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	<title>luigi tosti Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Nov 2011 14:46:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>SE LA PAROLA E’ LAICITA’ LA COERENZA NON E’ IL NOSTRO FORTE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[luigi tosti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi ricordate il giudice Luigi Tosti ?  Vi ricordate la sua battaglia per la questione dei crocifissi nelle aule di giustizia ?  Ricordate com’è finita? La Corte di Cassazione ha confermato la rimozione del giudice dalla magistratura in quanto l’esposizione del crocifisso negli edifici pubblici “può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/se-la-parola-e-laicita-la-coerenza-non-e-il-nostro-forte/">SE LA PAROLA E’ LAICITA’ LA COERENZA NON E’ IL NOSTRO FORTE</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate il giudice Luigi Tosti ?  Vi ricordate la sua battaglia per la questione dei crocifissi nelle aule di giustizia ?  Ricordate com’è finita? La Corte di Cassazione ha confermato la rimozione del giudice dalla magistratura in quanto l’esposizione del crocifisso negli edifici pubblici “può non costituire necessariamente minaccia ai propri diritti di libertà religiosa”<span id="more-10243"></span>, e pertanto il giudice era tenuto all’adempimento del proprio dovere nonostante la presenza del simbolo cattolico.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" style="padding:5px;" title="religioni" src="http://www.camelotdestraideale.it/wp-content/uploads/2009/12/crocifisso_stella_di_david_mezzaluna.jpg" alt="" width="325" height="187" /></p>
<p>Ricordate il Dott. Massimo Albertin ? (che dopo aver condotto insieme a sua moglie una battaglia civile per la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche, si è ritrovato prima con una sentenza della CEDU che gli dava ragione, affermando che un simbolo religioso in un luogo pubblico può diventare una violazione dei diritti umani, e poi con un ricorso alla stessa sentenza portato dai paesi più confessionalisti della UE attraverso cui si è conseguito il risultato praticamente opposto: ossia che l’esposizione di un simbolo religioso in luogo pubblico NON costituisce violazione dei diritti umani).<br />
In entrambi i casi, secondo la giurisprudenza italiana e (ancor peggio) europea, chiunque sarebbe libero di imporre agli altri la propria religione in un luogo pubblico (senza che questo costituisca prevaricazione) attraverso l’esposizione dei propri simboli in particolare in quei luoghi pubblici che in uno stato laico dovrebbero essere neutrali a qualsiasi convinzione personale (religiosa o non ) dei cittadini.<br />
Si noti che tanto la “vicenda Tosti” quanto la “sentenza Lautsi-Albertin” non entravano nel merito della libertà individuale di vestire o indossare simboli secondo le proprie convinzioni religiose, ma  di un codice comportamentale che la collettività intera dovrebbe adottare verso tutti i cittadini che la compongono indipendentemente dalle convinzioni personali di ciascuno (e che invece è ancora ben lontana dal recepire).</p>
<p>Recentemente è comparso su &#8220;<a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/14/news/giudice_allontana_interprete_in_aula_col_volto_coperto-25013753/">La Repubblica</a>&#8221; un articolo  che descrive una situazione ancor più paradossale: una cittadina di religione islamica a Torino è stata costretta ad allontanarsi da un’aula di giustizia perché ha rifiutato di levarsi il velo.<br />
Stiamo parlando quindi di una persona che non è entrata nell’aula del tribunale pretendendo che venisse esposto un verso del Corano (anche perché secondo il ricorso alla CEDU che ha azzerato la “sentenza Lautsi-Albertin” avrebbe avuto il diritto di farlo), ma di una persona che, per proprie convinzioni personali, veste in un certo modo coprendosi il capo (ricordiamo che l’art. 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo cita testualmente: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell&#8217;insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell&#8217;osservanza dei riti.”)<br />
