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	<title>marc simons Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Jul 2020 14:11:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Festeggiamo un grande illuminista: Ludwig Van Beethoven</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 14:04:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Per noi laici – agnostici ed atei – razionali e neo-illuminati è sempre bello quando si presenta una giusta occasione per commemorare un grande illuminista del passato. E l’occasione si presenta quest’ anno – eccome! –  con la figura di Ludwig Van Beethoven, del quale viene festeggiato il 250° anniversario della nascita. Il piccolo [&#8230;]</p>
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<div id="attachment_17478" style="width: 476px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/stieler-joseph-karl-beethoven-mit-der-missa-solemnis-olgemalde-1819" rel="attachment wp-att-17478"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17478" class="size-full wp-image-17478" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg" alt="" width="466" height="592" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall.jpg 466w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-236x300.jpg 236w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/Beethovensmall-126x160.jpg 126w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /></a><p id="caption-attachment-17478" class="wp-caption-text">Stieler, Joseph Karl: Beethoven mit der Missa solemnis Ölgemälde, 1819</p></div>
<p>Per noi laici – agnostici ed atei – razionali e neo-illuminati è sempre bello quando si presenta una giusta occasione per commemorare un grande <em>illuminista</em> del passato. E l’occasione si presenta quest’ anno – eccome! –  con la figura di <em>Ludwig Van Beethoven</em>, del quale viene festeggiato il 250° anniversario della nascita.</p>
<p>Il piccolo Ludwig venne alla luce il 16 dicembre 1770 a Bonn, nel Principato Elettorato di Colonia (<em>Köln</em>) e fu battezzato il giorno successivo con il nome di suo nonno paterno <em>Lodewijck Van Beethoven</em>. “<em>Ludwig</em>”  infatti è l’omologo tedesco del fiammingo “<em>Lodewijck</em>”, ma anche la preposizione “VAN” (e non la tedesca “<em>von</em>”) nel cognome della famiglia tradisce già le radici fiamminghe di essa.</p>
<p>La stirpe Van Beethoven era infatti proveniente dai <em>Paesi Bassi Meridionali</em> (Spagnoli, Austriaci) – sarebbe a dire dall’ attuale Belgio, ma come mi insegnò correttamente un mio docente di storia : “<em>il Passato va letto con la chiave del Passato</em> ! Le più remote tracce della famiglia si trovano nel paesino di – appunto! –  <em>Bettenhoven</em> (ossia <em>Bettincourt</em>, siccome siamo in un territorio bilingue !) vicino a Liegi.</p>
<p>Nel Cinquecento il settimo bisnonno di Ludwig, <em>Jan Van Beethoven</em> visse nel paesino di <em>Kampenhout</em>, vicino a Lovanio, e nel Settecento suo bisnonno <em>Michiel Van Beethoven</em> era un fornaio a Malines (<em>Mechelen</em>), una piccola cittadina fra Bruxelles ed Anversa, dove nacque in seguito nonno Lodewijck.</p>
<p><em>Lodewijck Van Beethoven</em> (1712-1773) cantava sin da bambino alla Scuola di Canto Corale della Cattedrale di Malines e ci si impegnò dopo anche allo studio dell’ intavolatura, del basso continuo, dell’ organo e del clavicembalo. Divenne cantante e maestro di capella alla Chiesa Madre di Lovanio (<em>Leuven</em>) e poi alla Cattedrale di Liegi, dove fu “scoperto” dal Principe Elettore ed Arcivescovo della vicina Colonia, il quale lo nominò alla sua Corte di Bonn.</p>
<p>Pappà<em> Johann Van Beethoven</em> (1740-1792), un cantante soltanto mediocre alla Corte di Bonn,  si rese conto dell’ eccezionale talento di suo primogenito <em>Ludwig</em> e decise di affidare la sua formazione musicale e culturale a dei maestri e professori esterni, fra cui il più significativo fu Christian G. Neefe.</p>
<p><em>Christian Gottlob Neefe</em> era organista titolare alla Corte di Bonn nonchè compositore di numerose opere per il teatro lirico, ma anche un noto intellettuale dei suoi tempi, progressista ed appartenente ai movimenti degli <em>Illuminati</em> e dei <em>Mansonici</em>. Con lui il giovane Ludwig conosce gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e della <em>Rivoluzione Francese</em> nonchè il pensiero <em>umanistico</em> del poeta, autore di teatro, filosofo e storico <em>Friedrich (von) Schiller</em>.</p>
<p>Ludwig Van Beethoven abbraccia con ardore le neo-conosciute idee e le farà sue per la sua vita intera :</p>
<ul>
<li>la libertà di pensiero e cioè l’ <em>uso libero della ragione</em> per uscire autonomamente dall’ ignoranza</li>
