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	<title>musica Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Una storia &#8211; Luciano Ligabue</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 12:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di Luciano Ligabue, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “il Bruce Springsteen italiano” per promuoverlo. Ormai non è più necessario. Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/una-storia-luciano-ligabue/">Una storia &#8211; Luciano Ligabue</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-27298" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_-160x160.jpg 160w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/09/61vYCLOF2rL._AC_UL600_SR600600_.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di <strong>Luciano Ligabue</strong>, sono passati da un bel po’ i tempi in cui si aggiungeva nelle frasi di lancio “<strong>il Bruce Springsteen italiano</strong>” per promuoverlo. Ormai non è più necessario.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Dopo i trent’anni di carriera festeggiati con un “+2” di ritardo  &#8211; causa covid &#8211; con il concerto al Campo Volo di Reggio Emilia dello scorso anno, davanti a centocinquemila persone che si erano tenute strette il biglietto per i due anni pandemici, <strong>“Dedicato a noi”</strong> seguirà i concerti di questa estate 2023 contrassegnati dal consueto sold out e precederà il tour invernale nei palasport a cui si continuano ad aggiungere date.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Se il titolo del nuovo album vi fa sorgere la domanda “<strong>noi chi?</strong>” è ovvio che non fate parte della schiera dei fan del rocker emiliano e altrettanto ovviamente non avete ancora letto la sua autobiografia<strong> “Una storia” (ed. Mondadori, 2022).</strong></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo è un peccato perché al di là della sua attività di cantante, che potete apprezzare o meno a seconda dei vostri gusti,  è un fatto oggettivo che Luciano Ligabue sia bravissimo nel raccontare storie, non solo in veste di cantautore ma anche come scrittore, come provato dalle sue raccolte di racconti o dal fumetto &#8220;<strong>La neve se ne frega</strong>&#8220;.</span></p>
<p>“<span style="font-family: Times New Roman, serif;">Una storia” però è una sfida in più per il rocker perché qui racconta la sua storia personale, dall’infanzia fino ad oggi (prima di quest’ultimo album) e come sua abitudine lo fa in modo totalmente sincero e senza risparmiare nulla.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le biografie o l’autobiografie in genere risultano essere o delle <strong>agiografie</strong> con un mero elenco di “ho fatto questo e quello” molto superficiali di cui se ne può quasi sempre fare a meno. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Questo libro invece dimostra una volta di più perché il rapporto con i suoi fans (attraverso il club del Bar Mario gestito da suo fratello Marco) è così stretto e pressoché unico. Liga non si risparmia mai e quando decide di raccontarsi lo fa fino in fondo senza nascondere nulla. La famiglia, le malattie, i lutti, le paure, le ragazzate, le superstizioni, i colleghi, gli impresari, le delusioni, i successi.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Quello che appare evidente è la <strong>sincerità</strong> di queste pagine che prima raccontano la formazione di Luciano Ligabue e poi spiegano le sue scelte artistiche, la genesi di alcune canzoni e album; altresì quindi si capisce come e perché i fan sono così attaccati ai suoi pezzi e alle sue strofe. &#8220;<strong>Ma come fate a sapere che sono così sincere?</strong>&#8221; Ovvio che non siamo onniscienti e non facendo parte di quella cerchia di persone citate nel libro non possiamo essere testimoni diretti. Ma, oltre ai riscontri che si possono comunque avere, qui si va sulla fiducia personale. Non esiste una scienza che ti dice perché Liga ha la nostra fiducia e altri no. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Le motivazioni forse sono contenute nel monologo che Liga ha messo in bocca al suo alter ego Bruno su Radiofreccia mettendo le cose in chiaro una volta per tutte: “<strong>Le canzoni non ti tradiscono</strong>. Anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te hanno voluto dire qualcosa, le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate. Se volete sapere la mia delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare.”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco, per molti di noi fan Luciano Ligabue e la sua arte rappresentano una confort zone, un posto dove ti puoi sentire tranquillo quasi come fossi a casa (un <strong>Heimat</strong>, il termine tedesco senza corrispondenza italiana) che ormai è andato oltre le sue canzoni e la musica, proprio perché ha messo in chiaro di non essere né un santo né un profeta. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Forse un giorno ci tradirà e ci deluderà anche lui come hanno fatto molti altri, può darsi.<br />
