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	<title>iran Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Un caffè di Gramellini? No grazie ci rende nervosi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Dec 2022 22:18:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[massimo gramellini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Che il Corriere della Sera sia da sempre amichevolmente chiamato Il Pompiere della Sera è cosa risaputa. Che la sua natura principale (anche se con non trascurabili contributi non allineati) sia quella di un quotidiano borghese nazional-popolare lo sappiamo fin dalla tenera infanzia. Che i caffè dei suoi editorialisti possano render quindi nervosi i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Che il Corriere della Sera sia da sempre amichevolmente chiamato <i>Il Pompiere della Sera</i> è cosa risaputa.</p>
<p>Che la sua natura principale (anche se con non trascurabili contributi non allineati) sia quella di un quotidiano borghese nazional-popolare lo sappiamo fin dalla tenera infanzia.</p>
<p>Che i <i><b>caffè</b></i> dei suoi editorialisti possano render quindi nervosi i lettori di area politica ben diversa ci può stare. Però se il caffè fa così schifo che lo devi sputar via per non vomitare c&#8217;è qualcosa che non va.</p>
<p><b>La polemica di cui non si sentiva la mancanza</b> e di cui, per inciso, non si sentiva neanche la mancanza che <a href="https://www.corriere.it/caffe-gramellini/22_dicembre_16/fiocchi-d-avena-caffe-gramellini-2b281968-7cc4-11ed-840c-2c5260b7208b.shtml?refresh_ce">il Gramellini la riprendesse per il suo <i>caffè</i>,</a> è quella di Cristina d&#8217;Avena sul palco della festa di Fratelli d&#8217;Italia e degli insulti ricevuti sui social network per questa sua presenza.</p>
<p>Notate bene: sui social network. Dove ogni personaggio pubblico riceve <b>carrettate di insulti </b>non per l&#8217;appoggio ad un partito piuttosto che ad un altro, ma anche semplicemente per aver detto che a lui l&#8217;aranciata non piace.</p>
<p>Ovviamente il grande e coraggioso <b>Cavalier Servente Gramellini</b> di fronte a cotale offesa non può che spendere le righe del suo caffè per salvare la pulzella in pericolo. E non glie ne vogliamo mica per questo, è pur sempre un editorialista del Pompiere della Sera, che diamine!</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-25194" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1.jpg" alt="" width="580" height="728" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1.jpg 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1-239x300.jpg 239w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1-768x964.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Massimo_Gramellini_-_Festivaletteratura_2012_-_1-127x160.jpg 127w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a></p>
<p>Tuonano le righe del suo <i>caffè</i>: Cristina d&#8217;Avena ha il sacro diritto di andare a cantare dalla Meloni anche se nel passato ha sostenuto le battaglie lbgtqia+ (attentissimo a tutte le lettere e simboli in siffatta situazione).<br />
Oh poffarbacco, e chi glie l&#8217;avrebbe tolto codesto diritto all&#8217;italica puffetta? Nessuno, infatti ci è andata e pensiamo sia stata anche pagata per questo.</p>
<p>Ora però, <b>dato che siamo in democrazia</b> e non in una dittatura come preme ricordare spesso al Gramellini, bisognerebbe anche consentire che agli organizzatori dei Pride (che sono feste fatte per rivendicare i diritti delle <b>comunità lbgtqia+</b> vale la pena ricordarlo) a cui la D&#8217;Avena ha partecipato spesso negli ultimi anni (presumiamo con regolare cachet, <a href="https://www.padovaoggi.it/eventi/padova-pride-village-eventi-22-25-giungo-2022.html">una delle ultime occasioni è stato il Padova Pride di giugno 2022</a>) girino un po&#8217; i testicoli, le gonadi e le mammelle.</p>
<p>Perché sarà pur vero che la coerenza è un vecchio retaggio del passato in questo letamaio di mondo, ma vedere nel giro di pochi mesi lo stesso artista sostenere la festa in cui si dice che uomini, donne, omosex, bisex, etero, trans o queer devono avere tutti gli stessi diritti e poi sostenere <b>la festa di un partito che rivendica il sacro diritto di negarli</b>, potrebbe decisamente essere troppo anche per questo letamaio di mondo. E, addirittura, anche per questo paese.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5.png"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-25195" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5-1024x646.png" alt="" width="1024" height="646" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5-1024x646.png 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5-300x189.