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	<title>ungheria Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>LA &#8220;STORIA DISONESTA&#8221; SI RIPETE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-storia-disonesta-si-ripete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 14:59:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[francesco saverio paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[jozsef Szaier]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse qualcuno ricorderà l’articolo con cui nel 2007 esposi le mie personali considerazioni sull’ormai dimenticato episodio di Cosimo Mele (deputato dell’UDC sostenitore del family day); fa anzi riflettere che l’associazione per cui scrissi tale articolo e che (visti i suoi sviluppi direi: per mia fortuna) non mi ha più voluto tra le sue file, nonostante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-storia-disonesta-si-ripete/">LA &#8220;STORIA DISONESTA&#8221; SI RIPETE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/la-storia-disonesta-si-ripete.html/josefzeier" rel="attachment wp-att-19123"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-19123" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/josefzeier.jpg" alt="" width="460" height="270" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/josefzeier.jpg 460w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/josefzeier-300x176.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/josefzeier-273x160.jpg 273w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></p>
<p>Forse qualcuno ricorderà <a href="https://blog.uaar.it/2007/08/03/una-storia-disonesta-sarebbero-questi-promotori-del-family-day/">l’articolo</a> con cui nel 2007 esposi le mie personali considerazioni</p>
<p>sull’ormai dimenticato episodio di Cosimo Mele (deputato dell’UDC sostenitore del family day); fa anzi riflettere che l’associazione per cui scrissi tale articolo e che (visti i suoi sviluppi direi: per mia fortuna) non mi ha più voluto tra le sue file, nonostante la “damnatio memoriae” che mi ha riservato, lo abbia gelosamente custodito nel suo sito ufficiale.</p>
<p>Equiparai quell’episodio alla nota canzone UNA STORIA DISONESTA di Stefano Rosso perché aldilà della questione di dettaglio, la dinamica dei fatti era la stessa medesima, salvo la figura “meno peggio” che fa il protagonista della canzone agli occhi di chi osserva il tutto.</p>
<p>Orbene la nostra “storia disonesta” si ripete, ma questa volta a Bruxselles per merito di un rappresentante ungherese membro del partito di Orban del quale è stato fondatore ed in cui ha ricoperto ruoli di primo piano.</p>
<p>Stiamo parlando di Jozsef Szajer: deputato europeo di estrema destra, omofobo, strenuo difensore della “famiglia tradizionale”, nonché intriso di quel tipico identitarismo che da qualche anno sta cercando di minare alla base l&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Il personaggio in questione non è stato trovato con “entreneuse” e cocaina come accadde a Cosimo Mele all&#8217;hotel Flora di Roma, non è stato ritrovato al letto con un trans come accadde a Marrazzo, ma bensì è stato ritrovato a seguito di un’ispezione per violazione del lockdown <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/01/beccato-a-unorgia-a-bruxelles-ma-leurodeputato-di-estrema-destra-jozsef-szajer-insisteva-sul-matrimonio-tradizionale/6023283/">in mezzo a un&#8217;orgia condita da extasy con altri 20 uomini</a> dalla quale ha tentato di fuggire completamente nudo aggrappandosi ad una grondaia (conclusione grottesca di una vicenda già di per sé tragicomica).</p>
<p>In tutta franchezza non mi sento di aggiungere nulla a quanto già esposto dalla stampa, se non un paio di considerazioni di carattere “politico”.</p>
<p>La destra identitarista degli ultimi anni ha avuto come cavallo di battaglia nei confronti della cultura cosmopolita: la difesa della famiglia tradizionale nonché l’accusa di voler minare l’identità dei popoli e degli individui attraverso una strategia per la diffusione dell’edonismo per cui l’umanità verrebbe spinta ad un’orgia di piacere collettivo sconfinato (stile video “All the lovers” di Kylie Minogue) utilizzando rigorosamente contraccettivi per non riprodursi, diffondendo l’omosessualità e dimenticando l’imperativo supremo del “crescete e moltiplicatevi” (il tutto chiaramente architettato dalla sinistra e dal  Nuovo Ordine Mondiale).</p>
<p>Abbiamo “Giorgia” che si proclama “madre cristiana” che ha fatto un figlio fuori dal matrimonio, e guai a farglielo notare perché risponderebbe stizzita “Si faccia gli affari suoi”.</p>
<p>Abbiamo uno sbaciucchia-crocifissi come Salvini  che “fa il cristiano” <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/12/07/ma-salvini-e-cristiano/">nonostante il suo passato</a>.</p>
<p>Potrei aggiungere numerosi esempi di medici obiettori che non praticano l’aborto nelle strutture pubbliche, ma vanno a praticarlo a pagamento nelle strutture private (ma su questo tema è meglio passare oltre perché è molto più pesante e complesso).</p>
