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	<title>proibizionismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Jul 2018 13:05:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gli allarmi, quelli che servono!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/gli-allarmi-quelli-che-servono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jul 2018 13:05:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Anche in Umbria un adulto su dieci fa uso di droghe”. Ampio spazio nella cronaca locale umbra è stato dato a queste affermazioni del segretario nazionale del sindacato di Polizia Mosap. Ci verrebbe da ridere se la situazione del paese non fosse già quella di un&#8217;ignoranza quasi totale sui temi “droga” e “lotta alla droga”. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/gli-allarmi-quelli-che-servono.html/kirk-and-picard-facepalm" rel="attachment wp-att-15195"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-15195" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/07/kirk-and-picard-facepalm.jpg" alt="" width="532" height="298" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/07/kirk-and-picard-facepalm.jpg 532w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/07/kirk-and-picard-facepalm-300x168.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/07/kirk-and-picard-facepalm-280x157.jpg 280w" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" /></a></p>
<p><em>“Anche in Umbria un adulto su dieci fa uso di droghe”.<br />
</em>Ampio spazio nella cronaca locale umbra è stato dato a queste affermazioni del segretario nazionale del sindacato di Polizia Mosap.</p>
<p>Ci verrebbe da ridere se la situazione del paese non fosse già quella di un&#8217;ignoranza quasi totale sui temi “droga” e “lotta alla droga”. Su questa lotta ogni anno spendiamo milioni e milioni di euro senza portare in porto il minimo risultato apprezzabile al di là dei trionfalistici resoconti giornalistici di sequestri più o meno importanti di “sostanze proibite”.</p>
<p>Dovremmo per lo meno cominciare a usare i termini giusti, non fosse altro perché “le parole sono importanti” come diceva il caro Nanni Moretti nei suoi tempi migliori.</p>
<p>Allora ci sentiamo in dovere di condividere un dato di fatto importante con il segretario del sindacato di Polizia, con le attente forze dell&#8217;ordine e con quella parte di opinione pubblica che si ostina a leggere e informarsi, nonostante tutta la disincentivazione messa in campo dallo Stato italiano verso questa abitudine; gli adulti che fanno uso di “droghe” sono molti, ma molti di più.</p>
<p>Ci azzardiamo a dire che potrebbe essere una stima ragionevole dire che dieci adulti su dieci in prima approssimazione fanno uso di droghe.</p>
<p>Questo ovviamente se includiamo (correttamente parlando sotto ogni punto di vista lessicale e scientifico) nel termine “droga” tè, caffè e teobromina (la droga psicoattiva del cioccolato).</p>
<p>Ma volendo dire, usando una pessima consuetudine piuttosto diffusa, che dobbiamo considerare solo le droghe “da combattere” ovvero quelle che “fanno male” allora possiamo abbassare la stima a nove adulti su dieci.</p>
<p>Infatti, se vogliamo che il discorso abbia un minimo senso, dobbiamo usare come pericolosità delle droghe la fonte più attendibile, e chi meglio del Lancet che ha reso noto dal 2010 quali sono le droghe più pericolose al mondo?</p>
<p>Nell&#8217;ormai celebre tabella che somma i due tipi di danni, quelli fisici per chi li usa e quelli dell&#8217;impatto sulla società, si scopre che la droga più pericolosa del mondo è l&#8217;alcool etilico. Assolutamente legale, pubblicizzato e incentivato in vari modi a consumarlo, e assolutamente cancerogeno per l&#8217;uomo come da tempo ha riportato del resto la Iarc (International Agency for Reaserach on Cancer).</p>
<p>L&#8217;alcool etilico nelle sue varie forme, birra, vino, whisky etc. vince per distacco sulla seconda in classifica, l&#8217;eroina e la terza, la cocaina/crack.</p>
<p>In buona posizione (sesto posto) anche il caro vecchio tabacco, anch&#8217;esso legale e anch&#8217;esso notoriamente cancerogeno, una di quelle droghe che da tempo fa   aumentare tantissimo le spese sanitarie degli stati.</p>
