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	<title>Il Papa Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>A CHE SERVE IL &#8220;LOGOS&#8221;?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/a-che-serve-il-logos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 13:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nico Valerio evidenzia argutamente una contraddizione da molti tralasciata&#8230; * * * A CHE SERVE IL &#34;LOGOS&#34;?(Il Papa, l&#39;Islam, la Ragione e l&#39;Occidente) Caro Papa Ratzinger, dopo il Suo discorso su Manuele II il Paleologo el&#39;Islam, contestato dai fanatici orientali e dagli ipocriti occidentali, noiliberali dobbiamo difendere il Suo diritto di pensiero e di parola, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a target="_blank" href="http://salon-voltaire.blogspot.com/">Nico Valerio</a> evidenzia argutamente una contraddizione da molti tralasciata&#8230;</p>
<p>* * *</p>
<p>A CHE SERVE IL &quot;LOGOS&quot;?<br />(Il Papa, l&#39;Islam, la Ragione e l&#39;Occidente)</p>
<p>Caro Papa Ratzinger, dopo il Suo discorso su Manuele II il Paleologo e<br />l&#39;Islam, contestato dai fanatici orientali e dagli ipocriti occidentali, noi<br />liberali dobbiamo difendere il Suo diritto di pensiero e di parola, come se<br />fosse il nostro.<br />Ma Lei, Santità, si decida: o la secolarizzazione, la perdita del sacro, è<br />un bene che ha reso oggi la Chiesa cristiana, dopo tanti errori e crimini,<br />più umana, meno invadente e non sanguinaria, grazie al Logos di cui Lei si<br />vanta di fronte all&#39;Islam, e in questo caso Lei, per coerenza, dovrebbe<br />ringraziare non solo gli antichi filosofi &#8211; troppo comodo &#8211; ma anche gli<br />illuministi di ieri e di oggi che alla Ragione si rifanno come strumento di<br />libertà; oppure è un male, colpa di quei debosciati, edonisti e materialisti<br />che sono i liberali, i radicali, i miscredenti, gli atei, gli occidentali in<br />genere. Ma così Lei darebbe ragione all&#39;Islam fanatico, alla forza bruta<br />contro il Logos, e rafforzerebbe i fondamentalisti islamici rispetto alla<br />stessa Chiesa, che dice essere fondata sul Logos. Risolva questa<br />contraddizione, papa Ratzinger.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Grazie signore grazie, grazie!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/grazie-signore-grazie-grazie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2005 11:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo cattolico è in lutto per la morte del santo padre Giovanni Paolo II. L&#39;Associazione Culturale Civiltà Laica rispetta il dolore di tutti quei cattolici che si sentono affranti per aver perso la loro guida spirituale. Ciononostante, il perpetrarsi della retorica mediatica, e l&#39;incessante tripla diretta delle tre reti RAI, telvisione di stato che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo cattolico è in lutto per la morte del santo padre Giovanni Paolo II.</strong></p>
<p><span id="more-167"></span></p>
<p>L&#39;Associazione Culturale Civiltà Laica rispetta il dolore di tutti quei cattolici che si sentono affranti per aver perso la loro guida spirituale.</p>
<p>Ciononostante, il perpetrarsi della retorica mediatica, e l&#39;incessante tripla diretta delle tre reti RAI, telvisione di stato che ancora ha la pretesa di definirsi pubblica, mi spingono a fare delle considerazioni necessarie ed inevitabili.</p>
<p>Chi come me è troppo giovane per ricordare cosa sia successo quando altri papi hanno compiuto il trapasso, rimane allibito di fronte all&#39;appiattimento della televisione pubblica incapace di far altro che mandare all&#39;infinito gli stessi coccodrilli (ovvero i servizi già pronti da tempo, preparati per la morte di personaggi famosi) ventiquattr&#39;ore su ventiquattro. La stessa mediaset, pur non brillando di certo per la laicità dei suoi programmi, ha per lo meno avuto l&#39;intelligenza di lasciare una sola rete per le dirette dalla Città del Vaticano e lasciare le altre a proiettare film e programmi, magari religiosi, ma comunque un comportamento diverso dalla scelta assurda di mandare tre dirette contemporanee ma diverse sullo stesso argomento.</p>
<p>Non è fuori luogo ricordare che se l&#39;importanza dell&#39;evento è sottolineata dal fatto che sono attesi milioni di pellegrini per partecipare in modo comune al dolore, in tempi recenti lo stesso servizio pubblico ha rifiutato la diretta a manifestazioni che ugualmente hanno visto sfilare in piazza milioni di persone. Non mi chiedo perchè, visto che la risposta penso di conoscerla.</p>
