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	<title>Chiesa Cattolica Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>About: La chiesa immobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 08:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata di Marco Marzano. Ed. Laterza 2018. L&#8217;autore presenterà il suo libro con Civiltà Laica Sabato 13 ottobre, ore 17.00 alla Libreria Feltrinelli Point di Terni, via C. Battisti 9.  La storia del Cristianesimo, si sa, è piena di miracoli fittizi, smentiti dalle stesse gerarchie cattoliche che per prime [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/about-la-chiesa-immobile/">About: La chiesa immobile</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-la-chiesa-immobile.html/marzano-immobile" rel="attachment wp-att-15377"><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-15377" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-670x1024.jpg" alt="" width="372" height="569" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-670x1024.jpg 670w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-196x300.jpg 196w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-768x1174.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile-105x160.jpg 105w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/09/marzano-immobile.jpg 1000w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>La chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata </em>di Marco Marzano. Ed. Laterza 2018.<br />
<strong>L&#8217;autore presenterà il suo libro con Civiltà Laica Sabato 13 ottobre, ore 17.00 alla Libreria Feltrinelli Point di Terni, via C. Battisti 9. </strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La storia del Cristianesimo, si sa, è piena di miracoli fittizi, smentiti dalle stesse gerarchie cattoliche che per prime invitano a non prenderli sul serio. È dunque fin troppo facile abituarsi a non dare peso al proliferare di questi eventi straordinari, con il rischio però di non accorgersi dei miracoli che accadono davvero. Come quando uno degli uomini più potenti del Pianeta, capo della più longeva e conservatrice istituzione del mondo, vertice dell’ultima monarchia assoluta su base teocratica ancora esistente in Europa, riesce ad essere scambiato per un rivoluzionario. Bisogna essere onesti e riconoscerlo: è un miracolo. Un fatto inspiegabile, almeno apparentemente, il cui protagonista del resto ha molto a che fare con fenomeni ultraterreni incomprensibili, poiché si tratta dell’attuale pontefice cattolico: papa Francesco 1°.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, se si cerca bene, una lucida spiegazione a tutto ciò si trova. A fornircela è l’ottimo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La Chiesa Immobile. Francesco e la rivoluzione mancata, </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Marco Marzano, studioso del mondo cattolico e professore di sociologia all’Università di Bergamo. Libro che, nell’ubriacatura generalizzata che vede chiunque stia a sinistra di Salvini (praticamente l’intero universo) confidare nel Papa come punto di riferimento per la rivoluzione proletaria mondiale, è da considerarsi una lettura strettamente necessaria per ristabilire un qualche principio di realtà.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Frutto di una «sistematica e scrupolosa rassegna di articoli a stampa su quotidiani e settimanali», questo volume scritto con bobbiana mitezza, accurato, ragionato e approfondito, ricostruisce nei tre capitoli in cui è strutturato il mancato avvio di un’azione riformatrice in capo alla Chiesa Cattolica, analizzandone con intelligenza alcune cause.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Quella che l’autore chiama la «grande riforma interna della Chiesa Cattolica che il Concilio aveva solo abbozzato e che nessuno dei successori di Giovanni XXIII aveva poi avuto il coraggio e soprattutto la volontà di rianimare», sembrava infatti essere destinata a farsi realtà grazie al Papa “arrivato dalla fine del mondo”. Eppure, nota Marzano, «A distanza di quasi cinque anni dalla sua elezione scopriamo, dalle parole di uno dei suoi più fidati e stretti collaboratori, che il papa non ha mai avuto nessuna vera intenzione di riformare la Curia romana». Nessuna riforma strutturale, nessuna novità morale sia nella dottrina sessuale che rispetto al sacerdozio femminile o al celibato dei preti, una struttura ecclesiastica lasciata essenzialmente intatta e una problematica politica dell’amicizia verso l’estrema destra tradizionalista dei lefebvriani (per capirci, quelli che hanno officiato il funerale del nazista Priebke, condannato per la strage delle Fosse Ardeatine). </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Del resto, scrive l’autore, pensare che «l’opera di demolizione dell’impalcatura tradizionale della Chiesa possa venire dal suo massimo rappresentante è come immaginare che Luigi XVI avrebbe deciso, se avesse potuto, di fare la rivoluzione, deporsi e poi tagliarsi la testa da sé azionando la ghigliottina». </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dunque «Il mistero di un papa già santo», come titola l’introduzione del testo, non essendo in alcun modo riconducibile ai cambiamenti apportati in seno alla Chiesa, non avvenuti e destinati a non avvenire, deve evidentemente avere a che fare con qualcos’altro. Più precisamente, con quello che Marzano chiama «il populismo di Francesco». Pontefice la cui maggiore diversità rispetto a chi lo ha preceduto consiste essenzialmente nella capacità di «adottare uno stile di comportamento che appare più coerente con la tanto sbandierata opzione per i poveri», presentandosi come «un capo sobrio che ha rinunciato agli agi e ai privilegi del potere».</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Il testo coglie infatti un punto centrale in quella che è la rappresentazione simbolica del Papa come di un sovrano «culturalmente e personalmente omogeneo alle componenti più deboli del mondo», capace di riuscire nel suo intento anche grazie a una comunicazione efficace e sapiente in grado di distogliere l’opinione pubblica interna ed esterna alla Chiesa dal tema delle riforme per indirizzarla verso altri aspetti, riservando ad esempio «grande attenzione ai temi dell’economia, dell’organizzazione sociale e della politica», senza tuttavia marcare nemmeno in questi ambiti sostanziali cambiamenti rispetto a quanto operato dai suoi ultimi predecessori.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco dunque, con le parole dell’autore, il segreto del miracoloso prodigio di papa Francesco, rivoluzionario senza rivoluzione: «Un ecumenismo pragmatico e sentimentale, centrato sul carisma papale, sulla sua capacità di occupare la scena con successo, di ergersi a primattore indiscusso sul palcoscenico mediatico internazionale». Ovvero il miracolo di un grande e sagace comunicatore nell’era della comunicazione di massa. Strumento oggi strategico come in pochi altri frangenti della storia e determinante nel segnare successi e insuccessi di ogni grande organizzazione politica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Marco Vulcano</strong></p>
