimato; sono cinici, sanno che possono contare sempre su di lui.<br />
Adesso mentre lascerà Monti a fare politiche di lacrime e sangue sistemerà i suoi problemi e poi potrà ricandidarsi, perché no, anche al Quirinale.</p>
<p><strong>Quindi non lo vedi fuori dalla politica italiana</strong><br />
Secondo me non uscirà affatto dalla nostra politica, in un momento difficile si è liberato nella maniera più abile negoziando condizioni che noi non possiamo conoscere ma che certamente lo salvaguarderanno.</p>
<p><strong>Il tuo ultimo libro è “Wojtyla segreto”. Quant’è stato difficile scrivere una controinchiesta su Giovanni Paolo II in tempi di sua adorazione cieca ed acritica?</strong><br />
Non è stato certamente un lavoro semplice. C’è quasi un ordine tassativo in tutti gli ambienti di santificare la sua figura; certo è stato il papa che ha sconfitto il comunismo e quindi lo spessore politico gli va riconosciuto, ma questo non toglie che il suo pontificato debba essere indagato storicamente in modo critico.<br />
È un libro coraggioso, noi cerchiamo di ricostruire principalmente tre aspetti: le vicende del Banco Ambrosiano e di Solidarnosc, l’affossamento della Teologia della Liberazione e dei suoi esponenti, l’appoggio incondizionato a organizzazioni come l’Opus Dei e Comunione e Liberazione.<br />
Il lavoro di Giacomo Galeazzi, vaticanista, in tal senso è stato molto prezioso; si è esposto molto per realizzare quest’inchiesta.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda, molte delle inchieste che hai fatto sono di stampo laico, qualcuno direbbe laicista, qual è il tuo rapporto con la religione?</strong><br />
È un rapporto che prescinde dalle convinzioni personali, le mie indagini critiche sul ruolo esercitato della chiesa nello Stato italiano le ritengo necessarie perché questa influenza sta distruggendo i valori laici e civili dello Stato stesso.  A tal proposito voglio segnalare il mio prossimo libro-inchiesta che uscirà nei prossimi giorni: si chiama “Finanza Vaticana” (ed. Le Grazie) e ricostruisce la storia della finanza bianca dall’800 a oggi.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>COMUNIONE E LIBERAZIONE: LA FATALE ATTRAZIONE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunione-e-liberazione-la-fatale-attrazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 00:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro di Ferruccio Pinotti [1], oltre ad essere una vera e propria miniera d’ informazioni su questa organizzazione cattolica, tanto potente quanto poco conosciuta, è fonte anche di non poche sorprese. Pensiamo, pertanto, di fare cosa buona e giusta, condividendo con altre persone lo stupore, che abbiamo provato nel leggere le pagine dense e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Il libro di Ferruccio Pinotti [1], oltre ad essere una vera e propria miniera d’ informazioni su questa organizzazione cattolica, tanto potente quanto poco conosciuta, è fonte anche di non poche sorprese.<span id="more-9559"></span></span></span></p>
<p>Pensiamo, pertanto, di fare cosa buona e giusta, condividendo con altre persone lo stupore, che abbiamo provato nel leggere le pagine dense e gustose dedicate a Comunione e Liberazione (d’ora in avanti: C. L. [2]) ed agli astri nascenti, “ma anche” [3], declinanti del PD: Bersani Pierluigi e Renzi Matteo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">1) Nel paragrafo, significativamente intitolato: “La sponda sinistra: Cl e Bersani”, a prescindere dal modo in cui ognuno può interpretare l’aggettivo, Pinotti, dopo averci ricordato che l’attuale Segretario del PD è un ex sessantottino, ci informa che:</span></span></p>
<p>“… è da oltre dieci anni una presenza fissa al Meeting di Rimini.</p>
<p>… dal 1998 al 2009 (tranne nel 2001) non ha saltato neanche uno dei consessi agostani di Cl” [4].</p>
