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	<title>marcello ricci Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Ultimo saluto a Marcello Ricci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cladmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 14:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[come è andata?]]></category>
		<category><![CDATA[addio a marcello ricci]]></category>
		<category><![CDATA[marcello ricci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per poter dare l&#8217;ultimo saluto a Marcello, domani, lunedì 24/11, nel pomeriggio verrà allestita la camera ardente al Teatro Secci di Terni, dalle ore 14.00 alle ore 19.00. Alle ore 15.00 inizierà la cerimonia laica durante la quale chi vorrà potrà portare un suo saluto e un suo ricordo. Anche su questo sito potrete lasciare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ultimo-saluto-a-marcello-ricci/">Ultimo saluto a Marcello Ricci</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello_ricci-1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-38924" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello_ricci-1.jpg" alt="" width="500" height="600" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello_ricci-1.jpg 500w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello_ricci-1-250x300.jpg 250w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello_ricci-1-133x160.jpg 133w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Per poter dare l&#8217;ultimo saluto a Marcello, domani, <strong>lunedì 24/11</strong>, nel pomeriggio verrà allestita la camera ardente al Teatro Secci di Terni, dalle ore 14.00 alle ore 19.00.</p>
<p>Alle ore 15.00 inizierà la cerimonia laica durante la quale chi vorrà potrà portare un suo saluto e un suo ricordo.</p>
<p>Anche su questo sito potrete lasciare i vostri contributi.  Inviateli a:<strong> info.civiltalaica@gmail.com</strong></p>
<p>____________________________________________</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38896" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12-300x277.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12-1024x946.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12-768x709.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12-173x160.jpg 173w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/marcello12.jpg 1152w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><em>Cari fratelli dell&#8217;altra sponda</em><br aria-hidden="true" /><em>cantammo in coro giù sulla terra</em><br aria-hidden="true" /><em>amammo in cento l&#8217;identica donna</em><br aria-hidden="true" /><em>partimmo in mille per la stessa guerra</em><br aria-hidden="true" /><em>questo ricordo non vi consoli</em><br aria-hidden="true" /><em>quando si muore si muore da soli.</em></p>
<p>(Fabrizio De Andrè)</p>
<p><strong>Alex</strong></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/io-e-marcello.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-38920" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/io-e-marcello-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/io-e-marcello-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/io-e-marcello-213x160.jpg 213w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/io-e-marcello.jpg 604w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>__________________________________________</p>
<p>24/11/2025</p>
<p>Ciao Marcello,<br />
emigrata per studio, per lavoro e per scelta, non sono riuscita fisicamente ad essere presente oggi ma affido alcuni dei miei ricordi alla tua Civiltà Laica.</p>
<p>Mi presento, mi chiamo Selene, classe 1988, alunna di Marcello al Liceo Scientifico Galilei, sezione A, e orgogliosamente sua segretaria ufficiale nel triennio 2004-2007. Come tutti sanno, ti facevi dare del tu e chiamare semplicemente Marcello: anarchico, rivoluzionario,<br />
visionario e precursore dei tempi; entusiasta della vita, eternamente appassionato delle arti umanistiche, con una fiducia immensa (e forse ingiustificata) nell’umanità; convinto oppositore delle verità assolute e sostenitore del dubbio, ci hai insegnato che è “Meglio morire appeso ad un punto interrogativo che trafitto da un punto esclamativo”.</p>
<p>Indimenticabili i dibattiti che ci proponevi, su tematiche come il rapporto tra Fede e Ragione e tra destino e il libero arbitrio, il crocifisso nelle scuole, l’Afghanistan, l’eutanasia e la procreazione assistita: tematiche urgenti ed attuali, vent’anni fa come oggi. In genere, con la mia visione di allora, un po’ clericale e quasi democristiana, ero un perfetto contraltare in quelle discussioni intavolate in classe, stimolanti e costruttive, che avrebbero contribuito a formare le nostre idee e le nostre diverse personalità.</p>
<p>Imperdibili il corso sui diritti umani e il Progetto Mandela, a cui ho partecipato purtroppo per un solo anno (Hitler è buono e vuol bene all’Italia). Quando ti prendevamo un po’ in giro perché ci ripetevi infinite volte le stesse cose (il pensiero critico, i diritti umani, i nazionalismi e tutti gli “ismi” come origine di tutte le prevaricazioni ecc…) ci rispondevi che erano importanti e in futuro non ce le avrebbe più dette nessuno…quanto era vero!<br />
Ti dirò di più, in questi anni, nei miei vari spostamenti, confrontandomi con persone di tutta Italia e di tutte le età, mi sono accorta di quanto<br />
quelle “cose importanti” nel 2025 non sono per niente scontate e il mio pensiero immediato è sempre “Si vede che non hanno avuto Marcello come Prof”.</p>
<p>Non posso però dire solo gli aspetti positivi, rimango coerente come te e ti ricordo, da diligente segretaria, che davi sempre e comunque priorità alla filosofia rispetto alla storia e che non eri così tanto meritocratico nei voti.<br />
Dei voti non ti importava quasi niente, ma ti sei speso per aiutare “gli ultimi” in qualsiasi accezione del termine; alla filosofia dedicavi più tempo perché era più difficile (effettivamente Hegel ancora mi sfugge), ma in fondo lo sapevamo tutti che la preferivi a prescindere, anche perché altrimenti non l’avresti sposata.<br />
Anche allo scritto di matematica della maturità, con il commissario esterno e noi nel panico, hai cercato a modo tuo di aiutarci e ti aggiravi per i banchi bisbigliandoci “2 Pi greco”, credendo di risolverci il problema.</p>
<p>Ci hai regalato dei grandi tormentoni: la moglie di Napoleone che era una scassapalle allucinante, i filosofi che volevano dimostrare l’esistenza di Dio ma alla fine non ce la facevano mai, Kant (quanto ti piaceva Kant?), quella coppia di tuoi amici (una delle tante) che si era lasciata perché non erano d’accordo sul verso in cui mettere la carta igienica, ma soprattutto “Avete mai visto Sliding Doors?!”.</p>
<p>Al tuo 79esimo compleanno mi hai detto che stavi scrivendo un libro sulla tua vita e che su YouTube l’avevi raccontata con una serie di video…video che mi hanno fatto compagnia nelle serate parmigiane e grazie ai quali ho scoperto aneddoti della tua infanzia e della tua famiglia che non conoscevo: ti avrei ascoltato per altri 100 anni! L’ultima volta che ci siamo sentiti è stato per i tuoi 80 anni, al mio sms di auguri hai risposto come sempre “Grazie piccola”.</p>
<p>Ti pensavo immortale, anche se probabilmente non avresti voluto, ma le tue idee lo saranno, continueranno a camminare con le gambe, benché molto più corte delle tue, dei tuoi tanti studenti. Continuerò ad immaginarti in via Buonarroti, con i baffoni che sbucano tra il berretto di lana e la sciarpa, mentre inzuppi gli Oro Saiwa nell’orzo e finalmente ti diletti a conversare con Socrate, Giordano Bruno, Albert Camus (scritto C-A-M-U-S) e Gesù.</p>
