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	<title>roma Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Gay Pride 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 12:51:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Civiltà Laica comincia ad avere il dono dell&#8217;ubiquità, mentre partecipavamo al primo Pride di Amelia (di cui potete leggere qui il resoconto)   altri soci e socie dell&#8217;associazione distribuivano la nostra rivista al pride di Roma. Fra quest&#8217;ultimi la nostra Ilaria Alleva che commenta così la sua prima esperienza al gay pride. Sabato scorso sono stata al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/gay-pride-2019/">Gay Pride 2019</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/gay-pride-2019.html/pride19-01" rel="attachment wp-att-16159"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-16159" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/pride19.01.jpg" alt="" width="453" height="301" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/pride19.01.jpg 960w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/pride19.01-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/pride19.01-768x511.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/06/pride19.01-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" /></a></p>
<p><em>Civiltà Laica comincia ad avere il dono dell&#8217;ubiquità, mentre partecipavamo al primo Pride di Amelia <a href="https://tuttoggi.info/amelia-pride-concluso-levento-arcobaleno-gli-organizzatori-un-successo/519129/">(di cui potete leggere qui il resoconto) </a>  altri soci e socie dell&#8217;associazione distribuivano la nostra rivista al pride di Roma. Fra quest&#8217;ultimi la nostra Ilaria Alleva che commenta così la sua prima esperienza al gay pride.</em></p>
<p>Sabato scorso sono stata al Gaypride. Era il mio primo pride. Pur non facendo direttamente parte della comunità lgbt, ritenevo importante manifestare per la parità di diritti. La nostra società è estremamente retrograda in questo: nell&#8217;antica Grecia era considerato vero amore quello omosessuale; c&#8217;erano scuole in cui era prevista anche l&#8217;educazione sessuale omoerotica (basti pensare a Saffo); gli antichi romani non avevano termini per eterosessuale o omosessuale, ma moltissimi termini per i ruoli attivi-passivi nella coppia. Si dice che lo stesso Nerone abbia celebrato nozze omosessuali. Nessuno Stato, nessun Dio, nessuna istituzione, nessuno in assoluto dovrebbe avere il diritto di mettere bocca su chi sono e chi scelgo di amare. L&#8217;omofobia non è che una odiosa declinazione del brutto vizio di non sapersi fare gli affari propri. Cosa c&#8217;è che vi schifa tanto in due persone che si amano piuttosto che negli uomini che picchiano le loro compagne (per esempio)? Non vi rendete conto che se vedete qualcosa di profondamente sbagliato nel primo caso più che nel secondo, quel che c&#8217;è di davvero sbagliato è dentro di voi? Quelli che si nascondo dietro un Dio fanno ridere: quale Dio, semmai esistesse, si cruccerebbe per l&#8217;amore? Perché questo è ciò che ho visto sabato: l&#8217;amore. Ovunque. Nei baci teneri delle coppie, nei sorrisi di chi finalmente poteva essere sé stesso senza giudizi, nel carnevale di colori sgargianti scaldati dal sole romano e nei coriandoli sotto al Colosseo. In un clima profondamente disumanante, fatto di odio e intolleranza, assistere a cose del genere è vitale: sperare che un mondo migliore e più giusto possa esistere è vitale per continuare a lottare. Ho visto molti cartelli che dicevano &#8220;abbiamo diritto a essere diversi&#8221;. Credo sia più appropriato &#8220;abbiamo diritto a essere felici&#8221;. @ Rome, Italy</p>
<p><strong>Ilaria Alleva<br />
</strong></p>
<p><em>Potete vedere il bel reportage fotografico di Ilaria sulla <a href="https://www.facebook.com/civiltalaica/">nostra  pagina facebook</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>About: Roma e i figli del male</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-roma-e-i-figli-del-male/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2018 10:13:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torniamo con piacere a leggere Alessandro Maurizi di cui avevamo già apprezzato qualche anno fa “Il vampiro di Munch”. Il suo nuovo thriller, lo diciamo subito, mostra una maturazione artistica dello scrittore non indifferente, i suoi personaggi sono più complessi e più strutturati e l&#8217;intera resa del romanzo è sopra al precedente che di certo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-roma-e-i-figli-del-male.html/roma-figli-del-male" rel="attachment wp-att-15073"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15073" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/roma-figli-del-male-188x300.jpg" alt="" width="305" height="487" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/roma-figli-del-male-188x300.jpg 188w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/roma-figli-del-male-101x160.jpg 101w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/roma-figli-del-male.jpg 500w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></a></p>
