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	<title>pia fraus Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Non uccidere? (Pia Fraus parte VII)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/non-uccidere-pia-fraus-parte-vii/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2013 17:07:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[erlado giulianelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutte le 52 imprese guerresche di Carlo Magno sono definite guerre sante, compresa la strage di 4.500 sassoni prigionieri che nel 782 furono sgozzati perché si rifiutarono di convertirsi alla religione cattolica e la Chiesa ribadì per tutto il medioevo che la partecipazione ad una guerra santa avrebbe garantito la salvezza eterna a chi fosse [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Tutte le 52 imprese guerresche di Carlo Magno sono definite guerre sante, compresa la strage di 4.500 sassoni prigionieri che nel 782 furono sgozzati perché si rifiutarono di convertirsi alla religione cattolica e la Chiesa ribadì per tutto il medioevo che la partecipazione ad una guerra santa avrebbe garantito la salvezza eterna a chi fosse morto per la santa causa. Lo fece Leone IV, papa e santo in una </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“Preghiera a Dio”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> nell’849 </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“ L’Onnipotente sa bene, qualora uno di voi dovesse perdere la vita, che egli è caduto per la fede e per la salvezza della sua anima”&#8230;<span id="more-11765"></span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/09/templari-spada-e-croce.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11720" alt="templari spada e croce" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/09/templari-spada-e-croce.jpg" width="231" height="225" /></a>&#8230;e altrettanto promise papa Giovanni VIII nell’878 in una lettera ai vescovi francesi:</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Noi osiamo rispondere che coloro che cadono sul campo di battaglia per la religione cattolica entreranno nel riposo della vita eterna combattendo contro i pagani e gli infedeli”. (15)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La gloria e la salvezza eterna derivanti dalle guerre sono motivi ricorrenti in prediche, pontificali, preghiere di teologi e santi : un esempio eclatante è </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">l’</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Enciclica”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> di papa Sergio IV del 1010 :</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Venite, figli miei! Difendete Dio ed avrete il regno eterno!”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. La 1° crociata prese il via dall’ infiammato discorso di Clermont di papa Urbano II nel 1095: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“ Chiunque lascerà il padre, la madre o la moglie o i figli o i campi per amore del mio nome riceverà cento volte tanto e possiederà la vita eterna!”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Quali orrori si celassero dietro queste divine promesse la Chiesa non lo dice ma sappiamo che prima di arrivare in Palestina i crociati massacrarono solo in Germania ( Magonza, Colonia e altre città) 50.000 ebrei lungo il percorso, tanto per allenarsi, e una volta conquistata Gerusalemme così descrisse la scena il cronista Raymond d’Aguilers: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“ Cumuli di teste, di mani e di piedi si potevano scorgere per le vie della città…nel tempio e nel portico di Salomone gli uomini cavalcavano nel sangue fino alle ginocchia e alle briglie dei cavalli. I pellegrini esultavano e cantavano al Signore il nono salmo”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Si calcola che i morti per la sola prima crociata fossero più di un milione. San Bernardo di Chiaravalle così si esprimeva nel “ De laude novae militiae” :</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Non c’è legge che proibisca al Cristianesimo di colpire con la spada. Quanto ai pagani invece che convertirli è molto meglio massacrarli: subire o portare la morte per Cristo non è mai un crimine, è ragione di gloria!”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Papa Alessandro III nel canone 27 del Concilio Lateranense del 1179 incitava alla guerra contro i baschi con queste parole :</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Coloro che moriranno in questi combattimenti non dubitino di ottenere la remissione dei peccati e il frutto dell’eterna ricompensa”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Nel 1204 , quando i veneziani dirottarono su Costantinopoli la quarta crociata diretta in Terrasanta, papa Innocenzo III ribattezzò anche quella come guerra santa, voluta da Dio per mettere fine alla divisione della Chiesa d’Oriente</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>:” La presa di Costantinopoli non fu un caso fortuito ma un mistero rivelato dall’alto decreto divino nell’opera dei crociati affinché in futuro potessero esistere un solo ovile di Cristo e un solo pastore”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Per il santo padre era del tutto irrilevante che il sacco della città non avesse paralleli nella storia per le atrocità commesse verso una popolazione anch’essa cristiana, con decine di migliaia di stupri , di saccheggi e di massacri durati tre giorni durante i quali la città venne letteralmente distrutta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La guerra santa contro gli infedeli era parallela a quella contro gli eretici: a farne le spese furono catari, valdesi e stedingi contro i quali si scatenò per primo San Domenico di Guzman, il fondatore dell’ordine dei domenicani, il quale così si lanciava contro i catari nel “Discorso di Prouille”.