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	<title>narrativa Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2024 14:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[impegno sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Marta Bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024 a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21. Il riconoscimento , istituito in memoria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/">PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;APS Civiltà Laica ha deciso di assegnare il <strong>Premio Valerio Bruschini &#8220;per la ricerca storica e l&#8217;impegno sociale&#8221; 2024</strong> a Marta Bonucci per il suo romanzo d&#8217;esordio &#8220;Terzo Piano&#8221;. <strong>La consegna avverrà sabato 30 novembre alle ore 17.30 presso la &#8220;Casa delle Donne&#8221; di Terni in Via Aminale 21.</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-31473" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg" alt="" width="615" height="820" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg.jpg 615w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-225x300.jpg 225w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2024/11/martajpeg-120x160.jpg 120w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></p>
<p>Il riconoscimento , istituito in memoria di uno dei fondatori dell&#8217;associazione, come sempre vuole essere un ringraziamento per l&#8217;attività svolta e un incoraggiamento a proseguire. Non abbiamo fondi da dare ma cerchiamo di valorizzare e promuovere le persone meritevoli e la loro attività.</p>
<p>Riguardo il libro in oggetto viene così recensito  dal nostro Alessandro Chiometti <a href="https://konka.zone/alex/blog/about-il-terzo-piano-di-marta-bonucci/">sul suo blog personale.</a></p>
<p><strong>About: Terzo Piano</strong></p>
<p>La paura del diverso, il concetto di morale, l’integrazione, la politica, la lotta armata, i cambiamenti climatici, il carcere, la famiglia, l’amore paterno e l’amore fra coniugi.<br />
“Si vabbè, e come fa a stare tutto in un romanzo di appena 131 pagine?”<br />
<strong>Capita quando l’autrice è brava</strong>; e comunque probabilmente abbiamo dimenticato qualche altro tema pur presente nelle pagine del libro. Anzi, ne siamo convinti.</p>
<p>Del resto è anche per la molteplicità dei temi toccati che questo libro è ben difficile da catalogare in un genere e, seppur condividiamo con l’autrice il disinteresse per la categorie inventate per aiutare i librai (figuriamoci per le sotto-categorie poi), la cosa fa riflettere. <strong>Narrativa</strong> è l’unica risposta corretta che ci viene in mente riguardo al genere del libro.</p>
<p>L’idea di partenza è quella di “costringere” delle persone  che si conoscono solo  in quanto condomini e che normalmente mal si sopportano quando si incrociano nella vita quotidiana  e i loro rapporti sono riconducibili al classico dialogo “<em>Buongiorno/Buonasera – che tempo strano, vero? – eh sì, non ci sono più le mezze stagioni! – Eh sì, d’altronde è così!”</em> a passare un bel po’ di tempo insieme. Marta Bonucci però non sceglie la classica e fantozziana riunione di condominio, luogo deputato anche nella vita reale a far venir fuori tutte le acredini nascoste durante l’anno con sorrisini di circostanza, lo fa accadere a causa di un evento eccezionale, <strong>un’alluvione</strong> e quindi alla sua acqua che sale lungo i piani del condominio.</p>
<p><em>E mormora e urla, sussurra, ti parla, ti schianta<br aria-hidden="true" />Evapora in nuvole cupe rigonfie di nero<br aria-hidden="true" />E cade e rimbalza e si muta in persona od in pianta<br aria-hidden="true" />Diventa di terra, di vento, di sangue e pensiero<br aria-hidden="true" />Ma a volte vorresti mangiarla o sentirtici dentro<br aria-hidden="true" />Un sasso che l’ apre, che affonda, sparisce e non sente<br aria-hidden="true" />Vorresti scavarla, afferrarla, lo senti che è il centro<br aria-hidden="true" />Di questo ingranaggio continuo, confuso e vivente […]<br />
Ma l’acqua gira e passa e non sa dirmi niente di gente, me, o di quest’aria bassa</em><br aria-hidden="true" /><em>Ottusa e indifferente cammina e corre via lascia una scia e non gliene frega niente<br />
