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	<title>Film Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Quando c’era ancora un domani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Dec 2023 00:36:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[paola cortellesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paola Cortellesi debutta alla regia con un film praticamente perfetto. Con buona pace di qualche penna critica che soffre di stipsi emozionale fino al punto di scambiare le scene volutamente surrealistiche con “personaggi troppo caricati” (sic.) e qualche vecchia conoscenza del giornalismo on line[1] che non perde l’occasione di puntare il dito sugli aspetti totalmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quando-cera-ancora-un-domani/">Quando c’era ancora un domani</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Paola Cortellesi debutta alla regia con un film praticamente perfetto.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Con buona pace di <a href="https://www.barbadillo.it/111689-ce-ancora-domani-tutte-le-sbavature-nel-film-di-cortellesi/">qualche penna critica</a> che soffre di <b>stipsi emozionale </b>fino al punto di scambiare le scene volutamente surrealistiche con “personaggi troppo caricati” (sic.) e qualche vecchia conoscenza del giornalismo on line<sup>[1]</sup> <a href="https://www.linkiesta.it/2023/11/cortellesi-film-sposa-voto-donne-emancipazione-femminile/">che non perde l’occasione di puntare il dito sugli aspetti totalmente secondari e trascurabili</a> , l’opera rappresenta di certo uno dei migliori debutti alla regia negli ultimi decenni del cinema italiano.<br />
Personalmente lo accomuniamo nel 10/10 che avevamo assegnato, nell’altro secolo, all&#8217;opera prima di Luciano Ligabue, <b>Radiofreccia</b>. Con tutte le differenze del caso, ovviamente.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Abbiamo aspettato un po’ a parlarne perché, in primo luogo volevamo smaltire l’emozione iniziale (ebbene sì abbiamo pianto nel finale, non abbiamo mica problemi di emozioni costipate, noi!) per non farne una facile agiografia; e in secondo luogo perché non volevamo svelare il finale del film per coloro che non erano ancora andati al cinema. “Ma non è un thriller” direte voi! No, ma il <b>colpo di scena</b> finale è sorprendente quanto quello di Profondo Rosso.</span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-27934" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg" alt="" width="420" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina.jpg 420w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina-210x300.jpg 210w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/12/locandina-112x160.jpg 112w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il film è praticamente perfetto dicevamo. E la debuttante regista centra in pieno ogni scelta. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Gli <b>interpreti</b> in primo luogo, dove tutti fanno una bellissima figura. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La ricostruzione scenografica della <b>Roma post WWII</b>: dettagliata, precisa e accurata.<br />
La <b>colonna sonora</b>; perfetta anche quando la regista decide di mescolare le carte con pezzi e ritmi moderni quasi in distonia con le immagini.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma in particolar modo è vincente la scelta di <b>non mostrare in modo cruento la violenza</b> che la protagonista, Delia (la stessa Paola Cortellesi) subisce per mano del marito Ivano (Valerio Mastandrea); il film sarebbe diventato drammatico e insostenibile per i ragazzi <b>under 14</b>. Invece così diventa è un film adatto ad ogni età, ed anzi ne andrebbe sollecitata la proiezione nelle scuole.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La violenza qui si intuisce nei lividi che appaiono fra i risvolti del vestito di Delia; appare per un attimo ma viene cancellata così come il sangue sul volto di lei dopo il pugno del marito e in quell&#8217;occasione la violenza, diventa poi un <b>surreale ballo</b> a cui lo spettatore assiste raggelato perché sa benissimo quello che “in realtà” sta succedendo.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">E ancora più vincente è la bravura della regista nel mostrare come la prevaricazione dell’uomo sulla donna nella famiglia (lo esplicitiamo per quelli che ancora oggi proprio <i>nun ce vonno sta</i>’: <b>leggasi patriarcato o società patriarcale</b>) non era una questione di censo. Le donne non dovevano avere una loro opinione ma solo quella che le consentiva il marito; così era per la povera Delia così era per le signore più benestanti a cui andava a prestare servizio, così come per la madre del ragazzo benestante a cui Ivano voleva dare in sposa la figlia. Il tutto nonostante le prime elezioni aperte alle donne erano incombenti (<strong>referendum Monarchia &#8211; Repubblica del 1946</strong>).</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Altro bellissimo passaggio del film, l&#8217;accorgersi da parte di Delia che la figlia Marcella viveva nella sua relazione gli stessi meccanismi in cui era caduta lei con il marito (anche qui esplicitiamo: la spirale della violenza) per cui il possesso ossessivo da parte dell&#8217;uomo sulla compagna diventa sempre più esplicito. Dal semplice &#8220;non ti devi vestire troppo carina al lavoro&#8221; al togliere il rossetto con forza perché &#8220;te devi trucca&#8217; soltanto per me!&#8221; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Durante tutti questi passaggi il film resta leggero ed ironico e lo ripetiamo volutamente surreale. Si ride quasi sempre, fatta eccezione per le scene descritte. La Cortellesi ha appreso in pieno le lezioni che ci hanno lasciato Scola e Monicelli. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ma è la costruzione del finale il vero capolavoro. O per meglio dire il ceffone che Paola rifila a quasi tutti noi spettatori e ci fa accorgere di quanto, oggi, siamo “distratti” (per non dire di peggio).<br />
Tutti stavamo pensando che Delia stesse progettando, attraverso vari <i>escamotage</i>, a una fuga d&#8217;amore con il suo ex Nino (Vinicio Marchionni), che la invita esplicitamente a lasciare Ivano e a fuggire con lui verso il nord. Pensavamo che il “c’è ancora domani” del titolo si riferisse all&#8217;ultimo giorno a disposizione per raggiungere il suo amante, pensavamo che la lettera nascosta gelosamente era l&#8217;indirizzo di Nino dove poteva raggiungerlo, o comunque una lettera dove le dichiarava il suo amore. Ma quando la fuga avviene si scopre che quella lettera era il certificato elettorale e il pensiero di Delia era stato quello di poter fuggire il tempo necessario per andare ad esercitare il suo <b>diritto di voto</b>.<br />
E ci sembrava quasi di sentirla Paola Cortellesi, mentre scorrevano le immagini finali accompagnate dalla significativa canzone di Daniele Silvestri &#8220;<strong>A bocca chiusa</strong>&#8220;, con i suoi modi scanzonati guardarci e dirci: “Aho, ma non l’avevate capito che stavo a parla’ delle elezioni? Ma quanto siete scemi! Ve l’ho detto tutto il film che le donne stavano per vota&#8217; per la prima volta e voi stavate a pensa’ alla fuga d’amore? Ma che c’avete sulla testa? Ah fregnoni!” </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">La lacrima ci è scesa, perché abbiamo realizzato di non aver capito quanto poco tempo è passato, relativamente parlando, in cui è stato concesso un diritto così importante. Perché ci rendiamo conto di aver perso la contezza dell’importanza dei diritti, del diritto di voto in particolare. E di tutti gli altri.<br />
Abbiamo perso tutti la testa in una società in cui <b>l’inutile è essenziale e l’essenziale è dato per scontato. </b>Ed è proprio per questo che si rischia di perderlo.</span></p>
<p>Potremmo ora iniziare una serie di considerazioni sulle necessità della difesa e della riscoperta dell&#8217;importanza dei nostri diritti e di quelli che ancora mancano; ma sinceramente adesso è solo il momento di alzarsi in piedi e tributare un lungo applauso a Paola Cortellesi dicendole grazie, per questo ceffone che, speriamo, risvegli qualche coscienza.<br />
Che, forse, domani c&#8217;è ancora.</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">[1] Dopo aver raggiunto il record nella specialità olimpica dell&#8217;essere fuori luogo appoggiando e promuovendo la cagnara contro ZeroCalcare che aveva il torto di parlare romano, Guia Soncini supera se stessa e per sminuire il film della Cortellesi giunge a porsi la fondamentale domanda: &#8220;ma come ha fatto la protagonista a parlare con l’americano di colore coordinando il fallimento del matrimonio della figlia se nelle scene precedenti lei non capiva l’inglese?&#8221; Al di la&#8217; degli indubbi complimenti per cogliere le vicende più importanti nella narrazione a cui si assiste, ci sentiamo di rimembrare alla Soncini tre semplici parole inglesi che compongono una regola cardine del cinema e della scrittura: &#8220;Show don&#8217;t tell&#8221;. Ovvero, quando la descrizione di un fatto è pressoché inutile alla trama e giustificabile in mille modi (come in questo caso&#8230; fra l&#8217;altro era passato diverso tempo dall&#8217;ultimo incontro con il soldato e l&#8217;amica di Delia l&#8217;inglese lo capiva benissimo tant&#8217;è vero che smerciava le loro sigarette), è meglio lasciar fluire la narrazione senza stare ad appesantirla. </span></span></p>
