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	<title>pacifismo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Jun 2024 14:48:04 +0000</lastBuildDate>
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		<title>RIVISTA &#8220;CIVILTÀ LAICA&#8221; N. 37 -PACIFISMO O BARBARIE</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/pacifismobarbarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agnieszka Goclowska]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 10:39:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La guerra è un’impresa maschile a cui siamo estranee (Virginia Wolf) L’unica guerra che sentiamo di dover dichiarare è quella al patriarcato. Con questo numero di Civiltà Laica abbiamo scelto di parlare di guerre, di pacifismo, di femminismo. La pratica femminista e quella pacifista hanno molto in comune, a partire dalla scarsa considerazione che ricevono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pacifismobarbarie/">RIVISTA &#8220;CIVILTÀ LAICA&#8221; N. 37 -PACIFISMO O BARBARIE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>La guerra è un’impresa maschile a cui siamo estranee <em>(Virginia Wolf)</em></h3>
<p>L’unica guerra che sentiamo di dover dichiarare è quella al patriarcato. Con questo numero di Civiltà Laica abbiamo scelto di parlare di guerre, di pacifismo, di femminismo.<br />
La pratica femminista e quella pacifista hanno molto in comune, a partire dalla scarsa considerazione che ricevono come saperi. Parlando di guerre e militarismo, entrambi mettono al centro dell’analisi sistemi oppressivi che alimentano dinamiche di potere in cui non c’è spazio né voce per chi ne subisce le conseguenze.<br />
Le guerre vengono dichiarate storicamente come promesse di raggiungimento di pace e democrazia, a popolazioni che non hanno voce in capitolo e che ne subiscono le conseguenze in termini di morte, distruzione, cancellazione di intere generazioni, abbandono.<br />
La pace non si può raggiungere attraverso la guerra; la libertà, l’equità e la tutela dei diritti fondamentali non possono essere raggiunte attraverso i conflitti armati che acuiscono la struttura patriarcale già dominante nella società. Violenze e stupri fanno parte della pratica della guerra, e restano invisibili agli occhi del mondo, sepolti sotto i cumuli di macerie, come se non facessero parte della quotidianità di quella promessa di pace, di conquista, di giustizia. Le conseguenze di ciò che avviene sulla pelle delle donne non trovano spazio, restano lì sommerse. E quando mai lo hanno trovato? Ah sì, quando c’erano più donne coinvolte nei processi decisionali, quando le donne guidavano i processi di pace, ricordate? No? Non è mai accaduto?<br />
Allora perdonatemi, probabilmente la mia mente ogni tanto si fa un viaggio in altri mondi, una specie di vacanza.<br />
Continuare a diffondere i saperi del pacifismo e del femminismo come uniche alternative concrete e risolutive rispetto alle guerre agite da pochi a danno di molti/e, ci sembra l’unica pratica che possiamo mettere in campo. Spiegare che pacifismo e neutralità non sono la stessa cosa, continuare a mettere al centro l’ottica femminista nella narrazione delle guerre e delle dominazioni colonialiste, costruire relazioni e collaborazioni, condividere saperi e agire confronti, è ciò di cui abbiamo bisogno per produrre un cambiamento che non può attendere ancora.<br />
Vi auguro una buona lettura, e ringrazio chi ha voluto contribuire a questo numero!</p>
<p><strong>Silvia Menecali</strong></p>
<a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/06/cl37.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="bottom" data-toolbar-fixed="off">cl37</a>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/pacifismobarbarie/">RIVISTA &#8220;CIVILTÀ LAICA&#8221; N. 37 -PACIFISMO O BARBARIE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Risposte aperte a Giovanni De Mauro (Internazionale)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/risposteagiovannidemauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:51:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa settimana Giovanni De Mauro ha posto su Internazionale delle domande sia a chi pensa che sia meglio smettere di sostenere militarmente l&#8217;Ucraina che a chi pensa che sia meglio continuare a sostenerla militarmente. Rispondo per quel che mi riguarda, cioè perché sarebbe meglio smettere (e sarebbe stato meglio non aver mai iniziato) sostenere militarmente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/risposteagiovannidemauro/">Risposte aperte a Giovanni De Mauro (Internazionale)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana <a href="https://www.internazionale.it/magazine/giovanni-de-mauro/2024/04/04/domande-2">Giovanni De Mauro ha posto su Internazionale </a>delle domande sia a chi pensa che sia meglio smettere di sostenere militarmente l&#8217;Ucraina che a chi pensa che sia meglio continuare a sostenerla militarmente.<br />
