<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Settimanali Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
	<atom:link href="https://www.civiltalaica.it/cms/tag/settimanali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tag/settimanali/</link>
	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 26 Jan 2011 10:03:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Intervista a Daniele Luttazzi [Left]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/intervista-a-daniele-luttazzi-left/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 12:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>25 giugno 2008 Walter dillo a parole tue Con la trasmissione soppressa da La7,vince il premio Riccione Ttv. E da acuto osservatore, il comico le canta alla destra e al Pd, che va a rimorchio di Simona Maggiorelli (dal settimanale Left n. 24, 13 giugno 2008) Daniele Luttazzi esce dal silenzio. Dopo la sospensione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/intervista-a-daniele-luttazzi-left/">Intervista a Daniele Luttazzi [Left]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>25 giugno 2008<br />
Walter dillo a parole tue</p>
<p>Con la trasmissione soppressa da La7,vince il premio Riccione Ttv. E da<br />
acuto osservatore, il comico le canta alla destra e al Pd, che va a<br />
rimorchio<br />
di Simona Maggiorelli<br />
(dal <a target="_blank" href="http://www.avvenimentionline.it">settimanale Left</a> n. 24, 13 giugno 2008)</p>
<p><span id="more-578"></span><br />Daniele Luttazzi esce dal silenzio. Dopo la sospensione del suo programma Decameron che andava in onda su La7 ( formalmente interrotto per improperi a Ferrara) il comico romagnolo, che domenica 15 giugno riceve il premio Riccione Ttv per la televisione, torna a parlare a tutto raggio. Di satira, di televisione, di censura. Di cui &quot; vanta&quot; lunga esperienza fin dal 2001 quando il suo Satyricon fu oscurato. Quella volta era la tv pubblica, Rai2, diretta da Carlo Freccero. Da medico e da acuto osservatore della società passando a raggi x la politica di destra del governo Berlusconi, ma anche quella del Partito democratico che «va a rimorchio della destra».</p>
<p><em>Il nuovo rapporto sulla secolarizzazione della società italiana della Cgil nuovi diritti e di Critica liberale dice che l&#39;Italia è sempre meno un Paese di cattolici praticanti. Eppure ministri e membri del governo preconizzano &quot;tagliandi alla 194&quot;, ripristino del divieto didiagnosi preimpianto e via di questo passo. Come la vedi?</em></p>
<p>La Chiesa pratica il voto di scambio: appoggia i governi, se le danno qualcosa. La lista dei suoi desiderata è lunga; e fatta apposta per indurre in tentazione il politico bramoso di voti e di potere. Alla Chiesa fa gola uno Stato in cui peccati e reati coincidono: il suo modello è quindi l&#39;islam. La Chiesa vuole mettere becco nelle vicende dello Stato italiano? Prima deve pagare il biglietto d&#39;ingresso: deve pagare le tasse. L&#39;8 per mille è una cuccagna immorale.</p>
<p><em>Sempre parlando di fecondazione assistita, un esponente del Pdl come Carlo Giovanardi parla di eugenetica quando i medici selezionano embrioni con lo scopo di evitare la trasmissione di malattie genetiche. Un tuo commento?</em></p>
<p>L&#39;eugenetica è un&#39;imposizione praticata da uno Stato. La scelta dei genitori riguardo alla prole si chiama senso di responsabilità. Spetta forse a Giovanardi decidere sui tuoi figli? No, e se lo dici non sei certo nazista, come Giovanardi insinua coi suoi ragionamenti del menga.<br /><em><br />E chi, come Eugenia Roccella, ora sottosegretaria alla Salute, scrive di Ru-486 chiamandola «kill pill» o «veleno per feti»?</em></p>
<p>La destra usa i temi etici e le definizioni a effetto per rinforzare il proprio modello di potere, che è quello del padre autoritario. Legge 194 e Ru486 sono una sfida diretta a tale modello. Il padre autoritario dice: &quot;Se le donne possono gestire da sé le gravidanze indesiderate, quando mai impareranno la lezione?&quot;. Nessuno impone ai cattolici di servirsi della Ru486 o dell&#39;aborto.</p>
<p><em>Il Decameron su La7 è stato chiuso dal direttore Campo Dall&#39;Orto per il tuo monologo sull&#39;enciclica papale. Che cosa conteneva di così scandaloso che una rete che si è sempre detta aperta, democratica, non potesse trasmettere?</em></p>
<p>La satira del monologo rendeva evidente il plagio operato dalla religione, l&#39;insussistenza dei suoi fondamenti e l&#39;insopportabilità delle sue ingerenze nelle vicende dello Stato italiano. Dall&#39;Orto si è rivelato un bigotto. Non a caso, una settimana dopo aver censurato Decameron, ha firmato la moratoria di Giuliano Ferrara sull&#39;aborto.</p>
<p><em>Cosa pensi del fatto che Rai3 abbia deciso di spostare a tarda notte la rubrica giornalistica Primo piano per promuovere, in quello spazio, una striscia satirica condotta da Serena Dandini?</em></p>
<p>Sto coi giornalisti. Una satira che sgomita per la prima serata mi insospettisce. C&#39;è dietro un potere. La vera satira è contro il potere: non ne approfitta, non se ne serve.</p>
<p><em>E del falso movimento dell&#39;opposizione che nelle scorse settimane ha finto di contrastare la maggioranza sulla questione Rete 4? Da poco è uscito un interessante libro di <a target="_blank" href="http://www.ibs.it/code/9788879531887/de-lucia-michele/baratto-pci-televisioni.html">Michele De Lucia, Il baratto</a> (Kaos edizioni) che ricostruisce il continuo spalleggiarsi di Berlusconi e Veltroni sul tema tv, iniziato quando Veltroni era giovane responsabile della comunicazione del Pci. Che ne pensi?</em></p>