</em>(Francesco Guccini – <strong>Acque</strong>)</p>
<p>Perdonateci la divagazione, ma la canzone di Guccini ci è venuta in mente fin dall’inizio della lettura e ci ha praticamente accompagnato per ogni pagina, fino è quando è subentrato un altro pezzo musicale di cui vi diremo fra poco.</p>
<p>La cosa potrebbe anche finire in una “normale” rissa fra condomini che mal si sopportano e hanno visioni diverse su ogni argomento, ma per fortuna dei protagonisti arriva il vero nemico. Il mostro. Il fattore coalizzante che fa unire le forze del bene contro il male assoluto. In questo caso è colui di cui tutti sanno tutto, ma lo possono solo bisbigliare dietro le spalle nella loro quotidianità.<br />
Arriva a bussare alla loro porta per salvarsi dall’acqua che cresce un ex carcerato. Ma non un carcerato di quelli buoni, quelli che sono stati perseguitati dai poteri forti della giustizia, o che sono stati traditi dall’avvocato, o che, poveretti, hanno commesso un delitto passionale a causa della moglie fedifraga. No.<br />
Questo è proprio un <strong>mostro vero</strong>, di quelli che non hanno giustificazione alcuna. <strong>È un ex-terrorista</strong>.</p>
<p><em>Sono una tela di ragno sospesa</em><br />
<em>Sono l’acqua che stagna marcita</em><br />
<em>Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita […]</em><br />
<em>Sono la coda nel posto sbagliato,</em><br />
<em>gatto nero sull’itinerario</em><br />
<em>coincidenza perduta, partita da un altro binario.</em><br />
<em>Sono la mano sudata che stringe</em><br />
<em>Sono zucchero al posto del sale</em><br />
<em>Sono l’amante tenuta segreta che chiama a Natale.<br />
E sono sabbia che punge nel letto,</em><br />
<em>scarafaggio che ti sale addosso</em><br />
<em>Sono quello che tende la mano…al semaforo rosso.<br />
</em>(Gianmaria Testa – <strong>Tela di ragno</strong>)</p>
<p>Ora lasciamo perdere i dettagli (anch’essi fantozziani) della cattura del terrorista Mauro e il fatto se avesse ucciso qualcuno. Sono cose che non devono distrarre dal fatto in se. Era un carcerato in quanto pericoloso terrorista, e poi siamo sicuri che non lo sia ancora? Quindi, cosa faranno i buoni? Potranno far entrare un terrorista (ex o non ex) nella loro salvifica arca di salvataggio, rappresentata da un modesto appartamento al terzo piano? E cosa rischieranno se lo faranno entrare?</p>
<p>Non sveliamo altro, ma aggiungiamo che la descrizione di Mauro e della sua condizione di “ristretto” è una perla di perfezione sia narrativa sia psicologica e politica. Ed è incastonata in un <strong>romanzo d’esordio da applausi</strong> e da consigliare a tutti tramite il doveroso <strong>passaparola</strong> che meritano le opere meritevoli della piccola editoria indipendente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/premio-valerio-bruschini-2024-per-marta-bonucci/">PREMIO VALERIO BRUSCHINI 2024 PER MARTA BONUCCI</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Cenerentola ascolta i Joy Division</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cenerentola-ascolta-i-joy-division/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 16:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cenerentola ascolta i joy division]]></category>
		<category><![CDATA[j mnemonic]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[romeo vernazza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Deve essere il nostro rapporto di amore e odio per i Joy Division che ha permesso alla copertina di questo romanzo di Romeo Vernazza (Tempesta Editore 2014, 219 pag. 15,00 euro) di ipnotizzarci appena visto nello stand della fiera romana Più Libri Più Liberi. Un romanzo di esordio, come è specificato nella quarta di copertina, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cenerentola-ascolta-i-joy-division/">Cenerentola ascolta i Joy Division</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT">Deve essere il nostro rapporto di amore e odio per i Joy Division che ha permesso alla copertina di questo romanzo di Romeo Vernazza (Tempesta Editore 2014, 219 pag. 15,00 euro) di ipnotizzarci appena visto nello stand della fiera romana Più Libri Più Liberi.</p>
