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	<title>bufale Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La contraccezione di emergenza e il mistero dei “criptoaborti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 06:49:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31532" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg" alt="" width="710" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d.jpg 710w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/133739099-36b9d882-7c06-4b39-b2f2-c54305b9c60d-280x158.jpg 280w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></a></p>
<p>Sono 65.703 le interruzioni volontarie di gravidanza registrate dall’ISTAT nel 2022 in Italia. Il numero è calato progressivamente dal 1978, quando è entrata in vigore la legge 194, che regolamenta l’aborto nel nostro Paese. Un comitato di ginecologi e attivisti dell’Associazione ProVita e Famiglia, però, non è d’accordo: sostiene che sono molte di più, perché aggiunge al computo 38.140 fantomatici “criptoaborti” provocati dall’assunzione dei contraccettivi ormonali di emergenza, la pillola del giorno dopo e quella dei cinque giorni dopo. In una conferenza ospitata lo scorso 29 ottobre nella sala stampa del Senato, i ginecologi del comitato hanno affermato che, all’insaputa delle donne che ne fanno uso, questi farmaci in realtà non sono contraccettivi ma abortivi e interrompono gravidanze già in corso.</p>
<p><a href="https://osservatorioaborto.it/">Osservatorio permanente sull’aborto</a>, questo è il nome del comitato che dal 2022 pubblica un rapporto annuale sull’attuazione della legge 194, in contrapposizione con quello istituzionale, redatto dall’Istituto superiore di sanità e pubblicato dal ministero della Salute. Lo scorso 29 ottobre, l’Opa ha presentato ufficialmente il terzo di questi rapporti, intitolato <em>Tra clandestinità e indifferenza</em>. Tra i dati bizzarri riportati nel documento, c’è il conto di quanto avrebbero fruttato tutti i soldi spesi dal Servizio sanitario nazionale dal 1978 a oggi per attuare la legge 194, se invece fossero stati investiti in titoli di Stato: ben 16 miliardi e 616 milioni di euro. Chissà quanto avrebbero fruttato i soldi spesi dal Ssn per le appendicectomie nello stesso arco di tempo… Il ragionamento sui “criptoaborti” che sarebbero provocati dai contraccettivi di emergenza è particolarmente preoccupante. “C’è una perdurante incertezza”, si legge nel rapporto, “sulla modalità di azione di questi farmaci, cioè se sia contraccettiva o piuttosto abortiva”. In realtà, oggi la comunità scientifica internazionale ha perfettamente chiaro il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo.</p>
<h2>Come funziona la pillola del giorno dopo</h2>
<p>A differenza dei contraccettivi ormonali ordinari, quelli di emergenza si assumono dopo un rapporto a rischio e servono a prevenire una gravidanza indesiderata nei casi in cui non sia stato utilizzato nessun sistema contraccettivo ordinario, oppure il sistema usato abbia fallito, per esempio in caso di dimenticanza della pillola o rottura del preservativo. Due sono i contraccettivi orali post-coitali in commercio oggi. Il primo, a base di levonorgestrel, è la cosiddetta pillola del giorno dopo. Deve essere assunto prima possibile entro 72 ore dal rapporto a rischio. Il secondo, a base di ulipristal acetato, è la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo e deve essere assunto prima possibile entro 120 ore dal rapporto a rischio.</p>
<p>Entrambi i farmaci agiscono ritardando l’ovulazione se vengono assunti prima di questo evento e quindi prevengono l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita, e il concepimento. Sono inefficaci se al momento della somministrazione l’ovulazione è appena avvenuta e sono inefficaci se la fecondazione dell’ovocita è già avvenuta. Non sono in grado di <a href="https://www.amicacontraccezioneaborto.it/linee-guida/contraccezione/position-paper-contraccezione-emergenza-orale/">interrompere una gravidanza</a> già iniziata, quindi non sono farmaci abortivi.</p>
<p>Sia il levonorgestrel che l’ulipristal acetato interferiscono con l’azione del progesterone, l’ormone naturale che prepara l’ambiente uterino per la gravidanza. Entrambi quindi agiscono anche sul rivestimento interno dell’utero, ma questa azione, al dosaggio dei farmaci previsto per la contraccezione di emergenza, non è tale da impedire l’impianto dell’ovocita eventualmente già fecondato. Lo affermano chiaramente, sulla scorta di abbondante letteratura scientifica, sia l’<a href="https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/emergency-contraception">Organizzazione mondiale della sanità</a>, sia l’<a href="https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/ellaone">Agenzia Europea del Farmaco</a>.</p>
<p>La disponibilità in farmacia dei contraccettivi di emergenza senza obbligo di prescrizione né per le maggiorenni né per le minorenni ha determinato un calo netto delle interruzioni volontarie di gravidanza, soprattutto tra le più giovani, come hanno evidenziato le <a href="https://www.salute.gov.it/portale/donna/dettaglioContenutiDonna.jsp?lingua=italiano&amp;id=4476&amp;area=Salute%20donna&amp;menu=societa">relazioni al Parlamento</a> del ministro della Salute sull’attuazione della legge 194 negli ultimi anni.</p>
<h2>I “criptoaborti”</h2>