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5-768x484.png 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5-254x160.png 254w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/12/Cristina_davena_live_a_roma_by_Paride5.png 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Ovviamente chi ha esagerato in minacce e ingiurie contro la <b>puffetta confusa </b>(e/o opportunista) pagherà nell&#8217;appropriata sede; ma per il resto se qualcuno esprime anche in modo duro il disappunto contro l&#8217;ambiguità dell&#8217;artista ciò rientra in quella cosa che si chiama &#8220;libertà di espressione&#8221; e che il Gramellini, quando se ne ricorda e/o gli fa comodo, difende a spada tratta.</p>
<p>La cosa sarebbe potuta finire qui, magari facendo capire alla D&#8217;avena di non meravigliarsi se non la chiameranno più a suonare a quei Pride che le hanno consentito di rilanciarsi (ovvia, bisogna pure ammetterlo che senza la goliardia di quelle feste riproporsi a cinquant&#8217;anni quando il più grande successo del proprio repertorio si chiama<i> Kiss me Licia</i> non sarebbe stato così facile).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro editorialista però, come spesso gli succede, vuole strafare; non si limita a difendere la D&#8217;Avena ma, dopo aver fatto una battuta pessima (un gioco di parole tra &#8220;oro&#8221; e &#8220;Sumahoro&#8221;&#8230; roba così di basso livello che se ne sarebbe vergognato anche Travaglio), <b>riesce a paragonare l&#8217;attacco subito nei social network da Cristina D&#8217;Avena all&#8217;impiccagione in piazza dei ribelli iraniani che hanno protestato contro il regime degli ayatollah.</b></p>
<p>È evidente che Gramellini sa di star scrivendo una gran porcata; una porcata vigliacca per di più. Quei ragazzi in Iran vengono uccisi perché chiedono diritti. Fra cui ci sono anche gli stessi diritti che chiedono i movimenti lbgt qui in Italia e che il partito della Meloni vuole continuare a negare. Quindi in questa <b>polemicuccia</b> (forse l&#8217;unica parola usata in modo proprio in tutto l&#8217;editoriale) Gramellini riesce non solo a fare un paragone indecente, ma lo fa scambiando i ruoli in esso; ovvero facendo intendere che i &#8220;veri rivoluzionari iraniani&#8221; qui starebbero con la Meloni. E con Cristina D&#8217;Avena <i>ca va sans dire.</i></p>
<p>Lo sa benissimo di star scrivendo una porcata vigliacca, perché la preannuncia con &#8220;mi perdonerete il cambio di scenario e di tono&#8221;.</p>
<p>Eh no, non perdoniamo proprio nulla stavolta. Altro che caffè, questa ciofeca imbarazzante e inopportuna ingozzatevela nella vostra redazione.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="314" height="340" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 314px) 100vw, 314px" /></a></p>
<p>foto Gramellini: Di Niccolò Caranti &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=21214697<br />
foto D&#8217;Avena: Di Romeparis &#8211; Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=19728343</p>
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		<title>Argo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/argo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 18:03:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La magia del cinema è tale che ci si può ritrovare da un momento all&#8217;altro a tifare per un agente della Cia dimenticando per un paio d&#8217;ore il Cile, il Guatemala, Gladio, il Nicaragua, il Laos e la baia dei porci. Argo, occorre dirlo, è un film onesto (per quel che ne può sapere un comune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La magia del cinema è tale che ci si può ritrovare da un momento all&#8217;altro a tifare per un agente della Cia dimenticando per un paio d&#8217;ore il Cile, il Guatemala, Gladio, il Nicaragua, il Laos e la baia dei porci. <em>Argo</em>, occorre dirlo, è un film onesto (per quel che ne può sapere un comune mortale); prima di iniziare a raccontare dell&#8217;odio iraniano nei confronti degli Usa e degli americani, spiega correttamente il perché di quest&#8217;odio.<span id="more-10984"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/argo-poster-header.