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	<title>crocifissi in classe Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese.<br />
La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia di cavarsela senza pagar dazio.<br />
Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».<span id="more-9765"></span><br />
<span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><img decoding="async" style="width: 400px; height: 328px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TluBe0EO0z0/S9Fn-vHgvXI/AAAAAAAACXA/bXCjfiFTCNQ/s1600/SINCRETISMO1+-+base.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Il discorso dirimente infine è che quel simbolo (macabro) appeso sulle mura scolastiche non influenza gli studenti e non toglie la possibilità ai loro genitori di educarli come meglio ritengono opportuno.</p>
<p>La sentenza dice anche che la discriminazione religiosa in questo caso non c&#8217;entra perché, in buona sostanza, l&#8217;insegnamento di quella religione non è obbligatorio, perché nessuno vieta ai ragazzi di portare altri simboli religiosi, e perché in alcune scuole si festeggia la fine del ramadan (quali non è dato sapere dalla sentenza).</p>
<p>Se l&#8217;impressione che avete è quella che, di fatto, l&#8217;Europa “se ne lava le mani” del nostro paese dovreste prima domandarvi cosa vi sareste dovuti aspettare dopo le reazioni isteriche che hanno accomunato destra, sinistra e istituzioni unificando, come quasi mai accade, questo paese. Ed un altra domanda che dovreste porvi, voi laici, è “ma a noi chi ci rappresenta?”</p>
<p>Alcune considerazioni pratiche, senza aspettare gli addetti ai lavori che analizzeranno a fondo la questione.</p>
<p>Le folcloristiche sentenze italiane che arrivavano a dire che il crocifisso è un simbolo di laicità sono nei fatti superate e da riformulare, in quanto la CEDU riconosce che il significato prominente del (macabro) simbolo è quello religioso.</p>
<p>La CEDU stabilisce che i simboli appesi non influenzano l&#8217;istruzione degli alunni; quindi innanzitutto chiediamo scusa al sindaco di Adro (maltrattato da destra e sinistra) e riposizioniamo al loro posto i “soli delle Alpi” in quanto è innegabile che sono rappresentativi della cultura e delle tradizioni di quelle terre. Altrove sbizzarritevi: falci e martello, celtiche, simboli fallici&#8230;</p>
<p>Inoltre, dato che la sentenza conferma che non può essere vietato «indossare tenute a connotazione religiosa» un consiglio a tutti gli studenti atei e agnostici, andate a scuola con abiti che vi caratterizzino. Parafrasando la campagna UAAR un bel “DIO NON ESISTE E NON NE HAI BISOGNO” sulla vostra felpa/maglietta farà rispettare i vostri diritti (croci e mezzelune si, scritte filosofiche no? Ci sarebbe da ridere&#8230;).</p>
<p>Infine un ultima riflessione: come testimonia il rammarico di “Noi siamo chiesa” verso questa sentenza, il cattolicesimo italico ha perso un&#8217;altra buona occasione per diventare adulto. Quale autorevolezza ha una Chiesa che spende tutte le sue energie diplomatiche per far salvo un macabro feticcio sul muro invece che per convincere l&#8217;Europa, tanto per fare un esempio banale, ad aumentare la quota da destinare allo sviluppo dei paesi poveri?</p>
<p>Zero. O giù di li. I risultati, cari i miei cattolici, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>Nati sotto il segno di Cristo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 21:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
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		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[governo berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Governo ha presentato ricorso sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&#8217;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &#8220;La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&#224; di aderire o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il <strong>Governo ha presentato <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/crocifisso_sentenza/" target="_blank">ricorso</a></strong> sulla sentenza della Corte europea che invita lo Stato italiano ad astenersi dall&rsquo;esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. Tra le motivazioni del ricorso, il fatto che &ldquo;<em>La presenza del crocifisso in classe rimanda ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libert&agrave; di aderire o non aderire ad alcuna religione</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Intanto, <strong>nove senatori Pdl</strong> hanno stilato una <strong><a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00446776.pdf" target="_blank">proposta di legge</a></strong> che prevede l&rsquo;arresto fino a sei mesi e una sanzione da 500 a mille euro per chi rimuove il crocifisso o si rifiuta di esporlo negli uffici pubblici, nelle scuole e universit&agrave;, nelle aule di Comuni, Province, Regioni e circoscrizioni, nelle comunit&agrave; montane, nei seggi elettorali, nei carceri, nei tribunali, negli ospedali, in stazioni, porti, aeroporti, sedi diplomatiche e uffici italiani all&rsquo;estero. Ovunque, insomma.