<li>la libertà d’ azione e cioè <em>l’autodeterminazione</em> per uscire autonomamente dall’ impotenza</li>
<li>l’ uguaglianza sociale, cioè <em>senza la distinzione</em> fra individui con più ed altri con meno diritti</li>
<li>la giustizia, cioè la garanzia che la legge verrà applicata <em>senza arbitrarietà</em></li>
</ul>
<p>E incorpora le nuove <em>Idee Illuminate</em> in molti dei suoi capolavori.</p>
<p>Nel 1790, appena dicianovenne ma già  incantato appassionatamente dal poema schilleriano “<em>Ode An die Freude” (Inno Alla Gioia), ne usa alcuni versi nella </em>&#8220;<em>Kantate auf den Tod Kaiser Josephs II</em>, WoO.87&#8243; (Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II) ; e più tardi nello stesso anno compone la “<em>Kantate auf die Erhebung Leopold II zur Kaiserwürde</em>, WoO.88” (Cantata sopra l’ Ascensione  dell’ Imperatore Leopoldo II).</p>
<p>Non a caso Van Beethoven coglie subito l’occasione per rendere omaggio al deceduto Imperatore austriaco e al suo Successore. Infatti, entrambi Giuseppe II Imperatore e suo fratello minore Pietro Leopoldo Granduca di Toscana erano <em>Sovrani Illuminati</em> e come tali si impegnarono a costruire forti <em>Stati laici</em> basati sui principi della <em>libertà</em>, dell’ <em>uguaglianza</em> e della <em>razionalità</em>.</p>
<p>Giuseppe II limitò notevolmente l’ influenza della Chiesa Cattolica con numerosi interventi <em>laici-razionali</em> – come l’istituzione del matrimonio civile o il collocamento dei cimiteri fuori dai paesi – e il fatto che i decreti imperiali furono applicati anche nei <em>Paesi Bassi Austriaci</em> di suo nonno Lodewijck avrà senz’altro coinvolto Maestro Van Beethoven maggiormente ! Pietro Leopoldo invece al 30 novembre 1786 promulgò il <em>Codice Leopoldino</em> – per cui i toscani oggigiorno in quella data festeggiano la <em>Festa della Toscana</em> – con cui abolì numerosi relitti di giurisprudenza medievale fra cui la <em>pena di morte</em>.</p>
<p>Con il suo balletto “<em>Die Geschöpfe des Prometheus“ </em>(Le Creature di Prometeo) invece Ludwig Van Beethoven propone un Prometeo eroe che porta la <em>Luce</em> della scienza e dell‘arte ad un‘Umanità ancora sommersa nelle tenebre dell‘<em>Ignoranza</em>.</p>
<p>Nella sua unica opera lirica  “<em>Fidelio</em>” il grande maestro racconta la storia di Leonore,  che libera il suo amato da una <em>prigioneria</em> e da una <em>pena di morte</em> inflitte <em>arbitrariamente</em> per essere “scomodo”, non in linea con un nobile potentissimo.</p>
<p>Con la musica di scena per “<em>Egmont</em>” di Johann Wolfgang (von) Goethe, Van Beethoven racconta la tragica vicenda – nei Paesi Bassi Spagnoli dei suoi propri avi cinquecenteschi – dei Conti Egmont e Hoorne, i quali supplicarono il cattolicissimo Re Filippo II ripetutamente di concedere la <em>libertà</em> di religione, ma che furono invece giustiziati alla Grand Place di Bruxelles. La loro morte scatenò l’ insurrezione popolare che avrebbe condotta alla tragica Secessione dei Paesi Bassi e alla conquista della loro <em>autodeterminazione </em>– almeno nella parte settentrionale libera di Essi.</p>
<p>Ventisette anni dopo, nel 1595 &#8211; ironicamente e tragicamente &#8211; fu arsa al rogo in quella stessa Grand Place bruxellese accusata di stregoneria dall’ Inquisizione spagnola <em>Josyne Van Beethoven</em>, proveniente da <em>Kampenhout</em> (presso Lovanio) e che fu la settima bisnonna del geniale Ludwig !</p>
<p>Ma la testimonianza più esplicita della passione beethoveniana per gli ideali dell’ <em>Illuminismo</em> e dell’<em>Umanismo</em> espressi dalla Rivoluzione Francese nella “<em>Dichiarazione dei Diritti dell&#8217;Uomo e del Cittadino</em>” è senz’altro la sua Terza Sinfonia soprannominata “Eroica”.</p>
<p>L’ opera fu sin dall’ inizio composta come un omaggio al <em>generale repubblicano</em> Napoleone Bonaparte, che incarnava e diffondeva attivamente in Francia e nell’Europa intera i <em>valori razionali ed illuminati</em>, cosa di particolare fascino per Van Beethoven.</p>
<p>Nel frontespizio del manoscritto della sua sinfonia il Maestro scrisse esplicitamente la dedica a Napoleone e prese anche in considerazione la possibilità di soprannominarla “Bonapartiana”. Sarà solo quando Napoleone tradì i valori stessi repubblicani coronandosi “<em>Imperatore francese</em>” che Van Beethoven furioso e profondamente deluso nell’ uomo cancellerà con violenza la dedica sostituendola con le parole “<em>Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grand&#8217;Uomo</em>”.</p>
