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	<title>viaggi del papa Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>UN MILIONE A MILANO? MAVALÀ</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 21:00:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricorriamo all’inarrivabile Avvocato Ghedini, perché il Suo motto ci sembra essere l’unico commento possibile all’ennesima bufala mediatica, che tutti i principali mass media stanno da ore spacciando su scala mondiale, per continuare ad intossicare la popolazione, la quale, per fortuna, ormai sa quale credito dare a queste “sobrie” fandonie. 1) Ho l’ardire di ipotizzare che, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/un-milione-a-milano-mavala/">UN MILIONE A MILANO? MAVALÀ</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricorriamo all’inarrivabile Avvocato Ghedini, perché il Suo motto ci sembra essere l’unico commento possibile all’ennesima bufala mediatica, che tutti i principali mass media stanno da ore spacciando su scala mondiale, per continuare ad intossicare la popolazione, la quale, per fortuna, ormai sa quale credito dare a queste “sobrie” fandonie.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone" title="ghedini" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2011/09/mavala.jpg?47e3a5" alt="" width="180" height="183" /></p>
<p><span id="more-10622"></span>1) Ho l’ardire di ipotizzare che, questa volta, la solerte Questura né fornirà i dati concernenti lo spazio, occupato dal presunto milione di pellegrine/i accorse/i da tutto l’orbe terracqueo a Milano, per incontrare il Papa, né ci ricorderà quante persone possa contenere un metro quadrato.<br />Pertanto, in mancanza degli “scientifici” dati della Questura , accontentiamoci di quello che passa il convento, ovvero una premessa ed alcune domande.<br />Premessa: sono “ soltanto” 41 anni, che partecipo alle più diverse manifestazioni.<br />L’ultima, per ora, è stata quella che si è tenuta ieri, Sabato 2 Giugno, a Roma, per ricordare a quel fior fiore di Democratici, che ci vampirizzano quotidianamente, dal “sobrio” del Quirinale al Presidente non eletto del Consiglio, che è “soltanto” un anno che il popolo italiano ha vinto i Referendum, perché l’acqua tornasse ad esser pubblica e continua a pagare l’acqua più del vino.<br />Naturalmente, i mass media democratici hanno dato a questa manifestazione ed alle sue motivazioni lo spazio, che ognuno ha potuto … ammirare.<br />Comunque, ho la presunzione di aver accumulato una conoscenza sufficiente, in relazione alla partecipazione alle manifestazioni, per affermare che un milione di persone a Milano non c’era neppure per intercessione dello Spirito Santo.</p>
<p>2) Domande:<br />quanti aerei e quanti treni in più, rispetto ai giorni normali, sono giunti a Milano negli ultimi sette dì?<br />Quante migliaia di autobus, (ognuno al massimo contiene 60 persone, cosicché ce ne sarebbero voluti 5.000, per trasportare 300.000 pellegrine/i), sono giunti in città?<br />Dove sono stati parcheggiati?<br />Ipotizzando 5 persone per ogni automobile, per farne giungere 500.000, ne sarebbero dovute arrivare 100.000, o no?<br />E dove si sono registrati gli ingorghi interminabili, che un simile flusso avrebbe prodotto?<br />Le duecentomila persone mancanti da questo “conto della serva” sono giunte/i a piedi?<br />Certo, vi è una possibilità che gli affetti da Laicismo acuto, come lo scrivente, non prendono in considerazione: se si crede alla discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, perché non credere alla discesa dal cielo di un milione di individui sul prato lombardo, nonché al loro levarsi in volo al termine della cerimonia?</p>
<p>Ammesso e non concesso il milione di presenti, essendo i Cattolici oltre un miliardo, l’uno per mille<br />non è un po’ pochino?<br />Essendo i Cattolici italiani, ufficialmente, oltre 50 milioni, il 2% non continua ad essere una percentuale al di sotto della sufficienza?<br />Infine: avendo la sola Lombardia 9.973.386 abitanti, la maggior parte ufficialmente fedele di Santa Romana Chiesa, quale contributo ha dato questa Regione al “ memorabile” incontro?<br />Sinceramente, ci piace di più Gesù, che moltiplica il pane ed i pesci, per sfamare gli affamati, dei moderni e patetici Suoi emuli, che dietro una scrivania, moltiplicano i partecipanti, per compiacere un Potere sempre più periclitante/pericolante.</p>
<p>Detto en passant: l’imperdibile visita del Papa a Milano è costata 13 milioni di Euri, non a Lui, ma allo Stato italiano, cioè a noi.</p>