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10985" title="argo-poster-header" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/argo-poster-header-300x210.jpeg" alt="" width="300" height="210" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/argo-poster-header-300x210.jpeg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/11/argo-poster-header.jpeg 680w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Infatti i primi cinque minuti del film parlano della deposizione (1953) del governo democraticamente eletto di Mossadegh che aveva commesso il grave torto, dal punto di vista americano, di nazionalizzare le immense risorse petrolifere dell&#8217;Iran. La seguente restaurazione del regime dello scià portò a un periodo di terrore in cui oltre 7000 attivisti islamici e marxisti furono torturati e uccisi. La rivoluzione del 1979 che abbatté lo scià non poteva vedere di buon occhio gli Usa e quest&#8217;odio culminò con l&#8217;assalto all&#8217;ambasciata statunitense e la cattura di 52 ostaggi americani che rimasero prigionieri delle &#8220;guardie della rivoluzione&#8221; per oltre un anno. A questa cattura scamparono sei persone del corpo diplomatico dell&#8217;ambasciata Usa che riuscirono ad uscire e ad arrivare alla casa dell&#8217;ambasciatore canadese.</p>
<p>Qui inizia la vera storia oggetto del film diretto da Ben Affleck, che interpreta anche il ruolo del protagonista principale, ovvero l&#8217;agente segreto Tony Mendez che organizzò la missione per riportare a casa i sei &#8220;ospiti&#8221; dell&#8217;ambasciatore canadese. L&#8217;idea geniale di Mendez, che può oggi apparire strampalata mentre realtà funzionò alla perfezione, fu quella di spacciare i sei per una troupe cinematografica canadese che voleva girare un film di fantascienza per il quale servivano scenari desertici (per capirne la credibilità occorre ricordare che nel 1977 c&#8217;era stato il successo planetario di Star Wars).<br />Ovviamente per far risultare il tutto credibile occorreva che il film, o per meglio dire il suo progetto, esistesse veramente e così con l&#8217;aiuto di John Chambers (truccatore premio oscar interpretato da John Goodman) e di Lester Siegel (produttore di Hollywood interpretato da Alan Arkin) l&#8217;agenzia riesce a mettere in piedi una copertura credibile. Mendez deve entrare in Iran per istruire i sei sulle loro identità e portare con sé tutto l&#8217;occorrente per far apparire la storia credibile alle guardie della rivoluzione, nonostante le reticenze iniziali di alcuni degli &#8220;ospiti&#8221; riesce a portare tutti a casa per un lieto fine che poteva essere atteso solo da chi ricordava gli eventi reali di quegli anni.</p>
<p>Il film si regge sulla duplice bravura di Ben Affleck, come attore e come regista che sa dare un ritmo coinvolgente alla storia e tenere in tensione lo spettatore; però il disagio di trovarsi a tifare per il buon fine di un&#8217;operazione della Cia è forte. Lungi da noi riproporre simpatie filo-islamiste in chiave anti-americana (cosa di cui si macchiò parte della sinistra europea in quel periodo), è però difficile ignorare che l&#8217;organizzazione che ha salvato queste sei persone è la stessa che ha compiuto alcuni delle peggiori carognate che si possono ricordare nel dopoguerra. Bisogna forse solo prendere atto che, come sempre accade, le dicotomie bene/male funzionano solo nei film mentre nella realtà le cose sono sempre molto più sfumate e confuse.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>Iran e Vaticano: uniti per una nuova guerra santa?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/iran-e-vaticano-uniti-per-una-nuova-guerra-santa/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 18:33:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che la secolarizzazione sia il grande nemico del cattolicesimo è noto e Benedetto XVI non manca di sottolinearlo ad ogni occasione. Ma oggi la Chiesa può contare su un comodo alleato per sconfiggere, e a livello mondiale, questo pericolo. Mahmoud Ahmadinejad, presidente dell’Iran, ha inviato la settimana scorsa una missiva al papa in cui, oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Che la <strong>secolarizzazione </strong>sia il grande nemico del cattolicesimo è noto e Benedetto XVI non manca di sottolinearlo ad ogni occasione. Ma oggi la Chiesa può contare su un comodo alleato per sconfiggere, e a livello mondiale, questo pericolo. <strong>Mahmoud Ahmadinejad</strong>, presidente dell’Iran, ha inviato la settimana scorsa una missiva al papa in cui, oltre a ringraziarlo per aver preso posizione nei confronti del pastore americano Terry Jones<span id="more-2565"></span> che aveva minacciato di bruciare alcune copie del Corano l’11 settembre, ha proposto “<em>una collaborazione fra religioni divine</em>”, quella islamica e quella cattolica, per fermare “<em>il secolarismo e la crescente tendenza dell’uomo a concentrarsi solo sulla vita materiale</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"> </span><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">“<em>La repubblica islamica dell’Iran, come sistema <strong>religioso e democratico</strong>, considera la stretta cooperazione e l’espansione delle relazioni bilaterali con il Vaticano come una delle priorità della sua politica estera</em>“, continua Ahmadinejad dichiarando di essere pronto a unire i suoi sforzi a quelli della santa sede “<em>per cambiare la <strong>struttura tirannica</strong> che oggi domina il mondo</em>“.