Rispondo per quel che mi riguarda, cioè perché sarebbe meglio smettere (e <strong>sarebbe stato meglio non aver mai iniziato</strong>) sostenere militarmente l&#8217;Ucraina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-29132" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg" alt="" width="750" height="422" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu.jpeg 750w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu-300x169.jpeg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/04/onu-280x158.jpeg 280w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></p>
<p><strong>Se fossimo al posto degli ucraini non cercheremmo anche noi di difendere la nostra libertà, combattendo contro chi vuole occuparci e invocando l’aiuto del resto del mondo?<br />
</strong>Probabilmente sì, soprattutto se siamo dei sostenitori di Zelenski e abbiamo appoggiato e condiviso la sua politica sul Donbass. Probabilmente ne saremmo molto meno entusiasti se facessimo parte delle  comunità russe in Ucraina.<br />
Questa tuttavia è una domanda retorica ed inutile perché è ovvio che chi combatte una guerra chieda aiuto al &#8220;resto del mondo&#8221;, ovvero a &#8220;Stati amici&#8221; che possano aiutarlo; le domande dovrebbero riguardare l&#8217;opportunità e la giustezza che questi stati lo aiutino effettivamente .</p>
<p><strong>Abbiamo il diritto di chiedere a un paese di arrendersi pur di fermare una guerra?<br />
</strong>Abbiamo il dritto di dare consigli agli altri? Abbiamo diritto di dire ai russi, ai cinesi, ai cubani  che non vivono in democrazia e che sarebbe meglio che cambiassero le loro forme di governo? (Come se la nostra lo fosse realmente una democrazia rappresentativa,  ma vabbè&#8230;). Abbiamo diritto di dire ai palestinesi che non seguano Hamas per evitare le rappresaglie genocide di Israele? Quando c&#8217;è una situazione di conflitto internazionale uno può legittimamente dare dei consigli a chi la sta gestendo, che questi poi siano quelli giusti è un altro paio di maniche, ma anche in questo caso la domanda sembra davvero malposta.</p>
<p><strong>È accettabile che i confini di uno stato sovrano siano modificati con la violenza?<br />
</strong>Nel mondo utopico? No. Nel mondo reale avviene tutti i giorni feriali e due volte la domenica.  Balcani, Cipro, Irlanda, Afghanistan, Paesi Baschi, Congo, Palestina, Siria, Iraq, Rojava, Kurdistan&#8230;</p>
<p><strong>Una sconfitta dell’Ucraina non rischierebbe di suggerire a Vladimir Putin che sia possibile invadere anche altri paesi?</strong><br />
Qui entriamo nella schizofrenia occidentale di vedere IL male assoluto al di fuori dei confini della Nato. Putin ha fatto quello che noi (nel senso della Nato) abbiamo fatto in decine di occasioni negli ultime venti anni, le abbiamo chiamate &#8220;operazioni di polizia internazionale&#8221; e peraltro lui stesso aveva già fatto la medesima cosa in Cecenia, con il nostro appoggio neanche troppo silente fra l&#8217;altro (vedi il famoso  lettone di Arcore). Putin ha così dimostrato, fra l&#8217;altro, di non essere migliore dei fanatici bushisti della Cia smentendo i fessacchiotti che lo vedevano come saggio.<br />
Avrebbe potuto dare uno smacco internazionale a tutti e porre le sue truppe a difesa delle comunità russe come avrebbe dovuto fare l&#8217;Onu (e lo faceva prima della follia balcanica, per inciso) ma ha preferito mostrare che è in grado di fare quello che la Nato ha fatto altrove.<br />
Quindi no, non si corre questo rischio perché Putin se ha deciso di invadere altri paesi per ricostruire la Grande Russia lo farà a prescindere.</p>
<p><strong>E cedendo a Putin non c’è il pericolo che altri dittatori seguano il suo esempio?<br />
</strong>Altri dittatori chi? Chi stabilisce chi è un dittatore? I giornalisti? Il parlamento italiano fatto di oligarchi scelti dai partiti, con la fedina penale spesso compromessa, e non eletti da nessuno ma nominati in base ai voti che prende il loro partito? Macròn che si fa fotografare da boxer per spaventare Putin? Il parlamento Europeo che ha deciso che possiamo morire tutti di inquinamento e di cambiamenti climatici purché le banche di Bruxelles non perdano i loro soldi?  Biden o presto probabilmente Trump, veri fari della democrazia Made in Usa esportata con aiuti ai Talebani, Al Qaeda, Isis, Nazisti sudamericani (ed anche peggio) in nome del motto &#8220;il nemico del mio nemico è mio amico&#8221;? O lo dovrebbe stabilire l&#8217;Onu? Ecco, allora se lo deve stabilire l&#8217;Onu, che sarebbe l&#8217;unica istituzione deputata a farlo, ripartiamo da lì. E ricominciamo a parlare di disarmo. Non di interventi militari a supporto di una delle due fazioni in guerra.</p>
<p><strong>In Ucraina non sono in gioco anche il futuro dell’Europa e i suoi valori democratici?<br />
</strong>Per l&#8217;appunto, cambiare subito rotta e ricominciare a parlare di pacifismo (non quello cristiano del &#8220;porgi l&#8217;altra guancia&#8221;), di disarmo, di Forze di Interposizione Internazionali (leggi: Caschi Blu), di divieti di proliferazione delle armi e del divieto assoluto delle armi di distruzione di massa. Ma non quelle che attribuiamo ad introvabili depositi di presunti dittatori, bensì quelle che l&#8217;élite dell&#8217;ingegneria europea e occidentale progetta, realizza e poi vende ai paesi in guerra o guerrafondai.<br />