<p>Contro il parere unanime delle società scientifiche nazionali e internazionali del settore, dell’Oms e delle agenzie regolatorie del farmaco, gli autori del rapporto presentato il 29 ottobre affermano che «la contraccezione di emergenza ha talvolta una azione anti ovulatoria, impedisce cioè il concepimento, ma in presenza di un embrione già concepito ha sempre una azione antinidatoria, rendendo l’endometrio inospitale al suo annidamento. In assenza di annidamento l’embrione non può svilupparsi e la gravidanza appena iniziata si interrompe. Si verifica quello che possiamo definire un criptoaborto». A sostegno di questa affermazione, in bibliografia il rapporto cita pochi studi che descrivono l’azione di levonorgestrel e ulipristal acetato sull’ambiente uterino, ma non concludono che ai dosaggi indicati per la contraccezione di emergenza questo effetto possa provocare un aborto.</p>
<p>Sulla base dell’ipotetico effetto abortivo, il movimento per la Vita Italiano, ProVita e Famiglia e altre associazioni anti-scelta hanno tentato ripetutamente di bloccare la vendita dei contraccettivi di emergenza senza obbligo di ricetta nel nostro Paese. Prima hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio contro la determina dell’Aifa, rigettato dai giudici con la <a href="https://www.aogoi.it/notiziario/archivio-news/tar-contraccezione-emergenza/">motivazione</a> che «la tesi delle ricorrenti si basa unicamente su uno studio di un esperto che di fatto esprime un mero giudizio di non condivisione, o comunque una diversa opinione, se non addirittura un semplice dubbio, rispetto a quanto affermato dal competente organo tecnico». In seguito hanno impugnato la sentenza del Tar davanti al Consiglio di Stato, che nel 2022 <a href="https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2022/04/21/Cds_2928.pdf">ha confermato le ragioni</a> del Tar.</p>
<p>Tutte queste evidenze non minano la determinazione degli attivisti dell’Osservatorio permanente sull’aborto, che da tre anni nei loro rapporti continuano a sostenere l’esistenza dei “criptoaborti” provocati dai contraccettivi di emergenza. Nel documento presentato lo scorso 29 ottobre, hanno persino stimato il numero di queste presunte interruzioni di gravidanza. «È stata assunta una percentuale di gravidanze a seguito di un rapporto non protetto del 20% e un tasso del 25% di casi in cui l’effetto antinidatorio dei contraccettivi di emergenza provoca l’interruzione di una gravidanza appena iniziata. Ne risulta una percentuale del 5% dei casi in cui l’uso della pillola post-coitale si risolve, di fatto, in un aborto molto precoce». Partendo dunque dal dato che nel 2022 sono state vendute in Italia 762.796 confezioni di contraccettivi di emergenza, si arriva a 38.140 “criptoaborti”.</p>
<h2>L’attacco alla contraccezione</h2>
<p>Quale motivo spinge gli attivisti dei movimenti anti-aborto, tra le cui fila militano diversi ginecologi con decenni di esperienza, a ignorare un corpo abbondante di pubblicazioni, andare contro la posizione consensuale della comunità scientifica internazionale e continuare a sostenere che i contraccettivi di emergenza provocano aborti? Sicuramente lo scopo della conferenza stampa del 29 ottobre era quello di amplificare queste affermazioni attraverso i media, per instillare il dubbio nelle persone. In effetti, diverse testate nazionali hanno titolato “La pillola del giorno dopo è come un aborto”, oppure “Aborti in aumento in Italia per le pillole del giorno dopo”.</p>
<p>Va detto, poi, che i ripetuti attacchi dei pro-life contro levonorgestrel e ulipristal acetato si collocano all’interno di una nuova campagna che queste associazioni stanno muovendo contro tutti i contraccettivi ormonali, non solo quelli di emergenza. Basta cercare l’argomento sul sito di ProVita e Famiglia per trovare diversi articoli pubblicati negli ultimi mesi che accusano anche i contraccettivi ordinari di provocare aborti. Per esempio, nell’<a href="https://www.provitaefamiglia.it/blog/i-rischi-della-contraccezione-ormonale">articolo</a> <em>I rischi della contraccezione ormonale</em>, pubblicato sul sito il 27 agosto 2024, si legge: «Molte donne pensano che l’azione dei contraccettivi ormonali sia quella di impedire l’ovulazione e di sfavorire il passaggio degli spermatozoi tramite l’ispessimento del muco cervicale. In realtà tutti i contraccettivi ormonali (pillola combinata, minipillola, spirale, inclusa quella al rame, cerotto, anello, bastoncino, iniettabili, così come tutti i contraccettivi d’emergenza) assottigliano o sfaldano anche il rivestimento dell’utero. Ciò significa che, poiché non esiste un metodo in grado di impedire al cento per cento il concepimento, se una donna dovesse ovulare e concepire durante l’uso del contraccettivo l’essere umano appena formato potrebbe non impiantarsi nell’endometrio ed essere espulso. Molte donne non sapranno mai se avranno precocemente abortito uno o più figli a causa dell’uso dei contraccettivi ormonali ordinari o d’emergenza».</p>
<p>Della necessità di impegnarsi contro la contraccezione per favorire la natalità in Italia hanno parlato i vertici dell’Associazione ProVita e Famiglia il 25 e 26 ottobre scorsi ad Assisi, nel corso del <a href="https://tavolediassisi.it/">convegno</a> “Le Tavole di Assisi”, a cui hanno preso parte diversi nomi del panorama politico e culturale della destra italiana, dal parlamentare europeo Roberto Vannacci al giornalista Francesco Borgonovo. Il pubblico del convegno ha potuto assistere a una presentazione in anteprima del rapporto dell’Osservatorio permanente sull’aborto, commentato dai presenti.</p>
