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	<title>cultura Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Terni Horror Fest, appuntamento al 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 17:15:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come ideatori del festival e come curatori dell&#8217;aspetto &#8220;artistico&#8221; siamo soddisfatti della riuscita del festival e ringraziamo Dalia Edizioni e i ragazzi del CAOS &#8211; Centro arti opificio siri per aver vissuto questo secondo anno di avventure insieme. Un immenso grazie anche a tutti gli ospiti: a Gabriele Orsini, Alessandro Panbianco, e Cristiano Gazzarrini giovani registi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/terni-horror-fest-appuntamento-al-2017.html/p1010605" rel="attachment wp-att-13874"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-13874" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-1024x768.jpg" alt="p1010605" width="616" height="462" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-1024x768.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-768x576.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/11/P1010605-213x160.jpg 213w" sizes="(max-width: 616px) 100vw, 616px" /></a>Come ideatori del festival e come curatori dell&#8217;aspetto &#8220;artistico&#8221; <span class="text_exposed_show">siamo soddisfatti della riuscita del festival e ringraziamo Dalia Edizioni e i ragazzi del CAOS &#8211; Centro arti opificio siri per aver vissuto questo secondo anno di avventure insieme. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Un immenso grazie anche a tutti gli ospiti: a Gabriele Orsini, Alessandro Panbianco, e Cristiano Gazzarrini giovani registi che hanno proiettato e presentato i loro cortometraggi.<br />
Ai Lettori ad Alta Voce di Terni che per l&#8217;occasione sono diventati &#8220;quasi&#8221; attori teatrali per l&#8217;interpretazione dei racconti, ovvero:  Maurizio Sborgia, Loredana Strinati, Sophia Loesch Onofri, Federico Piccirillo, Giovanni Tasca, Adelaide Nascetti e Roberta Argenti.<br />
Ad Annalisa Basili che ha presentato il suo romanzo &#8220;Le ombre di Narnja&#8221;.</span><span class="text_exposed_show"><br />
</span><span class="text_exposed_show">Agli ospiti d&#8217;onore Fabrizio Accatino per l&#8217;incontro su Dylan Dog e a Tullio Dobner a cui aggiungiamo al grazie i migliori auguri di guarigione e un invito &#8220;open&#8221; a venirci a trovare quando vuole.<br />
Infine anche un grazie ai giornalisti che hanno garantito un&#8217;ottima copertura mediatica dell&#8217;evento. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ovviamente ci sono molto aspetti da valutare e anche diverse cose in cui aggiustare il tiro, ma è ovvio che le prime edizioni di un festival servano anche a questo. Ma che la cosa desti interesse in una città in cui la cultura è un aspetto profondamente trascurato negli ultimi anni dalle amministrazioni locali e regionali (dispiace dirlo ma è così, è un dato di fatto) è fuori di dubbio. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Possiamo già dire che sicuramente ci sarà il Terni Horror Fest 2017 ma è ancora assolutamente presto per anticipare qualunque cosa. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Grazie a tutti i partecipanti, per i vostri apprezzamenti e la vostra collaborazione e come diciamo sempre ai nostri amici&#8230; STAY TUNED FOR MORE ROCK&#8217;N ROLL. </span></p>
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		<title>Cultura a Terni, l&#8217;ultimo chiuda la porta</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cultura-a-terni-lultimo-chiuda-la-porta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 16:08:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  E così, a quanto sembra, anche il mitico “Progetto Mandela” di Marcello Ricci e Irene Loesch alza le mani in segno di resa. 25 anni di storia, una realtà che ha visto passare per gli angusti locali sottostanti al liceo Galilei un numero sconfinato di ragazzi (duemila? tremila? Quasi impossibile la quantificazione) tra i [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/progettotr.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11436" alt="progettotr" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/05/progettotr-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a> </span></p>