<p>Torniamo con piacere a leggere Alessandro Maurizi di cui avevamo già apprezzato qualche anno fa “Il vampiro di Munch”.</p>
<p>Il suo nuovo thriller, lo diciamo subito, mostra una maturazione artistica dello scrittore non indifferente, i suoi personaggi sono più complessi e più strutturati e l&#8217;intera resa del romanzo è sopra al precedente che di certo non era da buttare.</p>
<p>“Roma e i figli del male – La notte del commissario Castiliego” (Frilli editore, 304 pag. € 12,90) è un thriller/noir in cui i crimini sono molto particolari, si parla infatti della pedofilia e degli abusi sessuali nella Chiesa Cattolica e dell&#8217;uso scorretto degli esorcismi da parte di preti e vescovi senza scrupoli.</p>
<p>Argomenti quindi non solo scottanti ma al centro della cronaca internazionale (molto più che di quella nazionale, ma non entriamo in polemica); crimini particolarmente odiosi che gettano ombre su un ente  come la Chiesa Cattolica.</p>
<p>Sappiamo tutti che le organizzazioni cattoliche svolgono un ruolo meritevole nel sud del mondo per quel che riguarda la gestione delle adozioni internazionali, ma fra le tante persone per bene ci sono molti squali che trovano lì coperture e vittime per le loro perversioni.</p>
<p>Ancora più impenetrabile invece il caso dell&#8217;abuso delle pratiche di esorcismo che consentono a “santoni” cattolici e non di soggiogare ai loro persone convinte della loro buona fede. E se qualcuno pensa di essere al sicuro in quanto in possesso di razionalità ferrea che gli permette di scindere fra realtà e finzione, come Maurizi racconta attraverso il suo personaggio il commissario Castiliego, è fin troppo facile in situazione di tensione, di malattia o di angoscia cadere con tutti e due i piedi nella “trappola mistica”.</p>
<p>Anche questa volta Roma con le sue luci e i suoi cambiamenti di tempo che sembrano ricalcare i cambiamenti di umore del commissario (single per scelta che fugge non dai cattivi ma dalle relazioni impegnative) è al centro della narrazione dello scrittore. Ed anche questa volta come ne “Il vampiro di Munch” Alessandro Maurizi, nella “vita vera” sovrintendente capo della questura di Viterbo, accenna quasi in punta di piedi a un secondo livello di mistero in cui forze oscuri e complotti tramano alle spalle degli ignari protagonisti.</p>
<p>Ma, ne siamo certi, questa di sicuro è la parte “fiction” del libro.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>Tredici righe libere</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tredici-righe-libere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 06:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È sempre affascinante analizzare gli abissi contorti di alcune menti umane che riescono a mostrare il peggio del proprio animo appena gli dai un poco di spazio per esprimersi. Fra gli esemplari “migliori” di questi rientrano di sicuro alcuni “giornalisti” di Libero (giornale simbolo della destra berlusconiana e del capitalismo selvaggio). Al di la&#8217; della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/tredici-righe-libere.html/elrond-faceplam-2" rel="attachment wp-att-15067"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-15067" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam-300x226.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam-768x579.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam-1024x772.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam-212x160.jpg 212w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/elrond-faceplam.jpg 1211w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">È sempre affascinante analizzare gli abissi contorti di alcune menti umane che riescono a mostrare il peggio del proprio animo appena gli dai un poco di spazio per esprimersi.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Fra gli esemplari “migliori” di questi rientrano di sicuro alcuni “giornalisti” di Libero (giornale simbolo della destra berlusconiana e del capitalismo selvaggio).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Al di la&#8217; della pessima abitudine di non firmare più i propri pezzi per i giornalisti </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>prét a porter</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> (ma detto sinceramente: chi è che non si vergognerebbe di mettere il proprio nome in calce a cose del genere?) è esemplare il triplo salto carpiato con cui il “giornalista” di Libero che, probabilmente su commissione, d<a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/13334329/concertone-primo-maggio-sfera-ebbasta-dito-medio-francesca-michielin-vaffa-john-de-leo-rutto-lo-stato-sociale-casellati.html">eve parlar male del concerto del 1 Maggio a Roma</a> ma deve accuratamente evitare di dire che il concerto è diventato brutto da quando la triade sindacale, presumibilmente per richiamare più giovani, ha deciso di aprire il palco agli artisti non politicizzati, ovvero quelli che dovrebbero piacere alla destra berlusconiana di Libero.<br />