<p>Nel suo intervento, il filosofo Tommaso Scandroglio ha osservato che la denatalità non è un fenomeno mondiale, dal momento che la popolazione globale continua ad aumentare, ma europeo e in particolare italiano e deve essere contrastata non tanto per le sue ricadute economiche, ma perché è funzionale a una sostituzione etnica, culturale e religiosa che rischia di far collassare la civiltà occidentale cristiana.</p>
<p>L’economista Ettore Gotti Tedeschi ha rincarato la dose, sostenendo che lo spopolamento dell’Europa per favorire l’immigrazione e la sostituzione etnica non è un disegno umano, ma il piano di un’entità spirituale avversaria che dobbiamo combattere con ogni mezzo. Ha detto inoltre che non sono le difficoltà economiche a impedire alle coppie italiane di avere più figli, ma la volontà, che deve essere contrastata.</p>
<p>La vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa ha galvanizzato i sostenitori di queste posizioni. «Il risultato delle elezioni americane incoraggia Pro Vita e Famiglia a continuare in Italia l’impegno per il diritto universale a nascere e per tutelare bambini e adolescenti dai danni dell’ideologia gender, senza farci intimidire dall’assordante propaganda trans-femminista e LGBTQ, minoranza nell’opinione pubblica», si legge in un comunicato dell’associazione. «Il cambio di rotta negli Usa deve infondere ora più coraggio politico al Governo italiano sul fronte di misure più decise per la vita, la famiglia e la libertà educativa». Tempi duri in vista per chi si impegna nella difesa dei diritti riproduttivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.scienzainrete.it/articolo/contraccezione-di-emergenza-e-mistero-dei-%E2%80%9Ccriptoaborti%E2%80%9D/maria-cristina-valsecchi/2024-11">Maria Cristina Valsecchi </a></strong><br />
<strong>(pubblicato originariamente su Scienza In Rete) </strong></p>
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		<title>Il virus che non era stato creato in laboratorio</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-virus-che-non-era-stato-creato-in-laboratorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 21:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-virus-che-non-era-stato-creato-in-laboratorio.html/simpson-facepalm" rel="attachment wp-att-16884"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-16884" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/simpson-facepalm.jpg" alt="" width="394" height="289" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/simpson-facepalm.jpg 262w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/03/simpson-facepalm-218x160.jpg 218w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></a></p>
<p><em>(dal profilo facebook di Marco Cattaneo, direttore de Le Scienze e National Geographic Italia) </em></p>
<p>Il virus che non era stato creato in laboratorio</p>
<p>Bene, io oggi non avevo proprio voglia di parlarne. Perché ricevo continuamente notizie tristi, o allarmanti, che riguardano amici, persone care, semplici conoscenti. Poi a un certo punto del pomeriggio, verso il calar del sole, cominciano ad arrivarti da tutte le direzioni messaggi inquietanti.<br />
&#8220;Ma l&#8217;hai visto il TG Leonardo del 2015? Che cosa ne pensi?&#8221;</p>
<p>Così, anche se tante fonti hanno già smentito, da Roberto Burioni a Repubblica, ai telegiornali, mi dicono che è meglio se dico due parole pure io. Perché la forza delle bufale è che vengono ripetute a dismisura, fino a diventare verità scolpite nella pietra.</p>
<p>TG Leonardo è fatto da bravi colleghi. Che cinque anni fa hanno fatto un buon servizio raccontando di come ricercatori cinesi avrebbero modificato il virus della SARS. Per studiarlo, non per fare la guerra batteriologica.</p>
<p>Però dovete sapere che dal 2003, quando la SARS ha preoccupato il mondo, migliaia di ricercatori hanno cercato di capire quale pericolo potessero comportare virus simili a quello della SARS. Li hanno studiati in tuti i modi.<br />
Se non mi credete sulla parola, vi linko la pagina dei risutati di Google Scholar sui &#8220;SARS-like coronaviruses&#8221;, i coronavirus simili alla SARS (<a href="https://scholar.google.com/scholar?hl=it&amp;as_sdt=0%2C5&amp;q=sars+like+coronaviruses&amp;oq=Sars-like&amp;fbclid=IwAR2qgUD5VcbYf5RurfqMbd-mroYh3UTAKjFnAGFoypDFgfHB6SdLfUYzuTw" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="asynclazy" data-lynx-uri="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fscholar.google.com%2Fscholar%3Fhl%3Dit%26as_sdt%3D0%252C5%26q%3Dsars%2Blike%2Bcoronaviruses%26oq%3DSars-like%26fbclid%3DIwAR2qgUD5VcbYf5RurfqMbd-mroYh3UTAKjFnAGFoypDFgfHB6SdLfUYzuTw&amp;h=AT0HoC9bjGtkRcLE-kLl7se4Rez33ve46ph1OFKv_hFX25iScqXdfMs03CCTb51x9diPFpzfouPaGdcXy6dwoovh7n8Eo-fBIqdX5_fnTliFpJPXt766H41D2kF5GCx8bxCFX2w0kaSvVXp_3ZCqJkEjWK8">https://scholar.google.com/scholar…</a>).</p>
<p>Bene. Il primo risultato che appare è del 2005. Si intitola &#8220;Bats are natural reservoirs of SARS-like coronaviruses&#8221;. Traduco: i pipistrelli sono serbatoi naturali di coronavirus simili alla SARS. Se avete voglia di studiare i coronavirus, ne trovate a centinaia. Molti avvertono del pericolo che mutazioni naturali in questi virus ne consentano la trasmissione all&#8217;uomo.</p>