<p>Un Paese è democratico, se non c&#39;è più l&#39;opposizione?</p>
<p><em>Perché nessuno si ribella quando Dell&#39;Utri, dando un preciso messaggio alla mafia a pochi giorni dalle elezioni, dichiara in&#160; un&#39;intervista che lo stalliere Mangano è un eroe di Stato?</em></p>
<p>Perché il framing elaborato da Berlusconi attraverso i suoi media è diventato ambiente. È diventato così pervasivo che anche il giornalismo di area diversa lo ha introiettato e parla ormai lo stesso linguaggio.</p>
<p><em>E perché adesso tutti parlano di Giulio Andreotti, come se fosse un &quot;padre della patria&quot;, dimenticando che il reato di partecipazione ad associazione mafiosa di cui è stato accusato è solo stato prescritto?</em></p>
<p>Stesso motivo. Se una cornice è forte, i fatti vengono ignorati.<br />Tornando al premier Berlusconi ora gioca a fare &quot;il cavaliere&quot; evocando immagini di padri costituenti che duellavano verbalmente con eleganza di fioretto. Pensa, si dice, di rifarsi l&#39;immagine per un futuro al Quirinale.&#160; Ma perché gli italiani credono alle sue bugie? La nostra malattia è una memoria straordinariamente corta? Le scienze cognitive hanno scoperto che gli elettori non votano i programmi elettorali, ma una visione del mondo. Quella di&#160; Berlusconi, ripeto, è molto ben definita: il padre autoritario. Il Pd non ne ha nessuna, si sposta al centro. E così perde. La destra non ha bisogno di spostarsi al centro per vincere le elezioni. È un problema di framing. Da trent&#39;anni, coi suoi media, Berlusconi sta promuovendo il suo modello. La paura del terrorismo e quella per l&#39;extracomunitario, così come la strumentalizzazione dei temi etici, servono a rinforzarlo. Il Pd deve ancora cominciare a elaborare il proprio modello, che dovrebbe essere alternativo. Nel frattempo va a rimorchio della terminologia della destra. Quando il Pd parla di «sgravi fiscali», ad esempio, rinforza il modello della destra, che usa quella terminologia perché considera le tasse un peso. Nel modello alternativo (che il Pd neanche sta immaginando) le tasse sono una protezione per il futuro dei nostri figli. Se tagli le tasse, i diritti tuoi e dei tuoi figli (sanità, scuola, pensione ) diventano servizi a pagamento. Non c&#39;è più giustizia sociale. Effetto domino: col taglio delle tasse, di fatto la destra decurta i fondi per i programmi sociali che si prendono cura della gente. Lo stesso dicasi delle privatizzazioni. Sono bravi quelli o allocchi questi? Entrambe le cose. Il modello alternativo è pieno di idee migliori, ma il Pd le ha abbandonate: adesso è eccitante come un catalogo di sementi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/intervista-a-daniele-luttazzi-left/">Intervista a Daniele Luttazzi [Left]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi [Venerdì]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-spallata-di-benedetto-xvi-al-governo-prodi-venerdi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2008 13:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>* dal Venerdì de la Repubblica del 1/2/2008 &#34;Contromano&#34; di Curzio Maltese La vera spallata a Prodi alla fine l&#39;ha data il Vaticano. Era chiaro da tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi, elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-spallata-di-benedetto-xvi-al-governo-prodi-venerdi/">La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi [Venerdì]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>* dal <a href="http://www.circolorussell.it/index.php?doc=241" target="_blank">Venerdì de la Repubblica del 1/2/2008</a></p>
<p>&quot;Contromano&quot; di Curzio Maltese</p>
<p>La vera spallata a Prodi alla fine l&#39;ha data il Vaticano. Era chiaro da<br />
tempo che le gerarchie ecclesiastiche erano scese in campo direttamente<br />
contro il centrosinistra e per favorire il ritorno di Berlusconi,<br />
elargitore di mille favori alla Chiesa durante il suo quinquennio a<br />
Palazzo Chigi.</p>
<p><span id="more-577"></span><br />La Chiesa ha agito alla vigilia della crisi come una qualsiasi lobby politica, sia pure extraparlamentare, addirittura extraterritoriale, e con un&#39;intelligenza politica superiore a quella dei partiti in circolazione. La spallata della Chiesa al centrosinistra era partita da lontano. Non c&#39;è stata settimana, dalla primavera del 2006, in cui il papa o i vescovi non siano entrati in polemica, più o meno diretta, con l&#39;azione del governo. Ma nell&#39;ultima settimana si è consumato uno spettacolare attacco su più fronti. Ha cominciato Benedetto XVI, in qualità di vescovo della capitale, con l&#39;attacco al Veltroni sindaco sul «degrado di Roma».</p>
<p>Ora, è chiaro che l&#39;uno è «anche» papa e l&#39;altro è, guarda caso, leader del Pd. Quanto alla predica del papa sui mali di Roma, dagli «affitti troppo alti» allo scarso attivismo dell&#39;amministrazione locale, bisognerebbe aprire un lungo capitolo. L&#39;Apsa, che gestisce le proprietà ecclesiastiche, è il primo immobiliarista della capitale, con il 22 per cento del patrimonio totale della città: non può fare nulla per calmierare gli affitti? La Chiesa è il primo evasore (legalizzato) delle tasse romane, con l&#39;esenzione dall&#39;Ici, così com&#39;è il primo beneficiario delle onerose convenzioni private su sanità e scuola. L&#39;elenco dei favori che la città di Roma paga alla Chiesa è infinito, dalle forniture d&#39;acqua ai pass delle automobili per il centro.</p>
