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	<title>manovra finanziaria Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>San Privilegio prega per noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 18:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà se si riempiranno le chiese di  gente che affida il portafoglio vuoto alla verginemaria, o se gli italiani cadranno in massa nelle perverse maglie del superenalotto e del poker online rincorrendo una più che improbabile vincita che risolva in una botta sola il problema della pensione e del lavoro, della casa e del figlio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/san-privilegio-prega-per-noi/">San Privilegio prega per noi</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se si riempiranno le chiese di  gente che affida il portafoglio vuoto alla <em>verginemaria</em>, o se gli italiani cadranno in massa nelle perverse maglie del superenalotto e del poker online rincorrendo una più che improbabile vincita che risolva in una botta sola il problema della pensione e del lavoro, della casa e del figlio di quarant’anni che sta ancora con mammà. Questi i possibili scenari che traspaiono dietro a una manovra economica volta a colpire lavoratori già al limite del tracollo economico e non chi considera le tasse un problema solo degli altri.<span id="more-10310"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10311" title="monti" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> In altre parole a pagare, come sempre, sarà chi è già <strong>dentro</strong> al sistema fiscale (lavoratori dipendenti e parte di quelli autonomi) e non chi ne è <strong>fuori</strong> – perché le tasse non le ha mai pagate – o <strong><em>borderline</em></strong> – perché dichiara 30mila euro al fisco invece di 150mila. Queste ultime fasce di popolazione, mai degnamente perseguite, producono un’evasione fiscale stimata intorno ai <strong>370 miliardi di euro l’anno</strong>* ogni anno. Cosa sono i <strong>24 miliardi</strong> di manovra economica che il parlamento si accinge ad approvare in confronto? La misura attualmente prevista contro l’evasione, il divieto di pagamento <em>cash</em> sopra i mille euro, appare gravemente insufficiente. Dobbiamo ricordare noi ai professori di questo governo che ogni cifra superiore si può dividere in <em>tranche</em> da 990 euro al massimo? O che molte tra le categorie produttrici di reddito in nero difficilmente arrivano a emettere ricevute per una cifra simile o superiore? Mistero, poi, su quale sarebbe l’incidenza della norma sulla consueta proposta “sconto o ricevuta?” che ognuno di noi si sente fare, spesso felice di poter risparmiare, dal dentista o dall’idraulico.</p>
<p>Eppure, i sistemi per combattere davvero l’evasione fiscale, se ce ne fosse la volontà, ci sono. Senza bisogno di una laurea in Economia alla Bocconi – che chi scrive non ha – viene in mente un rimedio davvero banale, forse troppo per chi è abituato a masticare <em>spread</em> e <em>mibtel</em> a colazione. Se per ogni <strong>scontrino</strong> o <strong>ricevuta</strong> il contribuente italiano ottenesse uno sgravio percentuale sulle tasse, chi non li chiederebbe al panettiere, al parrucchiere o all’oculista? Come al solito non c’è bisogno di inventare l’acqua calda, basta solo alzare gli occhi e copiare da quelli che hanno già affrontato il problema. Nel caso gli Stati Uniti, dai quali con tutta evidenza preferiamo invece importare i fast food.</p>
<p>Prendiamo atto che questo governo non intende affrontare la <strong>piaga dell’evasione fiscale</strong>, reputando più congruo spremere i lavoratori dipendenti, con buona pace delle lacrime del ministro Fornero. E quella del <strong>privilegio</strong>? Nonostante la proverbiale memoria corta degli italiani, qualcuno ricorderà che nello <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-vaticano-siamo-noi/">scorso agosto</a>, con un governo Berlusconi  in caduta libera, ci fu un momento in cui non solo i privilegi della politica (ai quali questo governo si appresta a mettere solo  un simbolico limite), ma anche quelli della <strong>Chiesa cattolica</strong> arrivarono, forse per la prima volta nella storia repubblicana, sulle prime pagine di tutti i giornali. In <em>pole position</em> l’<strong>esenzione Ici per gli immobili ecclesiastici</strong>, quelli, per intenderci, utilizzati <em>anche</em> con finalità commerciali (alberghi, cliniche, scuole, circoli). L’Europa, quella stessa che oggi ci impone lacrime e sangue, ne aveva chiesto conto un anno fa ventilando una condanna all’Italia per <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/ici-e-vaticano-il-caso-non-e-chiuso/">indebiti  aiuti di Stato</a></strong>.<br />
I cittadini italiani, secondo la ricetta Monti, si troveranno a pagare nuovamente l’Ici e in misura maggiore, ma l’assurdo privilegio riservato agli immobili di proprietà vaticana rimane. Insieme, naturalmente, a <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">otto per mille</a>, finanziamento alle scuole paritarie, ora di religione, contributo degli Enti locali. Tutti capitoli di spesa che il nuovo governo, in perfetta continuità con il vecchio, <strong>non osa toccare</strong>. Ma a quanto ammontano questi privilegi? Poche e sommarie, finora, le stime delle concessioni economiche e fiscali a Oltretevere, tra le quali spicca l’<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Costi-della-Chiesa-cattolica-Repubblica-2007.pdf">indagine</a> condotta da Curzio Maltese per <em>Repubblica</em> nel 2007.</p>
<p>Da oggi, però, l’<strong>Uaar</strong> (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) rende disponibile a tutti i cittadini un <strong>dossier sui finanziamenti pubblici alla Chiesa</strong>. Sul sito <a href="http://icostidellachiesa.it/">icostidellachiesa.it</a> potremo conoscere le spese dello Stato e quelle degli Enti locali, in parole povere quanto costa, a tutti i cittadini, la Chiesa cattolica. «<em>Al primo posto troviamo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole</em> – dichiara <strong>Raffaele Carcano</strong>, segretario dell’Uaar, a Cronache Laiche – <em>che ammonta a circa 1,5 miliardi di euro l’anno. Subito dopo i proventi dell’otto per mille, con  1 miliardo l’anno, e al terzo posto i finanziamenti alle scuole paritarie cattoliche che, tra la quota statale (260 milioni di euro circa sui 500 dedicati a tutte le paritarie) e quella erogata dalle amministrazioni (400 milioni circa), arrivano a 660 milioni di euro l’anno</em>». L’indagine più complessa, come  ci dice lo stesso Carcano, è risultata proprio quella sulle erogazioni degli Enti locali, eseguita a campione:  «<em>E’</em><em> una voce destinata a crescere con il contributo dei cittadini e di quanti – i professionisti del settore, ad esempio – possono fornire dati attendibili</em>». Ma in ogni caso è interessante il totale, che supera i <strong>6 miliardi di euro l’anno.</strong></p>
<p>Non c’è bisogno di essere dei fiscalisti per arrivare a capire che tra i 24 miliardi di euro della manovra i <strong>2,5 che si vogliono sottrarre alla Sanità per il 2012</strong> – andando ad aumentare la sperequazione sociale tra chi può permettersi cure private e chi no – potrebbero essere prelevati immediatamente dai “favori fiscali” che facciamo annualmente al nostro ospite straniero, il Vaticano, e senza intaccare il diritto alla salute dei cittadini. E non ci venite a dire che il papa non sarebbe d’accordo: non è proprio la Chiesa a promuovere i principi di solidarietà e fratellanza per i deboli e gli indifesi?</p>
<p>* <em>Dati 2010 di Krls Network of Business Ethics</em></p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani &#8211; <a title="cl" href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/san-privilegio-prega-per-noi/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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