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alla Camera, invece, <strong>23 deputati Pdl</strong> hanno presentato un altro <strong><a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0031620" target="_blank">testo</a></strong> che prevede una sanzione disciplinare per chi rifiuti di esporre il crocifisso insieme alla foto del presidente della Repubblica, &ldquo;<em>quali simboli della tradizione e dell&rsquo;unit&agrave; della Patria, nelle scuole e negli uffici pubblici</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche alcuni membri dell&rsquo;opposizione si sono astenuti dal difendere la cultura italiana dal &lsquo;laicismo dilagante&rsquo;, seppur con toni meno battaglieri. <strong>16 consiglieri Pd</strong> della Regione Emilia Romagna hanno firmato una <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/12/pd-e-laicita-la-confusione-continua/" target="_blank">risoluzione</a></strong> per chiedere al Parlamento europeo di &ldquo;<em>riconoscere il pieno diritto di tutti gli Stati membri ad esporre anche simboli religiosi all&rsquo;interno dei luoghi pubblici o delle sedi istituzionali, laddove tali simboli siano rappresentativi della tradizione e dell&rsquo;identit&agrave; di tutto il Paese e dunque elementi unificanti dell&rsquo;intera comunit&agrave; nazionale e rispettosi dell&rsquo;orientamento religioso di ciascun cittadino</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">E, nel fiorire di queste iniziative a difesa delle nostre origini cristiane, arriva l&rsquo;<strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/obiezione-di-coscienza-a-senso-unico/" target="_blank">espulsione</a></strong> dalla magistratura del <strong>giudice Luigi Tost</strong>i, reo di essersi rifiutato di celebrare udienza sotto il crocifisso.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo, attualmente, lo stato dell&rsquo;arte sul tema crocifissi. La sentenza del novembre scorso della <strong>Cedu </strong>(Corte europea dei diritti dell&rsquo;uomo) contro l&rsquo;esposizione dei crocifissi nelle aule scolastiche ha provocato l&rsquo;alacre lavoro di parlamentari, amministratori locali&nbsp; e magistrati, nonch&eacute; un profluvio di chiacchiere, anatemi e istigazioni a disobbedire alla sentenza europea.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra veramente che chi ci rappresenta non abbia alcun problema pi&ugrave; urgente da affrontare della presunta offesa provocata alla nostra identit&agrave; culturale dalla rimozione dei crocifissi. Parole come &lsquo;<strong>Dio</strong>&rsquo; e &lsquo;<strong>Patria</strong>&rsquo;, per altro, suonano anche un po&rsquo; ridicole se si pensa che solo 140 anni fa, il 20 settembre 1870, l&rsquo;esercito italiano entrava nello </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2009/09/la-breccia-dimenticata/" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Stato pontificio</font></a><font face="Tahoma" size="2"> per strappare Roma al dominio papale,&nbsp;sancendo cos&igrave;&nbsp;l&rsquo;unit&agrave; d&rsquo;Italia e la fine del potere temporale della Chiesa. Quel potere molto ben raffigurato dal Cristo in croce, che ora assurge a simbolo di identit&agrave; nazionale in spregio alla stessa storia d&rsquo;Italia. Quel simbolo nel nome del quale son state compiute le pi&ugrave; efferate nefandezze.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Neanche la<strong> <a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/rosarno-cronaca-di-una-strage-annunciata/" target="_blank">guerriglia di Rosarno</a></strong> ha causato un&nbsp; tale schieramento di forze parlamentari. Passato il momento critico e allontanati gli extracomunitari, tutto torna a posto (ossia come prima), nell&rsquo;attesa che un&rsquo;altra rivolta degli schiavi ci ricordi l&rsquo;assenza dello Stato.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma insomma, non si vorr&agrave; mica paragonare una guerriglia cittadina causata dai migranti che &lsquo;ci rubano il lavoro&rsquo; con la rimozione dei crocifissi? Quest&rsquo;ultimo &egrave; un argomento talmente serio, visto anche il periodo pre-elettorale, da meritare il massimo schieramento di forze: ministri, parlamentari, sindaci, presidenti di Regioni o di Province.