<p>Meno pericolosa la cannabis, che si piazza all&#8217;ottavo posto solo grazie al “contributo” ai fini della classifica del suo danno sociale che è dovuto principalmente al suo essere illegale, altrimenti se ci limitassimo a stimare i danni fisici per i consumatori si attesterebbe agli ultimi posti di pericolosità delle varie droghe insieme al Lsd e ai funghi allucinogeni. Tutte droghe meno pericolose delle anfetamine (quasi tutte legali) e delle benzodiazepine (tutte legali in varie forme commerciali come il Valium).</p>
<p>Certo, a questo punto una persona razionale dovrebbe chiedersi perché alcune droghe sono illegali anche se praticamente innocue e altre sono legali anche se personalmente e socialmente devastanti.</p>
<p>Ma prima ancora di questo bisognerebbe chiedersi se questa “guerra alla droga” che costa milioni di euro ogni anno ha ancora un senso.</p>
<p>Tanto per parlare di dati reali, i morti per “overdose” in Italia nel 2017 sono stati circa 300, lo stesso numero dei ciclisti investiti per strada; mentre i morti dovuti alle gite in montagna e all&#8217;alpinismo nello stesso anno sono stati quasi 500.</p>
<p>A questo punto perché non facciamo la guerra alle gite in montagna e al ciclismo dilettante allora?</p>
<p>E se proprio vogliamo dirla tutta le cifre reali dell&#8217;uso di droghe (proibite, ricordiamo qual è il punto della discussione) mostrano un numero di utenti molto maggiore di quel dieci percento riportato dal segretario del Mosap. Ad esempio Roberto Saviano stima quasi il 50% della popolazione come consumatore più o meno occasionale di cocaina nel suo “Zero zero zero”, e se non fosse così i numeri del narcotraffico non tornerebbero.</p>
<p>A questo punto, quindi, una persona razionale dovrebbe cominciare a chiedersi a che punto sono gli Stati che hanno usato politiche meno ottuse. Ed esempi ne abbiamo in abbondanza.</p>
<p>Rimanendo in Europa, il Portogallo ha depenalizzato l&#8217;uso di ogni droga proibita fin dal 2001. Cos&#8217;è successo? Non solo ha ridotto i crimini e svuotato le carceri, ma ha anche dimezzato l&#8217;uso delle varie droghe. Com&#8217;è possibile? Beh, non ci vuole un genio della sociologia a capirlo.</p>
<p>Non essendo più reietti della società ma “gente che ha un problema” esattamente come un alcolista e non rischiando più il carcere e la gogna pubblica nel fare coming out, i tossicodipendenti si sono curati e molti di loro ne sono usciti. Con sommo dispiacere per le mafie d&#8217;Europa che hanno perso una piazza di spaccio. Semplice no?</p>
<p>Però queste “mafie” possono dormire sogni tranquilli; di politici inetti e ottusi ce ne sono ancora in abbondanza nel resto del continente.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti <a href="http://www.italialaica.it/news/editoriali/58739">per Italialaica.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/gli-allarmi-quelli-che-servono/">Gli allarmi, quelli che servono!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/15084/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[legalizzazione delle droghe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul British Medical Journal (Bmj) le dure leggi proibizionistiche sulle droghe (non solo sulla cannabis) stanno danneggiando la salute pubblica. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la depenalizzazionee la regolamentazione di vendita e consumo per uso sia medicosia ricreativo di sostanze, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15084/">Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/15084.html/berlino2014-048" rel="attachment wp-att-15085"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-15085" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg" alt="" width="346" height="516" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg 2592w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-768x1147.