<p>Grazie per averci insegnato tutto quello che non c’è scritto nei libri, in primis ad essere menti pensanti.<br />
Con affetto e gratitudine</p>
<p><strong>Selene</strong></p>
<p>Ps: sì, sono diventata anche io una che chiede “Hai mai visto Sliding Doors?</p>
<p>__________________________________________</p>
<p>So che ci siamo frequentati per un periodo limitato nella vita di una persona però ti ricordo come un una figura importante che ha dato una svolta alla mia vita dal punto di vista umano di studio ma anche politico quindi posso solo dirti grazie. ciao Marcello.</p>
<p><strong>Maria Giulia</strong></p>
<p>_______________________________________________</p>
<p>Di seguito gli audio presi al Teatro Secci durante il commiato laico.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.46.mp4">Sara Costanzi</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-1.mp4">Elisa Gabrielli</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-2.mp4">Ilaria Alleva</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-3.mp4">Lucio e Betta</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-4.mp4">Diana Ursini</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-5.mp4">Simone Ridolfi</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Audio-2025-11-24-at-20.31.47-6.mp4">Francesco Camuffo</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Barbara.mp3">Barbara</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Gabriele-ponzo.mp3">Gabriele ponzo</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Valeria-bonifazi.mp3">Valeria bonifazi</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Sofia-loesch.mp3">Sofia loesch</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Simone-mazzilli.mp3">Simone mazzilli</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Matteo-paloni.mp3">Matteo paloni</a></p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/11/Marco-mangiolino.mp3">Marco mangiolino</a></p>
<p>____________________________________________________</p>
<ul>
<li><span style="font-size: medium;">Chiome&#8217;! ….. Ah Chiome&#8217;!&#8230; Ah Chiome&#8217; svejate!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ummmmm ma che cosa&#8230; </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ah Chiome&#8217; te si svejato?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Mmm ma chi è a quest&#8217;ora de notte?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">So&#8217; io!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">&#8230;ODDIO!!!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ma che Dio! Ho detto: so&#8217; io! So&#8217; Marcello!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Marcello?&#8230;. Ah Marce&#8217;, ma che voi a quest&#8217;ora?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Eh che vojo&#8230; vojo che te devi sveja le&#8217;!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Marce&#8217; ma che dici? Non vedi che so svejo? E poi scusa eh&#8230; ma tu saresti.. cioè.. l&#8217;hanno scritto pure i giornali che sei morto!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E per fortuna che si svejo, mo credi pure ai giornali? E allora dimme che credi pure a quello che te dice quell&#8217;aggeggio che guardate vo&#8217;antri&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Facebook? Instagram?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ma no le&#8217;, lo sai che non so bono ad annacce su quelle trappole&#8230; ma quello dei video lì&#8230; che me c&#8217;ha messo pure a me Bardani&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Youtube?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ecco bravo quello. Come so venuto lì a proposito che non ho fatto in tempo a vedermi?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sì sì, è venuto bene&#8230; magari un po&#8217; lunga l&#8217;intervista&#8230; due ore e diciotto minuti&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E considera che gli ho raccontato solo fino alla prima elementare.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ecco appunto&#8230; Ma insomma Marce&#8217; so le tre de notte, che vuoi da me? </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Che vojo? Ma me lo chiedi? Ma non vedi che macello che sta a succede? Non vedi che casino che state a fa&#8217;? A scuola non ve insegnano più un cazzo. All&#8217;università ve comprate li crediti invece de studia&#8217; e intanto questi ve levano tutto quello che avemo conquistato noi. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E lo dici a me?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E Certo che lo dico a te, dovete fa qualcosa, dovete darvi una smossa dovete fa&#8217; casino, sennò questi ve pijano vantaggio e non li ripijate più</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ah Marce&#8217; me lo dici tu che si sempre stato pacifista?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Certo, pacifista ma lo sai che ogni tanto due ceffoni&#8230; due ceffoni non violenti eh!, ce vogliono! Sennò come lo facevamo il sessantotto noantri?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Eh ho capito&#8230; ma mò alle tre de notte? Che poi tra parentesi domani c&#8217;è anche la cerimonia&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Che Cerimonia? </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Quella per te, no? Te dovremo saluta&#8217; in qualche maniera? </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ecco, invece de perde tempo co&#8217; ste cazzate le&#8217;, devi anna&#8217; a casa mia&#8230; che ve l&#8217;avevo detto cento volte de venì la a capì come avevo sistemato tutta la roba mia, mò voglio vede chi ve ce arcapezza che cosa!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">A casa tua Marce&#8217;? Ma che dici?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sì a casa mia! Devi andare lì, che fra l&#8217;apologia di Socrate e Lo straniero di Camus ci ho messo una busta importante.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">I numeri del lotto? </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">A Chiome&#8217; ma te si rincoglionito? Che numeri del lotto?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E che ne so, me appari alle tre de notte uno ce spera.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Bravo vivi sperando cosi muori&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Marce&#8217;!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E fijo lo sai che quanno ce vole ce vole! Comunque, pija quella busta che la dentro ce sta la chiave per migliorare il mondo.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E che è? Il filmato su chi ha sparato a Kennedy? L&#8217;indirizzo de dove è andato Majorana?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">No! Più importante. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E che è Marce&#8217;?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E l&#8217;elenco de come ho sistemato tutti i libri miei e delle cose che emo fatto insieme come Progetto e come Civiltà Laica.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E che ce devo fa?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E daje! Lo vedi che stai ancora a dormi&#8217;? Diffondere Chiome&#8217;! Bisogna diffondere che se non le condividi la cultura e la filosofia non valgono un cazzo! Muoiono lì, solo se le condividi con gli altri poi possono crescere e cambiare il mondo. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Vabbè mo domani sento Irene e&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">No domani, subito! </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ah Marce&#8217; che subito? Che vado a casa tua alle tre de notte che nun c&#8217;ho manco le chiave? Così me arrestano e poi ce parli tu con il giudice?