<p>Era ben studiato il pretesto della mancata visita alla Sapienza, dove si capiva benissimo che alla Chiesa non interessava la questione in sé ma lo sfruttamento del caso. La polemica sulla sicurezza non garantita era strumentale. I predecessori di Benedetto XVI sono andati in visita pastorale in Paesi del Terzo mondo e hanno incontrato folle di milioni di persone, e questo papa ha paura di entrare nell&#39;Università di Roma? Bisognava trovare il modo di organizzare una manifestazione contro il governo a San Pietro, senza dire che si trattava di politica.</p>
<p>Così è andata e nella folla di San Pietro c&#39;era in prima fila Clemente Mastella, il quale proprio in quell&#39;occasione, per sua ammissione, decide l&#39;uscita dalla maggioranza e la comunica subito non a Prodi ma al cardinal Bertone, segretario di Stato vaticano. Nello sfascio della politica, la Chiesa ha deciso di scendere in campo, alla riconquista di un ruolo centrale perso dal tramonto della Dc. I leader del centrosinistra dovrebbero almeno prenderne atto e studiare qualche contromossa, che non sia il solito inginocchiarsi nella vana speranza di ammansire i vescovi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-spallata-di-benedetto-xvi-al-governo-prodi-venerdi/">La spallata di Benedetto XVI al governo Prodi [Venerdì]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aborto, diritto delle donne [Espresso]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/aborto-diritto-delle-donne-espresso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 13:09:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>Sondaggio su feltrinelli.it Umberto Galimberti su &#34;L&#39;espresso&#34; n.2 del 2008 Giuliano Ferrara, non so se in accordo preventivo con le gerarchie ecclesiastiche, o con le gerarchie ecclesiastiche subito al seguito della sua iniziativa, ha approfittato della recente approvazione all&#39;Onu della moratoria sulla pena di morte per estendere analoga moratoria alla pratica dell&#39;aborto. In questo modo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/aborto-diritto-delle-donne-espresso/">Aborto, diritto delle donne [Espresso]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SondaggiInterna?id_poll=18" target="_blank">Sondaggio su feltrinelli.it</a></p>
<p>Umberto Galimberti su &quot;<a target="_blank" href="http://espresso.repubblica.it">L&#39;espresso</a>&quot; n.2 del 2008</p>
<p>Giuliano Ferrara, non so se in accordo preventivo con le gerarchie<br />
ecclesiastiche, o con le gerarchie ecclesiastiche subito al seguito<br />
della sua iniziativa, ha approfittato della recente approvazione<br />
all&#39;Onu della moratoria sulla pena di morte per estendere analoga<br />
moratoria alla pratica dell&#39;aborto. In questo modo ha rimesso in<br />
discussione la legge 194, approvata con un referendum degli italiani<br />
trent&#39;anni fa, trascurando il fatto che questa legge, oltre a rendere<br />
drasticamente marginali gli aborti clandestini, ha ridotto del 40 per<br />
cento le pratiche abortive.</p>
<p><span id="more-576"></span><br />Ora, se consideriamo che compito dello Stato non è costruire la &quot;città ideale&quot;, ma ridurre il più possibile il male nella &quot;città reale&quot;, dobbiamo dire che questa legge ha funzionato ed è entrata nella sensibilità comune degli italiani e soprattutto nel vissuto delle donne, sul cui corpo lo Stato non può decidere, né nella forma dell&#39;aborto forzato come accade in Cina, né nella forma della proibizione dell&#39;aborto come si vorrebbe da noi, perché in entrambi i casi significa considerare la donna non come &quot;persona&quot; e quindi come soggetto di libere scelte, ma come semplice &quot;funzionaria della specie&quot;, quindi sotto un profilo che non esitiamo a definire di &quot;bieco materialismo&quot;, in barba a tutti i valori spirituali che si vorrebbero difendere con la proibizione generalizzata della pratica dell&#39;aborto.</p>
<p>La grande contraddizione<br />Per rendercene conto è sufficiente considerare l&#39;insanabile contraddizione che esiste tra la &quot;natura&quot; e l&#39;&quot;individuo&quot;. La natura quasi sempre rifiuta l&#39;aborto perché, per la conservazione della specie, ha bisogno di tanta vita. Non perché la vita sia &quot;sacra&quot;. Alla natura non appartengono giudizi di valore. Per questo essa spreca tante vite senza rimpianto.<br />Nel suo ciclo crudele e innocente di vita e di morte, alla natura i singoli individui interessano solo in quanto riproduttivi. Le loro biografie, le loro storie, i loro progetti, i loro sogni, il senso che essi cercano nel breve tragitto della loro esistenza, alla natura non interessano proprio nulla perche, come vuole l&#39;immagine di Goethe: &quot;Nel vortice della sua danza sfrenata la natura si lascia andare con noi, finché siamo stanchi e le cadiamo dalle braccia. La vita è la sua invenzione più bella e la morte è il suo artificio per avere molta vita. Sembra che abbia puntato tutto sull&#39;individualità, eppure niente le importa degli individui&quot;.