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	<title>franco coppoli Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 29 Nov 2010 18:30:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Utilizzare meglio gli oneri di urbanizzazione secondaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[asili]]></category>
		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
		<category><![CDATA[oneri di urbanizzazione secondar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>riceviamo e pubblichiamo: &#160; Oggi, come Presidente del comitato di gestione dell&#39;asilo del Comune di Terni &#34;Girotondo&#34;, ho incontrato l&#39;assessore alla scuola del Comune di Terni Simone Guerra cui ho consegnato una lettera scritta a seguito dell&#39;assemblea di genitori e insegnanti dell&#39;asilo &#34;Girotondo&#34;. In quella lettera (che allego ed incollo qui sotto) inviata anche al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/utilizzare-meglio-gli-oneri-di-urbanizzazione-secondaria/">Utilizzare meglio gli oneri di urbanizzazione secondaria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><em>riceviamo e pubblichiamo: </em></span></span></p>
<p>	&nbsp;</p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Oggi, come Presidente del comitato di gestione dell&#39;asilo del Comune di Terni &quot;Girotondo&quot;, ho incontrato l&#39;assessore alla scuola del Comune di Terni Simone Guerra cui ho consegnato una lettera scritta a seguito dell&#39;assemblea di genitori e insegnanti dell&#39;asilo &quot;Girotondo&quot;.</p>
<p>	In quella lettera (che allego ed incollo qui sotto) inviata anche al Sindaco di Terni, si prende atto della pesante crisi di investimenti che subisce la scuola pubblica in Italia e si chiede all&#39;amministrazione comunale di investire tutti fondi provenienti dagli &quot;oneri di urbanizzazione secondaria&quot; in asili, biblioteche, parchi pubblici e scuole e non per interventi di restauro di chiese, come &egrave; successo negliultimi 8 anni in cui il Comune di Terni ha versato alla Curia 890.000 &euro;. per restauro di chiese. La chiesa cattolica gi&agrave; fruisce dell&#39;8 per mille per la ristrutturazione delle chiese, nonch&egrave; di notevoli esenzioni e privilegi fiscali. Ci chiediamo quanti asili il Comune avrebbe potuto costruire con quei soldi, o quanti servizi avrebbe potuto finanziare in un contesto i cui mancano i fondi anche per il materiale didattico pi&ugrave; semplice. Nell&#39;assemblea sono emersi anche una serie di lavori necessari per mettere in sicurezza i bimbi e le bimbe dell&#39;asilo.</p>
<p>	L&#39;assessore Guerra si &egrave; dichiarato d&#39;accordo nell&#39;individuare nelle priorit&agrave; di spesa degli oneri di urbanizzazione le strutture pubbliche ed in particolare gli asili comunali. Ha concordato anche con la necesit&agrave; di attivare al pi&ugrave; presto i lavori necessari, attivando gli uffuici preposti. In Primavera, in concomitanza di una giornata che i genitori dedicheranno ai lavori dell&#39;asilo, si verificher&agrave; l&#39;attuazione dei lavori e degli impegni presi dal Comune di Terni.</p>
<p>	Si chiede agli organi di informazione di diffondere il comunicato.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Si ringrazia anticipatamente</p>
<p>	29 novembre 2010</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	<strong>il presidente comitato gestione &quot;Girotondo&quot;</p>
<p>	prof. Franco Coppoli</strong></span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">&nbsp;</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify">
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">All&rsquo;Assessore alla cultura e alla scuola del Comune di Terni</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	e&nbsp; p.c. Al Sindaco del Comune di Terni</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	oggetto: richiesta lavori urgenti e investimento oneri</p>
<p>	&nbsp;urbanizzazione secondaria per asili</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Circa un mese fa, durante l&rsquo;assemblea dei genitori e delle insegnanti dell&rsquo;asilo Girotondo si &egrave; evidenziato che i gravissimi tagli governativi alla pubblica istruzione hanno avuto pesanti ricadute anche sui servizi gestiti dalle amministrazioni locali come gli asili.</p>
<p>	Inoltre &egrave; stata evidenziata la inopportuna destinazione di fondi comunali dagli oneri di urbanizzazione secondaria: negli ultimi 8 anni il Comune di Terni ha speso quasi 900.000 &euro; destinandoli non ad asili, biblioteche, parchi pubblici o scuole ma alla ristrutturazione di chiese, quando la chiesa cattolica gi&agrave; usufruisce di molteplici esenzioni e finanziamenti nonch&eacute; delle ingenti entrate dell&rsquo;8 per 1000 che servono tra l&rsquo;altro proprio alla ristrutturazione delle strutture religiose.</p>
<p>	L&rsquo;assemblea dei genitori e delle insegnati dell&rsquo;asilo &ldquo;Girotondo&rdquo; auspica invece che tali fondi vengano completamente investiti dal Comune di Terni per finanziare e migliorare il servizio e le strutture, nonch&eacute; il numero, degli asili comunali e dei servizi dedicati all&rsquo;istruzione pubblica, al verde pubblico e alla cultura.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	A seguito di questo nell&rsquo;assemblea sono emerse due proposte:</p>
<p>	&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; In un contesto di riduzione dei finanziamenti da parte del Governo e del Comune e di problemi burocratici nei pagamenti, manca un fondo cassa a disponibilit&agrave; diretta delle insegnanti che permetta di far fronte a piccole spese per il materiale didattico e di gioco. I tagli si ripercuotono negativamente anche nelle attivit&agrave; dei bambini e delle bambine per cui -anche per evitare che questo non limiti le loro possibilit&agrave; di poter crescere nell&rsquo;ambiente e nelle condizioni migliori- l&rsquo;assemblea ha deciso di instituire un piccolo fondo cassa volontario a cui le insegnanti possano accedere direttamente per far fronte alle spese immediate e per poter acquisire materiale. Alla fine dell&rsquo;anno verr&agrave; comunicata ai genitori la cifra raccolta e come &egrave; stata utilizzata.</p>