<p>Sicuramente memorabile, anche perché gravido di effetti, è stato quello del 2003, quando il Ciellino Roberto Fontolan, introducendo l’allora responsabile economico degli allora DS, Lo qualificò come:</p>
<p>“… uno dei massimi amici del Meeting” [5].</p>
<p>Poteva Bersani restare insensibile a tanta squisita cortesia e non ricambiare con una sviolinata da far impallidire Paganini?</p>
<p>“Se vuol rifondarsi … la sinistra deve ripartire dal vostro retroterra.</p>
<p>La vera sinistra non nasce dal bolscevismo (no comment; NdA), ma dalle cooperative bianche dell’Ottocento.</p>
<p>Il primo Partito socialista è venuto dopo le cooperative, il Partito comunista dopo ancora e i gruppi nati con il Sessantotto sono tutti spariti.</p>
<p>Solo l’ideale lanciato da Cl negli anni Settanta è rimasto vivo, perché quello più vicino alla base popolare.</p>
<p>E’ lo stesso ideale che era anche delle cooperative: un dare che è anche un educare.</p>
<p>… Perché tra noi e voi le radici sono le stesse” [6].</p>
<p>Commenta giustamente Pinotti:</p>
<p>“Una dichiarazione d’amore” [7].</p>
<p>E l’amore dà sempre i suoi frutti:</p>
<p>“… se è vero che l’anno successivo, in occasione delle elezioni europee del 2004, il movimento “fece campagna a sostegno del futuro ministro, capolista dei Ds in Piemonte, Liguria e Lombardia”.</p>
<p>I soliti “infaticabili e furbi cucinieri ciellini” avrebbe detto qualcuno” [8].</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">2) La Politica non è una scienza esatta, soprattutto in Italia, tuttavia, dati determinati postulati, le conseguenze sono ineluttabili:</span></span></p>
<p>“… nel 2006, nel corso della ventisettesima edizione del Meeting, … la relazione tra Bersani e Cl ha registrato la vera consacrazione.</p>
<p>…l’establishment del movimento – i vari Giancarlo Cesana, Giorgio Vittadini, Emma Neri – affidò a Pierluigi Bersani, allora titolare del dicastero per lo sviluppo economico, niente meno che la presentazione del libro del fondatore don Giussani, Dall’utopia alla presenza.</p>
<p>Ovvero l’evento clou del Meeting, che tra l’altro chiudeva la manifestazione di quell’anno” [9].</p>
<p>Dettagli:</p>
<p>&#8211; don Luigi Giussani era morto il 22 Febbraio 2005:</p>
<p>“… e Bersani era stato l’unico leader degli allora Ds a prendere parte ai funerali, officiati nel Duomo di Milano dal cardinale Joseph Ratzinger, che poco dopo sarebbe stato eletto papa” [10].</p>
<p>&#8211; nel giorno della morte del fondatore di C.L., Berlusconi disse:</p>
<p>“Don Luigi mi ripeteva sempre di considerarmi l’uomo della Provvidenza in Italia …” [11].</p>
<p>E tu chiamali dettagli, se vuoi …</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">3) Valori etici o edilizi?</span></span></p>
<p>Lasciamo volentieri alle “anime belle” la convinzione che i valori etici, di cui C. L. e Bersani si riempiono la bocca, siano il cemento di questa attrazione fatale.</p>
<p>Essendo degli incalliti materialisti, noi pensiamo che sia il vecchio e caro cemento l’elemento basilare di questa abbraccio mortale:</p>
<p>“… all’ombra della Madonnina, caduti gli ultimi steccati, ad aggiudicarsi alcuni dei principali appalti per l’edilizia sono proprio … le cooperative rosse emiliane e romagnole: come la Cmb (Cooperativa muratori e braccianti) di Carpi, che sta curando i lavori dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda; o come la Cmc (Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna), che ha vinto il bando per la costruzione del nuovo complesso fieristico.</p>
<p>Un affare da 165 milioni di euro.</p>
<p>E infine, non si può dimenticare che tra i partner ufficiali del Meeting di Rimini c’è proprio la Coop” [12].</p>
<p>Non di solo cemento, tuttavia, vive l’uomo, cosicché bisogna pensare pure alla salute:</p>