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		<title>Don&#8217;t look up! (Ma neanche in basso, e neanche di lato. Tenete gli occhi chiusi che è meglio)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dontlookup/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 15:31:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A nostro parere ci sono film che inevitabilmente devono avere due giudizi separati, uno per la qualità artistica del film (recitazione, fotografia, montaggio, trama etc.) e uno per l&#8217;importanza socio-politica o storico-documentaristica del film stesso. E spesso i giudizi sui due aspetti del film possono essere molto discordanti. Ad esempio: se &#8220;Il nemico alle porte&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-22271" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg" alt="" width="660" height="368" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup.jpg 660w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup-300x167.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/dlup-280x156.jpg 280w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p>A nostro parere ci sono film che inevitabilmente devono avere due giudizi separati, uno per la qualità artistica del film (recitazione, fotografia, montaggio, trama etc.) e uno per l&#8217;importanza socio-politica o storico-documentaristica del film stesso. E spesso i giudizi sui due aspetti del film possono essere molto discordanti.</p>
<p>Ad esempio: se &#8220;Il nemico alle porte&#8221; sulla battaglia di Stalingrado è senz&#8217;altro un film straordinario dal punto di vista artistico è comprensibile che il giudizio degli storici in genere sia abbastanza negativo. Viceversa se artisticamente è un completo disastro &#8220;I banchieri di Dio&#8221; di Giuseppe Ferrara, è sicuramente apprezzabile lo sforzo fatto per ricostruire la vicenda intricatissima del &#8220;Caso Calvi&#8221;.</p>
<p>&#8220;<b>Don&#8217;t look up</b>&#8221; di Adam McKey è senz&#8217;altro uno dei titoli in cui è necessario dare due giudizi distinti.</p>
<p><b>Per quel che riguarda il messaggio socio-politico il giudizio non può che essere 10/10 decimi.</b><br />
<b>Leonardo Di Caprio</b>, impegnatissimo nelle battaglie ambientali dai tempi di Al Gore (forse l&#8217;unico presidente degli stati uniti di cui rimpiangiamo la mancata elezione), dopo aver realizzato un ultimo disperato appello con il documentario &#8220;<b>Before The Flood</b>&#8221; nel 2016 sul disastro che stiamo combinando su questi pianeta e di cui l&#8217;epidemia della Covid-19 è solo uno dei tanti prezzi che pagheremo o che abbiamo già pagato, ha deciso evidentemente che il tempo per preoccuparsi è finito e che tanto vale prenderla a ridere vista la totale impermeabilità della politica ai dati scientifici sempre più concordanti e preoccupanti.<br />
Quindi, insieme al regista (già autore di film importanti come <b>Vice &#8211; l&#8217;uomo nell&#8217;ombra</b>) realizzano questo film usando come metafora il meteorite  che spazzerà via il genere umano (il classico <em>armageddon</em> così tanto amato ad Hollywood). Il resto, alla faccia di chi dice <b>&#8220;il film è troppo surreale e grottesco</b>&#8221; è invece fin troppo realistico. Dal presidente degli Stati Uniti impersonato da <b>Marylyn Streep</b> aka Janie Orlean che per quanto si sforzi non riesce ad essere ridicola e impresentabile come Donald Trump dal vero, a suo figlio Jason (interpretato da <b>Jonah Hill</b>) non certo sveglio ma comunque due passi avanti rispetto ai rampolli di casa Bush, alla divina <b>Cate Blanchett<br />
<a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-22269" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-746x1024.jpg" alt="" width="746" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-746x1024.jpg 746w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-219x300.jpg 219w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-768x1054.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up-117x160.jpg 117w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2022/01/blanchett-up.jpg 993w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /></a><br />
</b>(qui di una bellezza che oscura la sua stessa Lady Galadriel) aka Brie Evantee giornalista della tv che ci ricorda tanto la &#8220;<strong>Donna Alfa</strong>&#8221; da noi creata per il racconto &#8220;Dimenticare Aureliano&#8221; contenuto in &#8220;<a href="https://www.amazon.it/Frequenti-improbabilit%C3%A0-Alessandro-Chiometti/dp/8885798071/">Frequenti Improbabilità</a>&#8221; (sì, questa è auto-promozione, tanto il mondo sta per finire quindi presto risponderemo di questo peccato &#8220;<em>a una giustizia più alta di quella dell&#8217;uomo</em>&#8221; cit.), fino al perfido viscido e cattivissimo lobbysta Peter Isherwell (<b>Mark Rylance</b>) che è la somma di tutti i <strong>PoteriForti<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong> del mondo convinti che i loro algoritmi abbiano sempre e comunque le risposte esatte.</p>
<p>Poi ovviamente ci sono <b>Jennifer Lawrence</b> e <b>Leonardo Di Caprio</b> che sono i protagonisti principali, rispettivamente la Dr.ssa Kate Dibianski che scopre la cometa che sta cadendo dritta sulla terra e il suo responsabile del  centro di ricerca astronomico Dr. Randall Mindy. Insieme andranno in tv ad annunciare la catastrofe incombente ma la Dibianski non sopporterà le risatine e le battute dei giornalisti (tra cui Brie) e in una crisi di nervi urlerà: &#8220;stiamo per morire tutti lo avete capito oppure no?&#8221;. Per questo sarà estromessa dalla gestione della vicenda e &#8220;massacrata&#8221; sui social con decine e decine di <i>meme</i> offensivi. Il Dr Mindy, grazie alla sua pacatezza e diplomazia, diventerà dapprima il nuovo sex symbol della tv e poi il volto di cui fidarsi nell&#8217;emergenza. Ottenebrato e confuso dalla improvvisa fama e notorietà (nonché dalla relazione con la giornalista Brie Evantee) si troverà suo malgrado ad essere complice delle scelte insensate del governo che faranno fallire le poche possibilità residue dell&#8217;umanità.</p>
<p>Lo spaccato è quindi una denuncia fin troppo realista e verosimile della crisi ambientale contemporanea, e non ci riferiamo certo alla sciocchezza della Covid ma alla <a href="https://www.wired.it/scienza/ecologia/2019/02/02/sesta-estinzione-massa-perche-preoccuparci/">Sesta Estinzione di Massa</a> che il pianeta ormai sta vivendo da decenni. Si ride per non piangere quindi, ma solo gli sciocchi rideranno e basta vedendolo. I più sciocchi, quelli senza ironia e soprattutto auto-ironia invece diranno anche che il film non fa ridere.</p>
<p>E quindi veniamo al punto di vista artistico, ovvero &#8220;Don&#8217;t Look Up!&#8221; giudicato come film; beh, non possiamo che dire&#8230; <b>10/10 decimi con lode. </b>(Sì anche a noi piace essere ironici, o quanto meno ci proviamo!)</p>
<p>Il regista e gli attori compiono l&#8217;impresa di realizzare un film pressoché perfetto; personaggi, tempi di battuta, drammaticità, effetti speciali, interpretazioni&#8230; tutto miscelato perfettamente in un film che fa ridere (amaramente), sorridere dolcemente e commuoversi in un finale epico, inevitabilmente drammatico e significativo.</p>
<p>Due colpi di genio da non spoilerare ma che comunque segnaliamo sono: ciò che viene svelato dare il titolo al film e il finale dopo i titoli di coda (annunciato per chi sa cogliere i dettagli ma comunque fantastico).</p>
<p>Abbiamo invece letto per la maggior parte giudizi di vari opinionisti (più o meno presentabili), soprattutto sulla stampa americana e inglese, totalmente negativi. Che dire? Al di là del ribadire l&#8217;ovvietà sulla legittimità dei gusti personali, possiamo solo aggiungere che non c&#8217;era da aspettarsi molto di diverso da chi da decenni è complice, o semplicemente partecipe, di un sistema atto a disinformare sistematicamente su tutto ciò che riguarda il <b>riscaldamento globale a causa dell&#8217;attività umana</b>.</p>
<p>Del resto il motto di Upton Sinclair è sempre valido, oggi più che mai: &#8220;<i>non c&#8217;è niente di più difficile di far capire qualcosa a colui il cui stipendio dipende dal non capirla</i>&#8220;.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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		<item>
		<title>OLD &#8211; Anche Shyamalan vittima del Tempo</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/old-anche-shyamalan-vittima-del-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 14:22:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[anomalie temporali]]></category>