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Meritano una menzione, a tal proposito, le parole di </font><a href="http://www.uaar.it/news/2010/01/24/meloni-chi-non-vuole-crocifisso-se-ne-vada-estero/" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Giorgia Meloni</font></strong></a><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>, ministro della Giovent&ugrave;</strong>,&nbsp; alla convention del Popolo delle Libert&agrave; ad Arezzo: &ldquo;<em>Sono stufa di vedere burocrati europei che stanno l&igrave; a sindacare se si possa appendere un crocifisso nelle scuole</em>. <em>Se qualcuno si offende</em> <em>consiglio di prendere in considerazione l&rsquo;idea di <strong>andare a vivere da qualche altra parte del mondo</strong></em>&rdquo;. Ha dimenticato, la Meloni, che l&rsquo;Italia &egrave; uno Stato laico? Probabilmente s&igrave;, perch&eacute; solo in uno Stato teocratico le sue parole avrebbero un senso.</font></font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma non paga di aver stracciato in una botta sola i principi di democrazia, laicit&agrave; e appartenenza all&rsquo;Europa, il ministro ha aggiunto: &ldquo;<em>Noi rispettiamo le idee e le credenze di tutti, ma chiediamo lo stesso rispetto da chi viene a vivere in Italia. Non c&rsquo;&egrave; nessuna minaccia in valori come il rispetto</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ecco qua, l&rsquo;ex militante del Fronte della Giovent&ugrave; ha esplicitato il pastrocchio del &rdquo;pensiero unico&rsquo; sul tema crocifissi. <strong>Primo</strong>: &lsquo;<em>Noi</em>&rsquo; (il popolo italiano) siamo cattolici. <strong>Secondo</strong>: chi vuole rimuovere i crocifissi viene (quindi) da altre culture e altri paesi. Impari a rispettare la &lsquo;nostra&rsquo; religione o vada altrove.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Che non siano gli stranieri a reclamare dallo Stato imparzialit&agrave; in materia di religione non &egrave; chiaro alla Meloni; che si possa essere cittadini italiani e nel contempo non credenti non &egrave; proprio previsto; che infine si possa essere cittadini italiani laici (credenti o no, &egrave; un altro discorso) &egrave; addirittura un&rsquo;offesa alla nostra identit&agrave;. Per cui, in questi casi, &egrave; meglio emigrare. <strong>Parola di un ministro della Repubblica</strong>.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Grazie a Giorgia Meloni per le sue precisazioni.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Cecilia M. Calamani &#8211; <em><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/01/nati-sotto-il-segno-di-cristo/">Cronache Laiche</a></em></strong></font></p>
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			</item>
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		<title>Ci hanno detto &#8220;potete morire&#8221;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ci-hanno-detto-potete-morire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La reazione diffusa conseguente all&#8217;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &#232; stata, giustamente, di solidariet&#224; alla persona e di difesa dell&#8217;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &#232; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&#8217;Italia, che ne &#232; uno dei membri fondatori, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La reazione diffusa conseguente all&rsquo;aggressione fisica a Silvio Berlusconi &egrave; stata, giustamente, di solidariet&agrave; alla persona e di difesa dell&rsquo;istituzione della Presidenza del Consiglio. Voglio ricordare che &egrave; di circa un mese fa la sentenza sul crocifisso della Corte europea dei Diritti dell&rsquo;Uomo (CEDU), organismo sovranazionale riconosciuto dall&rsquo;Italia, che ne &egrave; uno dei membri fondatori, in cui veniva condannato lo Stato Italiano per il mancato rispetto di alcuni diritti fondamentali nei confronti della nostra famiglia, titolare del ricorso. In quell&rsquo;occasione non c&rsquo;&egrave; stato alcun rispetto n&eacute; per le nostre persone n&eacute; per l&rsquo;istituzione (CEDU): autorevoli personalit&agrave; politiche vi si sono scagliate contro, arrivando a forme di aggressione verbale inaudite; un ministro della Repubblica ha gridato davanti alle telecamere della RAI che: &ldquo;&hellip;possono morire loro (cio&egrave; i proponenti, quindi la mia famiglia) e quegli organi internazionali che non contano nulla (la CEDU).