Sinceramente però, dopo il regalo che ci ha fatto descrivendoci il suo viaggio onirico con G nell’ultimo capitolo del libro, lo riteniamo oggi ancor più improbabile.</span></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<title>Festeggiamo un grande illuminista: Ludwig Van Beethoven</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 14:04:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[illuminismo]]></category>
		<category><![CDATA[ludwig van beethopven]]></category>
		<category><![CDATA[marc simons]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Per noi laici – agnostici ed atei – razionali e neo-illuminati è sempre bello quando si presenta una giusta occasione per commemorare un grande illuminista del passato. E l’occasione si presenta quest’ anno – eccome! –  con la figura di Ludwig Van Beethoven, del quale viene festeggiato il 250° anniversario della nascita. Il piccolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_17478" style="width: 476px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/stieler-joseph-karl-beethoven-mit-der-missa-solemnis-olgemalde-1819" rel="attachment wp-att-17478"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17478" class="size-full wp-image-17478" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg" alt="" width="466" height="592" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg 466w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-236x300.jpg 236w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-126x160.jpg 126w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></a><p id="caption-attachment-17478" class="wp-caption-text">Stieler, Joseph Karl: Beethoven mit der Missa solemnis Ölgemälde, 1819</p></div>
<p>Per noi laici – agnostici ed atei – razionali e neo-illuminati è sempre bello quando si presenta una giusta occasione per commemorare un grande <em>illuminista</em> del passato. E l’occasione si presenta quest’ anno – eccome! –  con la figura di <em>Ludwig Van Beethoven</em>, del quale viene festeggiato il 250° anniversario della nascita.</p>
<p>Il piccolo Ludwig venne alla luce il 16 dicembre 1770 a Bonn, nel Principato Elettorato di Colonia (<em>Köln</em>) e fu battezzato il giorno successivo con il nome di suo nonno paterno <em>Lodewijck Van Beethoven</em>. “<em>Ludwig</em>”  infatti è l’omologo tedesco del fiammingo “<em>Lodewijck</em>”, ma anche la preposizione “VAN” (e non la tedesca “<em>von</em>”) nel cognome della famiglia tradisce già le radici fiamminghe di essa.</p>
<p>La stirpe Van Beethoven era infatti proveniente dai <em>Paesi Bassi Meridionali</em> (Spagnoli, Austriaci) – sarebbe a dire dall’ attuale Belgio, ma come mi insegnò correttamente un mio docente di storia : “<em>il Passato va letto con la chiave del Passato</em> ! Le più remote tracce della famiglia si trovano nel paesino di – appunto! –  <em>Bettenhoven</em> (ossia <em>Bettincourt</em>, siccome siamo in un territorio bilingue !) vicino a Liegi.</p>
<p>Nel Cinquecento il settimo bisnonno di Ludwig, <em>Jan Van Beethoven</em> visse nel paesino di <em>Kampenhout</em>, vicino a Lovanio, e nel Settecento suo bisnonno <em>Michiel Van Beethoven</em> era un fornaio a Malines (<em>Mechelen</em>), una piccola cittadina fra Bruxelles ed Anversa, dove nacque in seguito nonno Lodewijck.</p>
<p><em>Lodewijck Van Beethoven</em> (1712-1773) cantava sin da bambino alla Scuola di Canto Corale della Cattedrale di Malines e ci si impegnò dopo anche allo studio dell’ intavolatura, del basso continuo, dell’ organo e del clavicembalo. Divenne cantante e maestro di capella alla Chiesa Madre di Lovanio (<em>Leuven</em>) e poi alla Cattedrale di Liegi, dove fu “scoperto” dal Principe Elettore ed Arcivescovo della vicina Colonia, il quale lo nominò alla sua Corte di Bonn.</p>