Ora della questione se ne occuperà il CSM: quello stesso CSM che ha stabilito che è lecito esporre il crocifisso nei tribunali (espellendo il Giudice Tosti dalla magistratura) e a cui ha fatto eco la CEDU dichiarando che è perfettamente normale avere simboli religiosi nei luoghi pubblici (confondendo così la laicità col multi-cofessionalismo); sarà divertente vedere se le stesse persone che hanno deciso che non è reato imporre a tutti una religione, diranno invece che è reato manifestarla individualmente come sancito dall’art. 18 della Dichiarazione Universale.</p>
<p><strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
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		<title>Luigi Tosti: Divieto di laicità &#8211; Rimozione forzata</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/luigi-tosti-divieto-di-laicita-rimozione-forzata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 17:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[laicità]]></category>
		<category><![CDATA[luigi tosti]]></category>
		<category><![CDATA[nicoletta bernardi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ascolta una volta un giudice come me giudic&#242; chi gli aveva dettato la legge: prima cambiarono il giudice e subito dopo la legge&#8221; Fabrizio De Andr&#233;, Sogno Numero Due in &#8220;Storia di un Impiegato&#8221;. Roma, 22 Gennaio 2010: udienza al Csm[1] per procedimento disciplinare nei confronti di un giudice. Protagonisti: L&#8217;ACCUSA: lo Stato italiano, nelle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/luigi-tosti-divieto-di-laicita-rimozione-forzata/">Luigi Tosti: Divieto di laicità &#8211; Rimozione forzata</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;</font><font face="Tahoma" size="2"><font face="Tahoma"><em>Ascolta<br />
una volta un giudice come me <br />
giudic&ograve; chi gli aveva dettato la legge: <br />
prima cambiarono il giudice <br />
e subito dopo <br />
la legge</em>&rdquo;</p>
<p>Fabrizio De Andr&eacute;, <em>Sogno Numero Due</em> in &ldquo;Storia di un Impiegato&rdquo;.</p>
<p>Roma, 22 Gennaio 2010: udienza al Csm[1] per procedimento disciplinare nei confronti di un giudice.</p>
<p>Protagonisti:</p>
<p>L&#8217;ACCUSA: lo Stato italiano, nelle vesti del Csm;<br />
L&#8217;INCOLPATO: il giudice Luigi Tosti;<br />
LA DIFESA: il giudice si difendeva da solo.</font></p>
<p>1) IL PASSATO<br />
Vediamo, riassunte, le vicende che hanno portato a questa richiesta di procedimento disciplinare: il giudice Tosti, a partire dal Maggio del 2005 fino al Gennaio del 2006 (quando viene sospeso dalle sue funzioni), si &egrave; rifiutato di tenere udienze in aule in cui fosse esposto il crocifisso, simbolo della religione cattolica.</font></p>
<p><font size="2"><font face="Tahoma"></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Inoltre, nel frattempo:</p>
<p>&ndash; non ha accettato l&#8217;offerta di tenere le stesse udienze in un&#8217;aula appositamente predisposta (cio&egrave; senza il crocifisso), per non essere &ldquo;ghettizzato&rdquo;;</p>
<p>&ndash; non &egrave; stata accettata la sua richiesta di poter esporre un altro simbolo religioso (la Menorah ebraica), con la seguente motivazione: la non esistenza di una legge che ne preveda l&#8217;affissione (questo in assenza di una legge che impone l&#8217;affissione del crocifisso cattolico!).</p>
<p>&Egrave; stato processato per &ldquo;omissione di atti d&#8217;ufficio&rdquo; dalla giustizia penale a partire dal 2005: in primo grado ed in Appello, a L&#8217;Aquila, &egrave; stato condannato a 7 mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici.</p>