<p>	&middot;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ribadita la situazione critica, considerato che stiamo trattando di un bene comune fondamentale per la societ&agrave; come la formazione, l&rsquo;istruzione e la crescita dei nostri figli/e, abbiamo anche deciso che, in primavera, i genitori che vorranno, potranno dedicare una giornata di lavori per l&rsquo;asilo &ldquo;Girotondo&rdquo;. Si dovranno risolvere alcuni aspetti burocratici, intanto con le insegnanti abbiamo individuato le necessit&agrave; principali dell&rsquo;asilo.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Mentre stiamo cercando di coinvolgere i genitori nella gestione democratica dell&rsquo;asilo chiediamo formalmente al Comune di intervenire immediatamente in una serie di lavori urgenti, tra cui, per quanto riguarda la sicurezza, l&rsquo;immediata soluzione dei primi due in cui il mancato intervento potrebbe configurare un pericolo concreto per i bambini/e che frequentano l&rsquo;asilo.</p>
<p>	Ecco l&rsquo;elenco delle necessit&agrave; individuate, in ordine di importanza:</p>
<p>	1.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sbloccare l&rsquo;uscita di sicurezza ed il finestrone del salone centrale,&nbsp;</p>
<p>	2.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ripavimentazione dell&rsquo;asilo, con eliminazione delle strisce ottonate, altamente pericolose</p>
<p>	3.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bagno divezzi: serve una parete per separare l&rsquo;angolo pittorico dalla zona cambio</p>
<p>	4.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dormitorio divezzi: le pareti si gonfiano verso il basso per l&rsquo;umidit&agrave;</p>
<p>	5.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salone divezzi: serve un divisorio a vista in legno per separare e delimitare il salone dal corridoio</p>
<p>	6.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Togliere la ruggine dagli infissi</p>
<p>	7.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lattanti: eliminare la chiostrina per ingrandire la sezione dei piccoli</p>
<p>	8.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Esterno: riportare terra ove necessario, realizzare un gazebo per creare una zona in ombra, delimitare gli spazi gioco con recinzioni</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Aspettiamo una sollecita risposta da parte del Comune di Terni e soprattutto una chiarezza di fondo rispetto alle spese, investendo nei beni pubblici e non in quelli privati, nel futuro dei bambini e delle bambine della citt&agrave;.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Terni 29 novembre 2010</p>
<p>	<strong>Il presidente del comitato di gestione</p>
<p>	dell&rsquo;asilo &ldquo;Girotondo&rdquo;</p>
<p>	prof. Franco Coppoli</strong></span></span></p>
<p></p>
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		<title>Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ironia, quando non &#232; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&#224; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;ironia, quando non &egrave; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&agrave; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o &#8211; meglio &#8211; rendono visibile un mutamento. C&#8217;&egrave; una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella societ&agrave;; il giudice &#8211; detto altrimenti &#8211; emette un parere di conformit&agrave;. Sotto questo aspetto dovremmo quindi dire che la democrazia della maggioranza vince o che il potere &egrave; degli studenti. Si tratta evidentemente di un abbaglio o, per farla pi&ugrave; semplice, della patina che questa sentenza pone al di sopra di una vicenda e &#8211; nel caso preso in esame &#8211; di una sentenza che dice ben altro: la volont&agrave; degli studenti deve essere rispettata, perch&eacute; &egrave; conforme al pensiero oggi dominante e al potere effettivo che orienta tanto il decisore politico quanto l&#8217;amministatore di condominio. Quindi ben venga l&#8217;ironia anche quando a &quot;subirla&quot; sono giudici o procuratori. </p>
<p>Mi vorrei, quindi, soffermare sul fatto che una classe possa decidere del proprio ambiente; penso che sia una vicenda da leggere pi&ugrave; in profondit&agrave;, poich&egrave; &#8211; con una vena di sarcasmo &#8211; mi viene spontanea una domanda: se un numero consistente di classi decidesse da un giorno all&#8217;altro di togliere il crocifisso per mettere la scritta &quot;venceremos&quot;, cosa accadrebbe? Si tratta di un fatto, uno dei tanti &#8211; preciso &#8211; effettivamente avvenuto in occasioni di autogestioni o di occupazioni promosse dagli studenti, la cui volont&agrave; democratica viene oggi incensata ed onorata dalla sentenza. E&#8217; evidente che se tale circostanza dovesse verificarsi vedremmo un ribaltamento delle parti. Ma &egrave; altrettanto inverosimile che ci&ograve; avvenga davvero o almeno ci sono buone ragioni per dubitarlo. Il punto, per&ograve;, non &egrave; &#8211; come comunemente si legge questa annosa discussione &#8211; cosa ci debba o non debba stare dentro un&#8217;aula (la bandiera, la foto di Napolitano, la bandiera della Pace, il crocifisso o il profilo di Garibaldi&#8230;. etc etc etc), ma cosa ci sta a fare e &#8211; soprattutto &#8211; chi decide la funzione di tale oggetto simbolico. Credo che condurre battaglie partecipate o levare accuse fondate di fronte ad un crocifisso sia pi&ugrave; forte che in sua assenza, perch&eacute; la sua presenza &#8211; in tali circostanze &#8211; sarebbe semplicemente