<p><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=667"><strong>Valerio Bruschini</strong></a></p>
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		<title>In viaggio con i soldi di Pantalone</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/in-viaggio-con-i-soldi-di-pantalone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jun 2012 14:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[costi della chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi del papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emerge con crescente frequenza la protesta dei cittadini nei confronti delle spese che le comunità locali e lo Stato sostengono per organizzare l’accoglienza e lo svolgimento delle visite di papa Benedetto XVI in diverse città italiane. Molti cittadini, dalle pagine dei giornali e dalla rete, si interrogano sulla opportunità di continuare a spendere somme ingenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/in-viaggio-con-i-soldi-di-pantalone/">In viaggio con i soldi di Pantalone</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Emerge con crescente frequenza la protesta dei cittadini nei confronti delle spese che le comunità locali e lo Stato sostengono per organizzare l’accoglienza e lo svolgimento delle visite di papa Benedetto XVI in diverse città italiane. Molti cittadini, dalle pagine dei giornali e dalla rete, si interrogano sulla opportunità di continuare a spendere somme ingenti per eventi che interessano non più la totalità dei cittadini italiani, ma solo una quota di essi, peraltro in continua diminuzione. <span id="more-10619"></span><img decoding="async" class="alignnone" title="pantalone" src="http://conme.files.wordpress.com/2009/02/pantalone.jpg" alt="" width="151" height="168" />La protesta pone giustamente in evidenza che il Papa non è un esponente politico italiano, non rappresenta i cittadini né ricopre cariche istituzionali all’interno del nostro paese. Trattandosi di un  Capo di Stato estero se venisse in visita ufficiale di Stato sarebbe doveroso, secondo una prassi internazionale, ospitarlo ed organizzare in un quadro di reciprocità la sua accoglienza, ma quando il Papa interviene come capo religioso ad eventi confessionali oppure si reca in visita pastorale alle diocesi, la sua presenza ha significato e importanza solo nell’ambito della religione che rappresenta. Da parte della Chiesa è costante l’azione per accreditarsi come referente etico anche nell’ambito di una dimensione pubblica e civile, ma quando l’istanza è rivolta nei confronti d uno Stato laico si è in presenza di una mera pretesa che dovrebbe essere fermamente osteggiata proprio dagli stessi rappresentanti politici italiani. Riprendendo il dubbio iniziale, è giusto che il Governo e i poteri locali stanzino ingenti importi per l’organizzazione di eventi di culto distribuendo così in modo surrettizio fondi alla religione cattolica? Alcuni rispondono che si tratterebbe di eventi non frequenti e dai costi contenuti per cui sollevare la questione sarebbe solo il pretesto per un ennesimo attacco alla Chiesa cattolica. In realtà gli eventi sono abbastanza frequenti e dal punto di vista economico non si tratta di cose da poco conto. Sembra infatti che la trasferta del Papa ad Arezzo sia costata allo Stato e alle amministrazioni locali mezzo milione di euro.  In occasione della mostra della Sindone a Torino furono spesi due milioni di euro, per la visita di Papa Ratzinger a Lamezia Terme altri due milioni di euro, per il Congresso eucaristico ad Ancona quattro milioni di euro e cinque milioni per la beatificazione di Papa Woityla. La visita del Papa a Milano per la Giornata delle Famiglie del giugno 2012 ha comportato un esborso di tre milioni e centomila euro per il Comune di Milano e di due milioni per la Regione Lombardia. Escludendo che sia il Concordato tra Stato e Chiesa, come qualcun altro crede, a imporre simili oneri, la motivazione addotta dagli amministratori pubblici per giustificare tali spese è che eventi di questo tipo farebbero conoscere il territorio e le città italiane nel mondo, accrescendo le presenze turistiche e promovendo tutto il territorio. In quest’ottica sarebbe quindi opportuno che tali iniziative fossero sostenute e finanziate al pari di ogni altro investimento pubblico. A parte il fatto che costoro trasformano il Papa in un “testimonial” turistico, c’è da dire che l’impiego delle stesse somme in altre forme di promozione