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	<title>ratzinger Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La fortuna di chiamarsi Ratzinger</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 07:25:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pestaggi, torture, violenze. Pedofilia. Per almeno 40 anni i bambini del coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona in Baviera hanno subito di tutto da alcuni dei loro educatori. In 231 sono stati sottoposti ad abusi di ogni genere al buio delle stanze della storica istituzione fondata nel 975 e diretta per 30 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/bye-bye-mister-vatican-pie.html/pope" rel="attachment wp-att-11216"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-11216" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/pope.jpg" alt="pope" width="630" height="433" /></a>Pestaggi, torture, violenze. Pedofilia. Per almeno 40 anni i bambini del coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona in Baviera hanno subito di tutto da alcuni dei loro educatori. In 231 sono stati sottoposti ad abusi di ogni genere al buio delle stanze della storica istituzione fondata nel 975 e diretta per 30 anni fino al 1994 da mons. Georg Ratzinger, fratello del papa emerito Benedetto XVI. Sono le conclusioni dell&#8217;inchiesta commissionata dalla direzione del Coro nel 2010 all&#8217;avvocato Ulrich Weber rese note venerdì 8 gennaio durante una conferenza stampa a Ratisbona. La notizia è velocemente rimbalzata dall&#8217;Europa negli Stati Uniti, dove il <a href="http://mobile.nytimes.com/2016/01/09/world/europe/over-200-members-of-german-choir-were-abused-investigator-says.html" target="_blank"><i>New York Times</i></a> è uscito con un importante articolo, ma senza passare per l&#8217;Italia. Nessuna delle grandi testate nostrane le ha degnato la giusta attenzione. Non il Corriere, non Repubblica e nemmeno Vatican Insider de La Stampa. Strano, perché di solito non perdono occasione per sparare in prima anche i sacri starnuti vaticani.</p>
<p>Secondo una stima di Weber gli abusi potrebbero essere stati molti di più. Un terzo dei giovani che sono passati per il coro tra il 1953 e il 1993 ha affermato di aver subito molestie. Il principale responsabile indicato dagli investigatori è stato Johann Meier, direttore dello studentato del coro dal 1953 fino al suo pensionamento avvenuto nel 1992. Meier è morto improvvisamente in quello stesso anno. Già al centro di un&#8217;inchiesta scattata nel 1987 in seguito a numerose segnalazioni Maier era rimasto al suo posto e nessuno intraprese azioni penali nei suoi confronti. Si arriva poi a marzo 2010 quando spuntano rivelazioni che arrivano a sfiorare addirittura monsignor Georg Ratzinger.</p>
<p>La vicenda esplode dopo la pubblicazione di una lettera sul sito della diocesi di Ratisbona firmata dalla direzione del coro, che si rivolse a genitori, coristi e collaboratori spiegando di essere venuta a conoscenza di un caso di pedofilia avvenuto all&#8217;inizio degli anni Sessanta tra i Domspatzen (ovvero i &#8220;passeri del duomo&#8221;, così viene chiamato il coro famoso in tutto il mondo). Il fatto fu confermato dal vescovo della cittadina tedesca, Gerhard Ludwig Müller, ma non era chiaro se fossero state commesse all&#8217;interno del coro oppure in un&#8217;altra istituzione. Gli amministratori dei Domspatzen ammisero comunque che c&#8217;erano indizi concreti di abusi da parte di Meier. Quanto a monsignor Ratzinger, in un&#8217;intervista radiofonica alla BR (Bayerische Rundfunk) il fratello del papa emerito sostenne di non essere a conoscenza di casi di pedofilia commessi all&#8217;epoca in cui era direttore. In breve le accuse si moltiplicarono. In una conferenza stampa, il portavoce della diocesi di Ratisbona, Clemens Neck, parlò di «sospetti concreti» nei confronti di due ex direttori delle voci bianche del coro, vicende «che in generale erano già note» in diocesi. Smentendo così l&#8217;affermazione di Ratzinger ma nessuno ha mai voluto approfondire. I due religiosi, morti nel 1984, sarebbero anche finiti in prigione per gli abusi commessi. Il primo, un ex insegnante di religione e direttore del collegio, sarebbe stato allontanato nel 1958 mentre l&#8217;altro, direttore anch&#8217;egli del collegio per alcuni mesi, sarebbe stato condannato nel 1971.</p>
<p>La responsabile della diocesi di Ratisbona per i casi di pedofilia, la psicologa Birgit Boehm, chiese quindi a tutte le vittime di farsi avanti. «Vogliamo fare un&#8217;inchiesta trasparente», disse mons. Neck, annunciando la creazione di una commissione da parte del vescovo Müller. Dal canto suo la Santa Sede, all&#8217;epoca guidata da Joseph Ratzinger, in una nota emessa dal vicedirettore della sala stampa vaticana, informò il mondo che «stava prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania», pur senza intervenire direttamente sul caso Ratisbona (che come è noto non era l&#8217;unico). Dunque, mai una riga in Vaticano è stata dedicata ai Domspatzen. Nè dopo l&#8217;avvio dell&#8217;inchiesta auspicata dalla diocesi, né oggi che si è conclusa. E questo forse spiega perché la stampa italiana rimane muta e quanto sia influente, ancora, Benedetto XVI.