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		<title>Chiesa Cattolica: la rompistati (parte seconda)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-cattolica-la-rompistati-parte-seconda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 16:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>[Prima parte] Alla fine del XVI° Secolo (1585) Filippo II, Re di Spagna, riuscì con il suo fondamentalismo religioso cattolico a spaccare in due i Paesi Bassi, uno Stato europeo di media grandezza, economicamente prospero e culturalmente molto all&#8217;avanguardia. Ma una sola di Opera di distruzione di uno Stato non bastava alla Chiesa Cattolica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/chiesa-cattolica-la-rompistati-parte-seconda.html/attachment/257" rel="attachment wp-att-13816"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-13816" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-1024x685.jpg" alt="257" width="598" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></a></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/chiesa-cattolica-la-rompistati.html"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">[Prima parte]</span></span></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del XVI° Secolo (1585) Filippo II, Re di Spagna, riuscì con il suo fondamentalismo religioso cattolico a spaccare in due i Paesi Bassi, uno Stato europeo di media grandezza, economicamente prospero e culturalmente molto all&#8217;avanguardia. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma una sola di Opera di distruzione di uno Stato non bastava alla Chiesa Cattolica e il bel lavoro si ripetè due secoli dopo, arrivando quella volta addirittura ad una frammentazione in ben tre parti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Infatti, dopo la tragica sconfitta di Napoleone Bonaparte a Waterloo (tragica perchè l&#8217;Imperatore francese ebbe il merito di difondere nell&#8217; intero continente europeo i valori rivoluzionari Repubblicani e della Laicità dello Stato a cui si sarebbero ispirati, ma solo 60 anni dopo, i Padri costituenti del Risorgimento italiano), le grandi monarchie del continente (Gran Bretagna, Prussia, Austria, Russia) decisero di arginare il pericolo laico repubblicano costruendo a nord della Francia un forte Stato cuscinetto, e per questo si ispirarono ai rinascimentali Paesi Bassi riuniti andati persi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo Re dei neo-Paesi Bassi resuscitati fu Guglielmo I. Egli era un re moderno che voleva aprire la parte meridionale del suo nuovo Regno (cioè la parte cattolica che costituiva l&#8217;attuale Belgio) al futuro, stimolandone lo sviluppo economico e scientifico. Fece scavare dei canali navigabili per il trasporto delle merci e fondò l&#8217;Università di Liegi. Ma incontrò proprio per questa politica progressista la resistenza della Chiesa Cattolica, la quale preferiva mantenere il suo dominio su una popolazione rurale di contadini arretrati ed ignoranti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;eccitazione del popolo organizzata dagli Zwartrokken<sup>[1]</sup> culminò il giorno 27 settembre 1830 nell&#8217;insurrezione contro le truppe olandesi stanziate a Bruxelles. Sebbene una componente della ribellione fu senz&#8217;altro la resistenza contro la nederlandizazione<sup>[2]</sup> dell&#8217;amministrazione del nuovo Regno, questo motivo era valido ovviamente soltanto per la parte francofona del territorio (allora e tuttora in minoranza numerica in Belgio) nonchè per una certa nobiltà e borghesia, francofonizzate nei Secoli XVIII – XIX.<br />
La vera componente portante che invece riunì tutti i ribelli &#8211; senza distinzione di lingua &#8211; fu proprio il rifiuto della politica progressista di Re Guglielmo, che garantiva le libertà di religione, di pensiero e di culto (secondo ormai antica tradizione olandese) e che stimolava il progresso scientifico-industriale, cose che risuonavano entrambe come di provenienza diabolica ai vertici della Chiesa Cattolica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Meridione dei Paesi Bassi si staccò dunque per la seconda volta durante la storia moderna dal Nord, proprio secondo la stessa linea di spaccatura provocata in epoca rinascimentale dal fondamentalismo religioso di Filippo II. Proclamò la sua independenza assumendo il nome di Belgio (ossia Belgica o Belgium, ricavato dal bimillenario &#8220;De Bello Gallico&#8221; di Giuglio Cesare) e importò un proprio monarca &#8211; siamo tuttora in piena Restaurazione anti-repubblicana &#8211; dalla remota Casa nobile dei Duchi di Sassonia-Coburgo-Gotha<sup>[3]</sup> in Baviera, il quale salì al trono nel 1831 come Re Leopoldo I.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma le conseguenze dell&#8217;infame intervento cattolico questa volta saranno ancora più disastrose di quelle di due secoli prima.<br />
Infatti, Guglielmo I rifiuttò di accettare &#8211; come è ben comprensibile &#8211; la perdita della parte meridionale del suo Regno. Solo nel 1839 arrivò a riconoscere il nuovo Stato, dal quale però in compenso venne staccata una parte &#8211; precisamente la parte orientale dell&#8217; antico Ducato del Lussemburgo &#8211; che divenne appunto l&#8217;autonomo Granducato del Lussemburgo, il cui primo sovrano fu proprio Guglielmo I, Granduca.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco quindi i poveri Paesi Bassi smantellati e frammentati, questa volta in ben tre parti, ancora a causa dell&#8217;intervento della Chiesa Cattolica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Marc Simons</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[1] sottane nere (parolaccia fiamminga per preti cattolici)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[2] nederlandese: lemma per indicare le lingue sia olandese che fiamminga (che sono in realtà un&#8217; unica lingua con piccolissime sfumature di cadenza e di vocabolario, un pò come l&#8217;italiano parlato a Milano o a Roma)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[3] la Casa di Sassonia-Coburgo-Gotha fornì oltre ai monarchi belgi, anche quelli greci e quelli inglesi, gli ultimi assumendo il nome di Windsor soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale per apparire autoctoni inglesi mascherando le loro origini tedesche.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">La foto dei tulipani di Kukenoff è di Alessandro Chiometti</span></span></p>
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		<item>