<br />Questa, tra natura e individuo, è la grande contraddizione che nel corpo della donna, dove le esigenze della natura e quelle della propria soggettività confliggono, diventa la grande lacerazione che non consente sempre alla donna di coincidere con l&#39;istanza materna e all&#39;istanza materna di essere sempre compatibile con la realizzazione della propria individualità.<br />L&#39;aborto è solo il drammatico epilogo di questa lacerante contraddizione, che viene prima di tutte quelle giustificazioni razionali, assolutamente da non trascurare, che sono l&#39;età in cui si resta incinte, il numero dei figli già nati, le risorse economiche della famiglia, il costo delle abitazioni, la scarsa disponibilità di nidi e di asili, la sempre maggior difficoltà delle famiglie nucleari di oggi di farsi aiutare.<br />Tutte queste ragioni vengono dopo, molto dopo. Prima di queste, incoffessatamente, segretamente, incosciamente, c&#39;è il rifiuto della donna di consegnarsi ineluttabilmente e incondizionatamente alle richieste della natura, che guarda gli individui esclusivamente come fattori riproduttivi per la sua autoconservazione. Nella donna, infatti, tra la sua soggettività e il suo essere madre può non esserci coincidenza, e l&#39;aborto è il gesto drammatico che sancisce questa lacerante distanza.<br />I rappresentanti dei vari &quot;movimenti per la vita&quot;, oggi impegnati nei consultori a dispensare i loro consigli, non conoscono questa lacerazione. Con la parola &quot;vita&quot; essi pensano alla vita della &quot;natura&quot; non a quella dell&#39;&quot;individuo&quot;, dimenticando che è stato proprio il cristianesimo a far nascere e a far crescere il concetto di &quot;individuo&quot;. E lo ha fatto emancipando la persona dall&#39;ordine naturale, per instaurarla come compiuta soggettività, a cui compete capacità di discernimento e libero arbitrio. Si è dimenticata la Chiesa di questo suo principio che ha dato forma alla cultura occidentale, rendendola riconoscibile e differenziandola dalle altre culture proprio a parrire da questo suo dettato?<br />Non è chi non vede, infatti, che la vita e gli interessi dell&#39;individuo non coincidono sempre e in ogni caso con la vita e l&#39;interesse della specie. Non è una faccenda di egoismo, quindi una faccenda morale. È il segno di una contraddizione insanabile tra la vita della natura e la vita dell&#39;uomo che, a differenza dell&#39;animale, non coincide perfettamente con l&#39;ordine naturale. L&#39;aborto, che gli animali non praticano, è uno dei segni evidenti di questa non coincidenza.</p>
<p>Per una morale laica<br />Si dirà: non è necessario arrivare all&#39;aborto, ci sono i contraccettivi o la pillola del giorno dopo per evitare gravidanze indesiderate. È vero. L&#39;obiezione è ineccepibile e, a parte la riprovazione della morale cattolica anche in ordine all&#39;uso dei contraccettivi e della pillola RU486, un&#39;adeguata informazione e una corretta educazione sessuale nelle nostre scuole sarebbe davvero auspicabile. Certamente più utile delle crociate anti-abortiste, che servono solo a colpevolizzare chi non trova una via d&#39;uscita nella morsa del conflitto tra individuo e natura.<br />Ma neppure questo in Italia si riesce a fare per l&#39;intollerabile ossequio della nostra politica alle indicazioni che provengono dalla gerarchia ecclesiastica. Per un deficit insopportabile di laicità. E quindi di democrazia. Perché come è vero che un laico non obbliga un cattolico a divorziare, ad assumere contraccettivi, ad abortire, così un cattolico non può obbligare chi non la pensa come lui ad attenersi ai suoi principi.<br />Cosa dice il Partito democratico in proposito? Che posizione ha preso in ordine al testamento biologico, alla pillola del giorno dopo, alla fecondazione assistita omologa ed eterologa, alla diagnosi preventiva, al rifiuto della tecnica quando si deve nascere per rispetto della &quot;procreazione naturale&quot; e il ricorso massiccio alla tecnica quando &quot;per natura&quot; si dovrebbe morire, come nel caso Welby? Non rischia questo partito di implodere proprio sulle questioni etiche, non assumendo posizione su nessuno dei problemi qui elencati per non lacerare se stesso? E non è in vista di questa implosione che Giuliano Ferrara ha sollevato di proposito la questione dell&#39;aborto, subito affiancato dalle gerarchie ecclesiastiche, più interessate alla difesa dei loro principi che alle sorti dell&#39;uomo?<br />Per sentirmi in un paese democratico chiederei alla politica e, se non a tutta, al meno a quanti si riconoscono nel partito democratico, una chiara presa di posizione in ordine alla laicità, smascherando la sottile persuasione che si va diffondendo secondo la quale, senza religione, non è possibile darsi una morale. Non è così. Basta rifarsi a due fondamentali insegnamenti di Kant. Il primo recita: &quot;La morale è fatta per l&#39;uomo, non l&#39;uomo per la morale&quot;. Che è quanto basta per far piazza pulita di tutte quelle morali fondate sui principi religiosi, che nel nostro tempo sono inapplicabili, perché formulati quando la natura era considerata immutabile e non come oggi in ogni suo aspetto modificabile. I progressi della scienza e della tecnica, che la chiesa non ha mai smesso di contrastare, rendono quei principi del tutto inutilizzabili. Il secondo dettato che Kant pone alla base della morale laica recita: &quot;L&#39;uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo&quot;. Un principio questo che, applicato alla questione dell&#39;aborto, significa: non trattare la donna solo come un &quot;mezzo&quot; riproduttivo, imponendole in ogni caso la procreazione, ma come un &quot;fine&quot;, e quindi come persona libera e responsabile delle sue scelte.