<p>Pappà<em> Johann Van Beethoven</em> (1740-1792), un cantante soltanto mediocre alla Corte di Bonn,  si rese conto dell’ eccezionale talento di suo primogenito <em>Ludwig</em> e decise di affidare la sua formazione musicale e culturale a dei maestri e professori esterni, fra cui il più significativo fu Christian G. Neefe.</p>
<p><em>Christian Gottlob Neefe</em> era organista titolare alla Corte di Bonn nonchè compositore di numerose opere per il teatro lirico, ma anche un noto intellettuale dei suoi tempi, progressista ed appartenente ai movimenti degli <em>Illuminati</em> e dei <em>Mansonici</em>. Con lui il giovane Ludwig conosce gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e della <em>Rivoluzione Francese</em> nonchè il pensiero <em>umanistico</em> del poeta, autore di teatro, filosofo e storico <em>Friedrich (von) Schiller</em>.</p>
<p>Ludwig Van Beethoven abbraccia con ardore le neo-conosciute idee e le farà sue per la sua vita intera :</p>
<ul>
<li>la libertà di pensiero e cioè l’ <em>uso libero della ragione</em> per uscire autonomamente dall’ ignoranza</li>
<li>la libertà d’ azione e cioè <em>l’autodeterminazione</em> per uscire autonomamente dall’ impotenza</li>
<li>l’ uguaglianza sociale, cioè <em>senza la distinzione</em> fra individui con più ed altri con meno diritti</li>
<li>la giustizia, cioè la garanzia che la legge verrà applicata <em>senza arbitrarietà</em></li>
</ul>
<p>E incorpora le nuove <em>Idee Illuminate</em> in molti dei suoi capolavori.</p>
<p>Nel 1790, appena dicianovenne ma già  incantato appassionatamente dal poema schilleriano “<em>Ode An die Freude” (Inno Alla Gioia), ne usa alcuni versi nella </em>&#8220;<em>Kantate auf den Tod Kaiser Josephs II</em>, WoO.87&#8243; (Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II) ; e più tardi nello stesso anno compone la “<em>Kantate auf die Erhebung Leopold II zur Kaiserwürde</em>, WoO.88” (Cantata sopra l’ Ascensione  dell’ Imperatore Leopoldo II).</p>
<p>Non a caso Van Beethoven coglie subito l’occasione per rendere omaggio al deceduto Imperatore austriaco e al suo Successore. Infatti, entrambi Giuseppe II Imperatore e suo fratello minore Pietro Leopoldo Granduca di Toscana erano <em>Sovrani Illuminati</em> e come tali si impegnarono a costruire forti <em>Stati laici</em> basati sui principi della <em>libertà</em>, dell’ <em>uguaglianza</em> e della <em>razionalità</em>.</p>
<p>Giuseppe II limitò notevolmente l’ influenza della Chiesa Cattolica con numerosi interventi <em>laici-razionali</em> – come l’istituzione del matrimonio civile o il collocamento dei cimiteri fuori dai paesi – e il fatto che i decreti imperiali furono applicati anche nei <em>Paesi Bassi Austriaci</em> di suo nonno Lodewijck avrà senz’altro coinvolto Maestro Van Beethoven maggiormente ! Pietro Leopoldo invece al 30 novembre 1786 promulgò il <em>Codice Leopoldino</em> – per cui i toscani oggigiorno in quella data festeggiano la <em>Festa della Toscana</em> – con cui abolì numerosi relitti di giurisprudenza medievale fra cui la <em>pena di morte</em>.</p>
<p>Con il suo balletto “<em>Die Geschöpfe des Prometheus“ </em>(Le Creature di Prometeo) invece Ludwig Van Beethoven propone un Prometeo eroe che porta la <em>Luce</em> della scienza e dell‘arte ad un‘Umanità ancora sommersa nelle tenebre dell‘<em>Ignoranza</em>.</p>
<p>Nella sua unica opera lirica  “<em>Fidelio</em>” il grande maestro racconta la storia di Leonore,  che libera il suo amato da una <em>prigioneria</em> e da una <em>pena di morte</em> inflitte <em>arbitrariamente</em> per essere “scomodo”, non in linea con un nobile potentissimo.</p>
<p>Con la musica di scena per “<em>Egmont</em>” di Johann Wolfgang (von) Goethe, Van Beethoven racconta la tragica vicenda – nei Paesi Bassi Spagnoli dei suoi propri avi cinquecenteschi – dei Conti Egmont e Hoorne, i quali supplicarono il cattolicissimo Re Filippo II ripetutamente di concedere la <em>libertà</em> di religione, ma che furono invece giustiziati alla Grand Place di Bruxelles. La loro morte scatenò l’ insurrezione popolare che avrebbe condotta alla tragica Secessione dei Paesi Bassi e alla conquista della loro <em>autodeterminazione </em>– almeno nella parte settentrionale libera di Essi.</p>
<p>Ventisette anni dopo, nel 1595 &#8211; ironicamente e tragicamente &#8211; fu arsa al rogo in quella stessa Grand Place bruxellese accusata di stregoneria dall’ Inquisizione spagnola <em>Josyne Van Beethoven</em>, proveniente da <em>Kampenhout</em> (presso Lovanio) e che fu la settima bisnonna del geniale Ludwig !</p>