<p>La Corte di Cassazione, il 17/2/2009, ha contrastato le motivazioni dei precedenti giudizi, mettendo in rilievo, in particolare, la valenza del &ldquo;principio costituzionale di laicit&agrave; dello Stato e &hellip; la garanzia, pure costituzionalmente presidiata, della libert&agrave; di coscienza e di religione&rdquo; e lo ha assolto &ldquo;perch&eacute; il fatto non sussiste&rdquo;, con motivazioni molto interessanti[2].</p>
<p>Il magistrato era gi&agrave; comparso davanti alla sezione disciplinare del Csm che, nel 2007, lo aveva condannato alla sanzione dell&rsquo;ammonimento.</p>
<p>2</font><font face="Tahoma" size="2">) IL PRESENTE<br />
Ed arriviamo al 2010.</p>
<p>Il Csm, nella figura del Procuratore Generale, lo ha giudicato dicendo ripetutamente di non voler entrare nel merito delle motivazioni del suo comportamento, ma solo per gli effetti dello stesso, ovvero l&#8217;essersi sottratto ad un suo dovere d&#8217;ufficio, presentando dei veri e propri ultimatum[3], mettendo in difficolt&agrave; i tribunali che dovevano sostituirlo[4]; non solo: come ha sottolineato il Procuratore Generale, Tosti ha messo in dubbio la professionalit&agrave; dei magistrati e &ldquo;leso l&#8217;immagine e il prestigio dell&#8217;istituzione giudiziaria&rdquo;.</p>
<p>Per la gravit&agrave; del comportamento pregresso e, come se non bastasse, di quello futuro (come da dichiarazioni dello stesso Tosti), la sanzione richiesta dall&#8217;accusa non poteva quindi essere inferiore alla rimozione dalla magistratura, vista la situazione di &ldquo;vulnus/ferita non rimarginabile&rdquo; che si era delineata; concetto ribadito in chiusura di requisitoria[5], quando &egrave; stato detto che &ldquo;qualunque sanzione inferiore non sarebbe accettabile&rdquo;.</p>
<p>Tosti aveva con s&eacute; molta documentazione, relativa alle &ldquo;memorie&rdquo; che ha presentato negli anni durante le varie fasi dei procedimenti da lui subiti; si era portato anche una &ldquo;pera metallica&rdquo;: un oggetto che nel Medioevo veniva usato, fra molti altri, come strumento di tortura dai rappresentanti della Santa Inquisizione.</p>
<p>Egli ha inizialmente fatto presente che, se non si fosse entrati nello specifico delle motivazioni del suo comportamento, i giudici avrebbero potuto emettere subito la sentenza di condanna: quelle motivazioni (che peraltro la Corte di Cassazione ha preso in considerazione), infatti, non sono affatto trascurabili.</p>
<p>Di seguito, un elenco delle argomentazioni da lui articolate, con la precisazione che verranno riportate in forma sintetica per motivi di spazio: chi fosse interessato ad un approfondimento, pu&ograve; andare alla nota n.6.</p>
<p>&ndash; Sulla Laicit&agrave;: l&#8217;uguaglianza di fronte alla legge vale anche per quanto riguarda l&#8217;aspetto religioso. Il magistrato deve essere imparziale, come obbligo costituzionale, cos&igrave; come deve essere garantita la libert&agrave; religiosa per tutti, dipendenti del Ministero di Giustizia e cittadini italiani; lo Stato, dal canto suo, deve presentarsi come equidistante, imparziale, neutrale;</p>
<p>&ndash; la non esposizione di altri simboli religiosi o del logo dell&#8217;Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) non &egrave; permessa perch&eacute; non prevista per legge, quando nemmeno per il crocifisso ce n&#8217;&egrave; una che ne giustifichi la presenza[7]: si tratta di un palese atto discriminatorio, indice anche di una forma di &ldquo;razzismo religioso&rdquo;;</p>
<p>&ndash; come giudice, sarebbe tornato al lavoro nelle aule se fossero state garantite condizioni modificate: o nessun simbolo religioso o tutti quelli creati dall&#8217;Umanit&agrave; nella sua Storia (a meno che alcuni non li si voglia considerare &ldquo;scaduti&rdquo; perch&eacute; nessuno crede pi&ugrave; ai relativi dei&#8230;);</p>
<p>&ndash; il suo rifiuto di lavorare sotto un crocifisso non costituisce un caso di obiezione di coscienza, che &egrave; prodotto da un&#8217;opposizione personale ad una legge che si ritiene ingiusta, &egrave; invece un caso di denuncia di violazione di un diritto individuale ed universale quale quello di non essere discriminato per motivi religiosi;</p>