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ce potrei anche parla&#8217; me sa che gli ho insegnato nel 1976&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">E te pareva! Comunque Marce&#8217; stamme a sentì, ora no! Domani facciamo la cerimonia per salutarti&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Aho nun famo scherzi eh&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">La cerimonia Laica, Marce&#8217;&#8230; Laica. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ecco bravi, bisogna specificarlo che qui non se sa mai&#8230; anzi già che ce siete chiedetegli un po&#8217; che cazzo de fine hanno fatto le promesse sulla sala del Commiato e il forno crematorio che nun se sa&#8217; do cazzo me dovrete porta&#8217; dopo la cerimonia. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Lascia perde Marce&#8217;, che domani te volemo saluta&#8217; in pace. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Vabbè ma segnatele ste cose, non tornassi a dormì!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">No no tranquillo, mo me lo segno. Insomma a meta&#8217; settimana vengo la&#8217; e vedemo de cominciare a raccapezzacce qualcosa su tutto il materiale che ci hai lasciato, va bene?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Va bene le&#8217; allora ce conto.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Sì certo&#8230; ma Marcello&#8230; senti una cosa&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Dimme le&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ma due o tre numeri del lotto? Aiuterebbero! </span></li>
<li>…<span style="font-size: medium;">.Io te li darebbe sbajati guarda!</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Dai non te arrabbia&#8217; Marce&#8217;, se scherza&#8230; che sto giro ci hai già fatto piangere un bel po&#8217;.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Eh, ma mica è colpa mia se voi state a dormì mentre passa il tempo. Anzi vedi come passa veloce&#8230; Daje va&#8217; te saluto che me ne devo andare.</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Però poi torni a trovarmi, vero?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">A Chiome&#8217; che me te rincojonisci pure tu? Lo sai già do me devi cerca&#8217;, e non parlo dei libri. </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Vabbè, però&#8230;</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Però? </span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Ce l&#8217;ascoltiamo ancora una volta insieme?</span></li>
<li><span style="font-size: medium;">Vabbè, daje!</span></li>
</ul>
<p><a href="https://youtu.be/k84G4ODpBsE?si=IQpT50x7E_S-cjav&amp;t=11"><em>Addio, Lugano bella,/ o dolce terra pia,/ scacciati senza colpa/ gli anarchici van via/ e partono cantando/ colla speranza in cor.</em></a></p>
<p>____________________________________________</p>
<p>Sono venuta da te per superare un esame di storia generale e invece ho imparato a superare pregiudizi e paure. Mi hai insegnato ad amare la Storia e mi ha insegnato ad amare la vita. Porterò sempre nel cuore la tua “libreria sull’infinito” e quel tuo modo tenace e delicato di spingermi ad uscire dal mio piccolo mondo.</p>
<p>Grazie Marcello</p>
<p><strong>Serena Ponteggia</strong></p>
<p>___________________________________________</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ultimo-saluto-a-marcello-ricci/">Ultimo saluto a Marcello Ricci</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L’ancor più dura pioggia che sta per cadere.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/lancor-piu-dura-pioggia-che-sta-per-cadere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2025 18:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dove sei stato mio allievo dai baffi lunghi? Dimmi dove sei stato, mio caro cercatore? Mi sono arrampicato sulle dodici montagne del pensiero. Ho percorso strisciando le facili autostrade dell’ignoranza. Mi sono perso navigando nei sette mari della paura. Mi sono quindi trovato in un oceano di pregiudizi. Ho percorso diecimila miglia per parlare alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-33471" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-838x1024.jpg" alt="" width="838" height="1024" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-838x1024.jpg 838w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-246x300.jpg 246w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-768x938.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-1257x1536.jpg 1257w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci-131x160.jpg 131w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2025/02/camic-ricci.jpg 1676w" sizes="auto, (max-width: 838px) 100vw, 838px" /></a></p>
<p>Dove sei stato mio allievo dai baffi lunghi?<br />
Dimmi dove sei stato, mio caro cercatore?</p>
<p>Mi sono arrampicato sulle dodici montagne del pensiero.<br />
Ho percorso strisciando le facili autostrade dell’ignoranza.<br />
Mi sono perso navigando nei sette mari della paura.<br />
Mi sono quindi trovato in un oceano di pregiudizi.<br />
Ho percorso diecimila miglia per parlare alla gente che non prestava orecchio.<br />
Ho quindi trovato chi era in silenzio e mi sono fermato ad ascoltare.<br />
Allora ho visto che il sangue del mondo era tutto dello stesso colore.<br />
E’ stata dura. Molto dura. E ancora sapevo di non sapere.</p>
<p>E cosa hai visto mio allievo dai baffi lunghi?<br />
Dimmi cosa hai visto, mio caro cercatore?</p>
<p>Ho visto Jan bruciare due volte nella stessa città.<br />
Ho visto compagni con tre piedi volare dalla finestra.<br />
Ho visto far esplodere Sergio ottantacinque volte per mantenere la pace.<br />
Ho visto stanze piene di uomini vestiti in nero brindare a champagne.<br />
Ho visto conclavi di preti vestiti di bianco grondanti sangue.<br />
Ho visto che c’è ancora chi crede al bianco e al nero.<br />
Ho visto che il colore che fa più paura è il rosso del conto in banca.<br />
È stata dura. È stata molto dura, oh uomo più saggio. E peggiorerà.</p>
<p>E cosa hai sentito mio allievo dai baffi lunghi?<br />
Dimmi cosa hai sentito, mio caro cercatore?</p>
<p>Ho sentito ancora risuonare l’eco di una folle esplosione in Giappone.<br />
Ho sentito che ce ne sono altri centomila di folli ordigni pronti ad esplodere.<br />
Ho sentito il nostro pianeta tremare per la paura.<br />
Ho sentito la televisione dire che va tutto bene.<br />
Ho sentito dire che va tutto bene a quelli che guardano la televisione.<br />
Ho sentito tanti parlare in nome di un dio.<br />
Ho sentito il silenzio di qualunque dio.<br />
È stata dura. Ed è ancora più dura restare non violenti.</p>
<p>E chi hai incontrato mio allievo dai baffi lunghi?<br />
Dimmi chi hai incontrato, mio caro cercatore?</p>
<p>Ho incontrato donne che volevano l’amore.<br />
Ho incontrato uomini che volevano darmi un po’ di potere.<br />
Ho incontrato animali che ci amano senza capirci.<br />
Ho incontrato dei preti e ancora devo capire a cosa servano.<br />
Ho incontrato mostrine su divise contenenti letame.<br />
Ho incontrato studenti che mi hanno insegnato ad insegnare.<br />
Ho incontrato l’amore per la sapienza e non l’ho più lasciato.<br />
È stata dura. E nessuno è pronto per ciò che verrà.</p>
<p>E cosa farai ora mio allievo dai baffi lunghi?<br />
Dimmi cosa farai ora, mio caro cercatore?</p>
<p>Parlerò di nuovo a chi si ostina a non sentire.<br />
Avviserò tutti che le regole non sono mai esistite.<br />