		<title>Antonio Socci: l&#8217;infallibile!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/antonio-socci-linfallibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2015 16:31:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antonio socci]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Insomma lo sappiamo, ce lo siamo sentiti dire tante volte, noi anticlericali non possiamo parlare del Papa, della chiesa o di teologia perché non ci capiamo niente di queste cose, abbiamo pregiudizi dogmatici (non è una battuta, lo dicono davvero), e poi se siamo pure atei il cerchio è concluso, un ateo non può parlare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Insomma lo sappiamo, ce lo siamo sentiti dire tante volte, noi anticlericali non possiamo parlare del Papa, della chiesa o di teologia perché non ci capiamo niente di queste cose, abbiamo pregiudizi dogmatici (non è una battuta, lo dicono davvero), e poi se siamo pure atei il cerchio è concluso, un ateo non può parlare di religione. Perché? Ma perché lo dicono loro (la parte più integralista dei credenti) e che diamine, cosa vogliamo dargli torto? Beh, si.</span></span><span id="more-13200"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/10/07.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13202" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/10/07-300x199.jpg" alt="07" width="550" height="365" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/10/07-300x199.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/10/07-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a>Insomma questo per dire che noi, in quanto miscredenti, irriverenti ma soprattutto impenitenti, di certe cose continueremo a parlare e a scrivere non fosse altro per il gusto di sentire le arrampicate sugli specchi dei ferventi integralisti messi di fronte alla realtà dei fatti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quindi parliamo di religione e qui lo facciamo analizzando con un po’ di razionalità quello che dice chi pensa di saperne più del Papa in termini di religione cattolica, ovvero tale Antonio Socci. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non stiamo a rinvangare i fasti del soggetto in questione come conduttore di uno dei programmi comici più divertenti della storia ovvero Excalibur (come dite? Non era un programma comico? Scusate… no è che su Superfantozzi&#8230; </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>escandabar&#8230; esculimbur&#8230; </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> no era un programma serio, ok, se lo dite voi&#8230;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">), e non analizziamo la sua formazione dentro e fuori Comunione e Liberazione, diciamo solo che si professa cattolico praticante. Personalmente lo annoveriamo nella mai troppo ridotta categoria dei cattolici integralisti antimodernisti, ma questi sono dettagli. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Attuale giornalista/opinionista del quotidiano Libero, analizziamo alcune parti della sua ultima produzione.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Pur prossimo agli ottant’anni, papa Bergoglio è instancabile, un vero ciclone. Ma il suo travolgente viaggio americano ha fatto sorgere in alcuni cattolici una domanda: quali obiettivi persegue? </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>Per chi lavora? È improbabile che lavori per il Dio dei cattolici</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, dal momento che lui stesso ha dichiarato a Scalfari: &#8220;Non esiste un Dio cattolico&#8221;. Rimanda a un’idea generica di Dio che può trovar posto solo in una vaga religione universale postcristiana.</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Siamo solo alla premessa dell’articolo e già cominciamo male. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Allora, cominciamo a dire usando una definizione enciclopedica che chi è cattolico, e usiamo questo termine non a caso altrimenti sarebbe un generico cristiano</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><u>, riconosce il primato di autorità al vescovo di Roma, in quanto successore dell&#8217;apostolo Pietro sulla cattedra di Roma</u></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Se uno si definisce cattolico e accusa il vescovo di Roma di non lavorare per il dio dei cattolici ha qualche problema serio. O è un essere trascendente e parla direttamente con i superiori del papa o non ha capito un’acca della religione che va professando. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Detto questo è chiaro a chiunque abbia sentito parlare, anche vagamente, di teologia che la frase del Papa rilasciata a Scalfari (ammesso e non concesso che sia vera visto il putiferio generato in seguito a quelle interviste) vuol dire che il Papa sta parlando di “cattolico” in senso identitario non di “cattolico” in senso lessicale. Perché come tutti sanno la parola cattolico viene dal greco katholikòs, cioè &#8220;universale&#8221;. La Chiesa del papa si chiama Cattolica perché ha la pretesa di essere universale, quindi è ovvio che non può dire che esista un dio solo per chi crede nel cattolicesimo, perché il primo intento di questo è quello di evangelizzare tutta l&#8217;umanità e salvare le anime. Di tutti. Di conseguenza un dio solo cattolico non può esistere per la stessa teologia cattolica, può esistere un dio universale di cui solo la Chiesa Cattolica interpreta bene il volere. Altro che “vaga religione universale postcristiana” la religione cattolica ha sempre avuto la pretesa di essere universale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il fatto che venga acclamato ed esaltato da tutto l’establishment politico e mediatico che ha sempre avversato la Chiesa Cattolica inquieta molti credenti.</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma come? Non dovrebbero essere contenti? C&#8217;è qualcosa che ci sfugge&#8230; sinceramente.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Del resto chi finora ha cercato nei suoi discorsi americani il nome di Gesù Cristo l’ha trovato raramente e spesso in citazioni formali e marginali. Un ecclesiastico ironico sostiene che Bergoglio non lavora «a maggior gloria di Dio», ma «a maggior gloria di io». In effetti per ora il risultato del viaggio a Cuba e negli Stati Uniti è la sua personale glorificazione mondana nei salotti radical-chic.</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma questi ecclesiastici ironici perché non escono allo scoperto invece di far parlare Socci per bocca loro? Dopo sì che si sarebbe da ridere, altro che ironia. Comunque tanto per dire, non è certo Bergoglio il primo papa con l’ambizione di piacere a tutti: liberisti e comunisti, integralisti ed evangelici. La figura del papa star sempre in viaggio in tutto il mondo l’ha lanciata Karol Wojtyla, che peraltro è stato a Cuba nel 1998. Quindi di che si meraviglia il Socci?</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Mentre la Chiesa ne esce malridotta, umiliata e delegittimata. Sia la Chiesa dei perseguitati (a Cuba o nelle terre sottoposte all’islamismo), sia la battagliera Chiesa degli Stati Uniti. A Cuba Bergoglio ha preso in giro i dissidenti, ha ignorato il dramma dei diritti umani e ha ridicolizzato e screditato come settari i cattolici che resistono al regime. Addirittura omaggiando e legittimando i tiranni sanguinari.</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma Socci si è addormentato nell’89 e si è svegliato oggi? Sembra il personaggio della trasmissione Avanzi che al risveglio dovevano aggiornarlo su quello che era successo dopo gli anni di piombo! Caro Antonio, guarda che è da tempo che si sono disgelati i rapporti con Cuba, prima della visita del Papa c’è stata la riapertura delle ambasciate americane tanto per dirne una, cosa doveva fare Bergoglio? Richiuderle? </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Poi è arrivata l’apoteosi obamiana. Lì ha bastonato i vescovi che &#8211; sulla linea di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI &#8211; hanno fatto rinascere la Chiesa americana dopo il naufragio progressista. Bergoglio è arrivato a dire loro che non si deve fare «della Croce un vessillo», quando tutta la tradizione cattolica proclama l’esatto contrario («Vexilla regis prodeunt/ fulget Crucis mysterium»).