<p>Ma la testimonianza più esplicita della passione beethoveniana per gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e dell’<em>Umanismo</em> espressi dalla Rivoluzione Francese nella “<em>Dichiarazione dei Diritti dell&#8217;Uomo e del Cittadino</em>” è senz’altro la sua Terza Sinfonia soprannominata “Eroica”.</p>
<p>L’ opera fu sin dall’ inizio composta come un omaggio al <em>generale repubblicano</em> Napoleone Bonaparte, che incarnava e diffondeva attivamente in Francia e nell’Europa intera i <em>valori razionali ed illuminati</em>, cosa di particolare fascino per Van Beethoven.</p>
<p>Nel frontespizio del manoscritto della sua sinfonia il Maestro scrisse esplicitamente la dedica a Napoleone e prese anche in considerazione la possibilità di soprannominarla “Bonapartiana”. Sarà solo quando Napoleone tradì i valori stessi repubblicani coronandosi “<em>Imperatore francese</em>” che Van Beethoven furioso e profondamente deluso nell’ uomo cancellerà con violenza la dedica sostituendola con le parole “<em>Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grand&#8217;Uomo</em>”.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/beethoven-1" rel="attachment wp-att-17477"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17477" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg" alt="" width="319" height="419" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg 319w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-228x300.jpg 228w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-122x160.jpg 122w" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>La presenza di una <em>marcia funebre</em> &#8211; cioè: il secondo movimento della sinfonia &#8211; è un altro omaggio alla Rivoluzione francese. La marcia funebre è un elemento tipicamente rivoluzionario, in quanto vuole essere un’ alternativa <em>laica</em> dello <em>Stato</em> alla onnipresenza dei canti sacri della Chiesa Cattolica strappandole <em>de facto</em> il monopolio sulla Morte durante rito per il defunto.</p>
<p>Un ultimo omaggio alla Rivoluzione francese Van Beethoven lo fa con l’ orchestrazione delle sue sinfonie – questa e tutte !  “<em>Beethoven usa troppi strumenti a fiato, sembra musica da fanfara e musica militare</em>!” scrisse un critico nella Vienna della sua epoca. Si trattava invece proprio del nuovo stile di musica che Van Beethoven aveva conosciuto all’ Ambasciata francese entusiasmandosi molto per il nuovo uso degli strumenti a fiato spesso virtuoso come in certe composizioni francesi.</p>
<p>Solo nel 1824 –  trentaquattro anni dopo il primo timido uso di alcuni dei suoi versi <em>nella “</em><em>Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II</em>”<em> il grande Ludwig Van Beethoven – ormai oltre cinquantenne – decide di incorporare i</em>l poema e capolavoro illuministico  “<em>Ode An die Freude” di Friedrich (von) Schiller interamente nella sua Nona ed ultima sinfonia e cioè sotto forma di quel maestoso canto corale con cui la conclude. </em></p>
<p><em>L’opera fu in sè il compimento di un atto rivoluzionario, in quanto mai prima nella storia della musica era stata inserita in una sinfonia come “strumento” la stessa voce umana !</em></p>
<p><em><strong>Marc Simons</strong></em></p>
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		<title>Orchestra del Rumore Ordinato – La terra</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/orchestra-del-rumore-ordinato-la-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2013 14:18:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi tempi di trionfo dei talent show dove prodotti preconfezionati, pretestati e preapprovati vengono fatti sfidare in una continua di esposizione di banalità e conseguenti litigi come vuole la legge del reality è sempre più raro trovare dischi originali fatti di lavoro sugli accordi, studi sul ritmo e, soprattutto, testi non banali. In questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi tempi di trionfo dei talent show dove prodotti preconfezionati, pretestati e preapprovati vengono fatti sfidare in una continua di esposizione di banalità e conseguenti litigi come vuole la legge del reality è sempre più raro trovare dischi originali fatti di lavoro sugli accordi, studi sul ritmo e, soprattutto, testi non banali.<span id="more-11143"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/orchestra-del-rumore-ordinato-la-terra.html/odro" rel="attachment wp-att-11144"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11144" alt="odro" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/odro-300x300.jpg" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/odro-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/odro-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/odro.jpg 723w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In questo panorama triste arriva il secondo disco dell&#8217;Orchestra del Rumore Ordinato formata da Michele Scerra, Mike Ballini e Angelo Crocamo e riesce a farci riprendere un po&#8217; di fiato e di ottimismo.</p>