Schiaffeggerò ancora l’ignoranza, giorno e notte, senza tregua.<br />
Darò quello che ho, come del resto ho detto sempre tutto ciò che so.<br />
Piangerò per gioia e dolore, perché nessuna emozione mi è mai stata estranea.<br />
Vivrò in migliaia di paesi, insieme a tutti quelli che mi hanno ascoltato e mi ascolteranno.<br />
E infine ti dirò Socrate, che di cicute ne esistono tante ma di antidoti nessuno.<br />
È stata dura e peggiorerà prima di migliorare; si chiama vivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il disegno è di <a href="https://www.facebook.com/andrea.camic">Andrea Camic </a>il resto un mio personale omaggio a Marcello Ricci (socio fondatore di Civiltà Laica) per i suoi 80 anni raccolto nel libro curato da Francesco Pullia per l&#8217;occasione.<br />
Anima anarchica, laica e inafferrabile della konka ternana, non ho avuto la fortuna di averlo come professore a scuola ma ho il privilegio di averlo come amico. </em></p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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		<title>Giacinto Pannella detto Marco e il Partito Radicale. Intervista a Marcello Ricci.</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/giacinto-pannella-detto-marco-e-il-partito-radicale-intervista-a-marcello-ricci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2016 21:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della morte di Marco Pannella io e Marcello Ricci abbiamo dedicato un&#8217;ora della trasmissione settimanale “la befana non esiste” in onda tutti i venerdì su Radio Galileo dalle 17,30 alle 19,20 al ricordo della sua azione politica e di quella del Partito Radicale. Sia sul nazionale che sul locale. Questa la trascrizione abbastanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/giacinto-pannella-detto-marco-e-il-partito-radicale-intervista-a-marcello-ricci/">Giacinto Pannella detto Marco e il Partito Radicale. Intervista a Marcello Ricci.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/giacinto-pannella-detto-marco-e-il-partito-radicale-intervista-a-marcello-ricci.html/ricci-e-pannella" rel="attachment wp-att-13634"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13634" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/ricci-e-pannella.jpg" alt="ricci e pannella" width="631" height="447" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/ricci-e-pannella.jpg 631w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/ricci-e-pannella-300x213.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/05/ricci-e-pannella-226x160.jpg 226w" sizes="auto, (max-width: 631px) 100vw, 631px" /></a></p>
<p>In occasione della morte di Marco Pannella io e Marcello Ricci abbiamo dedicato un&#8217;ora della trasmissione settimanale “la befana non esiste” in onda tutti i venerdì su Radio Galileo dalle 17,30 alle 19,20 al ricordo della sua azione politica e di quella del Partito Radicale. Sia sul nazionale che sul locale. Questa la trascrizione abbastanza fedele di quello che ne è uscito fuori.</p>
<p><i>Lo conoscevi di persona Marco Pannella?</i></p>
<p>Si lo conoscevo anche se non ero intimo, mi dispiace molto non essere a Roma per il suo addio ma sono in contatto con un mio amico che mi tiene aggiornato costantemente sullo svolgimento del funerale fatto laicamente in quella piazza che è il simbolo di tante battaglie e tante vittorie radicali, prima di tutte quella sul divorzio.</p>
<p><i>Ecco forse nasce proprio lì l&#8217;aura di santone laico intorno a Marco Pannella, da quella vittoria. Leader storico di un partito che pur non avendo i numeri della Dc o del Pci ma neanche del Psi ha cambiato l&#8217;Italia molto più dei grandi partiti.</i></p>
<p>Certo perché i grandi partiti tendono ad essere conservatori, il Pci infatti non voleva fare la battaglia sul divorzio, un po&#8217; per la paura di perdere un po&#8217; per non rompere con i cattolici. Ci è stato trascinato.</p>
<p>Io sono stato sempre diffidente nei confronti dei partiti poi nel &#8217;74 ho conosciuto i radicali proprio con la battaglia sul divorzio. Ero diffidente nei confronti dei partiti, non ero qualunquista ma di indole anarchica. Quando ho iniziato a insegnare filosofia al liceo tutti davano per scontato che fossi marxista, perché allora se eri un filosofo o eri marxista o eri cattolico, e io l&#8217;aspetto del cattolico non l&#8217;ho mai avuto. Ma io venivo dall&#8217;ideologia anarchica, quella che deriva da Socrate fino alla tradizione odierna. Anarchismo non violento ovviamente.</p>
<p>Poi sono stato incuriosito dalla loro posizione pro-referendaria e io sono sempre stato per la democrazia diretta. Allora sono andato nella loro sede, che tutto era tranne che una sede di partito ma un crogiolo di esperienze diverse, dall&#8217;omosessualità all&#8217;obiezione di coscienza. Ho capito che le loro radici storiche erano le stesse che avevo io, ovvero quelle che affondano nella resistenza fatta dal Partito D&#8217;Azione.</p>
<p>Nel frattempo avevo anche smesso di frequentare i circoli anarchici romani che sapevano solo parlarsi addosso, io volevo fare qualcosa di concreto politicamente parlando. Un movimento più incisivo nella realtà degli anni &#8217;70. E li ho conosciuto un po&#8217; tutta la dirigenza radicale: Pannella, la Bonino e Rutelli che venne un po&#8217; più tardi. Insomma le idee erano quelle, libertarismo, non violenza e diritti umani. E anticlericalismo ovviamente. sono sempre stato anticlericale, per me le religioni hanno fatto molto più danni che altro all&#8217;umanità.</p>
<p><i>E nella nostra città?</i></p>
<p>Le esperienze nella nostra città si chiamavano il “Cinema Primavera” e poi ovviamente “Radio Evelyn”, non erano esperienze del partito radicale ma di tanti giovani libertari con diversi orientamenti.</p>
<p>Le prime campagne referendarie le ho fatte tutte da solo, perché gli altri radicali ancora andavano all&#8217;Università, ma poi non è che abbiamo mai raggiunto numeri da capogiro, siamo sempre stati quattro gatti iscritti al partito.</p>
<p><i>Ma a Radio Evelyn eravate di più.</i></p>
<p>Si era una realtà diversa e più composta. È stata anche la radio del terremoto quando la gente chiamava per chiedere aiuto e dire dove stavano i danni maggiori. Un caso che finì anche sul Corriere della Sera. Ma anche quella ha avuto una fine solitaria, ho dovuto chiudere la porta dopo l&#8217;ultimo notiziario. Del resto dopo la scomparsa di Sergio Secci morto nella strage di Bologna è stato come lo spegnersi di una luce, un segnale che un epoca era finita. Chiusa la radio, anche io ho abbandonato la politica attiva e mi sono messo a lavorare per il Progetto Mandela.</p>
<p><i>Torniamo a Marco Pannella e al Partito Radicale. Successi clamorosi quelli dei referendum sul divorzio e sull&#8217;aborto. Percentuali di italiani favorevoli intorno al 60 percento. Poi tante altre battaglie, l&#8217;obiezione di coscienza&#8230; l&#8217;antiproibizionismo e il diritto all&#8217;eutanasia che durano ancora oggi. Però se vediamo la storia elettorale del Partito Radicale poi questo non si è mai spostato dalla percentuale compresa fra il 2 e il 4 percento. Come ti spieghi questo fatto?</i></p>
<p>Si&#8230; ma ci sono state anche le Elezioni Europee del &#8217;99 in cui abbiamo raggiunto l&#8217;8 percento&#8230;</p>
<p><i>Vero&#8230; ma di quelle poi ne parliamo perché avevo una domanda proprio su quelle. Tabelle alla mano se si eccettua quell&#8217;elezione siamo sempre a quelle cifre. Poco sotto il 2 poco più del 4&#8230;</i></p>
<p>Beh indubbiamente la vocazione del partito è minoritaria. Com&#8217;è stato per Giustizia e Libertà. Poi quando c&#8217;è stata la campagna “Bonino for president” abbiamo triplicato i voti&#8230; e per fare quella campagna il Partito si è venduto la frequenza di Radio Radicale 2 e Agorà!</p>