<p>E così, a quanto sembra, anche il mitico “Progetto Mandela” di Marcello Ricci e Irene Loesch alza le mani in segno di resa.</p>
<p>25 anni di storia, una realtà che ha visto passare per gli angusti locali sottostanti al liceo Galilei un numero sconfinato di ragazzi (duemila? tremila? Quasi impossibile la quantificazione) tra i 14 e i 20 anni che hanno imparato a recitare, scrivere spettacoli, comunicare con vari mezzi, socializzare e costruire qualcosa insieme che li accompagnasse poi per il resto della vita.</p>
<p>Dopo “l&#8217;ultimo spettacolo” del 30 Aprile scorso il Progetto non potrà più tenere aperti i suoi laboratori per otto mesi all&#8217;anno come ha fatto fin&#8217;ora; quindi, quanto meno, si dovrà drasticamente ridimensionare a meno che non arrivino aiuti inaspettati.<span id="more-11435"></span></p>
<p>Le colpe? Ovvio, la crisi economica, l&#8217;austherity, l&#8217;azzeramento dei fondi per la cultura ecc.</p>
<p>“Con la cultura non si mangia” diceva un Tremonti costretto ad essere la caricatura della sua caricatura messa in scena da Corrado Guzzanti, e qui a Terni stiamo applicando alla lettera i suoi “consigli”.</p>
<p>Eppure due domande ci vengono spontanee in seguito alla chiusura del Progetto: quanto costava mantenere aperto il progetto? E, soprattutto, quanto valeva il Progetto per Terni?</p>
<p>Partendo dalla seconda domanda, quanto vale seguire oltre un centinaio di ragazzi l&#8217;anno, sensibilizzandoli alle attività artistiche, ai diritti umani, imparando ciò che può divenire anche un mestiere facendo conoscere loro tutte le attività che orbitano intorno al teatro, dal realizzare dei costumi di scena ad occuparsi del mixer? Si sentono sempre parlare i politici delle loro preoccupazioni per i “ggiovani”, alle prossime elezioni provate a chiedere cosa hanno fatto qui a Terni per salvare il Progetto Mandela.</p>
<p>In particolar modo chiedetelo a quelli che attualmente governano quell&#8217;ente chiamato “provincia” che ha ben pensato di pretendere l&#8217;affitto per dei locali fatiscenti che solo grazie al Progetto non sono invasi dai topi.</p>
<p>Una volta stabilito quanto vale una realtà del genere, chiedetevi se è possibile che in Umbria fra Regione, Provincia di Terni e Comune di Terni non si riescano a trovare poche decine di migliaia di euro per permettere la continuazione di un attività così meritoria.</p>
<p>Perché è questo che il Progetto chiedeva, non budget milionari per portare chissà quale ospite internazionale. Ma pochissimi soldi per continuare a garantire l&#8217;accesso gratis a un centinaio di ragazzi ai suoi laboratori.</p>
<p>Impossibile? Vedremo, di certo la chiusura del Progetto non sarà ne&#8217; silenziosa ne&#8217; indolore, e soprattutto non sarà dimenticata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Italiani e cultura, verso l’incompatibilità?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/italiani-e-cultura-verso-lincompatibilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 17:04:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Facile dare la colpa alla crisi economica globale, che sicuramente ha la sua parte di colpe, ma l’ennesimo crollo di vendite di libri nel nostro paese non giunge certo inatteso. I dati forniti dall’Associazione Italiana Editori lasciano spazio a pochi dubbi, -8,7% di fatturato nonostante il calo del prezzo dei libri e 723mila sono gli italiani [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/italiani-e-cultura-verso-lincompatibilita/">Italiani e cultura, verso l’incompatibilità?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facile dare la colpa alla crisi economica globale, che sicuramente ha la sua parte di colpe, ma l’ennesimo crollo di vendite di libri nel nostro paese non giunge certo inatteso. I dati forniti dall’Associazione Italiana Editori lasciano spazio a pochi dubbi, -8,7% di fatturato nonostante il calo del prezzo dei libri e 723mila sono gli italiani in meno che hanno comprato almeno un libro nel corso del 2011. <span id="more-10887"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10888" title="4-rid-ignoranza" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza-300x279.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/10/4-rid-ignoranza.jpg 331w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In pratica appartiene a questa categoria solo il 45% della popolazione, percentuale che confrontata con il 61% degli spagnoli, il 70% dei Francesi, il 72% degli americani e l’82% dei tedeschi rende bene l’idea di quale sia il livello di cultura medio del “bel paese”.</p>
