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	<title>svezia Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La trilogia di Lisbeth Salander</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 18:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;uscita de &#34;La regina dei castelli di carta&#34; si &#232; dunque conclusa la trasposizione cinematografica della&#160;trilogia &#34;Millennium&#34; di Stieg Larsson. A questi tre capitoli non ne seguir&#224; un quarto (se non apocrifo) in quanto come tutti sanno Larsson &#232; morto per un improvviso attacco cardiaco nel 2004. Attivista politica antirazzista e antifascista, fondatore della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Con l&#8217;uscita de &quot;La regina dei castelli di carta&quot; si &egrave; dunque conclusa la trasposizione cinematografica della&nbsp;trilogia &quot;Millennium&quot; di Stieg Larsson.</p>
<p>A questi tre capitoli non ne seguir&agrave; un quarto (se non apocrifo) in quanto come tutti sanno Larsson &egrave; morto per un improvviso attacco cardiaco nel 2004.</p>
<p>Attivista politica antirazzista e antifascista, fondatore della rivista EXPO, collaboratore con Scotland Yard per fronteggiare il neonazismo europeo, Larsson ci mancher&agrave;.</p>
<p>Cos&igrave; come ci mancher&agrave; la figura dell&#8217;anti-eroina Lisbeth Salander che sul grande schermo &egrave; stata ben interpretata da Noomi Rapace.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Dei tre film derivati dai suoi libri il pi&ugrave; riuscito &egrave; senz&#8217;altro il primo &quot;Uomini che odiano le donne&quot;: senz&#8217;altro il pi&ugrave; convincente, con un ritmo che tiene in ogni suo fotogramma e per l&#8217;approfondimento dei suoi personaggi.</p>
<p>Il secondo, &quot;la ragazza che giocava con il fuoco&quot;, &egrave; senz&#8217;altro ambizioso ma non riesce ad essere pienamente credibile. In particolare la &quot;resurrezione&quot; di Lisbeth sembra un po&#8217; troppo forzata e degna di una genesi supereroistica.</p>
<p>Il III capitolo conclusivo &egrave; ben girato e senza esagerazioni come il precedente, tuttavia il ritmo non &egrave; all&#8217;altezza di un thriller quale vuole essere. Il finale &egrave; prevedibile ben prima della met&agrave; del film.</p>
<p>Ci&ograve; non toglie che sia piacevole osservare la critica ad una societ&agrave;, quella svedese, da molti considerata quasi un paradiso in terra in termini di diritti civili, pari opportunit&agrave; e buon governo.</p>
<p>Tutto il mondo &egrave; paese verrebbe da dire&#8230; ma in realt&agrave; non &egrave; cosi. </p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Quello che si capisce dal thriller di Larsson &egrave; che per quanto si voglia criticare la Svezia, non si riesce a far dimenticare allo spettatore che le aberrazioni italiche sono ben maggiori.</p>
<p>A parte il fatto che i membri di&nbsp;un organizzazione illegale&nbsp;che si preoccupava di proteggere fuoriusciti sovietici nel nostro paese verrebbero quanto meno fatti ministri, altro che indagati dalla polizia, l&#8217;evidenza che ci troviamo in un altro paese viene dal dialogo fra il protagonista Mikael Nyqvist e il direttore dell&#8217;organizzazione governativa &quot;per la difesa della costituzione&quot; (eh eh).</p>
<p>Questa organizzazione vuole la collaborazione di Mikael, lui potrebbe accettare ma dice chiaramente che vuole garanzie che il processo alla sua amica Lisbeth Salander finisca bene per lei&#8230; il direttore lo guarda e dice &quot;<em>ma il governo non pu&ograve; condizionare un processo</em>&quot;. A questo punto se il thriller era italiano il protagonista si sarebbe rotolato per terra ridendo e avrebbe detto, &quot;<em>chiamatemi quando&nbsp;avete finito di scherzare</em>&quot;. Lo svedese Mikael invece accetta di buon grado la frase governativa.</p>
<p></font><font face="Tahoma" size="2">Tutto il mondo NON &egrave; paese.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">J.Mnemonic</font></strong></p>
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