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	<title>ridley scott Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Blade Runner – The final cut</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2015 21:29:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[voto: rasenta la perfezione] [attenzione: numerosi spoiler inside] Quando ci dissero che la versione originale di Blade Runner non soddisfaceva il regista Ridley Scott pensammo “beh, uno di quei classici casi di perfezionismo spropositato”. Nel 1992 tornammo al cinema per il “director&#8217;s cut” e dovemmo invece ammettere che il regista aveva ragione, la versione “noir” [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT">[voto: rasenta la perfezione]</p>
<p lang="it-IT">[attenzione: numerosi spoiler inside]</p>
<p lang="it-IT">Quando ci dissero che la versione originale di Blade Runner non soddisfaceva il regista Ridley Scott pensammo “beh, uno di quei classici casi di perfezionismo spropositato”.<span id="more-13012"></span></p>
<p lang="it-IT"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/blade-runner-2-movie.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13013" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/blade-runner-2-movie-300x225.jpeg" alt="blade-runner-2-movie" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/blade-runner-2-movie-300x225.jpeg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/05/blade-runner-2-movie.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel 1992 tornammo al cinema per il “director&#8217;s cut” e dovemmo invece ammettere che il regista aveva ragione, la versione “noir” era convincente quanto se non di più della versione originale, ed effettivamente si  trattava di due film diversi, non di un semplice restyling.</p>
<p lang="it-IT">Il “final cut” che è uscito nel 2007 ed è riproposto oggi sul grande schermo grazie alla famosa catena “the space” (in previsione dell&#8217;uscita del seguito che dovrebbe vedere H. Ford di nuovo protagonista e R.Scott alla sceneggiatura), non aggiunge molto se non dettagli tecnici di alto livello.</p>
<p lang="it-IT">Non tutti riescono a capire l&#8217;enorme successo di Blade Runner, i suoi (pochi) critici imputano al regista finanche di non essere riuscito a prevedere la diffusione del telefono cellulare (ambientato nel 2019 Harrison Ford/Rick Deckard deve ancora usare le cabine pubbliche per fare delle telefonate) dimostrando così di essere attentissimi ai particolari ma di non comprendere la grandezza della visione globale del film.</p>
<p lang="it-IT">Già nella versione originale del 1982 i temi trattati avevano un impostazione rivoluzionaria, il rapporto con gli animali che erano praticamente estinti e venivano rimpiazzati dalle creazioni sintetiche di alcune multinazionali, il tema del sovraffollamento della metropoli e più di ogni altra cosa il tema della definizione di “vita” che anche se mai citato in modo esplicito riccorre ad ogni fotogramma. Perché gli androidi “più umani dell&#8217;umano” come recita lo slogan della ditta che li ha prodotti devono essere considerati meno “vivi” degli umani se nessuno (se non cacciatori specializzati) è in grado di distinguerli da questi?</p>
<p lang="it-IT">Nella versione del 1982 tutto questo veniva edulcorato in due maniere: in primis con la voce narrante del protagonista che “consigliava” allo spettatore quale senso dare al film in secondo luogo con un terribile lieto fine imposto in cui il “vissero felici e contenti” che era garantito dal fatto che l&#8217;ultimo androide, Rachel, di cui Rick Deckard si innamora non aveva “data di scadenza” a differenza di tutti gli altri e quindi poteva restare con il suo cacciatore innamorato fino alla fine dei tempi fuggendo dalla città e volando in vallata verde simbolo di speranza.</p>
<p lang="it-IT">Il taglio del regista (Ridley Scott, che per inciso è autore anche di altre pietre miliari della storia del cinema come Alien, Thelma e Louise e il Gladiatore) è senz&#8217;altro più “cattivo” e problematico. Non solo il film viene interrotto prima della fuga nella vallata verde che libera lo spettatore dall&#8217;onnipresente pioggia da microclima malsano della Los Angeles del futuro, non solo viene tolta la voce narrante che aiuta lo spettatore nelle scene più difficili del film a comprendere i pensieri di Deckard e il clima che esso vive, ma viene introdotta una piccola scena che ha scatenato fiumi di discussioni nei forum specializzati, ovvero Rick Deckard a un certo punto sogna un unicorno. Particolare che ritorna alla fine del film quando va a prendere l&#8217;androide Rachel per fuggire e trova l&#8217;origami a forma di unicorno che l&#8217;altro poliziotto gli aveva lasciato sul portone. Segno che quest&#8217;ultimo gli fa capire che avrebbe potuto arrestarla lui Rachel, certo&#8230; ma segno anche che l&#8217;altro poliziotto conosce i sogni di Deckard come lui conosceva i sogni o i ricordi dell&#8217;androide Rachel dopo aver visto il suo “fascicolo”. Conclusione da trarre pressoché inevitabilmente, anche Deckard è un androide che da la caccia ad altri androidi.</p>