<p>Questo papa è stato il grande comunicatore che ha imparato alla chiesa ad usare i potenti mezzi mediatici a sua disposizione, quindi c&#39;era ovviamente da aspettarsi l&#39;enorme dispiegamento di mezzi per riprendere l&#39;esalazione dell&#39;ultimo respiro in diretta. C&#39;è da giurare che se le tv avessero avuto l&#39;autorizzazione a piazzargli una microcamera in fronte non avrebbero esitato un istante a farlo.</p>
<p>Questo personalmente mi basta per riflettere su cosa stia di fatto diventando la cultura mass mediatica della nostra società: una esposizione quotidiana del dolore altrui, che spinge la gente a dimenticare i propri problemi e a ritenersi fortunata di quello che ha.</p>
<p>Un esposizione per di più fatta ad arte, in modo tale da mostrare a chi guarda che non c&#39;è niente da fare per evitare il dolore o le tragedie, come a dire che al fato (o alla volontà di dio) non c&#39;è alcun rimedio. Fatto questo, di cui noi laici siamo assolutamente convinti del contrario.</p>
<p>Esempi lampanti in tal senso, oltre alla morte del pontefice ovviamente, sono stati i servizi su Terri Schiavo che tutto hanno fatto risaltare, dal sadismo del marito alla bontà dei movimenti americani per la vita, tranne che la necessità di avere leggi serie, apllicabili e moderne sull&#39;eutanasia.</p>
<p>Anche il recente maremoto in Asia è da prendere ad esempio di come non fare informazione, tutti pronti a mandare in onda o a stampare le scene di distruzione e le immagini di cadaveri gonfi per annegamento sulla spiaggia mentre le notizie su come hanno impiegato gli aiuti occidentali, se va bene, hanno trovato spazio in ventunesima pagina.</p>
<p>Mi fermo qui, ma di esempi ce ne sarebbero centinaia.</p>
<p>Ora è il momento dell&#39;esposizione del dolore di coloro che il papa hanno sempre amato, come i capi di stato che sono rimasti sempre sordi alle sue suppliche di cancellazione del debito dei paesi poveri o ai suoi anatemi contro &quot;l&#39;avventura senza ritorno&quot; che è il modo in cui il pontefice ha definito la guerra. Noi che invece non l&#39;abbiamo mai amato ce ne stiamo in silenzio per evitare di offendere il dolore dei lorsignori, rimanderemo i nostri commenti sull&#39;ipocrisia di chi ora lo santifica ma nel frattempo ritiene giusta l&#39;applicazione della pena di morte e giusto l&#39;uso di armi di distruzione di massa sui civili ad altri momenti.</p>
<p>Non faccio ora un bilancio delle sconfitte e delle vittorie di questo pontefice, però voglio sottolineare la sua ultima vittoria, quella sul motto &quot;morto un papa se ne fa un altro&quot;; modo di dire che per millenni ha sottolineato come la continuità della Chiesa Cattolica e il suo protrarsi sarebbe stato sempre più forte di ogni avversità; oggi invece a detta di tutti è molto difficile che ci sia un successore al livello di Giovanni Paolo II.</p>
<p>E su questo, assegnando al livello diversi valori, siamo senz&#39;altro tutti d&#39;accordo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La morte del pontefice</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-morte-del-pontefice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2005 21:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo cattolico è in lutto per la morte del santo padre Giovanni Paolo II. L&#39;Associazione Culturale Civiltà Laica rispetta il dolore di tutti quei cattolici che si sentono affranti per aver perso la loro guida spirituale. Ciononostante, il perpetrarsi della retorica mediatica, e l&#39;incessante tripla diretta delle tre reti RAI, telvisione di stato che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo cattolico è in lutto per la morte del santo padre Giovanni Paolo II.</strong></p>
<p><span id="more-166"></span></p>
<p>L&#39;Associazione Culturale Civiltà Laica rispetta il dolore di tutti quei cattolici che si sentono affranti per aver perso la loro guida spirituale.</p>
<p>Ciononostante, il perpetrarsi della retorica mediatica, e l&#39;incessante tripla diretta delle tre reti RAI, telvisione di stato che ancora ha la pretesa di definirsi pubblica, mi spingono a fare delle considerazioni necessarie ed inevitabili.</p>