<p><a href="https://www.civiltalaica.it/cms/index.php/festeggiamo-un-grande-illuminista-ludwig-van-beethoven.html/beethoven-1" rel="attachment wp-att-17477"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-17477" src="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg" alt="" width="319" height="419" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1.jpg 319w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-228x300.jpg 228w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2020/07/beethoven-1-122x160.jpg 122w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>La presenza di una <em>marcia funebre</em> &#8211; cioè: il secondo movimento della sinfonia &#8211; è un altro omaggio alla Rivoluzione francese. La marcia funebre è un elemento tipicamente rivoluzionario, in quanto vuole essere un’ alternativa <em>laica</em> dello <em>Stato</em> alla onnipresenza dei canti sacri della Chiesa Cattolica strappandole <em>de facto</em> il monopolio sulla Morte durante rito per il defunto.</p>
<p>Un ultimo omaggio alla Rivoluzione francese Van Beethoven lo fa con l’ orchestrazione delle sue sinfonie – questa e tutte !  “<em>Beethoven usa troppi strumenti a fiato, sembra musica da fanfara e musica militare</em>!” scrisse un critico nella Vienna della sua epoca. Si trattava invece proprio del nuovo stile di musica che Van Beethoven aveva conosciuto all’ Ambasciata francese entusiasmandosi molto per il nuovo uso degli strumenti a fiato spesso virtuoso come in certe composizioni francesi.</p>
<p>Solo nel 1824 –  trentaquattro anni dopo il primo timido uso di alcuni dei suoi versi <em>nella “</em><em>Cantata sopra la Morte dell’ Imperatore Giuseppe II</em>”<em> il grande Ludwig Van Beethoven – ormai oltre cinquantenne – decide di incorporare i</em>l poema e capolavoro illuministico  “<em>Ode An die Freude” di Friedrich (von) Schiller interamente nella sua Nona ed ultima sinfonia e cioè sotto forma di quel maestoso canto corale con cui la conclude. </em></p>
<p><em>L’opera fu in sè il compimento di un atto rivoluzionario, in quanto mai prima nella storia della musica era stata inserita in una sinfonia come “strumento” la stessa voce umana !</em></p>
<p><em><strong>Marc Simons</strong></em></p>
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		<title>Chiesa Cattolica: la rompistati (parte seconda)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-cattolica-la-rompistati-parte-seconda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 16:41:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[Prima parte] Alla fine del XVI° Secolo (1585) Filippo II, Re di Spagna, riuscì con il suo fondamentalismo religioso cattolico a spaccare in due i Paesi Bassi, uno Stato europeo di media grandezza, economicamente prospero e culturalmente molto all&#8217;avanguardia. Ma una sola di Opera di distruzione di uno Stato non bastava alla Chiesa Cattolica e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/chiesa-cattolica-la-rompistati-parte-seconda.html/attachment/257" rel="attachment wp-att-13816"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-13816" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-1024x685.jpg" alt="257" width="598" height="400" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/257-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 598px) 100vw, 598px" /></a></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/chiesa-cattolica-la-rompistati.html"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">[Prima parte]</span></span></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Alla fine del XVI° Secolo (1585) Filippo II, Re di Spagna, riuscì con il suo fondamentalismo religioso cattolico a spaccare in due i Paesi Bassi, uno Stato europeo di media grandezza, economicamente prospero e culturalmente molto all&#8217;avanguardia. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma una sola di Opera di distruzione di uno Stato non bastava alla Chiesa Cattolica e il bel lavoro si ripetè due secoli dopo, arrivando quella volta addirittura ad una frammentazione in ben tre parti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Infatti, dopo la tragica sconfitta di Napoleone Bonaparte a Waterloo (tragica perchè l&#8217;Imperatore francese ebbe il merito di difondere nell&#8217; intero continente europeo i valori rivoluzionari Repubblicani e della Laicità dello Stato a cui si sarebbero ispirati, ma solo 60 anni dopo, i Padri costituenti del Risorgimento italiano), le grandi monarchie del continente (Gran Bretagna, Prussia, Austria, Russia) decisero di arginare il pericolo laico repubblicano costruendo a nord della Francia un forte Stato cuscinetto, e per questo si ispirarono ai rinascimentali Paesi Bassi riuniti andati