<p lang="it-IT">Blade Runner è tutt&#8217;oggi il prototipo della fantascienza impegnata, che anticipa i grandi temi etici del futuro, futuro che oggi è in corso e dobbiamo ammettere di non essere riusciti ad evitare quei problemi (inquinamento, sovrappopolazione, degrado dei quartieri periferici delle metropoli) che nel 1982 cominciavano ad essere alle porte e venivano denunciati da Ridley Scott con forza.</p>
<p lang="it-IT">Il romanzo originale del mai troppo rimpianto Philip K. Dick da cui è stato preso il film è invece del 1968 e il titolo era “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” . Nel libro il tema dell&#8217;estinzione degli animali e il loro rimpiazzo con surrogati sintetici è molto più centrale nello sviluppo della storia.</p>
<p lang="it-IT">Philp K. Dick e Ridley Scott si incontrarono durante la realizzazione del film, e stando alle fonti Dick era soddisfatto della stesura finale della sceneggiatura e del mondo creato dal regista. Purtroppo per lui il suo orologio biologico aveva fissata una data di scadenza che lo portò a lasciare la Terra proprio a pochi mesi dalla dita di rilascio del film che gli avrebbe conferito quell&#8217;eco planetaria di scrittore/ profeta/visionario che giustamente oggi ha e merita, ma che in vita non era riuscito ad ottenere se non in piccola parte.</p>
<p lang="it-IT"><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>The Counselor</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/the-counselor/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 17:57:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[brad pitt]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[spoiler inside] Non stiamo ad elencare per l’ennesima volta i capolavori di Ridley Scott che ogni cinefilo degno di questo di nome deve conoscere, e diciamo subito che probabilmente questo “The Counselor” (tradotto come “Il procuratore” nonostante “L’avvocato” forse sarebbe stata una traduzione più adatta) non li riuscirà ad eguagliare nella memoria dei fan. Il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>[spoiler inside]</b></p>
<p>Non stiamo ad elencare per l’ennesima volta i capolavori di Ridley Scott che ogni cinefilo degno di questo di nome deve conoscere, e diciamo subito che probabilmente questo “The Counselor” (tradotto come “Il procuratore” nonostante “L’avvocato” forse sarebbe stata una traduzione più adatta) non li riuscirà ad eguagliare nella memoria dei fan.<span id="more-12050"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/the-counselor-il-procuratore-teaser-poster-svezia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12051" alt="the-counselor-il-procuratore-teaser-poster-svezia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/the-counselor-il-procuratore-teaser-poster-svezia-211x300.jpg" width="211" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/the-counselor-il-procuratore-teaser-poster-svezia-211x300.jpg 211w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/01/the-counselor-il-procuratore-teaser-poster-svezia.jpg 532w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a>Il cast è stellare anche se qualche malizioso fa notare che è passato qualche anno da quando alcuni del pokerissimo di attori scelti da Scott hanno azzeccato un film. In effetti se Javier Bardem e Penelope Cruz hanno buoni successi recenti (Skyfall per lui, Venuto al mondo per lei) lo stesso non si può dire per Cameron Diaz e Brad Pitt che nelle ultime uscite non hanno mai pienamente convinto; Michael Fassbender è invece fresco del successo come cyborg sul discusso Prometheus con lo stesso Scott alla regia.</p>
<p>Il film non ha certo una storia originale, anzi possiamo dire che la trama è alquanto abusata da Hollywood.</p>
<p>Un avvocato di successo (Fassbender) ma con ambizioni ancora più grandi, decide di fare soldi giocando con il traffico di droga fra Stati Uniti e Messico, probabilmente per far colpo, con regali opulenti, su Laura, la donna che ama (Penelope Cruz). Questo nonostante i suoi contatti con il mondo della malavita (Javier Bardem nella parte di Reiner, un appariscente proprietario di locali in El Paso e Brad Pitt nella parte di Westray un losco tuttofare la cui funzione resta abbastanza oscura per tutto il film) lo avvertano ripetutamente che il gioco in cui si è inserito presenta grossi rischi e che il cartello messicano di Ciudad Juarez, con il quale sono in contatto, è in grado di commettere qualunque atrocità per futili motivi.</p>