</p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125023&amp;typeb=0&amp;chiesa-e-pedofilia-la-fortuna-di-chiamarsi-ratzinger">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>Infallibilità a revoca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 18:26:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giorno in cui Benedetto XVI ha annunciato al mondo le sue dimissioni cadeva anche l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi e della prima apparizione della Madonna di Lourdes. Alla notizia già sufficiente in se ad accendere la pirotecnica fantasia dei giornalisti si sono aggiunte quindi due ricorrenze che riguardano ambedue la Chiesa cattolica, di fatto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giorno in cui Benedetto XVI ha annunciato al mondo le sue dimissioni cadeva anche l’anniversario della firma dei Patti Lateranensi e della prima apparizione della Madonna di Lourdes. Alla notizia già sufficiente in se ad accendere la pirotecnica fantasia dei giornalisti si sono aggiunte quindi due ricorrenze che riguardano ambedue la Chiesa cattolica, di fatto una vera manna dal cielo per coloro che vedono ovunque complotti, cospirazioni e significati nascosti.<span id="more-11229"></span><br /><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/Papa-Ratzinger.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11212" alt="Papa-Ratzinger" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/Papa-Ratzinger-300x205.jpg" width="300" height="205" /></a>Passata l’incredulità iniziale e lo sgomento, sentimenti d’obbligo in questi casi, è sopravvenuta una più pacata riflessione anche da parte di chi, come noi, non si lascia troppo coinvolgere emotivamente dalle vicende d’oltretevere.<br />Beh, non ci crederete, ma ho provato simpatia per le vicende umane di Joseph Ratzinger. Per questo intellettuale catapultato su un seggio più grande di lui, costretto a mettersi in mostra, a proporsi, presentarsi, esporsi, lui che – è così evidente &#8211; è un timido inguaribile, ma che si è sforzato di non esserlo, per amore del suo Dio, di fronte alle folle plaudenti e alla ostentazione a cui lo hanno costretto le sue liturgie. <br />Ho provato comprensione per la sua vicenda umana e apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato. Le motivazioni che ha addotto a spiegazione della sua decisione sono semplici, ineccepibili e logiche. Ha dimostrato senso della misura e dei propri limiti. <br />In simili incarichi il rischio di ritenersi onnipotenti e davvero degli alter-ego di Dio in terra è sempre presente. Basta vedere quello che è accaduto al suo predecessore che si è fatto trasportare in lungo e largo per il pianeta ostentando il suo corpo malato, bloccato da una invalidità inarrestabile e lacerante, forse convinto che la sola esibizione del suo corpo irradiasse grazia e benessere intorno a sè.<br />Joseph Ratzinger ha invece, più modestamente, temuto che il declino fisico lo rendesse incapace di governare una Curia romana sempre più turbolenta e indisciplinata, lacerata da conflitti e lotte intestine.<br />Ma se ha temuto di non poter tenere fermamente le redini della sua Curia, il Papa non ha mai temuto di mantenere la dottrina cattolica nei suoi giusti binari, convinto che, in caso di inabilità, avrebbe comunque parlato in sua vece lo Spirito Santo, sostenuto dalla particolare grazia che Dio dispensa, a far tempo dal 1870, ai Pontefici dal momento della loro elezione.<br />Sembrava pacifico che questa particolare condizione d’infallibilità fosse uno stato di grazia definitivo, una maggior qualità che il Papa acquisisce con la sua nomina, un vero e proprio “salto ontologico” del Papa rispetto ai Cardinali, ai Vescovi, ai Sacerdoti e al Clero tutto. Invece le inaspettate dimissioni papali hanno imposto una grave domanda: l’infallibilità si conserva sino alla morte del Pontefice oppure è temporanea? I teologi si sono espressi senza tentennamenti per la seconda risposta; pertanto allo scadere delle ore 20:00 del 28 febbraio 2013, né un attimo prima né uno dopo, il Padreterno priverà il Papa dimissionario della sua capacità di essere infallibile in materia di religione. Avremo così che al povero Joseph Ratzinger, sicuramente amareggiato e intristito dalla dolorosa constatazione del proprio inesorabile declino fisico, verrà inflitta l’ulteriore umiliazione di una degradazione sul campo in quanto, direbbe un burocrate, sono venute meno le condizioni per il mantenimento di quel particolare privilegio. Con la perdita dell’assistenza divina, le capacità di discernimento e di giudizio di Benedetto XVI non potranno che essere ulteriormente ridotte.<br />E questo, debbo dire, me lo rende ancor più simpatico.<br /><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>Bye bye mister vatican pie!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/bye-bye-mister-vatican-pie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 16:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono cose più rare della morte di un papa e una di queste è l&#8217;abdicazione di un papa. Per ritrovare l&#8217;ultimo papa a rinunciare volontariamente al trono occorre risalire a Gregorio XII che ha abdicato nel 1415 a seguito delle vicende avignonesi, stiamo parlando quindi di quasi 600 anni fa. Le imbarazzanti reazioni dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/pope.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11216" alt="pope" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/pope-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a>Ci sono cose più rare della morte di un papa e una di queste è l&#8217;abdicazione di un papa.</p>