&rdquo; Senza che ci sia stata alcuna reazione verso queste disgustose affermazioni. In seguito a ci&ograve; e all&rsquo;atteggiamento di altre figure istituzionali come quelle ad esempio di un sindaco (anche deputato leghista) che &egrave; arrivato a proporre qualcosa di simile a una taglia sulla mia testa (annunciando di voler esporre manifesti con la dizione &ldquo;WANTED&rdquo;), abbiamo ricevuto lettere minatorie e siamo stati oggetto di atti vandalici. Credo che il rispetto per le persone e per le istituzioni non debba rispondere a criteri di occasionalit&agrave; e di opportunit&agrave;, ma sia un valore da difendere sempre e comunque. Senza se e senza ma. Ci auguriamo perci&ograve; di riscontrare un atteggiamento di responsabilit&agrave; pi&ugrave; omogeneo e coerente da parte dei rappresentanti delle istituzioni e di portavoce politici in occasione della futura sentenza definitiva da parte della CEDU.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Massimo Albertin</p>
<p>Soile Lautsi</font></strong></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.uaar.it/news/2009/12/15/hanno-detto-potete-morire/"><em>dal sito ufficiale dell&#8217;UAAR</em></a></font></strong></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa pensa il Dalai Lama?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-pensa-il-dalai-lama/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&#242; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni. Questa impressione &#232; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Personalmente non soffro di quella sudditanza psicologica nei confronti del Dalai Lama che sembra colpire molti laici italiani, per&ograve; non posso negare di averlo sempre considerato una guida religiosa illuminata e non integralista come sono i rappresentanti delle altre maggiori religioni.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Questa impressione &egrave; stata confermata Venerdi mattina leggendo l&#8217;intervista che il monaco tibetano in esilio aveva rilasciato all&#8217;espresso; esprimendosi sul tema del crocifisso aveva detto (testuali parole): &ldquo;<em>&Egrave; una questione difficile. Mi viene in mente la questione del mio ritratto, che i tibetani metterebbero ovunque, non solo nelle scuole, e che le autorit&agrave; cinesi ovviamente vietano. Forse bisogna distinguere tra religione e cultura. Non si pu&ograve; negare che l&rsquo;Europa abbia radici giudaico-cristiane. Ma parliamo di cultura, non di religione. Perch&eacute; lo stesso crocefisso, che per i cristiani rappresenta il sacrificio supremo di Ges&ugrave;, per gli ebrei assume ben altro significato. E poi non possiamo nascondere il fatto che siamo oramai in una societ&agrave; multietnica e multireligiosa e che bisogna rispettare la sensibilit&agrave; di tutti, compresa quella dei laici, senza imporre inutili e ingiuste sofferenze a nessuno</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora, per quanto non esprima un giudizio netto e deciso, non mi sembra certo una posizione volta a mantenere l&#8217;imposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Nel pomeriggio del venerd&igrave; e nella giornata di Sabato invece le agenzie riprendevano una presa di posizione nettamente diversa espressa, pare, durante l&#8217;incontro con Alemanno. Come riporta l&#8217;ADNKronos del 18 Novembre infatti, pare (obbligatorio usare i condizionali a questo punto) che il Dalai Lama abbia detto: &#8221;<em>E&#8217; di fondamentale importanza mantenere le proprie tradizioni e l&#8217;Italia ha un retroterra cristiano e cattolico. Quindi mantenere la tradizione del crocifisso nella aule scolastiche e&#8217; importantissimo</em>&rdquo;.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Ora mi chiedo qual&#8217;&egrave; il vero pensiero del leader tibetano? </font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2">Verrebbe quasi da pensare che da abilissimo diplomatico qual&#8217;&egrave; il Dalai Lama cambi opinione a seconda se si trovi di fronte al giornalista di una rivista notoriamente progressista o al cospetto di un incontro ufficiale con un governo reazionario. Per carit&agrave;, cambiare opinione sar&agrave; anche lecito, ma di fronte a un voltafaccia cos&igrave; sorprendente nel giro di tre giorni viene quasi da rimpiangere l&#8217;assolutismo oltreteverino.</font></p>
