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	<title>legge 40 Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La legge 40/2004 di nuovo bocciata</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-legge-402004-di-nuovo-bocciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2015 22:12:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[dagoberto frattaroli]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
		<category><![CDATA[leggi dettate dal vaticano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto, lo scorso 11 Novembre, alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-legge-402004-di-nuovo-bocciata/">La legge 40/2004 di nuovo bocciata</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Il ricorso alla Corte Costituzionale di alcuni cittadini in materia di fecondazione assistita e diagnosi preimpianto ha condotto,<a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato7906065.pdf"> lo scorso 11 Novembre,</a> alla dichiarazione di incostituzionalità di alcuni articoli della legge n. 40 del 2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, in particolare nella parte che vieta l’accesso alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche. <span id="more-13308"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-13309" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg" alt="JODY 2" width="576" height="385" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-1024x685.jpg 1024w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/12/JODY-2-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></a>Il caso preso in esame dalla Corte riguardava due coppie, portatrici sane di malattie genetiche, che avevano chiesto di accedere alla fecondazione medicalmente assistita per poter conoscere, prima dell’impianto nell’utero materno, se il loro embrione avrebbe sviluppato o no la malattia. E’ chiaro che solo con la fecondazione in vitro sarebbe stato possibile l’esame preliminare, impossibile laddove la fecondazione fosse avvenuta in modo naturale. La legge prevede però questa possibilità solo per le coppie infertili o sterili e i coniugi ricorrenti, che volevano evitare di trasmettere ai figli patologie genetiche, ma che non si trovavano in condizioni di sterilità, si sono viste rifiutare l&#8217;accesso alla procreazione medicalmente assistita dal Servizio sanitario nazionale.</p>
<p align="JUSTIFY">La Corte Costituzionale con la sentenza citata ha annullato gli articoli di legge che limitavano l’accesso alle sole coppie non fertili rilevando la evidente irragionevolezza della norma e sottolineando altresì il contrasto con la legge in materia di interruzione di gravidanza, che aveva di fatto creato l’assurda situazione che, da un lato, non consente alle coppie fertili di conoscere preliminarmente il profilo genetico del loro embrione ma permette poi l’aborto degli stessi feti rilevatisi portatori di malattia.</p>
<p align="JUSTIFY">La sentenza della Corte, sebbene improntata ad una sostanziale ragionevolezza e ad un corretto bilanciamento degli interessi coinvolti, non è andata esente da aspre critiche da parte del Deputato e giornalista Eugenia Roccella che in un’intervista a Repubblica.it non si astiene dall’utilizzare termini come eugenetica e privazione di diritto alla vita.</p>
<p align="JUSTIFY">La critica si incentra soprattutto sulla violazione del diritto dell’embrione a vivere. Un diritto che esisterebbe in ogni caso anche nel caso di embrioni portatori di gravi patologia per cui l’eliminazione di un embrione imperfetto sarebbe un atto illegittimo. L’on. Roccella peraltro ritiene che non esistano contraddizioni con la legge sull’aborto, che permetterebbe l’intervento, anche oltre i tre mesi, laddove il feto sia portatore di gravi difetti ereditari.</p>
<p align="JUSTIFY">Da questa premessa discende la conseguenza assurda che si deve rispettare il presunto diritto dell’embrione a non essere scartato quando è ancora costituito da un grumo di poche centinaia di cellule indifferenziate, ma che lo stesso, divenuto ormai un feto di 4 o 5 mesi, presentando la grave malattia che si sospettava avesse, può essere eliminato con una atto abortivo, perchè sul suo diritto prevale quello alla salute della madre, peraltro costretta al grave trauma di una interruzione di gravidanza.</p>