<p>“Nel novembre del 2008 – riporta “Altraeconomia” &#8211; è stata annunciata la fusione tra Os, la mutua sanitaria della Compagnia delle opere, e Insieme salute, aderente a Legacoop” [13].</p>
<p>Ed infine:</p>
<p>“A gennaio di quest’anno la svolta ha toccato un altro tempio della tradizione di sinistra: il porto di Genova, dove è attiva la società di lavoro interinale Intempo, passata dall’associazione delle compagnie portuali a un fifty-fifty tra Legacoop e Cdo.</p>
<p>E un’altra casa comune è la fondazione Abitare la città, che a Milano opera nell’housing sociale: è costituita da cooperative aderenti a Legacoop, Cdo di Milano e provincia” [14].</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">4) “Che Cl sia con te”</span></span></p>
<p>Così è intitolato, ed a ragione, il paragrafo finale della Bersaneide.</p>
<p>Si era nell’Agosto del 2009, alla vigilia delle primarie del Pd per la scelta del nuovo Segretario del Partito.</p>
<p>Naturalmente, Bersani era stato invitato alla trentennale edizione del Meeting, precisamente per partecipare alla tavola rotonda “Una strada per l’Italia” con Maurizio Lupi e Mario Draghi, il Governatore (della Banca) d’Italia.</p>
<p>L’Onorevole Lupi accolse Bersani, dicendo:</p>
<p>“Eccoti, saluto il mio candidato” [15].</p>
<p>Il moderatore del dibattito, Giorgio Vittadini, uno dei leader di C.L., si “limitò” a dire:</p>
<p>“Sappiamo tutti che tra poco il nostro amico Pierluigi dovrà affrontare un passaggio importante…</p>
<p>Be’, vorrei che gli tributassimo un caloroso applauso, perché sappia che noi facciamo il tifo per lui” [16].</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">5) Il nuovo che avanza …</span></span></p>
<p>Da qualche tempo, ha fatto il Suo ingresso sulla scena politica italiana una strana figura: il Rottamatore Renzi Matteo, che si è assegnato la missione, appunto, di rottamare la vecchia casta dirigente del Partito di cui fa parte: il PD.</p>
<p>Assaporiamo, quindi, la novità da Lui rappresentata:</p>
<p>“… a Firenze il voto di Cl è finito in massa all’esponente del Pd, Matteo Renzi” [17].</p>
<p>In verità, in verità, le cose non sono andate proprio così.</p>
<p>Il 3 Aprile 2009, “L’Espresso” ha intervistato il Rottamatore, chiedendoGli se fosse vero che C.L. Lo sostenesse; S.A.R. (Sua Altezza il Rottamatore) ha così risposto:</p>
<p>“Io pensavo e speravo di più.</p>
<p>Ma il presidente della Compagnia delle opere ha scelto di non andare a votare.</p>
<p>Il mio amico, capo delle scuole cattoliche Francesco Neri, idem.</p>
<p>E stiamo parlando di rapporti fraterni” [18].</p>
<p>Poi, dalle vicende personali, è passato a disquisire di alta politica:</p>
<p>“Trovo stravagante l’atteggiamento della sinistra verso la Compagnia.</p>
<p>L’unico politico che ha chiuso il Meeting di Rimini si chiama Pierluigi Bersani.</p>
<p>Se Bersani può parlare con la Cdo, non vedo perché non ci possa parlare qualcun altro” [19].</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Amen.</span></span></p>
<p><strong><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=304" target="_blank">Valerio Bruschini</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=304" target="_blank"> Note sul sito dell&#8217;autore</a></strong></p>
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		<title>Lombardia, ovvero Ciellandia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 20:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[chiara paolin]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del &#34;buono scuola&#34; &#232; promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lombardia-ovvero-ciellandia/">Lombardia, ovvero Ciellandia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante <strong>Formigoni</strong>, non avranno problemi di bilancio: il giochino del &quot;buono scuola&quot; &egrave; promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici.</p>