<p>Chi come me è troppo giovane per ricordare cosa sia successo quando altri papi hanno compiuto il trapasso, rimane allibito di fronte all&#39;appiattimento della televisione pubblica incapace di far altro che mandare all&#39;infinito gli stessi coccodrilli (ovvero i servizi già pronti da tempo, preparati per la morte di personaggi famosi) ventiquattr&#39;ore su ventiquattro. La stessa mediaset, pur non brillando di certo per la laicità dei suoi programmi, ha per lo meno avuto l&#39;intelligenza di lasciare una sola rete per le dirette dalla Città del Vaticano e lasciare le altre a proiettare film e programmi, magari religiosi, ma comunque un comportamento diverso dalla scelta assurda di mandare tre dirette contemporanee ma diverse sullo stesso argomento.</p>
<p>Non è fuori luogo ricordare che se l&#39;importanza dell&#39;evento è sottolineata dal fatto che sono attesi milioni di pellegrini per partecipare in modo comune al dolore, in tempi recenti lo stesso servizio pubblico ha rifiutato la diretta a manifestazioni che ugualmente hanno visto sfilare in piazza milioni di persone. Non mi chiedo perchè, visto che la risposta penso di conoscerla.</p>
<p>Questo papa è stato il grande comunicatore che ha imparato alla chiesa ad usare i potenti mezzi mediatici a sua disposizione, quindi c&#39;era ovviamente da aspettarsi l&#39;enorme dispiegamento di mezzi per riprendere l&#39;esalazione dell&#39;ultimo respiro in diretta. C&#39;è da giurare che se le tv avessero avuto l&#39;autorizzazione a piazzargli una microcamera in fronte non avrebbero esitato un istante a farlo.</p>
<p>Questo personalmente mi basta per riflettere su cosa stia di fatto diventando la cultura mass mediatica della nostra società: una esposizione quotidiana del dolore altrui, che spinge la gente a dimenticare i propri problemi e a ritenersi fortunata di quello che ha.</p>
<p>Un esposizione per di più fatta ad arte, in modo tale da mostrare a chi guarda che non c&#39;è niente da fare per evitare il dolore o le tragedie, come a dire che al fato (o alla volontà di dio) non c&#39;è alcun rimedio. Fatto questo, di cui noi laici siamo assolutamente convinti del contrario.</p>
<p>Esempi lampanti in tal senso, oltre alla morte del pontefice ovviamente, sono stati i servizi su Terri Schiavo che tutto hanno fatto risaltare, dal sadismo del marito alla bontà dei movimenti americani per la vita, tranne che la necessità di avere leggi serie, apllicabili e moderne sull&#39;eutanasia.</p>
<p>Anche il recente maremoto in Asia è da prendere ad esempio di come non fare informazione, tutti pronti a mandare in onda o a stampare le scene di distruzione e le immagini di cadaveri gonfi per annegamento sulla spiaggia mentre le notizie su come hanno impiegato gli aiuti occidentali, se va bene, hanno trovato spazio in ventunesima pagina.</p>
<p>Mi fermo qui, ma di esempi ce ne sarebbero centinaia.</p>
<p>Ora è il momento dell&#39;esposizione del dolore di coloro che il papa hanno sempre amato, come i capi di stato che sono rimasti sempre sordi alle sue suppliche di cancellazione del debito dei paesi poveri o ai suoi anatemi contro &quot;l&#39;avventura senza ritorno&quot; che è il modo in cui il pontefice ha definito la guerra. Noi che invece non l&#39;abbiamo mai amato ce ne stiamo in silenzio per evitare di offendere il dolore dei lorsignori, rimanderemo i nostri commenti sull&#39;ipocrisia di chi ora lo santifica ma nel frattempo ritiene giusta l&#39;applicazione della pena di morte e giusto l&#39;uso di armi di distruzione di massa sui civili ad altri momenti.</p>
<p>Non faccio ora un bilancio delle sconfitte e delle vittorie di questo pontefice, però voglio sottolineare la sua ultima vittoria, quella sul motto &quot;morto un papa se ne fa un altro&quot;; modo di dire che per millenni ha sottolineato come la continuità della Chiesa Cattolica e il suo protrarsi sarebbe stato sempre più forte di ogni avversità; oggi invece a detta di tutti è molto difficile che ci sia un successore al livello di Giovanni Paolo II.</p>
<p>E su questo, assegnando al livello diversi valori, siamo senz&#39;altro tutti d&#39;accordo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-morte-del-pontefice/">La morte del pontefice</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>È morto! Un commento controcorrente</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/e-morto-un-commento-controcorrente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2005 21:40:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Il Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le contraddizioni di un pontefice Giovanni Paolo II, il papa polacco, è deceduto il 2 aprile dopo più di un quarto di secolo di pontificato. A poche ore dalla morte stiamo già assistendo a commemorazioni imponenti in cui ogni voce dissenziente è stata soffocata dall&#39;uniformità di consensi che i servili e in gran parte mediocri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/e-morto-un-commento-controcorrente/">È morto! Un commento controcorrente</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le contraddizioni di un pontefice</strong></p>