<p align="JUSTIFY">Per quanto riguarda poi il problema della rappresentazione della volontà è chiaro che l’embrione di fronte a questa prospettiva di vita ipotetica non può decidere nulla perché non ha una volontà.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma in tutti questi casi per conto di chi non può esprimersi possono validamente esprimersi i genitori, senza che questa costituisca una qualche prevaricazione, perché per l’embrione parlano coloro che l’hanno concepito. Ma per poter correttamente decidere i genitori devono conoscere anche le condizioni future di salute e di vita del figlio che hanno appena concepito, compresa la possibilità di sviluppare malattie ereditarie. Solo a loro spetta la scelta di impiantare nell’utero un embrione sano o uno portatore della patologia ereditaria che sicuramente farà nascere un bambino gravemente malato.</p>
<p align="JUSTIFY">Si potrebbe obiettare che il diritto dei genitori a scegliere non include la decisione di sopprimere il prodotto del loro concepimento laddove decidano di scartarlo. Ma chi più dei genitori ha diritto di far pesare la propria scelta quando saranno soprattutto i genitori del futuro bambino malato a curarlo ed assisterlo? Non hanno essi forse pieno diritto a decidere se sono disponibili a legarsi ad una vita di sofferenza accanto ad un figlio gravemente disabile destinato talvolta a vita brevissima? E inoltre se questo diritto esiste per la madre mediante un intervento abortivo, perchè non dovrebbe esistere nel caso di un embrione?</p>
<p align="JUSTIFY">Il pensiero della Roccella ricalca il modo di vedere di alcuni gruppi, di ispirazione prevalentemente religiosa, che non si limitano ad esprimere il loro dissenso ma operano per vietare o ostacolare l’esercizio di diritti individuali, alcuni dei quali personalissimi.</p>
<p align="JUSTIFY">Nei pensiero di costoro è evidente la confusione, credo involontaria, tra la facoltà di esercitare un diritto e il dovere di esercitarlo. Permettere a chi lo vuole di divorziare, abortire o chiedere una buona morte non significa costringere tutti indistintamente a seguire la stessa scelta. Chi non è d’accordo può astenersi dal seguire quei comportamenti. La legge, laddove presente come nel caso del divorzio e dell’aborto, dà la facoltà, non obbliga.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma costoro oltre a confondere le facoltà con i doveri, vogliono anche trasformare i diritti individuali in divieti.</p>
<p align="JUSTIFY">Se l’aborto è considerato un diritto da esercitarsi prevalentemente a tutela della salute della donna ebbene secondo costoro è un diritto da negare. Se il divorzio è una libera scelta per porre fine a situazioni insostenibili, deve essere comunque vietato. Se un individuo vuole porre fine alla propria vita ed è impossibilitato a farlo, non ha diritto ad ottenere un aiuto dallo Stato.</p>
<p align="JUSTIFY">Chi è contrario a queste scelte, per motivi religiosi oppure perché crede nel valore della tradizione oppure perché teme pericolosi mutamenti sociali oppure perché questa è l’opinione di personaggi considerati autorevoli e degni di stima, o per altri mille motivi, non può, in una società che si dichiara laica, impedire agli altri che la pensano diversamente di esercitare i loro diritti di abortire, divorziare o morire.</p>
<p align="JUSTIFY">A ben guardare l’azione, anche politica, di questi gruppi non tende ad affermare un loro diritto, ma in nome di principi astratti e spesso anche antiscientifici, è diretta a impedire agli altri cittadini il riconoscimento e l’esercizio dei propri diritti, anche se si tratta di diritti ampiamente riconosciuti nella cultura occidentale.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma così facendo danno luogo alla evidente stranezza che in alcune piazze si manifesta non per l’affermazione dei diritti propri ma per vietare i diritti degli altri.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO SULLA LEGGE 40, UN LEGITTIMO INTERROGATIVO DA PARTE DI UN CITTADINO LAICO</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/dopo-la-sentenza-di-strasburgo-sulla-legge-40-un-legittimo-interrogativo-da-parte-di-un-cittadino-laico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2012 16:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[crocifissi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono un cittadino: un cittadino attivista che ha profuso energie e risorse nella difesa della nostra società da quella che io considero una delle peggiori iatture del nostro tempo. Sto parlando della violazione continua e latente dei diritti umani fondamentali.Inutile evidenziare che gran parte di queste violazioni avvengono da parte delle religioni, ma non solo. Se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/dopo-la-sentenza-di-strasburgo-sulla-legge-40-un-legittimo-interrogativo-da-parte-di-un-cittadino-laico/">DOPO LA SENTENZA DI STRASBURGO SULLA LEGGE 40, UN LEGITTIMO INTERROGATIVO DA PARTE DI UN CITTADINO LAICO</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/vatican.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-10780" title="vatican" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/vatican-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono un cittadino: un cittadino attivista che ha profuso energie e risorse nella difesa della nostra società da quella che io considero una delle peggiori iatture del nostro tempo. Sto parlando della violazione continua e latente dei diritti umani fondamentali.<br />Inutile evidenziare che gran parte di queste violazioni avvengono da parte delle religioni, ma non solo.<span id="more-10779"></span></p>
