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	<title>quentin tarantino Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 29 Sep 2019 13:23:32 +0000</lastBuildDate>
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		<title>C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2019 13:23:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[voto: 7.7/10] [attenzione spoiler] Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni. È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/">C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>[voto: 7.7/10]<br />
</b></p>
<p><b>[attenzione spoiler]</b></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tarantino-holliwood1" rel="attachment wp-att-16342"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16342" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg" alt="" width="400" height="598" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1.jpg 400w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tarantino-holliwood1-107x160.jpg 107w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p>Quentin Tarantino ormai è una leggenda vivente. Dopo Stanley Kubrick non ci ricordiamo altri registi il cui nome poteva trascinare folle di persone nella sala cinematografica a prescindere dagli attori, dal genere di film e dalle recensioni.</p>
<p>È &#8220;solo&#8221; il suo nono film, non considerando ovviamente l&#8217;episodio di Four Rooms da lui diretto e considerando Kill Bill I e II come un unico film. Ecco, forse possiamo proprio mettere il doppio film girato con la sua musa più famosa, Uma Thurman, come uno spartiacque della sua carriera. Prima di allora era considerato un grandissimo regista di genere ma snobbato da chi va al cinema solo per &#8220;roba seria&#8221;, come si suol dire.</p>
<p>Dopo Kill Bill invece il nome del regista è un richiamo sufficiente per far correre in sala qualunque cinefilo del pianeta.</p>
<p>Bravissimo nel rilanciare attori considerati a fine corsa (John Travolta, Bruce Willis, Kurt Russel), eccezionale nel valorizzare attori emergenti (Tim Roth, Steve Buscemi, Cristoph Waltz), strepitoso quando ha attori all&#8217;apice della carriera (Brad Pitt, Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio, ma anche De Niro, Keitel, Fassbender), capace di valorizzare le attrici donne in ruoli che resteranno fra i migliori della loro carriera (Uma Thurman per l&#8217;appunto, ma anche Pam Grier, Daryl Hannah, Jennifer Jason Leigh) e, infine, capace di creare un suo staff di attori feticcio che interpretano perfettamente qualunque ruolo gli venga richiesto (Samuel L. Jackson, Michael Madsen, Bruce Dern).</p>
<p>Insomma Quentin Tarantino con i suoi 56 anni e nove film è forse il regista che rappresenta meglio di chiunque altro la parola &#8220;cinema&#8221; nelle sue mille sfaccettature.</p>
<p>Che non ce ne vogliano i tanti maestri del genere; forse in termini &#8220;tecnici&#8221; sono più bravi di lui (pensiamo a Scorsese, De Palma, Inarritu, Darembont, Amenabar, Scott); è una nostra impressione. Forse, pensandoci sopra, l&#8217;unico che può competere con lui nel rappresentare il &#8220;cinema&#8221; è Steven Spielberg, ma consentiteci di dirlo: questo è troppo <i>american style</i> per rappresentare tutto il cinema.</p>
<p>Insomma l&#8217;avrete capito, siamo tarantiniani fino al midollo e abbiamo avuto la fortuna di vedere il suo evolversi fin dal <i>Le iene</i> che arrivò in sala in Italia solo nei cinema <i>d&#8217;essai</i> come un ufo; vietato e apprezzato solo da coloro che non disdegnavano la presenza di scene molto crude (era la versione in cui veniva ancora mostrato integralmente il taglio dell&#8217;orecchio del poliziotto ostaggio da parte di Michael Madsen aka Mister Blond al ritmo di <i>Stuck in the middle with you</i>).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/mdesn-iene-orecchio" rel="attachment wp-att-16343"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-16343" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg" alt="" width="521" height="221" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio.jpg 1916w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-300x127.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-768x325.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-1024x434.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/mdesn-iene-orecchio-280x119.jpg 280w" sizes="(max-width: 521px) 100vw, 521px" /></a></p>
