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	<title>seconda guerra mondiale Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>&#8230;e intanto Antonio Lanzetta non sbaglia un libro!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lanzettanonsbagliaunlibro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 16:35:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l&#8217;occhio. Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente. Io non uccido con la pistola; colui che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25991" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg" alt="" width="424" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio.jpg 424w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-212x300.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/odio-113x160.jpg 113w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></a></p>
<p align="left"><i>Io non miro con la mano; colui che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io miro con l&#8217;occhio.</i></p>
<p align="left"><i>Io non sparo con la mano; colui che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io sparo con la mente.</i></p>
<p align="left"><i>Io non uccido con la pistola; colui che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre.</i></p>
<p align="left"><i>Io uccido con il cuore. </i></p>
<p align="left">Questo il giuramento, allenamento, mantra che i pistoleri di Gilead pronunciavano in difesa della loro città. La difesero finché poterono, fino all’ultimo uomo, fino a quando tradimenti e inferiorità numerica segnarono la fine della civiltà e il mondo andò avanti. O meglio, uno dei mondi che compongono la ruota eterna ed a-dimensionale del “karma kinghiano” collegati tutti ad una forse irraggiungibile, Torre Nera (da cui il nome della saga fantasy kinghiana) al centro nella quale risiede, forse, il potere sui mondi.</p>
<p align="left">Chi meglio di Antonio Lanzetta, lo Stephen King italiano <i>as the Sunday Times says</i>, poteva capire il senso profondo del giuramento dei personaggi kinghiani che, al di là della retorica, impegna la scelta di chi giura protezione armata a un sogno, un re o a sua maestà la Vendetta?</p>
<p align="left">“Il tempo dell’odio” (La Corte Ed. 2022, 224 pag. 18,90€) è ambientato negli anni della seconda guerra mondiale in Cilento.</p>
<p align="left">Non è un libro sulla resistenza propriamente detta, ma sul male di cui gli uomini sono capaci, sull’odio e sul rancore. E su un modo di regolare i conti molto al di fuori del politically correct.</p>
<p align="left">È una storia sul come la contingenza porta a diventare uomini in fretta, anche quando non hai l&#8217;età per esserlo.</p>
<p align="left">È un libro sui mostri, che scelgono consapevolmente di essere tali perché non è mica vero che i mostri non esistono. Fascisti, bambini, militari, contadine, briganti e brigantesse, nazisti… non manca nulla nel libro di Lanzetta; neanche uno sguardo compassionevole agli animali, cosa che conoscendo l’autore non può mancare, in un momento in cui non ci poteva essere animalismo propriamente detto visto che non c’era spazio neanche per la semplice umanità.</p>
<p align="left">È semplicemente un libro da leggere, una storia fuori dal buonismo e dalla retorica ma proprio per questo una di quelle storie che aiuta meglio a comprendere quegli anni particolari.</p>
<p align="left">Al di là del complimento che il Sunday Times regalò all’autore salernitano ai tempi della trilogia dello Sciacallo, possiamo dire che Antonio Lanzetta ha ben compreso una cosa della scrittura del Re. L’importanza intrinseca nel raccontare storie.</p>
<p align="left"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p align="left"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-25989" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg" alt="" width="696" height="497" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta.jpg 696w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-300x214.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2023/03/io-e-lanzetta-224x160.jpg 224w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /></a></p>
<p align="left"><em>[foto del Terni-Narni Horror Fest 2021]</em></p>