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-685x1024.jpg 685w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-107x160.jpg 107w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul <em><strong>British Medical Journal</strong> </em>(Bmj) le dure <strong>leggi proibizionistiche sulle droghe</strong> (non solo sulla <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/04/03/cannabis-terapeutica-legale/" target="_blank" rel="noopener">cannabis</a>) stanno danneggiando la <strong>salute pubblica</strong>. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la <strong>depenalizzazione</strong>e la <strong>regolamentazione</strong> di vendita e consumo per uso sia <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/uso-terapeutico-droghe-punto-siamo/" target="_blank" rel="noopener">medico</a>sia ricreativo di sostanze, i <a href="https://www.wired.it/play/libri/2017/06/28/4-miliardi-ragioni-cambiare-le-politche-sulle-droghe/" target="_blank" rel="noopener">decisori politici</a> dovrebbero proprio ascoltare.</p>
<p>Non si tratta di una semplice presa di posizione ideologica, nel numero del <strong><em>Bmj</em></strong> dedicato all’analisi delle<strong> leggi sulle droghe</strong> si trovano dati ed esempi concreti che l’editore capo <strong>Fiona Godlee</strong>, nella sua <a href="https://www.bmj.com/content/bmj/361/bmj.k2057.full.pdf" target="_blank" rel="noopener">prefazione</a> all’<a href="https://www.bmj.com/content/361/bmj.k1999" target="_blank" rel="noopener">editoriale</a> principale di <strong>Jason Reed</strong> e <strong>Paul Whitehouse</strong>, definisce “<em>indiscutibili”</em>. Fatti che non lascerebbero “<em>nessuna giustificazione razionale perché si continuino a criminalizzare le droghe”</em>.</p>
<p>Nonostante le pesanti restrizioni e le sanzioni previste finora dalle leggi britanniche per lo spaccio, la detenzione e il consumo di sostanze, la <strong>Scozia</strong> è il Paese con il <strong>tasso di mortalità</strong> legato alle droghe <strong>più elevato</strong> nell’Unione europea, un numero che si è raddoppiato negli ultimi 10 anni.</p>
<p>Le stime dicono, inoltre, che ogni contribuente inglese versa all’anno <strong>400 sterline</strong> alla guerra alle droghe, ma i ricavi del commercio illecito continuano a crescere a livello mondiale alimentando <strong>crimine organizzato</strong> e <strong>miseria</strong> <strong>umana</strong>. Non per niente esistono studi che hanno dimostrato il legame tra l’ondata di criminalità armata nel Regno Unito e la maggiore diffusione di <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/02/21/fentanili-nuova-droga-europa/" target="_blank" rel="noopener">fentanil</a> e crack nel mercato illecito: le controversie che nascono in questi contesti non possono essere risolte attraverso canali legali e la <strong>violenza</strong> dilaga. Ecco il principale <strong>danno alla salute pubblica</strong>, sostiene Godlee.</p>
<p>Secondo gli esperti del <em>Bmj</em> a nulla serviranno le misure previste dalla <strong><em>Serious Violence Strategy</em></strong> per combattere l’ondata di crimini violenti nel Regno Unito: impiegare altri <strong>40 milioni di sterline in politiche proibizioniste</strong>. Oltretutto la proposta arriva da un dipartimento governativo che appena quattro anni fa, riportano gli autori dell’editoriale, aveva diffuso un rapporto che sosteneva l’impossibilità di trovare una correlazione tra l’inasprimento delle leggi contro le droghe e la diminuzione dell’uso non medico delle sostanze.</p>
<p>Perché dunque, si chiedono i medici inglesi, non spendere quelle risorse in altro modo? Per esempio investendo in <strong>programmi di educazione</strong>, di protezione dei minori o di <strong>assistenza ai <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2018/03/22/cocaina-eroina-impronte-digitali/" target="_blank" rel="noopener">tossicodipendenti</a></strong>. Legalizzando le droghe, regolamentandole e tassandole (come si fa con l’alcol e il <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2017/12/06/nuova-mappa-cervello-fumo/" target="_blank" rel="noopener">tabacco</a>), inoltre, si potrebbero ottenere dei <strong>ricavi</strong> e contrastare il commercio illegale.</p>