<p>Se anzi questo dovesse servire a dimostrare che il mio impegno non è contro la religione in se stessa ma solo contro chi tenta di imporla e che sono pronto a difendere la collettività da qualsiasi scorrettezza indipendentemente da chi sia stata commessa, mi sembra opportuno ricordare che non ho esitato a portare in tribunale la mia ex-associazione (l’UAAR) per quello che io considero un comportamento oltre ogni limite accettabile da parte della sua dirigenza.</p>
<p>Ma non è questo il tema della presente nota.</p>
<p> Io ero uno di quei “laicisti” illusi che tra il 2004 ed il 2005 hanno raccolto firme, che fino all’ultimo momento hanno partecipato a incontri e convegni, che hanno fatto i rappresentanti di lista nei seggi in quello che fu uno dei più tragici referendum della storia del nostro paese.</p>
<p>Ricordo la delusione di tutti i militanti dell’UAAR e delle altre associazioni con cui avevamo partecipato al comitato nazionale contro la legge 40 quando risultò che il quorum non era stato raggiunto.</p>
<p> Ora, alla faccia del Sig. Storace (che nel 2003 parlava di fare un “regalo di natale” al papa approvando la legge 40), del Sig. Rutelli (il “cicciobello” della politica italiana che, in uno dei suoi peggiori volta-faccia, sempre nel 2003 asseriva di preferire una cattiva legge al far west), di tutta l’ala confessionalista del parlamento italiano che per una ragione o per un’altra tenta da sempre di ingraziarsi la lobby clericale e (aggiungo con una nota di soddisfazione personale) del Sig. Camillo Ruini che (come il suo successore Bagnasco) non ha ancora capito i limiti del suo ruolo di presidente della CEI, la corte di Strasburgo ha decretato che quella legge contiene elementi contrari all’articolo 8 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo.</p>
<p>Sembra infatti che il semplice particolare per cui ad una qualsiasi coppia venga vietata l’analisi pre-impianto costituisca una pesante ingerenza nella vita privata.</p>
<p>Si badi bene che a tale risultato si è arrivati facendo considerazioni <span style="text-decoration: underline;">contestualizzate</span> nell’ambito del nostro sistema giuridico: l’incoerenza infatti è venuta fuori perché da una parte si vieta l’analisi pre-impianto e dall’altra si autorizza l’interruzione di gravidanza se il feto è affetto da una patologia che era stato vietato diagnosticare.</p>
<p>Quindi non è un divieto in se stesso ad essere fuori dalle convenzioni, ma è il divieto inserito in quell’ambito.</p>
<p>In altre parole: l’incoerenza ha costituito il fallo (ed il conseguente cartellino rosso).</p>
<p> Non è che fosse così difficile arrivare a tale conclusione, però (come si sa) per passare dalle convinzioni personali alle convenzioni ufficiali occorre seguire un certo iter.</p>
<p>Ora l’iter è giunto alla sua conclusine e la storia ci sta dando ragione.</p>
<p>Per chi è abituato all’attivismo in difesa della laicità non è una novità scoprire che quando si impone una religione attraverso norme di legge è difficilissimo non violare almeno uno dei diritti umani fondamentali stabiliti dalla Dichiarazione Universale e recepiti dalla Convenzione Europea.</p>
<p>Nel caso della religione cattolica poi colgo l’occasione per ricordare che il teocrate a capo dello staterello di Via della Conciliazione quei documenti non li ha mai sottoscritti (anche se ne parla a spron battutto quando gli fa comodo per far presa sulle masse).</p>
<p> Qualcuno potrà evidenziare che questo risultato lo dobbiamo soprattutto all’Europa, perché se non ci fosse stata la corte di Strasburgo l’Italia vivrebbe ancora più isolata nel suo regime catto-clientelare che dal secondo dopoguerra (se si eccettuano alcune parentesi) ha sempre dominato incontrastato in ogni contesto della nostra vita politica e sociale.</p>
<p>In effetti la Corte Europea ha demolito definitivamente una legge emanata da un paese sovrano.</p>
<p>Ma ecco che a questo punto, se mi è concesso fare un “parallelo di coerenza”, al sottoscritto sorge spontaneo un interrogativo.</p>