<p>Degli otto film di Tarantino ne abbiamo adorati sei, a cui assegniamo voti non inferiori all&#8217;eccellente. Uno proprio non lo abbiamo digerito (<i>Grindhouse</i>) e di un altro proprio non riusciamo a trovare un significato che renda apprezzabile il film. Parliamo di <i>Bastardi senza gloria. </i></p>
<p>L&#8217;unico senso che riusciamo a darli è che sia solo uno sfogo si Tarantino che vorrebbe vendicarsi dei nazisti e di Hitler in particolare, cosa che non ha potuto fare dal vero perché troppo giovane. Inserire una <i>fake history</i> in un film che parla della seconda guerra mondiale non ci è mai piaciuto.</p>
<p>Tutta questa premessa per condividere un minimo dei nostri pensieri su Quentin Tarantino, perché che piaccia oppure no, una sua pellicola non è mai un film qualunque di cui si può parlare <i>en passant. </i></p>
<p><i>C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood </i>mette alla prova sia i fan sia i critici del regista. Quando sul finale abbiamo capito che il regista stava inserendo un altra fake history nella trama, il film che fino ad allora avevamo apprezzato ha cominciato a perdere punti. Siamo infine usciti interdetti dalla sala e ci abbiamo rimuginato sopra una settimana. Poi l&#8217;abbiamo rivisto e finalmente metabolizzato. A differenza di <i>Bastardi senza gloria </i>ii film ci piace ed è all&#8217;altezza del mito tarantiniano.</p>
<p>La trama del film, a differenza dello stile pulp che ci ha fatto scoprire ed amare il regista del Tennessee, non ha una trama complicata. Anzi, è molto semplice e lineare e, a parte alcuni flashback di pochi secondi, segue una linea temporale unica.</p>
<p>Loenardo Di Caprio aka Riff Dalton è un attore abbastanza famoso e Brad Pitt aka Cliff Booth è la sua controfigura. Ma Cliff è anche un amico fidato che lo segue facendogli sia da autista che da factotum. Cliff è un tipo molto tosto (se ne accorge anche un certo Bruce Lee), eroe di guerra ma con brutte voci sul suo passato.</p>
<p>Rick Dalton vive in Cielo Drive ed ha come vicini di casa Roman Polanski e sua moglie Sharon Tate, entrambi lanciatissimi verso una carriera eccezionale. Dalton invece dopo molti film è passato alla Tv e ormai si sta specializzando in ruoli <i>villain;</i> segno, gli dice Al Pacino aka Martin Scwarze di una carriera in discesa. &#8220;Ci manca solo che ti fai picchiare da Batman&#8221; gli dice, consigliandogli di andare in Italia a girare dei spaghetti western con Sergio Corbucci.</p>
<p>Quello che capita da qui in avanti è il mescolarsi dei personaggi &#8220;finti&#8221; creati da Tarantino con quelli veri. Margot Robbie aka Sharon Tate che passeggia per Hollywood entrando nei cinema a vedere le reazioni degli spettatori alla sua interpretazione, Cliff che entra a contatto con la comunità di Charles Manson dopo aver dato un passaggio ad una hippie seducente quanto minorenne e sprovveduta, Steve Mc Queen (interpretato da Damian Lewis) che commenta i pettegolezzi su Sharon e Roman uniti in un triangolo quasi equivoco con l&#8217;ex di lei Jay Sebring (aka Emile Hirsch).</p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/ceraunavoltahollywood.html/tate-robbie" rel="attachment wp-att-16344"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-16344" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg" alt="" width="560" height="374" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie.jpg 1200w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-768x512.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-1024x683.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/tate-robbie-240x160.jpg 240w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>Il tutto è unito in un plot semplice e denso di suggestioni imperdibile per chiunque abbia solo sentito parlare della Hollywood di quegli anni. Era il 1969, a ridosso della Summer of love, il moneto in cui tutto sembrava possibile. Nell&#8217;accezione positiva del termine.</p>
<p>Evitiamo di parlare della bravura di Di Caprio, Brad Pitt e del resto del cast perché è pleonastico, evitiamo di sottolineare ogni omaggio del regista perché ci vorrebbe un enciclopedia per sviscerarli tutti; primo fra tutti quello del doppio esemplificato dal rapporto attore-controfigura (ma non solo da questo) come ha analizzato alla perfezione <a href="http://ternihorrorfest.it/cristiana-astori/">Cristiana Astori</a> nell&#8217;ultimo numero di Nocturno. Vi spieghiamo solo perché questo film, a differenza di Bastardi senza gloria ci è piaciuto.</p>