<p><i>Hai anticipato la domanda&#8230; infatti volevo chiederti che ne pensavi della storia, che a questo punto capisco essere una leggenda urbana, del fatto che Berlusconi vi aveva concesso lo spazio su Mediaset per ripagare il debito che aveva nei confronti di Pannella per l&#8217;appoggio del &#8217;94. </i></p>
<p>L&#8217;appoggio rimase per tre mesi poi Pannella se ne andò quando capì che Berlusconi non era affatto un liberale. Che debito poteva aver mai contratto Berlusconi per tre mesi di appoggio? Però qualcosa di buono venne anche da quell&#8217;esperienza, perché fece in tempo a far nominare la Bonino ministro europeo e da li iniziò la carriera di Emma.</p>
<p><i>Veniamo a qualche critica che si fa comunemente al Partito Radicale. La prima che mi viene in mente è che ha tradito la non violenza del partito quando ha appoggiato i bombardamenti in Kosovo.</i></p>
<p>Qui bisogna che chiariamo una cosa, la tradizione Radicale è non violenta, non pacifista tout court. Questo vuol dire che in caso di necessità occorre comunque reagire. Ed in quel caso il Partito Radicale fu favorevole perché sapevamo<i> </i>già che c&#8217;erano delle fosse comuni derivanti dalla pulizia etnica fatta da Serbi. Oggi sappiamo tutti che cosa è successo a Srebrenica. È stato un appoggio ad una richiesta di difesa.</p>
<p><i>Altre grosse polemiche, e parlo di polemiche fra militanti del partito radicale, fu in occasione della candidatura di Ilona Staller, in arte Cicciolina, al parlamento. So che molti compagni radicali addirittura lasciarono il partito.</i></p>
<p>Ma si molte polemiche&#8230; ma in realtà era solo una provocazione. Nessuno pensava che Cicciolina prendesse tanti voti. E invece li ha presi! E diventammo famosi in tutto il mondo per aver portato una pornostar in parlamento. E i voti li aveva presi lei, non il Partito Radicale.</p>
<p>Ma era solo una provocazione sul sesso, del resto la sede del partito già ospitava la sede del FUORI, ovvero il Fronte Unitario degli Omosessuali Rivoluzionari Italiani. Chi non l&#8217;ha capita non ha capito lo spirito del Partito Radicale. <i> </i></p>
<p><i>Un ultima cosa, la presenza di tanti fuoriusciti dal Partito Radicale che magari hanno cambiato anche idea su tante questioni etiche come la Roccella, Rutelli o Capezzone non può essere sintomo che la presenza di Pannella sia stata troppo ingombrante in questo partito?</i></p>
<p>La presenza di un leader come Marco Pannella non può non essere ingombrante. Però bisogna tener presente che abbiamo avuto anche tanti segretari giovani! Rutelli e Negri avevano venti anni quando sono stati fatti segretario del partito. Poi se ne sono andati. Ma Pannella la classe dei giovani l&#8217;aveva tirata su. Poi ci sono i convertiti, come la Roccella o Quagliarello che come tutti i convertiti diventano i peggiori integralisti che esistono. Rutelli invece ha fatto un percorso più soft, infatti con lui ci si può ancora parlare. Poi ci sono i radicali che sono usciti ma continuano a portare avanti le stesse battaglie come Della Vedova.</p>
<p>Insomma noi radicali non abbiamo mai vincolato nessuno per la vita, se cambi idea scegli il tuo percorso. Del resto bisogna anche ricordare che la coerenza non sta nel pensarla sempre allo stesso modo ma di agire sempre secondo le proprie idee.</p>
<p><b>Alessandro Chiometti</b></p>
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		<title>Discussione sulla Filosofia  &#8211; La Scuola di Atene</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/discussione-sulla-filosofia-la-scuola-di-atene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jul 2012 16:38:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa: La discussione nasce dalla mia curiosità di approfondire alcune tematiche filosofiche dopo un avvicinamento superficiale alla Filosofia. Per far questo mi sono rivolto all&#8217;insegnante (e non professore come ci tiene a sottolineare) Marcello Ricci. Le mie saranno domande non da addetto ai lavori, ma da semplice curioso, dove per curiosità si intende quella intellettuale. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/discussione-sulla-filosofia-la-scuola-di-atene/">Discussione sulla Filosofia  &#8211; La Scuola di Atene</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/Il-Pensatore.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10727" title="Il-Pensatore" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/Il-Pensatore-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/Il-Pensatore-219x300.jpg 219w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/07/Il-Pensatore.jpg 439w" sizes="auto, (max-width: 219px) 100vw, 219px" /></a>Premessa</strong>: La discussione nasce dalla mia curiosità di approfondire alcune tematiche filosofiche dopo un avvicinamento superficiale alla Filosofia. Per far questo mi sono rivolto all&#8217;insegnante (e non professore come ci tiene a sottolineare) Marcello Ricci.</p>
<p>Le mie saranno domande non da addetto ai lavori, ma da semplice curioso, dove per curiosità si intende quella intellettuale.</p>
<p>L&#8217;intenzione è quindi quella di fare divulgazione attraverso la pubblicazione di una discussione nella quale uno dei due (io) interroga l&#8217;altro sulle tematiche di cui è competente. In pratica è la pubblicazione di una serie di “lezioni” private che però non sono guidate dall&#8217;insegnante ma dall&#8217;allievo.</p>
<p><span id="more-10726"></span> </p>
<p><strong>Filosofia dunque significa “amore per la sapienza”, eppure il motto di uno dei padri di essa, Socrate, era “so di non sapere”. Non è una contraddizione?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Amore del sapere e della conoscenza vuol dire desiderio di ricercare per capire tanto che Socrate afferma nell&#8217;<em>Apologia </em>che “una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta”. Socrate ha ricercato per tutta la vita e ha capito che la caratteristica della condizione umana è quella di non conoscere razionalmente quei concetti universali che ricercava come ad es. la giustizia, la bellezza, la santità, l&#8217;amicizia ecc. allora dunque l&#8217;unica conclusione è il “so di non sapere”, che non è solo un fatto negativo, una non conoscenza, ma è esso stesso una forma di conoscenza, l&#8217;unica forma di conoscenza possibile data dalla acquisita coscienza della propria e della altrui ignoranza. Dunque non c&#8217;è contraddizione. Però chiediamoci: “si può ricavare qualcosa di positivo da questa forma di conoscenza all&#8217;apparenza così negativa?” Dobbiamo rispondere di sì, infatti se non conosciamo quei valori assoluti che abbiamo ricercato vuol dire che la società che dovremo costruire deve bandire ogni forma di assolutismo morale, religioso e politico, deve essere cioè pluralista e democratica e deve rifiutare ogni forma di fondamentalismo e di integralismo religioso e politico. Ecco perché il “so di non sapere” è il fondamento di ogni forma di libertà e Socrate è il padre della laicità occidentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Socrate interrogava i presunti sapienti dell&#8217;Antica Grecia, dimostrando che in realtà essi non conoscevano l&#8217;essenza delle cose, ad esempio quando gli chiedeva “cos&#8217;è una sedia?”, loro rispondevano che serviva per sedersi e lui gli faceva capire che gli avevano descritto l&#8217;uso ma non avevano risposto alla domanda “cos&#8217;è una sedia?”. Però è davvero così importante conoscere l&#8217;essenza vera della sedia quando sappiamo che serve per sedersi?