<p>Ma, soprattutto, il 17 marzo su Nature Medicine è stato pubblicato un fondamentale articolo scientifico intitolato &#8220;The proximal origin of SARS-CoV-2&#8221;. Studiando la sequenza genica del virus, un gruppo internazionale di scienziati (non c&#8217;è nemmeno un cinese eh) HA ESCLUSO CHE IL CORONAVIRUS SARS-CoV-2 SIA STATO CREATO IN LABORATORIO. (link: <a href="https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9?fbclid=IwAR0nB8qYkUjRzbaN5hL8oJBWwJDmhoFRNmPApzt34H-HFFoOD8zH9iyYwGU" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="asynclazy" data-lynx-uri="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.nature.com%2Farticles%2Fs41591-020-0820-9%3Ffbclid%3DIwAR0nB8qYkUjRzbaN5hL8oJBWwJDmhoFRNmPApzt34H-HFFoOD8zH9iyYwGU&amp;h=AT2FxBKr6zIsN0-RYvOjusLmYz73EChPMb7_ylzV0LmxaFe2G659SDyWGcA27dc50ez4NtwnviRnfuDfZGkbhDjRkdwjCOULzZFvU5kM_F2P9fRP9vMlYC2bId1a_ZcZjTYeNi7REAzB5-ocxmmEQAAna2U">https://www.nature.com/articles/s41591-020-0820-9…</a>)</p>
<p>È TUTTO NATURALE!!! FAI GIRARE!!!</p>
<p>(Le maiuscole solo perché il giorno in cui Zuckerberg mi permetterà di mettere una frase in grassetto pioveranno ostriche e caviale per tutti&#8230;).</p>
<p>Riepiloghiamo e ripetiamo tutti insieme.</p>
<p>1. Dal 2003 migliaia di scienziati studiano i coronavirus simili alla SARS.<br />
2. Il virus SARS-CoV-2 è il risultato di mutazioni avvenute in natura.<br />
3. Che queste mutazioni fossero possibili e preoccupanti lo ripetono i virologi di mezzo mondo da anni. (Ma tanto chi vuoi che li ascolti i virologi, mica c&#8217;è un&#8217;epidemia in corso, no?)<br />
4. Se c&#8217;è una cosa da chiedere ai nostri amici cinesi è questa: nell&#8217;era in cui anche loro hanno avuto accesso ai frigoriferi, la piantassero una buona volta di vendere animali vivi al mercato mischiando animali selvatici e animali domestici.</p>
<p>Adesso però lasciatemi sfogare. Trovo orribile, nauseante e disgustoso che nel momento in cui contiamo le vittime a centinaia ogni giorno, e anch&#8217;io ho le mie, un leader politico che sei mesi fa chiedeva delirando pieni poteri dalla spiaggia del Papeete sfrutti una falsa notizia per uno schifoso tornaconto personale. Meglio sarebbe se Salvini chiedesse a Fontana – e magari anche a Formigoni, vero – le ragioni della Caporetto della sanità lombarda.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/marco.cattaneo.583/posts/10157963600791832?comment_id=10157963746501832&amp;reply_comment_id=10157963767946832&amp;notif_id=1585171541550828&amp;notif_t=comment_mention"><strong>Marco Cattaneo</strong></a></p>
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		<title>L’aborto è la prima causa di femminicidio? Decisamente no</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/15088/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:51:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dalla Marcia per la vita promossa a Roma dai movimenti pro-life, a una settimana dal 40esimo anniversario dell’introduzione in Italia della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e dal referendum irlandese sull’aborto, la nostra capitale è stata tappezzata di manifesti propagandistici dell’associazione spagnola Citizen Go. Così sulla via Salaria, per esempio, troneggia ora un enorme cartellone con la scritta, lapidaria, che “l’aborto è la prima causa di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15088/">L’aborto è la prima causa di femminicidio? Decisamente no</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/15088.html/aborto_femminicidio" rel="attachment wp-att-15089"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15089" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio.jpg" alt="" width="331" height="186" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio.jpg 1050w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio-300x169.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio-768x432.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio-1024x575.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto_femminicidio-280x157.jpg 280w" sizes="(max-width: 331px) 100vw, 331px" /></a></p>
<p>A pochi giorni dalla <strong>Marcia per la vita </strong>promossa a <strong>Roma</strong> dai movimenti pro-life, a una settimana dal <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/04/dati-aborto-italia/">40esimo anniversario dell’introduzione in Italia della <strong>legge 194</strong> sull’interruzione volontaria di gravidanza</a> e dal <a href="https://www.wired.it/attualita/politica/2018/05/07/u2-aborto-referendum-irlanda-ottavo-emendamento/">referendum irlandese sull’aborto</a>, la nostra capitale è stata tappezzata di manifesti propagandistici dell’associazione spagnola <strong><a href="http://www.citizengo.org/it">Citizen Go</a></strong>. Così sulla via Salaria, per esempio, troneggia ora un enorme cartellone con la scritta, lapidaria, che<em> “l’aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo”. </em>Con tanto di hashtag <strong>#stopaborto</strong>come invito alla condivisione sui social.</p>