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Dalla sala stampa vaticana nessuna dichiarazione se non quella del direttore, padre Federico Lombardi,  che rimanda a quanto diffuso dalla presidenza iraniana. Silenzio, dunque, anche su un’eventuale risposta del papa, che comunque non ha mancato di ringraziare il vicepresidente iraniano dalle cui mani ha ricevuto la lettera di Ahmadinejad.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Ma il silenzio può essere interpretato come <strong>assenso</strong>, o quanto meno come benevolenza. Nel caso, verso un regime teocratico che fa dei diritti umani carne da macello e verso una guerra santa per “<em>cambiare la struttura tirannica che oggi domina il mondo</em>”, ossia la <strong>democrazia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Quale carta sta giocando il Vaticano? C’è da chiederselo, soprattutto in questo momento in cui il caso di </span><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/iran-nuove-lapidazioni-l%e2%80%99europa-levi-la-propria-voce/" target="_blank"><strong><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Sakineh</span></strong></a><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">, la donna iraniana condannata alla lapidazione – poi all’impiccagione – per adulterio ha smosso le coscienze mondiali ma, evidentemente, non quelle ecclesiastiche. L’algida risposta di padre Lombardi all’accorato <strong>appello </strong>del figlio della donna, rivolto al papa e al Governo italiano, è esplicativa: “<em>Il Vaticano sta seguendo da giorni con molta attenzione quanto sta avvenendo in Iran a proposito del caso di Sakineh</em>‘”; “<em>La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, è nota e la lapidazione è una sua forma particolarmente brutale</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Insomma, parrebbe una questione di metodo, non di sostanza. Che l’Islam condanni alla lapidazione una donna adultera e la Chiesa cattolica no pare solo una sfumatura. L’assassinio, la violenza, la coercizione, la privazione della libertà, la tortura, la brutalità, il sessismo non sembrano argomenti che possono scalfire il rapporto tra i due monoteismi più diffusi sul globo terrestre.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Il paradosso più evidente è che quella vita di cui la Chiesa difende a spada tratta la <strong>sacralità </strong>dall’atto del concepimento fino alla morte (rimandata il più a lungo possibile attraverso ogni forma di accanimento terapeutico), sbraitando a gran voce contro chi osa dissentire, diventa poi una semplice <strong>questione di punti di vista</strong> quando si tratta di rapportarsi – ed eventualmente allearsi – con un regime oppressivo e brutale che potrebbe far comodo per sconfiggere il nemico comune, il secolarismo.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Ancora una volta la parola spetterebbe all’indignazione dei cattolici. E il loro silenzio ci fa chiedere con imbarazzo: assuefatti o inconsapevoli?</span></p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #006699;"><em><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/iran-e-vaticano-uniti-per-una-nuova-guerra-santa/" target="_blank"><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Cecilia M. Calamani &#8211; Cronache Laiche</span></a></em></span></strong></p>