</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “Mi rivolgo a voi albigesi: ora chiameremo a raccolta contro di voi condottieri e vescovi che causeranno la morte violenta di molte persone, abbatteranno le vostre mura e vi ridurranno tutti in schiavitù”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Alle parole del sant’uomo seguì la guerra santa ordinata da papa Innocenzo III nella “ Lettera” del 10 Marzo 1208 nella quale invitava i responsabili della spedizione: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ad annientare la miscredenza eretica , i sovvertiti e i sovversivi. A tutti coloro che si armeranno contro questi portatori di peste sarà garantita la remissione dei peccati. Avanti, valenti soldati di Cristo! Noi vi esortiamo garantendovi la conquista del regno celeste che vi promettiamo con tutta sicurezza!”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> La crociata durò 18 anni durante i quali morirono circa 700.000 persone ma la Chiesa non ha mai avuto problemi al riguardo, potendo contare su una collaudatissima scuola di ipocrisia, tanto che papa Leone XIII, nel 1883, nell’enciclica </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“ Supremi apostolatus”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> ancora così affermava: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Contro siffatti nemici crudelissimi Iddio suscitò un santissimo uomo, padre e fondatore dell’ordine domenicano, che prese a combattere per la Chiesa non con le armi ma con la preghiera che egli per primo introdusse con il nome di santo rosario”.</i></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La guerra giusta</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La guerra giusta fu ulteriormente codificata dal massimo teologo della cristianità, Tommaso d’Aquino, (16):</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Coloro che fanno delle guerre giuste hanno di mira la pace e se fanno il saccheggio dei nemici non commettono rapina).</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Coloro che affermavano il contrario erano considerati eretici come accadde a John Wyclif che sosteneva:</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>” Chi impugna le armi per uccidere un altro uomo perde il dono della carità per il suo prossimo e cade in peccato mortale”(17)</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">: per punirlo di tale eresia, non potendolo bruciare sul rogo essendo già morto, i suoi resti vennero riesumati ,bruciati e dispersi in un fiume.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La dottrina della guerra giusta fu recepita nel “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Catechismo Romano” </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> approvato da papa Pio V, santo, che così recitava:</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i> “ Non peccano coloro che in occasione di una guerra giusta tolgono la vita ai nemici. Vi sono anzi delle uccisioni compiute per espresso comando di Dio. I figli di Levi non peccarono quando in un giorno uccisero migliaia di uomini: Mosè disse loro : Oggi avete consacrato le vostre mani a Dio”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Si tratta dello stesso papa che, quand’era ancora cardinale col nome di Antonio Ghislieri, ordinò e diresse, nel 1561, il massacro di 6000 valdesi rifugiatisi in Calabria e che così sollecitò il re di Spagna Filippo II in una lettera del 1570: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“ Riconciliarsi mai, non mai pietà; sterminate chi si sottomette e chi non si sottomette, perseguitate ad oltranza, uccidete, ardete , tutto vada a fuoco e a sangue purché sia vendicato il Signore!”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Ed un teologo di massima fama, come Alfonso Maria de’ Liguori, giustifica l’omicidio anche nella guerra “dubbiamente” giusta: </span></span></p>
<p>“ <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>E’ lecito uccidere i nemici nella guerra giusta ed anche dubbiamente giusta se si tratta di ubbidire al proprio monarca”.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> (18)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La pena di morte era irrogata regolarmente nello Stato della Chiesa : il noto boia Mastro Titta scrisse di circa 400 uccisioni operate nella sua carriera con le modalità previste dalle autorità religiose : lo squartamento, la mazzolatura, l’impiccagione e la ghigliottina: gli ultimi due martiri risorgimentali furono uccisi per ordine di Pio IX nel 1869.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non sapremo mai quante persone furono bruciate sul rogo durante il periodo della Santa Inquisizione né quante morirono per le torture e le sofferenze imposte durante i processi: le autorità religiose hanno provveduto nel tempo a bruciare e distruggere gran parte dei documenti processuali: per avere una pallida idea si sappia che il solo Torquemada, nella Spagna del XVI secolo, si vantava di aver intentato 100.000 processi e noi sappiamo che raramente accadeva che qualcuno vi scampasse. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda i roghi delle presunte streghe la cui caccia fu bandita ufficialmente da papa Innocenzo VIII nel 1484 con la bolla </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>“Summis desiderantes affectibus”</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e durata per tre secoli si può dire che i magistrati regolarmente bruciavano i documenti processuali sullo stesso rogo su cui bruciava la strega per cui i numeri possono desumersi da documenti di archivio o da relazioni diverse. Chi ha esplorato documentatamente il fenomeno parla di circa mezzo milione di povere vittime (19)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Invano si cercheranno negli archivi vaticani documenti papali, come encicliche, motu proprio, bolle, brevi ecc. che denuncino una sola volta le stragi compiute dai cattolicissimi sovrani spagnoli e portoghesi nella conquista delle terre coloniali e delle Americhe.