<p>La band sembra trovarsi a suo agio rivisitando il blues fino a trasformarlo a volte in uno swing e a volte in un rock melodico. Se proprio dobbiamo fare dei paragoni, che sono sempre antipatici, siamo costretti a ricorrere a più esempi; in alcune tracce l&#8217;album ricorda un po&#8217; Vinicio Capossela in particolare sulla traccia “il circo Gelsomino”, in altre come “Camionale” o “Insania” il blues diventa un rock e ci sembra di riconoscere l&#8217;influenza dei Litfiba con cui peraltro l&#8217;Orchestra condivide la città di appartenenza, ovvero la splendida Firenze. In altre tracce però come “Al bancone del bar” il ritmo swing e scanzonato non può non far venire in mente alcuni lavori Sergio Caputo.</p>
<p>Quello che sembra certo invece è che i testi, tutti scritti dalla band, sono stati fortemente influenzati da Charles Bukowski a parte quello di “Incidente su una strada di montagna (e dintorni)” che come riporta il libretto del cd è un omaggio a un racconto di Joe R. Landsdale, poliedrico scrittore texano che ha fortemente caratterizzato il genere thriller degli ultimi decenni.</p>
<p>Insomma è gradevole e sorprendente ascoltare il loro lavoro; gli auguriamo buona fortuna e li ringraziamo per far musica vera in tempi estremamente commerciali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>Di addii, poeti e altre sciocchezze</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/di-addii-poeti-e-altre-sciocchezze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Dec 2012 11:20:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[francesco guccini]]></category>
		<category><![CDATA[l'ultima thule]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Guccini saluta e se ne va. L&#8217;Ultima Thule uscito da pochi giorni sarà ricordato come il suo ultimo disco e come lui stesso profetizza nella strofa che chiude il disco «si perderà in ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo ». Quasi 50 anni di storia della musica italiana in realtà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Guccini saluta e se ne va. <em>L&#8217;Ultima Thule</em> uscito da pochi giorni sarà ricordato come il suo ultimo disco e come lui stesso profetizza nella strofa che chiude il disco «<em>si perderà in ultima canzone di me e della mia nave anche il ricordo</em> ». Quasi 50 anni di storia della musica italiana in realtà saranno difficilmente dimenticati e ci sembra davvero di essere facili profeti nel dire che molti altri anni dovranno passare prima che in una serata fra amici dove c&#8217;è una chitarra non salti fuori qualcuno che intoni: «<em>ma se io avessi previsto tutto questo, dati cause e pretesto le attuali conclusioni..</em>. »<span id="more-10999"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/guccini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11002" title="guccini" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/guccini-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/guccini-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/guccini-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/guccini.jpg 960w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Basta nominarlo Francesco Guccini e il suo nome ci riporta inevitabilmente a ripercorrere la nostra vita, gli anni delle lotte studentesche (non importa di quale decennio, lui c&#8217;era sempre), le serate in casa degli amici all&#8217;università, i concerti, e poi qualche anno dopo a pensare: « <em>Ma il tempo, il tempo chi me lo rende? Chi mi dà indietro quelle stagioni di vetro e sabbia, chi mi riprende la rabbia e il gesto, donne e canzoni, gli amici persi, i libri mangiati, la gioia piana degli appetiti, l&#8217;arsura sana degli assetati, la fede cieca in poveri miti?</em> »</p>