<p>Per ritrovare l&#8217;ultimo papa a rinunciare volontariamente al trono occorre risalire a Gregorio XII che ha abdicato nel 1415 a seguito delle vicende avignonesi, stiamo parlando quindi di quasi 600 anni fa.</p>
<p>Le imbarazzanti reazioni dei politici in piena campagna elettorale tracciano il solco per la consueta inondazione di commenti banali e profusi in salamelecchi, ci aspetterano poi gli editoriali dei vaticanisti che ci illustreranno la magnificenza di un gesto rivoluzionario.<span id="more-11215"></span></p>
<p>Saranno indubbiamente gli stessi che nel 2005 cercavano di convincere tutti, e in primo luogo loro stessi, che la scelta di Ratzinger era una scelta bellissima e che avrebbe portato fortuna alla Chiesa Cattolica.</p>
<p>Il gesto di Ratzinger invece dimostra che aveva ragione chi otto anni fa diceva che non era certo la scelta più adatta che si potesse fare anche se inevitabile visto il conclave creato ad hoc da Karol Wojtyla per scegliere i suoi futuri successori.</p>
<p>Ratzinger era, ed è, un teologo inflessibile e poco portato al compromesso politico, cosa di cui un sovrano ha sempre bisogno; non ha saputo camuffare come il suo predecessore le sue idee reazionarie sotto un volto buono e fotogenico. Non ha quindi saputo usare il pugno di ferro in un guanto di velluto come Wojtyla che mentre metteva all&#8217;indice la teologia della liberazione sapeva apparire come amico dei poveri e attento alle innovazioni della società.</p>
<p>Insomma non basta certo andare su twitter per sembrare moderni e al passo con i tempi mentre si condannano gli atei, i laici, i preservativi e si scatena l&#8217;ira del mondo islamico con un discorso politico all&#8217;università di Ratisbona.</p>
<p>Il futuro per la Chiesa Cattolica non è certo roseo, anche se metterà al posto di Ratzinger qualcuno più affabile e presentabile non riuscirà certo a far dimenticare tutti gli scandali degli ultimi anni, primo fra tutti quello sulla pedofilia di cui solo nel nostro paese, grazie alla complicità dei nostri mass media, non si sente più parlare. Mentre chi legge la rassegna stampa internazionale sa bene che la cosa è ben lontana dall&#8217;essere dimenticata; basta pensare che il giudice californiano Elias alla fine del 2012 ha ordinato di rendere pubblici i carteggi tra i vescovi e i sacerdoti del luogo e il Vaticano onde evitare che siano ancora coperti i nomi dei pedofili.</p>
<p>Di certo grazie ai mass media e alle forze politiche più papiste del papa in Italia la maggior parte della popolazione continuerà ad avere un idea quanto meno edulcorata della situazione reale, tuttavia la rete globale non perdona e i risultati si vedono. Per avere un idea dell&#8217;attuale popolarità del papa anche Antonio Socci ha dovuto implorare la Chiesa che togliesse Benedetto XVI da twitter perché “raccoglie solo insulti”.</p>
<p>L&#8217;oligarchia gerontologica vaticana che controlla immense risorse finanziarie avrebbe tante cose su cui meditare: dall&#8217;anacronismo delle sue posizioni al distacco sempre maggiore della popolazione (l&#8217;indagine di M. Marzano del 2012 stima in modo credibile i cattolici praticanti nel belpaese intorno al 10%), ma non scommetteremmo un euro sulla sua propensione a farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Contrordine pecorelle! La Sindone è una reliquia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/contrordine-pecorelle-la-sindone-e-una-reliquia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 16:57:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[sindonologi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sarebbe da ridere come matti, e probabilmente altrove lo fanno, se questi individui non influenzassero direttamente la preparazione culturale di larghe fasce della societ&#224;. Il fine teologo e indiscusso capo del cattolicesimo corregge e smentisce se stesso nel giro di neanche un anno su un tema che solo ad un occhio disattento pu&#242; sembrare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<img decoding="async" alt="" src="http://risodegliangeli.corriere.it/20080602_sindone_2.gif" style="width: 390px; height: 376px" /></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ci sarebbe da ridere come matti, e probabilmente altrove lo fanno, se questi individui non influenzassero direttamente la preparazione culturale di larghe fasce della societ&agrave;.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Il fine teologo e indiscusso capo del cattolicesimo corregge e smentisce se stesso nel giro di neanche un anno su un tema che solo ad un occhio disattento pu&ograve; sembrare marginale, cio&egrave; quello della Sindone di Torino.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Se nel corso del 2010, anno della sua ostensione (o forse sarebbe pi&ugrave; corretto dire ostentazione) aveva provato a smorzare le polemiche tra scettici e sindonologi (ricordiamo che l&#39;anno scorso &egrave; stato anche quello della presentazione della &ldquo;seconda sindone&rdquo; realizzata dal prof. Garlaschelli) definendola pi&ugrave; volte un icona, nell&#39;anticipazione del suo nuovo libro di (dis)informazione sulla figura del Cristo, la definisce a chiare lettere una reliquia compatibile con le descrizioni dei vangeli.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Delle due l&#39;una.