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo documento papale che legittimò la guerra di conquista coloniale fu la bolla “ Romanus Pontifex” di papa Niccolò V del 1454 che autorizzava i re portoghesi ad una guerra di conquista dei territori africani e asiatici.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il più colossale genocidio mai perpetrato, che costò la vita a 70 milioni di innocenti vittime della barbarie cristiana nei territori del Nuovo Mondo e nel giro di due sole generazioni, è passato sotto il più assoluto silenzio da parte delle autorità religiose cattoliche anche se fu proprio un papa, il famigerato Alessandro VI Borgia, ad autorizzare la spartizione tra le due allora superpotenze dei territori americani ( Trattato di Tordesillas – 1494).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Per quanto riguarda l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nei riguardi dei dittatori nazifascisti che hanno insanguinato il XX secolo mi limito a suggerire la lettura dei due volumi di Karlheinz Deschner “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>La politica dei papi nel XX secolo” </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ariele ed.</i></span></span></p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>15) W. Peruzzi : ( Il cattolicesimo reale, pg 334)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>16) Tommaso : ( Summa Theologiae” IIa, q.40)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>17) Wyclif : ( De Dominio divino )</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>18) De’ Liguori: ( Istruzioni al popolo)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>19) P. Levack : ( La caccia alle streghe – Laterza)</i></span></span></p>
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		<title>Non uccidere (Pia Fraus parte VI)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/non-uccidere-pia-fraus-parte-vi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 10:12:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[eraldo giulianelli]]></category>
		<category><![CDATA[pia fraus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel famoso “ Discorso della Montagna” Gesù sostiene un pacifismo radicale e una aperta non-violenza :” Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori perché siete figli del Padre celeste che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni…” ( Matteo 5, 38.44). Il concetto viene [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Nel famoso “ Discorso della Montagna” Gesù sostiene un pacifismo radicale e una aperta non-violenza :</span><i style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">” Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori perché siete figli del Padre celeste che fa sorgere il sole sopra i malvagi e sopra i buoni…” ( Matteo 5, 38.44).</i><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;"> Il concetto viene ribadito più volte nei vangeli: </span><i style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">“Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio” –</i></p>
<p>“ <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Rimetti la spada nel fodero perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada “( Matteo 5.9).<span id="more-11719"></span></i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/09/templari-spada-e-croce.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11720" alt="templari spada e croce" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/09/templari-spada-e-croce.jpg" width="231" height="225" /></a>La Chiesa primitiva era pacifista ad oltranza. In nessun passo di tutta la letteratura cristiana dell’epoca precostantiniana si consente la partecipazione alla guerra: Giustino, nella metà del II secolo afferma :<i>“ Noi cristiani abbiamo trasformato le spade in aratri e le lance in attrezzi agricoli” (1)</i> e Tertulliano definisce l’amore per il nemico come il principale comandamento:<i> ( Se ci è comandato l’amore per i nemici chi dovremmo odiare? Chi può patire ingiustizia da parte nostra? Cristo, nel disarmare Pietro, sciolse la cintura di tutti i soldati” (2).</i> Origene , nel III sec., afferma: <i>“ Noi cristiani non poniamo mano alla spada e non insegniamo più l’arte della guerra giacché siamo diventati figli della pace per opera di Gesù che è il nostro capo” – “ Noi non prenderemo le armi per combattere sotto le insegne dell’imperatore anche se a ciò ci costringesse ma combattiamo innalzando a Dio fervide preghiere..” (3).</i> Secondo il Dottore della Chiesa Ireneo al cristiano è proibita anche la legittima difesa (4) . In un regolamento ecclesiastico del III sec. il vescovo romano Ippolito proibisce anche il semplice arruolamento nell’ esercito<i> : “ Se un catecumeno o un battezzato vuol diventare soldato dev’essere allontanato: infatti egli ha in spregio Dio!” (5).</i> Cipriano, Padre della Chiesa, nel III sec. , esclude che possa essere ammesso l’omicidio, anche in guerra:<i> “ Tutta la terra gronda del sangue versato e se un singolo commette omicidio allora si tratta di delitto, se l’uccisione avviene a nome dello Stato allora viene definito atto di valore” (6)</i>. Al principio del IV secolo brilla la figura del Padre della Chiesa Lattanzio: costui non si discosta dalla linea dei suoi predecessori :<i>” Dio proibisce di uccidere non solo i briganti, come ammette la legge, ma anche la partecipazione alla guerra non è mai legittima per un uomo giusto” (7). </i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma arriva Costantino che garantisce ai cristiani una piena libertà religiosa, riversa sui vescovi fiumi di oro e di privilegi, edifica nuovi templi utilizzando i fondi dell’erario statale e permettendo la distruzione dei templi pagani : il mondo cristiano cambia radicalmente orientamento con una deriva di 180 gradi per cui lo stesso Lattanzio, nel giro di due anni, in un compendio della sua opera precedente, cancella tutte le sue precedenti frasi antimilitariste ma esalta addirittura la morte per la patria!