Questo se vogliamo avere un futuro pacifico, altrimenti diciamolo chiaramente: 80 anni senza guerre in Europa sono troppi, bisogna tornare a combattere perché la politica, e il dialogo con &#8220;dittatori folli&#8221; ci ha stufato. E allora che appoggio alla guerra sia e mandiamo il nostro esercito, senza nascondersi dietro gli &#8220;eroi&#8221; ucraini per fermare il &#8220;dittatore folle&#8221; Putin.<br />
Sarebbe forse peggio, ma almeno non ipocrita e comunque vada porterebbe a una risoluzione (anche se magari non ci piacerà come andrà a finire).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-28323" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-277x300.jpg" alt="" width="277" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/02/ALEX-FOTO-FIRMA-148x160.jpg 148w" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" /></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dove siamo?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dove-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2024 07:20:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È difficile, se non impossibile, descrivere con le parole in modo appropriato il quotidiano senso di disorientamento della nostra vita. Per usare un immagine cinematografica esplicativa ci sentiamo come Gandalf che dopo aver cercato a lungo la via attraverso le miniere di Moria si ferma, si guarda intorno e ammette con se stesso e il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dove-siamo/">Dove siamo?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">È difficile, se non impossibile, descrivere con le parole in modo appropriato il quotidiano senso di disorientamento della nostra vita.<br />
Per usare un immagine cinematografica esplicativa ci sentiamo come </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gandalf</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che dopo aver cercato a lungo la via attraverso le miniere di Moria si ferma, si guarda intorno e ammette con se stesso e il resto della Compagnia: “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Non ho memoria di questi posti</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per “posti” intendiamo la nostra vita quotidiana, la nostra interazione con il prossimo, le notizie che leggiamo, il confronto con gli altri e la continua ricerca di un senso in quello che stiamo facendo; allora riformuliamo correttamente la frase: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>non abbiamo memoria di questa società</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Per carità, che questo non sia mai stato il paese di Bengodi lo sappiamo; e non è mai stato neanche più di una democrazia formale e non sostanziale. Ma dell’abisso dello squallore culturale e del degrado etico e sociale che sembra non aver mai fine  non ne abbiamo mai avuto notizia neanche attraverso i nostri nonni. Persone che pure avevano passato due guerre mondiali. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Qualcuno chiede, a chi come noi ha un’associazione o uno spazio web o radio, di parlare ed approfondire la questione Palestina; soprattutto dopo che (grazie agli artisti di Sanremo) la censura dei mass media è sotto gli occhi di tutti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Lo faremo, non abbiamo mai avuto problemi a confrontarci, ci mancherebbe. Però permetteteci di dire che c’è un enorme questione preliminare da affrontare. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La fine della possibilità di essere dissidenti o non allineati.</b></span></span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-scaled.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-28745" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-1024x1024.jpg" alt="" width="1024" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-1024x1024.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-300x300.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-150x150.jpg 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-768x768.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-1536x1536.jpg 1536w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-2048x2048.jpg 2048w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/20240314_080755-160x160.jpg 160w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">La pandemia e l’abitudine a vivere sotto l’emergenza di “decreti speciali”, “coprifuoco”, “regioni rosse-gialle-verdi” arrivata dopo decenni di guerre anzi, scusate, di “<strong>operazioni di polizia internazionale per riportare la pace</strong>” hanno realizzato, per lo meno in questo paese, ciò che non erano riuscite a fare le leggi speciali degli anni ’70 contro il terrorismo e neanche l’attacco di Bin Laden all’occidente. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>L’obbligatorietà di dividersi in due blocchi di pensiero</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, apparentemente opposti ma in realtà autoalimentanti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se negli anni zero e dieci di questo nuovo secolo trionfante, si era infine riusciti a superare ed anche un po’ a ridere del motto bushista “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>O sei con me o sei contro di me!</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” oggi ci siamo immersi fino al collo come neanche il 12 settembre 2001. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">O sei con il governo o sei un novax/complottista/putiniano/terrorista islamico/negazionista. A seconda della situazione, ovviamente. Assecondare la dicotomia ormai è necessario semplicemente per avere spazio.<br />
Prendiamo la guerra in Ucraina ad esempio, per parlare in pubblico dell’argomento su un mass media nazionale ci sono due possibilità: o ti dichiari pro-Putin o ti dichiari pro-occidente. In entrambi i casi, magari in condizioni fortemente minoritarie, lo spazio nel talk show politico di turno lo trovi.<br />
Se provi invece a ricordare che la posizione </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>pacifista</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>non interventista</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> prevede un ragionamento totalmente diverso dal semplice dare ragione a Zelenski o a Putin; se provi a chiedere che fine abbia fatto l’<strong>ONU</strong> con il suo palazzo di vetro e i suoi caschi blu; se provi a dire la parola “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>disarmo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” che da dieci anni si sente solo dalle due alle cinque del mattino in radio e in tv… beh, stai sicuro che nessuno ti chiamerà mai più a parlare in pubblico o a scrivere sui suoi giornali del mainstream. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Vogliamo parlare di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Palestina</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">? Ma voi credete che quando l’unica discussione che passa in prima serata è quella in cui in cui ci si preoccupa di stabilire semanticamente se sia in corretto o meno parlare di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>genocidio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, qualcuno dia spazio ad un confronto basato sui fatti? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Possiamo credere che il nostro confronto serva a qualcosa a chi si dimette dai suoi ruoli “per l’uso improprio della parola genocidio”?</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">[1] </span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Può servire a una persona così egocentrica e dogmatica ricordargli cosa è successo in Palestina dopo l&#8217;anno duemila con la camminata sulle moschee di Sharon; di 5 milioni di esseri umani ammassati per ventiquattro anni in uno spazio poco più grande della città di Reggio Emilia con situazione igieniche che per i nostri standard occidentali non andrebbero bene neanche per un allevamento di polli con una delle aspettative di vita più basse di tutto i pianeta; che tutto questo porta al fatto che oggi non sia più applicabile neanche la richiesta del “due popoli due stati” (per inciso chi la proponeva negli anni ’90 era un terrorista amico di Arafat secondo qualcuno); che ai 31mila morti in quattro mesi e alle loro famiglie non glie ne po’ frega’ di meno se la parola giusta secondo lui sia <strong>massacro, mattanza, strage,</strong> o magari “<strong>un piccolo litigio</strong>”? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Condividiamo il parere di chi sostiene che </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>è ora di smetterla di paragonare la Shoah ebraica alla scientifica programmazione dello sterminio dei Palestinesi da parte di Israele</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. Ma non perché altrimenti gli israeliani si offendano, cosa di cui facilmente potete intuire quanto ce ne importi di fronte al massacro palestinese in corso. Ma per il fatto che sono due cose completamente diverse storicamente, geograficamente, geopoliticamente. È sbagliato anche dire “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ma come proprio voi che avete subito la Shoah…</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”; non sono queste persone che hanno subito la Shoah, sono altre! Semmai sono gli eredi. Paragonare le cose ha senso solo nella vaghezza indeterminata dell’affermare che ogni tentativo di sterminio di un popolo può essere considerato un atto nazista</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">[2]</span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia è anche vero che la storia si presenta sotto forma corsi e ricorsi ed è inutile che autocensuriamo alcune assonanze che ci vengono in mente. E allora se prendiamo nella sua drammaticità la strage compiuta da Hamas dei ragazzi israeliani che stavano