<p><font size="2"></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma, sans-serif" size="2"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-pensa-il-dalai-lama/">Cosa pensa il Dalai Lama?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Sull&#8217;ironia, i crocifissi e la laicità della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ironia, quando non &#232; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&#224; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;ironia, quando non &egrave; strumento del potere, che obbliga alla risata di regime, ma mira ad evidenziare le contraddizioni dello stesso, fa sempre bene; il potere giudiziario, dopo tutto fa parte di quella triade che abbiamo ereditato dalla modernit&agrave; e che, formalmente divisa, appartiene e concorre a formare la cultura politica di un paese. Da noi le sentenze non fanno legge, come altrove, ma quando sono innovative, quando si inseguono copiandosi a vicenda (ovvero quando fanno dottrina), lasciano il segno o &#8211; meglio &#8211; rendono visibile un mutamento. C&#8217;&egrave; una tradizione giuridica, sospesa tra il pensiero marxista e quello realista, che ci dice una cosa semplice: le sentenze sono semplicemente la conferma di quello che vige nella societ&agrave;; il giudice &#8211; detto altrimenti &#8211; emette un parere di conformit&agrave;. Sotto questo aspetto dovremmo quindi dire che la democrazia della maggioranza vince o che il potere &egrave; degli studenti. Si tratta evidentemente di un abbaglio o, per farla pi&ugrave; semplice, della patina che questa sentenza pone al di sopra di una vicenda e &#8211; nel caso preso in esame &#8211; di una sentenza che dice ben altro: la volont&agrave; degli studenti deve essere rispettata, perch&eacute; &egrave; conforme al pensiero oggi dominante e al potere effettivo che orienta tanto il decisore politico quanto l&#8217;amministatore di condominio. Quindi ben venga l&#8217;ironia anche quando a &quot;subirla&quot; sono giudici o procuratori. </p>
<p>Mi vorrei, quindi, soffermare sul fatto che una classe possa decidere del proprio ambiente; penso che sia una vicenda da leggere pi&ugrave; in profondit&agrave;, poich&egrave; &#8211; con una vena di sarcasmo &#8211; mi viene spontanea una domanda: se un numero consistente di classi decidesse da un giorno all&#8217;altro di togliere il crocifisso per mettere la scritta &quot;venceremos&quot;, cosa accadrebbe? Si tratta di un fatto, uno dei tanti &#8211; preciso &#8211; effettivamente avvenuto in occasioni di autogestioni o di occupazioni promosse dagli studenti, la cui volont&agrave; democratica viene oggi incensata ed onorata dalla sentenza. E&#8217; evidente che se tale circostanza dovesse verificarsi vedremmo un ribaltamento delle parti. Ma &egrave; altrettanto inverosimile che ci&ograve; avvenga davvero o almeno ci sono buone ragioni per dubitarlo. Il punto, per&ograve;, non &egrave; &#8211; come comunemente si legge questa annosa discussione &#8211; cosa ci debba o non debba stare dentro un&#8217;aula (la bandiera, la foto di Napolitano, la bandiera della Pace, il crocifisso o il profilo di Garibaldi&#8230;. etc etc etc), ma cosa ci sta a fare e &#8211; soprattutto &#8211; chi decide la funzione di tale oggetto simbolico. Credo che condurre battaglie partecipate o levare accuse fondate di fronte ad un crocifisso sia pi&ugrave; forte che in sua assenza, perch&eacute; la sua presenza &#8211; in tali circostanze &#8211; sarebbe semplicemente evanescente; quando nelle occupazioni degli anni &#8217;90 al suo posto compariva la scritta &quot;torno subito&quot; era raro trovare docenti o studenti che levassero l&#8217;accusa di blasfemia o lamentassero uno scarso rispetto nei loro confronti; ci&ograve; avveniva semplicemente perch&eacute; non era &quot;il&quot; problema. Per questo motivo la questione del crocifisso da togliere ad ogni costo &egrave; diventata una battaglia cos&igrave; accesa, perch&eacute; riaccende non tanto il dibattito sulla sua funzione (reale o presunta), ma quello, ben pi&ugrave; importante, su chi abbia il diritto effettivo e definitivo di dare un senso alla sua presenza. Quindi allo stato attuale ben vengano battaglie contro i crocifissi, perch&eacute; non farebbero altro che confermare la supremazia e l&#8217;egemonia politica della cultura cattolica ufficiale. Tutto ci&ograve;, mi dispiace dirlo, anche grazie a campagne maldestre di sedicenti leader musulmani o di chi pensa che partire dall&#8217;ultimo dei problemi sia un modo per difendere la laicit&agrave;. La questione del rispetto religioso non c&#8217;entra proprio nulla; dopo tutto gran parte dei figli e delle figlie degli imam, in modo particolare di quelli con un notevole bagaglio culturale, vengono mandati a studiare non nella &quot;laica&quot; scuola pubblica, ma negli istituti religiosi cristiani ed ovviamente cattolici, perch&eacute; in tali sedi la loro spiritualit&agrave; viene riconosciuta appieno, nonostante la scontata e numerosa presenza di croci. Dico ci&ograve; convinto che ogni passato e &#8211; speriamo di no, futura &#8211; sospensione di incarichi educativi o sanzioni sono semplicemente inqualificabili e deprecabili, in modo particolare se vengono usate come clava contro un legittimo, sebbene