persi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il primo Re dei neo-Paesi Bassi resuscitati fu Guglielmo I. Egli era un re moderno che voleva aprire la parte meridionale del suo nuovo Regno (cioè la parte cattolica che costituiva l&#8217;attuale Belgio) al futuro, stimolandone lo sviluppo economico e scientifico. Fece scavare dei canali navigabili per il trasporto delle merci e fondò l&#8217;Università di Liegi. Ma incontrò proprio per questa politica progressista la resistenza della Chiesa Cattolica, la quale preferiva mantenere il suo dominio su una popolazione rurale di contadini arretrati ed ignoranti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;eccitazione del popolo organizzata dagli Zwartrokken<sup>[1]</sup> culminò il giorno 27 settembre 1830 nell&#8217;insurrezione contro le truppe olandesi stanziate a Bruxelles. Sebbene una componente della ribellione fu senz&#8217;altro la resistenza contro la nederlandizazione<sup>[2]</sup> dell&#8217;amministrazione del nuovo Regno, questo motivo era valido ovviamente soltanto per la parte francofona del territorio (allora e tuttora in minoranza numerica in Belgio) nonchè per una certa nobiltà e borghesia, francofonizzate nei Secoli XVIII – XIX.<br />
La vera componente portante che invece riunì tutti i ribelli &#8211; senza distinzione di lingua &#8211; fu proprio il rifiuto della politica progressista di Re Guglielmo, che garantiva le libertà di religione, di pensiero e di culto (secondo ormai antica tradizione olandese) e che stimolava il progresso scientifico-industriale, cose che risuonavano entrambe come di provenienza diabolica ai vertici della Chiesa Cattolica. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Meridione dei Paesi Bassi si staccò dunque per la seconda volta durante la storia moderna dal Nord, proprio secondo la stessa linea di spaccatura provocata in epoca rinascimentale dal fondamentalismo religioso di Filippo II. Proclamò la sua independenza assumendo il nome di Belgio (ossia Belgica o Belgium, ricavato dal bimillenario &#8220;De Bello Gallico&#8221; di Giuglio Cesare) e importò un proprio monarca &#8211; siamo tuttora in piena Restaurazione anti-repubblicana &#8211; dalla remota Casa nobile dei Duchi di Sassonia-Coburgo-Gotha<sup>[3]</sup> in Baviera, il quale salì al trono nel 1831 come Re Leopoldo I.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma le conseguenze dell&#8217;infame intervento cattolico questa volta saranno ancora più disastrose di quelle di due secoli prima.<br />
Infatti, Guglielmo I rifiuttò di accettare &#8211; come è ben comprensibile &#8211; la perdita della parte meridionale del suo Regno. Solo nel 1839 arrivò a riconoscere il nuovo Stato, dal quale però in compenso venne staccata una parte &#8211; precisamente la parte orientale dell&#8217; antico Ducato del Lussemburgo &#8211; che divenne appunto l&#8217;autonomo Granducato del Lussemburgo, il cui primo sovrano fu proprio Guglielmo I, Granduca.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco quindi i poveri Paesi Bassi smantellati e frammentati, questa volta in ben tre parti, ancora a causa dell&#8217;intervento della Chiesa Cattolica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Marc Simons</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[1] sottane nere (parolaccia fiamminga per preti cattolici)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[2] nederlandese: lemma per indicare le lingue sia olandese che fiamminga (che sono in realtà un&#8217; unica lingua con piccolissime sfumature di cadenza e di vocabolario, un pò come l&#8217;italiano parlato a Milano o a Roma)</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">[3] la Casa di Sassonia-Coburgo-Gotha fornì oltre ai monarchi belgi, anche quelli greci e quelli inglesi, gli ultimi assumendo il nome di Windsor soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale per apparire autoctoni inglesi mascherando le loro origini tedesche.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">La foto dei tulipani di Kukenoff è di Alessandro Chiometti</span></span></p>