<p>Ci sentiamo davvero legati a doppio filo con le strofe del cantautore modenese, anzi pavanese come ci tiene a sottolineare, tanto che risulta difficile pensare che quello che sta girando nel nostro stereo è veramente l&#8217;ultimo disco, il sedicesimo (raccolte e live a parte) per l&#8217;esattezza. Siamo affezionati alla sua voce con il forte accento emiliano, al suo quasi borbottare durante i concerti fra un pezzo e l&#8217;altro, alle sue esternazioni politiche. <br />Che poi, politicamente parlando, uno che ha scritto «<em>contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via, la bomba proletaria e illuminava l&#8217;aria la fiaccola dell&#8217;anarchia</em> » lo immagini vicino a qualche gruppuscolo di estrema sinistra extraparlamentare; invece ha sempre votato per i moderati del centrosinistra e anzi è stato fra quelli contenti della nascita del Pd. <br />Il fatto è che a Guccini ciò che è sempre interessato è il raccontar storie, e quindi che queste riguardassero l&#8217;anarchico che voleva far saltare in aria il treno o il suo vicino pensionato di Via Paolo Fabbri 45 che sentiva iniziare la sua giornata mentre lui tornava all&#8217;alba dalle sue notti brave bolognesi, poco cambia. <br />È probabilmente per questo che quasi nessuno si è mai sentito tradito da Guccini (a differenza di quel che è successo con tanti altri cantautori) perché nelle sue canzoni è sempre stato onesto. Ha raccontato, reinterpretandoli, Cirano e Che Guevara passando per Don Chisciotte e Cristoforo Colombo ma usando la stessa serietà e sincerità che ha messo nel descrivere quella ragazza che «<em>dietro al banco mescolava birra chiara e seven up</em>» di cui si è innamorato e disinnamorato nello spazio di una canzone del juke box.<br />È stato sincero anche nei pezzi più duri, come <em>Quattro stracc</em>i dedicato alla sua ex compagna Angela, qualcuno dice anche troppo.</p>
<p>Francesco Guccini: l&#8217;unico cantante che non concede un bis neanche a pagarlo oro, la sua scaletta è quella e si sa, si chiude con La locomotiva. Quando il pezzo è finito inutile stare a domandarsi “ma non ha fatto <em>Farewell</em>” o “ma non ha fatto <em>Canzone quasi d&#8217;amore</em>”. Il concerto è finito, andate in pace.</p>
<p>Come tutti i suoi album non è possibile giudicare questo lavoro a un primo ascolto; le canzoni di Guccini ti devono entrare dentro a poco a poco, ascolto dopo ascolto. Poi, ad un certo punto, diventano le tue canzoni, quelle che come dice il suo amico Ligabue non ti tradiranno mai, magari ti tradirà chi le ha scritte e cantate ma loro sono le tue canzoni e sai che sono lì.</p>
<p>Non tutti apprezzano Guccini e di certo qualcuno leggendo queste poche righe che ci siamo sentiti in dovere di scrivere per dire a nostro modo “grazie” a chi ha accompagnato la nostra vita, giudicherà questo modesto tributo semplicemente noioso. <br />Non ce ne preoccupiamo perché sappiamo bene che «<em>è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già</em>».</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Prete</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/prete/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 18:29:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[canzoni]]></category>
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		<category><![CDATA[simone cristicchi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La storia della Chiesa &#232; seminata di violenza, di soprusi, la Santa Inquisizione &#232; prepotenza, e poi genuflessioni collettive dei politici, salvezza delle anime, la rendita degli immobili ma quanti begli affari fate con il Giubileo e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio Se Ges&#249; Cristo fosse vivo si vergognerebbe Delle tonnellate di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Comic Sans MS"><font size="3"><span style="FONT-STYLE: italic">La storia della Chiesa &egrave; seminata di violenza, di soprusi, <br />
la Santa Inquisizione &egrave; prepotenza, <br />
e poi genuflessioni collettive dei politici, <br />
salvezza delle anime, la rendita degli immobili <br />
ma quanti begli affari fate con il Giubileo <br />
e quanti bei miliardi che sta alzando Padre Pio <br />
Se Ges&ugrave; Cristo fosse vivo si vergognerebbe <br />
Delle tonnellate di oro e delle vostre banche, <br />
Se Ges&ugrave; Cristo fosse vivo si vergognerebbe <br />
Delle chiese piene d&rsquo;oro e delle banche&hellip; </span></p>
<p><strong>Simone Cristicchi</strong> (Prete &#8211; 2006)</font></font></p>