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		<category><![CDATA[tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[voto 5,0/10] [ALLERTA SPOILER: il film viene svelato totalmente o quasi] Se sul concetto di tempo è caduto anche Cristopher Nolan con l&#8217;insopportabile Tenet, M. N.Shyalaman, che di certo non è un perfezionista come il collega, crolla ben più rovinosamente. Nel passato il regista aveva dimostrato di avere già le idee confuse su diverse tematiche [&#8230;]</p>
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<p><strong>[voto 5,0/10]</strong></p>
<p><strong>[ALLERTA SPOILER: il film viene svelato totalmente o quasi]</strong></p>
<p>Se sul concetto di tempo è caduto anche Cristopher Nolan con l&#8217;insopportabile <em>Tenet</em>, <strong>M. N.Shyalaman</strong>, che di certo non è un perfezionista come il collega, crolla ben più rovinosamente.</p>
<p>Nel passato il regista aveva dimostrato di avere già le idee confuse su diverse tematiche (fanta)scientifiche, con <em>Signs </em>ma soprattutto <em>After Earth,</em> e anche con questo <strong>Old</strong> conferma di chiedere agli spettatori una &#8220;<strong>sospensione dell&#8217;incredulità</strong>&#8221; eccessiva, condannando così il film a un&#8217;inevitabile bocciatura.</p>
<p>Forse avremmo apprezzato meglio il film se fossimo entrati in sala senza sapere nulla, ma proprio nulla, della trama. Ma fin dai trailer era ben chiaro che lo <em>scorrere del tempo</em> era al centro della vicenda e quindi la suspense è stata per noi praticamente nulla nonostante i giochi di inquadratura &#8220;svelo e non svelo&#8221; con la macchina da presa in cui Shyalaman è maestro.</p>
<p><strong>[SPOILER]</strong></p>
<p>Il film racconta di un resort di lusso in cui, fra i molti ospiti, ci sono delle famiglie in cui almeno uno dei loro membri ha un problema grave di salute (tumore, schizofrenia, epilessia, coagulazione, sclerosi).<br />
Queste famiglie (una decina di persone in tutto) vengono indirizzate durante la colazione del secondo giorno di permanenza nella struttura,  in una spiaggia bellissima che il direttore del resort consiglia solo ai suoi clienti preferiti.<br />
Il pulmino della struttura (<strong>guidato dallo stesso  Shyalaman in un cameo</strong>) li accompagna all&#8217;inizio di un sentiero che, attraversando un canyon fra degli enormi costoni di roccia, li condurrà a questa spiaggia effettivamente bellissima.<br />
Lì trovano un uomo silenzioso (che scopriremo essere il famoso rapper Mid-Size Sedan) seduto vicino alle rocce dalla sera prima, o per lo meno da qualche ora (il regista ci ha mostrato poco prima della colazione al resort una scena, ambientata all&#8217;alba o al tramonto, in cui Sedan era già in quella spiaggia a guardare la sua compagna mentre questa si denudava e si tuffava in acqua).</p>
<p>Queste undici persone (e un cane) dopo poco che sono lì scoprono il cadavere della suddetta  che galleggia nell&#8217;acqua ma, neanche il tempo di litigare con il rapper, ovviamente sospettato di omicidio, che devono fare i conti con la scoperta che in quella spiaggia il tempo scorre molto più rapidamente che altrove.<br />
La più anziana del gruppo muore e poco dopo anche il suo cane, i bambini che avevano sei e dieci anni ne dimostrano improvvisamente dodici e diciotto, tornando ai cadaveri si scopre che si sono decomposti rapidamente e c&#8217;è rimasto solo scheletro. Quando è quindi chiaro che è il tempo il loro nemico, provano a fuggire, ma dal canyon non si può passare: una sorta di barriera li fa svenire (&#8220;<em>come se fosse la pressione quando risali dagli abissi che ti fa svenire</em>&#8221; dice uno dei protagonisti chiamando in causa la relatività, ma la cosa non ha seguito e il &#8220;perché&#8221;  dell&#8217;anomalia temporale non viene svelata); sviene anche una delle protagoniste che tentava la fuga attraverso una scalata delle rocce e così cade al suolo sfracellandosi, e sviene anche chi tentava di allontanarsi a nuoto morendo anche lui affogato.</p>
<p>Insomma, fra chi impazzisce per la schizofrenia latente, chi muore perché ucciso dallo schizoide, chi impazzisce perché da top model qual&#8217;è non sa vedersi vecchia, chi invecchia e muore tranquillamente di vecchiaia dopo il tramonto, all&#8217;alba del giorno dopo restano<strong> fratello e sorella</strong> che, ormai cinquantenni scoprono, grazie ad un aiutino, che i coralli proteggono la fuga da quella spiaggia.</p>
<p>Non vi sveliamo perché i cattivoni di turno (diciamo solo che sono cattivoni oggi molto di moda), che non hanno creato quella spiaggia ma l&#8217;hanno scoperta e quindi sfruttata, organizzino tutto questo, ma alla fine il bene trionfa e tutti i cattivi  pagheranno per le <strong>centinaia di persone</strong> che hanno fatto scomparire lì.</p>
<p>Elenco, probabilmente non esaustivo, dei buchi di trama /errori grossolani del film:<br />
1) se il tempo scorre velocemente e un giorno vale 50 anni per il resto del mondo dopo qualche minuto i protagonisti <strong>dovrebbero avere capelli, barba e unghie così lunghi e crespi da assomigliare a dei grizzly</strong>. Il regista se la cava facendo dire ad uno dei protagonisti che l&#8217;effetto &#8220;evidentemente&#8221; non avviene sule cellule morte. <strong>Toppa peggiore del buco</strong>, visto che i capelli e i peli non sono certo cellule.</p>
<p>2) I batteri non sono certo cellule morte e subiscono l&#8217;effetto del tempo (decomposizione del cadavere) e se ne ha la prova quando uno dei protagonisti viene ferito da un coltello arrugginito e muore così per tetano nel giro di pochi secondi (&#8220;la ruggine è veleno per il sangue&#8221; dice la protagonista, <strong>altro errore</strong> è il Clostridium Tetani che spesso è su di essa per via della terra o altro materiale con cui è stato a contatto il metallo arrugginito). Quindi com&#8217;è possibile che i cibi continuino ad essere commestibili dopo ore  su quella spiaggia? Avete presente che succede se mangiate un&#8217;insalata di pollo dopo due anni che è stata preparata?</p>
<p>3) A proposito di questi cibi che vengono forniti all&#8217;inizio della sfortunata gita dal resort in quantità abnorme dentro un&#8217;enorme cesto di vimini (&#8220;i ragazzi hanno sempre fame&#8221; dice il complice alla guida del pulmino di fronte alle rimostranze contro lo spreco di uno dei genitori), uno dei protagonisti dice che i ragazzi mangiano così avidamente perché stanno crescendo in modo veloce e il cibo serve per l&#8217;aumento delle ossa o della massa muscolare&#8230; ma per quanti glie ne abbiano potuti dare, come si può pensare che possano bastare per il consumo necessario di tre corpi che da sei anni passano a diciotto?</p>
<p>4) <strong>(voragine di trama</strong>) Sulla spiaggia trovano un quaderno un cui uno dei precedenti ospiti ha annotato i nomi delle persone che erano lì con lui, dai dialoghi dei &#8220;cattivi&#8221; si capisce che loro sono il settantunesimo gruppo inviato lì per motivi di studio&#8230; quindi al di là dell&#8217;anomalia temporale, nessuno si è mai accorto di settecento persone scomparse che come destinazione finale avevano tutte lo stesso resort?</p>
<p>5) (<strong>voragine di trama</strong>) Ma come è possibile che il rapper di colore sia stato lì ore prima di loro (almeno quattro se parliamo dell&#8217;alba nove o dieci se parliamo del tramonto) e nella notte non abbia percepito nulla di strano se non il sanguinare del suo naso? E perché non è invecchiato? E perché il cadavere della sua donna in acqua da ore ha aspettato loro per decomporsi in 5 minuti?</p>
<p>Peccato, perché  il film offre spunti molto interessanti, bambini nel corpo di adulti, adulti messi di fronte alla vecchiaia e alla morte in anticipo, la bellezza che scava a fondo nell&#8217;anima fino  a non farti più accettare il passare del tempo sul tuo corpo. Però con tutta la buona volontà non è un film presentabile e ancora una volta siamo costretti a chiederci come sia possibile che questo regista indo-statunitense possa passare da geniali capolavori  a questi  disastri.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>James Ellroy, Martin Scorsese e la distruzione del mito kennediano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/jame-ellroy-martin-scorsese-e-la-distruzione-del-mito-kennediano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 11:45:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[jfk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stato la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l&#8217;onnipresenza dei media e qualche rotolo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/jame-ellroy-martin-scorsese-e-la-distruzione-del-mito-kennediano.html/irish-tabloid" rel="attachment wp-att-19617"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-19617" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid.jpg" alt="" width="643" height="495" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid.jpg 643w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid-300x231.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2021/01/irish-tabloid-208x160.jpg 208w" sizes="auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px" /></a></p>