<p>Prima del <em>Bmj</em> a esporsi contro il proibizionismo sulle droghe ci sono state la British Medical Association, la Faculty of Public Health e la Royal Society of Public Health. Più recentemente anche il Royal College of Physicians, che rappresenta 34mila medici in tutto il mondo, ha pubblicato un editoriale a favore della depenalizzazione delle sostanze. Data la sua reputazione e la sua influenza, il <em>Bmj</em> non si espone mai prematuramente, ma ora la rivista è fermamente convinta che siano necessari sforzi per <strong>legalizzare</strong>, <strong>regolamentare</strong> e <strong>tassare</strong> la vendita di droghe per uso ricreativo e medicinale: <em>“Questa è una questione su cui i medici possono e devono far sentire la propria voce”</em>.</p>
<p><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/16/droghe-danno-salute/"><strong>Mara Magistroni &#8211; Wired</strong></a></p>
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		<title>Ferdinando Camon, il proibizionista triste</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/ferdinando-camon-il-proibizionista-triste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 17:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[antiproibizionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È deprimente vedere che uno dei maggiori giornali italiani dia ancora spazio nei suo editoriali a stupidaggini come quelle scritte da Ferdinando Camon, che possono essere solo frutto di un totale fraintendimento di tutte le informazioni che abbiamo sull&#8217;argomento “droga”. Viene da chiedersi se questi signori, illustri letterati italiani, dove vivano; se hanno mai avuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ferdinando-camon-il-proibizionista-triste/">Ferdinando Camon, il proibizionista triste</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È deprimente vedere che <a href="http://www.lastampa.it/2014/01/09/cultura/opinioni/editoriali/lo-spinello-libero-sarebbe-la-resa-dopo-la-sconfitta-zFW7mGqRZdS2SdxWca9QLL/pagina.html">uno dei maggiori giornali italiani</a> dia ancora spazio nei suo editoriali a stupidaggini come quelle scritte da Ferdinando Camon, che possono essere solo frutto di un totale fraintendimento di tutte le informazioni che abbiamo sull&#8217;argomento “droga”.</p>
<p>Viene da chiedersi se questi signori, illustri letterati italiani, dove vivano; se hanno mai avuto un qualche contatto con la realtà o si limitino a pontificare dalle loro ville dorate.<span id="more-12023"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10355" alt="droga" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga-300x187.jpg" width="300" height="187" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga-300x187.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga.jpg 474w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È incredibile a dirsi ma qualcuno vuole ancora sostenere l&#8217;assurda posizione sul fatto che l&#8217;utilizzo di droghe leggere necessariamente apra la strada alle droghe pesanti.</p>
<p>Se non altro Ferdinando Camon prende atto che il proibizionismo ha fallito, ma quand&#8217;è che ha vinto verrebbe da chiedergli?</p>
<p>Quando si ha la pretesa di scrivere di certi argomenti non pretendiamo che occorra avere una laurea in tossicologia o farmacia ma almeno aver dato un occhiata alla classifica della pericolosità delle droghe<a href="http://www.sostanze.info/immagine/classifica-lancet-sui-danni-delle-droghe-tabella-tradotta-%C3%A8-tratta-focus"> stilata dal Lancet c</a>he riportiamo per l&#8217;ennesima volta per contrastare l&#8217;ottusità dei proibizionisti ciechi e sordi ospitati dagli autorevoli giornali.</p>