<p>Per la precisione, nell&rsquo;anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l&rsquo;80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi.</p>
<p>Un meccanismo spiegato dal <em>Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia elaborato</em> dal Gruppo regionale di <em>Rifondazione Comunista</em> sulla base di un&rsquo;analisi rigorosa del database dell&rsquo;Assessorato all&rsquo;Istruzione. Indagine annuale che stavolta ha richiesto particolare impegno visto che i dati sensibili sono stati affidati alla societ&agrave; di servizi <em>Accor</em>, quella dei <em>ticket restaurant</em>, scelta per rendere ancor pi&ugrave; fluida l&rsquo;attribuzione. Infatti il sistema funziona benissimo, specie grazie a qualche regoletta da dieci e lode. Lo <em>status</em> patrimoniale del richiedente, ad esempio.</p>
<p>Mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato <em>Isee</em> per accedere a un piccolo contributo, i richiedenti la &quot;dote per la libert&agrave; di scelta&quot; (questo il romantico nome scelto per il bonus) godono di uno scivolo speciale, ovvero l&rsquo;indicatore reddituale, dove i limiti sono molto pi&ugrave; tolleranti e, soprattutto, non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare sia immobiliare. Cos&igrave; succede che oltre 4 mila beneficiari del ticket dichiarino al fisco un reddito tra i 100 mila e 200 mila euro annui: non proprio dei bisognosi. Altri risultano residenti nelle zone pi&ugrave; prestigiose di Milano, come la Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni, roba da 20 mila euro al metro quadro. Restando sui grandi numeri, soltanto il 25% dei beneficiari dichiara un reddito inferiore a 30 mila euro, mentre tutti gli altri, cio&egrave; il 75%, sta tra i 30 mila e i 198 mila euro.</p>
<p>Non &egrave; un aiuto per poveri, insomma. Scrive <strong>Enrico De Alessandri</strong>, dirigente regionale, nel suo libro <em>Comunione e liberazione, assalto al potere in Lombardia</em>: &quot;<em>Cl</em> &egrave;, notoriamente, l&rsquo;unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell&rsquo;ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia, attraverso un&rsquo;occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i posti chiave&quot;. Con relativi <em>budget</em> di spesa. Parole che sono costate al dipendente regionale un mese di sospensione dal ruolo con l&rsquo;accusa di aver tradito &quot;il rapporto di fiducia col proprio datore di lavoro&quot;. La Regione Lombardia. O <em>Cl</em>?</p>
<p>&quot;De Alessandri racconta la verit&agrave;, finanziare la scuola cattolica &egrave; un punto d&rsquo;onore per <em>Cl</em> &ndash; spiega il consigliere regionale <strong>Carlo Monguzzi</strong>, dei <em>Verdi</em> &ndash; Il meccanismo ormai &egrave; rodato. E il consenso popolare non manca. Una grossa parte dell&rsquo;elettorato vive una situazione di stabilit&agrave; ma teme qualsiasi cambiamento, quindi vota chi porta avanti lo status quo. Poi ci sono disoccupati, precari, sfiduciati dalla politica, quelli che non vanno neanche pi&ugrave; al seggio. Oppure si rivolgono alla Lega, sperando di esprimere un dissenso forte. Inrealt&agrave; l&rsquo;effetto &egrave; opposto: tutto quello che accade sotto il cielo di Lombardia &egrave; condiviso a pieno da <em>Lega</em> e <em>Pdl</em>. O da <em>Lega</em> e <em>Cl</em>, per meglio dire&quot;.</p>
<p>Da <em>Il Fatto Quotidiano</em> del 22 dicembre</p>
<p></p>
<p align="right"><strong>Chiara Paolin &#8211; <em><a target="_blank" href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2405556&amp;yy=2009&amp;mm=12&amp;dd=22&amp;title=lombardia_i_buoni_scuola_vanno">antefatto.it</a></em></strong></p>
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