<p>“<i>La vera Trinità di Camelot era Piacere, Spaccare il culo e Scopare. Jack Kennedy è stato la punta di diamante mitologica di una fetta particolarmente succosa della nostra storia. Spandeva merda in modo molto abile e aveva un taglio di capelli di gran classe. Era Bill Clinton senza l&#8217;onnipresenza dei media e qualche rotolo di grasso.&#8221;</i></p>
<p>(American Tabloid. Dall&#8217;introduzione dell&#8217;autore)</p>
<p>Immaginate di pubblicare un romanzo in Italia in cui ricostruite complicità di alti funzionari statali nell&#8217;organizzare traffici di eroina per finanziare colpi si stato all&#8217;estero, in cui prendete di petto uno dei politici progressisti più amati nella storia del paese e lo descrivete come un affamato di sesso, drogato ed eletto grazie alle amicizie mafiose del padre che hanno fatto votare in suo favore anche i morti.</p>
<p>Immaginate le conseguenze delle cause legali che vi pioverebbero addosso e statene pur certi che non vi basterà vendere tre miliardi di copie per uscirne con qualche centesimo ancora in tasca. Ammesso che riusciate a restare liberi. E vivi.</p>
<p>Ma <b>l&#8217;America</b> è la <b>Terra delle Libertà</b> e quindi, a quanto sembra si può fare; tant&#8217;è vero che “American Tabloid” (1995) racconta (in estrema sintesi) proprio quanto appena detto del (falso) mito JFK. La sua ascesa non limpida e il suo assassinio dopo aver tradito la mafia nella vicenda della Baia dei Porci.</p>
<p>Complottismo allo stato puro? Beh, non proprio, visto che di riscontri ce ne sono molti e puntuali, a cominciare del ruolo dei “personaggi realmente esistiti” (cioè quasi tutti): <b>Howard Hughes, J. Edgar Hoover, Jimmy Hoffa i fratelli Kennedy e il loro papà Joe</b>. Poi c&#8217;è tutto quello che , ormai è appurato, ruotava intorno al famoso <b>fondo prestiti</b> del sindacato più potente degli Usa, quello dei <b>Teamster</b> di Jimmy Hoffa, quasi completamente infiltrato dalla mafia.<br />
Ci sono i riscontri della enorme divergenza di vedute fra Hoover che vedeva la mafia come un piccolo pericolo per il paese e finanche una risorsa tattica contro il <b>Grande Pericolo Comunista</b> e Robert Kennedy (il vero idealista della famiglia) che invece vedeva proprio la mafia come il più grande pericolo per la democrazia in Usa.</p>
<p>Abbiamo preso in mano questo romanzo grazie a un consiglio in una discussione seguita dalla lettura di 22/11/&#8217;63 il fantasy di Stephen King in cui manda uno dei suoi protagonisti indietro nel tempo per salvare JFK. Inevitabilmente, quando si parla dell&#8217;assassinio di JFK si finisce sempre per chiedersi e chiedere “Ma tu ci credi davvero che Oswald abbia agito da solo?”<br />
Il nostro saggio amico ci disse di preferire un approccio più olistico e per l&#8217;appunto ci suggerì di leggere American Tabloid.</p>
<p>Il romanzo di Ellroy parte da <b>Los Angeles</b>, dai dossieraggi scandalistici tramite i tabloid che Howard Hughes faceva per affinità politica con J.E. Hoover per poi attraversare tutto il paese nordamericano, da Chicago, a Las Vegas, a New York fino alla Cuba rivoluzionaria.<br />
Racconta del continuo aumento dei disaccordi fra la mafia e Jimmy Hoffa a causa del supporto di questa <b>all&#8217;elezione come presidente Usa di JFK</b> (Hoffa si sentiva perseguitato dal fratello Robert che intentava contro di lui innumerevoli cause per dimostrare la presenza della mafia nel sindacato).</p>
<p>Ma la mafia si fidò delle famiglie amiche di Joe Kennedy, il padre dei due, con la promessa di supportare la deposizione di <b>Fidel Castro</b> affinché i mafiosi americani potessero riprendere a fare affari con i loro <b>Casinò e aziende agricole</b> a Cuba. Ma ciò non avvenne a causa del disastro della baia dei porci per l&#8217;appunto. In quella notte in cui furono annientate le truppe paramilitari degli esuli cubani organizzate dalla Cia (finanziando il tutto con il traffico di eroina cubana) spingersi oltre ed intervenire direttamente a supporto con degli aerei avrebbe significato una guerra aperta non solo con Cuba ma con l&#8217;Urss. JFK si tirò indietro, rimettendoci quasi tutta la sua credibilità ed evitando una guerra. Ma gli costò la vita; perché con la mafia i tradimenti si pagano.</p>
<p>Si ferma qui James Ellroy (non abbiamo ancora letto i due romanzi che completano la trilogia<b> Underworld &#8211; Usa </b>come viene chiamata, ovvero “Sei pezzi da mille”<b> </b>e “Il sangue è randagio”) ma per i pezzi che mancano a completare il puzzle Kennedy-Hoffa-Mafia ci ha pensato <b>Martin Scorsese</b> portando nel 2019 sul grande schermo le “memorie” di <b>Jack Sheeran</b>, il braccio destro di Jimmy Hoffa e che ha confessato post-mortem la sua colpevolezza per la sua uccisione e la successiva sparizione.</p>
<p>“<b>The Irishman” </b>rappresenta l&#8217;apoteosi di tutti i film di Scorsese sulla mafia americana: <b>Joe Pesci, Robert De Niro e Al Pacino</b> si riuniscono in un&#8217;eccezionale <i>last dance</i> in una storia che stavolta ha ben poco di inventato dal regista. Questa è infatti la trasposizione delle memorie di Jack Sheeran riportate nel saggio “<b>L&#8217;irlandese. Come ho ucciso Jimmy Hoffa”</b> a firma del giornalista <b>Charles Brandt,</b> pubblicate un anno dopo la morte di Sheeran e, guarda caso, si integrano perfettamente con “American Tabloid” ampliando e spiegando i rapporti di complicità e ambiguità fra Hoffa e la mafia.</p>
<p>Il giudizio artistico sul film (comunque ottimo) non può non rilevare alcune scelte discutibili; ad esempio quella di far interpretare agli stessi attori anziani, seppur truccati, le scene in cui sono giovani. I risultati sono molto discutibili. Molto spesso come spettatori si è spaesati, visto anche i continui saliti della linea temporale. “Ma qui è più anziano o più giovane?” ci si domanda inevitabilmente. Il trucco non può tutto e, con buona pace dei tre mostri sacri, sarebbe stato meglio cambiare l&#8217;attore.<br />
Tuttavia la bellezza e l&#8217;importanza del lungometraggio sono fuori discussione.</p>
<p>Al Pacino interpreta Jimmy Hoffa, Robert De Niro è nei panni di Jack Sheeran (l&#8217;irlandese, per l&#8217;appunto), e Joe Pesci, sempre inappuntabile, il capomafia Russel Bufalino.</p>
<p>L&#8217;apice della tensione nel film avviene negli anni successivi all&#8217;assassinio di Kennedy, quando Hoffa, dopo essere stato in carcere a lungo senza mai fare i nomi delle famiglie mafiose che avevano beneficiato dei fondi del sindacato Teamster, cerca di riprendersi il suo ruolo.<br />
Ma non può, ci sono ormai al vertice del sindacato persone più vicine alla mafia e che danno più garanzie. Jack Sheeran che è sempre stato il suo “numero due” cerca di calmarlo in tutti i modi, fa da tramite con Bufalino che a sua volta è il referente sul campo delle “famiglie”; ma alla fine la decisione che Hoffa deve esser fatto sparire viene presa.</p>
<p>E come spesso succede nella mafia raccontata da Scorsese, se devono far fuori qualcuno chi preme il grilletto è quasi sempre quello che gli è più vicino. Magari uno così stretto da essere ormai quasi un fratello; in primo luogo perché l&#8217;altro non se lo aspetta e in secondo luogo e perché comunque devi dimostrare di essere fedele alla mafia e non a chi controlli per essa. Come potrebbero continuare a fidarsi di te se ti rifiuti?</p>
<p>Così ecco la scena clou: <b>Sheeran-DeNiro</b> supplica <b>Pacino-Hoffa </b>di ripensarci e stare al suo posto ma ottiene come risposta: “Non temere Jack ho troppi documenti scomodi per loro, non mi possono toccare”; lui lo guarda come se fosse un bambino di sei anni e gli dice: “Jimmy, hanno eliminato un presidente, tu chi pensi di essere?” il volto di Al Pacino prima si gela di paura e poi sorride in un ghigno a tranquillizzare il suo interlocutore. Sta scegliendo di andare incontro al suo destino.<br />
Beh, lo confessiamo, ci siamo commossi anche se sappiamo di star parlando di <b>Bravi Ragazzi, </b>nel senso “scorsese” del termine.</p>
<p>Sappiamo che poi ci sono stati numerosi studi che hanno smentito delle parti del racconto di Sheeran. Ad esempio la casa indicata per il luogo dell&#8217;uccisione del sindacalista non sarebbe stata quella; è stato sì rilevato del sangue dietro le pitture superficialia ma, sembra, non fosse quello di Jimmy Hoffa.</p>
<p>Ma a nostro avviso tutto questo ricercare i dettagli della verità dimostra solo, probabilmente, la voglia di non accettarla questa verità.</p>
<p>Giusto fare ogni accertamento, ma questo è compito del detective. Per chi vuol capire i fatti storici incaponirsi sui dettagli vuol dire perdere il quadro di insieme.</p>
<p>Lo sappiamo già che la mafia è una mare di menzogne e una montagna di merda, non ci caverai mai un ragno dal buco, un <strong>reo confesso</strong> può star coprendo il vero colpevole, un <strong>pentito</strong> può essere tale solo per convenienza o per intorbidire le acque.</p>
<p>Ma se invece di guardare il dettaglio cerchiamo di elevarci e diamo un&#8217;occhiata complessiva dall&#8217;alto le cose importanti risultano chiare.</p>