<p>A stupire non è tanto la presenza di una <strong>campagna anti-aborto</strong>, peraltro in linea con altre battaglie della stessa associazione come quelle relative ai casi <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/07/13/charlie-gard-scelta-terapia/">Charlie Gard</a> e <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/04/24/alfie-evans-tappe/">Alfie Evans</a>, quanto la brutalità con cui sono stati accostati due temi caldi e non direttamente collegati quali le interruzioni di gravidanza e la violenza sulle donne. La stessa Citizen Go, dalla propria pagina Facebook, è parsa voler mettere le mani avanti <a href="https://www.facebook.com/CitizenGOItalia/photos/a.1662328180463608.1073741829.928073553889078/2172748616088226/?type=3&amp;theater">descrivendo</a> lo slogan come<em> “forte”</em> e <em>“provocatorio”</em>, quasi a voler giustificare con la scusa del marketing e della viralità un messaggio che, tanto a prima vista quanto dopo un’analisi più attenta, <strong>è davvero difficile da difendere</strong>.</p>
<p>Al di là delle <a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/05/14/manifesti-choc-a-roma-laborto-e-la-prima-causa-di-femminicidio_a_23434141/">reazioni critiche multilaterali</a>, arrivate già nelle prime ore dopo l’affissione, e della possibilità che i manifesti <strong>siano presto rimossi</strong> poiché lesivi delle libertà individuali, esiste un fondamento <strong>scientifico</strong> – o perlomeno <strong>statistico</strong> – nell’affermazione stampata a caratteri cubitali per le vie di Roma?</p>
<p>Anzitutto va detto che la morte di una donna in seguito a un’interruzione di gravidanza <strong>non è – ovviamente – conteggiata tra i casi di femminicidio</strong>, a parte semmai quei rari casi in cui l’aborto fa da <strong>motivo scatenante</strong> per un omicidio volontario o preterintenzionale.</p>
<p>La morte per <strong>complicanze medico-sanitarie</strong>, infatti, non ha nulla a che vedere con il concetto di femminicidio, che invece è un’uccisione deliberata di una donna per motivi basati sul genere e dovuta a un’ideologia patriarcale. Accostare il termine femminicidio con l’aborto, in altri termini, significa <strong>confondere una gravissima forma di prevaricazione</strong> subita da una donna <strong>con una libertà</strong> che l’ordinamento giuridico italiano riconosce da quattro decennni.</p>
<p>Se qualcuno pensasse che le <strong>donne</strong> a cui si fa riferimento con il termine <strong><em>femminicidio</em></strong> possano essere i feti femmina anziché le gestanti, non è questo il caso:<strong> Citizen Go</strong> ha spiegato chiaramente che il riferimento è alle <strong>donne-madri</strong> e non alle eventuali <em>“bimbe soppresse”</em>. Nemmeno la questione degli aborti selettivi, dunque, sembra essere chiamata in causa dalla campagna contro l’aborto. E c’è di più: l’associazione ha detto che considera come femminicidi anche le donne <em>“uccise nella loro <strong>intimità psichica e fisica</strong>“</em>, ossia include (non si sa secondo quali dati, visto che il <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2014/04/15/la-psicologia-dopo-laborto/">tema è scientificamente controverso</a>) anche tutte coloro che hanno sofferto di <em>“traumi post-abortivi”</em>non meglio specificati.</p>
<p>Immaginando che tutto ciò possa comunque avere una qualche consistenza logica, districandosi tra metafore, allusioni e discutibili accostamenti lessicali, proviamo a mettere un po’ d’ordine con <strong>qualche numero</strong>. Le <a href="http://www.smallarmssurvey.org/about-us/highlights/highlight-rn14.html">stime globali</a> sul numero di omicidi parlano di circa <strong>66mila donne uccise ogni anno</strong>. Il numero di femminicidi è inferiore a questo dato, poiché devono essere escluse tutte le uccisioni non collegabili a una questione di genere. Per l’Italia, dove abbiamo a disposizione statistiche più accurate, <a href="https://www.agi.it/cronaca/femminicidinumeri_dati_statistiche_violenza_donne-3159160/news/2017-11-25/">si parla di circa<strong> 150 femminicidi</strong></a><strong> all’anno</strong>, con variazioni annue di qualche punto percentuale.</p>
<p>Per quanto concerne gli aborti, invece, ogni anno nel mondo perdono la vita in seguito all’interruzione di gravidanza <strong><a href="https://www.measureevaluation.org/prh/rh_indicators/womens-health/pac/number-of-deaths-related-to-unsafe-abortion">circa 70mila donne</a></strong> (68mila <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2709326/">secondo</a> il National Institute of Health), a cui si aggiungono quasi 5 milioni di donne che sviluppano disabilità temporanee o permanenti. Numeri così raccapriccianti trovano però spiegazione nelle angoscianti pratiche degli <strong>aborti clandestini</strong> eseguiti con <strong>tecniche frettolose o obsolete</strong> e in quelli praticati da <strong>personale non adeguatamente preparato</strong>, a cui sono da imputare la quasi totalità degli eventi avversi. Anche in questo caso la tesi di Citizen Go non regge, poiché non si può certo far rientrare nel dibattito sulla legge sull’aborto in Italia la questione delle <strong>operazioni chirurgiche fuorilegge</strong>, nonostante in taluni casi siano effettivamente associate a forme di abuso di genere. Si stima che globalmente <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/aborto-meta-interventi-no-sicuri/">quasi la metà degli aborti</a> (20 milioni su 42 milioni all’anno) sia praticata senza le condizioni minime di sicurezza sanitaria, ma si tratta di una questione totalmente diversa rispetto alla legge 194, tanto che mescolare due argomenti così diversi pare del tutto illogico. A maggior ragione, le stime riferiscono che nei Paesi occidentali gli aborti insicuri sono relativamente pochi (<strong>circa il 3%</strong>)<strong>, </strong>mentre nei Paesi in via di sviluppo la media è del 55%.</p>