mal posto, diritto di critica. La questione centrale, come stavo dicendo, &egrave; che non si pu&ograve; pretendere di vincere una battaglia di questo tipo se nel frattempo passa &#8211; ad esempio &#8211; una messa in ruolo di massa di docenti nominati dalla curia. E&#8217; evidente che tra le tante partite quest&#8217;ultima segna l&#8217;ennesima genuflessione alla volont&agrave; delle gerarchie della CEI e del Vaticano. Il dibattito sul crocifisso si presenta, cos&igrave;, come una battaglia persa, proprio perch&eacute; fatti ben pi&ugrave; consistenti non sono oggetto di altrettanta attenzione mediatica e critica da parte delle forze laiche. Il crocifisso non pu&ograve; essere l&#8217;oggetto di una battaglia e &#8211; tanto meno &#8211; &quot;della&quot; battaglia, perch&eacute; &#8211; in realt&agrave; &#8211; &egrave; il termometro della stessa, dunque di un clima culturale pi&ugrave; generale. Nel caso in cui si giungesse ad una vittoria questa sarebbe la classica vittoria di Pirro. Permettere ad un docente, ad un giudice o ad un pubblico funzionario di togliere quel simbolo durante le sue lezioni, durante l&#8217;udienza, per poi riporlo al suo posto non restituisce laicit&agrave; alla scuola e non risolve i problemi che la attanagliano. Si tratta di una iniziativa che non segner&agrave; mai una sconfitta del Vaticano. Al contrario, se tale opera di rimozione avvenisse senza scalpore sarebbe il segno di un mutamento pi&ugrave; profondo, che &egrave; quello che ci aspettiamo tutti; per poterlo fare occorre, per&ograve;, che ci si occupi di altro, ponendo la questione della laicit&agrave; dove essa &egrave; effettivamente posta in discussione.</font></p>
<p></p>
<p align="right">
<p><font face="Tahoma" size="2"><strong>emmekappa</strong></font></p>
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		<title>Vade Retro Sa&#8230;rcasmo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 13:27:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Sembra che il nostro comunicato stampa sulla decisione del tribunale sul &#8220;caso Coppoli&#8221; non sia proprio piaciuto. Alcuni soci hanno criticato il tono irriverente e sarcastico del comunicato, che suonava troppo irridente nei confronti del giudice. Non parliamo poi delle reazioni esterne, con il Ces.Vol che si &#232; affrettato a cassare il comunicato stampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/vade-retro-sa-rcasmo/">Vade Retro Sa&#8230;rcasmo!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra che il nostro comunicato stampa sulla decisione del tribunale sul &ldquo;caso Coppoli&rdquo; non sia proprio piaciuto.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Alcuni soci hanno criticato il tono irriverente e sarcastico del comunicato, che suonava troppo irridente nei confronti del giudice.</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Non parliamo poi delle reazioni esterne, con il Ces.Vol che si &egrave; affrettato a cassare il comunicato stampa senza diffonderlo prima perch&eacute; non riguardava il volontariato, poi una volta appurato che il Ces.Vol non fa solo comunicati stampa sul volontariato questo per&ograve; non corrispondeva alle finalit&agrave; statutarie della NOSTRA associazione, poi una volta appurato che nel nostro statuto c&#8217;&egrave; la difesa dei diritti civili si &egrave; stabilito che il Ces.Vol non fa comunicati stampa &ldquo;sarcastici&rdquo; ma solo seri. </font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Sembra davvero che questa societ&agrave; ha perso la capacit&agrave; di apprezzare l&#8217;ironia e soprattutto la satira, che continua a causare problemi seri a chi ha l&#8217;ardire di schernire i potenti (vedi Sabina Guzzanti tanto per citare il caso pi&ugrave; recente).</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ma insomma ci volete spiegare cosa si dovrebbe dire di una sentenza che sancisce che &egrave; giusto che un ateo sia costretto ad insegnare sotto l&#8217;esposizione di un crocifisso perch&eacute; cosi ha stabilito la maggioranza della classe a cui sta insegnando?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci sarebbe da piangere, &egrave; vero, ma &egrave; cosi grave cercare di riderne e nel contempo indicare le grottesche (quanto magari improbabili, ma non impossibili) conseguenze?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dobbiamo davvero tirarvi gi&ugrave; l&#8217;ennesimo messale con cui rimpiangiamo il fatto che gli insegnamenti di Tocqueville siano cosi poco conosciuti da chi amministra il potere giuridico e non?</font></p>
<p></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Bah&#8230; personalmente preferisco continuare a credere che <em>una risata vi seppelir&agrave;.</em>.. prima o poi.</font></p>