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">O il vecchio Joseph &egrave; convinto di stare ancora nel medioevo quando solo i clerici sapevano leggere e potevano raccontare tutte le fesserie che volevano tanto nessuno li avrebbe potuti smentire; oppure il pontefice usa parole a casaccio ignorandone il loro significato. Se questa seconda possibilit&agrave; vi sembra remota basta che pensiate che<a href="http:// http://www.americaoggi.info/2010/11/24/21734-il-libro-intervista-luce-del-mondo-ratzinger-al-microfono-senza-filtri" target="_blank"> recentemente </a>il sommo ha ammesso che non si era reso conto che le sue parole a Ratisbona potevano sollevare il vespaio che hanno invece sollevato.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ad ogni modo quello che &egrave; evidente &egrave; di come questa sia l&#39;ennesima prova di forza fatta da chi quotidianamente vede la propria organizzazione perdere potere e autorevolezza, un ennesimo disperato tentativo di ribadire la supremazia delle ragioni della fede su quelle della ragione.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Peccato non si renda conto che continuando su questa strada, ovvero diventando una brutta copia del suo predecessore, rende alla sua religione il peggiore dei servizi. Quello di ridurla ad una ridicolaggine per creduloni, basata su miracoli, feticci e simbologie infantili.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Di questo passo ci manca solo che tolga il veto su Medjugorje e si schieri apertamente dalla parte dei veggenti che millantano apparizioni mariane da una ventina di anni a questa parte. </span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Onde evitare sterili ripetizioni dell&#39;enorme mole di prove che condannano la Sindone di Torino alla sua natura di falso medievale (se parliamo di reliquia, allora &egrave; un falso), invito solamente a reperire il numero 4/2010 di MicroMega, uno dei pochi mezzi di informazione che non gridano &ldquo;osanna&rdquo; ogni qualvolta che un vecchio vestito con una ridicola tonaca bianca apre bocca.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p></p>
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		<title>Ratzinger e Berlusconi, una coppia tutta italiana</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ratzinger-e-berlusconi-una-coppia-tutta-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 18:15:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La valanga pedofilia sta stravolgendo la Chiesa cattolica in tutto il mondo. La stampa straniera non lesina accuse e, come nel caso del settimanale tedesco Der Spiegel, richieste di dimissioni del Papa. E in effetti, un capo di Stato travolto da uno scandalo di queste dimensioni, accusato di essere a conoscenza e di aver coperto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<div class="entry">
<p><img loading="lazy" decoding="async" height="250" width="295" align="cssLeft" alt="papa10" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2010/03/papa10.jpg" title="papa10" class="size-full wp-image-4272 alignleft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" />La valanga pedofilia sta stravolgendo la Chiesa cattolica in tutto il mondo. La <a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/VISTI-DA-LONTANO-PAPA-BIVIO.shtml?uuid=87f5080c-38f0-11df-bea1-3d453e291b8a&amp;DocRulesView=Libero">stampa straniera</a> non lesina accuse e, come nel caso del settimanale tedesco <a target="_blank" href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/preti-pedofili-il-settimanale-tedesco-der-spiegel-chiede-le-dimissioni-del-papa-300925/">Der Spiegel</a>, richieste di dimissioni del Papa.</p>
<p>
</p>
<p>E in effetti, un capo di Stato travolto da uno scandalo di queste dimensioni, accusato di essere a conoscenza e di aver coperto numerosi casi di pedofilia di preti che, nel segreto pontificio, hanno continuato a perpetrare le loro turpi gesta &ndash; l&rsquo;<a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/26/news/nyt_accuse_germania-2908172/">ultimo caso riguarda un sacerdote tedesco</a> riconosciuto colpevole di abusi su minori&nbsp; e reintegrato nel lavoro pastorale negli anni in cui Ratzinger era arcivescovo di Monaco &ndash; non avrebbe altro scampo se non le dimissioni.</p>
<p>
</p>
<p>Ma qui si tratta del Papa, l&rsquo;erede al soglio di Pietro, il capo di uno Stato teocratico, la figura tra umano e divino che rappresenta Dio in Terra e da lui eredita l&rsquo;infallibilit&agrave;.</p>
<p>
</p>
<p>Nonostante ci&ograve;, se Ratzinger avesse coscienza del cambiamento dei tempi si dimetterebbe. Chiederebbe scusa alla vittime e al mondo intero. Ammetterebbe di aver fallito come servitore di una religione che mette <strong>al primo posto la difesa dei pi&ugrave; deboli</strong>.</p>
<p>
</p>
<p>Invece il Vaticano sceglie un&rsquo;altra tattica, quella del nostro presidente del Consiglio quando, travolto dallo scandalo escort-appalti-favori elettorali, attaccato da tutto il mondo, messo alla berlina da tutta la stampa (estera), rimase arroccato alla sua poltrona nel nome di un <strong>presunto complotto</strong>. Ratzinger, e con lui il Vaticano tutto, si sta comportando esattamente nello stesso modo.</p>
<p>
</p>