</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Siete pronti per il trip nell&#8217;anima “Libera”? Fate attenzione perché “quando guardi nell&#8217;abisso l&#8217;abisso guarda in te”&#8230; si parte!</span></span></span></p>
<p>“<span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Non c&#8217;è solo la politica dello </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Stato Sociale </i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>al Concertone del </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Primo maggio</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. Il &#8220;Mi sono rotto il c***&#8230; della </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Casellati</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8221; quasi impallidisce, nella giornatona rossa di piazza San Giovanni a Roma&#8230;</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Primo tassello da ricordare: il primo maggio a Roma è una “giornatona rossa” e </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ca va sans dire</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, triviale e volgare con questi brutti comunisti che dicono “mi sono rotto il ca&#8230;” mica come le reti Educational Mediaset di Padron Silvio che hanno sdoganato Sgarbi e il Grande Fratello, insomma. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">..</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>.di fronte alla volgarità a volte gratuita e altre decisamente inattesa esibita dal palco da alcuni artisti. Tra i più attesi </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sfera Ebbasta</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, giovane idolo della trap (variante cafonissima dell&#8217;hip hop).</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">..”</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La cafonissima </span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>trap</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> è di destra o di sinistra? Ma l&#8217;accusa alla sinistra fino a ieri non era quella di essere radical chic? Ma se chiama “l&#8217;idolo” Sfera Ebbasta (mica pizza e fichi&#8230;) a questo punto diventa sinistra popolare o resta Radical Chic? Ma Sfera Ebbasta è comunista? Si perché è cafone e devo dire che il primo maggio fa schifo, ma allora, come l&#8217;incollo questo pezzo con le righe successive?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">..</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. che vestito decisamente poco in tema (griffatissimo) che ha salutato il pubblico con un </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>dito medio </i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>prima di dileguarsi dietro le quinte</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">.” </span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma le griffe sono diventate di sinistra? Ma se le griffe sono di sinistra il dito medio è di destra? Ma allora è cafona la destra? Ah no, attenzione, le griffe sono fuori luogo, dice il “giornalista” al primo maggio, quindi la triade sindacale è rea di invitare sul palco uno che va in giro griffato (e rivendica di essere salito sul palco con due rolex) e che fa il dito medio da cafone e comunista qual&#8217;è. Ma non è comunista perché è fuori luogo in quanto griffato, quindi è di destra, no? Quindi in buona sostanza Libero sta parlando male del primo maggio perché ha invitato sul palco artisti cafoni non politicizzati di destra. Aspettate, ma che per caso La Sinistra Radical Chic ha acquisito le proprietà di Libero e non lo sapevamo?</span></span></span></p>
