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	<title>vincenzo paglia Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Mosignor Paglia e Sorella Morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jun 2017 10:27:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Leggendo il titolo dell&#8217;ultima fatica letteraria dell&#8217;ex vescovo di Terni ci avevamo sperato. Avevamo sperato che per una volta la sua tanto millantata fama di vescovo super progressista così diffusa in città, specialmente nel sottobosco della politica, fosse meritata. Avevamo sperato che il titolo “Sorella morte” fosse in buona sostanza un monito a quella parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/mosignor-paglia-sorella-morte.html/scotland-465" rel="attachment wp-att-14188"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-14188" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/SCOTLAND-465-1024x685.jpg" alt="" width="460" height="308" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/SCOTLAND-465-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/SCOTLAND-465-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/SCOTLAND-465-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/06/SCOTLAND-465-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></p>
<p>Leggendo il titolo dell&#8217;ultima fatica letteraria dell&#8217;ex vescovo di Terni ci avevamo sperato.</p>
<p>Avevamo sperato che per una volta la sua tanto millantata fama di vescovo super progressista così diffusa in città, specialmente nel sottobosco della politica, fosse meritata.<br />
Avevamo sperato che il titolo “Sorella morte” fosse in buona sostanza un monito a quella parte di integralisti cattolici che continuano a negare l&#8217;evidenza e l&#8217;urgenza della necessità di legiferare (in senso permissivo ovviamente) sul testamento biologico e sull&#8217;eutanasia nel nostro paese. Lo speravamo confidando nel richiamo francescano del libro ad accettare la morte e a capire che questa a volte può essere un bene quando la vita è insostenibile. Del resto anche Giovanni Paolo II ha detto “lasciatemi andare” alla fine della sua vita.</p>
<p>Invece puntualmente Paglia si dimostra una delusione assoluta e il suo progressismo è solo nelle menti di chi propaganda la sua fama.</p>
<p>Ad ogni modo, dopo aver scaricato il suo libro sul nostro Kindle ci rendiamo conto in pochi minuti che l&#8217;estratto gratuito offerto da Amazon sarebbe stato più che sufficiente.</p>
<p>Fin dalle prime righe il Monsignore da sfoggio alla peggiore retorica ricca di falsità contro l&#8217;autodeterminazione umana che neanche fosse un Adinolfi qualsiasi. Richiami al nazismo che ha messo in pratica l&#8217;eutanasia, citazioni di dementi che parlano di risparmio sociale grazie ai suicidi assistiti negli anni &#8217;60, il fatto che i poveracci che chiedono di poter porre fine alle proprie sofferenze sono in realtà abbandonati dalle famiglie e dagli amici. In poche parole il peggio del peggio dell&#8217;integralismo cattolico, quello che insulta senza neanche rendersi conto di insultare perché troppo tronfio della sua verità assoluta.</p>
<p>Quello che sfrutta posizioni ragionevoli di dubbio come era quella del presidente Mitterand quando il dibattito sul tema del fine vita era agli inizi per continuare a creare dubbi e a ritardare i tempi. Ma lo sa il Monsignor Paglia che Mitterand aveva poi cambiato idea sull&#8217;eutanasia? Lo sa che ha chiesto al suo medico di “liquidarlo” prima che il male toccasse il suo cervello perché non voleva per <a href="http://www.corriere.it/esteri/15_maggio_22/mitterrand-l-eutanasia-quando-male-tocchera-cervello-mi-liquidi-9bd6f38e-0074-11e5-9620-f7b479d580d7.shtml">nessun motivo vivere in modo incosciente?</a><sup> </sup></p>
<p>O per meglio porre la domanda: può Monsignor Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita non saperlo?<br />
Nel caso veramente non lo sappia allora scrive libri sul tema senza neanche informarsi di cosa si sta parlando. Nel caso lo sappia omette volontariamente informazioni ai suoi lettori, cosa che quando si ha a che fare con “gli spietati” cattolici integralisti capita sempre più spesso.</p>
<p>E alla fine del primo capitolo ecco la supplica: “c&#8217;è bisogno di più riflessione”. Certo del resto sono solo quarant&#8217;anni che se ne sta discutendo, con i politici cattolici che boicottano ogni confronto possibile. Di riflessioni ce ne sono state fin troppe sul tema e non c&#8217;è nessuna “sicumera” come dice Paglia, c&#8217;è soltanto una consapevolezza che ormai (grazie alla diffusione delle informazioni) è maggioranza nel paese: ovvero che nessuno ha il diritto di imporci cure e terapie invasive senza il nostro consenso (ovviamente a meno che, come nel caso dei vaccini questo riguardi la salute di tutti e non solo la nostra). Nessuno ha il diritto di giudicare le nostre scelte e nessuno soprattutto ha il diritto di insultare i parenti e gli amici di Max Fanelli, di Fabo, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni e di Eluana Englaro in base alle proprie convinzioni religiose accusandoli di averli lasciati soli o cose simili.</p>