<p>In ogni caso, anche un aborto praticato in Italia nelle strutture sanitarie certificate porta con sé una <strong>minima dose di rischio</strong>, ma gli episodi sfavorevoli rappresentano una rarità e sono riconducibili a circostanze eccezionali (come l’assenza di <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/02/23/san-camillo-la-difficolta-garantire-aborto-obiezione-coscienza/">medici non obiettori</a>). Se l’interruzione di gravidanza avviene entro 10 settimane dal concepimento, la mortalità è circa di<strong> <a href="https://www.womenonweb.org/en/page/561/is-a-medical-abortion-dangerous">un caso ogni oltre 200mila pazienti</a></strong>, ossia meno della metà rispetto a quella dovuta all’uso di antibiotici. Per l’Italia si parla ogni anno di un numero di aborti compreso <a href="https://www.truenumbers.it/aborti-in-italia/">tra 80mila e 90mila</a> (erano <a href="https://www.istat.it/it/archivio/141802">100mila nel 2012</a>, e il trend è di <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/04/dati-aborto-italia/">progressiva diminuzione</a>), quindi in media dovremmo assistere a <strong>meno di una morte all’anno</strong>. I numeri sono così bassi che non ci sono statistiche di riferimento, e ogni singolo caso di morte in seguito a un aborto entra nelle cronache dei giornali, come accadde per Valentina Milluzzo, <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/03/29/news/catania_la_donna_morta_di_parto_dopo_l_aborto_indagati_7_medici-192525033/">deceduta a Catania nell’ottobre del 2016</a>.</p>
<p>Per completezza, va poi aggiunto il dato della <strong>mortalità materna</strong>, che riguarda i decessi nei primi 42 giorni dopo il parto, dovuti soprattutto a trombo-embolie, disordini ipertensivi ed emorragie. Le <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Maternal_death#Measurement">stime a livello mondiale</a> parlano di 140-180 madri morte ogni 100mila parti, mentre in Italia <a href="http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=dalministero&amp;id=2588">il numero di decessi</a> scende nettamente a poco meno di 9, in linea con la media Europea (negli Stati Uniti il valore è di circa 14). Dato che nel nostro Paese nascono <a href="https://www.ilfoglio.it/dati-e-statistiche/2017/05/17/news/istat-nuovo-minimo-storico-nascite-135022/">meno di mezzo milione</a> di bambini all’anno, <strong>il dato annuale della mortalità materna è compreso tra 35 e 45</strong>. Tra il 2006 e il 2012, ad esempio, sono morte in tutto 229 neo-mamme. Globalmente, invece, il numero di nascite annue è di circa 140 milioni (considerando un tasso di natalità mondiale di 18 nascite all’anno ogni mille abitanti), dunque perdono la vita a causa del parto <strong>oltre 200mila madri</strong>.</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/15088.html/aborto-presa-in-giro-provita" rel="attachment wp-att-15090"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-15090" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto-presa-in-giro-provita.jpg" alt="" width="384" height="512" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto-presa-in-giro-provita.jpg 720w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto-presa-in-giro-provita-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/aborto-presa-in-giro-provita-120x160.jpg 120w" sizes="auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px" /></a></p>
<p>Comunque lo si voglia intendere, il confronto tra morti per aborto e femminicidi <strong>non sta in piedi</strong>, a maggior ragione se parliamo della situazione europea e italiana. Abusare fuori contesto di un termine pregno di significato come <em>femminicidio</em>, poi, significa <strong>voler mettere in secondo piano le vere cause del problema</strong>, svuotandole di senso. Soprattutto se, a sproposito, con quella parola si vogliono inglobare pure i <strong>presunti traumi psicologici</strong> successivi a un’interruzione di gravidanza. E se anche concedessimo questa chiave di lettura, allora dovremmo includere nel conteggio tutte le sofferenze umane dovute al mancato riconoscimento di un diritto come quello all’aborto. Insomma, seguendo la folle logica di Citizen Go, dovremmo parlare di “<em>femminicidio”</em> e di<em> “uccisione psichica”</em> anche per una donna che volesse abortire ma alla quale la legge del proprio Paese non garantisse questa libertà.</p>
<p><strong><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/15/aborto-causa-femminicidio/">Gianluca Dotti &#8211; Wired</a></strong></p>