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Socrate non ricercava l&#8217;essenza delle cose, questo è Platone che le essenze le aveva poste nel mondo delle idee, essendo appunto le idee le essenze delle cose. Socrate ricercava i concetti morali universali ossia quei concetti come la giustizia, la santità, l&#8217;amicizia, la bellezza ecc. la cui conoscenza condiziona il nostro comportamento pratico. Facciamo l&#8217;esempio del dialogo<em> Eutifrone, </em>nel quale Socrate interroga il sacerdote Eutifrone che aveva incontrato in piazza mentre tutto di fretta andava a denunciare il padre che aveva commesso un&#8217;azione empia cioè un omicidio, avendo fatto morire uno schiavo. Allora Socrate prende l&#8217;occasione per chiedere al sacerdote di dire a tutti che cosa è la santità, doveva infatti conoscerla visto che giudicava empia, cioè non santa, l&#8217;azione del padre. Il dialogo si conclude riconoscendo che il sacerdote non sapeva affatto che cosa era la santità, ma che non lo sapeva neppure Socrate, la differenza stava però nel fatto che mentre Eutifrone era convinto di sapere Socrate invece era cosciente di non sapere. Nel corso delle sue confutazioni (si chiama confutazione la dimostrazione che le definizioni dei concetti suddetti sono tutte logicamente sbagliate) Socrate usa esempi tratti dalla vita di tutti i giorni per farsi capire e per far capire quanto la filosofia fosse alla portata di tutti, però non è mai stato interessato all&#8217;essenza delle cose, ma solo ai concetti morali.</p>
<p> <strong>Socrate in realtà non ha lasciato scritto niente di autografo. Come possiamo realmente conoscere quanto Platone c&#8217;è in ciò che ci è arrivato di Socrate e quanto è originale?</strong></p>
<p> Questa è la famosa questione socratica che affatica da più di due millenni gli studiosi di filosofia. Socrate, come Gesù, non ha scritto nulla. Perché?<strong> </strong>Perché concepiva la filosofia come dialogo vivo con un&#8217;altra persona, cioè concepiva la filosofia non come ricerca solitaria, ma come ricerca che richiede la presenza dell&#8217;altro, che deve fornire le definizioni dei concetti ricercati e deve concedere durante il processo argomentativo altre affermazioni che Socrate usa all&#8217;interno del ragionamento logico. Facciamo un esempio: sempre nel suddetto dialogo Socrate chiede al sacerdote Eutifrone che cosa è la santità e questi risponde che essa consiste in <em>ciò che è caro agli dei.</em> Socrate vuol verificare la giustezza o meno di questa definizione e chiede al sacerdote se gli Dei sono sempre d&#8217;accordo tra di loro, al che Eutifrone risponde che non sempre sono d&#8217;accordo anzi che spesso sono in contrasto tra di loro. Socrate ha subito buon gioco a concludere che allora la definizione è sbagliata perché se gli dei contrastano tra di loro per alcuni sarà cara una cosa per altri la cosa opposta e quindi non hanno un concetto unico di santità. Da questo esempio si capisce perché Socrate ha bisogno del dialogo e perché la filosofia consiste nel dialogo stesso.</p>
<p>Quanto al problema di conoscere ciò che ha veramente detto il Socrate storico possiamo usufruire di molte fonti, ma la più importante è quella del suo allievo Platone che ci ha lasciato testimonianza nella <em>Apologia</em> e nei<em> Dialoghi giovanili. </em>La prima è un resoconto del processo<em> </em>che lo Stato ateniese mise in piedi contro Socrate, accusandolo di non credere agli dei e di corrompere la gioventù, i secondi sono costituiti, molto probabilmente, dai dialoghi che Socrate faceva continuamente nella piazza nei quali ricercava i concetti etici e che si concludevano tutti con una professione di ignoranza: <em>so di non sapere</em>. Però Platone ha complicato le cose, ha fatto di Socrate il protagonista anche nei dialoghi della sua maturità filosofica, quando aveva già sviluppato una filosofia molto diversa da quella del maestro, visto che affermava di conoscere ciò che Socrate invece dichiarava di non sapere, e gli ha messo in bocca le sue idee: ad es. che l&#8217;anima è immortale, che esiste un mondo nell&#8217;al di là (mondo delle idee), che l&#8217;anima si reincarna (metempsicosi). In tal modo alcuni studiosi hanno considerato di Socrate quello che invece è, a mio avviso, di Platone. Il ragionamento per poter distinguere è semplice: nella <em>Apologia</em> Socrate si professa chiaramente agnostico circa gli dei e circa la immortalità dell&#8217;anima infatti afferma che non sa cosa c&#8217;è dopo la morte e nei dialoghi giovanili dimostra come il vero sapere è il <em>so di non sapere,</em> invece nel dialogo della maturità che è il<em> Fedone </em>Platone mette in bocca a Socrate le prove dell&#8217;immortalità dell&#8217;anima e in altri dialoghi anche la teoria dell&#8217;esistenza di un mondo delle idee trascendente. É dunque molto probabile che il Socrate storico si ritrovi nelle opere giovanili di Platone, quando quest&#8217;ultimo non aveva maturato un suo pensiero autonomo e dunque riportava più fedelmente che in quelle della maturità il pensiero del maestro. Ho molto semplificato, la questione socratica è molto più complessa e probabilmente irrisolvibile.</p>
<p> <strong>Platone, allievo di Socrate, sviluppa a tal punto la ricerca dell&#8217;essenza del suo maestro da arrivare a ipotizzare che noi non possiamo conoscere la realtà delle cose ma solo la loro “ombra” (il famoso esempio delle ombre proiettate sul muro della caverna dove tutti abitiamo). Arriva così a definire il mondo perfetto delle idee, a cui solo l&#8217;anima dell&#8217;uomo può accedere prima di venire al mondo.</strong></p>
<p><strong>Tutto ciò è molto poetico, ma in realtà questo non rappresenta una resa, una sconfitta? L&#8217;uomo deve ammettere di non poter venire a conoscenza della vera natura delle cose, sinceramente mi sembra molto triste?</strong></p>
<p> Da quanto già detto è chiara la differenza tra la filosofia di Socrate e quella di Platone. Questa differenza si vede chiaramente analizzando il mito della caverna contenuto nell&#8217;opera di Platone <em>La Repubblica </em>che in verità non è proprio un mito irrazionale ma solo un&#8217;allegoria cioè un travestimento simbolico di concetti filosofici. Platone vuol dimostrare come, partendo dalla conoscenza del mondo reale, si possa giungere alla conoscenza delle idee che sono le essenze delle cose ma che stanno in un mondo trascendente, appunto il mondo delle idee, un mondo spirituale e immateriale. Questa conoscenza si raggiunge attraverso una serie di gradi che vengono narrati per mezzo di un racconto fantastico e mitico: alcuni uomini sono prigionieri all&#8217;interno di una caverna con il viso rivolto verso il fondo, c&#8217;è un fuoco all&#8217;imboccatura della caverna davanti al quale vengono fatte passare delle statue che proiettano la loro ombra sul fondo, gli uomini sempre stati in quella condizione credono che che le ombre siano la vera realtà, la caverna simboleggia la condizione umana di ignoranza della verità. Successivamente con grande sforzo alcuni prigionieri riescono a voltarsi e a capire che non le ombre sono la vera realtà ma le statue. Tradotti in termini filosofici questi rappresentano i primi due gradi della conoscenza ed esattamente della conoscenza sensibile, la quale per Platone è conoscenza imperfetta che può arrivare solo ad avere opinioni, perché del nostro mondo sensibile che è in continuo mutamento non si possono avere conoscenze scientifiche stabili ma solo opinioni mutevoli. Poi il mito prosegue ad illustrare gli altri due gradi della conoscenza quella vera, scientifica che si può avere solo del mondo delle idee che è fisso e stabile: i prigionieri, sempre faticosamente perché il processo conoscitivo dalla ignoranza alla conoscenza non è semplice per chi lo intraprende, escono fuori della caverna e si accorgono che la verità non sono le statue ma le cose reali che vedono riflesse nell&#8217;acqua e infine riescono a capire che la verità non sono le cose rilesse ma le cose reali fuori dall&#8217;acqua. Questi due ultimi gradi tradotti in termini filosofici rappresentano rispettivamente la conoscenza matematica e quella filosofica, conoscenza dunque scientifica che ci può essere solo del mondo stabile e immutevole delle idee e che può acquisire solo il filosofo. Solo quest&#8217;ultimo è capace di conoscere quei concetti etici che Socrate non aveva trovato e in particolar modo il concetto di giustizia, si comprende allora perché per Platone lo Stato deve essere governato dai filosofi. Per rispondere dunque alla domanda non si può dire che si conoscono solo le ombre, per Platone si conoscono le idee che sono le essenze delle cose, anche se la conoscenza è riservata a pochi.</p>