partecipando ad un rave a poca distanza dal muro che circonda la striscia di Gaza, proprio non possiamo evitare di pensare a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>“La zona di interesse</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, film che in questi giorni mostra al cinema </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>la banalità del male</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di chi viveva a fianco del muro di Auschwitz e voleva conservare i suoi privilegi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-28744" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836.jpg" alt="" width="529" height="493" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836.jpg 824w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836-300x280.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836-768x716.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/06f203652316836648068b0731e50836-172x160.jpg 172w" sizes="auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px" /></a><br />
Bisogna riconoscere però che i ragazzi israeliani avevano un’attenuante importante: la quotidiana disinformazione del governo israeliano nella pretesa che i suoi cittadini credessero ad una situazione del tutto normale e sotto controllo. Che chi cresceva a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Gaza City</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (più figo chiamarla così invece di &#8220;Striscia di Gaza&#8221;, nevvero?) lo faceva perché voleva crescerci altrimenti avrebbe potuto andar via quando voleva; che non c’erano cecchini che sparavano indiscriminatamente a chiunque perché il cugino del cugino aveva sentito qualcuno che gli aveva detto che il tizio in questione fosse di Hamas; che non ci fossero operazioni militari su obiettivi civili come ospedali e centro profughi; che le denunce quotidianamente fatte dalle Ong internazionali fossero operazioni antisemite.<br />
Le crescenti proteste odierne di ciò che rimane della <strong>sinistra israeliana</strong>, puntualmente censurate in quasi tutti i quotidiani italiani, sono un indice di risveglio; ma non pensiamo davvero possa in questo momento andare buon fine, visto il dichiarato tentativo di Israele di estendere la zona di conflitto.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il nostro pacifismo</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> che abbiamo portato in piazza per anni, e che ci porteremmo tutt’ora se la maggior parte delle forze che lo sostenevano non si fossero rincoglionite nel rispettare l’obbligatorietà della follia dicotomica, viene da una storia che è ben lontana dal motto cristiano del “porgi l’altra guancia”. E, con il dovuto rispetto, altrettanto lontana dalla non violenza di Gandhi; anche se con queste visioni c’è ovviamente </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>il punto di comune di far cessare ogni guerra</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.<br />
Ma l’alternativa sensata e ragionevole al martirio di fronte all’aggressore si chiama da sempre “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>ferma la mano che sta dando il pugno</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">”, o “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>terza via</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” se preferite. Non pensiamo ci sia nulla da inventare né da spiegare, forse solo da puntualizzare per gli smemorati: </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>caschi blu dell’Onu, arbitrati e commissioni d&#8217;inchiesta internazionali e soprattutto disarmo bilaterale (e globale magari)</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.<br />
Tutto ciò ha funzionato benino in diverse occasioni dopo la fine della seconda guerra mondiale; non sempre certo, siamo pur sempre umani. Fino a quando, guerra dei Balcani, hanno cominciato a raccontare la fandonia che per la pace sarebbe stato molto meglio che la Nato bombardasse i cattivi e le loro città civili tanto per fargli capire che non si scherza. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Shock and awe, </b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">come dicono gli yankee.<br />
</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>Chi sia il cattivo lo decide di volta in volta la Nato ovviamente.</strong><br />
Da quel momento in poi tutto è conseguente. Le guerre mostrate con gli infrarossi, esplosioni lontane ed indolore quando si bombarda Bagdad, e di contro il sangue mostrato in HD quando la Russia attacca Kiev. Putin ha fatto né più né meno quello che la Nato ha fatto altrove, e per dirla tutta aveva precedentemente fatto lo stesso in Georgia e in Cecenia ma lì era amico dei nostri governanti e quindi &#8220;stava tenendo a bada i cattivi comunisti&#8221;. Li teneva a bada anche regalando comodi lettoni da playboy a presidenti del consiglio occidentali, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ca va sans dire</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.<br />