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		<title>&#8220;Dodici vaccinazioni sono troppe&#8221; ma chi lo dice?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dodici-vaccinazioni-troppe-lo-dice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 17:13:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Airbus A-380 atterra su 22 ruote. Sono poche? Sono troppe? Per saperlo è necessario il parere di un ingegnere aeronautico e non sono documentati casi di passeggeri che chiedano di smontare una ruota al pilota. Il ponte che consente all&#8217;autostrada A1 di superare il fiume Po all&#8217;altezza di Piacenza ha 16 campate. Sono troppe? Sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/dodici-vaccinazioni-troppe-lo-dice.html/airbus" rel="attachment wp-att-14208"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14208" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/airbus.jpg" alt="" width="480" height="350" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/airbus.jpg 480w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/airbus-300x219.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/airbus-219x160.jpg 219w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a></p>
<p>L&#8217;Airbus A-380 atterra su 22 ruote. Sono poche? Sono troppe? Per saperlo è necessario il parere di un ingegnere aeronautico e non sono documentati casi di passeggeri che chiedano di smontare una ruota al pilota.</p>
<p>Il ponte che consente all&#8217;autostrada A1 di superare il fiume Po all&#8217;altezza di Piacenza ha 16 campate. Sono troppe? Sono poche? Ci vuole un esperto di ingegneria civile per dirlo, e infatti nessuno degli automobilisti che ci passa soprasi azzarda a obiettare.</p>
<p>In entrambi i casi ci si fida del fatto che gente estremamente qualificata, che conosce bene l&#8217;argomento, abbia fatto i calcoli corretti ed abbia deciso il giusto numero di campate o di ruote.</p>
<p>Al contrario, sentite ogni giorno dire che &#8220;dodici vaccinazioni sono troppe&#8221; Lo dicono in tanti: parlamentari, mamme informate, padri combattenti, giornalisti d&#8217;assalto. Tutte persone che sanno di vaccini quanto di ingegneria civile o aeronautica: zero assoluto. Per motivi sconosciuti sulle ruote dell&#8217;Airbus e sulle campate del ponte tacciono, sui vaccini parlano. E dicono sciocchezze. Vediamo perché.</p>
<p>Partiamo da un concetto: chi usa il termine &#8220;sovraccarico immunologico&#8221; è qualcuno che non sa nulla di immunologia. Il sovraccarico immunologico non esiste, e tanto meno potrebbe conseguire alla somministrazione di dodici vaccini. Un bambino esce dall&#8217;utero materno (sostanzialmente sterlile) e al momento della nascita viene invaso da moltissimi miliardi di batteri che stimolano il suo sistema immune senza sovraccaricarlo: cosa volete che facciano dodici vaccini in quindici mesi?</p>
<p>Ma vediamo la questione da un altro punto di vista, e spieghiamo cosa è un antigene. Un antigene è una singola sostanza che stimola il sistema immune, come una proteina purificata. Quando il bambino si provoca un graffietto nella cute o viene punto da una zanzara viene a contatto istantaneamente con migliaia e migliaia di antigeni: nei &#8220;dodici vaccini&#8221;, distribuiti in quindici mesi di vita, ce ne sono meno di centosessanta!</p>
<p>Se pensate che una volta si vaccinasse di meno, vi sbagliate. Chi, come me, è nato negli anni 60, è stato vaccinato con un numero minore di vaccini, ma gli antigeni erano più di tremila. Oggi, grazie al miglioramento della tecnologia, i vaccini sono immensamente più sicuri ed efficaci e con meno di 200 antigeni complessivi proteggono contro dodici malattie.</p>
<p>Dodici vaccini, quindi, non sono troppi. Sono un modo per proteggere in tutta sicurezza un bambino &#8211; e tutta la società &#8211; da malattie pericolosissime che potrebbero avere conseguenze tragiche. Non ascoltate quindi chi vi racconta bugie sul &#8220;sovraccarico immunologico&#8221;: è un cretino tanto quanto colui che vorrebbe togliere un paio di ruote al carrello dell&#8217;aereo con il quale state per partire per le vacanze. Non consentitegli di mettere in pericolo voi, gli altri passeggeri e mandatelo al posto che gli appartiene: un bar di periferia a bersi del brandy di pessima qualità.</p>
<p>Dimenticavo: sempre i soliti somaroni vi dicono &#8220;i vaccini si fanno troppo presto&#8221;. E&#8217; un&#8217;altra scemenza della quale vi parlerò la prossima volta.</p>
<p><strong>Roberto Burioni</strong> &#8211; preso dalla sua pagina Facebook</p>
<p>PS: i dodici vaccini non sono troppi, ma sono pochi: manca quello importantissimo contro lo pneumococco, che oltre a proteggere i bambini difende pure gli anziani. Ma di questo ne parleremo in altra occasione</p>
<p>PPS: grazie per le innumerevoli mail alle quali non posso rispondere.</p>
<p>Fonti:</p>
<p>Addressing Parents’ Concerns: Do Multiple Vaccines Overwhelm or Weaken the Infant’s Immune System? &#8211; Pediatrics, January 2002, 109:1</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dodici-vaccinazioni-troppe-lo-dice/">&#8220;Dodici vaccinazioni sono troppe&#8221; ma chi lo dice?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Le mille balle rosa e celesti</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/le-mille-balle-rosa-celesti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2017 16:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È evidente che il fenomeno della post-verità sia entrato pesantemente nelle nostre vite grazie al social network. Tuttavia le cosiddette “bufale” o “balle” non sono certo un invenzione di Zuckemberg e sono sempre state presenti nei discorsi di coloro a cui mancano le argomentazioni. Insomma tutti ci ricordiamo del “milione di posti di lavoro” berlusconiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/le-mille-balle-rosa-celesti.html/omofobia" rel="attachment wp-att-13963"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-13963" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/omofobia.jpg" alt="" width="580" height="367" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/omofobia.jpg 960w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/omofobia-300x190.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/omofobia-768x486.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/01/omofobia-253x160.jpg 253w" sizes="auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px" /></a></p>