evanescente; quando nelle occupazioni degli anni &#8217;90 al suo posto compariva la scritta &quot;torno subito&quot; era raro trovare docenti o studenti che levassero l&#8217;accusa di blasfemia o lamentassero uno scarso rispetto nei loro confronti; ci&ograve; avveniva semplicemente perch&eacute; non era &quot;il&quot; problema. Per questo motivo la questione del crocifisso da togliere ad ogni costo &egrave; diventata una battaglia cos&igrave; accesa, perch&eacute; riaccende non tanto il dibattito sulla sua funzione (reale o presunta), ma quello, ben pi&ugrave; importante, su chi abbia il diritto effettivo e definitivo di dare un senso alla sua presenza. Quindi allo stato attuale ben vengano battaglie contro i crocifissi, perch&eacute; non farebbero altro che confermare la supremazia e l&#8217;egemonia politica della cultura cattolica ufficiale. Tutto ci&ograve;, mi dispiace dirlo, anche grazie a campagne maldestre di sedicenti leader musulmani o di chi pensa che partire dall&#8217;ultimo dei problemi sia un modo per difendere la laicit&agrave;. La questione del rispetto religioso non c&#8217;entra proprio nulla; dopo tutto gran parte dei figli e delle figlie degli imam, in modo particolare di quelli con un notevole bagaglio culturale, vengono mandati a studiare non nella &quot;laica&quot; scuola pubblica, ma negli istituti religiosi cristiani ed ovviamente cattolici, perch&eacute; in tali sedi la loro spiritualit&agrave; viene riconosciuta appieno, nonostante la scontata e numerosa presenza di croci. Dico ci&ograve; convinto che ogni passato e &#8211; speriamo di no, futura &#8211; sospensione di incarichi educativi o sanzioni sono semplicemente inqualificabili e deprecabili, in modo particolare se vengono usate come clava contro un legittimo, sebbene mal posto, diritto di critica. La questione centrale, come stavo dicendo, &egrave; che non si pu&ograve; pretendere di vincere una battaglia di questo tipo se nel frattempo passa &#8211; ad esempio &#8211; una messa in ruolo di massa di docenti nominati dalla curia. E&#8217; evidente che tra le tante partite quest&#8217;ultima segna l&#8217;ennesima genuflessione alla volont&agrave; delle gerarchie della CEI e del Vaticano. Il dibattito sul crocifisso si presenta, cos&igrave;, come una battaglia persa, proprio perch&eacute; fatti ben pi&ugrave; consistenti non sono oggetto di altrettanta attenzione mediatica e critica da parte delle forze laiche. Il crocifisso non pu&ograve; essere l&#8217;oggetto di una battaglia e &#8211; tanto meno &#8211; &quot;della&quot; battaglia, perch&eacute; &#8211; in realt&agrave; &#8211; &egrave; il termometro della stessa, dunque di un clima culturale pi&ugrave; generale. Nel caso in cui si giungesse ad una vittoria questa sarebbe la classica vittoria di Pirro. Permettere ad un docente, ad un giudice o ad un pubblico funzionario di togliere quel simbolo durante le sue lezioni, durante l&#8217;udienza, per poi riporlo al suo posto non restituisce laicit&agrave; alla scuola e non risolve i problemi che la attanagliano. Si tratta di una iniziativa che non segner&agrave; mai una sconfitta del Vaticano. Al contrario, se tale opera di rimozione avvenisse senza scalpore sarebbe il segno di un mutamento pi&ugrave; profondo, che &egrave; quello che ci aspettiamo tutti; per poterlo fare occorre, per&ograve;, che ci si occupi di altro, ponendo la questione della laicit&agrave; dove essa &egrave; effettivamente posta in discussione.</font></p>
<p></p>
<p align="right">
<p><font face="Tahoma" size="2"><strong>emmekappa</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/sullironia-i-crocifissi-e-la-laicita-della-scuola/">Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Vade Retro Sa&#8230;rcasmo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 13:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Sembra che il nostro comunicato stampa sulla decisione del tribunale sul &#8220;caso Coppoli&#8221; non sia proprio piaciuto. Alcuni soci hanno criticato il tono irriverente e sarcastico del comunicato, che suonava troppo irridente nei confronti del giudice. Non parliamo poi delle reazioni esterne, con il Ces.Vol che si &#232; affrettato a cassare il comunicato stampa [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra che il nostro comunicato stampa sulla decisione del tribunale sul &ldquo;caso Coppoli&rdquo; non sia proprio piaciuto.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alcuni soci hanno criticato il tono irriverente e sarcastico del comunicato, che suonava troppo irridente nei confronti del giudice.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Non parliamo poi delle reazioni esterne, con il Ces.Vol che si &egrave; affrettato a cassare il comunicato stampa senza diffonderlo prima perch&eacute; non riguardava il volontariato, poi una volta appurato che il Ces.Vol non fa solo comunicati stampa sul volontariato questo per&ograve; non corrispondeva alle finalit&agrave; statutarie della NOSTRA associazione, poi una volta appurato che nel nostro statuto c&#8217;&egrave; la difesa dei diritti civili si &egrave; stabilito che il Ces.Vol non fa comunicati stampa &ldquo;sarcastici&rdquo; ma solo seri. </font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra davvero che questa societ&agrave; ha perso la capacit&agrave; di apprezzare l&#8217;ironia e soprattutto la satira, che continua a causare problemi seri a chi ha l&#8217;ardire di schernire i potenti (vedi Sabina Guzzanti tanto per citare il caso pi&ugrave; recente).</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma insomma ci volete spiegare cosa si dovrebbe dire di una sentenza che sancisce che &egrave; giusto che un ateo sia costretto ad insegnare sotto l&#8217;esposizione di un crocifisso perch&eacute; cosi ha stabilito la maggioranza della classe a cui sta insegnando?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci sarebbe da piangere, &egrave; vero, ma &egrave; cosi grave cercare di riderne e nel contempo indicare le grottesche (quanto magari improbabili, ma non impossibili) conseguenze?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dobbiamo davvero tirarvi gi&ugrave; l&#8217;ennesimo messale con cui rimpiangiamo il fatto che gli insegnamenti di Tocqueville siano cosi poco conosciuti da chi amministra il potere giuridico e non?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Bah&#8230; personalmente preferisco continuare a credere che <em>una risata vi seppelir&agrave;.</em>.. prima o poi.</font></p>