<p>“<span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La dolce </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Francesca Michielin</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, ex </i></span></span></span><em><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>X Factor</i></span></span></span></em><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, si è lasciata invece sfuggire un sonoro </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>vaffa</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>(&#8220;Vaffanc*** vaffanc*** a te&#8221;), questa volta però &#8220;motivato: &#8220;Lo facciamo sempre nei live e anche qui ho voluto mantenere una sorta di voglia di sovversione, un invito a reagire&#8221;. Più criptico invece </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>John De Leo</i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>, ex cantante dei </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Quintorigo </i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>e noto per le sue qualità vocali fuori dal comune, tra jazz e rumorismo. Qualcuno pare aver sentito un </i></span></span></span><strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>rutto </i></span></span></span></strong><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>uscire dalla sua bocca, durante l&#8217;esibizione. Buona festa dei lavoratori.”</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Riassumendo le idee del “giornalista libero”:<br />
</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Stato sociale:</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> gommunisti demmerda;<br />
</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sfera Ebbasta</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: cafone fuori luogo quindi non di sinistra ma non posso dire che è di destra come il giornale che vendo;</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>F. Michelin</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: il vaffanculo è di destra o di sinistra? Boh, però intanto ci metto che è ex di x factor che sulle reti del padrone non c&#8217;è stato mai così si capisce che dei nostri non è;<br />
</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>John De Leo</b></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: e il rutto? Qui si apre una diatriba filosofica-politica di non poco conto. Il rutto è di destra in quanto cafone e opposto alla borghesia dei radical chic come quando lo fa il grande Bud Spencer dopo i fagioli o è cafonaggine di sinistra gommunista e anticlericale come quando lo faceva Piero Pelù all&#8217;inizio de “El diablo”? </span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Attenzione, qui c&#8217;è poco da scherzare ragazzi! Ne va della coerenza intellettuale del “giornalista” “lavoratore” che mentre voi vi state a divertire con i gommunisti rossi a piazza San Giovanni lui sta “</span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>seriamente lavorando</i></span></span></span><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">”(cit.) . </span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ad ogni modo la diatriba è aperta, così come l&#8217;eterna domanda sul miglior uso da fare del giornale Libero (quello stampato): lo dedichiamo al pesce o alle emergenze fisiologiche quando l&#8217;autogrill è distante?</span></span></span></p>
<p><span style="color: #212121;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></span></p>
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		<title>Perché ci comportiamo come se fossimo sempre allo stadio?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/perche-ci-comportiamo-fossimo-sempre-allo-stadio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2017 16:32:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apparentemente non sarebbe argomento da associazione laicista, eppure a pensarci bene il calcio è la prima religione dello stato italiano al punto da condizionare il comportamento nel quotidiano dei singoli molto più di quanto non faccia la religione cattolica anche quando non si parla esplicitamente di partite o di campagna acquisti (del resto viviamo in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/perche-ci-comportiamo-fossimo-sempre-allo-stadio.html/daspo" rel="attachment wp-att-14263"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14263" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/07/daspo.jpg" alt="" width="660" height="495" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/07/daspo.jpg 660w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/07/daspo-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/07/daspo-213x160.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a>Apparentemente non sarebbe argomento da associazione laicista, eppure a pensarci bene il calcio è la prima religione dello stato italiano al punto da condizionare il comportamento nel quotidiano dei singoli molto più di quanto non faccia la religione cattolica anche quando non si parla esplicitamente di partite o di campagna acquisti (del resto viviamo in una terra dove gente come Max Pezzali all’inizio dei propri concerti si faceva il segno della croce e calciava un pallone verso il pubblico).