<p> Per porci questo interrogativo occorre rimettere gli orologi indietro di tre anni: era il tardo 2009 e la stessa Corte di Strasburgo accolse in primo grado il ricorso di un’altra coppia (Lautsi-Albertin) decretando che l’esposizione di un crocifisso in un luogo deputato alla pubblica istruzione costituisse una violazione alla libertà di coscienza (sempre in riferimento agli articoli della Convenzione Europea).</p>
<p>Si badi bene che il ricorso Lautsi-Albertin non era stato portato contro una legge dello stato, ma contro una “consuetudine diffusa”: una delle tante regole non scritte (eredità di un passato medievale) che costituiscono in massima parte la vera violazione dei diritti umani in quanto figlie di tradizioni “identitarie” fuori dalla storia e di comunitarismi (spesso coatti).</p>
<p>Le settimane che seguirono videro la peggiore espressione dell’italietta clerical-confessionale: da Gasparri che diceva “potete morire” a Sgarbi che dal suo trespolo lanciava i suoi consueti anatemi schizoidi contro gli esponenti dell’UAAR.</p>
<p>Nei quattordici mesi successivi poi abbiamo assistito allo schieramento confessionalista europeo che raschiava il fondo della padella cercando disperatamente qualcuno che attuasse il ricorso in appello contro tale sentenza per conto della “teocrazia vaticana” che (essendo fuori dall’UE) non poteva agire direttamente.</p>
<p>La “<em>eleven confessional-nation army”</em> era costituita da: Italia, Armenia, Bulgaria, Cipro, Grecia, Lituania, Malta, San Marino, Russia, Principato di Monaco e Romania (probabilmente, se avesse fatto parte dell’UE, vi avremmo visto anche il Monte Athos).</p>
<p>Il ricorso si concluse nel gennaio 2011 con un pronunciamento che capovolse letteralmente la sentenza in primo grado: ossia che la semplice esposizione di un simbolo religioso non costituisce violazione dei diritti umani.</p>
<p> Eccoci dunque giunti alla questione: qualcuno ha mai pensato che esporre un simbolo religioso sia contrario ai diritti umani ?</p>
<p>In qualità di attivista laico sono l’ultimo a pensare una cosa del genere.</p>
<p>Ma se andiamo contestualizzare tale circostanza: se andiamo ad esporre tale simbolo in un luogo pubblico deputato alla pubblica istruzione (come le scuole) o al pubblico giudizio (come i tribunali), un luogo che in uno stato laico dovrebbe essere NEUTRALE per antonomasia, non nasce per caso anche qui un’incoerenza ?</p>
<p>E come mai quella stessa corte di Strasburgo che ha notato un’incoerenza molto meno evidente nella legge 40 (fino dichiararla contraria ai Diritti Umani) si è lasciata sfuggire in sede di appello questa incoerenza dettata da una consuetudine diffusa (non da una legge) e che almeno al sottoscritto (e non solo) appare abbastanza palese ?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non sono un giurista, ma se l’avvocato Carla Corsetti (a cui va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione) è riuscita poche settimane or sono, nella sua difesa in Cassazione del Giudice Tosti, a far figurare il crocifisso come “simbolo politico”, questo mio interrogativo può apparire legittimo oppure no ?</p>
<p> <strong>Francesco Saverio Paoletti</strong></p>
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		<title>Cosa resterà della legge 40</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-restera-della-legge-40/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 17:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[corte di strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 19 Febbraio 2004 il giorno in cui gli integralisti religiosi italiani conseguirono indubbiamente una vittoria epica con l’entrata in vigore di una delle leggi più antiscientifiche che memoria d’uomo ricordi. Una rivincita sulle vittorie laiche sulle tematiche del divorzio e dell’aborto attesa da tempo in ambienti clericalisti. Da quel momento infatti (e ancor [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 19 Febbraio 2004 il giorno in cui gli integralisti religiosi italiani conseguirono indubbiamente una vittoria epica con l’entrata in vigore di una delle leggi più antiscientifiche che memoria d’uomo ricordi. Una rivincita sulle vittorie laiche sulle tematiche del divorzio e dell’aborto attesa da tempo in ambienti clericalisti.<span id="more-10771"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-10772" title="embrioni_cellule_scimmia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia-300x237.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/08/embrioni_cellule_scimmia.