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		<title>About: Quelli erano giorni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-quelli-erano-giorni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2018 09:42:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[crimini di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[imi]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[memoria storica]]></category>
		<category><![CDATA[romeo vernazza]]></category>
		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[tempesta editore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; “[&#8230;] anche quando avevamo i libri a nostra disposizione, molto tempo fa, non abbiamo saputo trarre profitto da ciò che essi ci ci davano. Abbiamo continuato come se niente fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi. Conosceremo una gran quantità di persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-quelli-erano-giorni.html/vernazza-giorni" rel="attachment wp-att-14517"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-14517" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/01/vernazza-giorni-1024x683.jpg" alt="" width="587" height="392" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/01/vernazza-giorni-1024x683.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/01/vernazza-giorni-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/01/vernazza-giorni-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/01/vernazza-giorni-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 587px) 100vw, 587px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<i>[&#8230;] anche quando avevamo i libri a nostra disposizione, molto tempo fa, non abbiamo saputo trarre profitto da ciò che essi ci ci davano. Abbiamo continuato come se niente fosse ad insultare i morti. Abbiamo continuato a sputare sulle tombe di tutti i poveri morti prima di noi.<br />
Conosceremo una gran quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: </i><i><b>Ricordiamo</b></i><i>. Ecco dove alla lunga avremo vinto noi. </i></p>
<p><i>E verrà il giorno in cui saremo in grado di ricordare una tale quantità di cose che potremo costruire la più grande scavatrice meccanica della storia e scavare, in tal modo, la più grande fossa di tutti i tempi, nella quale </i><i>sotterrare</i><i> la guerra.”</i></p>
<p>Per parlare del nuovo libro di Romeo Vernazza (ed. Tempesta editore, 175 pagine, 15,00€) non possiamo che partire dalla fantascienza di Ray Bradbury e il finale del suo classico “<i>Fahrenheit 451</i>”.</p>
<p>Perché in una società dove pennivendoli prezzolati vanno in televisione a dire che il fascismo (e tutto ciò che comporta) è un&#8217;opinione come le altre e come tale va rispettata significa che abbiamo dimenticato la Storia e i suoi insegnamenti.</p>
<p>Significa che milioni di persone sono morte invano, nei campi di concentramento nazisti ma anche a Stalingrado, nei Balcani, in Normandia, a Dresda nel Pacifico e ad Hiroshima.</p>
<p>Fortunatamente c&#8217;è chi non dimentica e chi non smette di raccontare storie che possano far capire alle nuove generazioni la follia del nazifascismo e del totalitarismo in genere, la follia dell&#8217;ambire a imperi coloniali, la stupidità della sete di potere. E soprattutto chi paga sulla pelle i giochini politici di dimissioni, contro-dimissioni, proclami lasciati a metà e sogni folli di pulizie etniche basati su politiche razziste.</p>
<p>Romeo Vernazza (che avevamo già in passato molto lodato per il suo bellissimo “Cenerentola ascolta i Joy Division”) stavolta ci racconta una storia che per lui deve essere molto particolare, che è quella del padre Sàrva, soldato del Grande Esercito Italiano fascista prima e Internato Militare Italiano in Germania poi.</p>
<p>Impegnato in una assurda guerra contro la Grecia, paese da sempre amico che non ci aveva fatto niente e che per di più ci umilia pesantemente ricacciandoci fin quasi a Durazzo prima dell&#8217;intervento di Hitler (i cui generali da quel momento comanderanno <i>de facto</i> ogni operazione militare italiana fino a tradire le nostre divisioni sul Don e ad El Alamein, ma questa è un&#8217;altra storia) e poi sul fronte dei Balcani a fianco degli Ustascià e delle camice nere di cui, nonostante abbia deciso di raccontare la sua esperienza di questo non riesce ancora a parlare e si limita a dire che ”<i>non si è scavato abbastanza sui nostri crimini di guerra</i>”; Sàrva Vernazza arriva a raccontare la penosa guerra italica fino all&#8217;8 settembre quando alla tragedia si aggiunge la farsa.<br />