<p>È evidente che il fenomeno della post-verità sia entrato pesantemente nelle nostre vite grazie al social network.</p>
<p>Tuttavia le cosiddette “bufale” o “balle” non sono certo un invenzione di Zuckemberg e sono sempre state presenti nei discorsi di coloro a cui mancano le argomentazioni.</p>
<p>Insomma tutti ci ricordiamo del “milione di posti di lavoro” berlusconiano e delle provette con l&#8217;antrace che Blair giurava provenienti dalla scrivania di Saddam Hussein.</p>
<p>Negli ultimi anni in Italia un gran numero di, a causa dell&#8217;avvio del procedimento che poi ha portato all&#8217;approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili, è venuto da quel folkloristico mondo dell&#8217;integralismo cattolico che in genere viene identificato come “movimento per la vita”. <span lang="it-IT">Dietro</span> a questa definizione ambigua (insomma, è implicito che secondo loro tutti gli altri sono “per la morte”) ci sono dietro centinaia di associazioni e comitati che cambiano nome e portavoce con la stessa velocità con cui un igienista si cambia le mutande.<br />
Ovviamente sono le stesse persone, o i nipotini ideologici, di coloro che negli anni &#8217;70 agitavano feti di otto mesi spacciandoli per feti di poche settimane per cercare di terrorizzare gli italiani sulle fiamme dell&#8217;inferno che li aspettavano se non avessero abolito con il referendum la legge sull&#8217;aborto. Tanto per dire che di balle sono di certo esperti.</p>
<p>Se ci fosse bisogno della controprova basta pensare alla clamorosa bufala della “teoria del gender” che terrorizza i genitori sprovveduti composta da citazioni (prese a casaccio) degli “studi di genere” (che esistono fin dagli anni &#8217;70 e su cui nessuno aveva da obiettare fino a poco prima della discussione sulla legge Cirinnà) e da balle clamorose come quella secondo cui l&#8217;Oms vorrebbe insegnare ai bambini di sei anni a mettersi il preservativo. Oppure al flop dell&#8217;ultimo family day in cui gli organizzatori continuavano a sostenere la presenza in piazza di due milioni di persone quando dalle immagini era evidente che non raggiungevano neanche cifre dieci volte inferiori.</p>
<p>Insomma, come dicevamo, quando mancano gli argomenti si ricorre alle balle, che tuttavia possono avere un effetto boomerang, perché (ovviamente) una volta smascherate fanno perdere di credibilità tutto il movimento che l&#8217;ha proposte.</p>
<p>Ma questa possibilità non sembra neanche sfiorare le menti degli attuali portavoce delle varie organizzazioni integraliste così negli ultimi giorni dell&#8217;anno scorso abbuiamo sentito tal Gandolfini tuonare contro la messa in onda di “Stato Civile” con le seguenti parole: “<i>E’ scandaloso utilizzare denaro pubblico per una propaganda ideologica che sa di indottrinamento da Stato etico, quando il comune sentire della gente è quello che l’articolo 29 della Costituzione dichiara: le famiglie nascono dall’unione fra uomo e donna</i>” (Fonte: <a href="http://www.aibi.it/ita/con-stato-civile-la-cultura-gender-arriva-in-fascia-protetta/">http://www.aibi.it/ita/con-stato-civile-la-cultura-gender-arriva-in-fascia-protetta/</a>)</p>
<p>Ora al di là dei giudizi sulla trasmissione televisiva e dando per scontato che sia lapalissiano chi vorrebbe davvero uno stato etico che punisse i peccati come fossero reati, ci sentiamo in dovere di riportare il citato Art. 29 della Costituzione Italiana: “<i>La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull&#8217;uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell&#8217;unità familiare.”</i></p>
<p>Quindi un finale del 2016 degno delle tante balle raccontate dai fautori del “rosa e celeste”. Ovvero coloro che non tollerano che un bambino possa avere una famiglia omosessuale, o che possa avere un educazione sessuale, o che gli venga insegnato che non deve avere comportamenti da bullo omofobo nei riguardi degli altri bambini. O per carità che non sia mai che nella classe del loro figliolo ci sia una di quelle strane creature (volete certamente dal demonio, nevvero?) intersessuali, ovvero bambini i cui caratteri sessuali fenotipici non sono definiti o sono in contrasto con il patrimonio genetico (incidenza uno su mille o uno su duemila a seconda delle stime).</p>
<p>Se il mondo non si può dividere in bianco e nero tanto meno si può dividere in rosa e celeste, ma vaglielo a spiegare a chi sa solo raccontare balle.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/le-mille-balle-rosa-celesti/">Le mille balle rosa e celesti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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