<p>Mancava la ciliegina sulla torta di un “esponente estremo” omofobo dell’ormai nota “internazionale identitarista-sovranista” che partecipa ad un’orgia tra uomini.</p>
<p>Attenzione qui non si sta giudicando nessuno, perché dal versante da cui sto parlando tutti i suddetti atteggiamenti (con l’eccezione della questione obiettori) non avrebbero motivo alcuno di esser giudicati: la “gabbia” non è mica stata creata da questa parte della barricata, ma dall’altra dove sono schierati quelli che la barricata l’hanno effettivamente costruita e guarda caso adesso vi restano incastrati … “amor con amor si paga” !</p>
<p>L’unica cosa che avrebbe senso chiedere è un po’ di coerenza.</p>
<p>Ma a questo punto che senso ha chiedere coerenza ad una destra politica quando la coerenza non è più di casa neanche a sinistra ?</p>
<p>L’unica cosa che resta da fare è una sincera <a href="https://www.youtube.com/watch?v=n0GSlDFk_oo">dedica musicale</a> al Sig. Szajer: un bell’omaggio a firma del nostro “fu” Stefano Rosso.</p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/la-storia-disonesta-si-ripete.html/paoletti-foto" rel="attachment wp-att-19122"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-19122" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/paoletti-foto.jpg" alt="" width="169" height="169" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/paoletti-foto.jpg 268w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/paoletti-foto-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/12/paoletti-foto-160x160.jpg 160w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /></a></p>
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		<title>Il razzismo non è scienza. Intervista a Guido Barbujani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-razzismo-non-e-scienza-intervista-a-guido-barbujani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2012 14:44:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[guido barbujani]]></category>
		<category><![CDATA[jobbik]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guido Barbujani è un genetista e scrittore italiano. Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook (New York), alle Università di Padova e Bologna, e dal 1996 è professore di genetica all&#8217;Università di Ferrara Si è formato in genetica delle popolazioni, ha lavorato su diversi aspetti della diversità genetica umana e della biologia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-razzismo-non-e-scienza-intervista-a-guido-barbujani/">Il razzismo non è scienza. Intervista a Guido Barbujani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Guido Barbujani è un genetista e scrittore italiano. </em><em>Ha lavorato alla State University of New York a Stony Brook (New York), alle Università di Padova e Bologna, e dal 1996 è professore di genetica all&#8217;Università di Ferrara</em></p>
<p><em><span id="more-10654"></span></em></p>
<p><em>Si è formato in genetica delle popolazioni, ha lavorato su diversi aspetti della diversità genetica umana e della biologia evoluzionistica. In collaborazione con Robert R. Sokal, è stato fra i primi a sviluppare i metodi statistici per confrontare dati genetici e linguistici, e così ricostruire la storia evolutiva delle popolazioni umane.<br />
</em></p>
<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/06/barbujani.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-10655" title="barbujani" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/06/barbujani-228x300.jpg" alt="" width="182" height="240" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/06/barbujani-228x300.jpg 228w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/06/barbujani.jpg 489w" sizes="(max-width: 182px) 100vw, 182px" /></a>Professor Barbujani, partiamo dal fatto “nudo e crudo”: un deputato di estrema destra del partito ungherese Jobbik si è sottoposto ad un test genetico per dimostrare di non essere di etnia ebrea o rom ma “ungherese puro”.<br />
</strong><strong>È scientificamente possibile dimostrare geneticamente di non appartenere ad una data etnia?</strong></p>
<p>No. Centinaia di studi dimostrano che nessun gruppo umano, definito in base al territorio che occupa, alla lingua che parla, alla religione che pratica, o a qualunque altro criterio, ha caratteristiche genetiche specifiche che permettono di riconoscerlo obiettivamente. Le varianti genetiche umane sono quasi tutte cosmopolite, cioè presenti in tutto il mondo, e le differenze fra popolazioni umane sono differenze di frequenza di queste varianti: qualche popolazione comprende più persone di gruppo sanguigno 0, qualche altra di gruppo sanguigno A; in qualche popolazione le persone intolleranti al lattosio sono il 40 per cento, in altre il 30 o il 50%; e così via. Sono convinto che abbia ragione Marco Aime quando,nel suo documentatissimo “<em>Verdi tribù del nord</em>” (Laterza), dice che un gruppo etnico è semplicemente un gruppo di persone convinte di appartenere allo stesso gruppo etnico.</p>