<p><span id="more-165"></span></p>
<p>Giovanni Paolo II, il papa polacco, è deceduto il 2 aprile dopo più di un quarto di secolo di pontificato. A poche ore dalla morte stiamo già assistendo a commemorazioni imponenti in cui ogni voce dissenziente è stata soffocata dall&#39;uniformità di consensi che i servili e in gran parte mediocri giornalisti italiani al servizio dei padroni provvedono ad amplificare sui giornali e nelle televisioni di regime. E chi scrive è un liberale e non un anarco-insurrezionalista. Al di là dei convincimenti religiosi, è doveroso domandarsi il valore storico e morale di questo pontefice ma non possiamo certo trovare risposte interrogando esegeti e opinionisti italiani, troppo coinvolti e troppo sensibili alle influenze economiche e politiche del Vaticano. Per capire chi fu veramente Karol Wojtyla bisognerà&#160; allora rivolgersi nei prossimi giorni, nei prossimi mesi ai mass media esteri, soprattutto europei, che non hanno mai nascosto con adulazioni interessate la loro vera opinione sul papa attuale. Il pontificato di Wojtyla è stato caratterizzato, tra l&#39;altro, da adunate oceaniche di fedeli ripetute decine di volte per la proclamazione di oltre 500 santi e 1350 beati ( a fronte di 296 santi e 1319 beati da parte di 33 papi precedenti), da cronache interminabili sui suoi viaggi apostolici dal carattere fortemente politico&#160; e dal reiterato tentativo di riunificare le varie confessioni cristiane separate da rivalità se non da odi profondi. Ad un&#39;analisi critica, ben pochi dei progetti del papa sono apparsi coronati da successo tanto che possiamo definire il pontefice uno &quot;sconfitto&quot; dalla storia.&#160; Molta causa delle sue sconfitte risiede nelle contraddizioni del suo operato. Vediamo. La martellante propaganda mediatica vaticana e italiana, che ha conosciuto l&#39;apogeo durante i fasti celebrativi del Giubileo 2000, ha proposto l&#39;immagine di una chiesa trionfante, di una rivincita del cristianesimo militante. A pochi anni dal Giubileo, cardinali come J. Ratzinger, E. Antonelli e T. Bertone ammettono che non oltre il 25% degli europei (il 35% degli italiani) frequenta le chiese e si accosta ai sacramenti, le vocazioni sono in calo, i matrimoni civili stanno sostituendo quelli religiosi e i favorevoli a divorzio, aborto ed eutanasia sono la maggioranza mentre ormai nessuno crede più alla resurrezione&#160; finale dei corpi e pochi credono all&#39;inferno e al diavolo (il papa polacco sì ed ha praticato l&#39;esorcismo a lungo). Wojtyla non è riuscito, nonostante i suoi progetti tradizionalisti, ad arrestare l&#39;incedere della storia né poteva certo farlo offrendo da un lato l&#39;immagine di un cristianesimo conciliante e accondiscendente&#160; e dall&#39;altro avviando battaglie contro le filosofie umaniste laiche, contro la trasformazione della morale, contro i costumi secolarizzati: non si può perseguire da un lato un cristianesimo liberale&#160; e dall&#39;altro la battaglia al preservativo, al diritto di scegliere come morire, alle unioni di fatto, agli omosessuali, agli atei e agnostici che sono l&#39;apice intellettuale dei paesi più evoluti, ai divorziati. Non si possono invitare i rappresentanti di altre religioni, com&#39;è successo più volte anche ad Assisi, in un&#39;assemblea di pace di pari dignità interconfessionale e poi ribadire ripetutamente, soprattutto agli altri cristiani, come nell&#39;enciclica &quot;Veritatis Splendor&quot; che &quot;fuori dalla Chiesa di Roma non esiste salvezza né verità&quot;: non c&#39;è da meravigliarsi che il patriarca cristiano russo-ortodosso non abbia mai voluto Wojtyla sul suolo russo. Riguardo il pacifismo di Giovanni Paolo II, sincera è stata la sua rabbia per le ingiustizie del mondo e per le sofferenze e i martiri di interi popoli della terra, eppure egli non ha dato segno alcuno di aver compreso che il mantenimento della pace richiede strategie complesse e che il