| E appena due anni dopo la battaglia di Ponte Milvio il Concilio di Arles , nel 314, decreta: “<i> Tutti coloro che lasciano l’esercito saranno scomunicati” (8).</i> Gli studi teologici evidenziano che il mutamento di portata storica dal Paganesimo al Cristianesimo si compì in primo luogo nell’esercito e che i Padri della Chiesa furono felicissimi di adeguarsi al nuovo corso trasformandosi da pacifisti cristiani in cappellani militari: era più comodo dare la benedizione alle truppe imperiali che opporsi ad esse. L’insegna militare con le iniziali di Cristo <i>( labarum)</i> guidava i soldati del primo imperatore cristiano. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Chiesa abbandonò il pacifismo da un giorno all’altro: lo storiografo ecclesiastico Eusebio, che prima si era sdegnato contro i soldati pagani per “<i>migliaia di assassinii”</i> ora, pieno di giubilo, esaltava “<i>La prima Maestà Cristiana che ha combattuto e soggiogato più popoli di tutti gli altri imperatori” (9)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Dottore della Chiesa Atanasio, seconda metà del IV sec., non solo consente l’omicidio in guerra ma addirittura lo esalta :<i> “ L’assassinio non è consentito ma in guerra è legittimo nonché lodevole uccidere un avversario”(10).</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Gregorio Nazianzeno , seconda metà del IV sec, non ha più dubbi: <i>“ Dove la malvagità è manifesta è meglio procedere con fuoco e spada” (11)</i> ed altrettanto deciso è il vescovo di Milano, Ambrogio, :<i> “ Mosè non ebbe paura di intraprendere guerra terribili per amore del suo popolo, non ebbe paura delle armi di re più potenti”.</i> Ancora più deciso appare Agostino: <i>“ La guerra che si intraprende sotto l’autorità di Dio non è lecito dubitare che sia intrapresa giustamente…Osare rimproverare Dio stesso che comandò tali cose o non credere che il Dio giusto e buono abbia potuto ordinarle è da uomini incapaci di pensare!” (12).</i> Ed è proprio Agostino colui che introduce il concetto di <i>“guerra santa”</i>: per provare che, malgrado l’atteggiamento pacifista di Gesù e malgrado il Vangelo Dio è favorevole alla guerra e all’assassinio egli si rifà all’Antico Testamento nel quale le guerre dichiarate a nome e per conto di Dio sono innumerevoli. La dottrina della <i>guerra giusta</i> e la sua successiva evoluzione in <i>guerra santa </i>si fonda e riceve legittimità dalla<i> prima guerra santa</i>: quella del popolo di Israele, così come è narrata nella Sacra Bibbia: <i>“ Ma che cosa avete contro la guerra? Forse che vi muoiano degli uomini che prima o poi devono pur morire?”(13)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sulla sua scia anche un altro santo, di poco posteriore, Cirillo di Alessandria, si rifà all’Antico Testamento:<i> “Si racconta che l’angelo del Signore si levò in volo e sterminò 185.000 uomini nell’accampamento degli Assiri: questi sono i frutti della devozione al Signore”.</i> (14).</span></span></p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>1) Giustino: ( Apologia )</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>2) Tertulliano ( Apologeticum)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>3) Origene : ( Contra Celsum )</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>4) Ireneo: ( Adversus haereticos 4, 24)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>5) Ippolito : ( Regolamento)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>6) Cipriano : ( Ad Donatum, 6,10)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>7) Lattanzio : ( Divinae Institutiones)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>8) Concilio di Arles : ( Canone 3)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>9) Eusebio: ( Vita Constantini 1, 46)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>10) Atanasio: ( Epistola circolare )</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>11) Gregorio N.: ( Orazioni, 6, 20)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>12) Agostino: ( Contro Fausto Manicheo XXII, 74,79)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>13) Agostino: (Epistola ad Bonifacium)</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>14) Deschner: ( Storia Criminale del Cristianesimo, vol. III)</i></span></span></p>
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		<title>I martiri (Pia Fraus parte V)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 16:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti i padri della Chiesa , compreso Agostino, si affannano nel sostenere che i primi secoli sono stati una serie ininterrotta di attacchi alla Chiesa e che tutti gli imperatori sono stati selvaggi persecutori dei cristiani.La storiografia seria ( Schneider, Knopf, Geffcken, Muller) ha dimostrato che per i primi due secoli le autorità si comportarono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i padri della Chiesa , compreso Agostino, si affannano nel sostenere che i primi secoli sono stati una serie ininterrotta di attacchi alla Chiesa e che tutti gli imperatori sono stati selvaggi persecutori dei cristiani.<br />La storiografia seria ( Schneider, Knopf, Geffcken, Muller) ha dimostrato che per i primi due secoli le autorità si comportarono verso i cristiani con gli stessi criteri usati verso i culti pagani e che anche il numero di dieci persecuzioni è stato inventato per farne analogia con le dieci piaghe d’Egitto.