<p> <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">1. Eroina</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">2. Cocaina</span><br /><span style="color: #000000;">3. Barbiturici</span><br /><span style="color: #000000;">4. Metadone</span><br /><span style="color: #000000;">5. Alcol</span><br /><span style="color: #000000;">6. Ketamina</span><br /><span style="color: #000000;">7. Benzodiazepine</span><br /><span style="color: #000000;">8. Anfetamine</span><br /><span style="color: #000000;">9. Tabacco</span><br /><span style="color: #000000;">10. Buprenorphine</span><br /><span style="color: #000000;">11. Cannabis</span><br /><span style="color: #000000;">12. Solventi</span><br /><span style="color: #000000;">13. 4-MTA</span><br /><span style="color: #000000;">14. LSD</span><br /><span style="color: #000000;">15. Methylphenidato</span><br /><span style="color: #000000;">16. Steroidi</span><br /><span style="color: #000000;">17. GHB</span><br /><span style="color: #000000;">18. Ecstasy/MDMA</span><br /><span style="color: #000000;">19. Nitrati</span><br /><span style="color: #000000;">20. Khat</span></span></span></p>
<p>Verrebbe da chiedere all&#8217;illustre Camon in base a quale ragionamento contorto le droghe leggere illegali come la cannabis aprano la strada a quelle pesanti e droghe più dannose ma legali come alcool e benzodiazepine no.</p>
<p>Verrebbe da chiedere se ha coscienza del fatto che semmai è proprio l&#8217;illegalità della droga leggera cannabis che costringe il consumatore ad avvicinarsi ad ambienti illegali e quindi inevitabilmente venire a contatto con realtà e individui border-line, cosa che facilita l&#8217;uso di droghe più pesanti e più pericolose.</p>
<p>E&#8217; incredibile ma sembra di stare ancora nell&#8217;America del proibizionismo quando la mafia si arricchiva sul commercio clandestino di alcolici, alcune persone non hanno ancora imparato niente da allora, nonostante gli studi sul tema non manchino e neanche l&#8217;esperienza sul campo.</p>
<p>Speriamo che non curandosi di questi retaggi del passato il nostro Stato possa finalmente seguire gli esempi di tanti paesi più evoluti (Washington, Colorado e Uruguay sono gli ultimi esempi) e far dire ai narcotrafficanti “siamo disoccupati” esattamente come lo ha fatto dire Sergio Leone a Robert De Niro e James Woods nella celebre scena del suo capolavoro “C&#8217;era una volta in America” quando sulla spiaggia della Florida venivano a conoscenza della fine del proibizionismo.</p>
<p>Ma con una maggioranza politica supportata da Giovanardi la cosa è quasi impossibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ferdinando-camon-il-proibizionista-triste/">Ferdinando Camon, il proibizionista triste</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Droga, di cosa stiamo parlando?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/droga-di-cosa-stiamo-parlando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:37:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[droghe leggere]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confessiamo che abbiamo ceduto all’ottimismo nell’affrontare il tema “droga”, lo si può vedere fin dal titolo di questo breve e non esaustivo articolo. In effetti il titolo corretto dovrebbe essere “Droga, di cosa non stiamo parlando?”, perché se il termine “parlare” lo vogliamo usare come sinonimo di una  discussione per capire un presunto problema, di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/droga-di-cosa-stiamo-parlando/">Droga, di cosa stiamo parlando?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Confessiamo che abbiamo ceduto all’ottimismo nell’affrontare il tema “droga”, lo si può vedere fin dal titolo di questo breve e non esaustivo articolo. In effetti il titolo corretto dovrebbe essere “Droga, di cosa <strong>non</strong> stiamo parlando?”, perché se il termine “parlare” lo vogliamo usare come sinonimo di una  <strong>discussione per capire un presunto problema</strong>, di certo della questione nel nostro paese non se ne parla.<span id="more-10354"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10355" title="droga" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga-300x187.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/01/droga.jpg 474w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br /> Prendiamo ad esempio il significato letterale del termine, cercando “droga” sul Devoto – Oli 2012 si trova:<br /> <em><strong>1.</strong> Sostanza vegetale aromatica che serve a dar sapore a cibi o a bevande (cannella, vaniglia, pepe)</em><br /> <em> <strong>2.