<p><font face="Tahoma"></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p><font size="2"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Comunicato Stampa 8/7/09</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi in classe]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola laica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Potere agli studenti, lo dice un giudice &#160; Occorre diffondere quanto pi&#249; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&#224; di decidere cosa esporre nella loro classe. Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/">Comunicato Stampa 8/7/09</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: 16px 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Potere agli studenti, lo dice un giudice</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Occorre diffondere quanto pi&ugrave; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&agrave; di decidere cosa esporre nella loro classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il Giudice ha infatti rigettato l&rsquo;istanza del Prof. Coppoli che si sentiva discriminato, lui ateo, in quanto costretto ad insegnare sotto un crocifisso esposto &ldquo;per volont&agrave; degli studenti&rdquo; come sostenuto dal suo Dirigente Scolastico, e come ribadito ora dal Giudice.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">L&rsquo;istanza non pu&ograve; essere accettata in quanto i provvedimenti del Dirigente Scolastico prima, e del Provveditorato agli studi poi sono esempio di una condotta &ldquo;<em>semplicemente tesa a rispettare la scelta culturale e religiosa espressa dalla classe</em>&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ne va da se che da oggi, non solo gli alunni della classe in oggetto sono legittimati ad esporre il loro bel crocifisso in aula, ma tutte le classi d&rsquo;Italia hanno la facolt&agrave; di esporre, ovviamente a spese della scuola, qualunque simbolo religioso, culturale e politico purch&eacute; rappresenti il volere della maggioranza della classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi da oggi cari studenti d&rsquo;Italia, divertitevi.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Bandiere della Roma, busti del duce, effigi di Stalin, falci e martello, croci celtiche, vinili dei Metallica, scudetti dell&rsquo;Inter, tette di Pamela Anderson, gigantografie di Costantino; tutto &egrave; lecito purch&eacute; siano rappresentativi della volont&agrave; della maggioranza degli alunni di una classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma perch&eacute; limitarsi alle effigi? Da oggi possiamo stabilire che le lezioni vengano aperte dalle note di &ldquo;Bellaciao&rdquo; o &ldquo;Faccetta nera&rdquo;, dalla voce di Papa Ratzinger o da quella dell&rsquo;Imam locale&#8230; basta che questi rappresentino la &ldquo;volont&agrave; della maggioranza della classe&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Avanti ragazzi&#8230; sono passati quarant&rsquo;anni dal lontano &rsquo;68, ma finalmente, grazie alla rivoluzionaria sentenza del giudice ternano, la fantasia sar&agrave; al potere!!! (Con buona pace di Tocqueville).</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2"></font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><strong><font size="2">Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica</font></strong></span></p>
<p></span></span></p>
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		<title>Lettera di solidarietà al Prof. Alberto Marani</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lettera-di-solidarieta-al-prof-alberto-marani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 15:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[ora alternativa]]></category>
		<category><![CDATA[ora di religione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola laica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Alberto Marani non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci. Lottare per la laicit&#224; della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civilt&#224;, un&#8217;offesa di lesa maest&#224; a quella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma"><br />
Caro Alberto Marani</p>
<p>non ci conosciamo ma siamo passati nella macchina repressiva e neoinquisitoriale del Ministero e degli UPS per cui penso bastino poche parole per capirci.</p>
<p>Lottare per la laicit&agrave; della scuola sembra, in questo contesto di smantellamento della scuola pubblica e di riproposizione delle guerre di civilt&agrave;, un&#8217;offesa di lesa maest&agrave; a quella religione di stato che pensavamo esserci lasciati alle spalle con la fine del fascismo storico.</p>
<p>In questo contesto post/neofascista-confessionale toccare gli interessi simbolici e materiali dell&#8217;ammiraglia cattolica corrisponde a toccare i fili dell&#8217;alta tensione con conseguente pericolo di morte.</p>