<span id="more-11694"></span><!--more--><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/08/festa_beati_martiri_2012_otranto-b.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11695" alt="festa_beati_martiri_2012_otranto-b" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/08/festa_beati_martiri_2012_otranto-b-300x234.jpg" width="300" height="234" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/08/festa_beati_martiri_2012_otranto-b-300x234.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/08/festa_beati_martiri_2012_otranto-b.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> Se si prescinde dal processo neroniano per incendio doloso è possibile documentare con certezza solo le persecuzioni avvenute sotto cinque imperatori dei cinquanta che hanno regnato tra Nerone e Costantino e che tutte ebbero durata minima e bassissimo numero di vittime. <br />All’incirca fino al periodo di Caracalla ( 211-217) l’odio verso i cristiani derivò più dal popolo che dalle autorità: essi erano sospetti politicamente e moralmente per il loro disprezzo per incarichi e dignità pubblici, per il rifiuto del servizio militare, il rifiuto dei tribunali statali per le proprie controversie, il rifiuto del giuramento e l’arrogante pretesa che il loro dio fosse l’unico da venerare, concetto assolutamente incomprensibile per i romani che amavano destreggiarsi tra tante divinità, a piacere, tutte ugualmente rispettabili. E maggior peso assunse il rifiuto del sacrificio agli dei in occasione di pubblici eventi nei quali la comunità non poteva concepire che qualcuno si rifiutasse di invocare l’aiuto divino: la vita pubblica era accompagnata da cerimoniali religiosi e la partecipazione al rito pubblico era la pietra di paragone della disciplina civile e della lealtà politica per cui la partecipazione era obbligatoria.<br />Anche le ordinanze degli imperatori più severi, come Diocleziano, di sacrificare agli dei non erano dirette contro il cristianesimo come tale né venivano emanate a esclusiva difesa dei culti pagani ma si prefiggevano unicamente l’unità interna dell’impero lasciando per il resto ognuno libero di seguire la propria fede. Se un cristiano rifiutava di sacrificare agli dei il suo gesto veniva interpretato dal popolo come atto sacrilego e lesivo della maestà imperiale, come disprezzo per le leggi che regolavano la vita della comunità.</p>
<p>L’eroica saga</p>
<p>Dal IV secolo in poi l’agiografia cattolica moltiplicò a dismisura il numero dei martiri e si aprì una caccia forsennata alla ricerca di ossa e carcasse da attribuire a presunti santi martiri: Ambrogio, il dottore della Chiesa, fu il trovatore e inventore dei santi Gervasio e Protasio della cui esistenza nessuno aveva mai saputo nulla ma che comunicarono a lui in sogno dove cercarli, così come gli avvenne a Bologna per le ossa dei presunti martiri Agricola e Vitale.<br />Di Giovanni Battista furono ritrovate due teste: la prima fu recata personalmente dall’imperatore Teodosio a Costantinopoli nel 391, la seconda fu scoperta da un monaco di Emesa nel 452.<br />I portenti degli eroi cristiani divennero col tempo sempre più eclatanti e si dà inizio ad un nuovo genere letterario, il Martirio Leggendario, ricco di fatti miracolosi dove il racconto “storico” viene sostituito dalla leggenda edificante. Policarpo viene messo al rogo ma non brucia ed emana un profumo meraviglioso; il boia gli dà il colpo di grazia ma il sangue estingue il fuoco e dalla ferita esce in volo una candida colomba. Alla ricerca del corpo di Stefano si apre la sua tomba e ne esce un profumo soavissimo che guarisce all’istante settanta uomini infermi. Animali feroci vengono aizzati contro di loro ma si accucciano ai loro piedi e leccano le ferite, spezzano a morsi le loro catene (Santi Paolo e Tecla);il boia è paralizzato e può operare solo con il loro assenso (Santa Perpetua); non c’è crudeltà che non venga impiegata: si estirpano denti, si strappano le unghie di mani e piedi, si cavano gli occhi, si scarnifica la pelle del viso e del corpo, si mette a nudo il loro cuore, li si immerge nell’acqua bollente, nella pece, nell’olio, nel piombo fuso ma senza che tutto ciò abbia effetto su di loro che continuano a cantare e lodare il cielo. Col corpo carbonizzato, sanguinolenti, nonostante la lingua mozzata tengono lunghe e sante disquisizioni per convertire i loro torturatori, passeggiano sui carboni ardenti come su un prato di rose, irridono i loro torturatori, compatiscono la loro stanchezza, li incitano a nuove e più raffinate torture, li pregano di arrostirli anche dall’altra parte ( la vergine Maura), ordinano, dal fondo di una pentola d’acqua bollente, di alimentare il fuoco.<br />San Giorgio, l’uccisore del drago, è immune alla tortura del pentolone bollente e, fatto a fette, resiste per ben sette anni prima di morire ed è perciò venerato dalla Chiesa Orientale come l’Arcimartire.<br />I martiri guariscono, esorcizzano demoni, abbattono al suolo idoli e templi pagani ma siccome, prima o poi devono morire, lo fanno tra profumi soavissimi e col sorriso sulle labbra.<br />Importantissimo il ruolo delle vergini: santa Agata subisce il taglio del seno che subito però le ricresce. Nella “Leggenda Aurea” di Jacopo da Varagine si narra la vicenda delle 11.000 vergini che, dopo aver vagato al seguito di Santa Orsola, finiscono trucidate dagli unni alle porte di Colonia nell’anno 238 (peccato che gli unni arrivino in Europa più di due secoli dopo).<br />I cristiani muoiono in schiere sempre più numerose come nella storia inventata da Prudenzio che racconta di 300 suicidi buttatisi in una vasca di calce viva per evitare il sacrificio; è nota la leggenda della Legione Tebaica composta da 6.000 uomini, che, al tempo di Diocleziano, sarebbe stata trucidata in Svezia, evento inventato di sana pianta, un secolo e mezzo dopo, dal vescovo Eucherio di Lugdunum, notorio falsario e simoniaco.<br />In seguito i fabbricanti cristiani di leggende inventarono il martirio di 10.000 cristiani crocifissi sul monte Ararat e si favoleggiò il martirio, sotto Licinio in Antiochia, di San Pappo insieme a 24.000 suoi compagni dissanguatisi in cinque giorni su una sola roccia: in quell’occasione la terra tremò e tutti i malati che andavano in pellegrinaggio sulla loro fossa comune guarivano miracolosamente.</p>