<p><font face="Comic Sans MS"><font size="3"><font face="Arial" size="2">NOTA: <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prete_(canzone)">canzone censurata dalla casa editrice</a> che avrebbe bloccato l&#8217;uscita del disco se Simone Cristicchi non avesse fatto marcia indietro sull&#8217;inserimento di questa.</font><br />
</font></font></p>
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		<title>suoni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/suoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[canzoni]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[simon gurfunkel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>e la gente si inchinava e pregava il Dio al&#160;neon che avevano creato. e l&#8217;insegna proiett&#242; il suo avvertimento, tra le parole che stava delineando. e l&#8217;insegna disse &#34;le parole dei profeti sono scritte sui muri delle metropolitane e sui muri delle case popolari.&#34; E sussurr&#242; nel suono del silenzio Simon &#38; Gurfunkel &#8211; The [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Comic Sans MS" size="3"><strong>e la gente si inchinava e pregava <br />
il Dio al&nbsp;neon che avevano creato. <br />
e l&#8217;insegna proiett&ograve; il suo avvertimento, <br />
tra le parole che stava delineando. <br />
e l&#8217;insegna disse &quot;le parole dei profeti <br />
sono scritte sui muri delle metropolitane <br />
e sui muri delle case popolari.&quot; <br />
E sussurr&ograve; nel suono del silenzio</strong></font> </p>
<p><font face="Comic Sans MS" size="3">Simon &amp; Gurfunkel &#8211; The Sound Of Silence (Sounds of Silence &#8211; 1966)</font></p>
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		<title>blasfemia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/blasfemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 10:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andrè]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, non avevano leggi per punire un blasfemo, non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte. [&#8230;] E se furon due guardie a fermarmi la vita, &#232; proprio qui sulla terra la mela proibita, e non Dio, ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/blasfemia/">blasfemia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><font face="Comic Sans MS" size="3">Mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino, <br />
non avevano leggi per punire un blasfemo, <br />
non mi uccise la morte, ma due guardie bigotte, <br />
mi cercarono l&#8217;anima a forza di botte. <br />
[&#8230;]</font></strong></p>
<p><strong><font face="Comic Sans MS" size="3">E se furon due guardie a fermarmi la vita, <br />
&egrave; proprio qui sulla terra la mela proibita, <br />
e non Dio, ma qualcuno che per noi l&#8217;ha inventato, <br />
ci costringe a sognare in un giardino incantato.</font></strong></p>
<p><font face="Comic Sans MS" size="3">Fabrizio De Andr&egrave; &#8211; Un blasfemo (Non al denaro, non all&#8217;amore n&egrave; al cielo -1971)</font></p>
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		<title>Libera&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/libera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 11:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco guccini]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, dai preti d&#8217; ogni credo, da ogni loro impostura, da inferni e paradisi, da una vita futura, da utopie per lenire questa morte sicura, da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, da fedeli invasati d&#8217; ogni tipo e natura, libera, libera, libera, libera nos Domine! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/libera/">Libera&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Comic Sans MS" size="3"><strong>Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, <br />
dai preti d&#8217; ogni credo, da ogni loro impostura, <br />
da inferni e paradisi, da una vita futura, <br />
da utopie per lenire questa morte sicura, <br />
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, <br />
da fedeli invasati d&#8217; ogni tipo e natura, <br />
libera, libera, libera, libera nos Domine!</strong></font></p>
<p><font face="Comic Sans MS" size="3">Francesco Guccini &#8211; Libera Nos Domine (Amerigo, 1978)</font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/libera/">Libera&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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