<p><font face="Tahoma"></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">
<p><font size="2"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Alessandro Chiometti</font></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/vade-retro-sa-rcasmo/">Vade Retro Sa&#8230;rcasmo!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Comunicato Stampa 8/7/09</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 15:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Potere agli studenti, lo dice un giudice &#160; Occorre diffondere quanto pi&#249; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&#224; di decidere cosa esporre nella loro classe. Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/">Comunicato Stampa 8/7/09</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="WORD-SPACING: 0px; FONT: 16px 'Times New Roman'; TEXT-TRANSFORM: none; COLOR: rgb(0,0,0); TEXT-INDENT: 0px; WHITE-SPACE: normal; LETTER-SPACING: normal; BORDER-COLLAPSE: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="FONT-SIZE: 13px; FONT-FAMILY: arial; BORDER-COLLAPSE: collapse"></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Potere agli studenti, lo dice un giudice</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center" align="justify"><strong><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">&nbsp;</font></span></strong></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Occorre diffondere quanto pi&ugrave; possibile la notizia presso tutti gli istituti medi superiori italiani, gli studenti hanno facolt&agrave; di decidere cosa esporre nella loro classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Lo stabilisce la coraggiosa sentenza del Giudice Barbara Di Giovannantonio, del 24 Giugno 2009 n. 1050/09 emessa presso il Tribunale di Terni.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Il Giudice ha infatti rigettato l&rsquo;istanza del Prof. Coppoli che si sentiva discriminato, lui ateo, in quanto costretto ad insegnare sotto un crocifisso esposto &ldquo;per volont&agrave; degli studenti&rdquo; come sostenuto dal suo Dirigente Scolastico, e come ribadito ora dal Giudice.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">L&rsquo;istanza non pu&ograve; essere accettata in quanto i provvedimenti del Dirigente Scolastico prima, e del Provveditorato agli studi poi sono esempio di una condotta &ldquo;<em>semplicemente tesa a rispettare la scelta culturale e religiosa espressa dalla classe</em>&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ne va da se che da oggi, non solo gli alunni della classe in oggetto sono legittimati ad esporre il loro bel crocifisso in aula, ma tutte le classi d&rsquo;Italia hanno la facolt&agrave; di esporre, ovviamente a spese della scuola, qualunque simbolo religioso, culturale e politico purch&eacute; rappresenti il volere della maggioranza della classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Quindi da oggi cari studenti d&rsquo;Italia, divertitevi.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Bandiere della Roma, busti del duce, effigi di Stalin, falci e martello, croci celtiche, vinili dei Metallica, scudetti dell&rsquo;Inter, tette di Pamela Anderson, gigantografie di Costantino; tutto &egrave; lecito purch&eacute; siano rappresentativi della volont&agrave; della maggioranza degli alunni di una classe.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Ma perch&eacute; limitarsi alle effigi? Da oggi possiamo stabilire che le lezioni vengano aperte dalle note di &ldquo;Bellaciao&rdquo; o &ldquo;Faccetta nera&rdquo;, dalla voce di Papa Ratzinger o da quella dell&rsquo;Imam locale&#8230; basta che questi rappresentino la &ldquo;volont&agrave; della maggioranza della classe&rdquo;.</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2">Avanti ragazzi&#8230; sono passati quarant&rsquo;anni dal lontano &rsquo;68, ma finalmente, grazie alla rivoluzionaria sentenza del giudice ternano, la fantasia sar&agrave; al potere!!! (Con buona pace di Tocqueville).</font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="justify"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><font size="2"></font></span></p>
<p></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="right"><span style="FONT-FAMILY: Tahoma"><strong><font size="2">Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica</font></strong></span></p>
<p></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/comunicato-stampa-8709/">Comunicato Stampa 8/7/09</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<item>