Dopo il comunicato di Badoglio (ambiguo, ridicolo, imbarazzante) la radio nazionale italiana trasmette solo musica da ballo per giorni! (“Ma sono tutti deficienti a Roma?” arriva a chiedersi uno dei protagonisti). I soldati italiani vanno allo sbaraglio, solo una minima parte riesce a prendere i pochi traghetti a Spalato per Ancona (cosa ancora più amara per chi come noi ha visto il recente Dunkirk di Cristopher Nolan, segno evidente che non siamo mai stati una nazione come le altre); il resto sono preda dei tedeschi che li trattano da traditori chiamandoli “Badoglio” con disprezzo. I prigionieri italiani sono il terzo gradino più basso della scala infernale riservata dalle SS ai prigionieri di guerra. Sotto di loro solo i Russi e poi gli Ebrei.</p>
<p>Cosa essere IMI, Internati Militari Italiani, Vernazza padre ce lo racconta con le parole del figlio senza risparmiarci niente. Dissenterie, infezioni, fame, freddo, botte, uccisioni per gioco o per non aver capito una parola in tedesco, cadaveri che tutte le mattine vengono presi dalle baracche e sbattuti sui furgoni, le adunate e le conte interminabili, le docce all&#8217;aperto con la temperatura a meno dieci, l&#8217;inferno della miniera e gli incredibili gesti di solidarietà dei civili tedeschi a cui evidentemente gli Imi facevano troppa pena per non provare a portargli qualche cosa da mangiare anche a costo della loro stessa vita.</p>
<p>Leggete tutto questo e poi pensate al pennivendolo prezzolato che invitato da Casa Pound dice in prima serata “il fascismo e il nazismo sono opinioni come le altre”. Ecco.</p>
<p>Noi, italiani brava gente, che ci arrabbiamo a morte se uno ci graffia il suv nuovo, noi che a volte veniamo alle mani perché qualcuno ci è passato davanti alla fila delle poste o della banca, noi che siamo pronti a scannarci se qualcuno non rispetta il rosso o ci taglia la strada.</p>
<p>Pensate cosa dovrebbe fare un ex-Imi quando sente queste cose, pensate allora quanto avrebbe voluto prendere fra le mani coloro che l&#8217;avevano tradito fuggendo al sicuro (gli Imi neanche esistevano per le organizzazioni internazionali in quanto Badoglio e “gli altri” erano irreperibili, quindi in Italia non c&#8217;era nessuno che comandasse e potesse attivare le vie diplomatiche internazionali) riducendolo quasi a morire di fame e di stenti per due anni in campi di prigionia.<br />
Eppure quello che è incredibile è che nonostante la fame e il freddo e le umiliazioni e la vita che valeva meno della buccia delle patate, centinaia di migliaia di italiani hanno detto no a comode uscite (bastava promettere di andare a combattere per la RSI di Salò guidata da ciò che rimaneva del fantoccio Mussolini) e sono rimasti lì.</p>
<p>Altra cosa veramente incredibile, come è stato sottolineato dagli storici internazionali, è che di “vendette private” alla fine della guerra nel nostro paese ce ne siano state in realtà molto poche, con buona pace di Pansa e tutti gli sciocchi che guardano la Storia dal buco della serratura. E questo traspare anche nel racconto di Sàrva Vernazza che anche ggi sembra incapace di odiare.</p>
<p>Certo disprezza i suoi aguzzini. Certo non ha pietà verso di loro, per lo meno non quella di stampo evangelico e di certo non giustifica mai le loro follie. Però ci sembra davvero incapace di odiare, nonostante tutto.</p>
<p>Se c&#8217;è un messaggio di salvezza, per lo meno del tipo “<i>non può piovere per sempre</i>”, nel romanzo è quel “<i>ciao papà</i>” con cui Romeo Vernazza chiude il libro, non nella pacifica rassegnazione dei gesti quotidiani che hanno riportato alla vita normale il protagonista.</p>
<p>La speranza per l&#8217;appunto è che noi, figli e i nipoti di quelle persone, non dimentichiamo mai quello che è successo nonostante il continuo tentativo, sempre più di moda, di confondere i carnefici con le vittime, gli oppressi con gli oppressori e gli invasori con gli occupati.</p>