turistica sarebbe sicuramente meno ambiguo e meno aleatorio dal punto di vista dell’investimento. Infatti simili eventi si trasformano spesso in flop economici in quanto non assicurano un adeguato ritorno di benefici per le comunità locali. Un esempio fu rappresentato a suo tempo dai colossali investimenti per il Giubileo a Roma del 2000 che portò ampia risonanza alla figura del  Papa e al cattolicesimo ma non altrettante risorse economiche a chi aveva investito in esso. In epoca più recente, la stessa visita del Papa ad Arezzo ha visto una partecipazione di folla inferiore alle aspettative.. Alle somme stanziate direttamente dal Governo e dagli Enti locali in occasione degli eventi religiosi, che prevedano o no la presenza papale, si aggiungono poi i costi a carico della Protezione Civile nel caso in cui l’evento religioso sia classificato come Grande Evento. Una legge del 2001 (1) assegna infatti alla Protezione Civile il compito di organizzare e gestire i cosiddetti Grandi Eventi con conseguente ulteriore esborso di denaro pubblico. La stessa decisione di dichiarare “Grande” un evento appare qualche volta discutibile: se leggiamo l’elenco dei Grandi Eventi dal 2001 ad oggi si nota che la maggior parte sono di tipo religioso, ovviamente cattolico. Su 34 Grandi Eventi proclamati sino ad oggi, ben venti sono eventi confessionali. Alcuni di questi sono peraltro di scarsissimo rilievo come quello della celebrazione dei quattrocento anni della nascita di San Giuseppe da Copertino, altri di discutibile opportunità come quello relativo alla canonizzazione di Josè Maria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei. Le considerazioni conclusive sono di due tipi. La prima è economica: le spese sostenute dalla comunità sono obiettivamente elevate e difficilmente giustificabili, soprattutto in un momento di grave crisi economica in cui sono richiesti ai cittadini forti sacrifici. La seconda considerazione riguarda l’opportunità di finanziare eventi esclusivamente cattolici, cosa che va a ledere il principio di laicità dello Stato e d’eguaglianza tra le diverse confessioni religiose. Le visite pastorali del Papa a Savona, a Brindisi e a Cagliari e le cerimonie di beatificazione degli esponenti cattolici hanno come effetto principale quello di promuovere l’immagine buona del cattolicesimo e la figura del Papa. Inoltre è evidente che le visite del capo di una Chiesa ai propri fedeli sono un fatto interno alla religione che non dovrebbe riguardare lo Stato Italiano e andrebbero pertanto organizzate e pagate con denaro della Chiesa. Si potrebbe aggiungere, senza voler essere provocatòri, che la Chiesa cattolica dovrebbe rimborsare lo Stato italiano dei costi dei servizi generali che è costretto a sostenere per questi eventi (ordine pubblico, traffico, predisposizione dei luoghi, aree di atterraggio per l’elicottero del Papa, ecc). La protesta in questi giorni appare ancor più giustificata alla luce del tragico evento sismico che ha colpito l’Emilia Romagna, per cui sarebbe stato logico e corretto ridurre la partecipazione pubblica all’evento di Milano, destinando parte o tutte quelle risorse ai terremotati.  Gli uomini di governo che deliberano, a livello locale o centrale, simili interventi di spesa dovrebbero giudicare più oculatamente l’utilità e l’importanza degli eventi finanziati, e soprattutto valutare se le stesse somme non sarebbero forse più produttive se impiegate in altro modo, lasciando alla Chiesa il compito e l’onere di organizzare da sola e con il contributo dei credenti le sue manifestazioni. E’ sempre presente il sospetto che la scelta di patrocinare o contribuire ad un evento religioso sia influenzata dalla volontà di ingraziarsi l’elettorato cattolico e soprattutto la benevolenza delle gerarchie religiose, piuttosto che perseguire il reale interesse della comunità. Dubbio che trova conferma, se si guarda al comportamento dei nostri politici di fronte al Papa e ai porporati nei cui confronti si esibiscono in gesti di sottomissione quasi feudale. I cittadini di uno Stato che ambisce ad essere moderno e laico hanno il diritto di pretendere che i loro rappresentanti non si inchinino a chicchessia mantenendo invece la schiena ben dritta. Se si debbono inchinare lo debbono fare solo di fronte al popolo, unico detentore della sovranità.</p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
<p><em>(1) – Legge 9 novembre 2001, n. 401, art. 5 bis, comma 5</em></p>
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