		<title>Solidarietà al provocatore Franco Coppoli</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/solidarieta-al-provocatore-franco-coppoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 11:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[cobas]]></category>
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		<category><![CDATA[crocifissi nei luoghi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[franco coppoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>riceviamo e pubblichiamo Il 17 di Febbraio 2009, esattamente 400 anni dopo del ROGO DI GIORDANO BRUNO, il Ministero per l&#8217;Istruzione, l&#8217;Universit&#224; e la Ricerca ha emesso la sua infallibile sentenza. Il &#34;provocatore&#34; Franco Coppoli, come amabilmente lo defin&#236; il suo Dirigente Scolastico, &#232; stato &#34;giustamente&#34; punito per il suo &#34;eretico&#34; comportamento: staccava all&#8217;inizio della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/solidarieta-al-provocatore-franco-coppoli/">Solidarietà al provocatore Franco Coppoli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><em>riceviamo e pubblichiamo</em></font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Il 17 di Febbraio 2009, esattamente 400 anni dopo del ROGO DI GIORDANO BRUNO, il Ministero per l&#8217;Istruzione, l&#8217;Universit&agrave; e la Ricerca ha emesso la sua infallibile sentenza.<br />
Il &quot;provocatore&quot; Franco Coppoli, come amabilmente lo defin&igrave; il suo Dirigente Scolastico, &egrave; stato &quot;giustamente&quot; punito per il suo &quot;eretico&quot; comportamento:<br />
staccava all&#8217;inizio della lezione il Crocifisso dalla parete dell&#8217;aula per, poi, riappendervelo alla fine della stessa lezione.<br />
Cos&igrave; facendo, l&#8217;indecente docente arrecava grave nocumento allo svolgimento dell&#8217;attivit&agrave; didattica, producendo una profonda inquietudine negli animi della comunit&agrave; scolastica tutta; turbava la serena convivenza civile, mettendo a repentaglio la pace religiosa, che da sempre contraddistingue il Bel Paese: il Parlamento propone, il Vaticano dispone.<br />
L&#8217;irresponsabile comportamento, se non fosse stato stroncato e sanzionato in tempo, avrebbe potuto incrinare anche l&#8217;ottimismo con cui, quotidianamente, tutte le categorie svolgono in armonia il proprio lavoro, per accrescere il gi&agrave; notevole benessere dell&#8217;intera popolazione.<br />
Ora, per&ograve;, scacciato il reprobo/malvagio, la maestosa nave della Scuola pu&ograve; tranquillamente riprendere la sua produttiva crociera; sapientemente evitando le pericolose ondate dello spirito critico, della libert&agrave; di pensiero e della connessa libert&agrave; di insegnamento, riuscir&agrave;, ancora una volta, nel suo compito: formare giovani non conformisti e dotati di una propria personalit&agrave;, di autonomia e creativit&agrave;.<br />
L&#8217;ambiente scolastico in cui, finalmente, il Crocifisso potr&agrave; di nuovo rifulgere, mostrer&agrave; tutta la propria capacit&agrave; inclusiva sia dei fedeli delle pi&ugrave; diverse religioni, sia dei non credenti, poich&eacute; la rassicurante presenza del simbolo per eccellenza del Cristianesimo far&agrave; sentire ognuno a casa propria.<br />
&nbsp;<br />
Di fronte all&#8217;ennesima dimostrazione dell&#8217;egemonia esercitata dall&#8217;ideologia clericale fin nelle viscere di quello che, sulla carta, &egrave; uno Stato laico, rinnoviamo la nostra incondizionata solidariet&agrave; umana, professionale e sindacale a Professor Coppoli, ribadendo che la sanzione inflittagli altro non &egrave; che un attacco alla libert&agrave; di insegnamento di ognuno ed alla libert&agrave; di pensiero di tutti.<br />
A chi ama nascondersi dietro la foglia di fico della legislazione vigente, rivolgiamo, tra le molte possibili, una domanda:<br />
perch&eacute; non vengono sanzionati anche i Dirigenti Scolastici, che permettono la celebrazione della Messa a scuola ed in orario scolastico, nonostante sia vietato dalla normativa vigente?<br />
A queste anime belle, come le avrebbe chiamate Hegel, forniamo pure la risposta:<br />
&quot;Per gli amici la legge si interpreta, ai nemici si applica&quot;, cos&igrave; chiar&igrave; l&#8217;arcano, una volta per tutte, Giovanni Giolitti, cio&egrave; uno che di Potere se ne intendeva, essendo stato pi&ugrave; volte Presidente del Consiglio.<br />
</font></p>
<p align="right"><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; COBAS SCUOLA PERUGIA</strong></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/solidarieta-al-provocatore-franco-coppoli/">Solidarietà al provocatore Franco Coppoli</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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