<br />Credo che bastino questi due principi difficilmente contestabili per ispirare un&#39;etica laica, come deve essere quella dello Stato se vuoi essere rispettoso di tutte le opinioni e le credenze, comprese quella cristiana, perche neppure il cristiano può accettare di trattare la donna come un &quot;mezzo&quot; e non come una &quot;persona&quot;, dal momento che fu proprio il cristianesimo, lo ripetiamo, a introdurre nella nostra Cultura il concetto di &quot;persona&quot;.<br />Un&#39;ultima parola agli uomini di religione. Se avete bisogno degli strumenti giuridici per difendere la vostra morale imponendola a tutti, dimostrate solo la debolezza della vostra fede che, se ricorre al dispositivo legislativo, vuoI dire che più non si fida del convincimento delle coscienze. A me questo pare un problema grave. Ma è un problema vostro, che però non potete far pagare anche a chi non aderisce al vostro credo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/aborto-diritto-delle-donne-espresso/">Aborto, diritto delle donne [Espresso]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Rompere l&#8217;incantesimo&#8221; di D.Dennet [Panorama]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/rompere-lincantesimo-di-d-dennet-panorama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 23:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;&#160;&#160; «Bello spettacolo la religione, ma è proprio ora di smontarlo»di&#160; Luca Sciortino su Panorama &#160; 7/2/2007&#160;&#160; &#160;Nel suo ultimo, controverso saggio, «Rompere l&#39;incantesimo», il filosofo Daniel Dennett critica chi si affida a rituali e fedi, di qualsiasi segno. Per lui credere «significa non voler capire». Se siete credenti, potreste trovarvi sotto un incantesimo. E [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/rompere-lincantesimo-di-d-dennet-panorama/">&#8220;Rompere l&#8217;incantesimo&#8221; di D.Dennet [Panorama]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#160;&#160;&#160; <br />«Bello spettacolo la religione, ma è proprio ora di smontarlo»<br />di&#160; <a href="http://www.panorama.it/home/stampa/articolo/ix1-A020001039996/idxsl1-stampaarticolo" target="_blank">Luca Sciortino su Panorama</a> &#160;</p>
<p>7/2/2007<br />&#160;&#160; &#160;<br />Nel suo ultimo, controverso saggio, «Rompere l&#39;incantesimo», il filosofo Daniel Dennett critica chi si affida a rituali e fedi, di qualsiasi segno. Per lui credere «significa non voler capire».</p>
<p><span id="more-575"></span><br />Se siete credenti, potreste trovarvi sotto un incantesimo. E se l&#39;affermazione vi fa sorridere, provate almeno a dubitare accettando la sfida di Daniel Dennett. Dopotutto, un po&#39; di razionalismo critico applicato alla religione non è peccato. Caso mai può creare un&#39;accesa discussione, come è accaduto negli Stati Uniti: Dennett, direttore del Centro per gli studi cognitivi della Tufts University, Boston, e filosofo della scienza, a Milano l&#39;8 febbraio per il Darwin day, con il suo libro Rompere l&#39;incantesimo (in uscita ad aprile per l&#39;editore Cortina) ha provocato una bufera nel mondo intellettuale americano.</p>
<p><strong>Dunque lei vuole rompere un incantesimo&#8230;</strong><br />Non tanto quello di chi crede in Dio, piuttosto quello di chi crede nella fede. Mi spiego: c&#39;è chi ritiene che esaminare la religione alla luce delle teorie scientifiche possa romperne l&#39;incantesimo e rivelarsi una catastrofe. Secondo queste persone, la morale, la sicurezza pubblica o altre cose importanti non starebbero in piedi senza lo «show» della religione: le credenze, i rituali, gli ornamenti e le gerarchie delle religioni organizzate. La maggior parte dei religiosi sono fedeli alla fede più che a Dio. Noi scettici vogliamo sottoporre le loro convinzioni alla lente di un microscopio. Se ci sbagliamo, lo ammetteremo, altrimenti servirà a svegliarli dal loro torpore.<br /><strong><br />Quale ramo della scienza è utile per questa analisi?</strong><br />Tutta la scienza, in particolare la teoria dell&#39;evoluzione, oltre all&#39;archeologia, l&#39;antropologia e la biologia. Abbiamo bisogno di una visione unitaria di tutto l&#39;insieme dei fenomeni religiosi perché questi sono un prodotto naturale, allo stesso modo di altre cose.</p>
<p><strong>Seguendo il suo ragionamento, la teoria dell&#39;evoluzione dovrebbe spiegare l&#39;emergere dei valori morali creati dall&#39;uomo.</strong><br />Infatti la usiamo per capire la cooperazione, la lealtà di gruppo, gli istinti morali e così via.</p>
<p><strong>Non le sembra di fare dell&#39;evoluzione una teoria che spiega tutto?</strong><br />Penso solo che ha molte cose da dire.<br /><strong><br />E che cosa ha da dire sulla religione?</strong><br />Le religioni non sono sempre esistite. Si sono evolute da forme primitive, proprio come l&#39;italiano e il francese dal latino, loro antenato comune. Oggi si stanno evolvendo più rapidamente dei linguaggi e moltissime si stanno estinguendo. Come vede, è il campo naturale della teoria di Charles Darwin. Ma quest&#39;indagine spiega anche altro: come si ottiene l&#39;obbedienza dei fedeli, come questa viene persa con riforme sbagliate, come si generano scismi o come le sette divengono violente.<br /><strong><br />Con quale specie è nata la religione?</strong><br />Le credenze religiose dipendono in maniera cruciale dal linguaggio. I nostri antenati scimmie credevano nei fatti fondamentali del loro ambiente, per esempio nell&#39;arrivo dei predatori. Quando abbiamo sviluppato il linguaggio è sorta anche la religione, un&#39;idiosincrasia tipicamente umana.</p>