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel nostro paese troppo spesso ogni aspetto della giornata viene visto o vissuto come se si trattasse di una partita di calcio al punto da dimenticare e travisare completamente la sostanza degli eventi che vengono tradotti in tale ottica; qualcuno ricorda a titolo di esempio come durante una votazione a maggioranza all’interno di una nota associazione (che non è Civiltà Laica), alcuni propositori di una mozione al momento della conta dei voti fossero esplosi come se la loro squadra avesse segnato: per loro l’importante non era la sostanza e le conseguenze della decisione collegiale, era stare dalla parte dei “vincitori di quella specifica competizione”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">A questa tendenza, che è un eufemismo definire adolescenziale, non ha potuto fare eccezione neppure una sentenza importante come quella di MAFIA CAPITALE dove parte dell’opinione pubblica, ma soprattutto i giornalisti, non ha potuto fare a meno di individuare dei vincitori e degli sconfitti al termine della lettura della sentenza di primo grado, come se in realtà la sconfitta non sia stata dell’intera città di Roma fin dal primo momento in cui l’indagine era terminata con l’ondata di arresti che ha caratterizzato il successivo processo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L’atteggiamento di una certa stampa addirittura si è spinto al punto dal voler far apparire una realtà surrettizia come se gli imputati fossero stati tutti assolti perché il collegio giudicante non ha riconosciuto l’aggravante di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Associazione a delinquere di stampo mafioso</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: per questi “signori dalle conclusioni facili” sembra che il “non appartenere ad una Associazione di stampo mafioso” equivalga ad automatica innocenza.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In questi giorni gli articoli che parlano di “sconfitta della Procura di Roma” non si contano, fino ad arrivare all’articolo di LA STAMPA secondo cui dovrebbe vergognarsi chi ha dipinto Roma come una città mafiosa rovinandone il nome e la reputazione secolare (perché notoriamente Roma è una città in cui non succede mai nulla, la Banda della Magliana, i Casamonica e l’ondata di arresti di Tangentopoli nei primi anni 90 sono vecchie fiction; a Roma in realtà non sono mai volate mazzette o tangenti … vero ?).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Una procura che presenta una tesi e la stessa tesi che viene accettata solo in parte, secondo una certa stampa rappresentano una “sconfitta della procura”: il fatto che ci siano state una caterva di condanne per </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Associazione a delinquere</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> tra gli stessi amministratori pubblici non ha alcuna importanza, la cosa fondamentale è che non si ricada in quell’aggravante del reato di associazione a delinquere che è definita col termine “di stampo mafioso”; per il resto secondo buona parte della stampa nostrana non c’è nulla di male nell’appartenere ad un’Associazione a delinquere: sono cose che possono capitare come un tamponamento. Chi è che almeno una volta nella vita non ha fatto parte di un’associazione a delinquere ? </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Se qualcuno volesse entrare nel tecnico basta che vada su wikipedia, per scoprire che i tratti caratteristici di un’associazione a delinquere sono:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>la stabilità dell&#8217;accordo, ossia l&#8217;esistenza di un vincolo associativo destinato a perdurare nel tempo anche dopo la commissione dei singoli reati specifici che attuano il programma dell&#8217;associazione (la stabilità del vincolo associativo dà al delitto in esame la tipica natura del reato permanente);</i></span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>l&#8217;esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. La commissione di un solo delitto non integra la fattispecie in esame.</i></span></span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sicuramente l’attento e per niente fazioso giornalista di LA STAMPA si è reso conto all’istante che si tratta di peccati veniali su cui si può chiudere un occhio e soprattutto senza i quali non avremmo mai avuto Gavino e Scamarcio eletti a grandi divi dello schermo cinematografico, né tantomeno quella meravigliosa fiction televisiva che è derivata dal romanzo di De Cataldo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Se invece ci andiamo a vedere l’aggravante del 416bis scopriamo che: «</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">»</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Secondo la corte di primo grado i suddetti elementi non c’erano ed ora occorrerà vedere quale sarà il parere della corte d’appello (ammesso che in appello ci si vada).