Ma il bello è che a tutta questa propaganda l&#8217;opinione pubblica italiana continua a credere ciecamente come se </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Julian Assange e Wikileaks</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> non fossero mai esistiti!</span></span></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28743" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE.png" alt="" width="800" height="800" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE.png 800w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE-300x300.png 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE-150x150.png 150w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE-768x768.png 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/03/GHA7cTnWYAAF0JE-160x160.png 160w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Basterebbe forse riprendere in mano la bibbia laica del pacifismo di <strong>Berkley</strong>, quel <strong>Mattatoio n. 5</strong> che, seppur contenga qualche svarione</span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(nessuno è santo e nessuno è perfetto fra i laici, neanche </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Kurt Vonnegut</b></span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">[3]</span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">), dovrebbe essere una lettura scolastica obbligatoria.<br />
O forse riascoltare </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il disertore</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Boris Vian</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, che pure nel 1992 Ivano Fossati riprendeva per il ritorno in occidente della voglia di guerra con il caso Saddam Hussein; potrebbe essere utile per non cadere in trappole retoriche che vanno, di nuovo molto di moda.<br />
Ma anche ricordare e rileggere le nostre dichiarazioni di </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>obiezione di coscienza al servizio militare</b></span></span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>obbligatorio</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> per capire cosa ci sia di sbagliato nella cultura guerrafondaia, oggi come allora. Proprio nel momento in cui qualche politicante di professione, dopo aver sparato tutte le balle possibili sui migranti e sulle accise dei carburanti (per tacere dei ponti tra Messina e Reggio Calabria che portano in Europa)</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, dopo aver baciato crocifissi a destra e a manca per poi andare al </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Papeete</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> a venerare ben altro, <strong>vuole ripristinare la leva obbligatoria!</strong><br />
Potrebbe essere utile in questi tempi ricordare cosa succedeva a noi Odc, che a differenza degli obiettori sull’aborto scontavamo di persona le nostre scelte, quasi sempre convocati dopo aver presentato la dichiarazione di Odc dai Carabinieri per il tentativo di farci rinsavire con un </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>interrogatorio morale;</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> ci rimbrottavano con supreme argomentazioni del tipo: “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Ma chi la difenderà questa nostra povera italietta se faranno tutti gli obiettori?</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” E alla risposta “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Scusi, ma allora voi che ci state a fare?</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” minacciavano di arrestarci per oltraggio.<br />
Se le rileggessimo oggi quelle dichiarazioni forse sarebbe meno facile far passare per </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>normale</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> il fatto che il nostro Stato ceda armi all’Ucraina impegnata in un conflitto. Forse sarebbe più chiaro che questa è una dichiarazione di guerra </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>de facto</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> verso la Russia e che non ci sarebbe da meravigliarsi che, se dovesse vincere a Kiev, Putin ce ne chiederà poi conto. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">No, il nostro sfogo iniziale non è un preannuncio di disimpegno, se così l’avevate inteso ci dispiace deludervi, ma non siamo proprio i tipi.<br />
Però non abbiamo neanche la vocazione agli inutili martirii che lasciamo volentieri a chi aspira alla santità. Per noi la vita è unica e quindi preziosa; troppo preziosa per spenderla in concetti ridicoli e anacronistici come la patria.<br />