<p>A te hanno comminato una pena doppia della mia, sei stato sospeso per due mesi, alla fine dell&#8217;anno scolastico. La sospensione si rendeva dunque necessaria per un fatto gravissimo che hai compiuto: proporre e rivendicare il diritto all&#8217;ora alternativa. Aver somministrato un questionario diverso dalle tante stronzate sulla qualit&agrave; che sempre pi&ugrave; spesso ci circondano nelle nostre scuole, cercando di comprendere qual era la richiesta dei ragazzi rispetto ad un diritto di laicit&agrave; e di ricerca che si opponesse al catechismo settimanale cui sono esposti ed obbligati tutti gli studenti nelle nostre scuole. La sospensione calpesta tra l&#8217;altro qualsiasi logica, essendoti stata comminata alla fine dell&#8217;a.s. , probabilmente saranno costretti a spezzare la tua cattedra in tanti spezzoni ed assegnarla a docenti compiacenti per svolgere gli scrutini, alla faccia degli studenti che sembrano essere, secondo queste pratiche, decerebrati da sottoporre a catechismo coatto. C&#8217;&egrave; da dire che, almeno per questi provvedimenti, i tempi dell&#8217;amministrazione corrono&nbsp; veloci e rapidi come mai si pu&ograve; vedere nelle cose pi&ugrave; importanti.</font></p>
<p><font size="2" face="Tahoma">Che tutte le confessioni siano uguali per la costituzione e che ce ne sia una pi&ugrave; uguale delle altre &egrave; un atto di fatto di cui veniamo a conoscenza nelle nostre pratiche quotidiane a scuola. Che i pii &quot;collegh&igrave;&quot; di religione cattolica si trasformino al primo avviso di rivendicazione di laicit&agrave; in soldati di cristo, in spie, in infami difensori della pagnotta e degli inaccettabili privilegi ci riporta ad un tema che come compagni e come autorganizzati abbiamo congelato ma che non possiamo pi&ugrave; rinviare.<br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma">Propongo che in parallelo alle altre lotte fondamentalicontro le espulsioni dei precari, la precarizzazione dei docenti,le &quot;riforme&quot; al fosforo bianco, le derive iperliberiste del mercato del sapere, si formi nei cobas un gruppo di analisi ed intervento sullo specifico della laicit&agrave; della scuola.</p>
<p>Nonostante tanti silenzi provinciali, le paure dell&#8217;insegnante medio, lo stupore falso dei tanti beghini mascherati (della serie: che fastidio ti da? Chi te lo fa&nbsp; fare) solidariet&agrave; forti e fattive arivano in maniera trasversale da singoli, colleghi, associazioni. Tanta solidariet&agrave; che potrebbe diventare un movimento.</p>
<p>Contro i finanziamenti agli asili e alle scuole confessionali che (insieme a quelle azienda) sono le uniche ad incrementare i finanziamenti statali.</p>
<p>Conto il diverso trattamento tra i precari che insegnano religione cattolica (scatti, punteggi ecc.) e tutti gli altri.</p>
<p>Contro il meccanismo per cui con il placet dei vescovi lo stato assume pretume vario. A questo proposito propongo di ribaltare la nostra posizione di tolleranza sulle indecenti assunzioni di IRC e vedere se esistono principi di incostituzionalit&agrave; nelle pratiche.</p>
<p>Contro l&#8217;ostentazione di simboli religiosi nelle scuole, nei luoghi pubblici.</p>
<p>Una campagna sull&#8217;8 per mille e la spartizione dei resti (il 60%,) per cui alla fine a santa romana chiesa arriva quasi il 90% della torta.</p>
<p>Molti altri sono i privilegi cattolici, mi fermo qui. Per adesso.</font></p>
<p><font size="2" face="Tahoma">Concludo con una solidariet&agrave; non formale. Conosco personalmente la pressione, le pressioni esercitate dall&#8217;ambiente, la strategia di far passare le nostre battaglie civili in fatti di ordine pubblico, disciplinari o di disordine mentale, cercando di farci passare per border line o cose simili. E&#8217; una vecchia strategia del potere, ma la pressione &egrave; reale per cui lo &egrave; anche la solidariet&agrave; fraterna, compagna, laica e anticlericale che ti esprimo personalmente e a nome dei compagni e delle compagne di Terni. </font><font size="2" face="Tahoma"><br />
</font></p>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma">Con stima ed affetto profondi ti abbraccio laicamente e ti esprimo tutto il mio rispetto e la stima</p>
<p></font></p>
<div align="right"><font size="2" face="Tahoma"><strong>Franco Coppoli</strong></font>
</div>
<p align="justify"><font size="2" face="Tahoma"><strong></strong></font></p>
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		<title>Solidarietà al provocatore Franco Coppoli</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/solidarieta-al-provocatore-franco-coppoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>riceviamo e pubblichiamo Il 17 di Febbraio 2009, esattamente 400 anni dopo del ROGO DI GIORDANO BRUNO, il Ministero per l&#8217;Istruzione, l&#8217;Universit&#224; e la Ricerca ha emesso la sua infallibile sentenza. Il &#34;provocatore&#34; Franco Coppoli, come amabilmente lo defin&#236; il suo Dirigente Scolastico, &#232; stato &#34;giustamente&#34; punito per il suo &#34;eretico&#34; comportamento: staccava all&#8217;inizio della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><em>riceviamo e pubblichiamo</em></font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il 17 di Febbraio 2009, esattamente 400 anni dopo del ROGO DI GIORDANO BRUNO, il Ministero per l&#8217;Istruzione, l&#8217;Universit&agrave; e la Ricerca ha emesso la sua infallibile sentenza.<br />
Il &quot;provocatore&quot; Franco Coppoli, come amabilmente lo defin&igrave; il suo Dirigente Scolastico, &egrave; stato &quot;giustamente&quot; punito per il suo &quot;eretico&quot; comportamento:<br />
staccava all&#8217;inizio della lezione il Crocifisso dalla parete dell&#8217;aula per, poi, riappendervelo alla fine della stessa lezione.<br />
Cos&igrave; facendo, l&#8217;indecente docente arrecava grave nocumento allo svolgimento dell&#8217;attivit&agrave; didattica, producendo una profonda inquietudine negli animi della comunit&agrave; scolastica tutta; turbava la serena convivenza civile, mettendo a repentaglio la pace religiosa, che da sempre contraddistingue il Bel Paese: il Parlamento propone, il Vaticano dispone.<br />