<p>Cos&igrave; come per Berlusconi c&rsquo;&egrave; una guerra tra il bene (lui) e il male (la sinistra), tra l&rsquo;amore (lui) e l&rsquo;odio (la sinistra), tra la giustizia (lui) e l&rsquo;iniquit&agrave; (i magistrati &lsquo;comunisti&rsquo;), cos&igrave; per Ratzinger e i suoi fedelissimi &egrave; in corso &ldquo;<strong><em>una guerra tra la Chiesa e il mondo, tra Satana e Dio</em></strong>&rdquo;. Parola di monsignor Antonio Ribaldi, vescovo emerito di Acerra, condivisa non solo dai seguaci del Papa, ma anche da certa parte politica italiana, che <a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/03/schifani-rende-il-favore-a-bagnasco-la-pedofilia-un-%e2%80%98comportamento-odioso%e2%80%99/">rinsalda un patto molto proficuo</a> proprio alla vigilia delle elezioni regionali.</p>
<p>
</p>
<p><strong>Il Vaticano &egrave;, dunque, nel mirino di tutto il mondo</strong>. Quel mondo civile ed evoluto, progressista e libero da una schiavit&ugrave; secolare che contraddistingue invece il Bel Paese. Il quale tace. Tace la politica e tacciono le istituzioni. Tacciono i giornali (se non per i resoconti di cronaca) e finanche gran parte dei cittadini.</p>
<p>
</p>
<p>In un paese normale, che non &egrave; il nostro, piazza san Pietro sarebbe stata invasa ogni giorno da migliaia di persone per chiedere le dimissioni di Ratzinger; la politica, di destra o di sinistra non importa, avrebbe urlato allo scandalo e immediatamente ritirato ogni forma di collaborazione politica, economica ed istituzionale con <strong>uno Stato che lascia che l&rsquo;infanzia venga violata senza alzare un dito</strong>. Ma in un Paese normale anche l&rsquo;amico di Ratzinger, Berlusconi, sarebbe stato costretto da un pezzo alle dimissioni.</p>
<p>
</p>
<p>Diventeremo mai un &lsquo;Paese normale&rsquo;?</p>
<p align="right"><em><strong></strong></em></p>
<p align="right"><em><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a></strong></em>
</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ratzinger-e-berlusconi-una-coppia-tutta-italiana/">Ratzinger e Berlusconi, una coppia tutta italiana</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Banalità di un&#8217;enciclica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 17:12:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[caritas in veritate]]></category>
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		<category><![CDATA[francesco pullia]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221; di Benedetto XVI non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto ormai conosciamo dell&#8217;indirizzo pastorale dell&#8217;attuale pontefice. Sorretta da un sostanziale impianto tomistico, &#232; imperniata su quella concezione di umanesimo integrale che gi&#224; aveva caratterizzato i predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II. Di che si parla? Di verit&#224; assoluta, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;enciclica &ldquo;<em>Caritas in veritate</em>&rdquo; di Benedetto XVI non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto ormai conosciamo dell&rsquo;indirizzo pastorale dell&rsquo;attuale pontefice. Sorretta da un sostanziale impianto tomistico, &egrave; imperniata su quella concezione di umanesimo integrale che gi&agrave; aveva caratterizzato i predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II. </font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Di che si parla? Di <em>verit&agrave; assoluta</em>, di cristianesimo come &ldquo;<em>elemento indispensabile alla costruzione di una buona societ&agrave;</em>&rdquo;, di critica alla &ldquo;<em>tendenza a relativizzare il vero</em>&rdquo; e al &ldquo;<em>sincretismo</em>&rdquo;. Emblematica, in particolare, l&rsquo;affermazione secondo cui <em>libert&agrave; religiosa</em> non significherebbe <em>indifferentismo religioso</em>. Detto altrimenti, secondo Joseph Ratzinger le religioni non sono tutte uguali. Non solo. </font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">&ldquo;<em>Il discernimento circa il contributo delle culture e delle religioni si rende necessario per la </em></font></font><font face="Tahoma"><font size="2"><em>costruzione della comunit&agrave; sociale nel rispetto del bene comune soprattutto per chi esercita il potere politico</em>&rdquo;. </font></font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">Chiaro no? &ldquo;<em>Tale discernimento dovr&agrave; basarsi sul criterio della carit&agrave; e della </em></font></font><font face="Tahoma" size="2"><em>verit&agrave;. Siccome &egrave; in gioco lo sviluppo delle persone e dei popoli, esso terr&agrave; conto della possibilit&agrave; di emancipazione e di inclusione nell&rsquo;ottica di una comunit&agrave; umana veramente </em></font><font face="Tahoma" size="2"><em>universale. &laquo;Tutto l&rsquo;uomo e tutti gli uomini &raquo; &egrave; criterio per valutare anche le culture e le religioni. Il Cristianesimo, religione del &laquo; Dio dal volto umano &raquo;, porta in se stesso </em></font><font face="Tahoma" size="2"><em>un simile criterio. La religione cristiana e le altre religioni possono dare il loro apporto allo sviluppo solo se Dio trova un posto anche nella sfera pubblica, con specifico riferimento alle dimensioni culturale, sociale, economica e, in particolare, politica&rdquo;.