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Traduzione in termini spiccioli: il fatto che a Roma nessuno scattasse sull’attenti in atteggiamento omertoso al nome di Carminati e Casamonica rappresenta per la stampa nostrana una garanzia di apparente innocenza per tutti gli imputati del processo di Mafia Capitale ed una grave sconfitta per la Procura; non è importante che non vengano commessi reati anche piuttosto gravi, l’importante è che non si ricada in una certa categoria, così possiamo andare a sbandierare un bel gagliardetto con sopra scritto “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forza Carminati !</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">”, “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Procura di Roma in serie B !</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">” e magari intonare </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Seven nation army</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> alla lettura della sentenza del 20 luglio.</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La sostanza di tutta questa triste vicenda post-giudiziaria è “aver fatto punti” nel “non apparire mafiosi” più che nel “non esserlo”, poi l’associazione a delinquere ci può pure stare, tanto nessuno la nota.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un vecchio aneddoto della legge di Murphy citava: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il modo migliore per eliminare i rifiuti tossici è quello di riclassificarli come non tossici</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">”.</span></span></p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
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		<title>Quel crocifisso nel “Mondo di mezzo”</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-crocifisso-nel-mondo-di-mezzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 17:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni la “città eterna” è tornata di nuovo alla ribalta mentre una delle aziende che ne caratterizzano la sua essenza più peculiare ha sentito il bisogno di far parlare nuovamente di sé sui giornali di tutta Italia, come se non fosse bastato già lo spettacolo che aveva dato di se sui vari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni la “città eterna” è tornata di nuovo alla ribalta mentre una delle aziende che ne caratterizzano la sua essenza più peculiare ha sentito il bisogno di far parlare nuovamente di sé sui giornali di tutta Italia, come se non fosse bastato già lo spettacolo che aveva dato di se sui vari quotidiani durante gli ultimi anni.<span id="more-12749"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/cupolone.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12750" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2014/12/cupolone.jpg" alt="cupolone" width="264" height="191" /></a>In questo ambito, dato che la vicenda del “mondo di mezzo” non farebbe parte dell’oggetto statutario della nostra associazione, abbiamo volutamente evitato di commentare gli eventi in quanto qualsiasi espressione si fosse tentato di buttare giù avrebbe finito col suonare agli occhi dei nostri lettori fastidiosamente retorica senza che potesse aggiungere nulla a quanto già scritto dalla cronaca nonché dalla nostra storia recente dal dopoguerra ad oggi (un film reale già visto e rivisto tra una generazione e l’altra al punto da diventare tendenza in numerosi romanzi, in altrettanti sceneggiati televisivi, nonché nel cinema).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Così nessuno nel nostro contesto si è accodato al coro di chi vorrebbe le dimissioni della giunta Marino o privatizzare o far chiudere l’AMA (o altre soluzioni da politica spettacolo); in primo luogo perché aspettarsi che la politica della capitale di tutti gli schieramenti elimini uno dei più importanti mercati di voti di scambio e di rapporti clientelari che ha a disposizione significa non aver capito qual è la funzione ufficiosa (ma purtroppo ormai principale) dei cosiddetti enti “pubblici, statali, parastatali e affini” ma anche privati, in secondo luogo perché qualsiasi evento possa essersi consumato all’interno della municipalizzata più grande d’Europa si sarebbe potuto consumare in qualsiasi altra azienda del settore fintanto che la mentalità di casa nostra conserverà alcuni dei suoi caratteri organolettici che l’hanno sempre contraddistinta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sembra però opportuno andare a scandagliare alcuni aspetti che invece sono molto vicini all’oggetto sociale delle associazioni laiciste e su questo particolare due parole vogliamo spenderle facendo anche qualche paso indietro nel tempo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Iniziamo innanzitutto con l’evidenziare che l’AMA appare come uno degli enti pubblici economici più confessionalizzati d’Europa: crocifissi ed effigi di Padre Pio (spesso espressioni di una vocazione individuale di qualche dipendente timorato che si sente veramente tale solo se riesce ad imporre il suo credo anche agli altri colleghi) non si contano più; in almeno tre stabilimenti compaiono tempietti votivi con statue della madonna in grandezza naturale realizzati attraverso l’interessamento di diversi dipendenti (inutile dire che le suddette strutture appaiono sempre ben curate stile giardino giapponese in contrapposizione al resto delle rispettive aree aziendali che le ospitano e che quasi sempre ricordano la Beirut ovest dei primi anni 80).