L&#8217;irresponsabile comportamento, se non fosse stato stroncato e sanzionato in tempo, avrebbe potuto incrinare anche l&#8217;ottimismo con cui, quotidianamente, tutte le categorie svolgono in armonia il proprio lavoro, per accrescere il gi&agrave; notevole benessere dell&#8217;intera popolazione.<br />
Ora, per&ograve;, scacciato il reprobo/malvagio, la maestosa nave della Scuola pu&ograve; tranquillamente riprendere la sua produttiva crociera; sapientemente evitando le pericolose ondate dello spirito critico, della libert&agrave; di pensiero e della connessa libert&agrave; di insegnamento, riuscir&agrave;, ancora una volta, nel suo compito: formare giovani non conformisti e dotati di una propria personalit&agrave;, di autonomia e creativit&agrave;.<br />
L&#8217;ambiente scolastico in cui, finalmente, il Crocifisso potr&agrave; di nuovo rifulgere, mostrer&agrave; tutta la propria capacit&agrave; inclusiva sia dei fedeli delle pi&ugrave; diverse religioni, sia dei non credenti, poich&eacute; la rassicurante presenza del simbolo per eccellenza del Cristianesimo far&agrave; sentire ognuno a casa propria.<br />
&nbsp;<br />
Di fronte all&#8217;ennesima dimostrazione dell&#8217;egemonia esercitata dall&#8217;ideologia clericale fin nelle viscere di quello che, sulla carta, &egrave; uno Stato laico, rinnoviamo la nostra incondizionata solidariet&agrave; umana, professionale e sindacale a Professor Coppoli, ribadendo che la sanzione inflittagli altro non &egrave; che un attacco alla libert&agrave; di insegnamento di ognuno ed alla libert&agrave; di pensiero di tutti.<br />
A chi ama nascondersi dietro la foglia di fico della legislazione vigente, rivolgiamo, tra le molte possibili, una domanda:<br />
perch&eacute; non vengono sanzionati anche i Dirigenti Scolastici, che permettono la celebrazione della Messa a scuola ed in orario scolastico, nonostante sia vietato dalla normativa vigente?<br />
A queste anime belle, come le avrebbe chiamate Hegel, forniamo pure la risposta:<br />
&quot;Per gli amici la legge si interpreta, ai nemici si applica&quot;, cos&igrave; chiar&igrave; l&#8217;arcano, una volta per tutte, Giovanni Giolitti, cio&egrave; uno che di Potere se ne intendeva, essendo stato pi&ugrave; volte Presidente del Consiglio.<br />
</font></p>
<p align="right"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; COBAS SCUOLA PERUGIA</strong></p></p>
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		<title>Perle confessionali in TV</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/perle-confessionali-in-tv/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 15:34:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[atei devoti]]></category>
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		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
		<category><![CDATA[teleterni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davvero sorprendente cosa si pu&#242; apprendere nel corso di un dibattito televisivo. E poi dicono che la TV non serve a niente? Ma non scherziamo&#8230; pensate che nel corso del programma &#8220;il salotto buono&#8221; andato in onda su Teleterni mercoled&#236; 17 Dicembre 2008, i telespettatori hanno avuto modo di conoscere la sconcertante verit&#224; sul ruolo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Davvero sorprendente cosa si pu&ograve; apprendere nel corso di un dibattito televisivo. E poi dicono che la TV non serve a niente? Ma non scherziamo&#8230; pensate che nel corso del programma &ldquo;<em>il salotto buono</em>&rdquo; andato in onda su Teleterni mercoled&igrave; 17 Dicembre 2008, i telespettatori hanno avuto modo di conoscere la sconcertante verit&agrave; sul ruolo di un preside all&rsquo;interno di una scuola media superiore.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo grazie al Prof. Giuseppe Metastasio, preside dell&rsquo;ITC &ldquo;Casagrande&rdquo; di Terni, che con stravaganti argomentazioni ha caparbiamente sostenuto, nel corso di tale dibattito televisivo che il suo ruolo all&rsquo;interno della scuola &egrave; necessariamente e obbligatoriamente quello di &ldquo;<em>rispettare la volont&agrave; degli studenti</em>&rdquo;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ovviamente la discussione in oggetto era quella sul comportamento del Prof. Franco Coppoli che all&rsquo;interno della stessa scuola gestita dall&rsquo;impavido preside, sta portando avanti, a suo modo e assumendosene tutte le responsabilit&agrave;, quella che ritiene una battaglia in difesa della laicit&agrave;. Ovvero, com&rsquo;&egrave; ormai noto a tutti, il Prof. Coppoli rimuove durante le sue lezioni il crocifisso dalle mura dell&rsquo;aula in cui insegna, e lo riposiziona alla fine di queste. Cosa che ha mandato su tutte le furie il Prof. Metastasio che &egrave; arrivato a denunciare Coppoli alla procura della Repubblica per il suo comportamento. Questo perch&eacute;, secondo Metastasio, la decisione sul fatto che il crocifisso DEVE essere esposto in quell&#8217;aula &egrave; stata presa dagli studenti durante un assemblea di classe, e lui come preside deve far si che sia rispettata la volont&agrave; degli studenti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Vani i tentativi che il sottoscritto (presidente di Civilt&agrave; Laica) e Francesco Paoletti (segretario del circolo UAAR di Roma) hanno compiuto per farsi indicare dove mai fosse scritto tale &ldquo;dovere&rdquo; del preside, visto che a quanto ci risulta i ragazzi non hanno competenza su cosa deve essere esposto nelle aule di una scuola pubblica.