</em></font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E ancora: &ldquo;<em>Nel laicismo e nel fondamentalismo si perde la possibilit&agrave; di un dialogo fecondo e di una proficua collaborazione tra la ragione e la fede religiosa</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Su questo impianto s&rsquo;innesta l&rsquo;attenzione ratzingeriana al sociale, con particolare riguardo alla disuguaglianze, alla povert&agrave;, alla fame causate da uno sviluppo mal distribuito, da un uso squilibrato di risorse non rinnovabili, da una tecnologia dimentica dei suoi compiti precipui, vincolata com&rsquo;&egrave; ad uno sviluppo fine a se stesso. E&rsquo; a questo punto che, secondo il pontefice, deve prodursi una <em>svolta in senso etico</em>. Il problema &egrave; che questa etica &egrave; sempre considerata in chiave apodittica, univoca: o &egrave; derivante dalla visione cristiana o non &egrave;. </font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Di qui, ad esempio, l&rsquo;arroccamento su una posizione nettamente contrastante qualsiasi forma di controllo dell&rsquo;esplosione demografica, fenomeno che non viene affatto indicato come <em>una delle</em> (non <em>la</em> ma certamente <em>una tra</em>) cause del dissesto ambientale del pianeta, con, a ricasco, il progressivo depauperamento di vaste aree, la costrizione alla migrazione, lo sterminio in loco di milioni e milioni di esseri per carenza di nutrimento, l&rsquo;incentivazione a violenze, esasperazioni, guerre. </font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Da un lato si pone <em>&ldquo;l&rsquo;urgenza della riforma sia dell&rsquo;Organizzazione delle Nazioni Unite che dell&rsquo;architettura economica e finanziaria internazionale, affinch&eacute; si possa dare reale concretezza al concetto di famiglia di Nazioni&rdquo;, </em>dall&rsquo;altro si dice che nei paesi<em> </em>economicamente pi&ugrave; sviluppati &ldquo;<em>le legislazioni contrarie alla vita sono molto diffuse e hanno ormai condizionato il costume e la prassi, contribuendo a diffondere una mentalit&agrave; antinatalista che spesso si cerca di trasmettere anche ad altri Stati come se fosse un progresso culturale. Alcune Organizzazioni non governative, poi, operano attivamente per la diffusione dell&rsquo;aborto, promovendo talvolta nei Paesi poveri l&rsquo;adozione della pratica della sterilizzazione, anche su donne inconsapevoli. Vi &egrave; inoltre il fondato sospetto che a volte gli stessi aiuti allo sviluppo vengano collegati a determinate politiche sanitarie implicanti di fatto l&rsquo;imposizione di un forte controllo delle nascite</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">Anche per quanto concerne l&rsquo;ambiente, il pontefice se la prende con &ldquo;<em>atteggiamenti neopagani o di nuovo panteismo&rdquo;</em>: &ldquo;<em>dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, non pu&ograve;&rdquo;, </em>egli sostiene, &ldquo;<em>derivare la salvezza per l&rsquo;uomo&rdquo;.</em></font></font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Siamo alla riproposta del solito antropocentrismo che da secoli (pre)domina nell&rsquo;ideologia teologica cattolica impedendo di concepire il nesso interdipendente che pone l&rsquo;uomo non al centro ma all&rsquo;interno del mondo naturale, come parte di un tutto e, quindi, responsabilmente partecipe dell&rsquo;equilibrio planetario.</font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">Ed ecco il punto su cui Joseph Ratzinger non smette di insistere: &ldquo;<em>Per salvaguardare la natura non &egrave; sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un&rsquo;istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo &egrave; la complessiva tenuta morale della societ&agrave;. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell&rsquo;uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. E&rsquo; una contraddizione </em></font></font><font face="Tahoma" size="2"><em>chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell&rsquo;ambiente naturale, quando l&rsquo;educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesso</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">D&rsquo;altronde, non mancano gli strali contro eutanasia, libert&agrave; di scelta della propria morte, contraccezione, aborto legalizzato<em>:&ldquo;La fecondazione in vitro, la ricerca sugli embrioni, la possibilit&agrave; della clonazione e dell&rsquo;ibridazione umana nascono e sono promosse nell&rsquo;attuale cultura del disincanto totale, che crede di aver svelato ogni mistero, perch&eacute; si &egrave; ormai arrivati alla radice della vita (&hellip;)Alla diffusa, tragica, piaga dell&rsquo;aborto si potrebbe aggiungere in futuro, ma &egrave; gi&agrave; surrettiziamente in nuce, una sistematica pianificazione eugenetica delle nascite. Sul versante opposto, va facendosi strada una mens eutanasica, manifestazione non meno abusiva di dominio sulla vita, che in certe condizioni viene considerata non pi&ugrave; degna di essere vissuta&rdquo;.</em></font></font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Non sappiamo quale importanza verr&agrave; attribuita al testo ratzingeriano nel dibattito culturale (e non solo). Certo &egrave; che non rappresenta, a nostro modesto avviso, un salto qualitativamente in avanti. Anzi, sia detto senza alcuna polemica pretestuosa, conferma quella carenza di profondit&agrave; da noi pi&ugrave; volte riscontrata nel pensiero del papa tedesco.</font></p>
<p></p>
<p style="FONT-STYLE: normal" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Francesco Pullia</font></strong></p>
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		<title>Il vizietto di Cardinal Ratzinger</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-vizietto-di-cardinal-ratzinger/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 00:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto xvi]]></category>
		<category><![CDATA[estrema destra]]></category>