<p>Quanti furono i martiri?</p>
<p>Uno dei massimi teologi cattolici del III sec., Origene, afferma candidamente<br />( Celsus, 3, 8) che “il numero dei martiri cristiani è piccolo e facile da contare”. La storiografia più seria fa ammontare alla cifra massima di 1.500 le vittime delle persecuzioni ( Deschner: Il gallo cantò ancora) in maggioranza tra soldati renitenti al servizio militare.<br />Il tutto nel periodo di tre secoli. <br />La quarta parte del numero dei valdesi trucidati in Calabria dal cardinale Antonio Ghislieri, futuro papa San Pio V, in meno di due mesi, maggio-giugno 1561.<br />La decima parte delle vittime della ferocia dei cristiani che nella notte di San Bartolomeo (23-24 agosto 1572) trucidarono circa 20.000 ugonotti.<br />La quattrocentosessantesima parte delle vittime della crociata contro i catari opera del papa Innocenzo III ( sec.XIII)<br />La millesima parte dei morti delle prime tre crociate nella cosiddetta Terrasanta.<br />E via contando.</p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
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		<title>La donazione di Costantino (Pia Fraus parte IV)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-donazione-di-costantino-pia-fraus-parte-iv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 15:40:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Preludio trionfale alle innumerevoli falsificazioni successive questo eccezionale falso storico venne redatto nella cancelleria pontificia di papa Stefano II all’inizio degli anni cinquanta dell’VIII secolo.Denominato Constitutum Constantini o anche Privilegium Sanctae Romanae Ecclesiae questo documento originava a sua volta da una leggenda, uno tra i più diffusi romanzi agiografici del cristianesimo che si chiamava Legenda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Preludio trionfale alle innumerevoli falsificazioni successive questo eccezionale falso storico venne redatto nella cancelleria pontificia di papa Stefano II all’inizio degli anni cinquanta dell’VIII secolo.<span id="more-11677"></span><!--more--><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/costantino-I.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11678" alt="costantino I" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/costantino-I.jpg" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/costantino-I.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/costantino-I-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Denominato Constitutum Constantini o anche Privilegium Sanctae Romanae Ecclesiae questo documento originava a sua volta da una leggenda, uno tra i più diffusi romanzi agiografici del cristianesimo che si chiamava Legenda Sancti Silvestri da cui dobbiamo partire per capire tutta la storia.<br />Dunque secondo questo racconto fantastico, contenuto negli Acta Silvestri menzionati da papa Gelasio ( 492-496) e trascritto in latino, greco e siriaco, l’imperatore Costantino si sarebbe ammalato di lebbra , punito da Dio per una persecuzione da lui condotta ferocemente contro i cristiani e quindi convinto da sacerdoti pagani che, per guarire, avrebbe dovuto fare un bagno nel sangue di tremila bambini uccisi allo scopo. Ma i santi Pietro e Paolo gli sarebbero apparsi in sogno dicendo che la guarigione gli sarebbe arrivata se si fosse fatto battezzare dal vescovo Silvestro rifugiato sul monte Soratte. Guarito dal miracoloso battesimo nel palazzo del Laterano l’imperatore , per somma riconoscenza, avrebbe con un decreto a favore di papa Silvestro riconosciuto al vescovo di Roma la qualifica di capo di tutti i cristiani e il primato su tutti i sacerdoti, i vescovi e i patriarchi. Non solo: gli avrebbe conferito le insegne della dignità imperiale e regalato a lui ed ai suoi successori la proprietà della città di Roma, delle città e provincie d’Italia e dell’intero Occidente ( omnes Italiae seu occidentalium regionum provintias, loca et civitates). Il documento proseguiva giustificando , a causa del potere concesso ai papi sull’Occidente, il doveroso trasferimento in oriente, a Costantinopoli , della sede dell’impero: “ laddove è stato innalzato un magnifico regno e fondata la capitale della cristianità non s’addice l’esercizio della potestà di un sovrano terreno. Saranno banditi tutti coloro che saranno tanto temerari da modificare tali disposizioni.” <br />La verità storica ci dice che Costantino non solo non perseguitò i cristiani ma, purtroppo per tutti noi, aprì loro le porte del potere politico che tuttora persiste e che non fu battezzato da Silvestro ma dal vescovo Eusebio di Nicomedia, un ariano, per giunta, sul letto di morte nel 337 mentre Silvestro era morto due anni prima nel 335 ( la Chiesa lo festeggia il 31 dicembre a degno ricordo, ogni fine anno, del proprio debito di riconoscenza verso il grande falso guaritore).<br />Il documento, con il quale la Chiesa ottenne lo Stato della Chiesa e fondò giuridicamente le proprie pretese di dominio universale, capovolse completamente la situazione: l’imperatore romano, al quale la Chiesa era sottomessa fino ad allora (VIII secolo), d’ora in avanti sarebbe stato considerato sottomesso al papato. L’imbroglio fu gabellato come documento autentico, datato e firmato di suo pugno da Costantino il quale aggiungeva una nota in cui ringraziava per la guarigione dalla lebbra e motivava così quale riconoscenza eterna la donazione di un intero continente al papa ed ai suoi successori.