<p>Chiudiamo il Kindle e ci viene voglia di andare alla presentazione del libro di Paglia che si terrà fra poco al museo diocesano. Ma poi ci rendiamo conto che l&#8217;unica domanda che avrebbe senso fargli è sui buchi che la sua amministrazione ha lasciato nella diocesi e ce ne andiamo a prendere un gelato, che per fortuna l&#8217;inverno è finito.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Risposta al monsignor Paglia che ancora crede</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/risposta-al-monsignor-paglia-che-ancora-crede/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 18:54:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gentile Monsignor Paglia già vescovo della mia città e attuale presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, sono stato attratto dal suo libro “A un amico che non crede”e pensando di raccogliere un invito al dialogo fra atei e cattolici l’ho scaricato sul mio Kindle dal sito di Amazon. Quando la funzione che visualizza l’andamento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/250px-Paglia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11115" alt="250px-Paglia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/250px-Paglia-170x300.jpg" width="170" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/250px-Paglia-170x300.jpg 170w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/250px-Paglia.jpg 250w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a>Gentile Monsignor Paglia</p>
<p>già vescovo della mia città e attuale presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia,</p>
<p>sono stato attratto dal suo libro “A un amico che non crede”e pensando di raccogliere un invito al dialogo fra atei e cattolici l’ho scaricato sul mio Kindle dal sito di Amazon.</p>
<p>Quando la funzione che visualizza l’andamento della lettura evidenzia l&#8217;arrivo al 15 percento circa del suo lavoro ho deciso di mollare la lettura e di scriverLe una risposta in base a quello che ho avuto il dubbio piacere di leggere fin qui.<span id="more-11775"></span></p>
<p>Ho interrotto la lettura perché il suo non è un invito al dialogo fra credenti e non credenti ma la richiesta di una genuflessione nei suoi confronti e nei confronti dell’istituzione che rappresenta, ovvero la Chiesa Cattolica. E per giunta, me lo lasci dire, lo fa con tono che al di là di qualche salamelecco è ben oltre l’arroganza.</p>
<p>D’altra parte è ben evidente anche a un lettore non particolarmente dotto come me che o Lei ha le idee un po’ confuse o fa del tutto per confondere le acque, cosa che in un confronto aperto e franco è intollerabile.</p>
<p>Partiamo quasi dall’inizio, perché sull’inizio tornerò alla fine della presente.</p>
<p>Lei afferma con varie citazioni che il cristianesimo non si è ancora compiuto, bene verrebbe da chiedersi, se 2000 anni, di cui 1500 praticamente incontrastati in Europa, non vi sono bastati, perché vi dovremmo dare ancora credito? Eppure avete avuto letteralmente tutti i mezzi a vostra disposizione in questo lunghissimo arco di tempo. E non voglio neanche ricordarLe che nei vangeli c’è scritto che Gesù pronosticava entro una generazione l’avvento del suo regno, il risultato è che di certo non solo non c’è stato l’avvento del regno del Signore come avevate promesso ma non si sono neanche evitate guerre, stragi, genocidi e orrendi crimini spesso in nome della vostra fede. Allora, le ripeto la domanda a che titolo ci chiedete ancora fiducia nella vostra promessa?</p>
<p>Afferma poco dopo che il programma che avete, come Karol Woytjla amava ripetere, è sempre lo stesso, ovvero l’evangelizzazione. Perché mai un non credente dovrebbe dialogare con voi se il programma che avete in mente è sempre lo stesso?</p>
<p>Poi a peggiorare le cose afferma che non si può parlare di religione senza un sentimento religioso, forse non se ne rende conto, ma se scrive a un ateo, ed è Lei che vuole fare il primo passo non può dargli dell’anormale proprio in virtù del suo essere ateo. Se io non posso parlare di religione, Lei cosa mi scrive a fare?</p>
<p>E siamo solo all’introduzione, arrivando al primo capitolo dal titolo già imbarazzante “<i>L’uomo contemporaneo, spaesato e solo</i>” (chi lo dice? Io sto benissimo, ho una splendida compagna di vita e tantissimi amici) si assiste con la solita profusione di citazioni alla critica del consumismo dilagante. Allora prima di iniziare questa critica vorrebbe cortesemente spiegare come mai la Chiesa Cattolica ha sempre fatto di tutto per far fallire quegli esperimenti di società diverse non basate sul consumismo? Parliamo ad esempio degli stati socialisti in Sudamerica tanto per fare un esempio, contro i quali ha preferito appoggiare le più bieche dittature militari finanziate dalla Cia. Lei pensa seriamente di poter venire a parlare contro il consumismo e il capitalismo dilagante senza che l’istituzione che rappresenta abbia fatto prima una gigantesca autocritica?</p>
<p>Andando avanti nel capitolo noto che riesce a non cadere nel ridicolo come molti suoi colleghi parlando di nazismo ateo ma la sua critica al “secolo dell’umanesimo ateo” come fra le righe lo definisce è sinceramente insopportabile per chiunque abbia avuto tra le mani almeno un libro di storia.</p>
<p>Nella sua sintesi su Sartre, quando scrive che secondo il filosofo francese l’uomo doveva essere il centro dell’universo evidentemente confonde le cose perché se c’è una filosofia che è sempre stata antropocentrica nei confronti della natura è quella giudaico-cristiana, e non certo l’ateismo di Sartre.</p>
<p>Quando poi cavalcando l’onda di reflusso antiscientifico e antirazionalista che va tanto in voga in questi giorni asserisce che “<i>la scienza ha assunto il compito di unica custode della realtà</i>” e parla nel titolo del paragrafo di una “<i>dittatura della scienza</i>” dimostra non solo di non aver capito cosa è la scienza, ma anche di non aver capito le critiche che molti fanno a questa. Lei infatti assume la deviazione scientista che alcuni hanno dato alla scienza come unica realtà di questa, operazione non solo scorretta ma ideologica e pretestuosa.</p>