<p>Allora quando vi troveranno in tasca questo bellissimo libro e vi chiederanno perché ve lo portate dietro, voi rispondete pure: “<i>Noi ricordiamo</i>!” E alla fine vinceremo.</p>
<p><strong>J. Mnemonic</strong></p>
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		<title>PIO XII NON SAPEVA&#8230; QUALE FOSSE LA MARCA DEL SAPONE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pio-xii-non-sapeva-quale-fosse-la-marca-del-sapone-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 10:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[ebrei]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio di pio xii]]></category>
		<category><![CDATA[valerio bruschini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Consideriamo semplicemente penoso che ancora si versino fiumi di inchiostro, per sostenere che Pio XII tacque, perch&#233; non sapeva. Egli, infatti, aveva informazioni di prima mano ed in tempo reale, o quasi; tacque perch&#233;, in perfetta armonia con gli altri Gerarchi del Vaticano, considerava il Nazismo un baluardo contro quello che, per Lui, era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Tahoma" size="2">1) Consideriamo semplicemente penoso che ancora si versino fiumi di inchiostro, per sostenere che Pio XII tacque, perch&eacute; non sapeva.<br />
Egli, infatti, aveva informazioni di prima mano ed in tempo reale, o quasi; tacque perch&eacute;, in perfetta armonia con gli altri Gerarchi del Vaticano, considerava il Nazismo un baluardo contro quello che, per Lui, era il Male assoluto: il Comunismo sovietico.<br />
La documentazione gi&agrave; nota sarebbe pi&ugrave; che sufficiente per valutare l&#8217;operato di qualsiasi uomo politico, ma, &ldquo;naturalmente&rdquo;, non lo &egrave; per il Santo Padre, anche perch&eacute; il Vaticano vuole farLo e Lo far&agrave; santo, &#8230; anche a dispetto dei Santi, che, in questo caso, sono i milioni di persone uccise mentre lui rimaneva in silenzio.<br />
Dedichiamo agli zelanti cultori del dubbio, a coloro che si trasformano in Amleti, quando c&#8217;&egrave; di mezzo un Potente, alcune delle migliaia di righe di: &ldquo;DIO &Egrave; CON NOI!&rdquo;:<br />
&ldquo;Alla vigilia della primavera del 1942 l&#8217;efferatezza di monsignor Tiso [1] arriv&ograve; a scuotere alcune coscienze del clero cattolico.<br />
Come quella del nunzio Burzio [2], il quale, il 9 marzo, inform&ograve; la Santa sede che &laquo;gli ebrei slovacchi stanno per essere deportati in massa&#8230;&raquo;.<br />
Un&#8217;analoga segnalazione la invi&ograve; in Vaticano il nunzio apostolico a Berna, monsignor Filippo Bernardini.<br />
Il nunzio a Budapest, monsignor Angelo Rotta, rivolse invece a Pio XII una supplica a nome dei 90 mila ebrei slovacchi&#8230;<br />
In Vaticano non vi fu alcuna reazione&rdquo;. [3]</font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">2) Pio XII rimase impassibile ed &ldquo;equidistante&rdquo; tra le vittime ed i carnefici anche quando:<br />
&ldquo;Il 17 marzo 1943&#8230; monsignor Burzio mand&ograve; in Vaticano un rapporto &laquo;&#8230; sia questi ebrei che ufficiali tedeschi che membri delle SS affermano unanimi che coi corpi degli ebrei deportati in Polonia e l&agrave; massacrati, si fabbrica del sapone.<br />
Tali notizie le ho gi&agrave; sentite da numerose altre fonti&#8230;<br />
L&agrave;, in Polonia, gli ebrei vengono uccisi per mezzo di gas asfissianti o con mitragliatrici o con altri mezzi.<br />
&#8230; Dai cadaveri si ricava il sapone&raquo;&rdquo;. [4]<br />
Purtroppo, Monsignor Burzio non riusc&igrave; ad appurare, e quindi a comunicare, quale fosse la marca del sapone e la mancanza di questa prova fondamentale ed inoppugnabile imped&igrave; a Pio XII di compiere i passi necessari, &ldquo;che Egli con tutto il Suo cuore&rdquo; voleva fare nelle sedi internazionali, al fine di mettere alla gogna Hitler ed il Nazismo.</font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">3) N&eacute; ebbe miglior sorte la denuncia dei due Ebrei slovacchi, Rudolf Vrba e Fred Wetzler, che, il 7 Aprile del 1944, fuggirono da Auschwitz, portando con s&eacute; dei documenti con i quali stilarono una relazione, nota come: &ldquo;Protocollo&nbsp; Auschwitz&rdquo; e contenente anche la precisa indicazione delle vittime immolate fino a quel momento: 1.765.000.<br />