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		<title>Chiesa Cattolica: la RompiStati</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-cattolica-la-rompistati/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 12:59:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Era il profondo Medioevo, quando gli Stati europei odierni piantavano le loro radici nella Storia politica, economica e sociale. Quest&#8217; affermazione vale per tutti gli Stati tranne per due: l&#8217;Italia e i Paesi Bassi. Il colpevole ? In entrambi i casi la Chiesa Cattolica. Infatti, furono i Duchi della Borgogna a realizzare nel Secolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/chiesa-cattolica-la-rompistati.html/attachment/523" rel="attachment wp-att-13784"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-13784" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/523-1024x685.jpg" alt="523" width="576" height="385" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/523-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/523-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/523-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/09/523-239x160.jpg 239w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Era il profondo Medioevo, quando gli Stati europei odierni piantavano le loro radici nella Storia politica, economica e sociale. Quest&#8217; affermazione vale per tutti gli Stati tranne per due: l&#8217;Italia e i Paesi Bassi. Il colpevole ? In entrambi i casi la Chiesa Cattolica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Infatti, furono i Duchi della Borgogna a realizzare nel Secolo XV l&#8217;unificazione dei numerosi ducati, contee e signorie che fin da allora venivano indicati come i Paesi Bassi. Risultò un&#8217; Unità Politica di media grandezza che comprendeva le attuali nazioni dell&#8217;Olanda, del Belgio e del Lussemburgo includendo anche territori nel nord dell&#8217; attuale Francia (Lille, Artois). L&#8217;insieme era un territorio economicamente molto prospero e scientificamente ed artisticamente molto all&#8217;avanguardia. L&#8217;unica macchia di discontinuità territoriale, che ci si piazzava di mezzo come un corpo estraneo (cioè fra il ducato del Lussemburgo da una parte e il ducato del Brabante, la Contea di Namur e quella di Hainaut dall&#8217; altra) fu il Principato-Vescovato di Liegi !</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">I Paesi Bassi passarono in questa stabile configurazione (per due secoli) dalle mani di Filippo il Buono a quelle di Carlo il Temerario, di Maria di Borgogna, di Massimiliano d&#8217;Austria, di Filippo il Bello e ultimamente a quelle di Carlo V, Sacro Romano Imperatore. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Fu sotto il regno di quest&#8217;ultimo che scoppiarono nei Paesi Bassi le &#8211; più che giustificate &#8211; rivolte contro gli abusi spirituali e materiali della Santa Romana Chiesa. Carlo Imperatore, nato e cresciuto nel territorio (Gand, Bruxelles) ed abilissimo uomo politico, riuscì a contenere la rivoluzione concedendo una certa libertà d&#8217;espressione a coloro che protestavano contro gli abusi (chiamati appunto : i &#8220;protestanti&#8221;), salvando in questo modo soprattutto l&#8217;integrità del suo Possesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Diversamente invece fece suo figlio e successore Filippo II, Re spagnolo catolicissimo e un vero pilaarbijter <sup>[1]</sup>; inabile, per il suo fondamentalismo religioso, a gestire la libertà di culto concessa da suo padre, il grande Carlo V. Un tentativo di riconquista cattolica finì per spaccare i Paesi Bassi nettamente in due parti (anno 1585). il Nord proclamò la sua indipendenza dalla corona spagnola e difese con tenacia i valori di libertà di culto e di pensiero.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La storica linea di spaccatura è tutt&#8217;ora il confine di Stato fra l&#8217;Olanda e il Belgio. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Sud invece finì sotto un&#8217; atroce persecuzione da parte dell&#8217; Inquisizione ispano-cattolica di ogni traccia di libero pensiero, provocando un vero maxi-esodo di artisti e scienziati fiamminghi verso il Nord libero (Amsterdam, Leida) dove avrebbero contribuito in seguito alla fioritura culturale settencentesca dell&#8217;Olanda (&#8220;Secolo d&#8217; Oro&#8221;), fra l&#8217;altro accogliendo le idee rivoluzionarie di Galileo Galilei e facendole stampare, quando in Italia venivano censurate dal Papato. Lasciandosi così alle spalle Paesi Bassi Meridionali culturalmente sempre più arretrati ed economicamente ridotti ed impoveriti. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco l&#8217;Opera di distruzione di uno Stato prospero eseguita dalla Chiesa Cattolica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ma non pensate che gli Zwartrokken <sup>[2]</sup> si limiteranno a questo, nella stessa zona il fenomeno si ripeterà due secoli dopo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Marc Simons</b></span></span></p>
<p><a name="_GoBack"></a><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">[1] chi morde sui pilastri (parolaccia fiamminga per ultra-cattolici) </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">[2] sottane nere (parolaccia fiamminga per preti cattolici)</span></span></p>