		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>prendiamo dal sito del manifesto Il cardinale Ratzinger e la rivista antisemita Il caso di &#171;Die Aula&#187; Non ci son santi: il pastore tedesco ha un vizietto che, nonostante i tentativi suoi e dei suoi fan, non riesce a nascondere e periodicamente salta fuori. Qualche giorno fa, ai primi di aprile, Rue89, un sito web [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-vizietto-di-cardinal-ratzinger/">Il vizietto di Cardinal Ratzinger</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>prendiamo dal <a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20090412/pagina/11/pezzo/247264/" target="_blank">sito del manifesto</a></em></p>
<p><span class="grey"><strong>Il cardinale Ratzinger e la rivista antisemita</strong></span><br />
<span class="grey-l">Il caso di &laquo;Die Aula&raquo;</span></p>
<p>Non ci son santi: il pastore tedesco ha un vizietto che, nonostante i tentativi suoi e dei suoi fan, non riesce a nascondere e periodicamente salta fuori. Qualche giorno fa, ai primi di aprile, Rue89, un sito web francese &laquo;d&#8217;informazione e dibattito sull&#8217;attualit&agrave;&raquo; ha messo in rete un articolo sulla collaborazione, nel &#8217;98, dell&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger a una rivista dell&#8217;estrema destra austriaca, filo-nazista e negazionista. Apriti cielo. Rue89 viene colpita dall&#8217;anatema e dall&#8217;accusa di volersi accanire ingiustamente con Benedetto XVI.<br />
Rue89. Rue89 &egrave; un giornale on line nato nel maggio 2007 da ex giornalisti di Lib&eacute;ration, Pascal Rich&eacute;, Pierre Haski e altri, in concomitanza con il secondo turno delle elezioni presidenziali francesi. Il primo scoop le fece una settimana dopo quando rivel&ograve; che il Journal de dimanche aveva censurato la notizia dell&#8217;astensione, in quel ballottaggio, di colei che era ancora la moglie del candidato e poi presidente Sarkozy, Cecilia. Questo su Ratzinger non &egrave; propriamente uno scoop. La notizia del vizietto che affligge il povero papa e dei tentativi un po&#8217; goffi per nasconderlo era gi&agrave; uscita. Su Der Spiegel, il settimanale tedesco del 16 marzo. Ancora prima, in febbraio, era stato il deputato social-ecologista austriaco Karl &Ouml;llinger a rivelare la nuova scivolatina di Ratzinger, invano smentita dall&#8217;archidiocesi di Vienna e dall&#8217;agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress che si erano provate a negare che l&#8217;allora Prefetto vaticano per la congregazione della fede avesse dato il suo permesso di pubblicare il testo incriminato.<br />
Die Aula. Die Aula &egrave; una rivista e una casa editrice (Die AulaVerlag) di estrema destra che a sede a Graz, in Carinzia, la terra d&#8217;origine di J&ouml;rg Heider, l&#8217;esponente simil-nazista austriaco morte nell&#8217;ottobre scorso quando si and&ograve; a schiantare ubriaco con la sua auto dopo un festino a base di birra e boys, e del suo successore Heinz-Christian Strache, capintesta del FP&Ouml;, il Partito austriaco della libert&agrave;. Il mensile Die Aula &egrave; parte integrante della Freiheitlichen Akademikerverb&auml;nde &Ouml;sterreichs, la Congregazione accademica della libert&agrave;, gruppi che riuniscono i simpatizzanti della FP&Ouml; nei L&auml;nder austriaci, in cui militavano da giovani Haider e Strache. Rue89 ha pescato alcuni numeri di Die Aula, che esce dal lontano 1951, e ha trovato alcune piacevoli quisquilie. Un articolo del &#8217;94 in cui riabilitava in pieno il negazionista Walter L&uuml;fti che negava l&#8217;esistenza delle camere a gas (tanto che perfino Haider, per non bruciarsi la carriera, aveva dovuto prendere le distanze), definito &laquo;una pietramiliare sulla strada della verit&agrave;&raquo;. Gli editori di Die Aula-Verlag, Herwig Nachtmann, Otto Srinzi e J&uuml;rgen Schwab sono tutti noti esponenti dell&#8217;estrema destra germanofila (o nazistofila) e antisemita austriaca. La rivista aveva inserito l&#8217;articolo del cardinale Ratzinger in un volume che si occupava di liberalismo e massoneria&raquo; rivedendo &laquo;criticamente la rivoluzione del 1848&raquo; in Germania.<br />
Der Spiegel. Der Spiegel, ripreso da Rue89, fa luce su come Ratzinger abbia dato l&#8217; assenso alla pubblicazione del suo saggio sulla rivista nazi austriaca smentendo le smentite dell&#8217;archidiocesi di Vienna. Il 18 settembre &#8217;97, un giornalista di Die Aula, Gerloch Reisegger, aveva chiesto per iscritto al cardinale Ratzinger &laquo;l&#8217;autorizzazione per la riproduzione&raquo; (Abdruckerlaubnis) di un suo testo scritto nel &#8217;95 e pubblicato sulla rivista cattolica Communio. Il 30 settembre &#8217;97, il segretario del cardinale, Josef Clemens, risponse in modo inequivocabile. Cos&igrave;: &laquo;Caro signor Reisegger. In relazione alla sua amabile lettera del 18 settembre 1997, sono autorizzato, su ordine del signor cardinale Ratzinger a informarvi che egli &egrave; d&#8217;accordo che il suo testo &quot;Libert&agrave; e Verit&agrave;&quot; sia riprodotto nel mensile Aula della Freiheilichen Akademikerverb&auml;nde &Ouml;sterreichs&raquo;. Quindi era autorizzato, quindi sapeva cosa fossero Die Aula e la Congregazione accademica della Libert&agrave;. Quindi era d&#8217;accordo. Non a caso nel sito di Die Aula campeggia la foto del suo illustrissimo collaboratore. E quando fu eletto papa, nell&#8217;aprile 2005, a testimonianza di una bella amicizia, la rivista gli mand&ograve; un messaggio di congratulazioni. Questo: &laquo;Noi salutiamo il vostro arrivo. Protettore di Dio! Come uno della Giovent&agrave; hitleriana e del Corpo anti-aereo che allora protesse i vostri simili dalla bolba dell&#8217;olocausto anglo-americano! Santissimo padre sapresete combattere oggi con altrettanta determinazione l&#8217;olocausto dei bambini?&raquo;<br />