Il 20 Maggio 1944, &ldquo;&#8230; monsignor Burzio inoltr&ograve; il Protocollo Auschwitz alla Santa sede.<br />
&#8230; in Svizzera varie testate giornalistiche avevano espresso sorpresa per il silenzio mantenuto dalla Santa sede.<br />
Il 28 luglio il nunzio apostolico in Svizzera, monsignor Filippo Bernardini, si premur&ograve; di inoltrare alla Santa sede una seconda copia del Protocollo.<br />
&#8230; la Santa sede rest&ograve; silente&rdquo;. [5]</font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">4) Il noto detto: &ldquo;Non vi &egrave; peggior sordo di chi non vuol sentire&rdquo; fu confermato dal fatto che il Vaticano fece orecchie da mercante persino con gli Stati Uniti:<br />
&ldquo;&#8230; il rappresentante Usa presso la Santa sede, Myron Tylor, consegn&ograve; al cardinale Maione un dettagliato memorandum americano relativo alle esecuzioni di massa degli Ebrei, non solo in Polonia:<br />
&laquo;Citt&agrave; del Vaticano, 26 settembre 1942.<br />
Caro Cardinale Maione&#8230; &egrave; in corso la liquidazione del ghetto di Varsavia.<br />
Tutti gli ebrei&#8230; vengono deportati&#8230; per essere liquidati fisicamente.<br />
I loro cadaveri vengono utilizzati per fabbricare grassi e le loro ossa per concimi.<br />
A questo scopo vengono perfino sterrati dei cadaveri&raquo;&rdquo;. [6]<br />
Purtroppo, neppure Taylor fu in grado di precisare le marche dei grassi e dei concimi, cosicch&eacute;:<br />
&ldquo;La risposta vaticana, datata 10 ottobre&#8230; argomentava che la Santa sede aveva appreso anche da altre fonti le voci sulle &laquo;severe misure&raquo; attuate dai nazisti contro &laquo;non ariani&raquo; in Polonia, ma che non era stato possibile verificarne l&#8217;autenticit&agrave;&#8230;&rdquo;. [7]</font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">5) In compenso, il Cardinale Maione, che era Segretario di Stato vaticano, cio&egrave; il Ministro degli Esteri, aveva da sempre &ldquo;verificato&rdquo; quale fosse l&#8217;autentico nemico:<br />
&ldquo;L&#8217;8 settembre l&#8217;Italia si arrese senza condizioni agli Alleati e le truppe tedesche occuparono Roma.<br />
&#8230; 2 settimane dopo l&#8217;ambasciatore tedesco presso la Santa sede Ernst Weizs&auml;cker rifer&igrave; a Berlino che il segretario di Stato vaticano, cardinale Maione, aveva affermato:<br />
&laquo;Il destino dell&#8217;Europa dipende da una vittoriosa resistenza della Germania sul fronte russo.<br />
L&#8217;esercito tedesco &egrave; il solo baluardo contro il bolscevismo; se questo crolla, la sorte della civilt&agrave; europea &egrave; segnata&raquo;&rdquo;. [8]</font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">Comunque, tenuto conto del fatto che Pio XII mor&igrave; nel 1958, bisogna riconoscere alla Chiesa del tempo il merito della seriet&agrave;, poich&eacute; non lanci&ograve;, come oggi avviene, l&#8217;urlo scomposto: &ldquo;Santo subito!&rdquo;.<br />
Prefer&igrave; un&#8217;altra parola d&#8217;ordine: &ldquo;Santo dopo&rdquo;; cio&egrave;, dopo che il trascorrere del tempo avesse fatto dimenticare le tremende responsabilit&agrave; di Pio XII ampiamente documentate dagli Storici.</font></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Valerio Bruschini</strong></font></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">NOTE:<br />
[1] Monsignor Tiso dal 15 Marzo 1939 al 1944, fu il Capo del Governo fantoccio instaurato in Slovacchia grazie alle armate naziste.<br />
[2] Monsignor Giuseppe Burzio era, in sostanza, l&#8217;Ambasciatore del Vaticano in Slovacchia, cio&egrave; uomo senz&#8217;altro degno di fede.<br />
[3] Rivelli Marco Aurelio, &ldquo;DIO &Egrave; CON NOI!&rdquo; La Chiesa di Pio XII complice del nazifascismo, pp. 224-225, Kaos edizioni, Milano, 2002.<br />
Tutte le sottolineature sono dell&#8217;Autore.<br />
[4] Ibidem, p.229.<br />
[5] Ibidem, p.232.<br />
[6] Ibidem, p.250.<br />
[7] Ibidem, p.251.<br />
[8] Ibidem, p.323.</font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pio-xii-non-sapeva-quale-fosse-la-marca-del-sapone-2/">PIO XII NON SAPEVA&#8230; QUALE FOSSE LA MARCA DEL SAPONE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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