<p>Poi alla fine del capitolo, come quasi a rinsavire, ricorda che non tutti i cristiani sono contrari alla globalizzazione e cita l’ex ministro Riccardi quando dice che la globalizzazione è congeniale al cristianesimo che per sua natura è universale. E allora davvero, ma di cosa voleva parlarci, monsignore? Dei rischi della globalizzazione o del vostro intento di governarla e tentare di diventare così l’unica religione mondiale?</p>
<p>E arriviamo all’ultimo capitolo che ho avuto la forza di leggere, già il titolo lascia ben poche speranze al povero ateo (cioè io) che ha avuto la sventura di raccogliere il suo invito al dialogo, ovvero “<i>Incontrarsi sulla soglia del mistero</i>”. Lei infatti subito scrive “ <i>è indispensabile che [i credenti e gli umanisti] scendano nella profondità delle rispettive convinzioni per cogliere il mistero di quell’Oltre che indistintamente ci interroga e ci avvolge</i>”. Caro monsignore, ma proprio non riesce ad accettare il fatto che la maggiorparte di noi atei, non solo non si interroga dell’Oltre ma che questo Oltre (la cui maiuscola è solo sua) non è per noi un mistero?</p>
<p>Semplicemente, tanto per ricordare i buoni insegnamenti di Epicuro, quando ci siamo noi non c’è l’oltre, quando ci sarà l’oltre non ci saremo noi. E allora di che cosa dovremmo interrogarci?</p>
<p>Noi ci interroghiamo sul come fanno QUI ed ORA a convivere coscienze e sensibilità diverse, come riconoscere che alcune esigenze siano un diritto e altre no. Sono questi i temi di cui vogliamo parlare, se per parlare di questo con Lei mi devo genuflettere di fronte all’Oltre semplicemente cedo la mano, lascio il passo e non gioco.</p>
<p>Ma volendo continuare per poche altre Sue righe devo dire che ho trovato sinceramente ridicola la pretesa di Ratzinger, che Lei fa pienamente Sua, di ribaltare la lezione di Grozio e pretendere di imporre a tutti, credenti e non, di VIVERE COME SE DIO ESISTESSE.</p>
<p>Insomma, vogliamo essere seri o no? Dopo duemila anni in cui non siete riusciti a risolvere neanche il problema della teodicea adesso ci venite a dire: “non siamo in grado di dimostrarvi che c’è Dio però, per favore fateci contenti e seguite quello che noi vi diciamo per conto suo”.</p>
<p>Questo è oltre il ridicolo e oltre il grottesco. Questo è semplicemente assurdo. La mia controproposta non può che essere, semplicemente: no miei cari, imparate voi a dire cose valide ANCHE SE DIO NON ESISTESSE e smettetela di nascondervi dietro autorità divine che non sono valide per tutti.</p>
<p>Insomma caro monsignore, io mi fermo qui, non ho la forza per reggere altre pagine di pretese assurde. In fondo come le dicevo all’inizio di questa diesamina il problema è alla base, o per restare al suo libro nelle prime righe. “<i>La fede non è un affare privato che riguarda solo il credente</i>” Lei scrive; mentre invece è proprio così. La fede è un fatto privato e noi QUI e ORA dobbiamo trovare il modo di far convivere fedi diverse e chi non ha proprio la fede.</p>
<p>C’è una sola via per farlo e si chiama LAICITÀ DELLO STATO. Quando imparerete a riconoscere questo concetto potremo parlare e confrontarci, fino ad allora sarà inutile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buon Lavoro</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p><strong>Presidente dell&#8217;Ass. Cult. Civiltà Laica</strong></p>
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		<title>Incalzata dal matrimonio omosessuale la Chiesa “concede” i Pacs</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2013 21:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le sonore batoste in Francia e Inghilterra che hanno approvato in questi giorni il matrimonio omosessuale devono aver spinto i gerarchi cattolici a riconsiderare le loro posizioni omofobiche e anacronistiche. Forse ancor di più ha fatto la paura di essere accostati alla Russia di Putin che sta sprofondando in uno stalinismo sempre più preoccupante, difatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sonore batoste in Francia e Inghilterra che hanno approvato in questi giorni il matrimonio omosessuale devono aver spinto i gerarchi cattolici a riconsiderare le loro posizioni omofobiche e anacronistiche.<span id="more-11180"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/incalzata-dal-matrimonio-omosessuale-la-chiesa-concede-i-pacs.html/coppiedifatto1" rel="attachment wp-att-11181"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11181" alt="coppie+di+fatto[1]" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1-300x275.jpg" width="300" height="275" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1-300x275.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/coppie+di+fatto1.jpg 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Forse ancor di più ha fatto la paura di essere accostati alla Russia di Putin che sta sprofondando in uno stalinismo sempre più preoccupante, difatti oltre alle velleità di tornare a chiamare Volgograd Stalingrado (il nome fu cambiato nel 1961, ben prima la caduta della cortina di ferro per la “scoperta” dei crimini compiuti da Stalin) Putin ha recentemente promulgato una legge omofoba che proibisce addirittura di parlare in pubblico dei diritti degli omosessuali. Ovviamente con l&#8217;appoggio della Chiesa Ortodossa che contribuisce a mantenere salda l&#8217;oligarchia putiniana.</p>
<p>È quindi per bocca del Mons. Paglia che oggi la Chiesa Cattolica “sorprende” tutti dicendo che si le unioni di fatto anche fra omosessuali devono essere tutelate giuridicamente ma non con il matrimonio che deve essere riservato a uomo e donna.</p>