<p><strong>Se questo è vero, e non abbiamo dubbi in proposito, com&#8217;è possibile che un laboratorio privato si sia fatto pagare per un test che non ha nessun valore scientifico?</strong></p>
<p>La risposta è nella domanda: finché c&#8217;è gente che paga per delle insensatezze, ci sarà sempre altra gente che, a pagamento, fornirà quelle insensatezze.</p>
<p><strong>Allora quando si sente dire in alcuni programmi cose del tipo: &#8220;in base al dna l&#8217;omicida potrebbe essere asiatico&#8221; sono tutte fesserie?</strong></p>
<p>Non sono necessariamente fesserie, nel senso che ci sono alcune caratteristiche (tutte rare) che permettono di piazzare un DNA sulla carta geografica con buona precisione. Per esempio, se si trova che uno è microcitemico, allora si può anche dire con molta precisione se la mutazione che causa la microcitemia gli viene dal delta del Po, dalla Sardegna, dalla Sicilia, dalla Grecia o da Creta. Se la mutazione è tipicamente siciliana, può voler dire che è siciliano quello che ha lasciato la traccia biologica, oppure sua madre, o suo padre, o suo nonno, o sua nonna, o suo bisnonno (eccetera). Ma i microcitemici sono pochi, e pochi sono coloro che portano nel loro DNA mutazioni informative sulla loro origine geografica, che poi potrebbe non essere la loro ma quella di qualche antenato. Per cui, alla domanda risponderei che sono spesso, anche se non sempre, fesserie (e infatti si sentono più nei telefilm che nei telegiornali).</p>
<p><strong>Nel suo libro “<em>Sono razzista ma sto cercando di smettere</em>” ha cercato di sfatare tutti i luoghi comuni attorno alle fantomatiche razze umane. Perché è cosi difficile nella mentalità popolare accettare che, geneticamente parlando, ciò che unisce gli uomini è infinitamente maggiore di ciò che li divide?</strong></p>
<p>Mi piacerebbe poter rispondere, ma in realtà non lo so. Posso dire però che nei diversi periodi storici l&#8217;umanità è stata più o meno sensibile alle differenze. Nell&#8217;impero romano nessuno faceva caso al colore della pelle, nella Georgia schiavista di Via col vento, come sappiamo, non era così. Oggi attraversiamo un periodo in cui le difficoltà economiche spingono un po&#8217; tutti ad agitarsi. C&#8217;è chi si agita per trovare soluzioni, ma molti si agitano in maniera sconclusionata, inventandosi nemici a cui attribuire la colpa del proprio malessere.</p>
<p><strong>Gli antichi greci dividevano il mondo in due: loro e i barbari. Non le sembra che da allora non abbiamo fatto significativi passi avanti sotto l’aspetto dell’integrazione della tolleranza?</strong></p>
<p>Mi sembra più, come ho detto, un processo a zig-zag, con continui alti e bassi. Una qualche forma di diffidenza per il diverso è molto diffusa e può anche darsi che rappresenti una realtà psicologica ineliminabile. Però, in molti casi, la conoscenza reciproca aiuta (o dovrebbe aiutare) a raggiungere forme di coesistenza. Coesistenza, non tolleranza, perché questa parola indica che qualcuno sopporta e qualcun altro viene sopportato, e non è quello a cui si deve puntare. Coesistenza vuole invece dire un livello più profondo di accettazione delle caratteristiche altrui. Anche se le notizie dall&#8217;Ungheria fanno venire il voltastomaco, è utile però ricordarsi che esistono esempi diversi. Io vivo a Ferrara, e le tendopoli formatesi qua in Emilia all&#8217;indomani del terremoto sono un bell&#8217;esempio di coesistenza fra persone molto diverse, di provenienza europea, africana e asiatica, che in situazioni difficili hanno saputo collaborare e ad aiutarsi.</p>
<p><strong>Tornando all’aspetto scientifico, secondo lei lo studio della genetica ha aiutato nella diffusione di questo concetto di coesistenza o ha creato nuove divisioni?</strong></p>
<p>Io credo che in questo campo la scienza non possa fare molto, nel bene e nel male. Quando le ideologie razziste del Novecento hanno avuto successo, la scienza (una certa scienza: non tutti gli antropologi erano razzisti) ha fornito loro delle giustificazioni, ma chi gestiva i campi di concentramento lo faceva per un preciso progetto politico, non scientifico. Allo stesso modo, oggi molti scienziati hanno preso posizioni chiare di rifiuto del razzismo (anche nel caso ungherese in questione), ma la soluzione al problema va cercata in primo luogo a livello politico, sociale ed economico.