<p> <strong>Aristotele (allievo di Platone) in un certo senso chiude il cerchio dei suoi predecessori. Rivaluta l&#8217;apparenza delle cose perché questo apparire comunque è funzione del loro essere (della loro essenza). C&#8217;è chi dice che ancora oggi i filosofi si dividono in due grandi famiglie: quelli che ritengono che l&#8217;apparenza delle cose non conti nulla e quelli che ritengono che l&#8217;apparenza è importante in quanto funzione dell&#8217;essenza delle cose. Io, lo ammetto, non ho le idee ben chiare su quale posizione sposare, e tu?</strong></p>
<p> Aristotele, allievo di Platone produce una filosofia completamente diversa da quella del maestro, quanto Platone aveva svalutato il mondo sensibile, quello cioè che ci è reso accessibile con i nostri sensi, tanto Aristotele lo rivaluta eliminando il mondo delle idee. E se le idee erano le essenze delle cose, che fine fanno le essenze? Aristotele molto semplicemente ci dice che le essenze delle cose non possono stare fuori, nel mondo delle idee, ma devono stare all&#8217;interno delle cose stesse e possono essere conosciute attraverso processi logici che partono tutti dall&#8217;esperienza sensibile cioè da ciò che ci appare, per arrivare a formare i concetti che corrispondono alle essenze delle cose . Aristotele non ammette l&#8217;esistenza di idee innate cioè di idee che abbiamo già dalla nascita ma per lui quando nasciamo la nostra mente è vuota e tutto il sapere deriverà dall&#8217;esperienza. Facciamo un esempio:i nostri sensi in questo caso gli occhi, vedono cento gatti attraverso un processo logico che si chiama induzione astraggo gli elementi comuni a tutti i gatti che ho visto e mi formo il concetto di gatto che esprime l&#8217;essenza del gatto, che sta dentro ciascun gatto e non nel mondo delle idee. Nel corso della storia della filosofia questa convinzione di Aristotele e di molti altri filosofi è stata criticata da coloro che vedono invece i concetti non come espressione di essenze che non esistono ma come semplici convenzioni utili alla vita pratica.</p>
<p>Rispetto a Platone in Aristotele risulta rivalutata pienamente la nostra realtà anche se Aristotele non è un materialista in quanto ammette l&#8217;esistenza di un Dio puro spirito che dà il movimento all&#8217;universo. Credo che tu per apparenza intenda ciò che i nostri sensi percepiscono della realtà. Durante tutta la storia della filosofia si sono susseguite svalutazioni e rivalutazioni della nostra realtà, spiritualisti e materialisti, semplifico molto, si sono affrontati per secoli, ma anche filosofi non materialisti hanno spesso considerato non pienamente vera la nostra realtà rispetto ad un&#8217;altra realtà invisibile, che per alcuni è conoscibile per via mistica per altri resta inconoscibile. La mia scelta? Io sono un razionalista critico, cioè uno che crede con Kant che la ragione alla fine debba essere la misura della verità e che la ragione è limitata e fallibile per cui ha ragione Socrate quando dichiara che possiamo solo di sapere di non sapere, così possiamo evitare assolutismi, intolleranze, razzismi. Sono un agnostico non solo nel senso che con la ragione non possiamo arrivare a nessuna conclusione circa l&#8217;esistenza di un Dio, ma anche nel senso che il problema è assolutamente irrilevante perché anche se esistesse non avremmo spiegato niente, sorgerebbe infatti per chi non vuol rinunciare alla filosofia l&#8217;altra domanda: “Perché questo Dio?” Sono comunque convinto che la nostra ragione è capace di fondare valori universali come i diritti umani, che sono il dono più bello che la filosofia ha fatto agli esseri umani.</p>
<p> <strong>Alessandro Chiometti</strong> (domande) e <strong>Marcello Ricci</strong> (risposte)</p>
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		<title>Miracolo di Natale</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/miracolo-di-natale/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 14:30:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Nuntio vobis gaudium magnum: ieri notte mi &egrave; capitato un fatto sconvolgente che voglio partecipare a tutti i compagni di Civilt&agrave; laica e soprattutto a quel miscredente del Magnani, che non crede ai miracoli, perch&egrave; possa fare una nuova edizione del suo libro, analizzando anche quello che mi accingo a raccontare.Dopo aver visto l&#8217;intervista nella trasmissione Le invasioni Barbariche con santa Mara Carfagna vergine e dopo aver&nbsp; visto e sentito il Papa affermare che lui vuole bene a Galileo e anche ai gay,se per&ograve; non esercitano, mi sono accinto ad andare a dormire. Mi sono iginocchiato come solito ai piedi del letto per recitare le preghierine,che mia madre mi ha insegnato da piccolo: &quot; Ave Maria piena di grazia,il Signore ettego&#8230;( a proposito non ho mai capito che significa ettego,mah.. sar&agrave; una delle tante qualit&agrave; del Signore), alla fine delle quali ho pregato intensamente affinch&egrave; potessi ritrovare la raccolta delle vignette anticlericali scomparsa improvvisamente secondo me ad opera del mio angelo custode,che temeva per la mia salvezza eterna.Poi piuttosto scettico sull&#8217;attenzione di Nostro Signore che in questo momento ha tante gatte da pelare con quello che combinano i suoi rappresentanti in Vaticano,mi sono addormentato,sperando nei soliti sogni erotici che allietano la vita degli anziani operanti piu poco.Invece miracolo nel miracolo mi &egrave; apparso Padre Pio,che nel sogno mi rimproverava di non essere ancora stato a vedere la sua reliquia.Io,dopo aver fatto la promessa di andare,chiedevo la sua intercessione per ritrovare la mostra delle vignette antclericali plastificate.Lui,dopo aver giunto le mani e guardato il cielo,mi diceva:&quot;Guarda dietro&#8230;&quot; ma in quel momento mi sono svegliato perch&egrave; la solita prostata segnalava una urgente pip&igrave;.Potete immaginare gli improperi che ho smoccolato.Quando stavo proprio per sapere dove diavolo, anzi dove angelo stavano queste benedette vignette il sogno era svanito. Ho pensato che se mi riaddormentavo subito il sogno poteva continuare e in effetti cos&igrave; accadde, Padre pio ricomparve ma alla mia implorazione che mi dicesse dietro dove si trovavano lui rispose che doveva scappare perch&egrave; era impegnato in un altro sogno. Al mattino mi svegliai con la convinzione che dovevo guardare dietro e guardai dietro dappertutto ma non trovai niente.Rassegnato e suggestionato dal sogno presi in mano il libro su padre Pio che stavo leggendo e mentre lo sfogliavo mi sfugg&igrave; di mano,cadendo dietro un mobile.Mi sporsi per riprenderlo e miracolo dei miracoli mi sono apparse in tutto il loro splendore le vignetteanticlericaliSconvolto sono andato a consultare mons.Paglia ,il quale mi ha detto di non preoccuparmi per Padre Pio perch&egrave; lui era stato sempre un po&#8217; anticlericale ma di preoccuparmi per me perch&eacute; questo era un segnale affinch&egrave; mi convertissi.Colpito da questa affermazione sono caduto in ginocchio mi sono confessato e ,visto che mi ero sbattezzato,mi ha battezzato di nuovo.Oggi mi chiamo Marcello Cristiano Ricci. Cari amici di Civilt&agrave;&nbsp; laica spero che al pi&ugrave; presto il Signore tocchi anche i vostri cuori cos&igrave; potremo tutti ritrovarci in Civilt&agrave; cattolica, anche quel miscredente del Magnani.</p>