<p>I primi ad essere sorpresi dovrebbero essere buona parte dei politici nostrani, in particolare Udc Pdl e Lega che come ben sappiamo hanno fatto del no ai pacs una bandiera politica per racimolare il voto dei cattolici più conservatori. Ma anche gli altri partiti se parlano di diritti civili lo fanno a mezza bocca evitando ogni possibile sgarbo che potrebbe costare presunti voti di cattolici.</p>
<p>Ora in termini di diritti degli omosessuali possiamo quindi dire che la chiesa è più progressista di buona parte del panorama politico italiano, che ha raggiunto il ragguardevole obiettivo di essere a tutti gli effetti più papista del papa.</p>
<p>Verrebbe da chiedere a Mons. Paglia se ha una vaga idea sul come mai l&#8217;Italia sia almeno quindici anni indietro rispetto al resto dell&#8217;Europa Occidentale dove, per lo meno, il riconoscimento delle unioni di fatto ce l&#8217;hanno tutti. Ma del resto ci risponderebbe, che la Chiesa Cattolica non c&#8217;entra perché non fa politica; un po&#8217; come quando raccomandavano al braccio secolare della giustizia di eliminare l&#8217;eretico senza spargimento di sangue, insomma.</p>
<p>Il Monsignore inoltre aggiunge che occorre adoperarsi per depenalizzare l&#8217;omosessualità in quei paesi in cui è reato, cioè fare quello che la Francia aveva chiesto con una mozione all&#8217;Onu meno di un anno fa e che il Vaticano si è impegnato a far fallire con tutte le sue forze.</p>
<p>Possibile che la Chiesa Cattolica nel giro di un anno modifichi così radicalmente le sue posizioni? Difficile a crederlo, sembra più che altro un arretramento tattico per salvaguardare nei paesi più socialmente arretrati come l&#8217;Italia alcune proibizioni agli omosessuali. Insomma, occorre evitare che all&#8217;improvviso il nostro paese si metta in pari con il resto d&#8217;Europa magari riconoscendo tutti i diritti agli omosessuali in un colpo solo con la legalizzazione del loro matrimonio civile.</p>
<p>Del resto occorre ricordare che è lo stesso Mons. Paglia che non più tardi di una settimana fa aveva detto che “<i>L’adozione dei bambini da parte degli omosessuali porta il bambino a essere una sorta di merce</i>” segno evidente di quanto la gerarchia cattolica è ancora pregna di pregiudizi omofobi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Paglia lascia Terni e va al Pontificio Consiglio per la famiglia</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/paglia-lascia-terni-e-va-al-pontificio-consiglio-per-la-famiglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 16:08:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È notizia ancora fresca di agenzia: è stato nominato il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia e la scelta è ricaduta su Sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo della diocesi di Terni. Finalmente il potente consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio trova un ruolo più consono alla sua persona dopo dodici anni di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/paglia-lascia-terni-e-va-al-pontificio-consiglio-per-la-famiglia/">Paglia lascia Terni e va al Pontificio Consiglio per la famiglia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È notizia ancora fresca di agenzia: è stato nominato il nuovo presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia e la scelta è ricaduta su Sua Eccellenza Monsignor Vincenzo Paglia, arcivescovo della diocesi di Terni. Finalmente il potente consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio trova un ruolo più consono alla sua persona dopo dodici anni di gavetta nella quasi insignificante città umbra che è pure in odor di decurtazione dal rango di Provincia.<span id="more-10665"></span> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" title="paglia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/4/4f/Paglia.jpg" alt="" width="223" height="302" />Nei dodici anni passati sulle rive del Nera si è distinto per aver allacciato un rapporto strettissimo con l’allora sindaco di Terni Paolo Raffaelli al punto che secondo qualche malalingua laica non era più possibile distinguere se fosse il vescovo a fare ingerenza nella politica o il sindaco a farla nella diocesi. Fatto sta che i due sono andati a braccetto d’amore e d’accordo per (quasi) tutto il doppio mandato dell’esponente degli ex-Ds e non si ricordano cerimonie di inaugurazioni o importanti eventi politici in cui il prelato non fosse stato in prima fila con le autorità locali.</p>
<p>Chi abbia giovato di più dell’amicizia è difficile a dirsi, perché se è pur vero che il Raffaelli ha conquistato il secondo mandato con un plebiscito bulgaro (69,1% di consensi al primo turno) è altrettanto vero che sull’altro versante sono arrivate piogge di euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria  (quasi un milione in sette anni) e dall’organizzazione dei cosiddetti “Eventi Valentiniani” e una visibilità politica sempre maggiore del prelato che era ricercato come primo referente di ogni visita cittadina dei pezzi grossi della politica.</p>
<p>Poi, come nei film, il colpo di scena. A poco meno di un anno dalla scadenza del secondo mandato del sindaco il vescovo organizza un convegno sul declino di Terni, quasi come se lui fosse sceso da Marte e non fosse stato pienamente partecipe delle tante scelte politiche dell’amministrazione. Un vero “scherzo da prete” che il Raffaelli non si aspettava certo. Tuttavia, la coalizione di centro sinistra è riuscita comunque ad eleggere il nuovo sindaco ma i tempi delle vacche grasse delle casse comunali in cui si potevano elargire decine di migliaia di euro per un addobbo floreale della chiesa in occasione della messa in venerazione del santo locale sono finiti.</p>