<p>La compagna di Reiner è Malkina (Cameron Diaz) fin troppo appariscente e provocatoria che sta tramando alle spalle del compagno, organizza infatti il trafugamento del carico di droga che Reiner, Westray e l’avvocato stavano aspettando. Un colpo da venti milioni di dollari che non può non scatenare una pesante reazione da parte del cartello che recupera il carico e da il via alla vendetta contro i loro contatti americani. Una vendetta a prescindere, senza accertare di chi è la colpa o chi è stato a tradire.</p>
<p>Reiner viene ucciso, Westray si rifugia a Londra dove sarà ucciso dagli sgherri di Malkina che gli rubano l’accesso ai suoi fondi (probabilmente il vero scopo di Malkina era sempre stato questo). L’avvocato riesce a nascondersi ma il cartello rapisce Laura. Quando realizza che lei è nelle loro mani fa di tutto per contattare i boss del cartello e si offre anche di prendere il suo posto ma come gli dice il narcotraffiacante messicano il suo destino non è più nelle sue mani.</p>
<p>Il film si conclude con l’avvocato che in una topaia di Ciudad Juarez riceve un dvd, senza guardarlo sappiamo che è uno snuff movie in cui viene mostrata la terribile sorte di Laura.</p>
<p>Il film dicevamo forse non è il massimo dell’originalità come trama, però è molto originale, anzi lo possiamo definire surreale, nella sofisticatezza dei dialoghi tra malavitosi. Discussioni fra spacciatori internazionali profonde e articolate come se venissero fatte da Proust e Nietzsche, una dicotomia che spesso lascia disorientato lo spettatore che non sa se seguire la crudezza delle scene d’azione o il filosofeggiare dei dialoghi.</p>
<p>Quello che probabilmente vuole mostrare il film è l’assoluta assenza di valore che alcune persone assegnano alla vita altrui e come questo possa essere filosoficamente giustificato. Se metta più i brividi la crudeltà di per se o la giustificazione filosofica che ne danno gli autori è arduo da dire.</p>
<p>Come dicevamo, forse “The Counselor” non potrà sostituire nessuno dei “magnifici quattro” film di Ridley Scott nella memoria dei suoi fans, però il prezzo del biglietto lo vale tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>Prometheus, se c’è un dio meglio non cercarlo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/prometheus-se-ce-un-dio-meglio-non-cercarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 17:48:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[Attenzione: la recensione contiene spoiler]Dopo oltre trent’anni Ridley Scott riprende in mano la sua creatura e decide di raccontare in un prequel il mistero che stava dietro al misterioso messaggio che causa i terrificanti eventi di cui sono protagonisti gli occupanti della nave spaziale Nostromo che hanno appassionato gli amanti della fantascienza di tutto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Attenzione: la recensione contiene spoiler</em>]<br />Dopo oltre trent’anni Ridley Scott riprende in mano la sua creatura e decide di raccontare in un prequel il mistero che stava dietro al misterioso messaggio che causa i terrificanti eventi di cui sono protagonisti gli occupanti della nave spaziale Nostromo che hanno appassionato gli amanti della fantascienza di tutto il mondo.<span id="more-10835"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/prometheus.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10836" title="prometheus" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/prometheus-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/prometheus-300x168.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/prometheus.jpg 635w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Alien (1979) è un classico della fantascienza, uno di quelli che ha cambiato per sempre il genere. Non è l’unico fiore all’occhiello del regista che può avere nel suo curriculum titoli come Thelma e Louise, Il Gladiatore, Blade Runner e Le Crociate solo per citare quelli più di successo.</p>
<p>Il film ha conosciuto due sequel più che decenti: Aliens di James Cameron e Alien<sup>3</sup> di David Fincher. Di Alien Resurrection e degli spin off con la serie Predator meglio invece non parlare e stendere il classico velo pietoso.</p>