<p>Le colpe di questo sfacelo sono ovviamente molteplici, e gli stessi editori che estorcono le spese di pubblicazione all’aspirante scrittore per poi mandare le copie al macero senza che queste abbiano venduto una copia (o tutt’al più poche decine) nel 90% dei casi evitando di investire in pubblicità e presentazioni del prodotto, non possono passare certo per santi devoti alla causa della cultura.</p>
<p>Per il bene della nostra sanità mentale preferiamo non guardare le classifiche di vendita dei singoli libri per verificare cosa hanno letto gli italiani che hanno letto qualcosa, sappiamo già che il moccismo è dilagante non solo nel nostro paese (dopo aver visto i lucchetti sul ponte degli artisti a Parigi abbiamo perso ogni speranza per il futuro dell’umanità). Tuttavia questo è un problema che si porrà dopo, prima c’è il dato di fatto che la maggioranza degli italiani non legge neanche un libro l’anno.</p>
<p>A questi dati possiamo aggiungere quelli del cinema e del teatro il primo in calo dell’8% e il secondo del 3% nel 2011 rispetto al 2010.</p>
<p>Tutta colpa della crisi dicevamo? Dipende dai punti di vista, ovviamente la riduzione dei consumi c’è stata in quasi tutti i settori, però sarà un caso se uno dei pochi settori a registrare un vero e proprio boom è quello dei giochi d’azzardo? Nel primo semestre del 2011 il settore è avanzato del 19% tout court, con punte di eccellenza come il +36% del gioco del lotto.</p>
<p>Insomma gli italiani non hanno più un euro eccetto quelli che si giocano nelle slot machine o sulle ruote che promettono miliardi.</p>
<p>Si può far finta di niente di fronte a questi numeri?</p>
<p>O forse occorre ragionare sul fatto che un siamo un popolo che preferisce affidare le proprie sorti ai numeri suggeriti in sogno da San Gennaro piuttosto che ad informarsi e conoscere il mondo circostante?</p>
<p>Di certo c’è ben poco da fare se recentemente anche un sindaco di centrosinistra di una ridente città del centro Italia si è vantato, ricevendo applausi durante un convegno della Cgil, di aver praticamente azzerato il bilancio della cultura del suo comune per evitare tagli più pesanti al sociale. Ci chiediamo, c’è davvero bisogno di una laurea in sociologia per capire che azzerando la cultura entro brevi anni peggiorerà, e di molto, anche la condizione sociale degli abitanti di quella città?</p>
<p>Se anche le parti più progressiste di questo paese trattano la cultura come qualcosa di superfluo, potremo mai avere un futuro?</p>
<p>Difficile, davvero difficile, ipotizzarlo oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Terni non è più &#8220;in Jazz&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/terni-non-e-piu-in-jazz/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 17:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antonio vanni]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[luciano vanni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dispiace quando degli amici alzano bandiera bianca. Dispiace ancora di pi&#249; quando questo avviene fra la generale apatia di una citt&#224; che non riesce, per quanto ci provi, a sollevarsi culturalmente. La probabile dipartita del festival &#8220;Terni in Jazz&#8221; &#232; l&#8217;ennesimo esempio di come a Terni sia praticamente impossibile realizzare progetti culturali a lungo termine. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/terni-non-e-piu-in-jazz/">Terni non è più &#8220;in Jazz&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dispiace quando degli amici alzano bandiera bianca. Dispiace ancora di pi&ugrave; quando questo avviene fra la generale apatia di una citt&agrave; che non riesce, per quanto ci provi, a sollevarsi culturalmente.</p>