</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Scrive Riccardo Cascioli sulla «Bussola quotidiana», un sito cattolico: «Da tempo c’è un duro scontro tra Casa Bianca e Chiesa cattolica americana sul tema della libertà religiosa, a causa del tentativo di Obama di imporre aborto e contraccezione senza rispettare l’obiezione di coscienza (vedi la riforma sanitaria). È uno scontro già arrivato nelle aule di tribunale ed è attualissimo».</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>In sostanza Bergoglio ha intimato ai vescovi e ai cattolici americani di non rompere più le scatole a Obama e ai Democratici (che erano in rotta con la Chiesa pure per i matrimoni gay).</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sulle questione teologiche legate alla tradizione ricordiamo a Socci quanto già detto, è il Papa che secondo la teologia Cattolica ha il primato in materia di fede, quindi riguardo alla tradizione può fare quello che vuole, rispettarla o cambiarla. Del resto nel corso della bimillenaria storia della Chiesa Cattolica le tradizioni di questa sono cambiate moltissimo. Un cattolico, un buon cattolico può solo prenderne atto senza contestare l&#8217;erede di Pietro. (Uno dei tanti motivi per cui noi non possiamo essere cattolici). </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla seconda parte ci sembra che Socci debba un poco informarsi perché ci sono tante altre associazioni cattoliche antimoderniste che invece stanno gioendo per quello che ha fatto Papa Francesco I. Basti pensare agli encomi lasciati in segreto (ma non troppo in segreto) alla dipendente comunale americana che rifiutò di registrare l’unione di una coppia omosessuale. Si esatto, proprio quella dipendente che aveva quattro matrimoni alle spalle. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Forse per Socci il papa dovrebbe andare in giro brandendo un neonato morto spacciandolo per feto di poche settimane, come fanno gli antiabortisti in America (e non solo in America), chissà se per lui sarebbe abbastanza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tralasciando altre esternazioni arriviamo ad un altro punto dolente. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Oltretutto la tesi del riscaldamento per cause umane è stata smontata da tanti scienziati di valore: come può Bergoglio trasformarla in dogma di fede? […] Egli ha portato la Chiesa in un pantano ideologico eco-catastrofista (e noglobal) che è molto vicino a una sorta di religione della madre terra, di sapore new age, quella «religione universale della gnosi», contrapposta alla tradizione giudaico-cristiana, di cui ha scritto Ettore Gotti Tedeschi.</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Stendendo un velo pietoso sui “tanti scienziati di valore” che smentiscono il riscaldamento per cause antropiche (paragonabili ai ciarlatani che negano l’evoluzione biologica) occorre spiegare al Socci che si, la Chiesa ha sempre avuto qualche problemino con la scienza, ma una volta che una cosa è innegabile si è adeguata. Altrimenti saremmo ancora al Sole che gira intorno alla Terra, invece oggi i presidenti delle Pontificia Accademia delle Scienze (Nicola Cabibbo, Werner Aber tanto per far nomi e cognomi) sono tutti evoluzionisti convinti, che mica si scelgono i vari De Mattei… loro!</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Quindi esimio Dott. Socci è ora che prenda atto che a negare il riscaldamento della Terra per cause antropiche siete rimasti in pochi insieme ai consigli di amministrazione delle compagnie petrolifere, queste ultime almeno hanno una buona scusa, la sua la ignoriamo. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Altre chicche socciane in ordine sparso contenute nel resto dell&#8217;articolo:</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Che Bergoglio abbia abbandonato i «principi non negoziabili» lo ha capito bene il Senato americano [&#8230;] Bergoglio ha un’idea banale, marxisteggiante, del primato dell’economia. Ritiene che siano sempre gli interessi economici la causa di guerre e genocidi [&#8230;]Un altro episodio grottesco è il regalo fatto al papa da Raul Castro, l’opera dell’artista Alexis Leyva Machado: un grande crocifisso realizzato con i remi delle imbarcazioni dei migranti del Mediterraneo. A parte il fatto che sulle nostre coste gli emigranti non arrivano con barche a remi&#8230;</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Insomma al di là della solita retorica anticomunista con cui di certo qualche nostalgico sarà d&#8217;accordo è evidente che il Socci di “cristiano” nel senso comune del termine, di come la Chiesa Cattolica si sforza sempre di apparire, di quello che tutti apprezzano della carità cristiana, ha ben poco. Forse si è perso qualche pezzo durante il catechismo, forse era in fila per comprare le reliquie di Pio IX, forse quando sentiva il termine evangelizzare il buon Socci intendeva prendere i non cattolici a bibbiate in testa. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">A noi laici, anticlericali, agnostici, atei ma anche credenti tutto questo ci fa ridere. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Intendiamoci, di certo Papa Francesco I non ha bisogno della nostra difesa ne&#8217; tanto meno noi vogliamo difenderlo. Anzi gli facciamo spesso critiche pesanti (ovviamente di stampo opposto a quelle socciane).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Però qui ci sembra che siamo oltre anche quel fenomeno del cattolicesimo “fai da te”, ovvero quelle persone che adattano i messaggi papali e del vangelo a loro uso e consumo per le loro idee personali. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Qui siamo di fronte a un (sedicente?) cattolico che afferma di saperne più del Papa su come far funzionare la Chiesa Cattolica. A noi fa ridere, qualcuno si dovrebbe arrabbiare. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