<p>Prometheus invece è un prequel e racconta di come due scienziati assolutamente credenti, Elizabeth (Noomi Rapace) e Charlie (Logan Marshall-Green) scoprano un messaggio comune nelle antiche civiltà terrestri: l&#8217;indicazione di una precisa costellazione in cui è presente un pianeta simile alla Terra. Trovati i finanziamenti per il lungo viaggio grazie a un mentore appassionato delle domande con la D maiuscola (chi siamo, da dove veniamo, perché esistiamo) partono a bordo della nave Prometheus, guidata da Meredith Vickers (una Charlize Theron in forma olimpica), per andare a conoscere quelli che chiamano “gli ingegneri” e porre queste domande direttamente a loro.</p>
<p>Gli ingegneri sono in effetti coloro che hanno dato il via alla formazione della vita sulla Terra, lo spettatore lo apprende nella prima scena del film, tuttavia in quello che la coppia di scienziati presumeva essere il loro pianeta natale qualcosa è andato storto perché sono di fronte alla scena post- epidemia o qualcosa di simile.</p>
<p>Forse piuttosto che cercare i propri ingegneri i due scienziati dovrebbero semplicemente ascoltare l’androide David (Michael Fassbender) che viaggia con loro; memorabile è lo scambio di battute in cui l’androide chiede (in realtà con un secondo fine) al deluso Charlie per quale motivo ci tenga così tanto a conoscere il proprio creatore, Charlie risponde «perché potremmo chiedergli per quale motivo ci ha creato e viviamo», e alla domanda «perché avete creato me? » non si rende conto che la sua risposta «perché ne eravamo capaci» ridicolizza la missione che si sono preposti.</p>
<p>David come androide è molto curioso, troppo per la sua natura, ed è chiaro che ha una missione speciale affidatagli dal suo programmatore Peter Weyland, capo della fondazione che finanzia il viaggio. Le sue azioni (e in questo il film ricalca molto l’Alien del 1979) causeranno il diffondersi degli “alieni” che altro non sono che il risultato di ingegneria genetica volta alla creazione di armi di distruzione di massa. Armi che fra l’altro erano destinate proprio alla Terra, la cui evoluzione evidentemente non è piaciuta a questi ingegneri ed avevano deciso di porre fine al progetto umano; per nostra fortuna le armi di distruzione di massa gli erano scoppiate in casa proprio al momento del decollo! L’arrivo degli umani sul pianeta rimette in condizione l’ultimo sopravissuto ibernato di riavviare il progetto di distruzione, ma ovviamente (dato che poi la storia prosegue negli Alien successivi) i nostri eroi riescono ad avere la meglio dell’ingegnere.</p>
<p>Il film lascia aperte tutte le domande su chi siano gli ingegneri, sul perché abbiano dato origine alla vita sulla Terra, perché abbiano deciso di mettergli fine e soprattutto niente si sa su chi abbia creato gli ingegneri&#8230; Darwin è quindi salvo, magari su un altro pianeta.</p>
<p>Il film vale tutti gli euro del biglietto e anche qualcuno di più, tuttavia presenta alcune incongruenze che agli alienofili non possono sfuggire.</p>
<p>Prometheus finisce con Elizabeth che si salva e parte per continuare la sua ricerca degli alieni lasciando sul pianeta il messaggio di allerta che invita a non atterrare, quello che non coincide è che questo è lanciato dal modulo di salvataggio di Prometheus e non dall’astronave aliena verso quale si dirigono a colpo sicuro trent’anni dopo i viaggiatori del Nostromo.</p>
<p>Il gigantesco alieno che trovano in Alien è squartato sul ponte di comando dell’astronave aliena con il casco da viaggio indossato (cosa che lo rende simile a una gigantesca mosca), mentre in questo film il gigante muore senza casco nel modulo di salvataggio del Prometheus. Difficile far coincidere le cose a meno che non si rivoluzioni tutto con il secondo prequel che uscirà nel 2014&#8230; ma ci sembra davvero arduo.</p>
<p>Infine un ulteriore incongruenza si ha con l’ultimo sequel, Alien Resurrection, che ambientato due secoli e mezzo dopo gli eventi di Alien mostra una razza umana sempre più in espansione ma che non ha trovato nessuna traccia dei giganteschi ingegneri, i quali come si vede in Prometheus erano diffusi in ogni angolo dell’universo. Ma forse a questo si può ovviare dichiarando eretico il quarto capitolo e accontentandosi di tre film e un paio di prequel ben riusciti.</p>
<p>Degli spin off con Predator poi si potrebbe cominciare a raccogliere le firme per bruciare le pellicole e farli scomparire gradualmente dalla memoria umana&#8230; scherziamo ovviamente, che chi brucia i film o i libri poi finisce per bruciare gli uomini, e qui abbiamo già le domande con la D maiuscola di cui preoccuparci!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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