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		<title>Colpi bassi dai Paesi Bassi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/colpi-bassi-dai-paesi-bassi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2013 21:04:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[marc simons]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le province settentrionali sono da sempre state dei territori &#8216;difficili&#8217; da amministrare per la Santa Romana Chiesa. Infatti, già nell&#8217;ormai lontano &#8216;500 i Paesi Bassi erano in prima fila fra coloro che protestavano contro le usanze e soprattutto gli abusi ampiamente diffusi nella Chiesa Cattolica. Mettevano &#8211; già allora, è cambiato qualcosa nel frattempo? &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le province settentrionali sono da sempre state dei territori &#8216;difficili&#8217; da amministrare per la Santa Romana Chiesa. Infatti, già nell&#8217;ormai lontano &#8216;500 i Paesi Bassi erano in prima fila fra coloro che protestavano contro le usanze e soprattutto gli abusi ampiamente diffusi nella Chiesa Cattolica. <span id="more-11971"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/P1000681.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11972" alt="P1000681" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/P1000681-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/P1000681-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/12/P1000681-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Mettevano &#8211; già allora, è cambiato qualcosa nel frattempo? &#8211; alla gogna la ricchezza inappropriata della gerarchia ecclesiastica; il loro stile di vita da vera e propria Corte Reale; i loro rapporti promiscui e carnali con cortigiane e prostitute varie; i loro lucri con la pratica dell’Indulgenza, con la quale scambiavano volentieri sconti secolari su pene purgatoriali contro fiorini e ducati decisamente terrestri ! <br />Nei Paesi Bassi fu fondata una nuova Chiesa, quella Protestante, che avrebbe dovuto essere più giusta, più vicina alle predicazioni di povertà e di castità, fatte da quello strano profeta marginale Josua il Nazareno, di cui loro volevano essere seguaci fedeli.<br />Ma la Santa Romana Chiesa la vedeva diversamente e con l&#8217;appoggio di Re Filippo II, cattolico fanatico e fondamentalista, nonchè del Duca d&#8217;Alva tentò di restaurare il suo potere nelle Province Basse Unite. <br />L&#8217;operazione militare fu invece un disastro e finì con la frammentazione del Paese grande, ricco e prospero che erano i Paesi Bassi Uniti, intellettualmente e culturalmente all’avanguardia in Europa, in tre staterelli minuscoli: appunto gli attuali Belgio, Olanda e Lussemburgo. <br />La parte meridionale dei Paesi Bassi subì una recessione senza precedenti, sia economico, culturale che intellettuale, in quanto i banchieri (ebrei), gli artisti, gli scienziati, gli intellettuali, &#8230; insomma tutti coloro che si potevano salvare, fugivano dalle città di Gand, Anversa, Malines e Bruxelles verso il Nord libero.<br />Fu un bel disastro ed esso era causato e portato a termine da &#8230; appunto : la Santa Romana Chiesa !!!<br />Anche nel XX° secolo i Paesi Bassi sono rimasti fedeli alla loro riputazione di un territorio &#8216;difficile&#8217; per la Santa Sede, dimostrandosi un bastione della teologia della liberazione, nella figura del teologo fiammingo E. Schillebeeckx; o portando avvanti presso l&#8217;Università Cattolica di Lovanio delle ricerche mediche-scientifiche nel campo della fecondazione assistita, malgrado le critiche e le pressioni romane.<br />Oggigiorno invece la ribellione dei Paesi Bassi contro la Chiesa Cattolica sembra arrivare da famosi scienziati nel campo della neurobiologia, dell&#8217;etologia e della psicologia evolutiva. <br />Fra di loro troviamo il famoso etologo olandese prof. Frans de Waal, cattedratico alla Emory University di Atlanta e direttore della Yerkes National Primate Research Center (Atlanta, USA); il prof. Dick Swaab, emerito all&#8217; Università di Amsterdam e ricercatore di fama mondiale presso l&#8217;Istituto Nederlandese per Neuroscienze; il dott. Steven Laureys, capo ricercatore presso il Coma Science Group dell&#8217;Università di Liegi e candidato premio Nobel. <br />Le loro ricerche hanno capovolto e frantumato, l’uno dopo l’altro, gli ultimi specchi a cui credenti, cattolici e religiosi di ogni genere finora hanno pensato di potersi ancora arrampicare. Invano però !<br />Appunto: colpi bassi dai Paesi Bassi !