<p>La probabile dipartita del festival &ldquo;Terni in Jazz&rdquo; &egrave; l&#8217;ennesimo esempio di come a Terni sia praticamente impossibile realizzare progetti culturali a lungo termine. Mancanza di sponsor, ritardi nell&#8217;assegnazione dei fondi pubblici, disinteresse cronico dell&#8217;imprenditoria locale che non riesce mai a vedere un palmo pi&ugrave; in la del proprio naso, ostracismo dei media che non credono mai a un progetto che non riempe le piazze fin dal principio.</p>
<p>&ldquo;Terni in Jazz&rdquo; dei nostri amici Luciano e Antonio Vanni ha provato per dieci lunghi anni a cambiare le cose, raccogliendo oltre a tante numerose critiche gratuite, prevenute e probabilmente prepagate (memorabile il giornalista che due anni fa, di fronte a un favoloso concerto alla Cascata delle Marmore dove non c&#8217;era niente di eccepibile,&nbsp; addebit&ograve; agli organizzatori il fatto che i bar del paese fossero chiusi&#8230;), anche tanti consensi e successi.</p>
<p>Personalmente avendo seguito gran parte dei concerti, fatico a ricordare negli ultimi anni di questo festival un &ldquo;flop&rdquo;; ovvero un musicista non all&#8217;altezza, una sala vuota, una buca clamorosa dell&#8217;ultimo istante.</p>
<p>Eppure tutto questo, che in altre citt&agrave; d&#8217;Italia basterebbe a consacrare un festival del genere fra gli appuntamenti irrinunciabili della stagione locale, a Terni non basta.</p>
<p>Cos&igrave; i fratelli Vanni stanno alzando bandiera bianca, e probabilmente quella appena passata sar&agrave; ricordata come l&#8217;ultima stagione del loro festival.&nbsp; </p>
<p>Davvero un pessimo auspicio per la nuova giunta comunale entrante che vede scomparire uno dei fiori all&#8217;occhiello della citt&agrave;. </p>
<p>Cos&igrave; per gli appassionati ternani di jazz non rester&agrave; che andare (come al solito) in citt&agrave; vicine dove i soldi, misteriosamente, escono fuori e permettono agli organizzatori di andare avanti. Certo, sar&agrave; difficile trovare in questi festival jazz dei concerti jazz visto che da anni pensano soltanto a portare il &ldquo;nome&rdquo; che riempia piazza e portafogli; tralasciando qualit&agrave;, cultura, conoscenza e cura della musica jazz. </p>
<p>Ma tant&#8217;&egrave;&#8230; noi ternani siamo cosi abituati a subire sconfitte che non sar&agrave; certo l&#8217;ennesimo addio di chi ha provato a cambiare le cose nella nostra citt&agrave; a scuoterci.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti </font></strong></p>
<p></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I falsi miti dell&#8217;evoluzione</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/i-falsi-miti-dellevoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Aug 2008 14:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cameron smith]]></category>
		<category><![CDATA[charles sullivan]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi di voi, biechi laicisti, non ha mai sentito un creazionista tentare di confutare la teoria dell&#8217;evoluzione con argomenti risibili quali &#8220;l&#8217;evoluzione &#232; solo una teoria&#8221;, &#8220;non &#232; stato trovato l&#8217;anello mancante fra uomo e scimmia&#8221;, &#8220;l&#8217;evoluzione non pu&#242; spiegare la complessit&#224; di organi perfetti come l&#8217;occhio umano&#8221;, &#8220;l&#8217;evoluzione giustifica il razzismo&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alzi la mano chi di voi, biechi laicisti, non ha mai sentito un creazionista tentare di confutare la teoria dell&rsquo;evoluzione con argomenti risibili quali &ldquo;l&rsquo;evoluzione &egrave; solo una teoria&rdquo;, &ldquo;non &egrave; stato trovato l&rsquo;anello mancante fra uomo e scimmia&rdquo;, &ldquo;l&rsquo;evoluzione non pu&ograve; spiegare la complessit&agrave; di organi perfetti come l&rsquo;occhio umano&rdquo;, &ldquo;l&rsquo;evoluzione giustifica il razzismo&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma"><font size="2">Ovviamente non c&rsquo;&egrave; bisogno di essere dei luminari come Telmo Pievani, per riconoscere subito i puerili tentativi di mistificazione pi&ugrave; o meno mascherati da &ldquo;disegno intelligente&rdquo; operati dagli impavidi creazionisti. <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span></font></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Tuttavia bisogna riconoscere che la presenza di falsi miti evolutivi in quello che si potrebbe definire &ldquo;sapere popolare&rdquo; spesso non dipende solo dalla mistificazione interessata della corrente creazionista che non ha mai deposto le armi nonostante le innumerevoli sconfitte subite. Spesso questi falsi miti si instaurano a causa di studi di base piuttosto frettolosi e approssimativi o anche a causa di semplificazioni giornalistiche che mirano allo scoop piuttosto che preoccuparsi di diffondere cultura scientifica.