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		<title>Chiesa e pedofilia: la Santa disinformazione di Bergoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2015 16:45:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci risiamo. I media nostrani incensano nuovamente il papa &#8220;rivoluzionario&#8221;, questa volta per una missiva dei giorni scorsi alle Conferenze episcopali e agli Istituti di vita consacrata di tutto il mondo alla vigilia della prima riunione della Pontificia commissione per la tutela dei minori. «L&#8217;impegno contro la pedofilia prosegue senza sosta», chiosa Repubblica; «La priorità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci risiamo. I media nostrani incensano nuovamente il papa &#8220;rivoluzionario&#8221;, questa volta per una missiva dei giorni scorsi alle Conferenze episcopali e agli Istituti di vita consacrata di tutto il mondo alla vigilia della prima riunione della Pontificia commissione per la tutela dei minori.<span id="more-12869"></span> <a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/06/papa-francesco_h_partb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11524" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/06/papa-francesco_h_partb-300x179.jpg" alt="papa-francesco_h_partb" width="300" height="179" /></a>«L&#8217;impegno contro la pedofilia prosegue senza sosta», chiosa <i>Repubblica</i>; «La priorità della Chiesa è di tutelare le vittime e riparare ai torti commessi», fa eco il <i>Corriere</i>. <br />Vediamo di cosa si sta parlando. Bergoglio, nel <a href="http://media2.corriere.it/corriere/pdf/2015/lettera-papa-B0092-XX.01.pdf" target="_blank">testo</a>, spiega le motivazioni che lo hanno spinto lo scorso anno a istituire la<a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=100096&amp;typeb=0&amp;Chiesa-e-pedofilia-a-cosa-serve-la-Commissione-di-Bergoglio-" target="_blank">Commissione</a> ed esorta le Conferenze episcopali, le diocesi e tutti gli istituti ecclesiastici ad attenersi a quanto previsto nella <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20110503_abuso-minori_it.html" target="_blank">Lettera circolare</a> emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede il 3 maggio 2011. Insomma, la notizia semplicemente non c&#8217;è. Ma ci sono due passaggi interessanti, che letti in funzione della Lettera cui si riferisce Bergoglio, aprono qualche spunto di riflessione. </p>
<p>Il primo: «Le famiglie devono sapere che la Chiesa non risparmia sforzi per tutelare i loro figli e hanno il diritto di rivolgersi ad essa con piena fiducia, perché è una casa sicura». Ci si aspetterebbe che la Chiesa sia la prima a denunciare alla Giustizia i rei di abuso su minori, e invece no. La Lettera circolare spiega molto bene quali sono i passi da seguire nel caso di segnalazione di violenza. Prima intervengono i vescovi e, se l&#8217;accusa viene ritenuta da loro stessi fondata, il caso passa alla Congregazione per la dottrina della fede (ex Santa Inquisizione, uno dei principali dicasteri della Santa Sede). La quale, in caso di condanna, interviene con due tipi di provvedimenti: la restrizione del ministero pubblico e le pene ecclesiastiche, «fra cui la più grave è la <i>dimissio </i>dallo stato clericale». Seguono fumosi riferimenti alla collaborazione con le autorità civili «nell&#8217;ambito delle rispettive competenze», ma da nessuna parte è sancito <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=100560&amp;typeb=0&amp;Chiesa-e-pedofilia-i-vescovi-italiani-non-denunciano-nessuno" target="_blank">l&#8217;obbligo di denuncia</a>. Se la pedofilia clericale continua a essere considerata un fatto interno alla Chiesa, con quale «piena fiducia» le famiglie dovrebbero rivolgersi ad essa? </p>
<p>Il secondo: «Non c&#8217;è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori». Abbiamo appena visto che la retrocessione allo stato laicale non è un obbligo ma solo la pena più grave. Questo perché, come dice sempre la Lettera citata da Bergoglio, l&#8217;abuso su minore è un delitto contro il sesto comandamento («Non commettere atti impuri») e come tale va trattato. La violenza su un bambino, cioè, viene ancora paragonata a un qualsiasi atto sessuale consenziente tra un prete e un adulto. Ma ancora, la Lettera ci regala un&#8217;altra chicca: il «ritorno del chierico al ministero pubblico» deve essere escluso «se detto ministero è di pericolo per i minori o di scandalo per la comunità». Avete letto bene, &#8220;se&#8221;. Il che significa esattamente il contrario di ciò che Bergoglio ha scritto. </p>
<p>Il tutto, filtrato e capovolto ad arte dalla stampa, arriva al lettore nel modo che sappiamo: pugno duro contro la pedofilia, tolleranza zero, papa coraggioso e innovatore. D&#8217;altronde, come diceva Göbbels, una bugia ripetuta cento, mille, un milione di volte diventa una verità. E lui di propaganda se ne intendeva. </p>
<p><b>Cecilia M. Calamani</b> </p>
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		<title>La Corte dei Conti scopre l&#8217;otto per mille!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 19:37:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E pensare che ci avevano quasi convinto che eravamo noi a sbagliarci con tutta quella profusione di articoli e i chilometri di parole snocciolate lungo i mass media televisivi. Si perché, dai ammettiamolo, hai voglia a dire che non è faticoso combattere contro i muri di gomma e che si fa per il piacere/dovere di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10351" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/250px-Euro_coins_and_banknotes-150x150.jpg" alt="250px-Euro_coins_and_banknotes" width="150" height="150" /></a>E pensare che ci avevano quasi convinto che eravamo noi a sbagliarci con tutta quella profusione di articoli e i chilometri di parole snocciolate lungo i mass media televisivi.</p>
<p>Si perché, dai ammettiamolo, hai voglia a dire che non è faticoso combattere contro i muri di gomma e che si fa per il piacere/dovere di denunciare le ingiustizie che impediscono a questo paese di essere una democrazia sostanziale e non solo formale.</p>
<p>Lo diciamo chiaramente, ci eravamo quasi stancati!<span id="more-12731"></span></p>
<p>Ma si, suvvia, che c&#8217;è di male? Dopo dieci anni di Civiltà Laica lo possiamo anche dire! Dieci anni di volantinaggi, riviste informative, dibattiti sul web, interviste alle televisioni locali sempre a dire la stessa cosa, ovvero: “Guardate cara presunta maggioranza cattolica, che di soldi a questo paese ne state prosciugando troppi! Non vorremmo essere scortesi cari cattolici, ma se guardate nelle tasche dei vostri preti e cardinali dovreste cominciare a farvi qualche domanda mentre voi non arrivate a fine mese!”.</p>
<p>E loro giù con i vari Langone – Folena &#8211; Ferrara, a negare l&#8217;evidenza! In modo ridicolo e grottesco, certo! Ma si sa, quando il novanta percento dei mass media è al tuo fianco tutto può esser fatto passare nel ventre molle dell&#8217;Italia.</p>
<p>Ma adesso c&#8217;è la Corte dei Conti, e l&#8217;ha messo nero su bianco! La Chiesa Cattolica prende troppi soldi con l&#8217;8 per mille. Occorrerebbe passare a un sistema più equo e razionale!</p>
<p>Caspiterina! Accidempolina!! Perdindirindina!!!</p>