Sarà che abbiamo letto e scritto troppo di fantascienza e che ci piacciono troppo le utopie, ma la Terra a noi piace vederla come è dallo spazio. Un’enorme sfera senza inizio e senza fine e soprattutto senza confini da noi inventati che decidono chi è a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>nord a sud ad ovest o ad est</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di… di che cosa? </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ci sentiamo lontani dal momento in cui Gandalf ritrova la via ne “La compagnia dell’anello”; del resto sempre per restare nella Terra di Mezzo (e finalmente ripulita dai neo-fascisti italiani che la invasero negli anni ’70) e agli insegnamenti del vecchio stregone, sappiamo che il nostro scoramento “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi[…] possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso.</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Continueremo il nostro impegno, ma non ci venite a più a parlare di patria per favore; o di guerra per la salvaguardia dei nostri valori quando non ci avete mai chiesto l&#8217;autorizzazione per combattere in nostro nome; e già che ci siete fatela anche finita con il mito degli eroi del libro Cuore&#8230; che la </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Prima Guerra Mondiale</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> di cui tanto ancora ci vantiamo per dimenticare di aver perso la seconda, non è cosa di cui andar fieri.</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">[4]</span></span></sup></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Se le razze umane non esistono, cosa ampiamente e scientificamente dimostrata, figuriamoci quale senso oggi abbia il concetto di patria.<br />
Il nostro impegno in questo nostro odierno Assurdistan ci sarà fin quando sarà possibile, poi da bravi disertori internazionalisti, andremo altrove a </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>predicar la pace e bandir la guerra</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. E se dovessimo decidere di spendere la nostra unica vita lo faremo per cose molto più importanti, come canta ancora Pietro Gori: “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Nostra patria è il mondo intero / nostra legge è la libertà / ed un pensiero ribelle / in cor ci sta.”</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alessandro Chiometti</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-scaled.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-16678" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg" alt="" width="291" height="316" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-945x1024.jpg 945w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-277x300.jpg 277w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-768x832.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1418x1536.jpg 1418w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-1890x2048.jpg 1890w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/02/alessandro-148x160.jpg 148w" sizes="auto, (max-width: 291px) 100vw, 291px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><i>[1] Ci riferiamo ovviamente alle ridicole dimissioni a Milano del consigliere del Pd Daniele Nahum (<a href="https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_marzo_13/dimissioni-di-nahum-dal-pd-emanuele-fiano-le-battaglie-si-fanno-nel-partito-ma-ha-ragione-a-gaza-nessun-genocidio-a0922516-95c8-440e-8800-9592e3bb3xlk.shtml">https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/24_marzo_13/dimissioni-di-nahum-dal-pd-emanuele-fiano-le-battaglie-si-fanno-nel-partito-ma-ha-ragione-a-gaza-nessun-genocidio-a0922516-95c8-440e-8800-9592e3bb3xlk.shtml</a> ) e del presidente dell’Anpi Roberto Cenati (<a href="https://opinione.it/politica/2024/03/05/mimmo-fornari-dimissioni-presidente-anpi-milano-genocidio/">https://opinione.it/politica/2024/03/05/mimmo-fornari-dimissioni-presidente-anpi-milano-genocidio/</a>). </i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><i>[2] Meno ancora ha senso offendersi per il paragone e dire “non puoi dare a me del nazista perché il mio popolo ha subito la Shoah”. Allora non si può paragonare Stalin ad Hitler perché gli stalinisti non solo hanno subito le repressioni naziste ma hanno anche sconfitto la wermacht sul campo? </i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><i>[3] Kurt Vonnegut, a cui avremmo assegnato un Nobel non solo per la letteratura ma anche per la pace, prende come riferimento i dati portati da David Irving sul bombardamento di Dresda. Lo pseudostorico austriaco si rivelò un negazionista dell’olocausto e un simpatizzante nazista; venne finanche arrestato in Austria nel 2006 dove i negazionismo storico  è un reato penale. Ritrattò il negazionismo sulla Shoah dopo 400 giorni di carcere ma non le simpatie naziste. Tuttavia Kurt Vonnegut va completamente assolto sia perché i dati su Dresda sono abbastanza verosimili e le operazioni mirate solo ad uccidere i civili e a terrorizzare il nemico (le stesse effettuate su Vienna e su Tokio prima della bomba atomica) sono state ammesse anche dai comandanti americani, sia perché il coming out nazista di Irving avvenne solo vent’anni dopo l’uscita di Mattatoio n. 5. </i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><i>[4] A chi è ancora affezionato alla propaganda della scuola italiana sull&#8217;eroismo italico della WWI consigliamo vivamente il libro &#8220;1917&#8221; di Angelo D&#8217;Orsi.