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Per porre rimedio a tutto questo &egrave; uscito un libro di facile lettura anche per i non addetti ai lavori, estremamente semplice (ma non per questo semplicistico), e di approccio innovativo; il titolo &egrave;&ldquo;I falsi miti dell&rsquo;evoluzione&rdquo; (Dedalo Editore, la stessa casa editrice che ha pubblicato il lavoro del nostro amico Maurizio Magnani) <span style="mso-spacerun: yes">&nbsp;</span>degli autori Cameron M. Smith e Charles Sullivan. </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il libro si propone di smentire i dieci errori pi&ugrave; comuni che si commettono quando si parla (spesso a sproposito) di evoluzione, cominciando dal classico &ldquo;l&rsquo;uomo discende dalle scimmie&rdquo; al tristemente noto &ldquo;il forte sopravvive&rdquo;.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Un libro che dovrebbe essere letto in primis da chi tenta di smentire l&rsquo;evoluzione biologica aggrappandosi ad argomenti che nulla c&rsquo;entrano con essa, e da chi cerca ancora, dopo secoli di miserrime figure, di appellarsi al Darwinismo Sociale per giustificare l&rsquo;ingiustificabile.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma, c&rsquo;&egrave; da scommetterci, costoro non lo leggeranno mai convinti come sono di sapere gi&agrave; tutto (quando in realt&agrave;, dell&rsquo;evoluzione sanno ben poco); quindi cari i miei laicisti, leggetelo voi questo bel libro, soprattutto se avete bisogno di dare una ripassata alle vostre nozioni sull&rsquo;evoluzione biologica (certo se invece siete degli specialisti pu&ograve; risultare superfluo, ma l&rsquo;iniziativa resta comunque interessante a livello didattico). </font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Di certo dopo l&rsquo;uscita di questo libro i creazionisti avranno ancora meno scuse per restare a crogiolarsi nella loro ignoranza.</font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.libreriauniversitaria.it/falsi-miti-evoluzione-top-ten/libro/9788822068040">LINK</a></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><font face="Tahoma" size="2"></font></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><img decoding="async" alt="" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/804/9788822068040g.jpg" /></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: right" align="justify"><strong style="mso-bidi-font-weight: normal"><font face="Tahoma"><font size="2">J. Mnemonic<o:p></o:p></font></font></strong></p>
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		<title>Quando generosità e solidarietà fanno rima con laicità</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 00:20:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" alt="Quando generosità e solidarietà fanno rima con laicità" src="http://files.splinder.com/630c67672b7422c6ae0e93d3b9f65849.jpeg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /> Il &ldquo;<a href="http://www.cgdev.org/" target="_blank">Centro per lo Sviluppo Globale</a>&rdquo; con sede a Washington (USA) ha diffuso recentemente un <a href="http://www.cgdev.org/content/publications/detail/14716" target="_blank">rapporto sulle politiche di 21 Paesi</a> concernenti gli aiuti da essi profusi  sotto diverse forme alle nazioni pi&ugrave; povere: aiuti economici diretti, investimenti nei paesi del terzo mondo, accoglienza degli emigrati, ecc. (a lato il grafico pubblicato sulla rivista <em>Focus</em> di Gennaio 2008; <a href="http://www.cgdev.org/section/initiatives/_active/cdi/" target="_blank"><em>versione online NdR</em></a>). Il paese classificato primo in questa graduatoria di meriti &egrave; stato l&rsquo;Olanda mentre dal 2&deg; al 5&deg; posto si sono piazzati Danimarca e i tre paesi Scandinavi: che queste cinque nazioni del nord Europa