<br />Il primo papa che utilizzò il documento fu Adriano I ( 772-795) in uno scambio epistolare con Carlo Magno ma fu con Leone XI che si giunse all’apoteosi della ipocrisia istituzionalizzata: costui, nel 1053 , in una bolla , trasformò la “donazione” in una “restituzione” sicché , secondo lui, l’imperatore non aveva donato ma restituito ciò che per diritto divino già apparteneva alla Chiesa: così dicendo l’astuto pontefice evitò di correre il rischio di dover ringraziare l’imperatore. Il papa Gregorio VII inserì la “ Donazione” quale parte integrante del Diritto Canonico e su di essa giustificò il famoso “ Dictatus Papae”. Papa Urbano II ( 1088-1099), l’istigatore del massacro della I° crociata, valendosi della “Donazione” dichiarò la Corsica e le isole Lipari proprietà della Chiesa.<br />Altri papi come Innocenzo III e Gregorio IX avanzarono altre pretese territoriali mentre Gregorio IX ( 1227-1241) sostenne che Costantino aveva dichiarato lecito il dominio universale del papa non solo sulle anime ma anche su tutti gli uomini e le cose per cui non poteva esistere un’autorità civile indipendente ma era il papa l’unico e vero imperatore e sovrano di tutto.<br />Questa mostruosa falsificazione fu utilizzata per tutto il medioevo: lo stesso imperatore Sigismondo nel 1433 dovette obbligarsi con giuramento alla conservazione ed osservanza della “Donazione di Costantino” e la stessa arrogante presunzione di onnipotenza permise a papa Borgia, Alessandro VI, di emanare la bolla “ Inter caetera” nel 1493 con la quale autorizzava i regni di Spagna e Portogallo a dividersi i territori del Nuovo Mondo ( Linea Alessandrina: Trattato di Tordesillas 1494).<br />Dubbi sull’autenticità del documento serpeggiavano da tempo: l’imperatore Ottone III nel 1001 definì esplicitamente la “Donazione” opera falsa e menzognera, frutto di un imbroglio gigantesco, (sub tituolo Magni Constantini longi mendacii tempora finxit). Ma anche Federico Barbarossa e Federico II rifiutarono di riconoscerne l’autenticità la quale fu definitivamente e documentatamente esclusa nel 1494 dall’umanista Lorenzo Valla , segretario del papa e canonico in Laterano ( in un documento pubblicato solo dopo la sua morte).La storiografia cattolica continua imperterrita a definire l’insieme delle falsificazioni ed imbrogli medioevali come “devozione antica” e gli imbroglioni come “uomini eccezionali” e “ venerandi falsari”.*<br />Oggigiorno ancora paghiamo le conseguenze di quel falso storico: l’art. 7 della nostra Costituzione ha recepito i Patti Lateranensi ( Concordato) in base ai quali lo Stato Italiano , a titolo di risarcimento per la soppressione dello Stato della Chiesa che non sarebbe mai esistito senza quel delinquenziale documento, si obbligò , allora, a pagare un ventesimo del suo bilancio e a definire la religione cattolica quale religione di Stato ( non più dal 1984), e oggigiorno a sottostare ad un onere che, tra esenzioni fiscali, sovvenzione alle scuole cattoliche, insegnamento della religione cattolica, versamento dell’8 per mille e contributi di vario genere grava su noi contribuenti per più di sei miliardi di euro ogni anno.</p>
<p><strong>Eraldo Giulianelli</strong><br />* Deschner : Storia criminale del cristianesimo – vol.IV – pag 294 sg</p>
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		<title>La Chiesa che mente (pia fraus)  &#8211; parte II</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-chiesa-che-mente-pia-fraus-parte-ii/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 15:45:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta conquistato il potere grazie a Costantino e ai suoi successori la Chiesa cattolica utilizzò la falsificazione quale metodo elettivo per confermare le sue prerogative, accrescerle e rendere ingiudicabile ogni atto , anche il più infamante, dei suoi dirigenti. Le “ Falsificazioni simmachiane” Un primo colossale falso risale ai tempi di papa Simmaco ( [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta conquistato il potere grazie a Costantino e ai suoi successori la Chiesa cattolica utilizzò la falsificazione quale metodo elettivo per confermare le sue prerogative, accrescerle e rendere ingiudicabile ogni atto , anche il più infamante, dei suoi dirigenti.<span id="more-11609"></span></p>
<p><b><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/ghiaccio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11610" alt="ghiaccio" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/ghiaccio-199x300.jpg" width="199" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/ghiaccio-199x300.jpg 199w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/ghiaccio.jpg 479w" sizes="auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px" /></a>Le “ Falsificazioni simmachiane”</b></p>
<p>Un primo colossale falso risale ai tempi di papa Simmaco ( 498-514) in lotta contro il rivale, aspirante papa, Laurenzio . Nell’anno 501 venne sottoposto a processo , presso il senato di Roma, con accuse infamanti ( ingordigia, sesso con matrone e volgari prostitute dette “muliercule” tra cui famosa la fornaia romana Conditaria, sperpero dei beni della Chiesa). Uscito vittorioso dal contrasto con Laurenzio fece fabbricare dai suoi funzionari un documento, scritto in un latino barbaro, fatto passare per raccolta di atti processuali contro papi precedenti in cui le sentenze finivano con la scagionare tutti i papi: si potevano leggere sentenze (false) da cui si ricavava che” Nessuno può accusare il proprio vescovo perché il giudice non può essere giudicato” – “ Nessuno ha mai giudicato il papa perché il primo seggio non viene giudicato da nessuno” – “ Non è permesso emanare un giudizio sul papa”. Il diacono Ennodio, alleato di Simmaco, rivendicò per i papi addirittura una innocenza e una santità derivate da San Pietro che avrebbe lasciato ai suoi successori una eredità di saggezza e santità tale che qualsiasi anche abominevole delitto sarebbe stato compensato dai meriti acquisiti dal primo apostolo, per cui:  “ …se al papa mancassero i meriti per le sue azioni basterebbero quelli del suo predecessore”.</p>