<p><strong>E la sua evoluzione futura?</strong><br />È molto rapida, tanto che la religione di oggi è differente da quella di cinquant&#39;anni fa. Credo si andrà nella direzione di una minore enfasi sulla dottrina e si farà affidamento più sulla cerimonia. La Chiesa cattolica permetterà alle donne di diventare preti? Presto, credo, ma dipenderà anche dagli accidenti della storia.</p>
<p><strong>Chi ha fede crede anche nel concetto di Provvidenza.</strong><br />Ci credono quelli che ne hanno sentito parlare per tutta la vita. È un argomento non sottoposto a critica.</p>
<p><strong>Perché ha tanta fiducia nella scienza?</strong><br />Come filosofo sono interessato a trovare la verità, e la scienza è il metodo più potente che possediamo per questa ricerca.</p>
<p><strong>Meglio cercare che pensare di possedere una verità assoluta?</strong><br />Assolutamente. Le spinte dell&#39;identità religiosa sono state e sono fonti di guerre, la fede può indurre a compiere atti violenti contro gli «infedeli». Ma c&#39;è anche un altro aspetto: può ispirare nei leader «che ascoltano la parola di Dio» una sorta di pericolosissima iperconfidenza in sé, oserei dire certezza.</p>
<p><strong>Però in un certo senso anche uno scienziato ha una fede: crede nell&#39;esistenza di un mondo esterno e crede che questo sia spiegabile.</strong><br />Be&#39;, una fede parzialmente confermata dall&#39;esperienza quotidiana. Un credo religioso è sistematicamente non confermabile.</p>
<p><strong>Senta, Francesco Guicciardini, un filosofo italiano, ha scritto: «Non combattete mai con la religione, né con le cose che dipendono da Dio, perché questo oggetto ha troppa forza nella ment</strong>e degli sciocchi». Lei davvero crede di convincere qualcuno con questa sua battaglia?<br />È tempo per la razza umana di diventare adulta. Io voglio convincere i credenti di due cose: primo, che non cercano davvero di capire; secondo, che proprio per questo loro rifiuto ad approfondire non credono veramente.</p>
<p><strong>Lei ha anche adottato un termine per indicare atei e agnostici.</strong><br />Sì, «bright».</p>
<p><strong>Che vuol dire brillante&#8230; ma non si offendono i credenti?</strong><br />Perché? Propongo di chiamarli super, visto che credono nel soprannaturale. Una parola simpatica come gay, che si riferisce agli omosessuali e significa felice. Magari, come ci sono persone che non frequentano i locali gay, così un super non vorrà leggere il libro di un bright. Peggio per lui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/rompere-lincantesimo-di-d-dennet-panorama/">&#8220;Rompere l&#8217;incantesimo&#8221; di D.Dennet [Panorama]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Provenzano e i santini [TorinoSette]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/provenzano-e-i-santini-torinosette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 21:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>* Luciana Littizzetto nella rubrica &#34;Pensiero debole&#34; Colpo di scena. Hanno pubblicato tutto quello che c&#39;era nel covo di Provenzano. E tutti si sono stupiti che non vivesse solo di cicoria e pecorino scrivendo pizzini. L&#39;han chiamata la prigione dorata. Il beauty center di Bernardo. Ma quando mai. C&#39;era un bagnoschiuma, borotalco, dentrificio, carta igienica, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/provenzano-e-i-santini-torinosette/">Provenzano e i santini [TorinoSette]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>* <a href="http://www.lastampa.it/_settimanali/torino7/Rubriche/pensierodebole/default_NG.asp" target="_blank">Luciana Littizzetto nella rubrica &quot;Pensiero debole&quot;</a></p>
<p>Colpo di scena. Hanno pubblicato tutto<br />
quello che c&#39;era nel covo di Provenzano.<br />
E tutti si sono stupiti che non vivesse<br />
solo di cicoria e pecorino scrivendo<br />
pizzini.</p>
<p><span id="more-574"></span><br />L&#39;han chiamata la prigione<br />
dorata. Il beauty center di Bernardo.<br />
Ma quando mai. C&#39;era un bagnoschiuma, borotalco,<br />
dentrificio, carta igienica, caramelle,<br />
biscotti&#8230; Niente di strano, mi pare. Ma il<br />
grande stupore sono stati i sette maglioni di<br />
cashmere. Adesso, non per giustificarlo, ma<br />
vuoi che con tutti quei soldi non si potesse permettere<br />
qualche sfizio? Già doveva stare chiuso<br />
in una tana tutto il giorno. Almeno comprarsi<br />
due pullover. Però a me quello che ha<br />
sconvolto di più non sono mica le maglie di<br />
cashmere. Sono i santini. Provenzano teneva<br />
nel suo nascondiglio ben 89 santini. Una bibbia<br />
e una bottiglia di acqua benedetta. Mi turba<br />
di più la bottiglietta di acqua benedetta che<br />
non quella dei sanbitter. O mi sbaglio? Infatti<br />
volevo chiedere una cosa. Agli uomini di chiesa.</p>
<p>Se potessero con comodo, magari in uno di<br />
quei giorni morti in cui non c&#39;è nessuna festività<br />
che porti via del tempo, scomunicare un<br />
mafioso. Uno solo. Così. Giusto per provare<br />
