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	<title>scuola laica Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Sulla Distruzione della Scuola Pubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/sulla-distruzione-della-scuola-pubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 18:52:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[piero calamandrei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sembra quanto mai appropriato in concomitanza con la ripresa della scuola, e con la distruzione della vita di decine di migliaia di insegnanti precari, ripubblicare quanto detto a suo tempo da uno dei padri fondatori della nostra Repubblica (se ancora si pu&#242; chiamar cos&#236;&#8230;) &#8220;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sembra quanto mai appropriato in concomitanza con la ripresa della scuola, e con la distruzione della vita di decine di migliaia di insegnanti precari, ripubblicare quanto detto a suo tempo da uno dei padri fondatori della nostra Repubblica (se ancora si pu&ograve; chiamar cos&igrave;&#8230;)</em></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perch&eacute; non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libert&agrave;, cio&egrave; nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si pu&ograve; fare in due modi. Uno &egrave; quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahim&egrave;. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi pi&ugrave;. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non &egrave; pi&ugrave; permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;&egrave; un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime..Facciamo l&rsquo;ipotesi, cos&igrave; astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale per&ograve; formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&rsquo;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&rsquo;&egrave; una certa resistenza; in quelle scuole c&rsquo;&egrave; sempre, perfino sotto il fascismo c&rsquo;&egrave; stata. Allora, il partito dominante segue un&rsquo;altra strada (&egrave; tutta un&rsquo;ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perch&eacute; in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dir&ograve;, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &ldquo;quelle&rdquo; scuole private. Gli esami sono pi&ugrave; facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos&igrave; la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo &egrave; il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa &egrave; la ricetta. Bisogna tener d&rsquo;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&rsquo;operazione si fa in tre modi: ve l&rsquo;ho gi&agrave; detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la seriet&agrave;. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo &egrave; il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico&rdquo;</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Piero Calamandrei &#8211; discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l&#8217;11 febbraio 1950</strong></font></p>
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		<title>Parla come mangi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 18:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come faceva&#160;una gloriosa rubrica di &#34;Cuore&#34; traduciamo il testo pubblicato oggi dal sito della repubblica in cui alti prelati spiegano la contrariet&#224; della loro istituzione agli insegnamenti alternativi all&#8217;IRC. Testo: &#8221;La natura e il ruolo dell&#8217;insegnamento della religione nella scuola&#160; &#232; divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come faceva&nbsp;una gloriosa rubrica di &quot;Cuore&quot; traduciamo il testo pubblicato oggi <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/scuola_e_universita/servizi/tar-religione/vaticano-9set/vaticano-9set.html">dal sito della repubblica</a> in cui alti prelati spiegano la contrariet&agrave; della loro istituzione agli insegnamenti alternativi all&#8217;IRC.</p>
<p></p>
<p><strong>Testo: </strong>&#8221;La natura e il ruolo dell&#8217;insegnamento della religione nella scuola&nbsp; &egrave; divenuto oggetto di dibattito e in alcuni casi di nuove regolamentazioni civili, che tendono a sostituirlo con un insegnamento del fatto religioso di natura multiconfessionale o di etica e cultura religiosa, anche in contrasto con le scelte e l&#8217;indirizzo educativo che i genitori e la Chiesa intendono dare alla formazione delle nuove generazioni&#8221;. [&#8230;] &#8221;se l&#8217;insegnamento della religione fosse limitato ad un&#8217;esposizione delle diverse religioni, in un modo comparativo e neutro, si potrebbe creare confusione o generare relativismo o indifferentismo religioso&#8217;</p>