</strong> In farmacologia, ogni prodotto naturale contenente uno o più principi biologicamente attivi</em><br /> <em> <strong>linguaggio comune</strong>: qualsiasi sostanza vegetale o chimica ad azione eccitante, stupefacente o allucinogena (hascisc, eroina, LSD) capace di intervenire sull&#8217;equilibrio psicofisico di chi l&#8217;assume con effetti più o meno temporanei e dannosi</em><br /> La prima domanda da porsi dunque è perché nel linguaggio comune la parola droga ha assunto un significato così diverso da quello vero.<br /> Tralasciando il primo significato e attenendoci alla farmacologia, se ci chiediamo cos’è una droga la risposta lascia intendere che praticamente tutta l’umanità è drogata. I principi biologicamente attivi difatti sono presenti nella maggior parte dei cibi e delle bevande che abitualmente consumiamo. Caffè, thè, cioccolato, cola,  succo di arancia di limone o di pompelmo, contengono tutti sostanze biologicamente attive, con effetti che possono essere positivi o negativi per il nostro metabolismo.<br /> Ma queste sono droghe di cui nessuno si preoccupa, sono unanimemente considerate “<strong>droghe buone</strong>” (nonostante possano avere effetti anche deleteri). Le “<strong>droghe cattive</strong>” del linguaggio comune sono quelle con effetti stupefacenti o allucinogeni. Tuttavia anche qui non ci va molto meglio; che ci piaccia o no molti di noi consumano “droghe cattive”  in migliaia di farmaci (legali) che possono alterare il nostro equilibrio psicofisico. Debrum, Lexothan, Prozac, Deroxat, Gamonil, Librium, Valium, Ansiolin&#8230; sono solo una minima parte degli psicofarmaci (con vari effetti) che si possono comprare con apposita ricetta in farmacia.<br /> Senza parlare poi degli <strong>alcolici e del tabacco</strong> che di fatto sono una “droga cattiva” a tutti gli effetti che però tutti possiamo comprare tutti senza ricetta dopo i 18 anni di età.<br /> Ma allora “i drogati”, questi alieni di cui (s)parlano tutti i telegiornali, cosa hanno di diverso da noi? Semplicemente sono drogati di sostanze illegali, e per procurarsele devono contattare e quindi frequentare chi opera al di fuori della legalità.<br /> Di fatto la distinzione (farmacologicamente parlando) è tutta qui, nella sottile linea rossa fra legalità e illegalità; poi se vogliamo illuderci che le droghe illegali facciano male e che quelle legali facciano bene, siamo liberi di farlo. Significa ignorare tutti gli avvertimenti riportati sulle cosiddette avvertenze (nonché gli avvisi terroristici sui pacchetti di sigarette), però di fatto la grande maggioranza di noi si illude che questa distinzione sia reale. Droga legale buona, droga illegale cattiva.<br /> Allora per cercare di capire che le favolette a una certa età vanno rispedite al mittente è bene ricordare un sondaggio del 2001, di cui “stranamente” se n’è parlato e se ne parla pochissimo; fatto su un campione di 17000 giovani fra i 14 e i 30 anni su tutto il territorio nazionale (fonti ALA, CIRM, Adkronos) ha rivelato che l<strong>’80,3%</strong> di loro usa (più o meno frequentemente) marjuana o hascisc, il<strong> 22%</strong> droghe sintetiche (LSD, Ecstasy etc), e il <strong>12,5% </strong> cocaina ed eroina.<br /> Dati inattendibili? le fonti e i modi con cui sono stati ottenuti i risultati dicono di no, che anzi sono altamente attendibili.<br /> Tuttavia vogliamo essere generosi e vogliamo dimezzare il dato? Otteniamo che circa la metà dei giovani che nel 2001 aveva meno di 30 anni e più di 14, ha fatto uso di droghe illegali.<br /> Questo dovrebbe aprirci gli occhi e pensare che “<strong>la guerra alla droga</strong>” semmai avesse avuto un senso (e a nostro giudizio il senso non ce l’aveva) l’abbiamo persa di brutto.<br /> Ma del resto, per quale motivo il proibizionismo che ha fallito sempre ed ovunque su qualsiasi argomento in questo caso avrebbe dovuto portare dei risultati?<br /> Forse è giunto il momento di guardare in faccia la realtà, dovremmo porci la domanda se sia  più giusta una politica di coerenza etica (ammesso e non concesso che di coerenza si possa parlare e non più appropriatamente di ipocrisia) che porta a scatenare una guerra santa verso qualunque droga “cattiva” (senza neanche porci la questione del perché il Valium è buono e la marjuana cattiva), o non piuttosto una politica per una reale riduzione del danno che taglierebbe le gambe alla criminalità.