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		<title>Iran e Vaticano: uniti per una nuova guerra santa?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/iran-e-vaticano-uniti-per-una-nuova-guerra-santa-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 18:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che la secolarizzazione sia il grande nemico del cattolicesimo &#232; noto e Benedetto XVI non manca di sottolinearlo ad ogni occasione. Ma oggi la Chiesa pu&#242; contare su un comodo alleato per sconfiggere, e a livello mondiale, questo pericolo. Mahmoud Ahmadinejad, presidente dell&#8217;Iran, ha inviato la settimana scorsa una missiva al papa in cui, oltre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/iran-e-vaticano-uniti-per-una-nuova-guerra-santa-2/">Iran e Vaticano: uniti per una nuova guerra santa?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Che la <strong>secolarizzazione </strong>sia il grande nemico del cattolicesimo &egrave; noto e Benedetto XVI non manca di sottolinearlo ad ogni occasione. Ma oggi la Chiesa pu&ograve; contare su un comodo alleato per sconfiggere, e a livello mondiale, questo pericolo. <strong>Mahmoud Ahmadinejad</strong>, presidente dell&rsquo;Iran, ha inviato la settimana scorsa una missiva al papa in cui, oltre a ringraziarlo per aver preso posizione nei confronti del pastore americano Terry Jones che aveva minacciato di bruciare alcune copie del Corano l&rsquo;11 settembre, ha proposto &ldquo;<em>una collaborazione fra religioni divine</em>&rdquo;, quella islamica e quella cattolica, per fermare &ldquo;<em>il secolarismo e la crescente tendenza dell&rsquo;uomo a concentrarsi solo sulla vita materiale</em>&rdquo;.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;<em>La repubblica islamica dell&rsquo;Iran, come sistema <strong>religioso e democratico</strong>, considera la stretta cooperazione e l&rsquo;espansione delle relazioni bilaterali con il Vaticano come una delle priorit&agrave; della sua politica estera</em>&ldquo;, continua Ahmadinejad dichiarando di essere pronto a unire i suoi sforzi a quelli della santa sede &ldquo;<em>per cambiare la <strong>struttura tirannica</strong> che oggi domina il mondo</em>&ldquo;.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Dalla sala stampa vaticana nessuna dichiarazione se non quella del direttore, padre Federico Lombardi, &nbsp;che rimanda a quanto diffuso dalla presidenza iraniana. Silenzio, dunque, anche su un&rsquo;eventuale risposta del papa, che comunque non ha mancato di ringraziare il vicepresidente iraniano dalle cui mani ha ricevuto la lettera di Ahmadinejad.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Ma il silenzio pu&ograve; essere interpretato come&nbsp;<strong>assenso</strong>, o quanto meno come benevolenza. Nel caso,&nbsp;verso un regime teocratico che fa dei diritti umani carne da macello e&nbsp;verso una guerra santa per &ldquo;<em>cambiare la struttura tirannica che oggi domina il mondo</em>&rdquo;, ossia la <strong>democrazia</strong>.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Quale carta sta giocando il Vaticano? C&rsquo;&egrave; da chiederselo, soprattutto in questo momento in cui il caso di </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/iran-nuove-lapidazioni-l%e2%80%99europa-levi-la-propria-voce/" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Sakineh</font></strong></a><font face="Tahoma" size="2">, la donna iraniana condannata alla lapidazione &ndash; poi all&rsquo;impiccagione &ndash; per adulterio ha smosso le coscienze mondiali ma, evidentemente, non quelle ecclesiastiche. L&rsquo;algida risposta di padre Lombardi all&rsquo;accorato <strong>appello </strong>del figlio della donna, rivolto al papa e al Governo italiano, &egrave; esplicativa: &ldquo;<em>Il Vaticano sta seguendo da giorni con molta attenzione quanto sta avvenendo in Iran a proposito del caso di Sakineh</em>&lsquo;&rdquo;; &ldquo;<em>La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, &egrave; nota e la lapidazione &egrave; una sua forma particolarmente brutale</em>&rdquo;.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Insomma, parrebbe una questione di metodo, non di sostanza. Che l&rsquo;Islam condanni alla lapidazione una donna adultera e la Chiesa cattolica no pare solo una sfumatura. L&rsquo;assassinio, la violenza, la coercizione, la privazione della libert&agrave;, la tortura, la brutalit&agrave;, il sessismo non sembrano argomenti che possono scalfire il rapporto tra i due monoteismi pi&ugrave; diffusi sul globo terrestre.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Il paradosso pi&ugrave; evidente &egrave; che quella vita di cui la Chiesa difende a spada tratta la <strong>sacralit&agrave; </strong>dall&rsquo;atto del concepimento fino alla morte (rimandata il pi&ugrave; a lungo possibile attraverso ogni forma di accanimento terapeutico), sbraitando a gran voce contro chi osa dissentire, diventa poi una semplice <strong>questione di punti di vista</strong> quando si tratta di rapportarsi &ndash; ed eventualmente allearsi &ndash; con un regime oppressivo e brutale che potrebbe far comodo per sconfiggere il nemico comune, il secolarismo.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Ancora una volta la parola spetterebbe all&rsquo;indignazione dei cattolici. E il loro silenzio ci fa chiedere con imbarazzo: assuefatti o inconsapevoli?</font></p>
