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	<title>leggi Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Lo stato della laicità in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 12:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Italia secondo un principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale e apparentemente accettato da tutti sarebbe uno stato laico. Ma la laicità non è un concetto assoluto. E’ una condizione variabile e cambia da Stato a Stato e se negli altri paesi la laicità ha registrato negli ultimi anni  significativi passi avanti, in Italia si è andato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/lo-della-laicita-italia/">Lo stato della laicità in Italia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/lo-della-laicita-italia.html/non-molliamo" rel="attachment wp-att-14365"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-14365" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-1024x685.jpg" alt="" width="346" height="231" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-768x514.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/non-molliamo-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>L’Italia secondo un principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale e apparentemente accettato da tutti sarebbe uno stato laico. Ma la laicità non è un concetto assoluto. E’ una condizione variabile e cambia da Stato a Stato e se negli altri paesi la laicità ha registrato negli ultimi anni  significativi passi avanti, in Italia si è andato a rilento accumulando un ritardo rispetto all’Europa.</p>
<p>Ma vediamo in concreto che cosa è stato fatto e cosa ancora rimane da fare.</p>
<p>Gli obiettivi  che i sostenitori della laicità si erano proposti  di realizzare consistevano ne:</p>
<ul>
<li>il riconoscimento delle unioni civili, sia etero che omo;</li>
<li>la riduzione dei tempi necessari per la separazione ed il divorzio;</li>
<li>il riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita, altrimenti conosciuto come diritto al testamento biologico;</li>
<li>l’introduzione di meccanismi che consentissero la piena e libera esplicazione della legge 194/1978 in materia di interruzione volontaria di gravidanza;</li>
<li>la regolamentazione del fine vita volontario;</li>
<li>la revisione del meccanismo dell’8 per mille.</li>
</ul>
<p>Sono state approvate le norme sul divorzio breve senza soverchi problemi parlamentari e anche le norme sulle unioni civili, dopo un travagliatissimo iter,  hanno visto la luce seppur in forma mutilata  rispetto agli intenti dei promotori.</p>
<p>Le note positive si fermano qui.</p>
<p>Non sono stati fatti progressi sul riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita ossia sul testamento biologico. Sull’argomento abbiamo assistito in passato  alla presentazione di  proposte di legge che  proponevano soluzioni riduttive e penalizzanti, ma tenendo conto dei numerosi progetti giacenti in Parlamento è stata elaborata una proposta di mediazione più equilibrata, approvata da un solo ramo del Parlamento, permangono comunque alcune ambiguità che la rendono insoddisfacente. C’è da dire che la  materia  continua a vedersi parzialmente riconosciuta da molte amministrazioni locali e di questo stato di fatto dovrà tenere conto la futura legge.</p>
<p>Non è stato fatto granché nemmeno per eliminare o ridurre il fenomeno della obiezione di coscienza dei medici ginecologi riguardo alla interruzione di gravidanza che tanti e crescenti disagi sta causando alle donne  che si trovano nella necessità di ricorrere all’aborto.  L’obiezione aveva un senso per quei medici già presenti in ospedale  al momento dell’approvazione della legge, perché  sarebbero stati altrimenti costretti a praticare un’attività sino ad allora non contemplata dalla pratica medica della loro specializzazione, ma non si capisce perché ancora oggi deve continuare ad essere consentita l’obiezione  per i medici assunti successivamente alla introduzione della legge che sono ben consapevoli  della loro futura attività nelle strutture pubbliche.</p>
<p>Se la dichiarazione anticipate di trattamento navigano in acque tempestose, cozza contro un totale ostracismo ogni tentativo di introdurre forme regolamentari del fine vita volontario, sia esso nella forma di suicidio assistito, che di eutanasia passiva o attiva.  Sono presenti in Parlamento tredici disegni di legge sull’argomento e una proposta di legge di iniziativa popolare firmata da 67.000 cittadini  raccolte con la partecipazione di alcune associazioni laiche e atee. Dopo una prima riunione della Commissione  parlamentare per l’esame della materia e l’elaborazione di  un testo condiviso, non si è più andati avanti.  La proposta di riforma costituzionale bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016 prevedeva che le leggi di iniziativa popolare avrebbero dovuto essere esaminate dal Parlamento obbligatoriamente e in tempi definiti. Ma la norma non è stata introdotta e la proposta popolare non avrà ancora una volta seguito.</p>