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Davvero un preside sui generis il Prof. Metastasio che avrebbe semplicemente potuto sostenere la necessit&agrave; della presenza del crocifisso appellandosi alle leggi in vigore e ad alcune recenti sentenze, sarebbe stata una posizione comprensibile e tutto sommato condivisibile. Ma no, questo per il Prof. Metastasio, stando a quanto da lui affermato nel corso della trasmissione, avrebbe significato banalizzare il crocifisso rendendolo un semplice suppellettile di arredo scolastico. Quindi lui ha preteso di far passare la decisione come espressione della volont&agrave; degli studenti, omettendo di dire che questa &egrave; una volont&agrave; solo di una parte di essi (la maggioranza) che impone le proprie convinzioni religiose ad una altra parte degli stessi (la minoranza). E come Tocqueville ha insegnato, questo &egrave; un classico esempio di &ldquo;dittatura della maggioranza&rdquo; che rovina la democrazia imponendo principi etici e negando diritti alle minoranze che si sentiranno escluse dalla vita sociale. Cosa ripresa, fra l&#8217;altro, nell&#8217;Art. 3 della nostra Costituzione proprio sui temi religiosi.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questa incongruenza gli &egrave; stata da me pi&ugrave; volte ricordata e ci&ograve; ha creato notevole imbarazzo alla conduttrice Livia Torre e allo stesso preside che hanno pi&ugrave; volte cercato di rimarcare il fatto che io non potevo sapere se la decisione all&rsquo;interno della classe fosse stata presa a maggioranza o all&rsquo;unanimit&agrave;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Comprensibili i motivi di questo tanto dibattere su una quisquilia del genere, i cattolici integralisti (nonch&eacute; gli atei devoti di cui il Prof. Metastasio &egrave; un ottimo esempio) non sono abituati ad essere contraddetti o a confrontarsi con un pensiero a loro non conforme, quindi cercano sempre di voler far apparire il loro operato come &ldquo;il bene della comunit&agrave; tutta&rdquo; quando &ldquo;comunit&agrave; tutta&rdquo; non lo sono mai stati. Messi di fronte all&rsquo;evidenza (il fatto che una discussione etica all&rsquo;interno di una classe comporta divisioni) hanno cercato di sminuire il fatto dicendo che la mia affermazione non poteva essere provata. Invitati quindi a dimostrare il contrario, hanno preferito cambiare discorso.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Pi&ugrave; volte Francesco Paoletti ha provato a far ragionare il preside dicendogli cosa avrebbe fatto se gli studenti avessero voluto esporre simboli politici o cose futili come bandiere di una squadra di calcio, e qui &egrave; venuta fuori tutta l&rsquo;ipocrisia che comporta nascondersi dietro &ldquo;la volont&agrave; degli studenti&rdquo;, difatti il preside ha ammesso candidamente che in quel caso glie l&rsquo;avrebbe senz&rsquo;altro negato. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Chiaro il concetto? Secondo il Prof. Metastasio, lui, come preside, deve rispettare la volont&agrave; degli studenti, tranne quando questa &egrave; in contrasto con la sua di volont&agrave;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ergo il crocifisso deve rimanere esposto perch&eacute; cos&igrave; vuole Metastasio, che si &egrave; arrogato il diritto di essere anche superiore alle legislazione vigente (se cos&igrave; non fosse si sarebbe giustificato semplicemente chiamandola in causa).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo &egrave; il concetto di democrazia secondo il bizzarro preside dell&rsquo;ITC &ldquo;Casagrande&rdquo;, ovvero un becero populismo che ricorda tanto Ponzio Pilato, se di un fatto non mi interessa niente lascio decidere al popolo cos&igrave; faccio bella figura (e magari acquisto punti politicamente parlando), se invece mi interessa decido io che sono il preside. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Del resto questa non &egrave; stata certo l&rsquo;unica perla che Metastasio ci ha regalato nel corso di appena un&rsquo;ora (scarsa, a causa del suo ritardo ad arrivare in studio) di trasmissione. Tralasciandone diverse, fra cui: la sua penosa caduta di stile nel tentativo di denigrare un&rsquo;associazione di Promozione Sociale Nazionale qual&rsquo;&egrave; l&rsquo;UAAR; la sua dimostrazione di infinita arroganza a pretendere di definire quali sono le battaglie &ldquo;<em>fuori dal tempo</em>&rdquo; come le chiama lui (ignorando fra l&rsquo;altro le recenti sentenze in Europa); mi permetto in tale sede di ricordare senz&rsquo;altro la pi&ugrave; esilarante, ovvero il fatto che a suo dire la classe ha deciso LAICAMENTE con una votazione di mantenere il crocifisso in aula.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Roba da chiodi, evidentemente la materia di cui &egrave; esperto il prof. Metastasio non &egrave; certo l&rsquo;Italiano, altrimenti non si sarebbe mai permesso di fare un simile scempio della nostra lingua&#8230; sembra che al suo pronunciarsi con &ldquo;<em>la classe ha votato laicamente</em>&rdquo; si siano sentiti strani rumori di protesta provenire dalla tomba di Dante!</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma che vuol dire &ldquo;<em>votare laicamente</em>&rdquo;? NIENTE. Assolutamente NIENTE!</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&Egrave; solo una frase sparata li &ldquo;ad effetto&rdquo; per impressionare l&rsquo;interlocutore o il pubblico, ma non vuol dire assolutamente niente.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Si pu&ograve; infatti parlare di votazioni democratiche o meno, di votazioni regolari o irregolari, legittime o illeggittime, ma definire laico l&#8217;esito di un voto &egrave; assolutamente privo di significato. Un voto &egrave; espressione del volere di una maggioranza, non del concetto di laicit&agrave;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Anzi, se proprio vogliamo dirla tutta una votazione su temi etici che riguardano l&rsquo;individualit&agrave; personale non pu&ograve; essere laica. In quanto i principi della laicit&agrave; vorrebbero che fossero rispettati i diritti di tutti e non, invece, imposta la volont&agrave; della maggioranza. Tanto per fare un esempio, una votazione che volesse IMPORRE l&rsquo;eutanasia ad un malato terminale non pu&ograve; definirsi laica a prescindere da quale sia il suo risultato. Quello che chiede il laico su questi temi &egrave; molto diverso, ovvero che se il malato terminale richiede l&rsquo;eutanasia questa deve essergli concessa. Ma il laico non chiederebbe mai a nessuno di decidere con una votazione se al malato terminale debba essere imposta o meno l&#8217;eutanasia.