<p align="LEFT">Un romanzo di esordio, come è specificato nella quarta di copertina, è sempre una scommessa per il lettore. In particolar modo quando l&#8217;editore non fa parte di quelli in grado di organizzare campagne di lancio mediatiche sontuose.<span id="more-13324"></span></p>
<p align="LEFT"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/cenerentola-ascolta-i-joy-division.html/p1030952" rel="attachment wp-att-13325"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-13325" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/P1030952-1024x682.jpg" alt="P1030952" width="476" height="317" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/P1030952-1024x682.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/P1030952-300x200.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/P1030952-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" /></a>In realtà, come purtroppo ben sappiamo, raramente le campagne mediatiche sontuose fanno seguito a esordi davvero memorabili (parlando ovviamente per noi lettori che all&#8217;autogrill o al supermercato compriamo poca roba da leggere) e chi si fa conquistare dagli spot e dai proclami molto spesso rimane deluso.</p>
<p align="LEFT">Insomma, l&#8217;opera prima è sempre una scommessa per il lettore, piccola o grande che sia la campagna di lancio dell&#8217;opera. Diciamo subito che questa volta ci è andata molto bene.</p>
<p align="LEFT">Il romanzo di Romeo Vernazza presenta due storie parallele destinate a non sovrapporsi. Entrambe hanno in comune due cose, il rapporto con la morte e le citazioni musicali.</p>
<p align="LEFT">Nella prima una vedova quarantenne, Lily, deve affrontare l&#8217;improvvisa scomparsa del marito, l&#8217;orrenda routine del funerale, l&#8217;incomprensione con i parenti e la sua solitudine. La soluzione che trova a tutto questo è la fuga; inteso come un lungo viaggio alla ricerca di dimensioni, forse, più umane.</p>
<p align="LEFT">Nella seconda un&#8217;adolescente trascurata e introversa trova il suo punto di riferimento in una eterea professoressa di scienze e, nonostante il disappunto dei suoi compagni, diventa una sua amica. La professoressa, lo si capisce subito, ha davanti a se un camino segnato ma questo non è un ostacolo per la volontà di Elly di coltivare questa amicizia e mantenere ben stretto questo punto di riferimento adulto (l&#8217;unico che ne vale la pena) della sua vita.</p>
<p align="LEFT">Rapporto con il dolore, rapporto con la morte, rapporto con l&#8217;assenza. Tutto qua? Si tutto qua e non è poco, perché in Italia (a differenza che in Francia ad esempio) sono pochi gli autori che hanno il coraggio di misurarsi con quelle angosce che prima o poi nella vita, volenti o nolenti, dovremo affrontare tutti. Meglio rifugiarsi nel triangolo amoroso, nelle sfumature sadomaso, in comodi voli pindarici e il resto farlo tutt&#8217;al più intuire, lasciarlo in disparte e dire che si, dai che ce la faremo.</p>
<p align="LEFT">Vernazza non sembra unirsi a questo coro dei cherubini che ci richiama dagli scaffali dei bestseller, ha qualcosa da dire e lo dice in modo semplice e chiaro: a volte semplicemente non ce la facciamo. A volte serve spegnere tutto e resettare la nostra vita, e dalla riuscita di questo reset dipende tutto.</p>
<p align="LEFT">Una critica la vogliamo fare comunque a questa riuscitissima opera prima, Romeo Vernazza ci sembra avere un po&#8217; troppa nostalgia per la musica “che fu”. E non lo diciamo solo per i Joy Division che odieremmo profondamente se non fosse per quel piccolo grande capolavoro di perfezione che si chiama “Love will tear us apart” giustamente citata nel libro. Ma per tutto il contesto di citazioni musicali un po&#8217; troppo anni 80. Insomma la musica è andata avanti e non solo con i One Direction e i Tokio Hotel&#8230; se una volta c&#8217;erano i Joy Division e i Thompson Twins oggi ci sono gli Editors e i Kings of Leon.</p>
<p align="LEFT">Del resto, anche gli adolescenti pensiamo sinceramente che siano un poco migliori di come li fa descrivere alla sua protagonista Elly; almeno una parte di essi, via.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cenerentola-ascolta-i-joy-division/">Cenerentola ascolta i Joy Division</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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