<p>Ora non resta che domandarsi quando scoprirà che l&#8217;insegnamento dell&#8217;ora di religione nelle scuole ci costa (a tutti, cattolici e non) un miliardo e mezzo di euro l&#8217;anno&#8230;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>La Chiesa di Papa Francesco I alla prova dei fatti: bocciata!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 18:12:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/10/eutanasia_0.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-11813" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/10/eutanasia_0-150x150.jpg" alt="eutanasia_0" width="150" height="150" /></a>Come abbiamo sempre sostenuto il buonismo di Papa Francesco I va valutato sui fatti e non sulle dichiarazioni estemporanee riportate dai mass media italiani in un modo che avrebbe indignato la Pravda stalinista.<br /> E alla prova dei fatti dobbiamo ancora bocciare la Chiesa Cattolica e il suo comportamento irrispettoso dei diritti umani e della libertà di autodeterminarsi.<br /> Come se non fossero bastate le dure lezioni, in termine di caduta di immagine, subite nei casi Englaro e Welby la Chiesa conferma tutta la sua arretratezza e al sua mancanza di umanità condannando la scelta di Britanny Maynard che, affetta da un male incurabile al cervello ha scelto una morte dignitosa, scegliendo lei quando salutare chi ama e lasciando in eredità una lezione di civiltà. Britanny ovviamente non ha invitato nessuno a seguire il suo esempio ma ha potuto compiere la propria volontà grazie alle leggi di uno Stato, l’Oregon, che si dimostra civile.<span id="more-12688"></span><br /> Chi si dimostra incivile invece è il “solito” vescovo di turno, ma non uno qualsiasi bensì il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Carrasco de Paula, appartenente alla setta dell’Opus Dei. La sua dichiarazione all’Ansa esordisce con un ragionevole “<em>non giudichiamo le persone</em>” ma tanto per chiarire subito che la ragionevolezza è a lui aliena aggiunge subito <em>“ma la dignità è un’altra cosa che mettere fine alla propria vita</em>”. E come se non bastasse si esibisce in ciò per cui è nota fare la Chiesa Cattolica in questi casi, cioè accusare i parenti e gli amici della persona in oggetto; dice infatti a chiare lettere che “ <em>la gente che ha avuto intorno non l’ha aiutata, è stata gestita da un gruppo pro eutanasia.&#8221;</em><br /> Siamo quindi alle solite, la Chiesa contro la libertà di scelta, la Chiesa contro l’autodeterminazione dell’individuo, la Chiesa contro la possibilità di scegliere quando smettere di soffrire. Con buona pace dei proclami del Papabbuono rilanciati a mass media unificati e alla faccia di chi ci crede.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Chiedilo a loro!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2014 17:15:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[eraldo giulianelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Puntuale ,come il sorgere del sole al mattino, arriva in primavera l’accorato appello delle gerarchie vaticane rivolto ai contribuenti affinché destinino alla Chiesa Cattolica i proventi del loro famigerato otto per mille. “ Chiedetelo a loro” è lo slogan sommessamente ripetuto : e qui il sacro spot ci illumina e ci commuove attraverso la visione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Puntuale ,come il sorgere del sole al mattino, arriva in primavera l’accorato appello delle gerarchie vaticane rivolto ai contribuenti affinché destinino alla Chiesa Cattolica i proventi del loro famigerato otto per mille. “ Chiedetelo a loro” è lo slogan sommessamente ripetuto : e qui il sacro spot ci illumina e ci commuove attraverso la visione delle varie imprese caritatevoli dei sacerdoti cattolici a favore delle più sventurate vittime della umana indifferenza. Il tutto accompagnato da una svenevole musica di sottofondo e dal tono lacrimevole e sdolcinato che caratterizza l’eloquio sacerdotale.<span id="more-12446"></span><br /><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11164" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg" alt="inquisition-wheel" width="300" height="298" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/inquisition-wheel-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Questo ricorrente ricorso alla retorica pretesca potrebbe anche lasciarci indifferenti potendo, ognuno di noi, fingere magari di non sentirlo e considerarlo solo uno degli innumerevoli rumori di fondo che accompagnano la nostra vita.<br />In me , invece, il sacro messaggio produce l’effetto opposto rispetto a ciò che si prefigge perché eccita il mio desiderio, sempre latente, di gridare il mio sdegno e la mia rabbia verso quella che considero una vera sciagura millenaria abbattutasi sull’umanità : l’avvento delle religioni e del Cristianesimo in particolare. Mi viene voglia di gridare , rivolto ai gerarchi cattolici: “ Chiedetelo a loro”, ai milioni di esseri umani trucidati nelle guerre di religione da voi alimentate e condotte con spietata ferocia: la guerra dei trent’anni, per dirne una, (dal 1618 al 1648) , scatenata per il controllo religioso dell’Europa e che produsse lo sterminio di un terzo della popolazione della sola Germania. Chiedetelo ai milioni di morti provocati dalle crociate e non pensiamo solo a quelle contro i saraceni ( XII secolo e seguenti) ma anche a quelle condotte contro i cristiani diversamente pensanti ( 700.000 morti nella crociata contro i catari nel XIII secolo), contro i valdesi fatti a pezzi e sgozzati a migliaia in Calabria su istigazione del futuro papa e santo Pio V nel 1561, alla strage degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo ( agosto 1572), alle crociate contro gli hussiti e gli stedingi di Germania e di Boemia ( XIV – XV sec.). Chiedetelo a tutti coloro che sono stati torturati nelle celle della Santa Inquisizione, depredati di tutti i loro averi equamente divisi in tre parti uguali ( un terzo all’inquisitore, un terzo al vescovo locale e l’ultimo terzo alle casse del Vaticano) e poi bruciati vivi sulla pubblica piazza quale spettacolo edificante e ammonimento severo per i fedeli. Chiedetelo alle centinaia di migliaia di povere donne seviziate, violentate e arse sul rogo con l’accusa di essere streghe, quindi in carnale e osceno rapporto con il diavolo , già nel XIII e XIV secolo e soprattutto dopo che papa Innocenzo VIII scatenò contro di loro gli aguzzini domenicani e francescani ( sì, anche i francescani) con la bolla “ Summis desiderantes affectibus” del 1484. Chiedetelo a tutti gli ebrei che per venti secoli sono stati accusati di aver ucciso il dio dei cristiani e per questo motivo ammazzati in massa nei “progrom” scatenati in tutta Europa dai preti cattolici in occasione di carestie, epidemie, e poi rinchiusi nei ghetti e costretti ad indossare marchi di infamia ( invenzioni queste non dei nazisti ma dei papi) , umiliati e cacciati dalle loro proprietà e banditi e costretti con la forza a cristianizzarsi pena la morte . Qualcuno crede ancora che duemila anni di predicazione dell’odio contro i “perfidi ebrei” non abbiano avuto alcuna influenza nella tragedia dei campi di sterminio nazisti? Davvero la Chiesa Cattolica ha diritto di prendere le distanze e dichiararsi estranea all’orrore della Shoah? Chiedetelo a tutte le donne che per venti secoli sono state umiliate quali serve degli uomini, considerate utili solo come riproduttrici, e marchiate come fonte di peccato e causa della perdizione umana per colpa di Eva , la tentatrice: la Chiesa ha impiegato 15 secoli per accettare, infine, che anche le donne hanno un’anima ( Concilio di Trento).<br />Ho sotto gli occhi la notizia riportata dalla stampa di oggi , 4 giugno, del ritrovamento dei resti di 800 corpi di bambini in un monastero di suore nel nord dell’Irlanda cattolicissima. Figli di sventurate donne colpevoli di averli generati in un rapporto non canonicamente riconosciuto, insomma nati fuori del matrimonio. Costretti a vivere sporchi e scalzi ( una foto degli anni 40 è eloquente), scherniti e uccisi per maltrattamenti e denutrizione, colpevoli di essere figli illegittimi di donne a loro volta umiliate e costrette a lavori sfiancanti e sfruttate come schiave dalle suore dell’ordine delle “ Sorelle di Maddalena”. Si calcola che migliaia di donne siano passate di lì e le ossa dei poveri loro figli stanno avanti ai nostri occhi per ricordarci la vergogna dell’odio generato dalla religione , della crudeltà mossa da motivazioni fanatiche che umiliano la dignità delle persone e che, da sempre, costituiscono direi il marchio di fabbrica di quella che pomposamente e ipocritamente si definisce “ la religione dell’amore”.</p>