come viene. E se si potessero sbattere un po&#39;<br />
di più anche per cancellare dalla faccia della<br />
terra la pena di morte. L&#39;anno vecchio è finito<br />
con un&#39;impiccagione, tanto per dare al mondo<br />
un bell&#39;augurio di fratellanza. Perché nessuno<br />
urla che la pena di morte fa schifo? Che anche<br />
se il tipo che penzola dalla corda è un bastardo<br />
la sola cosa che tocca fare è mettergli una<br />
sedia sotto i piedi e farlo respirare. Invece mi<br />
sembra che la chiesa si scaldi più a favore della<br />
pena di vita che contro la pena di morte. E<br />
invece si ostina con sta storia dei pacs. No ai<br />
pacs, no al testamento biologico, no alle staminali,<br />
no al muro contro muro fra maggioranza<br />
e opposizione&#8230;. un no continuo. Parliamo seriamente.<br />
Voi siete i pastori. Noi le pecorelle.<br />
Io una caprona. E&#39; giusto che il pastore guidi<br />
le pecorelle, ma sempre e solo a bastonate?<br />
Sempre divieti, dogmi, regole e imposizioni?</p>
<p>Ma usate anche un poco la carota. Noi abbiamo<br />
bisogno anche della carota del perdono,<br />
dell&#39;accoglienza, dell&#39;amore&#8230;. abbiamo bisogno<br />
di un sorriso, di una buona parola, di qualcuno<br />
che ogni tanto ci tiri su il morale, di qualcuno<br />
che ci perdoni come ha fatto Gesù con la<br />
Maddalena che era peccatrice e che se ci fosse<br />
stata lì Luxuria avrebbe perdonato anche<br />
lei&#8230; A noi, farebbe anche piacere che i preti,<br />
almeno ogni tanto, parlassero di anima, di spirito,<br />
di cose trascendenti, insomma, e non<br />
sempre e solo di Pacs e di sesso, sesso, sesso&#8230;<br />
Non è che noi pensiamo a quello tutto il giorno.<br />
Noi non esistiamo solo dalla cintola in giù.<br />
Occupatevi di noi anche dalla cintola in su. Insegnateci<br />
di nuovo a guardare in alto. Che noi<br />
guardiamo il cielo solo per vedere se piove.<br />
Non vedete che la gente non sa più come fare?<br />
Siete voi che dovete parlare alla nostra parte<br />
spirituale. Sennò per noi lo spirito rimane solo<br />
quella roba in cui si mettono a bagno le amarene.<br />
Lasciateci fare le notti bianche. E poi voi<br />
all&#39;alba indicateci da che parte sorge il sole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/provenzano-e-i-santini-torinosette/">Provenzano e i santini [TorinoSette]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto pesa la Chiesa [Internazionale]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quanto-pesa-la-chiesa-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2007 20:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>* dal settimanale Internazionale del 12/1/2007 Il Vaticano ha un ruolo sproporzionato nella vita pubblica italiana, scrive Jeff Israely. La colpa è di una classe politica che manca di coraggio. Soprattutto a sinistra. Il peso della chiesa cattolica nella vita pubblica è una di quelle anomalie italiane che fanno sudare noi corrispondenti stranieri. Ecco una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quanto-pesa-la-chiesa-internazionale/">Quanto pesa la Chiesa [Internazionale]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>* dal settimanale <a href="http://www.internazionale.it" target="_blank">Internazionale</a> del 12/1/2007</p>
<p>Il Vaticano ha un ruolo sproporzionato nella vita pubblica italiana, scrive Jeff Israely. La colpa è di una classe politica che manca di coraggio. Soprattutto a sinistra.</p>
<p><span id="more-573"></span><br />Il peso della chiesa cattolica nella vita pubblica è una di quelle anomalie italiane che fanno sudare noi corrispondenti stranieri. Ecco una formula semplice per un articolo sul tema: riferisci dei recenti dibattiti su fecondazione assistita o eutanasia; confronta la legislazione italiana con quella più liberale di altri paesi; rammenta brevemente al lettore l&#39;indirizzo del quartier generale mondiale del cattolicesimo; cita un paio di esternazioni di Buttiglione e di Pannella.</p>
<p>Se poi vuoi proprio strafare, prova a spiegare il paradosso per cui la &quot;diaspora&quot; dei politici cattolici dopo la scomparsa della Dc &#8211; e la conseguente gara a far colpo Oltretevere &#8211; ha aumentato, invece di ridurla, l&#39;influenza del Vaticano sulla vita politica. Anche se con questi dettagli rischi di confondere i lettori stranieri.</p>
<p>Questo quadro lascia però fuori un protagonista decisivo. No, non è il papa né il cardinal Ruini, le cui convinzioni sono limpide quanto quelle di Pannella. Non è neanche Francesco Rutelli, l&#39;ennesimo leader italiano che per assicurarsi un futuro tenta di conquistare la fiducia e il voto dei cattolici.</p>
<p>E non sono nemmeno i politici convinti che la chiesa non si discuta. Il vero protagonista è chi non la contrasta. L&#39;anomalia di un&#39;Italia sempre meno cattolica, ma dove la chiesa conta sempre di più, può stare in piedi solo grazie al tacito consenso dell&#39;establishment di sinistra.</p>
<p>E allora, ecco che Massimo D&#39;Alema vuole disinnescare il dibattito sulle coppie di fatto; Piero Fassino, con tempismo perfetto, fa &quot;outing&quot; sulla sua fede religiosa; perfino il santo regnante della sinistra, Walter Veltroni, si serve abilmente del suo status di sindaco della Città eterna per evitare di contraddire il Vaticano.</p>