<br />Un primo specchio su cui credenti e religiosi si vogliono ancora arrampicare è l’idea dell’esclusività umana del possesso dell&#8217;autocoscienza. E&#8217; un cavallo di battaglia noto delle religioni abramitiche e per loro necessario per poter pretendere che l&#8217;Uomo sarebbe &#8216;di conseguenza&#8217; l&#8217;unica specie con un&#8217; Anima eterna, datagli ovviamente &#8211; per loro &#8211; da il loro Dio (o Jahweh o Allah o come altro ancora lo volessero chiamare. <br />E invece no, molti esperimenti hanno ripetutamente dimostrato che certi mammiferi (ma non solo!) sociali superano la cosiddetta &#8216;prova dello specchio&#8217;. In quella prova viene applicata agli animali &#8211; a loro insaputa &#8211; una macchia di vernice sulla fronte; gli animali in seguito arrivati davanti allo specchio cominciano a ripulirsi la propria fronte, non quella dell&#8217;animale nello specchio. Ciò dimostra che sono autocoscienti ! Fra coloro che superano questa prova d&#8217;autocoscienza ci sono i delfini, gli elefanti, i bonobo e gli scimpanzé, mentre gli umani invece non la superano prima dell&#8217;età di 3 anni ! <br />Una cornacchia è stata osservata ritornare in quel posto dove prima aveva sotterrata una ghianda, sotto gli sguardi di altre cornacchie, per riscavare la preziosa riserva alimentare e sotterrarla di nuovo in un altro posto segreto, ora che l&#8217;uccello era solo e non veniva spiato dagli altri. Questo evento dimostra che la cornacchia è capace di immedesimarsi nel pensiero di un&#8217; altra cornacchia, quindi di sentire empatia. Cioè la cornacchia dimostra di avere un sentimento per il quale il possesso dell&#8217;autocoscienza è una conditio sine qua non. <br />Parlando di empatia, Frans de Waal ha descritto il caso di un bonobo che alzava un pulcino da terra ed accarezzandolo lo rimetteva nel suo nido, dal quale era sfortunatamente caduto giù. Questa osservazione rivela che l’empatia in certe specie assume addiritura un carattere transpecifico !<br />Un altro specchio al quale si sono arrampicati finora credenti e religiosi sono gli cosiddetti &#8216;indizi&#8217; dell&#8217;esistenza dell&#8217; Aldilà e di una vita dopo la morte terrestre. Questi &#8216;indizi&#8217; provengono spesso dalle esperienze raccontate da pazienti ritornati ad una vita cosciente dopo aver visuto per un certo periodo in uno stato di coma (&#8216;near death experience&#8217;). Attenzione, non confondiamoci ! Questi pazienti non sono stati morti: un paziente in uno stato di coma continua a dimostrare una &#8211; sebbene ridotta &#8211; attività cerebrale, ma sono inattive in lui le reti cerebrali attribuite allo stato di coscienza. Da una vera e propria morte cerebrale completa invece non si è mai visto tornare in vita nessuno ! <br />Allora, i pazienti che raccontano quelle famose &#8216;esperienze di quasi morte&#8217; spesso dicono che si sono sentiti uscire dal proprio corpo, vedere la stanza e il loro corpo sdraiato da in sù, come se fossero ascesi fino al soffito. Altri raccontano che sono entrati in un lunghissimo traforo, all’uscita del quale splendeva una luce brillante. Durante il loro viaggio attraverso quel traforo hanno incontrato degli amici e dei parenti deceduti, oppure hanno visto come in un film veloce la loro intera vita. Raccontano che si sono sentiti in estrema pace e strafelici, senza voglia di tornare indietro (e certi si sono addirittura arrabbiati con i medici che hanno salvato loro la vita !). <br />Facile indovinare che per i credenti e religiosi di turno il descritto &#8216;sollevamento&#8217; è prova della separazione dell&#8217;anima eterna dal corpo; che il viaggio attraverso il traforo e gli incontri con i deceduti sono prova del viaggio verso l&#8217;Aldilà; che la luce brillante all&#8217;uscita del traforo è prova dell&#8217;esistenza di Dio o Jahweh o Allah o del Paradiso (con o senza le 72 vergini per ogni uomo neo-arrivato, magari !).<br />Invece no !!! Tutte queste esperienze sono fenomeni puramente mentali dovuti ai danni provocati (fra l&#8217;altro per carenze di ossigeno) alle rispettive reti cerebrali del cervello moribondo. <br />Le stesse esperienze si possono d&#8217;altronde manifestare anche in altre circostanze estreme per il cervello che non è l&#8217;atto di morire. Certi ciclisti, per esempio, partecipanti ai vari Tour de France, di Spagna o d&#8217;Italia hanno raccontato di essersi sentiti abbandonare il proprio corpo e di aver visto se stessi pedalanti da una posizione alcuni metri in avanti. Un relatore nervoso dovendo parlare davanti ad un vasto pubblico durante una riunione per lui importantissima, ha descritto la stessa esperienza vissuta