<p>Eraldo Giulianelli</p>
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		<title>Più di un anno di Papa Francesco I</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/piu-di-un-anno-di-papa-francesco-i/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 17:26:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati ben 14 mesi dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio, un tempo breve per fenomeni come l’evoluzione biologica ma più che sufficiente a dare giudizi politici sull’operato di chiunque. Cominciamo con il dire che l’elezione di Bergoglio non è stata un’elezione come le altre perché arrivava dopo la clamorosa abdicazione di Benedetto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/piu-di-un-anno-di-papa-francesco-i/">Più di un anno di Papa Francesco I</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sono passati ben 14 mesi dall’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio pontificio, un tempo breve per fenomeni come l’evoluzione biologica ma più che sufficiente a dare giudizi politici sull’operato di chiunque.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Cominciamo con il dire che l’elezione di Bergoglio non è stata un’elezione come le altre perché arrivava dopo la clamorosa abdicazione di Benedetto XVI, cosa che non succedeva da almeno 500 anni nella storia della Chiesa e che non poteva essere indolore. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span id="more-12441"></span><br />L’abdicazione di Joseph Ratzinger ha rappresentato infatti uno dei punti più bassi di popolarità della Chiesa Cattolica che duramente provata da otto anni di figuracce diplomatiche, sproloqui, flop di pubblico e contestazioni ovunque si muoveva il pontefice ha deciso di cambiar marcia rieleggendo qualcuno che poteva restituire blasone e credibilità.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/Papa_Francisco_na_JMJ_-_24072013.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11687" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/Papa_Francisco_na_JMJ_-_24072013-219x300.jpg" alt="Papa_Francisco_na_JMJ_-_24072013" width="219" height="300" /></a>Diciamo subito che senz’altro Bergoglio è riuscito allo scopo, ma dato che noi apparteniamo a quella scuola per cui i mezzi cambiano e a volte rendono inutile il fine, analizziamo un poco come è riuscito a far questo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La scelta del nome.<br /></b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ogni cosa è stata pianificata nei dettagli , come sempre accade quando si ha a che fare con una struttura di potere millenaria, e scegliere il nome del nuovo papa non poteva essere lasciato al caso.<br />Diciamolo chiaramente, chiamare il papa “Francesco”, come il presunto santo dei poveri, era uno delle ultimissime carte che restavano da giocare alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Da notare anche che nei giorni seguenti all’elezione sembra esserci stato un vero e proprio diktat di comportamento nei confronti di ogni mass media, nessuno doveva azzardarsi ad aggiungere “Primo” in numeri romani al nome. Questo ovviamente perché dire Papa Francesco I ricorda alla gente che pur sempre si sta parlando di personaggi elitari, un re o un papa per l’appunto, mentre “papa Francesco” da solo suona così bene e richiama meglio l’immagine del santo dei poveri. E quindi per ovvia traslazione questo è il papa dei poveri.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il fenomeno mass mediatico<br /></b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Premesso che noi abbiamo una visione distorta del fenomeno mass mediatico in quanto viviamo in un paese anomalo per molti punti di vista, nonché “parzialmente libero” (come definito da ong internazionali indipendenti) per quello che concerne la libertà di stampa, l’asservimento di ogni testata nazionale (a parte rarissime eccezioni) al fenomeno Bergoglio non ci risulta avere precedenti neanche ai tempi di Woytjla quando per lo meno i laici come Scalfari avevano conservato la loro dignità e non correvano a baciare la sacra pantofola. Al di là del comportamento di pennivendoli vari, di giornali ormai scesi al rango di rotocalchi e dell’uscita di testate nazionali appositamente dedicate al nuovo papa, un dato più degli altri dal’ idea del fenomeno mass mediatico che è Papa Francesco I. In circa un anno di pontificato sono usciti 111 libri “scritti dal papa” e 139 a lui dedicati per un totale di 250. (fonte “Famiglia Cristiana”).<br />Il numero ha dell’incredibile, si tratta quasi di un libro al giorno che esce negli scaffali delle librerie; pensare che il pontefice in meno di un anno abbia scritto più libri di Stephen King in tutta la sua carriera è “miracoloso” già di per se, probabilmente questo sarà un dato che verrà usato per la sua canonizzazione </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>in vivo.</i></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Che cosa avrebbe dovuto fare Papa Francesco I<br /></b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tanto per evitare la stucchevole nonché onnipresente critica sostenente il fatto che noi laici vogliamo dire al papa quello che deve o non deve fare (una sorta di ingerenza al contrario) usiamo le parole che disse Frei Betto in una conferenza presso la Chiesa di Sangemini (TR) pochi giorni dopo l’elezione di Papa Francesco I. <br />Ricordiamo che nonostante le accuse di Verbinski i sacerdoti superstiti della teologia della liberazione come Frei Betto e Leonardo Boff accolsero favorevolmente l’elezione di Bergoglio e avevano riposto in lui moltissima fiducia. <br />Frei Betto disse senza mezzi termini che questo papa avrebbe dovuto cambiare la teologia cattolica, perché non è possibile continuare a trattare nel 2014 le donne della Chiesa come esseri inferiori quanto la maggiorparte delle volte sono loro a tirare avanti le parrocchie, negandogli finanche di dire messa. Che era ora di cancellare il celibato dei preti che è insostenibile e costringe alla sofferenza tante persone. Che è ora di smettere di dire che la sessualità serve solo a riprodursi perché questa è zoologia e non teologia. Che è ora di smettere di continuare a considerare l’omosessualità come un disordine o finanche una malattia.<br />Ovviamente, aggiungiamo noi, per far questo il papa dovrebbe convocare un concilio perché è impensabile che lo faccia da solo con un enciclica. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Cosa ha fatto Papa Francesco I<br /></b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Diciamolo chiaramente e riconosciamolo, Papa Francesco I ha sistemato le cose in casa dello Ior. Però da laici impertinenti, impenitenti, e miscredenti quali siamo ci permettiamo di ricordare che è stato costretto a farlo. Altrimenti le banche europee avrebbero chiuso i rapporti con la banca del Vaticano, basta ricordare che a Gennaio del 2013 i bancomat vaticani erano stati bloccati in quanto, come scrive Carlo Morroni </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-08/vaticano-bancomat-bloccati-procura-092143.shtml?uuid=AbtulDIH"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">sul sito del Sole 24</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> ore l’8 Gennaio 2013, era venuta a mancare l’autorizzazione ad operare della Banca d’Italia alla Deutsche Bank (che gestiva da tempo i bancomat vaticani). Questo a seguito dell’assenza, presso lo Stato di Città del Vaticano, di una legislazione bancaria e finanziaria e di un sistema di vigilanza prudenziale. <br />Quindi o Papa Francesco I sistemava le cose in casa Ior o si sarebbe trovato con un banca isolata che non serviva più a nulla.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Per il resto il pontefice si è limitato a fare molte telefonate, forse invogliato dalle recenti offerte dei gestori di cellulari, molte dichiarazioni estemporanee (“chi sono io per giudicare un gay?”), mentre nel contempo ha scomunicato una donna perché ha osato dir messa, ha rimarcato il no all’aborto e all’eutanasia in ogni forma chiudendo di fatto ogni dialogo possibile. <br /></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Last but not least</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> ha rilanciato con indubbio vigore la figura dell’esorcista in vaticano, come il suo predecessore Woytjla infatti Bergoglio è fermamente convinto della presenza del demonio in questo mondo e, probabilmente, compie esso stesso riti esorcisti come si può vedere in un ormai celebre </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=103824&amp;typeb=0&amp;L-ossessione-di-Bergoglio-per-il-diavolo"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">filmato su youtube</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. <br />Il tutto unito con l’annuncio di una nuova ostensione per quella che è la patacca più clamorosa di tutta la storia del cattolicesimo recente, ovvero la Sacra Sindone di Torino che considerata sempre prudentemente come “icona” è stata elevata al rango di “reliquia” da Benedetto XVI confermando il fatto che il povero Ratzinger non ne azzeccava una neanche quando aveva le evidenze sotto il naso. <br />Conferme su conferme che, in piena sintonia con i suoi due predecessori, Bergoglio combatte lo spirito del Concilio Vaticano II e lavora incessantemente per re-infantilizzare il cattolicesimo. Al fine forse di avere fedeli più gestibili, ma non rendendosi conto che così presto (relativamente presto) non avrà più fedeli se non coloro che sono incapaci di usare un poco di ragionevolezza.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Che cosa non ha fatto Papa Francesco I<br /></b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tirando le conclusioni, Bergoglio non ha convocato nessun concilio, perché semplicemente non ha intenzione di cambiare la teologia cattolica. Si dimostra nei fatti, quello che è sempre stato un conservatore, e non un progressista.<br />Ma non ha neanche rinunciato agli abnormi privilegi che la Chiesa Cattolica continua imperterrita ad avere alla faccia dei proclami come “vorrei una chiesa povera per i poveri”. Ricordiamo infatti che la stima dei costi sostenuti dallo Stato Italiano nei confronti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana è salita nello scorso anno a circa 6,5 miliardi di Euro all’anno. <br />Se Bergoglio volesse davvero una Chiesa povera potrebbe cominciare con il rinunciare all’otto per mille e agli infiniti rivoli di denaro pubblico che Stato ed Enti Locali continuano a versare alla sua Chiesa e deliberare per un sostentamento effettivo di questa solo da parte dei suoi appartenenti. <br />Bergoglio non ha neanche dato il benestare allo Stato Italiano, ne’ tantomeno ad altri Stati, per aprire le proprie legislazioni al riconoscimento dei diritti degli omosessuali attraverso per lo meno quelle forme di Patti Civili (Pacs, DiCO, DiDoRe che dir si voglia). Anzi sempre più incessantemente si ripetono nelle nostre città, manifestazioni omofobiche sponsorizzate da associazioni e organizzazioni cattoliche che continuano a ripetere come la famiglia naturale sia solo quella composta da uomo e donna e di come quest’apertura legislativa, per non parlare del matrimonio gay, farebbe finire la civiltà così come la conosciamo. <br />Bergoglio in merito a queste tristi ostentazioni di ignoranza e integralismo religioso non ha detto una sola parola di censura. Anzi, leggendo su </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Francesco#Aborto.2C_eutanasia_e_pratiche_anticoncezionali"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">wikipedia</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> si può assistere a un capolavoro di ipocrisia di chi ha redatto la sua pagina: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Bergoglio ha ribadito l&#8217;insegnamento della Chiesa Cattolica sull&#8217;intrinseca immoralità delle pratiche omosessuali e, di pari passo, ha insegnato l&#8217;importanza del rispetto per le persone omosessuali</span></span><span style="color: #252525;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">.”</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Occorre veramente spegnere la ragione per scrivere una cosa del genere.<br />Papa Francesco I non ha neanche cambiato di molto la complessa situazione che vede la Chiesa Cattolica costretta a confrontarsi con l’enorme numero dei casi di pedofilia fra i suoi pastori. Il documento pubblicato definitivamente il 28 Marzo 2014 e annunciato già nel Maggio 2012 (due anni di gestazione, </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=100560&amp;typeb=0&amp;Chiesa-e-pedofilia-i-vescovi-italiani-non-denunciano-nessuno"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">a proposito di tempi biblici, sottolinea Federico Tulli su Cronache Laiche</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">) non prevede infatti nessun obbligo di denuncia alle autorità pubbliche da parte dei vescovi quando vengono a conoscenza di casi di pedofilia fra i prelati a loro sottoposti. Ancora una volta un segno evidente che c’è un abisso fra le dichiarazioni estemporanee del papa ai mass media e il concreto agire della Chiesa e del pontefice stesso. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>In estrema sintesi</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><br />Bergoglio è sicuramente un abile comunicatore, aiutato dal suo establishment, e quindi un fenomeno mediatico; tuttavia la continua infantilizzazione del cattolicesimo e dei suoi seguaci non giova ne’ allo Stato laico, che ovviamente non può dialogare con chi vuole solo evangelizzare, ne’ alla chiesa stessa che è sempre più succube di quelle organizzazioni (sette o similari) che sanno sfruttare meglio di chiunque altro l’ignoranza derivante da una fede cieca e irragionevole. <br />Pensiamo insomma di essere facili profeti ipotizzando che presto i nodi verranno al pettine e lo “scisma silenzioso” ricomincerà a far più rumore di prima.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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