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Da quel momento infatti (e ancor più con il mancato raggiungimento del quorum al referendum che voleva abolire la legge) fu evidente che il riflusso clericale nel nostro paese aveva sommerso le coscienze laiche che da troppo tempo vivevano sugli allori di vittorie derivate dai movimenti degli anni 70. Non a caso si sono rinvigoriti gli attacchi contro la legge 194/78 sull’aborto operati dai sedicenti attivisti pro life che oramai potevano contare su solidi appoggi politici tanto a destra quanto a sinistra e in nome dei diritti degli embrioni vogliono negare quelli delle donne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da qualche tempo però quella vittoria sta diventando la classica vittoria di Pirro, che produce più danni ai “vincitori” che ai vinti. Già nel 2009 la Corte Costituzionale (Sentenza n. 151 del 1 Aprile 2009) aveva dichiarato illegittimo uno dei commi più assurdi della legge, quello che prevedeva l’obbligo di impianto contemporaneo degli embrioni fecondati esponendo la donna al rischio di gravidanze gemellari. Se qualcuno oggi si chiede perché una norma così assurda sia stata inserita in una legge di uno stato occidentale significa che si è perso (beato lui) i deliranti comizi di quei giorni fatti dagli attivisti di Scienza e Vita e altre associazioni simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi finalmente la Corte di Strasburgo dei diritti umani ha svuotato la legge di un altro caposaldo dettato dall’integralismo religioso, quello del divieto di diagnosi preimpianto sugli embrioni. In poche parole una volta fatta la fecondazione assistita la donna è obbligata a farsi impiantare gli embrioni magari pur sapendo che possono essere portatori di malattie ereditarie da parte propria e/o del partner. Fermo restando il successivo diritto all’aborto&#8230; una contraddizione che non è sfuggita alla Corte, che ha in buone parole detto all’Italia di non produrre leggi in chiaro contrasto l’una con l’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora, prendendo atto delle parole del ministro Balduzzi che ha prontamente dichiarato <span style="color: #000000;">&#8220;La questione della compatibilità tra legge 40 e legge 194 sollevata dalla Corte di Strasburgo è un problema già noto&#8221; (e da quando? a dire il vero ci risulta che quasi tutti gli esponenti istituzionali si sono affannati in questi anni a convincere noi laici che non c’era nessun contrasto) e sperando che il prossimo governo non elimini la 194 per risolvere l’incompatibilità, ci chiediamo, senza ironia, cosa resterà di questa legge 40? </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per ora resta il divieto della fecondazione eterologa, ultimo ridicolo tassello del mosaico dettato da ragioni catto-integraliste, in attesa che la prossima sentenza faccia in pratica giustizia alle ragioni referendarie del 2005 affossate solo dal gioco sporco di Ruini &amp; co. che fecero leva sulla disinformazione e l’indifferenza cavalcando la crescente ondata di astensionisti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno gli otto anni persi in cui si è registrato un sostanziale calo di bambini nati “in provetta” nel nostro paese grazie alle associazioni pro life (lungi da noi che uno dei loro esponenti colga l’ironia di questo fatto).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno i milioni di euro spesi all’estero dalle coppie italiane che per non avere a che fare con il medioevo sono andati in Spagna, in Francia, in Rep. Ceca e in altri paesi che non hanno la sfortuna di avere il Vaticano in casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Resteranno i pregiudizi, l’ignoranza e l’indifferenza degli italiani che nel 2005 potevano risparmiare all’Italia anni di limbo medievale ed antiscientifico.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta senz’altro la nostra convinzione che occorre ancora molto a questo paese per colmare il gap di civiltà con il resto dell’Europa Occidentale e che i diritti civili vanno difesi giorno per giorno, perché qui il medioevo è sempre dietro l’angolo, anzi dietro al Tevere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cosa-restera-della-legge-40/">Cosa resterà della legge 40</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Procreazione, abbandono, adozione: oltre il lessico della legge 40</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/procreazione-abbandono-adozione-oltre-il-lessico-della-legge-40/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:20:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