<p>Il film di Tarantino inserisce nel finale la fake history: la sera del 8 agosto 1969 gli allucinati seguaci di Manson stanno per entrare a casa Polanski (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Cielo_Drive"> ci auguriamo che chiunque appassionato di cinema sappia cos&#8217;è successo nella realtà</a>) ma Rick Dalton attirato dal rumore della loro macchina, esce di casa ubriaco e con il suo cocktail in mano. Li insulta e li caccia minacciando di farli arrestare quindi, una volta allontanatesi gli allucinati membri della <i>family</i> decidono di cambiar casa e far visita all&#8217;attore appena rientrato a Cielo Drive dai suoi successi in Italia.</p>
<p>Purtroppo per loro, e per fortuna del mondo alternativo che lancia Tarantino, all&#8217;interno trovano anche un Cliff Both con la sua Brandy, una femmina di pit bull addestratissima che li accolgono massacrandoli e uccidendoli tutti e tre in un modo che inevitabilmente omaggia anche Profondo Rosso di Dario Argento. Nel finale del crescendo tarantiniano Dalton tira fuori addirittura un lanciafiamme (souvenir di un film di anni prima, ma perfettamente funzionante) per concludere il massacro dei tre.</p>
<p>Cliff viene portato via in ambulanza, è stato ferito e mentre Dalton lo saluta Sebring dal cancello di casa Polanski gli chiede che cosa sia successo. Mentre parlano Sharon Tate dal citofono invita Dalton a salire a casa sua; l&#8217;abbraccio dei due attori che interpretano i due attori (una realmente esistita l&#8217;altro inventato da Tarantino) chiude il film con Hollywood sullo sfondo.</p>
<p>Ci piace. Forse un po&#8217; infantile e un po&#8217; troppo nostalgico, ma inevitabilmente il senso di questo film non è soltanto lo sfogo di Tarantino che vorrebbe far a pezzi quei bastardi , ma un senso di rammarico per un tempo in cui sicuramente tutto aveva una dimensione più umana.</p>
<p>In cui si poteva camminare per L.A. incontrando star di Hollywood e in cui un attore poteva entrare in un cinema senza scorta.</p>
<p>E&#8217; stato l&#8217;assassinio della Tate a far cambiare tutto? Non lo sappiamo, ma inevitabilmente il confronto del futuro che era promesso (dal cinema e dalla società) nel 1969 con quello che ci viene proposto oggi è negativo.</p>
<p>Il film di Tarantino insomma è un&#8217;occasione per riflettere sul perché il futuro di macchine volanti, robot, e benessere globale che sognavamo allora si è trasformato in un incubo in cui, se va bene, dovremo sopravvivere alla sesta estinzione di massa che sta avvenendo sul pianeta Terra.</p>
<p>Forse è un caso ma val la pena sottolineare che C&#8217;era una volta a&#8230; Hollywood esce nei giorni in cui milioni di ragazzi scendono in piazza reclamando il diritto ad avere un futuro su questo pianeta. E allora, forse non il punto da analizzare del film di Tarantino non è tanto &#8220;<i>what if</i>&#8220;, cioè cosa sarebbe successo se qualcuno avesse fermato per tempo quei maledetti bastardi; ma &#8220;<i>why?&#8221;</i> il futuro non sia più quello di una volta.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ceraunavoltahollywood/">C&#8217;era una volta Hollywood&#8230; e un futuro passato</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>About: The hateful eight</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/about-the-hateful-eight/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 19:00:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[voto: inevitabilmente 8.0/10] L&#8217;ottavo film di Tarantino in realtà è il nono o anche l&#8217;undicesimo. Infatti “The hateful eight” si può considerare ottavo solo considerando Kill Bill Vol. I e Vol. II un unico film e ignorando che il buon Quentin ha diretto un episodio di Four Room e uno di Sin City. “Gli odiosi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/about-the-hateful-eight.html/img_0155_new" rel="attachment wp-att-13475"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-13475" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW-1024x731.jpg" alt="IMG_0155_NEW" width="608" height="434" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW-1024x731.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW-300x214.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW-768x548.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW-224x160.jpg 224w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/02/IMG_0155_NEW.jpg 1208w" sizes="auto, (max-width: 608px) 100vw, 608px" /></a></p>