<p></p>
<p>lettera firmata dal cardinale Zenon Grocholewski e da monsignor Jean-Louis Brugue&#8217;s</p>
<p></p>
<p><strong>Traduzione: </strong>&quot;Siamo letteralmente terrorizzati dall&#8217;idea che i ragazzi possano scoprire tutto quello che si nasconde dietro la cortina fumogena che abbiamo innalzato per nascondere 2000 anni di misfatti. Se tutti i ragazzi dovessero scoprire il vero volto della Chiesa Cattolica e non quelle quattro fesserie che andiamo propagandando, il minimo che potrebbe generarsi nei nostri confronti &egrave; l&#8217;indifferenza&quot;</p>
<p></p>
<p align="right"><strong>J.Mnemonic</strong></p>
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		<title>Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ironia, quando non &#232; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&#224; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;ironia, quando non &egrave; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&agrave; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o &#8211; meglio &#8211; rendono visibile un mutamento. C&#8217;&egrave; una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella societ&agrave;; il giudice &#8211; detto altrimenti &#8211; emette un parere di conformit&agrave;. Sotto questo aspetto dovremmo quindi dire che la democrazia della maggioranza vince o che il potere &egrave; degli studenti. Si tratta evidentemente di un abbaglio o, per farla pi&ugrave; semplice, della patina che questa sentenza pone al di sopra di una vicenda e &#8211; nel caso preso in esame &#8211; di una sentenza che dice ben altro: la volont&agrave; degli studenti deve essere rispettata, perch&eacute; &egrave; conforme al pensiero oggi dominante e al potere effettivo che orienta tanto il decisore politico quanto l&#8217;amministatore di condominio. Quindi ben venga l&#8217;ironia anche quando a &quot;subirla&quot; sono giudici o procuratori. </p>
<p>Mi vorrei, quindi, soffermare sul fatto che una classe possa decidere del proprio ambiente; penso che sia una vicenda da leggere pi&ugrave; in profondit&agrave;, poich&egrave; &#8211; con una vena di sarcasmo &#8211; mi viene spontanea una domanda: se un numero consistente di classi decidesse da un giorno all&#8217;altro di togliere il crocifisso per mettere la scritta &quot;venceremos&quot;, cosa accadrebbe? Si tratta di un fatto, uno dei tanti &#8211; preciso &#8211; effettivamente avvenuto in occasioni di autogestioni o di occupazioni promosse dagli studenti, la cui volont&agrave; democratica viene oggi incensata ed onorata dalla sentenza. E&#8217; evidente che se tale circostanza dovesse verificarsi vedremmo un ribaltamento delle parti. Ma &egrave; altrettanto inverosimile che ci&ograve; avvenga davvero o almeno ci sono buone ragioni per dubitarlo. Il punto, per&ograve;, non &egrave; &#8211; come comunemente si legge questa annosa discussione &#8211; cosa ci debba o non debba stare dentro un&#8217;aula (la bandiera, la foto di Napolitano, la bandiera della Pace, il crocifisso o il profilo di Garibaldi&#8230;. etc etc etc), ma cosa ci sta a fare e &#8211; soprattutto &#8211; chi decide la funzione di tale oggetto simbolico. Credo che condurre battaglie partecipate o levare accuse fondate di fronte ad un crocifisso sia pi&ugrave; forte che in sua assenza, perch&eacute; la sua presenza &#8211; in tali circostanze &#8211; sarebbe semplicemente evanescente; quando nelle occupazioni degli anni &#8217;90 al suo posto compariva la scritta &quot;torno subito&quot; era raro trovare docenti o studenti che levassero l&#8217;accusa di blasfemia o lamentassero uno scarso rispetto nei loro confronti; ci&ograve; avveniva semplicemente perch&eacute; non era &quot;il&quot; problema. Per questo motivo la questione del crocifisso da togliere ad ogni costo &egrave; diventata una battaglia cos&igrave; accesa, perch&eacute; riaccende non tanto il dibattito sulla sua funzione (reale o presunta), ma quello, ben pi&ugrave; importante, su chi abbia il diritto effettivo e definitivo di dare un senso alla sua presenza. Quindi allo stato attuale ben vengano battaglie contro i crocifissi, perch&eacute; non farebbero altro che confermare la supremazia e l&#8217;egemonia politica della cultura cattolica ufficiale. Tutto ci&ograve;, mi dispiace dirlo, anche grazie a campagne maldestre di sedicenti leader musulmani o di chi pensa che partire dall&#8217;ultimo dei problemi sia un modo per difendere la laicit&agrave;. La questione