<p>Siamo ragionevolmente certi del fatto che Oswald non abbia agito da solo e che le cose siano andate diversamente da quella famigerata Versione Ufficiale della commissione Warren. Lo dimostra la relazione sul fucile Carcano fatta da chi l&#8217;ha costruito (<a href="https://www.johnkennedy.it/?p=25"><strong>chiarendo che NON poteva sparare quel numero di colpi</strong></a>) e lo dimostra oltre ogni nostro ragionevole dubbio il filmato di Zapruder.</p>
<p>Tuttavia leggere Ellroy e vedere The Irishman ci ha permesso di inquadrare la faccenda in un modo diverso e più corretto.<br />
Il “chi” e il “come” appartengono al gusto fetish dei dettagli macabri.</p>
<p>Nella Storia è capire il contesto e intuire il perché che conta.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg" alt="" width="243" height="264" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg 2363w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px" /></a></p>
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		<title>Tenet, un disastro termodinamico</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tenet-un-disastro-termodinamico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 10:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cristopher nolan]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
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		<category><![CDATA[tenet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[voto 4,5/10]  [attenzione spoiler] Dire che si rimane perplessi alla fine della visione di Tenet significa abusare degli eufemismi. La realtà è che neanche dieci visioni del film potrebbero essere sufficienti a far capire allo spettatore se l’architettura spregiudicata del regista londinese è effettivamente coerente o è solo un’immensa presa in giro dello spettatore concepita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/tenet-un-disastro-termodinamico.html/tenet" rel="attachment wp-att-17980"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17980" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet.jpg" alt="" width="1600" height="900" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet.jpg 1600w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-1024x576.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-1536x864.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/08/tenet-280x158.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></p>
<p><strong>[voto 4,5/10]</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>[attenzione spoiler]</strong></p>
<p>Dire che si rimane perplessi alla fine della visione di <em>Tenet</em> significa abusare degli eufemismi.</p>
<p>La realtà è che neanche dieci visioni del film potrebbero essere sufficienti a far capire allo spettatore se l’architettura spregiudicata del regista londinese è effettivamente coerente o è solo un’immensa presa in giro dello spettatore concepita a seguito di qualche peperonata mal digerita.</p>
<p>Il problema di questo film è chiaro fin dal principio, la speculazione del regista si basa sulla presunta (e ancora discussa) inversione termodinamica dell’Entropia nei livelli subatomici dove valgono le equazioni della meccanica quantistica.</p>
<p>Ma cosa c’entra questa inversione entropica e delle teorizzazioni di alcuni fisici come Putman e Feynman con i viaggi nel tempo? Come ricorda <a href="https://www.focus.it/scienza/scienze/esperimento-qubit-invertito-direzione-del-tempo">l’astrofisica MariaTeresa Crosta in un intervista</a>, assolutamente nulla, perché: “<em>I viaggi nel tempo sono altra cosa: sono previsti dalle leggi fisiche, ma pertinenti a una fisica diversa. Per spiegarli si ricorre alla Relatività Generale: sono influenzati dal campo gravitazionale e sono in relazione al tempo percepito tra almeno due osservatori. Non bisogna confondere il concetto di inversione di stato con quello di viaggio nel tempo.”</em></p>
<p>Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice per quanto non siano concetti facili: l’Entropia è una funzione che indica il grado di disordine di un sistema. Questa, in un sistema isolato (e quindi solo nell’Universo nel suo complesso e non in un sistema pur grande come la Terra) è una funzione non decrescente nel tempo.  Ma anche se io invertissi l’Entropia di un oggetto questo sarebbe solo più “ordinato” non andrebbe certo indietro nel tempo.</p>
<p>L’Entropia non ha alcuna capacità di regolare il flusso temporale, altrimenti dovremmo pensare che riordinando la nostra camera potremmo tornare bambini.</p>
<p>Non solo, ricordiamo anche a questi spesricolati consulenti “fantascientifici” del regista che la vita, già per sé stessa è anti-entropica (o ad “Entropia invertita” come dicono loro). Partire da semplici atomi, formare molecole complesse, proteine, acidi nucleici membrane cellulari etc. è un processo che riduce l’Entropia di un sistema. Quindi “invertito”.</p>
<p>Questo è possibile grazie al contributo energetico del Sole, perché la “spontaneità” totale di un processo non è data solo dall’Entropia (S) ma anche dall’Entalpia che insieme sono raccolte nella formula del Secondo principio della Termodinamica con cui si calcola la variazione di Energia Libera (G) di un processo: dG = dH –TdS.</p>
<p>Quindi è l’energia Libera la vera discriminante della spontaneità di un processo e non è vero che in ogni zona dell’Universo l’Entropia cresce sempre in modo continuo. Altrimenti la vita non sarebbe possibile.</p>
<p>Ok, torniamo al cinema prima di confonderci troppo.</p>
<p>Nolan non solo unisce in modo spericolato l’inversione entropica e i viaggi temporali,  ma fa assumere al tutto un aspetto grottesco mostrando il viaggio a ritroso nel tempo in macchine ed uomini che si muovono al contrario durante la linea temporale canonica. Se vi fa male la testa solo ad immaginarlo pensate al povero spettatore che si deve subire sequenze montate al contrario per due ore e mezza di fila.</p>
<p>In <em>Interstellar</em>, finale escluso, Nolan aveva fatto un buon lavoro anche divulgativo sulla relatività (con i limiti dovuti al dover fare comunque un film commerciale), in <em>The prestige </em>aveva simpaticamente enfatizzato alcune teorie visionarie sul teletrasporto e in <em>Memento</em> aveva effettivamente costruito un capolavoro di montaggio delle linee temporali. Ma qui Cristopher Nolan toppa clamorosamente in tutto ciò che è scienza e anche in ciò che è fantascienza. Perché il film è fin troppo fuori dalla “sospensione dell’incredulità” che si richiede allo spettatore.</p>
<p>Di certo il film è spettacolare e può risultare piacevole se ci si disinteressa totalmente alla trama e si rimane a mirare le fin troppo numerose sequenze di inseguimenti su autostrade, aeroporti, luoghi di guerra. Ma per quello ci sono già i vari <em>Die Hard</em> o <em>Fast and Furious</em>, perché complicarsi la vita con una trama traboccante di assurdità?</p>
<p>Sarà un nostro difetto, lo riconosciamo, ma se un film (in particolare quelli appartenenti al mondo del Fantastico) parte da premesse che riteniamo sballate ci risulta impossibile apprezzarli per altre, pur meritevoli, cose.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>Review: C’eravamo tanto amati &#8211; Autopsia dei sogni e resistenza dei sognatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 13:32:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 75° anniversario della Liberazione d’Italia quest’anno è passato in sordina a causa delle ben note vicende legate alla pandemia della Covid19. Il che contribuirà ulteriormente alla rimozione dalla memoria collettiva degli eventi della Resistenza, ovvero uno dei pochi periodi storici di cui gli italiani (quelli per bene, non certo i neofascisti in tutte le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/review-ceravamo-tanto-amati-autopsia-dei-sogni-e-resistenza-dei-sognatori.html/ceravamo_tanto_amati" rel="attachment wp-att-17102"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-17102" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/ceravamo_tanto_amati-721x1024.jpg" alt="" width="504" height="715" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/ceravamo_tanto_amati-721x1024.jpg 721w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/ceravamo_tanto_amati-211x300.jpg 211w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/ceravamo_tanto_amati-113x160.jpg 113w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/05/ceravamo_tanto_amati.jpg 748w" sizes="auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px" /></a></p>
<p>Il 75° anniversario della Liberazione d’Italia quest’anno è passato in sordina a causa delle ben note vicende legate alla pandemia della Covid19.</p>
<p>Il che contribuirà ulteriormente alla rimozione dalla memoria collettiva degli eventi della Resistenza, ovvero uno dei pochi periodi storici di cui gli italiani (quelli per bene, non certo i neofascisti in tutte le loro sfumature) possono andar fieri.</p>
<p>Ad ogni modo arriverà il momento  per voi, ventenni o trentenni di oggi, in cui i vostri figli vi chiederanno: “Ma come mai l’Italia è così?”</p>