<p>[voto: inevitabilmente 8.0/10]</p>
<p>L&#8217;ottavo film di Tarantino in realtà è il nono o anche l&#8217;undicesimo. Infatti “The hateful eight” si può considerare ottavo solo considerando Kill Bill Vol. I e Vol. II un unico film e ignorando che il buon Quentin ha diretto un episodio di Four Room e uno di Sin City.</p>
<p>“Gli odiosi otto” è un film che, come ci ha abituato il regista di Knoxville, è una miniera d&#8217;oro per gli amanti del <i>gore</i> e delle storie pulp, ma soprattutto, come abitudine per i filma tarantiniani, è un florilegio di omaggi e citazioni. Forse anche il fatto che gli odiosi siano nove alla fine potrebbe essere un omaggio al fatto che i tre moschettieri erano quattro. Insomma quando c&#8217;è Quentin Tarantino in regia tutto è possibile.</p>
<p>Sinceramente anche tutta la storia ci sembra un omaggio a “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie.</p>
<p>Kurt Russel, che aveva già lavorato con Tarantino per “Grindhouse” (che di certo non era stato il film più brillante ne&#8217; di Russel ne&#8217; di Tarantino) stavolta tira fuori tutta la sua bravura e il fascino del caro vecchio Jena Plinskeens. Samuel L. Jackson è come al solito perfetto, Jennifer Jason Leigh forse entrerà nel guinness dei primati per il ruolo femminile trattato peggio nella storia del cinema.</p>
<p>La trama? Fondamentalmente quella che si era vista nel trailer: un cacciatore di taglie John Ruth (Russel) vuole incassare i diecimila dollari che gli spettano per aver catturato la temibile Daisy Domergue (Jason-Leigh), a causa di una tempesta si ritrova in una locanda con altri sette uomini di cui due ne ha raccolti lui per strada: l&#8217;altro cacciatore di taglie Marqus Warren (Jackson) e colui che si proclama nuovo sceriffo della città di Red Rock dove stanno andando ovvero il rinnegato Chris Mannix (W. Goggins). Nella locanda si capisce subito che c&#8217;è qualcosa di strano e che qualcuno fra: il presunto boia di Red Rock (Tim Roth), il mandriano triste (Michael Madsen), il generale che ha perso la guerra civile (Bruce Dern) e il messicano Bob che sta sostituendo la legittima proprietaria della locanda andata in vacanza (Demian Bichir); sta complottando per salvare Daisy. Chi sarà? Si scoprirà dopo sifde a suon di parole, personalità ed infine piombo come se piovesse.</p>
<p>Qualcuno ha scritto che il film è un “omaggio a un cinema che non c&#8217;è più”.</p>
<p>Mah! Noi siamo amanti del genere western e abbiamo un&#8217;idea della sua evoluzione. Fin da quella epica che ha visto i suoi migliori interpreti con John Wayne, Yul Brinner, Burt Lancaster e James Coburn. Poi c&#8217;è quella Italiana “prima maniera” di Giuliano Gemma e Franco Nero. Poi quella mitica di Sergio Leone che ha lanciato nell&#8217;olimpo degli dei Clint Eastwood e anche quella scanzonata e surreale di Bud Spencer e Terence Hill. Poi abbiamo visto il western reinventarsi con Clint Eastwood attore e regista ne “Gli Spietati” (oscar una volta tanto meritatissimi) che ha rivitalizzato un po&#8217; il genere insieme al discutibile “Tombstone”. Insomma per farla breve, a nostro giudizio prima di “Django Unchained” e “The hateful eight” un western paragonabile a quello di Tarantino non c&#8217;è mai stato. Ed è per questo che secondo noi questo film pur contenendo tante citazioni (come tutti i film di Tarantino) non è un omaggio a un cinema che non c&#8217;è più, ma la prosecuzione di una nuova visione del western iniziata con il bellissimo “Django Unchained”.</p>
<p>Godetevelo, e lasciate perdere le polemiche sul “troppo crudo”, “troppo sangue”, “troppo troppo”. Tarantino o si odia o si ama. E noi lo amiamo finanche al punto di perdonargli “Bastardi senza gloria”.</p>
<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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		<title>Django unchained, il western non muore mai</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/django-unchained-il-western-non-muore-mai/</link>