<p>Una città colpita dalla crisi più delle altre non è il massimo per un vescovo in cerca di visibilità e infatti  le voci di un imminente partenza verso luoghi più consoni si sono rincorse tante volte fino a oggi, ultima quella che lo dava come sicuro nuovo patriarca di Venezia. Finalmente un incarico di rilievo in Vaticano per il monsignore, la presidenza di un “Pontificio consiglio” che lo porta al pari livello di tanti altri gerarchi di Santa Romana Chiesa e dovrebbe garantirgli la porpora cardinalizia alla prossima “infornata” (su oltre sessanta presidenti ed ex presidenti dei consigli solo sette non sono stati nominati cardinali).</p>
<p>Ma teologicamente il monsignore da che parte sta?</p>
<p>Domanda di difficilissima risposta: quando si parla con esponenti diocesani viene presentato come un estremista di sinistra,  «più audace dei teologi della liberazione» dice qualcuno, «socialista lombardiano» dicono altri. Peccato che in zona di tanta propensione alla rivoluzione non si sia visto niente, anzi. Oltre a qualche dissenso con dei sacerdoti realmente appartenenti alla TdL, il monsignore verrà ricordato per aver proposto di cresimare i bambini a otto anni, per aver appoggiato la ricerca sulle staminali adulte in periodo di referendum sulla legge 40, aver rifiutato la partecipazione ai convegni pro-biotestamento e aver partecipato a quelli anti-biotestamento. Tutte cose che di rivoluzionario non hanno niente e di reazionario molto.</p>
<p>Ma del resto se son rose fioriranno: ora che Sua Eccellenza è in un posto rilevante di potere e dovrà occuparsi, fra l’altro, della posizione della Chiesa su aborto, contraccezione, educazione sessuale, demografia e altre problematiche di bioetica, vedremo se c’è qualcosa che giustifichi la sua fama.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Nervosetti eh?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 19:37:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Venezia fabbricata sul mare, chi non la vede non la può stimare”. Non abbiamo dubbi che S.E.Rev.ma Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo della piccola diocesi di Terni, Narni e Amelia, avrà modo di stimare la città veneta ancora molte volte. Purtroppo per lui, però, come turista visto che la nomina a Patriarca di Venezia che era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Venezia fabbricata sul mare, chi non la vede non la può stimare</em>”. Non abbiamo dubbi che <strong>S.E.Rev.ma Monsignor Vincenzo Paglia</strong>, vescovo della piccola diocesi di Terni, Narni e Amelia, avrà modo di stimare la città veneta ancora molte volte. Purtroppo per lui, però, come turista visto che la nomina a Patriarca di Venezia che era stata data quasi per certa da autorevoli giornali come <em>Il foglio</em>, dopo l’entrata nel governo Monti del fondatore della imponente comunità di S. Egidio Andrea Riccardi (comunità che S.E.Rev.ma segue fin dagli anni 70), è sfumata proprio all’ultimo momento.<span id="more-10417"></span> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft" title="paglia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/4/4f/Paglia.jpg/250px-Paglia.jpg" alt="" width="170" height="323" />Se qualcuno aveva dei dubbi sullo stato d’animo del pur sempre potente vescovo di Terni basta ascoltare le nerbate rifilate alla classe dirigente della seconda città dell’Umbria in occasione dell’omelia di San Valentino (patrono della città). I giornali riportano parole di fuoco contro gli sventurati politici che pure erano come consuetudine genuflessi in prima fila nella basilica del santo. «<em>Servono una nuova classe dirigente e larghe intese</em>» (Corriere dell’Umbria). «<em>Il vescovo invoca il rinnovamento delle classi dirigenti</em>» (Il Messaggero – Terni). «<em>Classi dirigenti e politica vanno rinnovate</em>» (La Nazione – Terni).</p>
<p>Capiamo la rabbia in corpo di colui che probabilmente ha perso uno degli ultimi treni per diventare cardinale, ma insomma, non è che le nomine porporate le decide la politica! Terni è in crisi dagli anni 70 e segue il passo dell’andamento dell’industria pesante; è ovvio che in tempo di crisi mondiale tiri il fiato più delle altre città che hanno saputo diversificare le attività produttive. Non è con gli strali biliari che cambieranno le cose. Ma S.E. Rev.ma Monsignor Paglia chi è? Amatissimo dalla classe politica ternana governante (<strong>centrosinistra</strong>) che lo ritiene un progressista e finanche un rivoluzionario, ricercatissimo dai politici nazionali (è il primo con cui vogliono parlare quando capitano a Terni), ha assunto uno spazio sempre più importante nella città. Basti pensare che in un sondaggio sui giornali locali qualche anno fa oltre la metà dei ternani intervistati lo indicavano come l’istituzione più importante. Etichettato progressista dicevamo, con il centro sinistra che pensa di averlo sempre dalla sua parte (anche se poi non sanno spiegare perché organizza i convegni su “Terni città in declino” a un anno dalle elezioni), con il centro destra che gli presta deferenza <em>obtorto collo</em> vista la sua indubbia collaborazione con le due giunte rosse targate Raffaelli, definito finanche un<strong> teologo della liberazione</strong>, da altri descritto come politicamente affine al “<strong>socialismo lombardiano</strong>”. Non sono ancora giunte voci sulla sostituzione dei crocifissi con il volto di Che Guevara in diocesi, tuttavia siamo certi che, dato il perdurare della sua presenza a Terni, presto non mancheranno.</p>