<br /> Ne vogliamo almeno cominciare a parlare?</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Quando lo fa un italiano su tre</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/quando-lo-fa-un-italiano-su-tre/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 08:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;C&#8217;&#232; di che riflettere a leggere l&#8217;ultima relazione annuale del parlamento italiano sulle tossicodipendenze. Oltre all&#8217;allarme che deriva dall&#8217;impennata dell&#8217;uso di cocaina, c&#8217;&#232; sicuramente da riflettere sul significato che ha il dato relativo alla marjuana; un italiano su tre ne fa o ne ha fatto uso. Dato probabilmente in difetto. Unendo questo dato con la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/droga/droga-ferrero/droga-ferrero.html" target="_blank">&nbsp;C&#8217;&egrave; di che riflettere a leggere l&#8217;ultima relazione annuale del parlamento italiano sulle tossicodipendenze.</a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Oltre all&#8217;allarme che deriva dall&#8217;impennata dell&#8217;uso di cocaina, c&#8217;&egrave; sicuramente da riflettere sul significato che ha il dato relativo alla marjuana; <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200707articoli/23579girata.asp" target="_blank">un italiano su tre ne fa o ne ha fatto uso</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dato probabilmente in difetto.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Unendo questo dato con la recente ricerca del <a href="http://www.tox.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=505&amp;Itemid=281" target="_blank">Lancet</a> che illustra come a livello sociale ci sono molte droghe legali che causano pi&ugrave; danni della &ldquo;maria&rdquo; (Barbiturici, alcool, tabacco sono tutti pi&ugrave; dannosi); viene da chiedersi a cosa serva questo continuo accanimento legale contro una droga leggera che di certo non &egrave; fra le pi&ugrave; pericolose.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C&#8217;&egrave; da riflettere su tutte quelle persone che hanno in mano il business della disintossicazione da droghe in Italia e continuano a strillare in TV &ldquo;che non esiste la distinzione fra leggere e pesanti, ma si parla sempre di droga&rdquo;, spalleggiati da politici che a caccia di voti fomentano l&#8217;ignoranza. </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Intanto le organizzazioni mafiose (che con il proibizionismo hanno sempre fatto affari d&#8217;oro, che sia l&#8217;alcool o la &ldquo;maria&rdquo; nonc &#8216;&egrave; differenza) gongolano; per loro pi&ugrave; la droga &egrave; diffusa pi&ugrave; il proibizionismo &egrave; remunerativo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La cosa che &egrave; pi&ugrave; significativa e che dovrebbe far riflettere, &egrave; come questo accanimento legislativo avvenga nei confronti di una droga che potrebbe avere tranquillamente costo zero&#8230; tutti infatti sanno che la canapa indiana crescerebbe tranquillamente nel giardino di casa nostra, e questo azzererebbe il suo costo&#8230; con la marjuana, se fosse legale, non ci guadagnerebbe nessuno perch&eacute; avrebbe costo zero o gi&ugrave; di li.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Insomma una volta stabilito che il suo uso non causa certo danni pi&ugrave; gravi di altre droghe legali, che la sua enorme diffusione dimostra l&#8217;inutilit&agrave; del proibizionismo, che la sua legalizzazione taglierebbe una buona fetta degli introiti delle associazioni a delinquere; la domanda che resta &egrave;: a chi giova che la marjuana sia illegale? </p>
<p align="right" style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/quando-lo-fa-un-italiano-su-tre/">Quando lo fa un italiano su tre</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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