siano le pi&ugrave; laiche e libertarie di tutto il pianeta &egrave; risaputo da decenni e che proprio a causa della loro laicit&agrave; e del basso tasso di religiosit&agrave; (in Olanda meno del 20% della popolazione si dichiara praticante o interessata alle religioni e il 40% &egrave; non credente) siano pi&ugrave; volte state fatte oggetto dei livori moralisti del Vaticano e dei cattolici pi&ugrave; oscurantisti &egrave; altrettanto noto. Al di l&agrave; del dovuto riconoscimento di generosit&agrave; e solidariet&agrave; internazionale a Olanda e paesi Scandinavi, il rapporto del CSG conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che anche a livello di popolazione e non solo individuale non esiste alcuna relazione positiva tra religiosit&agrave; ed etica, tra credenza nel trascendente e morale e che non &egrave; certo il timore di una qualche punizione divina o l&rsquo;aspettativa di un qualche premio ultraterreno a dettare il comportamento degli uomini e la loro propensione al bene o al male. D&rsquo;altra parte l&rsquo;aneddotica riporta di molti cani che pur non pregando alcun dio hanno sacrificato la loro vita per i loro padroni mentre la cronaca ci propone troppo spesso storie di fanatici religiosi che uccidono e si uccidono nel nome del loro dio e per aspettative trascendenti. A conferma di quanto sostenuto, ci possiamo domandare quale sia la posizione occupata dai paesi ricchi cristiani pi&ugrave; confessionali ovvero in cui esiste un ampio numero di credenti e praticanti (quelli islamici sono in sostanza assenti) nella graduatoria sulla generosit&agrave; internazionale e constatare che Spagna, Grecia,Portogallo e Italia sono agli ultimi posti insieme ad Australia e Stati Uniti (sulle cui banconote &egrave; stampata la frase &ldquo;Confidiamo in Dio&rdquo;) mentre l&rsquo;Irlanda &egrave; a met&agrave; classifica spiccando tuttavia pi&ugrave; per gli investimenti nelle nazioni povere e l&rsquo;accoglienza della manodopera di cui necessitano che per la distribuzione a fondo perso di aiuti economici. Per sapere se  esiste una differenza significativa tra le posizioni di merito occupate dai vari paesi laici e quelli pi&ugrave; confessionali nella graduatoria del CSG ho sottoposto i dati ad un test statistico non parametrico (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_correlazione_R_per_ranghi_di_Spearman" target="_blank">test della correlazione dei ranghi</a>) ed il risultato ha confermato l&rsquo;esistenza di una differenza statisticamente significativa tra di essi e che la stessa non &egrave; attribuibile al caso (p&lt;0.01). Lasciamo a sociologi ed economisti i commenti, ricordando che i parametri della spesa dei paesi ricchi &egrave; rapportata in percentuale alla ricchezza da loro prodotta (PIL, ecc) e che il tasso di religiosit&agrave; dei medesimi &egrave; inversamente proporzionale al tasso di istruzione e di sviluppo scientifico (sempre il pi&ugrave; basso nei paesi cattolici), come dire che pi&ugrave; si studia, pi&ugrave; si produce benessere, meno si crede ai dogmi cristiani e, da oggi possiamo sostenerlo, pi&ugrave; si &egrave; generosi con gli altri. Ad ogni modo, noi laici ci accontentiamo di prendere atto che benessere e diffusione della conoscenza non si correla ad immoralit&agrave; ed egoismo n&eacute; a caduta dei valori etici (altro che &ldquo;beati gli ultimi&rdquo; e &ldquo;senza Dio c&rsquo;&egrave; caos e immoralit&agrave;&rdquo; come vanno cianciando da secoli i teologi della menzogna) mentre siamo costretti come italiani ad incassare l&rsquo;ennesima mortificazione e a riconoscere che nonostante continuiamo a sbandierare ai quattro venti le nostre tradizioni cattoliche non sappiamo neanche vincere le gare di solidariet&agrave; con i paesi pi&ugrave; laici. D&rsquo;altronde &egrave; risaputo che meno di un terzo dei soldi raccolti con l&rsquo;8 per mille dalla Chiesa  vengono spesi per il sostegno ai poveri mentre il grosso va negli stipendi del clero e nel mantenimento oltre che dei beni immobili del Vaticano anche in quello del folto e lussuoso parco macchine e ultimamente.. per i risarcimenti nelle cause legali per pedofilia.</p>
<div align="right"><strong>  Maurizio Magnani</strong></div>
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