<p>Nel frattempo, Rifondazione comunista decide che le uniche priorità sono le questioni economiche e la politica estera. Sandro Curzi dice che il crocifisso è un simbolo culturale e non religioso, e quindi si può tranquillamente appendere nelle scuole pubbliche.</p>
<p>Mentre Fausto Bertinotti è felice di metterci a parte delle sue meditazioni spirituali a Otto e mezzo. Ma quel che conta in politica non è la fede, per chi ce l&#39;ha e per chi non ce l&#39;ha: è la santità dello stato (che tutela il diritto di avere una fede o di non averla).</p>
<p>Dal crollo della prima repubblica, visto che le spinose questioni dei rapporti fra chiesa e stato si sono aggravate, l&#39;Italia è diventata un paradosso e una pantomima allo stesso tempo. Ruini viene definito &quot;il miglior politico italiano&quot;. Gli italiani vanno sempre meno in chiesa, ma fanno la fila a milioni per vedere la salma di Giovanni Paolo II.</p>
<p>Il parlamento sproloquia di bioetica senza decidere nulla. In quel testo degno del genio orwelliano che è il &quot;credo&quot; di Forza Italia si legge: &quot;È un partito cattolico ma non confessionale; è un partito laico, ma non laicista&quot;.</p>
<p>Quanto a Ds e Rifondazione, sono partiti fieramente laici, ma in pratica vivono sempre nel timore di spezzare il fragile equilibrio con gli alleati cattolici che gli garantisce una fetta di potere. Il segno più evidente della latitanza della sinistra sulle questioni chiesa-stato è che l&#39;unico a mettere davvero in discussione lo status quo è Gianfranco Fini.</p>
<p>Ma qui non siamo di fronte alle trite questioni destra-sinistra o cattolici-laici. Il problema è più serio, e l&#39;ho capito mentre seguivo un procedimento penale in corso a Milano, dove l&#39;imputato era un musulmano osservante. Ebbene: alle spalle del giudice che doveva decidere del suo futuro troneggiava un grande affresco con Cristo in croce.</p>
<p>E allora, la notizia di oggi è che forse l&#39;Italia non può più permettersi il lusso di vivere con le sue anomalie. A cominciare da un sistema politico impotente, che di tutte queste anomalie è la fonte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quanto-pesa-la-chiesa-internazionale/">Quanto pesa la Chiesa [Internazionale]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Italia che ha fatto la breccia [Left/Avvenimenti]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/litalia-che-ha-fatto-la-breccia-leftavvenimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 19:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrano a Porta Pia. E Roma, la &#34;città del papa&#34;, si scopre un po&#39; meno vaticana. Papa Pio IX non accettò mediazioni. Pur sapendo di perdere volle lo scontro armato per poter dire di essere stato cacciato. di Massimo Cattaneo da Left/Avvenimenti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/litalia-che-ha-fatto-la-breccia-leftavvenimenti/">L&#8217;Italia che ha fatto la breccia [Left/Avvenimenti]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrano a Porta Pia. E Roma, la &quot;città del papa&quot;, si scopre un po&#39; meno vaticana. Papa Pio IX non accettò mediazioni. Pur sapendo di perdere volle lo scontro armato per poter dire di essere stato cacciato.</p>
<p>di <a target="_blank" href="http://www.avvenimentionline.it/content/view/768/1/">Massimo Cattaneo da Left/Avvenimenti</p>
<p></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/litalia-che-ha-fatto-la-breccia-leftavvenimenti/">L&#8217;Italia che ha fatto la breccia [Left/Avvenimenti]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uovo di Martini [Internazionale]</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/luovo-di-martini-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Apr 2006 18:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Settimanali]]></category>
		<guid isPermaLink="false"></guid>

					<description><![CDATA[<p>* di Melissa P Non me la sento di cantare vittoria perché un cardinale ha aperto per qualche minuto la finestra. Quest&#39;anno dentro l&#39;uovo di Pasqua ho trovato le dichiarazioni del cardinale Carlo Maria Martini. L&#39;anno scorso la sorpresa è stata l&#39;elezione di Joseph Ratzinger a pontefice: posso dire che, in un anno, qualcosa è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/luovo-di-martini-internazionale/">L&#8217;uovo di Martini [Internazionale]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>* di Melissa P</p>
<p><em><strong>Non me la sento di cantare vittoria perché un cardinale ha aperto per qualche minuto la finestra.</strong></em></p>
<p><em>Quest&#39;anno dentro l&#39;uovo di Pasqua ho trovato le dichiarazioni del cardinale Carlo Maria Martini. L&#39;anno scorso la sorpresa è stata l&#39;elezione di Joseph Ratzinger a pontefice: posso dire che, in un anno, qualcosa è cambiato. Mentre il papa e i suoi fedeli affollavano le strade di Roma in occasione della Via crucis, mentre dichiaravano che le forme di dissoluzione del matrimonio sono espressione di libertà anarchiche, Martini sedeva sulla sua poltrona a riflettere sui grandi temi che la chiesa ripropone a scadenza fissa almeno una volta a settimana: aborto, cellule staminali, profilattico, adozioni ed eutanasia.</em></p>
<p>Da <a href="http://www.internazionale.it/firme/articolo.php?id=12422" target="_blank">Internazionale 639, 27 aprile 2006</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/luovo-di-martini-internazionale/">L&#8217;uovo di Martini [Internazionale]</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