		<category><![CDATA[embrioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge 40]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’episodio accaduto nei giorni scorsi al Centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma,  in cui per un guasto dell’impianto di crioconservazione sono andari distrutti 94 embrioni, 130 ovociti e 6 campioni di liquido seminale, apre nuovamente le porte a una riflessione sulla legge 40sulla fecondazione assistita o ciò che ne [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’episodio accaduto nei giorni scorsi al <strong>Centro di Procreazione medicalmente assistita</strong> (Pma) dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma,  in cui per un guasto dell’impianto di crioconservazione sono andari distrutti 94 embrioni, 130 ovociti e 6 campioni di liquido seminale, apre nuovamente le porte a una riflessione sulla<strong> legge 40</strong>sulla fecondazione assistita o ciò che ne rimane. Senza nulla togliere, ovviamente, a quelle coppie oggi disperate che riponevano in quegli embrioni la loro unica speranza di diventare genitori. Nessuna indagine e accertamento di responsabilità sull’accaduto ridarà loro, soprattutto alle donne, il calvario fisico e psicologico che hanno subito per aspirare a essere genitori.<span id="more-10514"></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" title="embrioni" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/04/embrioni.jpg" alt="" width="291" height="167" />Ma torniamo alla legge. La Consulta l’ha abbattuta pezzo a pezzo, dichiarando incostituzionale il divieto di produzione  e successivo impianto contemporaneo di tre embrioni per volta e di conseguenza l’impedimento a  congelare gli embrioni in eccesso. In piedi, quindi, sono rimasti il veto alla <strong>fecondazione eterologa</strong> (in natura tutt’altro che infrequente), quello alla <strong>diagnosi preimpianto</strong> (invece possibile a gravidanza accertata, il che porta all’assurdo che si possa ricorrere all’aborto terapeutico <em>dopo</em> l’impianto ma non scegliere <em>prima</em>) e quello alla <strong>distruzione o donazione alla ricerca degli embrioni</strong> in sovrannumero. La Consulta si dovrebbe pronunciare, il 22 maggio prossimo, anche sull’incostituzionalità del divieto di fecondazione eterologa, e la speranza è che un altro pezzo di questa legge medioevale, con buona pace dell’ex sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, venga abbattuto.</p>
<p>Rimangono, però, ammesso che la Corte costituzionale rigetti anche questo paletto, due aspetti abbastanza inquietanti. Il primo è quello degli <strong>embrioni “in avanzo”</strong>, che devono essere mantenuti in eterno (o fino a un altro guasto tecnico?) a spese dello Stato, ossia di tutti, in sofisticati apparati per la crioconservazione anche se nessuno ne chiederà mai l’impianto. Un danno economico da una parte e una sottrazione di prezioso materiale per la ricerca scientifica dall’altro.</p>
<p>Il secondo, che pare irrilevante ma non lo è affatto, è l’<strong>aspetto lessicale</strong>. Della legge 40, alla fine, resterà la terminologia. E così la <strong>fecondazione</strong> medicalmente assistita in Italia si chiama <strong>procreazione</strong>, a sottolineare che il processo biologico che genera la vita umana ha una connotazione sacra. Tant’è che i centri deputati si chiamano, appunto, <strong>centri per la Procreazione medicalmente assistita</strong>. Gli embrioni in sovrannumero, invece, ossia quelli per i quali la coppia rinuncia all’impianto o che sono stati generati precedentemente al 2004, anno di entrata in vigore della legge, vengono definiti <strong>abbandonati</strong>. E infatti era stata creata per conservarli la Biobanca di Milano (costo iniziale circa 700mila euro ai quali si aggiungono altri 80mila l’anno per la manutenzione) mai utilizzata e ora destinata a rimanere vuoto monumento giacché le <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/02/%C2%ABlegge-40-nuovo-governo-vizi-antichi%C2%BB-intervista-a-filomena-gallo/">nuove linee guida per la legge 40</a>, redatte nel novembre scorso da Eugenia Roccella nonostante il suo governo fosse già dimissionario, delegano alle Regioni –  oneri economici inclusi – la loro gestione. Ma quel termine, <em>abbandonati</em>, rimane. Come se si trattasse di <strong>bambini</strong>. Tant’è che alla fine del 2011 la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato il testo base della <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/11/adozione-di-embrioni-ed-e-subito-polemica/">proposta di legge</a> avanzata dal deputato Idv Giuseppe Palagiano sull’”<strong>adozione degli embrioni</strong>”. Che sarebbe un’adozione a tutti gli effetti, visto che la richiesta deve essere inoltrata da coppie coniugate o conviventi (eterosessuali, s’intende) da almeno due anni al Tribunale dei minori. Ma basta leggere due righe della dichiarazione del promotore per farsi un’idea da brivido: «<em>Un progetto di vita che si contrappone ad una morte certa, nel freddo e nel buio di una tanica di metallo</em>».</p>