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-razzismo-non-e-scienza-intervista-a-guido-barbujani/">Il razzismo non è scienza. Intervista a Guido Barbujani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Anno nuovo, Costituzione nuova</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/anno-nuovo-costituzione-nuova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 20:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione ungherese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entrerà in vigore il 1 Gennaio 2012 la “nuova” costituzione ungherese che potrebbe sancire la fine della breve storia della democrazia nel paese magiaro. Questo paese, che è passato dall’alleanza con il nazi-fascismo alla sfera di influenza dell’URSS (con la sanguinosa repressione della rivoluzione ungherese del 1956), rischia infatti di veder sparire il normale bilanciamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/anno-nuovo-costituzione-nuova/">Anno nuovo, Costituzione nuova</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Entrerà in vigore il 1 Gennaio 2012 la “nuova” costituzione ungherese che potrebbe sancire la fine della breve storia della democrazia nel paese magiaro.<br /> Questo paese, che è passato dall’alleanza con il nazi-fascismo alla sfera di influenza dell’URSS (con la sanguinosa repressione della rivoluzione ungherese del 1956), rischia infatti di veder sparire il normale bilanciamento di poteri, proprio di tutte le democrazie moderne, a causa delle  nuove norme volute dal premier <strong>Orbàn<span id="more-10319"></span></strong> e dal suo partito, il Fidesz.<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/il_grande_dittatore_1259774625.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10320" title="il_grande_dittatore_1259774625" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/il_grande_dittatore_1259774625-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br /> Queste norme ridimensionano i poteri della Corte Costituzionale e di tutti gli organi di controllo mentre aumentano quelli delle figure nominate in questa legislatura dal <strong>Fidesz</strong> (il presidente della Repubblica e dei membri del “Consiglio di bilancio”, una sorta di Corte dei Conti).<br /> Il tutto, unito con la “<strong>legge bavaglio</strong>” sulla stampa già entrata in vigore (una legge che prevede fra le altre cose, un tetto per le notizie di cronaca nera del  20% per i telegiornali, l’obbligo di rivelare le fonti per i giornalisti investigativi e, udite udite, una soglia minima del <strong>40% di musica ungherese</strong> da mandare in onda&#8230; le dittature si sa, sanno essere ridicole), ha fatto scattare più di un allarme nei confronti di un paese che è membro dell’Unione Europea.<br /> Ricordiamo che il Fidesz ha ottenuto il clamoroso successo a causa dello scandalo legato alla divulgazione di affermazioni riservate dell’ex primo ministro Socialista che ammetteva in una riunione ristretta del partito di aver deliberatamente mentito ai cittadini ungheresi per essere riconfermato al potere.<br /> Questo nel giro di pochi anni ha causato il dissolversi di quasi tutto l’elettorato del <strong>Partito Socialista</strong> che dalle elezioni del 2006 a quelle del 2010 è passato dal 43 al 19%. Non è curioso che chi vince le elezioni a causa di uno scandalo giornalistico approvi subito dopo una legge bavaglio contro la stampa?<br /> Tornando all’UE le voci di critica e di censura non sono mancate, anche perché nel preambolo della costituzione è stata inserita una sorta di rivendicazione delle province sottratte all’Ungheria con le sconfitte nelle due guerre mondiali, <strong>cosa che ha fatto innervosire non poco la Romania</strong>. La Germania ha cercato di attuare una forte <em>moral suasion</em> che però ha portato solo a un parziale ridimensionamento della legge bavaglio.<br /> Ma il tutto ovviamente ha trovato uno sponsor illustre, indovinate un po’ chi? Ma ovviamente il Vaticano che, forse nostalgico delle dittature militari sudamericane con cui ha collaborato per tutti gli anni ’70 e ’80, ha pubblicato su tutti i suoi mezzi di (dis)informazione elogi per il nuovo corso ungherese. Perché? È presto detto, perché nel suddetto preambolo sono state inserite le radici cristiane dell’Ungheria, la discriminazione omofobica (l’unica unione possibile è quella fra uomo e donna) e la difesa del feto fin dal concepimento. Tombola!<br /> Come quando in Sudamerica le gerarchie cattoliche chiudevano gli occhi di fronte ai desaparecidos (anzi benedicevano i loro boia) in nome della lotta al comunismo, oggi in nome della lotta al laicismo si celebra oltretevere la morte di una democrazia. Morte testimoniata fra l’altro dalle azioni del partito xenofobo di ultradestra <strong>Jobbik</strong> (16% alle ultime elezioni) contro i ROM, che, se non proprio tollerate, sono comunque blandamente contrastate dal partito di governo Fidesz.<br /> Poco varrebbe ricordare agli oltreteverini che in una democrazia si devono tutelare le minoranze (e oggi circa il 20% degli Ungheresi si dichiara non religioso) e che i diritti civili non si assegnano con il principio di maggioranza. Del resto “<em>la chiesa non è una democrazia</em>”. Chi lo diceva? Un certo <strong>Karol Wojtyla</strong>.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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