<p>Quel giorno avrete due strade, la prima è quella dell’<em>a-politically correct:</em> “Ma no che dici, l’Italia è stupenda guarda che bello il duomo/colosseo/arena e poi andiamo a prendere il sole al mare e ci facciamo una pizza al tramonto”. La seconda è ovviamente quella più difficile e comporta la conoscenza della Storia di questo paese.</p>
<p>Ma la Storia non è un entità astratta, è la somma di tante piccole storie umane la somma delle quali fa poi la Storia con la s maiuscola per l’appunto.</p>
<p>“C’eravamo tanto amati” è forse il miglior film che vi possiamo consigliare per cominciare ad avere una consapevolezza storica e politica sufficiente per rispondere alla futura domanda dei vostri figli.</p>
<p>Con la regia di Ettore Scola è di certo uno dei migliori film italiani di tutti i tempi; e nonostante il regista  non abbia mai nascosto le sue simpatie politiche per la sinistra, il film non può essere certo accusato di pomposa retorica di partito ne’ tantomeno di mitizzare la resistenza, anzi.</p>
<p>I tre attori protagonisti (anzi dei veri e propri <em>mattatori</em>) rappresentano anch’essi buona parte della storia  cinema italiano; parliamo di <strong>Nino Manfredi, Vittorio Gassman</strong> e <strong>Stefano Satta Flores</strong> che purtroppo è morto molto giovane.</p>
<p>Il film è presentato come una storia narrata in diverse linee temporali; inizia con Vittorio Gassman aka <strong>Gianni Perego</strong> impegnato in un atletico tuffo in piscina che però si ferma a mezz’aria. Stefano Satta Flores aka <strong>Nicola Palumbo</strong> ci informa, “sfondando la quarta parete” (come si dice quando gli attori si rivolgono direttamente al pubblico),  che per vedere la fine di quel tuffo dovremo aspettare la fine del film.</p>
<p>Dopo un flashback che mostra i tre protagonisti impegnati nella resistenza come partigiani, la storia si sposta nel dopoguerra dove <strong>Antonio</strong> aka Nino Manfredi è un portantino impegnato nel Partito Comunista e conosce la bella <strong>Luciana Zanon </strong>aka una splendida e bravissima<strong> Stefania Sandrelli </strong>che diventa la sua fidanzata (Ettore Scola ci mostra il loro corteggiamento con una splendida contaminazione film-teatro). I due però incontrano casualmente Gianni, avvocato tirocinante, in una cena presso un osteria popolare e la scintilla amorosa scatta nuovamente fra Luciana e Gianni e questo causerà l’allontanamento dei due amici ex partigiani.</p>
<p>Nicola Palumbo intanto vive emarginato a Nocera Inferiore (“Nocera è inferiore per colpa di gente come voi” urla ai democristiani che criticavano, per aver infangato l’Italia, il capolavoro di De Sica “Ladri di biciclette” perché “I panni sporchi si lavano in famiglia, come dice un promettente ragazzo del nostro partito”), proprio a causa delle sue scomode posizioni politiche anarcoidi è costretto a cercare fortuna a Roma dove viene ospitato da Antonio.</p>
<p>Nel frattempo Gianni ha lasciato Luciana preferendole una comoda vita con <strong>Elide Catenacci</strong> aka <strong>Giovanna Ralli</strong> (splendida anche lei e soprattutto bravissima nel difficile ruolo che ricopre) figlia di uno dei più grandi palazzinari di Roma, <strong>Romolo Catenacci</strong> aka <strong>Aldo Fabrizi. </strong>Palazzinaro e nostalgico fascista.</p>
<p>Le vicende della vita portano Luciana Antonio e Nicola a incontrarsi e scontrarsi più volte in un quasi triangolo amoroso che però rimane incompiuto. Sempre con il rimpianto dei giorni in cui sembrava tutto possibile dopo aver cacciato i tedeschi dal paese. In questo la bellissima canzone <em>E io ero Sandokan,</em> che sembra provenire direttamente dai canti partigiani ma che in realtà è stata scritta appositamente per il film da Armando Trovajoli, ritorna sempre quasi fosse la coscienza dei protagonisti.</p>
<p>Mentre nel film appaiono nel ruolo di loro stessi anche Marcello Mastroianni, Mike Bongiorno, Federico Fellini e Vittorio De Sica arriva il finale inevitabilmente dolceamaro in cui Gianni, ormai rimasto solo per la strana morte della moglie Elide è accompagnato nella solitudine della sua vita dal ghignante Romolo Catenacci a cui ha fatto interdire il figlio per evitare la bancarotta dell’azienda. L’ex palazzinaro ormai costretto sulla sedia a rotelle ed esautorato dalle decisioni aziendali lo canzona sempre dicendogli “Tu sei come me e sei solo come me, e io nun moro! Io nun moro!”.</p>
<p>Ma Gianni interromperà la solitudine rincontrando i suoi amici Antonio e Nicola, portando così a compimento uno di quegli strani cerchi che la vita chiude a modo suo.</p>
<p>Al di la della immensa bravura degli attori, qui tutti al loro apice e della cura per ogni dettaglio del regista, il film rappresenta in modo perfetto l’Italia nel trentennio post bellico. Con le sue contraddizioni e i suoi piccoli protagonisti che rispecchiano perfettamente i grandi protagonisti della nostra storia.</p>
<p>Il rinnegamento dei propri ideali in cambio del potere e di una vita agiata (Gianni), la resistenza quotidiana di chi continua a credere in quegli ideali ma con quel pragmatismo che gli consente di andare avanti nonostante il prezzo pagato (Antonio) e infine chi invece ha idealizzato troppo il tutto e si ritrova ad essere un intellettuale inutile che presta la sua penna ad altri (Nicola). Queste tre storie, insieme alle altre che attraversano si uniscono nella Storia di un paese che dal ‘45 al ‘74 non ha mai fatto i conti con il passato (e tutt’ora continua a non farli), rinnegandolo oppure idealizzandolo e ponendolo su un altare.</p>
<p>Che è quasi peggio che rinnegarlo, in fin dei conti.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="212" height="230" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px" /></a></p>
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		<title>Giù la testa &#8211; Distruzione e rinascita del mito rivoluzionario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 17:46:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I film che appartengono alla tua storia, quelli con cui sei cresciuto, che ti hanno regalato emozioni forti, che hanno segnato la tua vita e sei comunque contento di aver visto si dividono in due categorie. Quelli che a rivederli oggi dici: &#8220;Mah, certo che è invecchiato male questo film, e pensare che mi piaceva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/giu-la-testa-distruzione-e-rinascita-del-mito-rivoluzionario.html/giu_la_testa" rel="attachment wp-att-16977"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16977" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa-758x1024.jpg" alt="" width="582" height="786" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa-758x1024.jpg 758w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa-222x300.jpg 222w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa-768x1038.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa-118x160.jpg 118w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/giu_la_testa.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px" /></a><br />
I film che appartengono alla tua storia, quelli con cui sei cresciuto, che ti hanno regalato emozioni forti, che hanno segnato la tua vita e sei comunque contento di aver visto si dividono in due categorie.<br />
Quelli che a rivederli oggi dici: &#8220;Mah, certo che è invecchiato male questo film, e pensare che mi piaceva così tanto&#8230;&#8221; e quelli che ogni dannatissima volta che li rivedi esclami: &#8220;Capolavoro!&#8221;<br />
E  con questi non c&#8217;è nulla da fare o modo di resistere, anche se sono le due del mattino e li trovi appena iniziati su un canale qualunque&#8230; addio notte di sonno.</p>
<p>Ecco, praticamente tutti i film di <b>Sergio Leone</b>, rientrano in questa seconda categoria.</p>
<p>Inutile fare graduatorie di bellezza e di epicità, ogni spettatore ha nel cuore le sue battute preferite o le famose inquadrature &#8220;primissimo piano&#8221; marchio di fabbrica del regista (&#8220;Voglio una fottuta inquadratura alla <strong>Sergio Leone</strong>&#8221; sbotta spesso Quentin Tarantino con i suoi cameramen).<br />
Come dimenticare l&#8217;incredibile poesia contenuta in scene come quella del confronto fra <strong>Tuco</strong> e suo fratello <strong>Padre Ramirez</strong> ne <i>Il buono il brutto e il cattivo</i>? O quella in cui <strong>Noodles</strong> spiega a <strong>Max</strong> cosa significa essere amici in <i>C&#8217;era una volta in America? </i></p>
<p>Ogni film di Sergio Leone merita un saggio cinematografico. Tuttavia è indubbio che dal punto di vista politico <i>Giù la testa</i> sia il film più impegnato del regista romano.</p>
<p>Ambientato negli anni della lunghissima <strong>Rivoluzione Messicana,</strong> e nonostante alcuni anacronismi e incongruenze si può certamente definire un film storico.</p>