Libert&agrave; e Verit&agrave;. Ma a parte la collaborazione alla rivista filo-nazi c&#8217;&egrave; il contenuto del saggio del futuro papa. Che &egrave; una violentissima filippica contro la democrazia, che &laquo;non &egrave; ancora la forma compiuta della libert&agrave;&raquo; e via di seguito. L&#8217;affare del vescovo negazionista inglese Williamson non &egrave; uno scivolone.</p>
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		<title>Quando un papa e un liberale neoguelfo s&#8217;incontrano…</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quando-un-papa-e-un-liberale-neoguelfo-sincontrano%e2%80%a6/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 14:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[benedetto xvi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco pullia]]></category>
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		<category><![CDATA[laicità]]></category>
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		<category><![CDATA[ratzinger]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A poco a poco i nodi stanno venendo al pettine. Questo pontefice, che di fatto &#232; espressione di uno schietto orientamento anticonciliare, non perde occasione per rimarcare il suo segno dottrinario fondamentalista, tridentino. Ovvio che si sia mostrato freddo alla proiezione della sintesi dello sceneggiato televisivo &#171;Paolo VI, il papa nella tempesta&#187;, prodotto da RaiFiction [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quando-un-papa-e-un-liberale-neoguelfo-sincontrano%e2%80%a6/">Quando un papa e un liberale neoguelfo s&#8217;incontrano…</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">A poco a poco i nodi stanno venendo al pettine. </font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo pontefice, che di fatto &egrave; espressione di uno schietto orientamento anticonciliare, non perde occasione per rimarcare il suo segno dottrinario fondamentalista, tridentino. Ovvio che si sia mostrato freddo alla proiezione della sintesi dello sceneggiato televisivo &laquo;Paolo VI, il papa nella tempesta&raquo;, prodotto da RaiFiction e dalla Lux Vide in occasione del trentesimo anniversario della morte di Giovanni Battista Montini (1897 &#8211; 1978), salito al soglio di San Pietro nel 1963, cio&egrave; in pieno Concilio Vaticano II (si svolse dal 1962 al 1965).</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Montini fu un pontefice tormentato. Non riusc&igrave; ad essere all&#8217;altezza di Giovanni XXIII e ad osservare fino in fondo l&#8217;intenzione del predecessore di &quot;aprire le finestre per far entrare aria nuova nella Chiesa&quot;. Tuttavia, messa a confronto con quella di Ratzinger, la sua figura assume quasi uno spessore rivoluzionario.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intervenendo sul <em>Corriere della Sera</em> a proposito dell&#8217;ultimo libro di Marcello Pera&nbsp; (<em>Perch&eacute; dobbiamo dirci cristiani</em>, titolo che di per s&eacute;, con quel <em>dobbiamo</em>, &egrave; tutto un programma ), Benedetto XVI non ha avuto alcuna remora ad affermare che <em>un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non &egrave; possibile, </em>mentre sarebbe auspicabile un dialogo fra culture che sottendono un&#8217;opzione religiosa di fondo. Non un dialogo teologico, quindi, dato che non si pu&ograve; mettere tra parentesi le ragioni della propria fede, ma un confronto a livello culturale e sulle conseguenze delle decisioni ispirate dalla fede.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chiaro no?</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chi trovava eccessivo il nostro slogan &ldquo;No taliban, no vatican&rdquo;, adesso &egrave; servito. Non potr&agrave; che ricredersi.</font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Quanto al libro di Pera, &ldquo;liberale&rdquo; in salsetta neoguelfa, preferiamo, tanto per restare in ambito italiano, <em>Perch&eacute; non possiamo essere cristiani(e meno che mai cattolici)</em> di Piergiorgio Odifreddi (Longanesi, 2007) e consigliamo caldamente <em>Ges&ugrave; lava pi&ugrave; bianco ovvero come la Chiesa invent&ograve; il marketing</em> di Bruno Ballardini (Minimum fax, 2000). </font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Se, poi, si vuole invece andare sul classico, con l&#8217;andar del tempo non perde affatto smalto <em>Perch&eacute; non sono cristiano</em> di Bertrand Russell. Tra i vari motivi addotti dal filosofo inglese ce n&#8217;&egrave; uno in particolare: &ldquo;Il cristianesimo, cos&igrave; com&#8217;&egrave; organizzato, &egrave; stato ed &egrave; tuttora il pi&ugrave; grande nemico del progresso morale del mondo&rdquo;. </font></p>
<p align="right"><strong>Francesco Pullia</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quando-un-papa-e-un-liberale-neoguelfo-sincontrano%e2%80%a6/">Quando un papa e un liberale neoguelfo s&#8217;incontrano…</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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