<p>Ma di tanto progressista cosa abbiamo visto in questa città? A nostro giudizio poco e niente. Si può considerare progressista l’atteggiamento tenuto durante il referendum sulla <strong>legge 40</strong> quando ha sponsorizzato e decretato il successo del centro di ricerca sulle staminali adulte condotto da Angelo Vescovi? (il professore che era ospite di ogni programma televisivo perché era uno dei pochi scienziati che aveva l’incoscienza di dire che gli studi sulle embrionali non servivano&#8230; peccato che essendo lui specializzato negli studi su quelle adulte c’era un piccolissimo conflitto d’interessi) Può essere considerato progressista il suo silenzio di tomba sul caso del <strong>registro dei Testamenti Biologici</strong> bloccato a Terni dai ferventi cattolici del PD? Può essere giudicato progressista il suo rifiuto a partecipare ai convegni pro-testamento biologico indetti dall’AIDO e la sua partecipazione a quelli indetti da Scienza e Vita? Può essere considerata progressista la sua “rivoluzione” di spostare la cresima all’età di <strong>otto anni</strong> per avere cattolici sempre meno consapevoli e adulti? Può essere considerata progressista la ricezione di quasi <strong>un milione di euro in sei anni</strong> dal Comune di Terni dalla voce di bilancio “oneri di urbanizzazione secondaria”? Si sono per caso tenuti dal 2000 ad oggi (cioè da quando S.E. Rev.ma è vescovo di questa città) numerosi convegni, seminari, tavole rotonde, incontri con il pubblico volti a far conoscere la Teologia Della Liberazione? Non che ci risulti; sembra che l’attività della diocesi e delle associazioni ad essa affini si sia specializzata nel cinema per un festival con discreti finanziamenti ministeriali. Di certo Monsignor Paglia è il patrocinante della beatificazione del Vescovo Romero, tuttavia di questo in città non se ne parla neanche. Quello che è certo, invece, è che ci sono stati contrasti con alcuni sacerdoti (quelli si dichiaratamente aderenti alla Teologia della Liberazione), risolti con lo spostamento di questi. Ma di queste cose noi comuni mortali ne sappiamo poco, se non quello che trapela per sentito dire. E allora rimanendo ai fatti  siamo in attesa che qualcuno ci spieghi perché dovremmo considerare Monsignor Paglia un “progressista” e non semplicemente uno che sa spiegare le vele nella direzione in cui tira il vento. Almeno in questo è stato bravissimo&#8230; a Terni. Sui giochi di potere che portano alla porpora non abbiamo l’ardire di esprimere giudizi.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Rigurgito Anticlericale</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 17:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ma quante belle notizie&#8230; dalla cronaca locale a quella nazionale c&#39;&#232; l&#39;imbarazzo della scelta per capire come mai, parafrasando i 99Posse, ho un rigurgito anticlericale. Cominciamo dalla nostra Terni, citt&#224; in cui in questi giorni &#232; venuto a parlare del paradiso (quello teologico, non quello fiscale) Pippo Corigliano, portavoce dell&#39;Opus dei in Italia. Almeno cos&#236; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" alt="" src="http://utenti.multimania.it/ilpeccato/anti.jpg" style="width: 200px; height: 256px" /></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ma quante belle notizie&#8230; dalla cronaca locale a quella nazionale c&#39;&egrave; l&#39;imbarazzo della scelta per capire come mai, parafrasando i 99Posse, ho un rigurgito anticlericale.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Cominciamo dalla nostra Terni, citt&agrave; in cui in questi giorni &egrave; venuto a parlare del paradiso (quello teologico, non quello fiscale) Pippo Corigliano, portavoce dell&#39;Opus dei in Italia. Almeno cos&igrave; dicono perch&eacute; appena fatta la conferenza sui siti che riportavano la notizia &egrave; stata cancellata ogni traccia (<a href="http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=270824&amp;A=1" target="_blank">questa </a>e <a href="http://chiesaumbra.terniblog.it/2011/02/26/terni-presentazione-del-libro-preferisco-il-paradiso-di-pippo-corigliano/" target="_blank">questa </a>sono le pagine svuotate dal pomeriggio di Sabato 5 Marzo). I motivi dell&#39;insano gesto non son dati di sapere.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Nella nostra ridente cittadina la proposta partita dai due esponenti di spicco della Banda del Vescovo che governa la citt&agrave;, ovvero i devoti Aquilini e Tallarico (eletti nella lista civica del sindaco che non hanno esitato a votare contro di lui quando si parlava di Testamento Biologico), di intitolare una piazza a Giovanni Paolo II &egrave; stata accettata quasi all&#39;unanimit&agrave; dal consiglio comunale. Secondo i magnifici due infatti &ldquo;<i>Woitla &egrave; stato un Papa amato anche dai non cattolic</i>i&rdquo; (e se lo dicono loro che sanno quali sono le nostre opinioni c&#39;&egrave; da fidarsi), &ldquo;<i>un Papa che amava i giovani</i>&rdquo; (&egrave; per questo che si ostinava a condannare l&#39;uso dei preservativi), &ldquo;<i>ha contribuito al crollo della cortina rossa dell&#39;Est</i>&rdquo; (infatti amava i sanguinari dittatori fascisti sudamericani&#8230; a proposito li hanno informati i magnifici due che governano in giunta con i comunisti?). Per tutti questi motivi, cari ternani beccatevi la piazza intitolata ad un amico di Pinochet. </span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Del resto occorrer&agrave; pure trovare il modo di