del rispetto religioso non c&#8217;entra proprio nulla; dopo tutto gran parte dei figli e delle figlie degli imam, in modo particolare di quelli con un notevole bagaglio culturale, vengono mandati a studiare non nella &quot;laica&quot; scuola pubblica, ma negli istituti religiosi cristiani ed ovviamente cattolici, perch&eacute; in tali sedi la loro spiritualit&agrave; viene riconosciuta appieno, nonostante la scontata e numerosa presenza di croci. Dico ci&ograve; convinto che ogni passato e &#8211; speriamo di no, futura &#8211; sospensione di incarichi educativi o sanzioni sono semplicemente inqualificabili e deprecabili, in modo particolare se vengono usate come clava contro un legittimo, sebbene mal posto, diritto di critica. La questione centrale, come stavo dicendo, &egrave; che non si pu&ograve; pretendere di vincere una battaglia di questo tipo se nel frattempo passa &#8211; ad esempio &#8211; una messa in ruolo di massa di docenti nominati dalla curia. E&#8217; evidente che tra le tante partite quest&#8217;ultima segna l&#8217;ennesima genuflessione alla volont&agrave; delle gerarchie della CEI e del Vaticano. Il dibattito sul crocifisso si presenta, cos&igrave;, come una battaglia persa, proprio perch&eacute; fatti ben pi&ugrave; consistenti non sono oggetto di altrettanta attenzione mediatica e critica da parte delle forze laiche. Il crocifisso non pu&ograve; essere l&#8217;oggetto di una battaglia e &#8211; tanto meno &#8211; &quot;della&quot; battaglia, perch&eacute; &#8211; in realt&agrave; &#8211; &egrave; il termometro della stessa, dunque di un clima culturale pi&ugrave; generale. Nel caso in cui si giungesse ad una vittoria questa sarebbe la classica vittoria di Pirro. Permettere ad un docente, ad un giudice o ad un pubblico funzionario di togliere quel simbolo durante le sue lezioni, durante l&#8217;udienza, per poi riporlo al suo posto non restituisce laicit&agrave; alla scuola e non risolve i problemi che la attanagliano. Si tratta di una iniziativa che non segner&agrave; mai una sconfitta del Vaticano. Al contrario, se tale opera di rimozione avvenisse senza scalpore sarebbe il segno di un mutamento pi&ugrave; profondo, che &egrave; quello che ci aspettiamo tutti; per poterlo fare occorre, per&ograve;, che ci si occupi di altro, ponendo la questione della laicit&agrave; dove essa &egrave; effettivamente posta in discussione.</font></p>
<p></p>
<p align="right">
<p><font face="Tahoma" size="2"><strong>emmekappa</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sullironia-i-crocifissi-e-la-laicita-della-scuola/">Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Comunicato Stampa 8/7/09</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potere agli studenti, lo dice un giudice &#160; Occorre diffondere quanto pi&#249; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&#224; di decidere cosa esporre nella loro classe. Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/">Comunicato Stampa 8/7/09</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: 16px 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Potere agli studenti, lo dice un giudice</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Occorre diffondere quanto pi&ugrave; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&agrave; di decidere cosa esporre nella loro classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il Giudice ha infatti rigettato l&rsquo;istanza del Prof. Coppoli che si sentiva discriminato, lui ateo, in quanto costretto ad insegnare sotto un crocifisso esposto &ldquo;per volont&agrave; degli studenti&rdquo; come sostenuto dal suo Dirigente Scolastico, e come ribadito ora dal Giudice.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">L&rsquo;istanza non pu&ograve; essere accettata in quanto i provvedimenti del Dirigente Scolastico prima, e del Provveditorato agli studi poi sono esempio di una condotta &ldquo;<em>semplicemente tesa a rispettare la scelta culturale e religiosa espressa dalla classe</em>&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ne va da se che da oggi, non solo gli alunni della classe in oggetto sono legittimati ad esporre il loro bel crocifisso in aula, ma tutte le classi d&rsquo;Italia hanno la facolt&agrave; di esporre, ovviamente a spese della scuola, qualunque simbolo religioso, culturale e politico purch&eacute; rappresenti il volere della maggioranza della classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi da oggi cari studenti d&rsquo;Italia, divertitevi.