dopo aver preso un&#8217; esagerata quantità di farmaci calmanti. <br />In laboratorio invece le esperienze di dislocazione dal proprio corpo si possono provocare stimolando elettricamente quella parte del cervello che si chiama il &#8216;gyrus angularis&#8217;. <br />La cosiddetta &#8216;uscita dal proprio corpo&#8217; risulta dunque essere una mera illusione cerebrale, senza la minima traccia di un&#8217; Anima eterna che abbandona il suo corpo per recarsi due metri in sù, a guardarlo dal soffitto o da sopra l&#8217;armadio ! <br />Appunto, numerosi esperimenti intrapresi in America e in Europa, hanno voluto invitare l&#8217;Anima eterna di mostrare la sua esistenza. Ciò malgrado, nessun paziente fra coloro che hanno raccontato un&#8217; esperienza di &#8216;sollevamento dell&#8217;anima dal corpo&#8217; ha mai saputo individuare nessuno degli oggetti posizionati appositamente in alto ed invisibili dalla posizione bassa dove si trovava il suo corpo sdraiato! <br />Allo stesso modo il traforo con la luce brillante, l&#8217;incontro con le persone decedute, il film veloce della propria vita, il sentimento di estrema pace e di strafelicità, &#8230; l&#8217;uno dopo l&#8217;altro si sono dimostrati tutti fenomeni attribuibili solo al disfunzionamento di diverse parti del cervello ormai ben individuate (la corteccia visuale, l&#8217;ippocampo, ecc) oppure all&#8217;azione di certe sostanze chimiche (dopamina, oppiacei), che vengono prodotti e diffusi nel cervello quando quello è sottoposto all&#8217;angoscia o allo stress.<br />Ma il cavallo di battaglia per eccellenza, per le religioni varie, l&#8217;ultimissimo specchio davvero al quale arrampicarsi per giustificare la propria ragione di esistenza è senz&#8217;altro la questione della morale. <br />Dove arriveremmo, noi umani, senza la guida morale delle religioni, basata sulla sacra parola di Dio, Jahweh o Allah? La nostra pacifica, onesta e gioiosa convivenza, la nostra intera Società si trasformerebbe in pochissimo tempo in un inferno di furti e di omicidi, di rapine e di stupri, di violenze gratuite, in una giungla, insomma, dove regnerebbe la legge per eccellenza delle bestie feroci: quella del più forte e del più potente !<br />Invece no, e parlare degli animali in maniera come ho appena fatto è un vero insulto a loro, per niente meritato, molto diverso dalla realtà e soltanto testimonio della nostra ignoranza ed arroganza &#8230; umana !<br />Infatti, avete ancora presente il caso descritto qui sopra del bonobo che rimetteva il pulcino nel suo nido da dove quest’ultimo era sfortunatamente caduto giù ? Vi sembra un atto di bestialità feroce, degno soltanto ad un animale piuttosto che ad un cristiano o ad un musulmano ? Non solo con questo comportamento il bonobo ha dimostrato di sentire empatia, cioè la capacità di capire i bisogni del pulcino, immedesimandosi dunque di fatto nel pensiero di un altro essere vivente. Ha dimostrato anche altruismo, cioè la capacità di investire dalle proprie risorse &#8211; quantunque limitato l&#8217;investimento sia stato in questo caso &#8211; per favorire la sopravvivenza di un altro essere vivente. <br />Ora non credo che esista leader religioso &#8211; papa, parroco o imam che sia &#8211; che vorrà spiegare il comportamento altamente morale del bonobo attribuendogli il possesso di un&#8217; Anima, eterna o meno che sia, che gli è stata data da Dio o da Allah. <br />Eppure, gli esempi nel regno animale di specie che sanno distinguere fra comportamenti buoni e cattivi sono numerosi. Frans de Waal ha condotto degli esperimenti che hanno rivelato la protesta in una colonia di Primati contro una premiazione disuguale dopo l&#8217;esecuzione di un compito collettivo in maniera uguale da tutti. In altri esperimenti ha dimostrato la preferenza dei Primati per assumere un comportamento prosociale nei confronti degli altri membri della colonia. Altre osservazioni riguardano il comportamento altruistico di delfini a sostegno di un compagno ferito o addirittura di un subacqueo umano rimasto in difficoltà. <br />Conclude il famoso studioso olandese che i principi cardinali della morale ce li abbiamo innati. Fanno parte del nostro patrimonio genetico e non ce li deve insegnare nessuno, religioni incluse. Sono comuni fra diverse specie di mammiferi sociali &#8211; primati e non &#8211; e ci sono stati trasmessi con il meccanismo della evoluzione darwiniana. <br />Con questa affermazione un figlio dei Paesi Bassi frantuma con un finale colpo basso l&#8217;ultimo specchio illusorio rimasto a credenti e religiosi vari.</p>
<p><strong>Marc Simons</strong></p>
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