<p>Ecco, alla fine rimarrà questo della legge 40. L’idea della sacralità della vita, la pari dignità tra embrioni e bambini. Il linguaggio è importante perché non si limita a descrivere la realtà, ma la crea. Parole come <em>amore</em> o <em>amicizia</em>, ad esempio, suggellano un sentimento, gli danno corpo ed esistenza. Creano, cioè, <strong>un fatto</strong>, caratterizzano una relazione e la classificano all’interno di un senso comune mai scritto ma ritenuto regola implicita e condivisa. Dal semplice aggettivo <em>abbandonato</em>, riferito a un embrione, scaturiscono regole per l’<em>adozione</em>, quando sarebbe più corretto parlare di <em>embrione in sovrannumero</em> e <em>richiesta di impianto</em>. Così come dalla <em>fecondazione</em> che diventa <em>procreazione</em><strong>,</strong> perdendo la sua connotazione biologica per assumerne una sacra, nascono paletti su paletti per la tutela dell’embrione a scapito di quella, prioritaria, della salute della donna.</p>
<p>Le parole hanno la capacità di costruire <em>realtà</em> che diventano parte del nostro bagaglio culturale. Un bagaglio che va al di là della legge 40 e ci resterà nel Dna anche quando la Corte costituzionale ne avrà abbattuto l’ultimo veto.</p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani</strong></div>
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		<title>tornano i talebani al governo (italiano)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/tornano-i-talebani-al-governo-italiano/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 15:53:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come ampiamente previsto i catto-talebani non perdono tempo e annunciano di voler cancellare una delle poche cose sensate fatte dall&#8217;ex ministro Livia Turco. Ovviamente non perde l&#8217;occasione il sig. Giovanardi per continuare a raccontare la balla &#34;della legge confermata dal referendum&#34; quando in realt&#224; al referendum hanno vinto in larga maggioranza i si e solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Come ampiamente previsto i catto-talebani non perdono tempo e annunciano di voler cancellare una delle poche cose sensate fatte dall&#8217;ex ministro Livia Turco.</em></p>
<p><em>Ovviamente non perde l&#8217;occasione il sig. Giovanardi per continuare a raccontare la balla &quot;della legge confermata dal referendum&quot; quando in realt&agrave; al referendum hanno vinto in larga maggioranza i si e solo per un anacronistico quorum il risultato non &egrave; stato valido&#8230;</em></p>
<p align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></p>
<p align="left"><a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_15/fecondazione_giovanardi_legge_1c09b7c2-2287-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml">dal sito del corriere della sera</a></p>
<h1><font size="2">Fecondazione assistita: Giovanardi, cambieremo le direttive della Turco</font></h1>
<h2><font size="2">Il sottosegretario alla Famiglia: &laquo;Non pu&ograve;, con una circolare, modificare una norma approvata dal Parlamento&raquo;</font></h2>
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		<title>Modifica alle linee guida della legge 40</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/modifica-alle-linee-guida-della-legge-40/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 12:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono volute due sonore sconfitte elettorali ma alla fine la ministra Turco si &#232; decisa a far qualcosa di &#34;progressista&#34;&#8230;&#160; ora speriamo solo&#160;che il nuovo miniistro della salute non esordisca cancellando questo regalo di addio. redazione[at]civiltalaica.it dal sito de la repubblica: Anche i soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili potranno avere dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ci sono volute due sonore sconfitte elettorali ma alla fine la ministra Turco si &egrave; decisa a far qualcosa di &quot;progressista&quot;&#8230;&nbsp; ora speriamo solo&nbsp;che il nuovo miniistro della salute non esordisca cancellando questo regalo di addio.</em></p>
<p align="right"><em><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></em></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/guida-fecondazione/guida-fecondazione/guida-fecondazione.html">dal sito de la repubblica:</a></p>