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Bandiere della Roma, busti del duce, effigi di Stalin, falci e martello, croci celtiche, vinili dei Metallica, scudetti dell&rsquo;Inter, tette di Pamela Anderson, gigantografie di Costantino; tutto &egrave; lecito purch&eacute; siano rappresentativi della volont&agrave; della maggioranza degli alunni di una classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma perch&eacute; limitarsi alle effigi? Da oggi possiamo stabilire che le lezioni vengano aperte dalle note di &ldquo;Bellaciao&rdquo; o &ldquo;Faccetta nera&rdquo;, dalla voce di Papa Ratzinger o da quella dell&rsquo;Imam locale&#8230; basta che questi rappresentino la &ldquo;volont&agrave; della maggioranza della classe&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Avanti ragazzi&#8230; sono passati quarant&rsquo;anni dal lontano &rsquo;68, ma finalmente, grazie alla rivoluzionaria sentenza del giudice ternano, la fantasia sar&agrave; al potere!!! (Con buona pace di Tocqueville).</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2"></font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><strong><font size="2">Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica</font></strong></span></p>
<p></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/">Comunicato Stampa 8/7/09</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>II lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ii-lettera-di-solidarieta-al-prof-alberto-marani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 18:17:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alberto marani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Alberto, sono venuto a conoscenza della tua vicenda solo oggi Marted&#236;, 2 Giugno 2009, giorno della festa di quella Repubblica, che solo sulla carta si configura come laica, e neppure tanto, vista la presenza del famigerato articolo 7 della Costituzione. &#200; superfluo dire che in termini di gravit&#224; la questione oltrepassa ogni limite, persino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ii-lettera-di-solidarieta-al-prof-alberto-marani/">II lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Tahoma" size="2">Caro Alberto,</p>
<p>sono venuto a conoscenza della tua vicenda solo oggi Marted&igrave;, 2 Giugno 2009, giorno della festa di quella Repubblica, che solo sulla carta si configura come laica, e neppure tanto, vista la presenza del famigerato articolo 7 della Costituzione.</p>
<p>&Egrave; superfluo dire che in termini di gravit&agrave; la questione oltrepassa ogni limite, persino tenendo conto del fatto che siamo in Italia, anche perch&eacute; nel caso di Franco c&#8217;&egrave; per lo meno una normativa, che potrebbe legittimare la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, mentre nel tuo caso c&#8217;&egrave; addirittura un pronunciamento del Collegio docenti favorevole alla tua iniziativa.</font></p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">Ti esprimo la pi&ugrave; profonda e fraterna solidariet&agrave;, come iscritto ai Cobas-Scuola, a Civilt&agrave; laica, al circolo Uaar di Perugia nonch&eacute; come individuo che si ostina a pensarsi cittadino e non suddito in questa&nbsp; Repubblica.</font></p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">Laici abbracci,</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Valerio Bruschini</strong></font></p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">P.S.</p>
<p>Non ho potuto fare a meno di cogliere la singolarit&agrave; della data, il 12 Maggio, della riunione del Consiglio di Disciplina, visto che &egrave; il giorno in cui, nel lontano 1974, vi fu la comunque storica vittoria del NO nel referendum sul divorzio; avendo anche il 2009 365 giorni, il minimo che si possa dire &egrave; che si &egrave; trattato appunto di una singolare combinazione&#8230;</font></p>
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		<title>Lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[ora alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[ora di religione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola laica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Alberto Marani non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci. Lottare per la laicit&#224; della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civilt&#224;, un&#8217;offesa di lesa maest&#224; a quella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-di-solidarieta-al-prof-alberto-marani/">Lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma"><br />
Caro Alberto Marani</p>
<p>non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci.</p>