					<comments>https://www.civiltalaica.it/cms/django-unchained-il-western-non-muore-mai/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 18:43:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta, nel vecchio west, un cavaliere solitario che si trascinava dietro una cassa da morto. Il cavaliere si chiamava Django e dentro la bara c&#8217;era una mitragliatrice con cui avrebbe compiuto la sua vendetta per la moglie uccisa. Django, film del 1966 considerato una pietra miliare del genere spaghetti western vedeva come protagonista [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta, nel vecchio west, un cavaliere solitario che si trascinava dietro una cassa da morto.</p>
<p>Il cavaliere si chiamava Django e dentro la bara c&#8217;era una mitragliatrice con cui avrebbe compiuto la sua vendetta per la moglie uccisa.<span id="more-11103"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/django-unchained-il-western-non-muore-mai.html/django" rel="attachment wp-att-11104"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11104" alt="Django" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Django-300x167.jpg" width="300" height="167" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Django-300x167.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/01/Django.jpg 691w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Django, film del 1966 considerato una pietra miliare del genere spaghetti western vedeva come protagonista un Franco Nero al suo primo ruolo importante, il film ebbe molti figli illegittimi (cioè dei sequel che non c&#8217;entravano nulla con l&#8217;originale come si usava in quegli anni) ma soprattutto è stato molto apprezzato (all&#8217;estero più che in Italia) tant&#8217;è vero che in questi giorni, 47 anni dopo, il mitico Quentin Tarantino fa uscire Django Unchained in omaggio a quel genere western che ha condizionato la sua adolescenza.</p>
<p>Sappiamo la passione del regista del Tennessee per i film western e polizieschi italiani degli anni sessanta e settanta del secolo scorso, anzi possiamo dire che tutta la sua fortunata carriera è un omaggio a quei film, considerati spesso di serie B.</p>
<p>Se “Le iene”, “Pulp Fiction” e “Jackie Brown” hanno rappresentato il suo omaggio ai polizieschi “Django unchained” è il suo primo omaggio al western puro (anche se sappiamo che la scena finale de “le iene” è anch&#8217;essa un omaggio al finale de “il buono, il brutto e il cattivo”).</p>
<p>Del film originale non rimane niente o quasi, la trama è completamente originale, Django in questo caso è uno schiavo liberato (Jamie Foxx) che viene preso come collaboratore da un cacciatore di taglie di orgine tedesca il Dr. Schultz (Cristoph Waltz). Unico collegamento con il film del 1966 la ricerca di Django della moglie, anche lei schiava separata da lui da padroni crudeli.</p>
<p>La regia di Tarantino è sempre magistrale, il suo nome è oramai un sinonimo di garanzia che fa acquistare il biglietto a occhi chiusi, e in questo caso non si fa prendere troppo la mano con la sua voglia di stupire come ha fatto in “Bastardi senza gloria” che sarebbe stato un ottimo film se non avesse messo in scena l&#8217;uccisione di Adolf Hitler in un cinema a Parigi, cosa che ha lasciato perplesso più di uno spettatore.</p>
<p>Il cast oltre ai due citati si arricchisce di Samuel L. Jackson, Leonardo Di Caprio, Don Johnson, dell&#8217;amichevole partecipazione di Franco Nero e dell&#8217;immancabile cameo dello stesso Quentin Tarantino.</p>
<p>Il film rappresenta l&#8217;ennesima rinascita del genere western, sempre dato per morto ma che puntualmente, di tanto in tanto torna a sbancare il botteghino e probabilmente a vincere premi importanti come è successo all&#8217;inizio degli anni novanta con “Balla coi lupi” e “Gli spietati”.</p>
<p>Con l&#8217;uscita del film è arrivata l&#8217;eco di qualche polemica sul fatto che questo non mostrerebbe troppo seriamente il razzismo degli stati sudisti pre-guerra civile; in realtà dopo aver visto il film non ci sembra che queste accuse possano essere ritenute fondate. La crudeltà degli schiavisti e il razzismo di chi non poteva tollerare che un nero andasse a cavallo sono ben mostrate, il resto è una storia pulp (non potrebbe essere altrimenti con Tarantino come regista) fantasiosa e irreale quanto si vuole ma che rientra nei parametri della fiction cinematografica.</p>
<p>Oltre a recarsi al più presto al cinema consigliamo ai fan di Quentin Tarantino di ordinare anche una copia della colonna sonora, da segnalare che fra gli autori di questa c&#8217;è anche Ennio Morricone che ha scritto un pezzo per Elisa.</p>
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<p><b>J. Mnemonic</b></p>
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