ricucire i rapporti con il Vescovo Paglia&#8230; che evidentemente contrariato dai pochi soldi racimolati per i festeggiamenti del santo patrono (ricordiamo che il comune ha stanziato &ldquo;solo&rdquo; 120000 euro) non ha trovato meglio di fare che sparare (di nuovo) a zero sulla citt&agrave; durante la recente pastorale, evidentemente immemore del fatto che nei dieci anni delle giunte Raffaelli era pappa e ciccia con il Sindaco. </span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ad ogni modo parlando del nostro vescovo, non si pu&ograve; non citare il suo impegno per far inserire i santi Francesco e Benedetto nello statuto della Regione Umbria&#8230; una riproposizione della battaglia che da almeno un decennio i suoi superiori stanno conducendo al parlamento europeo per le famigerate &ldquo;radici cristiane&rdquo;. Chiss&agrave;, evidentemente dopo aver saltato clamorosamente l&#39;ultima infornata cardinalizia Don Vincenzo vuole correre ai ripari. Ad ogni modo non &egrave; chiaro perch&eacute; Francesco e Benedetto si, mentre Rita Valentino e Ubaldo no&#8230; noi di Civilt&agrave; Laica ci batteremo per sanare quest&#39;ingiustizia&#8230; insomma o tutti o nessuno, perch&eacute; un fedele di S. Francesco deve contar di pi&ugrave; di uno di S. Valentino? </span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Andando su scala nazionale, impossibile non dare la palma d&#39;oro per la &ldquo;sensibilit&agrave; dimostrata&rdquo; al medico personale di Silvio Berlusconi, al secolo Alberto Zangrillo, che evidentemente per dare una mano al suo assistito ha voluto far &ldquo;coming out&rdquo; e presentarsi come uno di quei medici (in forte minoranza nella categoria) che sono contrari al Testamento Biologico. Per carit&agrave; tutte le opinioni sono legittime, solo che magari poteva fare a meno di paragonare Eluana Englaro a un cavallo zoppo&#8230; sentite <a href="http://www.retelombardasalute.com/2011/03/eutanasia-secondo-il-medico-di-b-eluana.html" target="_blank">qua</a>: &ldquo;<i>Se un cavallo si azzoppa, viene messo in mano a un veterinario e spesso la decisione &egrave; quella di ultimare la sua vita con un&#39;iniezione letale. Ma ci sarebbe un&#39;alternativa. Il cavallo potrebbe essere chiuso in una stalla senza cibo n&eacute; acqua. Morirebbe lo stesso, dopo due o tre giorni. In entrambi i casi si parla di eutanasia</i>&rdquo;.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">Ci pu&ograve; essere di peggio? Si. Quando si parla di clericali al peggio non c&#39;&egrave; mai fine, anche se &egrave; difficile superare in bassezza Antonio Socci. L&#39;eroe clericale per antonomasia non ha paura di perdere la faccia ed &egrave; pronto a sfruttare il dramma della giovane Yara per giustificare la sua volont&agrave; di imporre il crocifisso nelle aule. Non ci credete? Leggete<a href="http://www.antoniosocci.com/2011/03/la-lezione-di-yara-allitalia-leroismo-della-purezza-come-maria-goretti/" target="_blank"> il suo blog</a>. Io nel frattempo vado a vomitare.</span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">&ldquo;<i>Ho un rigurgito anticlericale</i></span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><i>Come vedo una tonaca penso male&rdquo;</i></span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">&nbsp;</span></span><span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p></p>
<p style="text-align: justify; margin-bottom: 0cm">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">&nbsp;</span></span></p>
<p></p>
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		<title>La Cresima a otto anni e buonanotte al Cattolicesimo adulto</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 15:24:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#39;ho gi&#224; detto in altre occasioni&#8230; a volte viene da pensare che certe fuoriuscite pubbliche qui a Terni vengono fatte per saggiare il senso dell&#39;umorismo di noi cattivoni di Civilt&#224; Laica. Viene cos&#236;, sinceramente, da sorridere quando si compra il &#8220;Giornale dell&#39;Umbria&#8221; del 27 Novembre u.s. con titolone in pompa magna a occupare tutte le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify">	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px">L&#39;ho gi&agrave; detto in altre occasioni&#8230; a volte viene da pensare che certe fuoriuscite pubbliche qui a Terni vengono fatte per saggiare il senso dell&#39;umorismo di noi cattivoni di Civilt&agrave; Laica.</p>
<p>	Viene cos&igrave;, sinceramente, da sorridere quando si compra il &ldquo;Giornale dell&#39;Umbria&rdquo; del 27 Novembre u.s. con titolone in pompa magna a occupare tutte le colonne cartacee occupabili: &ldquo;<i>Cresima a 8 anni, la rivoluzione di Paglia</i>&rdquo;.</p>
<p>	Il nostro potente nonch&eacute; vulcanico Vescovo cittadino, consigliere spirituale della comunit&agrave; di S. Egidio, ha intenzione fin dal prossimo 2011 di cresimare i piccolissimi membri della comunit&agrave; cattolica ternana che avrebbero dovuto fare solo la Comunione.</p>
<p>	Il tutto, come si legge dalle righe firmate dal nostro amico Arnaldo Casali, perch&eacute; &egrave; ora di dire &ldquo;<i>basta con il modello scolastico della catechesi che finisce con i sacramenti, la formazione deve durare tutta la vita e la messa domenicale tornare al centro della vita cristiana</i>&rdquo;.</p>
<p>	Ora, premesso che il Vescovo ha tutto il dovere di preoccuparsi delle pecorelle che perde man mano che queste crescono e diventano adulte, nonch&eacute; di mettere in campo le contromisure necessarie a colmare il divario enorme fra numero di battezzati e presenti in chiesa la domenica, la domanda legittima &egrave;: quand&#39;&egrave; che la Chiesa Cattolica e i suoi esponenti gerarchici la smetteranno di essere ossessionati dall&#39;infanzia?</p>