<p></p>
<p style="TEXT-ALIGN: right"><strong><span style="COLOR: #006699"><em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/iran-e-vaticano-uniti-per-una-nuova-guerra-santa/"><font face="Tahoma" size="2">Cecilia M. Calamani &#8211; Cronache Laiche</font></a></em></span></strong></p>
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		<title>Persepolis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 15:25:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fondamentalismo religioso]]></category>
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		<category><![CDATA[marjane satrapi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla matita della bella disegnatrice Iraniana Marjane Satrapi ci arriva un fumetto che &#232; una testimonianza storica su uno dei paesi pi&#249; &#8220;complicati&#8221; del nostro mondo. La storia dell&#8217;Iran, dalla rivoluzione contro lo Sci&#224; ai giorni nostri passando per la sanguinosa guerra contro l&#8217;Iraq di Saddam Hussein ci viene raccontata attraverso gli occhi di una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Tahoma" size="2">Dalla matita della bella disegnatrice Iraniana Marjane Satrapi ci arriva un fumetto che &egrave; una testimonianza storica su uno dei paesi pi&ugrave; &ldquo;complicati&rdquo; del nostro mondo.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">La storia dell&#8217;Iran, dalla rivoluzione contro lo Sci&agrave; ai giorni nostri passando per la sanguinosa guerra contro l&#8217;Iraq di Saddam Hussein ci viene raccontata attraverso gli occhi di una bambina che diventa adolescente e quindi donna. In un contesto dove le donne ancora non vedono riconosciuti i loro diritti umani.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">La storia, completamente autobiografica, ci racconta dell&#8217;infanzia in Iran durante la rivoluzione e la seguente guerra con l&#8217;Iraq, il trasferimento a Vienna dove viene inviata dai suoi genitori per studiare, il ritorno in un Iran completamente diverso dove le restrizioni islamiche sono molto pi&ugrave; severe, il matrimonio fallito con un suo coetaneo e la definitiva &ldquo;fuga&rdquo; in terra straniera.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">Recentemente il fumetto &egrave; diventato un film di animazione e la sua fama internazionale &egrave; molto cresciuta, anche perch&eacute; ha vinto il &ldquo;Premio della Giuria&rdquo; a Cannes nel 2007. La sua sola partecipazione a questo festival aveva suscitato l&#8217;indignazione e le proteste del governo iraniano che non vede di buon occhio la diffusione di quest&#8217;opera a causa del fatto che, a loro dire, &ldquo;<em>presenta una faccia irrealistica dei traguardi e dei risultati della gloriosa Rivoluzione Islamica</em>&rdquo; .</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">Ovviamente un fumetto non pu&ograve; cambiare il mondo, per&ograve; qualcuno ha detto &ldquo;se non sapete fermare l&#8217;ingiustizia almeno sappiate raccontarla&rdquo; e, di certo, Marjane Satrapi la sa raccontare eccome. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">Riesce a rinchiudere nella sua storia almeno tre chiavi di lettura: l&#8217;adolescenza ed i suoi amori irrequieti, la politica, la critica radicale all&#8217;oscurantismo religioso (quello islamico, ma anche quello della cristiana Vienna). </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma" size="2">Questo fumetto dovrebbe spopolare fra i fanatici difensori della cosiddetta &ldquo;supremazia della civilt&agrave; occidentale&rdquo; vista la dichiarata ostilit&agrave; del governo iraniano a quest&#8217;opera. Invece &egrave; da loro quasi completamente ignorato; evidentemente l&#8217;anarchica insofferenza dell&#8217;autrice verso tutte le religioni (e alle loro imposizioni quasi sempre contro le donne) emerge con troppa prepotenza.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font face="Tahoma"><br />
<font size="2"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">J. Mnemonic</font></strong></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left"><img decoding="async" alt="" src="http://culturepulp.typepad.com/photos/uncategorized/2008/01/24/satrapismokingbw.jpg" />&nbsp;Marjane Satrapi</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="left"><img decoding="async" alt="" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788861670990" /></p>
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