<p>Fin dalle prime scene risulta ben chiaro a chi, fra i <em>peones</em> e gli aristocratici, il regista vuol fare convergere le simpatie del pubblico e, non a caso, si apre con la lunga citazione di <strong>Mao Tse-Tung:</strong> &#8220;<em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La </span></span></span><a href="https://it.wikiquote.org/wiki/Rivoluzione"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">rivoluzione</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">non</span></span></span></em><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><em> è un pranzo di gala; non è un&#8217;opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia. La rivoluzione è un atto di violenza</em>.&#8221;, t</span></span></span>uttavia è tutt&#8217;altro che apologetico. Anzi, è uno spaccato cinico, disincantato e privo di retorica.</p>
<p>Il confronto fra il <em>peon</em> <strong>Juan Miranda</strong> (<b>Rod Steiger) </b>e il misterioso dinamitardo irlandese <strong>Sean Mallory</strong><b> (James Coburn), </b>che è passato dalla rivoluzione irlandese a quella messicana &#8220;credendo solo nella dinamite&#8221;, è un continuo spunto di riflessione politica. E se era attuale nel <strong>1971</strong> è ancora più attuale oggi.</p>
<p>Esplicativa in tal senso la scena in cui Sean legge il manuale rivoluzionario di <strong>Bakunin</strong> e spiega a Juan che dovrebbe essere contento di essere diventato, grazie a lui, un &#8220;grande eroe della rivoluzione&#8221;. Sean sorride scanzonatamente come è solito fare ma, per tutta risposta, gli arriva un arrabbiatissimo monologo: &#8220;<em><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Rivoluzione? Per favore, non parlarmi tu di rivoluzione [&#8230;] Io so quello che dico, ci son cresciuto in mezzo, alle rivoluzioni. Quelli che leggono i libri vanno da quelli che non leggono i libri, i poveracci, e gli dicono: &#8216;Qui ci vuole un cambiamento!&#8217; e la povera gente fa il cambiamento. E poi i più furbi di quelli che leggono i libri si siedono intorno a un tavolo, e parlano, parlano, e mangiano. Parlano e mangiano! E intanto che fine ha fatto la povera gente? Tutti morti! Ecco la tua rivoluzione! Per favore, non parlarmi più di rivoluzione&#8230; E porca troia, lo sai che succede dopo? Niente&#8230; tutto torna come prima!&#8221;</span></span></span></em></p>
<p>L&#8217;irlandese resta quasi stordito dal flusso di parole di Juan, il suo sorriso scompare poco a poco, quindi guarda il libro di Bakunin e lo butta via. In quel momento ci sembra di sentire finanche i pensieri inespressi del rivoluzionario irlandese che guarda il messicano esterrefatto. &#8220;<strong>Come può un semplice <em>peon</em> dare a me delle lezioni sulla rivoluzione?</strong>&#8221; Ma istantaneamente, come Sean del resto, ci vergogniamo del nostro pensiero. &#8220;Perché mai non potrebbe farlo? Perché è un povero contadino? E che rivoluzionari saremmo allora?&#8221; L&#8217;amara lezione è evidente: se si vuole che una rivoluzione funzioni coloro che leggono i libri e la teorizzano dovrebbero ascoltare di più le persone in nome di cui la rivoluzione pretenderebbe di essere fatta.</p>
<p>La distruzione del mito rivoluzionario arriva al suo apice quando il comandante dei rivoluzionari di Mesa Verde, dove le vicende del film si svolgono, il <strong>dottor Villega</strong> (<b>Romolo Valli</b>), tradisce i suoi compagni indicando ai soldati messicani i rivoluzionari da fucilare. Sean Mallory, nascosto fra la gente, lo vede a fianco del temutissimo <strong>Gunther Reza</strong>. Villega aveva subito evidenti torture ma ciò non lo può assolvere agli occhi dell&#8217;irlandese che per una situazione analoga aveva ucciso il suo migliore amico in Irlanda.</p>
<p>Tuttavia Giù la testa non nega la necessità della Rivoluzione. Anzi: <b>la rivoluzione è un dovere</b>.<br />
<strong>Lo capisce Villega</strong>: tornato in libertà incontra Sean che chiede il suo aiuto in una missione suicida nel guidare una locomotiva contro il treno con cui stanno arrivando i soldati messicani. Salito a bordo capisce che Sean l&#8217;ha scelto perché sapeva del suo tradimento, ammette di aver tradito per le torture ma giura che le sue idee non sono cambiate: allora nonostante non sia obbligato dall&#8217;irlandese sceglie di perire nell&#8217;esplosione della locomotiva purché il mito della rivoluzione non vada sporcato dal suo tradimento.</p>
<p>Sean lo sa dall&#8217;inizio. E anche se ormai crede solo nella dinamite, anche se soffre per tutto ciò che gli è costato, ogni sua azione è volta solo al fine rivoluzionario.</p>
<p>E per ultimo lo capisce anche <strong>Juan</strong> che la rivoluzione è un dovere, nell&#8217;apoteosi finale, <strong>epica e drammatica</strong> <strong>ma anche ironica al tempo stesso </strong>(cosa ricorrente nei film di Leone) la sua faccia smarrita e perplessa ce lo ricorda: <strong>é indubbiamente una fregatura la rivoluzione, ma non farla è un alternativa peggiore.</strong></p>
<p>Qualche curiosità.<br />
Sergio Leone per la quarta volta non avrebbe voluto girare &#8220;un altro western&#8221;. Dopo il successo di <i>Per un pugno di dollari</i> (1964) girò <i>Qualche dollaro in più </i>(1965) solo per uscire dalla stasi creativa e per fare un dispetto alla sua vecchia casa di produzione come dichiarò spesso.</p>
<p>Avrebbe poi voluto cambiare decisamente genere ma la <b>UA</b> fece un&#8217;offerta &#8220;che non si può rifiutare&#8221; quindi nacque <i>Il buono il brutto e il cattivo </i>(1966).</p>
<p>Concentrato su quel che era &#8220;il progetto di una vita&#8221;, ovvero una storia sulla malavita newyorchese di inizio secolo (lo realizzerà solo nel 1984)<i> </i>arrivavano sempre e soltanto offerte per nuovi western che regolarmente rifiutava, ma quando la <b>Paramount</b><i> </i>mise sul piatto<i> </i><b>Henry Fonda</b>,  il suo attore preferito che aveva sempre sognato di dirigere, capitolò e realizzò <i>C&#8217;era una volta il West </i>(1968).</p>
<p>Sergio Leone e il suo gruppo di lavoro  non stavano con le mani in mano e producevano progetti anche per altri registi (come lo diventeranno <i>Il mio nome è nessuno,</i> di Tonino Valerli o <i>Un genio due compari e un pollo</i>, di Damiano Damiani). Di loro produzione il soggetto-sceneggiatura di <i>Giù la testa</i> era pronto e messo a disposizione di <b>Sam Peckimpah </b>ma questa volta l&#8217;aut aut fu dato dagli attori. Coburn e Steiger volevano essere diretti da Leone o non se ne sarebbe fatto nulla. Ed eccolo di nuovo dietro la macchina da presa a dirigere un western.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/giu-la-testa-distruzione-e-rinascita-del-mito-rivoluzionario.html/steiger-gillespie" rel="attachment wp-att-16975"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16975" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-gillespie.jpg" alt="" width="246" height="305" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-gillespie.jpg 306w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-gillespie-242x300.jpg 242w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-gillespie-129x160.jpg 129w" sizes="auto, (max-width: 246px) 100vw, 246px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/giu-la-testa-distruzione-e-rinascita-del-mito-rivoluzionario.html/steiger-juan" rel="attachment wp-att-16976"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16976" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-juan.jpg" alt="" width="319" height="237" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-juan.jpg 512w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-juan-300x223.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/04/steiger-juan-216x160.jpg 216w" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>A proposito degli attori.<br />
Rod Steiger aveva voluto Leone ma Leone non voleva Rod Steiger&#8230; fin da quando pensava di lasciare il film in mano altrui infatti non era certo lui la prima scelta di Leone che avrebbe ripreso volentieri <b>Eli Wallach, </b> il quale ci rimase molto male nonostante le scuse del regista. Steiger comunque, anche se di origini tutt&#8217;altro che messicane, ha qui dato una delle sue migliori prove di adattabilità: è quasi irriconoscibile rispetto al ruolo dello sceriffo razzista di &#8220;<em>La calda notte per l&#8217;ispettore Tibb</em>s&#8221; con cui aveva vinto l&#8217;Oscar due anni prima.</p>
<p>James Coburn invece era stato scelto da Sergio Leone al posto di sua maestà <b>John Wayne</b> preferito dalla produzione americana, che però evidentemente si rese conto che <i>Il Duca</i> nei panni di un rivoluzionario ci sarebbe stato proprio male.</p>
<p>Dopo questo film passeranno tredici anni per l&#8217;uscita del nuovo film con Sergio Leone regista, parliamo ovviamente di <i>C&#8217;era una volta in America. </i>Come dicevamo &#8220;il progetto di una vita&#8221; per il regista romano; tanto atteso, desiderato, e studiato in ogni scena con una pignoleria che rasentava la follia, sarà l&#8217;unico mezzo flop al botteghino nella carriera di Sergio Leone e raccoglierà pessime critiche soprattutto in Usa. Poi divenne un mito.</p>