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sto dicendo banalit&agrave;, cose che tutti dovrebbero sapere, basta informarsi su quali sono i principi su cui si fondano le moderne democrazie occidentali. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma del resto, se una frase del genere esce dalla bocca di un preside di una scuola statale, &egrave; evidentemente il caso di ribadirli con forza questi concetti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Pi&ugrave; sfumate, e di certo pi&ugrave; condivisibili le parole del cattolico Mol&egrave; che ha partecipato anch&rsquo;esso alla trasmissione. A suo dire infatti, seppur mai nella sua vita avrebbe pensato che si poteva arrivare a tanto, se l&rsquo;esposizione del crocifisso genera divisioni &egrave; giusto toglierlo, tanto la sua fede non &egrave; minimamente disturbata dalla mancata esposizione su un muro di questo.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">In conclusione, non so quanto possa essere stata utile la trasmissione per difendere o promuovere le nostre idee laiche, di certo io e Paoletti abbiamo fatto del nostro meglio, ma i limiti del dibattito televisivo sono evidenti. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Comunque non posso che constatare che la &ldquo;creazione&rdquo; di tanti &ldquo;atei devoti&rdquo; nel nostro paese &egrave; di certo uno dei peggiori crimini commessi dal comunismo. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
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		<title>Comunicato Stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 18:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione culturale Civilt&#224; Laica, riguardo alla vicenda in corso all&#8217;Istituto Professionale &#8216;Casagrande&#8217; di Terni che vede il professore di Italiano Franco Coppoli impegnato a far valere anche in aula, per lo meno nelle sue ore, il principio della Laicit&#224; dello Stato, esprime meraviglia per la baraonda mediatica che si &#232; scatenata di fronte a un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa/">Comunicato Stampa</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;associazione culturale Civilt&agrave; Laica, riguardo alla vicenda in corso all&#8217;Istituto Professionale &#8216;Casagrande&#8217; di Terni che vede il professore di Italiano Franco Coppoli impegnato a far valere anche in aula, per lo meno nelle sue ore, il principio della Laicit&agrave; dello Stato, esprime meraviglia per la baraonda mediatica che si &egrave; scatenata di fronte a un semplice cittadino che si espone in prima persona per ottenere l&#8217;applicazione di un diritto in cui crede.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;associazione ricorda che, in base a sentenze della Corte di Cassazione che riguardano l&#8217;argomento, il simbolo della religione cattolica non si pu&ograve; legittimamente rimuovere dagli uffici pubblici; infatti, contro ogni evidenza, anche lessicale (si veda un qualunque dizionario della lingua italiana), esso &egrave; stato indicato come &quot;simbolo di laicit&agrave;&quot;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Civilt&agrave; Laica ritiene che tale situazione sia irrispettosa del principio costituzionale che vuole uno stato Laico. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo dovrebbe garantire a tutti i cittadini spazi pubblici neutri, cio&egrave; non &quot;marchiati&quot; con il logo di nessuna confessione religiosa specifica; nemmeno di quella &quot;tradizionale&quot; o &ldquo;culturalmente predominante&rdquo;, che, comunque, per esprimersi, ha i suoi luoghi di culto, dove i credenti sono liberi di recarsi quando vogliono. Questo perch&eacute; la Democrazia, che significa rispetto delle minoranze, non si trasformi in una Dittatura della Maggioranza, con tutte le conseguenze spiacevoli che questo comporta.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Quello che &egrave; particolarmente ridicolo di questa vicenda &egrave; che gli autoproclamatesi &ldquo;difensori del crocifisso&rdquo; per giustificare la sua presenza nelle mura di un&#8217;aula pubblica si rifanno non al Regio Decreto del 1924 tutt&#8217;ora anacronisticamente in vigore, bens&igrave; alla decisione che avrebbe preso a maggioranza la classe del Prof. Coppoli in un&#8217;assemblea. Questo ci fa supporre che per lorsignori ogni classe &egrave; libera di esporre sopra la cattedra qualunque cosa la maggioranza degli studenti ritiene opportuna, dalle foto di Mussolini o di Che Guevara alle bandiere delle squadre di calcio o, perch&eacute; no, i poster della rockstar di turno.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La questione in realt&agrave; &egrave; molto semplice. Delle due l&#8217;una: o il crocefisso cattolico (o la menorah ebraica, o la mezzaluna islamica, o qualsiasi altro simbolo religioso) ha un significato importante per i suoi credenti, ed allora non deve trovarsi in uno spazio pubblico che &egrave; di tutti, oppure non ha un significato, ed allora pu&ograve; essere rimosso in quanto inutile.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ogni motivazione al di fuori di questo limpido schema logico &egrave; fatta per motivi di propaganda politica o religiosa (o, peggio, di entrambe le cose insieme).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Terni, 8 Dicembre 2008 </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica</font></strong></p>
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