Chiesa Cattolica: la RompiStati

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Era il profondo Medioevo, quando gli Stati europei odierni piantavano le loro radici nella Storia politica, economica e sociale. Quest’ affermazione vale per tutti gli Stati tranne per due: l’Italia e i Paesi Bassi. Il colpevole ? In entrambi i casi la Chiesa Cattolica.

Infatti, furono i Duchi della Borgogna a realizzare nel Secolo XV l’unificazione dei numerosi ducati, contee e signorie che fin da allora venivano indicati come i Paesi Bassi. Risultò un’ Unità Politica di media grandezza che comprendeva le attuali nazioni dell’Olanda, del Belgio e del Lussemburgo includendo anche territori nel nord dell’ attuale Francia (Lille, Artois). L’insieme era un territorio economicamente molto prospero e scientificamente ed artisticamente molto all’avanguardia. L’unica macchia di discontinuità territoriale, che ci si piazzava di mezzo come un corpo estraneo (cioè fra il ducato del Lussemburgo da una parte e il ducato del Brabante, la Contea di Namur e quella di Hainaut dall’ altra) fu il Principato-Vescovato di Liegi !

I Paesi Bassi passarono in questa stabile configurazione (per due secoli) dalle mani di Filippo il Buono a quelle di Carlo il Temerario, di Maria di Borgogna, di Massimiliano d’Austria, di Filippo il Bello e ultimamente a quelle di Carlo V, Sacro Romano Imperatore.

Fu sotto il regno di quest’ultimo che scoppiarono nei Paesi Bassi le – più che giustificate – rivolte contro gli abusi spirituali e materiali della Santa Romana Chiesa. Carlo Imperatore, nato e cresciuto nel territorio (Gand, Bruxelles) ed abilissimo uomo politico, riuscì a contenere la rivoluzione concedendo una certa libertà d’espressione a coloro che protestavano contro gli abusi (chiamati appunto : i “protestanti”), salvando in questo modo soprattutto l’integrità del suo Possesso.

Diversamente invece fece suo figlio e successore Filippo II, Re spagnolo catolicissimo e un vero pilaarbijter [1]; inabile, per il suo fondamentalismo religioso, a gestire la libertà di culto concessa da suo padre, il grande Carlo V. Un tentativo di riconquista cattolica finì per spaccare i Paesi Bassi nettamente in due parti (anno 1585). il Nord proclamò la sua indipendenza dalla corona spagnola e difese con tenacia i valori di libertà di culto e di pensiero.

La storica linea di spaccatura è tutt’ora il confine di Stato fra l’Olanda e il Belgio.

Il Sud invece finì sotto un’ atroce persecuzione da parte dell’ Inquisizione ispano-cattolica di ogni traccia di libero pensiero, provocando un vero maxi-esodo di artisti e scienziati fiamminghi verso il Nord libero (Amsterdam, Leida) dove avrebbero contribuito in seguito alla fioritura culturale settencentesca dell’Olanda (“Secolo d’ Oro”), fra l’altro accogliendo le idee rivoluzionarie di Galileo Galilei e facendole stampare, quando in Italia venivano censurate dal Papato. Lasciandosi così alle spalle Paesi Bassi Meridionali culturalmente sempre più arretrati ed economicamente ridotti ed impoveriti.

Ecco l’Opera di distruzione di uno Stato prospero eseguita dalla Chiesa Cattolica.

Ma non pensate che gli Zwartrokken [2] si limiteranno a questo, nella stessa zona il fenomeno si ripeterà due secoli dopo.

Marc Simons

[1] chi morde sui pilastri (parolaccia fiamminga per ultra-cattolici)

[2] sottane nere (parolaccia fiamminga per preti cattolici)

3 settembre 2016   |   articoli, storia   |   Tags: , ,