<p>&ndash; esempio del giuramento che si presta quando si &egrave; testimoni in un processo: la formula attuale non prevede pi&ugrave; riferimenti ad una divinit&agrave; e/o alla Bibbia, e questo &egrave; stato ottenuto perch&eacute; qualcuno si era rifiutato pronunciare un giuramento dalla formulazione discriminatoria (nei confronti di chi credeva in un altro dio o in nessun dio; anche in questo caso, quindi, si trattava di una violazione del diritto di non essere discriminati per motivi religiosi).</p>
<p>Non sarebbe accettato, invece, il rifiuto del giuramento per motivi religiosi, perch&eacute; non c&#8217;&egrave; una legge che preveda l&#8217;obiezione di coscienza al giuramento.</p>
<p>3) CONSIDERAZIONI PERSONALI<br />
Al termine dell&#8217;udienza, il mio stato d&#8217;animo era di amarezza: avevo visto che l&#8217;Italia ritiene di potersi permettere la perdita di un giudice con esperienza e preparazione, e di non applicare un supremo principio costituzionale come la la Laicit&agrave; dello Stato, pur di non avere dissidi con il Vaticano.</p>
<p>Vaticano che &egrave; uno &ldquo;Stato straniero&rdquo; quando fa comodo alle sue gerarchie per motivi di Concordato o di non trasparenza dello IOR[8] (due esempi fra i diversi possibili), ma &egrave; uno &ldquo;Stato nello Stato (italiano)&rdquo; quando mette il suo esclusivo simbolo nei nostri luoghi pubblici, quando prende i soldi dell&#8217;8per1000, quando la sua religione, e solo quella, viene insegnata nelle scuole pubbliche a partire da quelle materne.</p>
<p>La Laicit&agrave; ci verr&agrave; imposta per legge dall&#8217;Europa. Forse, allora, i molti, troppi che saranno sorpresi e contrariati da ci&ograve;, andranno a cercare il significato di quel basilare concetto sul caro, vecchio vocabolario: onest&agrave; intellettuale permettendo, potranno cos&igrave; riscoprire che si tratta di una garanzia e di una forma di rispetto per tutti, credenti e non credenti.</p>
<p>Per ora, &egrave; pi&ugrave; semplice rimuovere un giudice che rivendica la Laicit&agrave; dello Stato, piuttosto che rimuovere l&#8217;anomalia della presenza ingiustificabile[9] di migliaia di crocifissi nella aule dei tribunali, delle scuole e di tutti gli altri luoghi pubblici italiani.</p>
<p>Penso che le chiese, gli edifici di culto della religione cattolica, siano i luoghi dove i crocifissi sono al loro posto (e nessun laicista chiede di andarli a rimuovere da l&igrave;!); in tutti gli altri luoghi pubblici, sono evidentemente fuori luogo.</p>
<p>A conclusione di questo approfondimento, desidero ringraziare sentitamente Luigi Tosti per averci ricordato che esiste la possibilit&agrave; di ribellarsi a quanto non si ritiene giusto, che si pu&ograve; intraprendere la difficile e non breve strada per far valere le proprie ragioni, e che, comunque vadano le cose, ci si &egrave; battuti per la propria dignit&agrave; di esseri umani pensanti.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">&ldquo;<em>Ribellarsi &egrave; giusto!<br />
Per uno che si muove<br />
tutto il mondo pu&ograve; guardare<br />
&Egrave; giusto!<br />
Un gesto di rifiuto<br />
contro un avvenire uguale di un fascismo conosciuto</em>&rdquo;</p>
<p>Assemblea Musicale Teatrale, Ribellarsi &egrave; giusto in &ldquo;Marilyn&rdquo;.</font></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong><br />
</strong></font></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Nicoletta Bernardi</strong></font></p>
<p></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/documenti/Tosti.pdf" target="_blank">Versione Completa</a> (contiene anche le note)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></font></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/luigi-tosti-divieto-di-laicita-rimozione-forzata/">Luigi Tosti: Divieto di laicità &#8211; Rimozione forzata</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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