<p>	&Egrave; pleonastico, che in pieno marasma dello scandalo pedofilia le battutacce potrebbero piovere a dismisura quindi le evito, ma se davvero Mons. Paglia ha a cuore le sue parrocchie vuote e l&#39;abbandono della retta via da parte delle sue pecorelle dovrebbe prendere misure in esatta antitesi con quella promulgata.</p>
<p>	Ovvero, tanto per fare un esempio, dovrebbe far avviare all&#39;interno della sua Chiesa una riflessione seria su quanto convenga in un mondo che non crede pi&ugrave; alle favolette del Limbo (i Cattolici per primi non ci credono visto che l&#39;hanno recentemente &ldquo;cancellato&rdquo;), continuare a portare avanti la barbara usanza di marchiare gli infanti con un atto &ldquo;indissolubile&rdquo; come il battesimo. &Egrave; ovvio che una Chiesa a cui appartengono solo battezzati adulti e quindi consapevoli perderebbe statisticamente molto, ma &egrave; altrettanto ovvio che quel che perderebbe in termini numerici lo acquisirebbe in autorevolezza.</p>
<p>	Tuttavia il nostro Monsignore va in direzione esattamente opposta; spostando i Sacramenti all&#39;et&agrave; dell&#39;infanzia forse vuol far perdere importanza all&#39;atto di per se facendolo riacquistare all&#39;importanza della catechesi durante tutta la vita (dice il Monsignore che non vuole pi&ugrave; che la Cresima sia il &ldquo;sacramento dell&#39;addio&rdquo;), ma non &egrave; certo anticipando i tempi di educazione che si pu&ograve; ottenere un riavvicinamento del mondo adulto.</p>
<p>	Quale senso pu&ograve; avere un catechismo impartito ad et&agrave; inferiori ad otto anni?</p>
<p>	Insomma &egrave; ora di intenderci, o la religione&nbsp;&egrave; considerata una cosa di fondamentale importanza per la vita dell&#39;uomo, e quindi come tutte le scelte di fondamentale importanza va fatta&nbsp;in et&agrave; adulta o quanto meno tardo adolescenziale (e quindi a tale et&agrave; insegnata), oppure &egrave; una cosa priva di importanza al pari delle favolette di Pierino e il lupo e allora insegnatela pure ad otto anni, tanto poi come tutte le altre favole viene dimenticata e ignorata.</p>
<p>	Se Paglia &egrave; una voce importante all&#39;interno della CCAR (come noi riteniamo che &egrave;) possiamo dire che per l&#39;ennesima volta questa &egrave; sorda alle richieste dei teologi pi&ugrave; illuminati di diventare una religione adulta e consapevole, mentre continua a privilegiare meccanismi puerili di messaggi da impiantare nel subconscio infantile nella speranza che condizionino tutta la vita da adulti.</p>
<p>	Come dimostra il sempre minor numero di Cattolici praticanti nel mondo moderno, non &egrave; pi&ugrave; una scelta vincente.</span></span></p>
<p>	<span style="font-family: tahoma, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><strong>Alessandro Chiometti</strong></span></span></p>
<p></p>
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		<title>Monsignor Paglia imbraccia le armi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/monsignor-paglia-imbraccia-le-armi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La diocesi di Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha ospitato un convegno del Bancoper&#8217;s Club (BNL) presso la sala del Museo Diocesano. All&#8217;importante convegno hanno preso parte figure importanti quali quella di Fabio Gallia, Amministratore delegato BNL (Gruppo Bnp Paribas), che contribuisce pi&#249; di molte altre al finanziamento del 34% delle spese militari in Italia e, come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La diocesi di Diocesi di Terni-Narni-Amelia ha ospitato un convegno del Bancoper&#8217;s Club (BNL) presso la sala del Museo Diocesano. All&#8217;importante convegno hanno preso parte figure importanti quali quella di Fabio Gallia, Amministratore delegato BNL (Gruppo Bnp Paribas), che contribuisce pi&ugrave; di molte altre al finanziamento del 34% delle spese militari in Italia e, come gruppo, nel mondo un po&#8217; a tutti i sistemi politici esistenti, e &#8211; ovviamente &#8211; Mons. Paglia, che &egrave; intervenuto sul legame tra l&#8217;enciclica &quot;caritas in veritate&quot; e &quot;la giusta mercede&quot;, che dava il titolo all&#8217;intera iniziativa. Mercede, appunto: giusta ricompensa per il servizio prestato, che nella logica di una societ&agrave; per azioni corrisponde ai dividenti in questo caso provenienti dal finanziamento delle spese militari che con la carit&agrave; hanno davvero poco a che spartire a meno che una bomba gettata su civili inermi non la si consideri un dono di Dio. Tutto questo salvo improbabili smentite del Mons. Paglia che, mentre da una parte si faceva baciare l&#8217;anello vescovile da ossequiosi discepoli, dall&#8217;altra benediceva i commensali di un convegno finanziato da coloro che traggono ingenti guadagni dalla spese militari nel mondo. La prossima volta che sentite da Paglia citare la parola &quot;pace&quot; ricordatevi di questa giornata di alta riflessione etica e morale: lui alle banche armate stringe la mano!</p>
<p>NB: il dato del 34% sulla BNL come banca regina degli investimenti in armamenti (1.250 milioni di euro nel solo 2008) &egrave; a disposizione di tt* sul sito del Ministero della Difesa!</font></div>
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<div align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">emmekappa</p>
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