<p>Ne’ c’è da credere che l’attuale governo e  Parlamento ormai in fase di chiusura avranno la volontà, la capacità e la forza di spingere su un argomento così divisivo.  Anche se la maggioranza dei cittadini si è  espressa  più volte  per una regolamentazione del fine vita, c’è da pensare che il loro peso numerico non conterà  molto  davanti al fronte religioso il cui presunto primato morale ancora ispira riverenza e soggezione.</p>
<p>Per quanto riguarda l’ultimo argomento laico, ossia quello della revisione del meccanismo dell’8 per mille, più volte sollecitata anche dalla Corte dei Conti, ogni modifica non potrà che comportare un ridimensionamento del contributo assegnato alle diverse religioni riconosciute, prima tra tutte quella cattolica che incassa  quasi il 90% del contributo complessivo. La revisione dell’8 per mille è uno dei punti contenuti nella legge delega conferita al Governo per la riforma fiscale ma per porre mano  ad un simile argomento occorrerebbe  un Parlamento con forte maggioranza laica, ma non è la situazione attuale dell’Italia. Non ci sembra  che questo Governo  di transizione né  questo Parlamento abbiano la capacità di portare avanti una riforma di simile portata, anche perché ormai ne mancano i tempi.</p>
<p>Tutto è rinviato al 2018 e oltre. Forse molto oltre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>Il Vaticano vieta e da le regole… a chi?</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-vaticano-vieta-e-da-le-regole-a-chi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 18:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[cremazione]]></category>
		<category><![CDATA[divieti]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-vaticano-vieta-e-da-le-regole-a-chi.html/corriere25-10-16" rel="attachment wp-att-13855"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-13855" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/10/corriere25.10.16.jpg" alt="corriere25-10-16" width="443" height="178" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/10/corriere25.10.16.jpg 883w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/10/corriere25.10.16-300x121.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/10/corriere25.10.16-768x309.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/10/corriere25.10.16-280x113.jpg 280w" sizes="(max-width: 443px) 100vw, 443px" /></a></p>
<p>Occorrerà spiegare al Corriere della Sera (non esattamente l’ultimo arrivato in termini di mass media) che le parole sono importanti e che hanno un loro significato.</p>
<p>Leggere ripetutamente in un suo articolo on line a firma di Gian Guido Vecchi frasi di questo tipo: <strong> <em>“</em></strong><em>le ceneri [dei defunti] non possono essere disperse nell’ambiente né conservate in casa né tantomeno divise in famiglia o conservate in gioielli o altri oggetti, ma devono essere custodite in un luogo sacro”; </em>o ancora<em>: “Di conseguenza, «la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita», stabilisce l’Istruzione. «Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale» il vescovo può concedere il permesso”</em> è come dare per scontato che da oggi ci sia una qualche sorta di divieto in vigore semplicemente perché l’ha detto la Chiesa.</p>
<p>Per non parlare dell’aberrante titolone in prima pagina “<em>La chiesa dà le regole sulla cremazione</em>”; come se il potere giuridico italiano fosse nelle mani del Vaticano.</p>
<p>Ovviamente non è così, per lo meno ancora non ufficialmente, e queste prescrizioni troglodite valgono solo per chi ha la sfortuna di voler essere a tutti i costi un cattolico fondamentalista.</p>
<p>Il resto degli italiani, cattolici e non, possono fare con le ceneri del caro estinto quello che più gli aggrada. Conservarle in casa o disperderle nei luoghi dove è consentita la dispersione.</p>
<p>Ma si, certo che possono farlo anche i cattolici, se poi vogliono pentirsene (di aver rispettato la volontà del loro parente) parleranno con il prete di turno.</p>
<p>Dopodiché se il governo italiano volesse tornare indietro di decenni per riagganciare i rapporti con oltretevere danneggiati dalla approvazione della Cirinnà, semplicemente e pacatamente se ne assumerà la responsabilità.</p>
<p>In conclusione dovremmo anche ribadire che il sedicente progressismo di Papa Francesco I è sempre più evidentemente solo e soltanto una colossale operazione di marketing a cui ormai credono solo Scalfari e qualche sinistro radical chic in cerca di verginità politica, ma è cosa davvero pleonastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>p.s. si è citato il Corriere della Sera a titolo di esempio, gli altri media non si sono comportati molto meglio.</p>
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