</i></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dove-siamo/">Dove siamo?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/no-vauro-laicita-non-e-indifferenza-ma-rispetto-delle-opinioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 17:46:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[laicismo]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[pacifismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È sorprendente leggere lo scivolone di Vauro Senesi sulla questione laicità e pace, tu quoque Vauro? Verrebbe da dire. Intanto cominciamo a dire che quella del Papa non è l&#8217;unica voce contro la guerra ma che ci sono molte associazioni laiche che si dichiarano contro la guerra, Emergency di Gino Strada (di cui Vauro è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/no-vauro-laicita-non-e-indifferenza-ma-rispetto-delle-opinioni/">No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È sorprendente leggere lo scivolone di Vauro Senesi sulla questione laicità e pace, <i>tu quoque Vauro</i>? Verrebbe da dire.<span id="more-11747"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10793" alt="dialogo1" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg" width="300" height="248" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1-300x248.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/09/dialogo1.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Intanto cominciamo a dire che quella del Papa non è l&#8217;unica voce contro la guerra ma che ci sono molte associazioni laiche che si dichiarano contro la guerra, Emergency di Gino Strada (di cui Vauro è collaboratore e testimonial storico e la cosa rende ancora più assurda questa dimenticanza) l&#8217;Arci, nonché vari partiti. Dire che non ci sono voci laiche contro la guerra è un idiozia e basta.</p>
<p>La questione, se proprio vogliamo formularla in termini corretti, è diversa; ovvero se associazioni che fanno della laicità la loro battaglia principale debbano schierarsi nella fazione pro-intervento o in quella anti-intervento in tali frangenti (perché a parole tutti sono per la pace, il Papa, Assad, Obama, Putin e anche i Bush padre e figlio).</p>
<p>Quando un associazione si schiera, significa che i suoi dirigenti hanno deciso che su tale tema all&#8217;interno dell&#8217;associazione non si può avere un idea diversa o che comunque queste idee non valgono come le altre. Vediamo se può essere il caso.</p>
<p>In queste questioni è facile pensare di avere ragione mettendo la parola “pace” all&#8217;inizio e alla fine di ogni ragionamento, in realtà le cose sono più complicate.</p>
<p>Premetto che chi scrive è sempre stato contrario al tipo di interventi Nato che hanno caratterizzato gli ultimi due decenni, però non si ritiene un pacifista “tout court” ne&#8217; tanto meno un non violento gandhiano, ne&#8217; ancor meno pensa che con il motto cristiano del “porgi l&#8217;altra guancia” si possa mai ottenere qualcosa.</p>
<p>La realtà è che ci sono guerre che vanno combattute. Se fossero stati pacifisti i miei nonni probabilmente avremmo ancora un duce al comando dell&#8217;Italia (ed evitiamo facile battute con i politici contemporanei) e un fuhrer al comando della Germania.</p>
<p>Certo Assad non è Hitler come non lo erano ne&#8217; Saddam ne&#8217; il Mullah Omar, tuttavia quando prevale la politica del non intervento (come è successo in Ruanda o in Cecenia tanto per fare degli esempi) poi la domanda che si pone alla Nato è “perché li non siete intervenuti?”</p>
<p>Insomma per farla breve, io ho la mia personalissima opinione che è di totale contrarietà ai raid e ai bombardamenti indiscriminati ma favorevole all&#8217;invio di truppe e osservatori, sotto mandato Onu, che impediscano massacri e genocidi da una parte e dall&#8217;altra.</p>
<p>Ma perché devo imporre questa visione a tutti gli iscritti della mia associazione?</p>
<p>Laicamente si possono avere anche idee diverse ed occorre essere rispettosi anche degli altri iscritti. Possiamo confrontarci, possiamo promuovere dibattiti su questo. Ma non è un tema su cui possiamo dire che un idea ha un diverso peso all&#8217;interno dell&#8217;associazione. Questa non è indifferenza, ma la consapevolezza che in molti temi i laici possono avere idee diverse e che se io provassi ad imporre la mia diventerei un integralista. </p>
<p>Il Papa ha la verità assoluta, per definizione, al suo fianco. Noi no, coltiviamo il dubbio e con sofferenza prendiamo una decisione, a volte sperando che se non sia il bene per tutti per lo meno sia il male minore.</p>
<p>Di una cosa sono sicuro però, fin quando non ci sarà il rispetto per le idee altrui non ci sarà neanche la pace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/no-vauro-laicita-non-e-indifferenza-ma-rispetto-delle-opinioni/">No Vauro, laicità non è indifferenza ma rispetto delle opinioni.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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