<p>Lottare per la laicit&agrave; della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civilt&agrave;, un&#8217;offesa di lesa maest&agrave; a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico.</p>
<p>In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell&#8217;ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell&#8217;alta tensione con conseguente pericolo di morte.</p>
<p>A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell&#8217;anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all&#8217;ora alternativa. Aver somministrato un questionario diverso dalle tante stronzate sulla qualit&agrave; che sempre pi&ugrave; spesso ci circondano nelle nostre scuole, cercando di comprendere qual era la richiesta dei ragazzi rispetto ad un diritto di laicit&agrave; e di ricerca che si opponesse al catechismo settimanale cui sono esposti ed obbligati tutti gli studenti nelle nostre scuole. La sospensione calpesta tra l&#8217;altro qualsiasi logica, essendoti stata comminata alla fine dell&#8217;a.s. , probabilmente saranno costretti a spezzare la tua cattedra in tanti spezzoni ed assegnarla a docenti compiacenti per svolgere gli scrutini, alla faccia degli studenti che sembrano essere, secondo queste pratiche, decerebrati da sottoporre a catechismo coatto. C&#8217;&egrave; da dire che, almeno per questi provvedimenti, i tempi dell&#8217;amministrazione corrono&nbsp; veloci e rapidi come mai si pu&ograve; vedere nelle cose pi&ugrave; importanti.</font></p>
<p><font size="2" face="Tahoma">Che tutte le confessioni siano uguali per la costituzione e che ce ne sia una pi&ugrave; uguale delle altre &egrave; un atto di fatto di cui veniamo a conoscenza nelle nostre pratiche quotidiane a scuola. Che i pii &quot;collegh&igrave;&quot; di religione cattolica si trasformino al primo avviso di rivendicazione di laicit&agrave; in soldati di cristo, in spie, in infami difensori della pagnotta e degli inaccettabili privilegi ci riporta ad un tema che come compagni e come autorganizzati abbiamo congelato ma che non possiamo pi&ugrave; rinviare.<br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma">Propongo che in parallelo alle altre lotte fondamentalicontro le espulsioni dei precari, la precarizzazione dei docenti,le &quot;riforme&quot; al fosforo bianco, le derive iperliberiste del mercato del sapere, si formi nei cobas un gruppo di analisi ed intervento sullo specifico della laicit&agrave; della scuola.</p>
<p>Nonostante tanti silenzi provinciali, le paure dell&#8217;insegnante medio, lo stupore falso dei tanti beghini mascherati (della serie: che fastidio ti da? Chi te lo fa&nbsp; fare) solidariet&agrave; forti e fattive arivano in maniera trasversale da singoli, colleghi, associazioni. Tanta solidariet&agrave; che potrebbe diventare un movimento.</p>
<p>Contro i finanziamenti agli asili e alle scuole confessionali che (insieme a quelle azienda) sono le uniche ad incrementare i finanziamenti statali.</p>
<p>Conto il diverso trattamento tra i precari che insegnano religione cattolica (scatti, punteggi ecc.) e tutti gli altri.</p>
<p>Contro il meccanismo per cui con il placet dei vescovi lo stato assume pretume vario. A questo proposito propongo di ribaltare la nostra posizione di tolleranza sulle indecenti assunzioni di IRC e vedere se esistono principi di incostituzionalit&agrave; nelle pratiche.</p>
<p>Contro l&#8217;ostentazione di simboli religiosi nelle scuole, nei luoghi pubblici.</p>
<p>Una campagna sull&#8217;8 per mille e la spartizione dei resti (il 60%,) per cui alla fine a santa romana chiesa arriva quasi il 90% della torta.</p>
<p>Molti altri sono i privilegi cattolici, mi fermo qui. Per adesso.</font></p>
<p><font size="2" face="Tahoma">Concludo con una solidariet&agrave; non formale. Conosco personalmente la pressione, le pressioni esercitate dall&#8217;ambiente, la strategia di far passare le nostre battaglie civili in fatti di ordine pubblico, disciplinari o di disordine mentale, cercando di farci passare per border line o cose simili. E&#8217; una vecchia strategia del potere, ma la pressione &egrave; reale per cui lo &egrave; anche la solidariet&agrave; fraterna, compagna, laica e anticlericale che ti esprimo personalmente e a nome dei compagni e delle compagne di Terni. </font><font size="2" face="Tahoma"><br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma">Con stima ed affetto profondi ti abbraccio laicamente e ti esprimo tutto il mio rispetto e la stima</p>
<p></font></p>
<div align="right"><font size="2" face="Tahoma"><strong>Franco Coppoli</strong></font>
</div>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma"><strong></strong></font></p>
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