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Fino a pochi anni fa l’AMA aveva un parroco ufficiale, non ci è stato possibile verificare se sia ancora così, né se tale figura percepisca o abbia percepito in passato uno stipendio o un obolo dalle disastrate casse aziendali per gli indispensabili servizi spirituali resi ai lavoratori che lo richiedono.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La messa aziendale a cui tutti i dipendenti possono afferire durante l’orario di lavoro senza nemmeno dover compilare un modulo di permesso personale è quasi una prassi consolidata durante le feste comandate ed in particolare in quella della <i><b>Madonna della Strada</b></i> (per la cronaca trattasi di ore di lavoro totalmente improduttive pagate dai tutti i cittadini attraverso la TASI, già TARI e ancor prima TARSU), il tutto senza che un qualsiasi altro dipendente di diversa vocazione religiosa abbia diritto di fare lo stesso per professare la propria fede (e senza esaminare neanche lontanamente i diritti dei non credenti) nonché col silenzio assenso delle rappresentanze sindacali).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E che dire del famoso presepe dei Netturbini, oggetto nel periodo natalizio di visita pontificia annuale (sempre rigorosamente durante l’orario di lavoro), per la manutenzione del quale spesso e volentieri vengono utilizzate risorse aziendali ?</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Orbene, su questa piccola isola confessionale da prima repubblica degli anni 50, il 16 giugno 2009 la nascente testata giornalistica di CRONACHE LAICHE scatena la sua “intolleranza laicista” partendo da un articolo di REPUBBLICA uscito pochi giorni prima ed evidenziando quanto fosse strana la circostanza per cui l’assunzione di 544 tra operai, autisti e addetti vari da parte dell’AMA fosse avvenuta attraverso selezioni del personale affidate alla ELIS (</span></span><span style="color: #0563c1;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.elis.org/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">www.elis.org</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">): una società consortile “sedicente no-profit” creata e controllata in toto dall’OpusDei. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla scia del suddetto articolo in pieno scandalo di PARENTOPOLI, il 26 febbraio 2011 i quotidiani REPUBBLICA (</span></span><span style="color: #0563c1;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/26/news/parentopoli-12940275/"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/26/news/parentopoli-12940275/</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">) ed IL MESSAGGERO (</span></span><span style="color: #0563c1;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=148784&amp;sez=HOME_ROMA"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=148784&amp;sez=HOME_ROMA</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">) scatenavano la loro inchiesta giornalistica evidenziando nuovamente l’anomala circostanza, mentre sul nuovo sito di CRONACHE LAICHE (ormai fuoriuscita dall’UAAR) si tornava a parlare della questione durante il successivo 13 maggio.</span></span></p>
<p><a class="western" href="http://www.cronachelaiche.it/2011/05/clientelismo-confessionale-a-roma-la-saga-continua/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;"><b>http://www.cronachelaiche.it/2011/05/clientelismo-confessionale-a-roma-la-saga-continua/</b></span></i></span></span></span></a><i><b> </b></i></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">A questo punto il lettore incuriosito dirà: “<i>Ma cosa c’entra tutto questo con l’attuale inchiesta sul </i><i><b>Mondo di mezzo </b></i><i>?</i>”</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In teoria nulla, se non la circostanza singolare per cui l’ex capo del personale dell’AMA (Dott. Luciano Cedrone), rinviato a giudizio tra il 2011ed il 2012 per la vicenda PARENTOPOLI insieme a Franco Panzironi (AD dell’AMA durante ”<i>L’Era Alemanno</i>”), figurava all’epoca nella pagina dei “Fellows” della ELIS assieme all’allora presidente dell’AMA Daniele Clarke e all’Ing. Fiscon (già Direttore Generale, poi Direttore Operazioni e poi di Nuovo Direttore Generale dell’AMA) quest’ultimo arrestato dai carabinieri lo scorso 2 dicembre 2014 per la vicenda MONDO DI MEZZO (arrestato sempre insieme a Franco Panzironi AD dell’AMA durante ”L’Era Alemanno”).