<p>Queste falsificazioni giocarono un ruolo fondamentale nel diritto ecclesiastico, finirono nel Liber Pontificalis e la falsa formula :” Prima sedes a nemine iudicatur” ( Il sommo pontefice non può essere giudicato da nessuno) divenne la formula magica del primato giurisdizionale del papa ,  cui fece riferimento anche Gregorio VII nel celeberrimo “ Dictatus Papae”del 1075.</p>
<p>Un oscuro falsario cristiano vissuto in Siria tra il 5° e il 6° secolo compose 4 grossi trattati e 10 epistole diventate famose nel medioevo come opere di</p>
<p><b>Dionigi l’Areopagita </b></p>
<p>Costui sarebbe stato un convertito di San Paolo, testimone dell’eclissi di sole alla morte di Cristo in croce, accolto dalla Madonna e da San Pietro, diventato vescovo di Atene e di Roma e poi diventato martire, decapitato dopo atroci supplizi. La sua figura leggendaria si distorse e diffuse fino a farne  il martire Dionigi di Parigi, il primo di una lunga serie di martiri che andavano in giro tenendo in mano la propria testa tagliata ( Luciano, Ionio di Chartres, Lucano, Nicasio di Rouen, Massimo e Venerando di Evreux, Claro di Normandia, la vergine Saturnina nell’Artois, Crisolio di Comines, Giusto di Auxerre, i vescovi Frontasio, Severino, Fusciano, Victorico, Silano di Perigueux, Papuo di Tolosa, Marcello di Le Puy, il merovingio Adalbad, l’arcivescovo Leone di Rouen, il principe Fingar di Cornovaglia ecc..)</p>
<p>I suoi scritti truffaldini, noti oggi come Pseudo-Dionigi, per tutto il medioevo ebbero una diffusione ed un prestigio incalcolabili: già nel 6° secolo l’arcivescovo Andrea di Cesarea ammirerà i libri del “divino, grande Dionigi”,</p>
<p>tutto l’occidente cristiano fu conquistato dall’avallo che ne fecero Giovanni Scoto ( Eriugena) e l’abate Ilduino di S.Denis nel 9° secolo. Essi furono studiati religiosamente come testi sacri dai più famosi teologi , Massimo Confessore, Ugo di San Vittore, Alberto Magno e San Tommaso d’Aquino . Quest’ultimo le dichiarò opera “ …dettata dallo Spirito Santo” e ne scrisse un proprio commentario ( De divinis nominibus) accogliendo nel resto delle sue opere 1700 citazioni tratte da quel falso.</p>
<p>Ma la più colossale opera di falsificazione è nota come</p>
<p><b>I Decretali dello Pseudo-Isidoro</b></p>
<p>Essi videro la luce intorno all’ 850, creati dai religiosi della corte vescovile di Reims, un’intera centrale teologica di falsari , che li spacciarono come opera del dottore della Chiesa Isidoro di Siviglia, uno dei più celebrati autori del primo medioevo, il santo più prestigioso dell’occidente insieme a sant’ Agostino.</p>
<p>Il complesso dell’opera consta di 4 grandi gruppi e la quarta parte ( nota come Decretales Pseudo-Isidorianae)  è la collezione più voluminosa e importante in quanto ebbe la massima diffusione e riscosse il massimo successo: nella lotta per le investiture il falso venne acquisito e sbandierato per rivendicare il potere sui principi e sull’imperatore da vari papi, Nicolò I, Adriano II, Gregorio V, Leone IX.  Divenne il massimo documento a sostegno del “ Dictatus Papae” di Gregorio VII, già citato, e venne utilizzato perfino da Pio IX a sostegno del dogma dell’infallibilità papale nel 1870. Ma lo Pseudo-Isidoro continua ad avere effetti anche ai giorni nostri: fino al Codice di Diritto Canonico del 1917 che riserva al papa l’esclusivo diritto di convocare un concilio: se ne servì anche Giovanni XXIII che nel convocare il Concilio Vaticano II utilizzò ben 6 passi ricavati di peso dai Decretali.</p>
<p>Scopo dei Decretali era quello di esaltare l’assoluta potenza del papato : solo a lui appartiene la pienezza del potere, su tutti gli uomini e su tutti i nobili, principi, re e imperatori. Lui è l’unico legislatore sia in campo civile che religioso, senza il suo consenso né un metropolita né un concilio possono deliberare alcunché in materia di diritti e fede, egli è il “capo dei capi del mondo” ed anche i suoi diretti sottoposti, i vescovi, hanno lo stesso potere, dopo di lui, su tutti. Nessun vescovo può essere trascinato in giudizio davanti a nessun tribunale: essi sono chiamati “ gli occhi del Signore”, “ sacerdoti supremi”, “ santi”, “ dei in terra”, per cui nessun laico né religioso di rango inferiore potrà mai rivolgere loro alcuna accusa: se ciò dovesse accadere saranno necessari 72 testimoni a carico, il che esclude qualsiasi condanna di un vescovo.</p>
<p>Tale mostruoso falso fu smascherato , per primi, nel 1559  dai Centuriatori di Magdeburgo, nella loro Prima Storia Protestante della Chiesa e definitivamente</p>
<p>dal teologo calvinista David Blondel nel 1628.</p>
<p>I teologi cattolici non possono più negare il falso: tuttavia ne difendono la santità dello scopo finale, parlano di “creazione poetica” oppure di “ abitudine a tenere presente il fine più alto del sapere”, di “nobile e santa falsità”. Il teologo cattolico Hellmann scrive: “ opera meritoria che moltiplicò in misura incalcolabile la posizione e il prestigio della Santa Sede , il regalo più gradito e imprevedibile che il papa abbia mai avuto”.</p>
<p>Insieme, diciamo noi, alla falsa “ Donazione di Costantino”, di cui parleremo nel cap.3 di questa breve storia del cattolico imbroglio a fin di bene ( la pia fraus).</p>
<p> <strong>Eraldo Giulianelli</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-chiesa-che-mente-pia-fraus-parte-ii/">La Chiesa che mente (pia fraus)  &#8211; parte II</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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