diritto internazionale può essere garantito più che con le preghiere con la equa distribuzione delle risorse, la quale non può prescindere dalla pianificazione delle nascite, soprattutto nei paesi del terzo mondo, considerato che le ultime stime della popolazione della Terra sono state riviste verso l&#39;alto (9,1 miliardi nel 2050). <br />Le contraddizioni&#160; tra proclami pacifisti e intransigenza ideologica hanno impedito al Vaticano di Wojtyla di articolare una strategia politica efficace per servire la causa della pace in Palestina, in Asia o in Africa. D&#39;altra parte, proprio il dogmatismo dottrinario che ha concesso solo ogni tanto aperture alle concezioni non cattoliche della vita (aperture tutte ritrattate poco dopo) ha affossato ogni dialogo con le componenti più libertarie e civili della società moderna le quali riconoscono nel papa polacco più un difensore del tradizionalismo e della dottrina tridentina medioevale che un prosecutore delle riforme moderniste avviate da Giovanni XXIII e continuate da Paolo VI.&#160; Le encicliche Woityliane come &quot;Veritatis Splendor&quot; e &quot;Fides et Ratio&quot; hanno trovato entusiastica accoglienza solo tra i cattolici integralisti, suscitando invece critica aspra e disistima da parte dei laici e un silenzioso riguardo da parte dei cristiani più modernizzati; queste reazioni possono aver inorgoglito i &quot;combattenti di Cristo&quot; governati da spirito settario ma hanno costituito una sconfitta mortificante per gli scopi ecumenici, laddove cattolicità doveva significare riunificazione di tutti gli uomini della terra nella dottrina di Cristo e sotto la guida di Santa Romana Chiesa. Anche nei confronti della donna, Giovanni Paolo II, vittima del suo conservatorismo teologico ha dovuto assumere un atteggiamento ambiguo. Le parole del papa quali ad esempio &quot;la donna è un segno della tenerezza di Dio verso il genere umano&quot; sono state più volte riprese per sottolineare la sua benevolenza verso il sesso femminile ma la donna che Wojtyla ha in mente è la madre del Cristo, disponibile alla tenerezza e alla compassione non la donna moderna che si è emancipata, divorzia, usa i contraccettivi, abortisce e pratica anche l&#39;omosessualità. Con il suo intransigente no&#160; al sacerdozio femminile, alla contraccezione, alla liberazione della donna della condizione di subalternità nella famiglia e nella società, il pontefice ha contraddetto i suoi sentimenti di generosità verso l&#39;altro sesso. D&#39;altra parte, dato che negli accampamenti dei papa-boys durante le manifestazioni giubilari sono state trovate molte confezioni di preservativi consumate significa che a sconfessare, con l&#39;azione, l&#39;adesione dottrinale alle parole della loro guida suprema sono state proprio le ragazze cattoliche. In definitiva, che si celebri pure la memoria di Giovanni Paolo II, lo merita in quanto uomo e in quanto papa, grande soprattutto per la mediocrità di chi gli stava intorno, nei templi come nei gabinetti governativi di tutto il mondo, ma sappia il lettore italiano che il giudizio sul pontificato di questo papa non è unanime e non per pregiudizi anti-cristiani o per complotti anticattolici come qualche malato di vittimismo ha farneticato quando il parlamento europeo ha ricusato l&#39;on. Buttiglione&#160; o ha rifiutato di inserire il preambolo delle radici cristiane nella Costituzione Europea. L&#39;Europa che guarda il futuro vuole semplicemente abbandonare ogni richiamo a passati imbarazzanti, quelli descritti da K.H. Deschner nella &quot;Storia Criminale del Cristianesimo&quot; letto all&#39;estero ma non in Italia dove la verità sembra interessare proprio a pochi, e a dogmatismi di qualsiasi genere.&#160; Senz&#39;altro papa Wojtyla ha fatto parlare di sé e si è conquistato un posto nella storia guidando per oltre 25 anni un miliardo di cristiani ma non potrà essere definito un &quot;grande&quot;, e le prime testimonianze non italiane e non cattoliche lo stanno confermando, dato che di questo titolo si può fregiare solo chi ha contribuito a migliorare in qualunque maniera la condizione degli uomini, di tutti gli uomini del genere umano e non soprattutto quelli appartenenti alla Chiesa di Roma. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/e-morto-un-commento-controcorrente/">È morto! Un commento controcorrente</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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