<p>Ma questa è un altra storia.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/the-new-pope-e-il-solito-sorrentino.html/alessandro" rel="attachment wp-att-16678"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-16678" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="275" height="298" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p>
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		<title>2019: Still watching the watchmen  :)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/2019-still-watching-the-watchmen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 15:16:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alan moore]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[watchmen]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmen-cover-indd" rel="attachment wp-att-16797"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16797" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina.jpg" alt="" width="270" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina.jpg 270w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina-203x300.jpg 203w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmen_copertina-108x160.jpg 108w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>La serie a fumetti creata  da <strong>Alan Moore</strong> e illustrata da <strong>Dave Gibbons </strong>ha avuto nuova gloria nel 2019 con l’uscita della serie HBO che mostra il suo seguito.<strong>  </strong><br />
La graphic novel originale ambientata nel 1985 (e uscita in quello stesso anno) è stato l’unico fumetto a vincere <strong>il premio Hugo</strong> e ad essere citato dal <strong>Time</strong> come uno dei migliori cento romanzi del secolo scorso.<br />
Rappresenta l’apice del genio letterario e visionario di Moore ed è una delle letture obbligate a chiunque piacciano i generi della fantascienza (ucronica e/o distopica), dei supereroi e dei grandi complotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’omonimo film diretto da <strong>Zack Snyder</strong>  (<em>300,  Sucker Punch, Batman Vs. Superman,  Justice League</em>) del 2009 aveva rilanciato in modo convincente la fama della graphic novel, attualizzandola e rendendo al cinema in due ore e mezza (sappiamo che esistono due versioni con aggiunte che lo portano a durare quasi il doppio ma non abbiamo avuto modo di vederle ancora) un’ottima versione del fumetto. Ovviamente per far questo molte cose sono state rimosse, come la maggior parte delle storie dei MinuteMen (i vigilanti antecedenti i “Watchmen” nel mondo alternativo di Moore) o i <em>“Racconti del vascello nero</em>” vero e proprio fumetto nel fumetto che leggeva un personaggio secondario.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmenfilm" rel="attachment wp-att-16796"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16796" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm.jpg" alt="" width="550" height="260" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm.jpg 550w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm-300x142.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/Watchmenfilm-280x132.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>Sia nel libro che nel film il plot è il medesimo seppur con un cambio di finale. I Watchmen sono ex vigilanti mascherati che combattevano il crimine e per effetto di un decreto legge sono stati costretti a ritirarsi o a svelare la loro identità per mettersi al servizio del governo Usa. Vigilanti senza poteri particolari ma con solo una forma fisica eccezionale (<strong><em>Il comico</em></strong><em> e <strong>Spettro di seta</strong></em>), capacità ingegneristiche fuori dal comune (<strong><em>Gufo Notturno</em></strong>), un’intelligenza senza eguali nel pianeta (<strong><em>Ozymindias</em></strong>), una volontà di ferro nel combattere il crimine per un fervore mistico dovuto a traumi infantili (<strong><em>Roschach</em></strong>). Nella loro squadra poi c’era il <strong><em>Dr Manhattan</em></strong><em>,</em> un uomo che ha ricevuto dei poteri quasi divini a causa di un incidente in un laboratorio ricerca fisica sperimentale. (Unico personaggio della storia con superpoteri).<br />
Il comico è arruolato da tempo al servizio del governo, Ozymindias e Silk Spectre hanno rivelato la loro identità ovvero, rispettivamente, Adrian Veigt e Laurie Juspecikx e si sono ritirati; ora lui ha messo la sua grande intelligenza in cerca di una salvezza per il pianeta e lei è la moglie del Dr Manhattan con cui però è in crisi coniugale. Roschach continua a combattere illegalmente il crimine sul e  il Gufo Notturno è scomparso dalle scene senza svelare la sua vera identità al pubblico ma il lettore/spettatore sa che è Daniel Dreiberg pronto a consolare Laurie quando si allontana dal Dr Manhattan. Costui se ne va in giro nel suo corpo blu elettrico svolazzando a mezz’aria e cercando anch’esso di capire come evitare una guerra nucleare con l’Urss che sembra ormai alle porte. Percepisce il tempo nella sua eternità  facendo andar fuori di testa chiunque provi a ragionare con lui sull’argomento, ed è lui che ha cambiato il corso della storia intervenendo nel Vietnam e consentendo agli Usa di vincere la guerra.</p>
<p>Eppure ciò è servito solo ad accelerare la crisi con l’Urss e mentre il <strong>Doomsday Clock</strong> (l’orologio che misura la distanza del pianeta terra dall’apocalisse è sempre più vicino alla mezzanotte) qualcuno comincia ad uccidere gli ex watchmen, cominciando dal Comico e da ciò che resta dei Minutemen, poi cercano di assassinare Ozymindias (fallendo). Chi può essere che ce l’ha con loro? Il vecchio nemico <strong>Moloch</strong> con cui si sono più volte scontrati?  Il Dr Manhattan non può saperlo perché c’è una barriera di tachioni (dovuta alla probabile guerra nucleare che sta per giungere) che gli impedisce di percepire il tempo oltre il 1985. A Roschach, Gufo Notturno e di Spettro di seta non resta che tirar fuori le vecchie uniformi indagare sul campo.</p>
<p>Non vi sveliamo i finali diversi fra film e fumetto, ma se volete guardare la serie targata HBO è bene che vi leggiate il fumetto perché la .</p>
<p>Il degno sequel delle avventure dei Watchmen è firmato <strong>Damon Lindelof</strong> (noto per il suo lavoro su <em>Lost</em>),  la miniserie è di certo uno dei migliori prodotti televisivi usciti nei tempi recenti, e merita una visione attenta in ogni sua puntata.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/2019-still-watching-the-watchmen.html/watchmen-1" rel="attachment wp-att-16795"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16795" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1.jpg" alt="" width="1068" height="534" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1.jpg 1068w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-300x150.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-1024x512.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-768x384.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/watchmen-1-280x140.jpg 280w" sizes="auto, (max-width: 1068px) 100vw, 1068px" /></a></p>
<p>Tema fondamentale della serie è il razzismo e infatti inizia a Tulsa nel 1921. Nonostante quel che vi abbiamo descritto della graphic novel originale e quindi potete immaginare quante sorprese vi può rivelare un suo seguito, il fatto che tutto ciò che ci viene mostrato nei primi minuti della prima puntata è una ricostruzione molto fedele dell’attacco dei suprematisti bianchi avvenuto allora in quella città è forse per noi la cosa più incredibile di tutta la serie. Ad ogni modo, dopo lo sguardo necessario nel passato la storia prosegue nel 2019 alternativo di Alan Moore dopo gli avvenimenti del 1985: il Dr Manhattan è su Marte, Ozymindias (qui interpretato da <strong>Jeremy Irons</strong>) non si sa bene dove si trovi in scene deliranti apparentemente slegate dal contesto. Degli altri watchmen nessuna notizia finché non arriva Spettro di seta che è passata dalla parte della polizia catturando i nuovi vigilanti mascherati e non registrati. Non è vietato in questo mondo ucronico fare il vigilante mascherato, anzi la polizia è formata da essi, ma per l’appunto devi essere un poliziotto.<br />
Così, conosceremo nuovi vigilanti come <strong>Specchio, Terrore Rosso e Sorella Notte</strong>. Conosceremo anche di come proprio il razzismo degli anni 20-30 ha generato il primo vigilante, Giustizia Mascherata, che poi entrerà nella squadra dei MinuteMen.</p>
<p>Ma anche nel 2019 il razzismo a Tulsa cova sempre sotto la cenere, gli eventi del 1985 hanno lasciato dei problemi irrisolti in molte persone, qualche anno prima una spedizione punitiva aveva fatto fuori numerosi poliziotti che da quel momento hanno deciso di nascondere la loro identità con delle maschere, il tutto in un contesto sempre più onirico, surreale e la presenza –assenza del Dr Manhattan che si fa sempre più sentire.</p>
<p>E cos’è questo complotto misterioso che i suprematisti bianchi vogliono svelare? No, ci siamo riusciti a non far spoiler fino a qui e non distruggeremo tutto nelle ultime due righe. Ma, lo sapete, il complotto nelle storie di Alan Moore c’è sempre. Forse.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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