</span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non basta, data la loro posizione, le due suddette figure non possono considerarsi estranee all’estrema confessionalizzazione dell’azienda di cui per oltre vent’anni hanno mantenuto il controllo pressoché totale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Oggi i due suddetti nominativi non compaiono più tra i “Fellows” della ELIS alla pagina </span></span><span style="color: #0563c1;"><span style="text-decoration: underline;"><a class="western" href="http://www.elis.org/fellow"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.elis.org/fellow</span></span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, ma sicuramente prima vi comparivano perché ben due quotidiani avevano menzionato la circostanza ed anche perché noi “cattivi laicisti” ci eravamo fatti un copia-incolla della suddetta pagina affinché certi fatti non fossero dimenticati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Allo stato attuale non sappiamo se tale scomparsa dal “registro dei grandi sostenitori” del prestigioso ente confessionalista sia avvenuta perché la ELIS rinnova periodicamente il proprio parco di adepti (come dice di fare) o se invece lo spirito di appartenenza di derivazione cristiana è così umile da non ritenersi degno di esporre personaggi che diventano tanto importanti e famosi per essere saliti improvvisamente agli onori “della cronaca”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sta di fatto che nel “<i>film della vita reale diventato tendenza</i>” al quale, come abbiamo già osservato, siamo oramai abituati da oltre 50 anni di DC, esiste un particolare estetico che molto poco spesso finisce nei romanzi, negli sceneggiati televisivi o nelle pellicole cinematografiche: il cattivo di turno (il disonesto) in non poche occasioni nella vita reale è un timorato di dio, e a volte (come abbiamo visto) fa parte di alte organizzazioni confessionali stile Opus Dei, fa sfoggio del crocifisso nel proprio luogo di lavoro e va a messa tutte le domeniche (per dirla in modo popolare: “<i>con una mano prega e con l’altra frega</i>”), in qualche occasione ha anche stretti rapporti personali con qualche alto prelato se non con uno o più pontefici, ma questi particolari della vita reale il più delle volte sugli schermi delle fiction di casa nostra non ci finiscono.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Qualche eccezione, dobbiamo riconoscerlo, l’abbiamo notata nel cinema di controtendenza (stile TODO MODO o I BANCHIERI DI DIO) oppure in quello che arriva da oltre confine che non è costretto a rispettare tutti gli orpelli confessionali nostrani, ma il grande messaggio latente neanche subliminale che arriva al pubblico medio italiano attraverso lo schermo è che sostanzialmente il “disonesto di turno” è spesso cinico, rampante e assai spesso non credente o quantomeno non si va a scandagliare la sua velleità religiosa a meno che non lo si debba rappresentare per forza satanista (il che lo collocherebbe automaticamente tra gli adepti della cosmogonia cattolica anche se questo particolare sfugge al pubblico medio italiano perché per molti non pensanti “<i>satanista = ateo</i>”). </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E invece no: la vita reale ci regala una visione assai diversa da quella che le nostre fiction televisive vorrebbero proporci (visione che buona parte del pubblico medio fatica ad accettare o vuole tacere) ed anzi ci dovrebbe insegnare che di fronte ad un codice etico laico nel senso più ampio del termine, non esiste tendenza tribale (in particolare l’appartenenza religiosa) che dovrebbe farci apparire accettabile nelle velleità e nei comportamenti qualcuno che sembra più vicino a noi in quanto a “radici culturali” rispetto a qualcuno che invece non lo è, perché magari è musulmano ed Oriana Fallaci, sempre seguendo la stessa semantica, ci ha insegnato a vederlo come nemico a prescindere.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma come osserva Jonathan Haidt nel suo mirabile saggio LA MENTE TRIBALE: la politica e la religione sono entrambe espressioni della nostra psicologia morale intrinseca perché parlano alla pancia della gente senza permettergli di agire o giudicare attraverso un pensiero analitico.</span></span></p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/il-crocifisso-nel-mondo-di-mezzo/">Quel crocifisso nel “Mondo di mezzo”</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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