<p align="right"><strong>Marcello Ricci</strong></p>
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		<title>L&#8217;aborto negli anni &#8217;70 a Terni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/laborto-negli-anni-70-a-terni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 17:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sulla scia delle vittorie sul divorzio (1974) e sul nuovo diritto di famiglia (1975) inizia la lotta per una nuova conquista: la libert&#224; per la donna di interrompere una gravidanza non desiderata. Il problema era stato sollevato da tutto il movimento femminista italiano soprattutto nell&#8217;anno cruciale del movimento, il &#8217;77. Il partito radicale era allora [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scia delle vittorie sul divorzio (1974) e sul nuovo diritto di famiglia (1975) inizia la lotta per una nuova conquista: la libert&agrave; per la donna di interrompere una gravidanza non desiderata. Il problema era stato sollevato da tutto il movimento femminista italiano soprattutto nell&#8217;anno cruciale del movimento, il &#8217;77. Il partito radicale era allora il pi&ugrave; convinto assertore delle istanze abortiste attraverso l&#8217;MLD, il Movimento di Liberazione della Donna, che vedeva Adele Faccio ed Emma Bonino in prima linea. A Terni questa tematica viene sollevata dai radicali ternani, tra cui il sottoscritto, che aveva aperto nel 1976 una sede del partito in via XI Febbraio. Anche nella nostra citt&agrave; la situazione era tragica, molte ragazze giovanissime ma anche madri di famiglia con figli si rivolgevano a me disperate. Cercavano una soluzione diversa dall&#8217;aborto fatto dalla mammana,( la vecchia praticona che faceva aborti con mezzi primitivi, quali il ferro da calza per bucare l&#8217;utero), perch&eacute; sapevano di rischiare la vita per un&#8217;emorraggia pericolosa e che sarebbero finite in ospedale. Proprio in quegli anni un dottore aveva messo a punto un metodo nuovo per interrompere la gravidanza, il metodo Karman, che consisteva nella aspirazione del feto senza che fosse necessario il famoso raschiamento. Era un metodo molto pi&ugrave; semplice e funzionale. In seguito a questo il CISA, Centro Italiano Sterilizzazione e Aborto, anch&#8217;esso di fondazione radicale, aveva cominciato ad organizzare aborti clandestini in varie parti d&#8217;Italia, anche alcune donne ternane poterono usufruire di questo metodo. Cercai di scegliere i casi pi&ugrave; gravi con donne madri di pi&ugrave; figli per le quali ragioni economiche e ragioni psicologiche si sommavano; partivamo nottetempo, l&#8217;interruzione avveniva in case private assolutamente sicure a costo zero. Quest&#8217;ultima osservazione non &egrave; casuale perch&eacute; l&#8217;aborto allora era di classe, cio&egrave; se lo poteva permettere solo chi poteva pagare dottori compiacenti, molti dei quali, anche a Terni, a quel che si sapeva, erano antiabortisti in pubblico e abortisti in privato.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">La situazione cambi&ograve; radicalmente quando le forze laiche imposero in parlamento la legge che permetteva, entro certe regole, l&#8217;interruzione della gravidanza, era il 1978. Ma in molte parti d&#8217;Italia, specialmente nel sud, la situazione della attuazione della legge era ostacolata al massimo dai medici cattolici, ai quali la legge permetteva la obiezione di coscienza, potevano cio&egrave; rifiutarsi di praticare l&#8217;aborto perch&eacute; contrari per loro convinzione. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">A Terni la situazione era da profondo sud, infatti le difficolt&agrave; ad assicurare il servizio erano dovute all&#8217;altissimo tasso di obiezioni di coscienza tra i medici, alcuni dei quali interiormente convinti ma alcun altri molto attenti alla propria carriera. Tra i medici ginecologi 13 su 16 si dichiararono obiettori,tra gli anestesisti 11 su 13, anche tra il personale paramedico molte furono le obiezioni. La legge fu maldigerita dalla Chiesa e dal mondo cattolico militante, gli stessi radicali erano molto critici su alcuni suoi aspetti tra cui quello che permetteva l&#8217;aborto solo nelle strutture pubbliche, avevano previsto infatti che le obiezioni di coscienza avrebbero ostacolato in modo pesante l&#8217;applicazione della legge. La lotta perch&eacute; nella nostra citt&agrave; la legge fosse applicata segn&ograve; gli anni successivi tra polemiche e scontri vivaci, che raggiunsero il massimo durante la campagna elettorale del 1981. Erano in campo in sostanza due referendum,che esprimevano due posizioni molto diverse, quella del mondo cattolico che era per cancellare la legge e quella dei radicali che volevano renderla pi&ugrave; attuabile. Una terza posizione era quella della sinistra ufficiale, vedi Partito comunista italiano, che era contrario alle due posizioni precedenti ed era per conservare la legge cos&igrave; come era. La campagna elettorale a Terni fu molto dura perch&eacute; i cattolici, questa volta pi&ugrave; compatti che sul divorzio, misero in campo tutte le loro risorse, mentre i radicali ternani potevano contare solo sull&#8217;apporto di Radio Evelyn e Radio Galileo era allineata sulla posizione del PCI. Le suore Paoline fecero girare per le scuole dei filmati in 16 mm dove feti di sei mesi venivano fatti passare per feti di tre e l&#8217;aborto era presentato con immagini da film dell&#8217;orrore. </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">Io stesso feci proiettare al Liceo scientifico &ldquo;Galilei&rdquo; questi filmati per contestarne la validit&agrave;. Si possono immaginare le polemiche e perfino le minacce, condite dall&#8217;accusa di corruttore dei giovani, che ingenuamente le famiglie mi avrebbero affidato. Un momento importante di questa campagna referendaria fu quanto avvenne alla sala XX Settembre (pressappoco lo spazio oggi del caff&egrave; letterario della BCT) quando femministe, una addirittura venuta da Bologna, e radicali interruppero una manifestazione antiabortista con il vescovo, chiedendo un confronto che per&ograve; venne rifiutato. I referendum furono respinti dai ternani con percentuali simili alla media nazionale. Rimase la legge del &#8217;78 e rimasero tutti i problemi per la sua attuazione, problemi pagati dalle donne sulla loro pelle. Oggi, sotto le spoglie di una sua migliore attuazione, &egrave; ripartito l&#8217;attacco clericale a questa legge che comunque con tutti i suoi difetti ha garantito la libert&agrave; alle donne, ha pi&ugrave; che dimezzato il numero degli aborti, ha quasi del tutto sconfitto l&#8217;aborto clandestino e di classe.</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm">
</p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong>Marcello Ricci</strong></p>
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