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	<title>suffragio universale Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il Suffragio Universale non è un dogma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 15:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Puntualmente ogni qualvolta ci si trova dalla parte politica che perde le elezioni, ci si ritrova a pensare: “Come hanno fatto i miei compatrioti a diventare così stupidi?”. Pensiero che dopo la prima oscenità postata dai leader degli avversari o dei loro sostenitori diventa “Però non è giusto che il loro voto valga come il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-suffragio-universale-non-e-un-dogma.html/mark_twain_cigar2" rel="attachment wp-att-16235"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16235" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/07/Mark_Twain_Cigar2.jpg" alt="" width="416" height="580" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/07/Mark_Twain_Cigar2.jpg 416w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/07/Mark_Twain_Cigar2-215x300.jpg 215w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/07/Mark_Twain_Cigar2-115x160.jpg 115w" sizes="(max-width: 416px) 100vw, 416px" /></a></p>
<p>Puntualmente ogni qualvolta ci si trova dalla parte politica che perde le elezioni, ci si ritrova a pensare: “Come hanno fatto i miei compatrioti a diventare così stupidi?”. Pensiero che dopo la prima oscenità postata dai leader degli avversari o dei loro sostenitori diventa “Però non è giusto che il loro voto valga come il mio”.</p>
<p>Ora a prescindere dal fatto che l’analfabetismo funzionale nel nostro paese è un problema di proporzioni endemiche (tra il 50 e il 60% secondo le ultime stime Ocse) chi ha fatto per anni il segretario di seggio elettorale o il rappresentante di lista vi può confermare (se è una persona intellettualmente onesta) che la domanda “ma quanti sanno quello per cui sta votando?” è sempre più di estrema attualità ad ogni spoglio.</p>
<p>Schede di recenti elezioni comunali con la preferenza al consiglio comunale indicata per Matteo Salvini o Beppe Grillo o nel turno precedente a Matteo Renzi.</p>
<p>Preferenze per candidati di Rifondazione Comunista indicate sulle liste di Casa Pound e viceversa, schede elettorali firmate in calce dal votante, croci e preferenze espresse con il pennarello indelebile “perché a me non mi freghi: le matite, anche quelle copiative, si cancellano”. Il nome del sindaco votato con tanti cuoricini invece che con la x.</p>
<p>Ecco di fronte a questi scempi, la domanda “Come può la democrazia reggersi sul voto di chi non sa neanche se si sta votando per il Comune di Caltanissetta o per il parlamento di Bruxelles?” sorge in modo sempre più pressante.</p>
<p>Ma ogni tentativo, anche intellettuale, di ridefinire il diritto al voto è facilmente (e spesso giustamente) bollato come fascismo.</p>
<p>Eppure, bisognerebbe chiarirci le idee, da antifascisti quali non possiamo non essere (alla faccia di chi pensa sia un valore e un argomento superato) sul concetto di democrazia.</p>
<p>Partiamo ad esempio da alcune semplici considerazioni:</p>
<ul>
<li>Il suffragio universale non garantisce minimamente la salvaguardia dall’ur-fascismo, come argomenta brillantemente Paolo Flores D’Arcais nel suo volume “Democrazia” una serie di votazioni perfettamente democratiche può portare all’instaurazione di regimi totalitari e dittature;</li>
<li>Studi statistici hanno più volte dimostrato che una selezione totalmente casuale degli eletti al parlamento (forma di democrazia rappresentativa senza votazione) porterebbero quasi certamente a un parlamento con meno inquisiti in reati penali che le elezioni “democratiche”:</li>
<li>Le ultime votazioni in Italia si sono tenute sempre con meccanismi elettivi incostituzionali (sentenza Corte Costituzionale 4 Dicembre 2013) a causa della presenza di premi di maggioranza e di liste bloccate. Cosa che impunemente continuiamo a fare con il Rosatellum del 2017, ma di cui nessuno sembra più preoccuparsi.</li>
</ul>
<p>Quindi, non ci sembra molto più incostituzionale di questo chiedere un voto qualificato ma ovviamente non per appartenenza politica, titolo di studio o situazione economica. Bensì, chiedere che la scheda elettorale venga rilasciata come un patentino, dopo un colloquio o meglio un esame scritto in cui il candidato che vuole votare dimostri che sa per cosa si vota e il meccanismo con cui funziona quell’elezione.</p>
<p>A coloro che sostengono che “così si scoraggia la partecipazione al voto” rammendiamo che la percentuale dei votanti è in caduta libera da ormai trent’anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad ogni modo, ammesso e non concesso che ciò che a noi sembra una pratica di buona democrazia rappresentativa sia indiscutibilmente un abominio per  i diritti dell’uomo, c’è un’altra strada da seguire per ripristinare un voto qualificato.</p>
<p>Ovvero quella di annullare le ultime sentenze giuridiche che hanno ristretto di molto l’annullabilità del voto e ripristinare la regola per cui ogni le schede che contengano qualsiasi elemento di errore, riconoscibilità o che esuli dal semplice meccanismo di croce sul simbolo e preferenza sia annullato implacabilmente.</p>
<p>Oggi viceversa, come da suddette sentenze, prevale sempre il dovere di ricostruire “la volontà dell’elettore”. Cosa che se in linea di principio può essere comprensibile, in realtà spiana la strada a interpretazioni folcloristiche delle schede a seconda degli scrutatori e dei rappresentanti previsti.</p>
<p>“È maggiore la volontà dell’elettore nell’indicare nome e cognome di un candidato presente o quella di aver messo la croce nella lista sbagliata?”</p>
<p>Se vi fanno sorridere domande del genere è perché non siete stati chiusi, dopo la fine delle democratiche elezioni, dalle 22 della sera alle 10 della mattina dopo in un seggio elettorale fino a che non interviene la polizia o i carabinieri a sequestrare tutto e a portare il materiale in prefettura per il riconteggio.</p>
<p><em>“Se votare servisse a qualcosa non ce lo lascerebbero fare!” </em></p>
<p>Quanto vorremmo davvero continuare a pensare che, almeno su questo, Mark Twain si fosse sbagliato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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