<p>Anche i soggetti sieropositivi a virus di malattie sessualmente trasmissibili<br />
potranno avere dei figli senza correre il rischio di infettare partner e nascituro</p>
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		<title>La Sinistra Arcobaleno ci invita&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/la-sinistra-arcobaleno-ci-invita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 18:52:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8230;. e come consuetudine posto in anteprima il mio intervento per i lettori del nostro blog. L&#8217;iniziativa si chiama &#34;io ci metto la faccia: 194 per la 194&#34; e si svolger&#224; domani a Terni per ulteriori informazioni vedi il nostro sito Lasciatemi iniziare con un ringraziamento, veramente sentito, agli organizzatori di questa manifestazione. Per fortuna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-sinistra-arcobaleno-ci-invita/">La Sinistra Arcobaleno ci invita&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230;. e come consuetudine posto in anteprima il mio intervento per i lettori del nostro blog.</em></p>
<p><em>L&#8217;iniziativa si chiama &quot;io ci metto la faccia: 194 per la 194&quot; e si svolger&agrave; domani a Terni per ulteriori informazioni vedi </em><a target="_blank" href="http://www.civiltalaica.it/web/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=779&amp;Itemid=115"><em>il nostro sito</em></a></p>
<p align="justify"> <font face="Tahoma">Lasciatemi iniziare con un ringraziamento, veramente sentito, agli organizzatori di questa manifestazione.<br />
Per fortuna che c&rsquo;&egrave; qualche forza politica che OSA rispondere a quella che senza mezzi termini definisco un&rsquo;offensiva clericale senza tregua che da anni sta avvenendo nel nostro paese.<br />
Qualcun&#8217;altro invece preferisce chiudere gli occhi e non vedere cosa sta succedendo per non perdere l&rsquo;appoggio della sua componente teo-dem, come va di moda chiamarla oggi (che per inciso non si &egrave; ben capito da cosa si differenzia da quella cosiddetta teo-con).<br />
&Egrave; un attacco clericale che avviene nella politica, nella cultura e in tutto ci&ograve; che &egrave; la nazione Italia; ed &egrave; in quest&rsquo;ottica che va inquadrata l&rsquo;offensiva attuale contro la legge 194.<br />
Ma quest&rsquo;attacco non &egrave; nato ieri, &egrave; in corso da pi&ugrave; di un decennio, e Civilt&agrave; Laica &egrave; nata proprio a causa di quest&#8217;attacco, da alcune persone che avevano in comune il sentire in pericolo la laicit&agrave; del nostro stato.<br />
Personalmente non parlo mai troppo volentieri dell&rsquo;aborto, ma non perch&eacute; voglio chiudere gli occhi di fronte a un problema preferendo ignorarlo come hanno fatto e continuano a fare in tanti. No, dico che non ne parlo volentieri perch&eacute; a mio personale giudizio, noi uomini dovremmo imparare a stare zitti e non interferire in ci&ograve; che rientra nel diritto all&rsquo;autodeterminazione della donna. Noi uomini dovremmo cominciare ad ammettere di non essere in grado di poter capire quella che &egrave; un&#8217;esperienza tutta femminile, sia nella gioia di una gravidanza sia nel dramma di un aborto, quindi dovremmo astenerci innanzitutto dal giudicare e dall&#8217;esprimere opinioni etiche.<br />
Tuttavia di fronte a questa dirompente invettiva clericale, di fronte a cialtroni che chiamano assassine le donne che compiono una scelta legittima, che paragonano l&#8217;aborto alla pena di morte, o arrivano a chiamare i carabinieri per un presunto feticidio (come recentemente &egrave; accaduto a Napoli), non posso esimermi dall&#8217;esprimere pubblicamente la mia solidariet&agrave; alle donne che sono pesantemente sotto attacco.<br />
Difendiamo la 194 quindi, ma attenzione, da laici convinti quali siamo, non&nbsp; la difendiamo come se fosse un dogma immodificabile e di cui non si pu&ograve; discutere. Noi laici, per definizione, non abbiamo dogmi. Di certo tutto si pu&ograve; migliorare compresa la 194.<br />
Sono diverse le cose che si potrebbero rivedere e applicare meglio.<br />
Parliamo ad esempio del fatto che la legge proclama: Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell&#8217;ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonch&eacute; altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.<br />
Basta leggere queste poche righe per vedere come alcune parti della legge sono state ampiamente disattese!<br />
Le strutture socio sanitarie come i consultori pubblici anzich&eacute; essere SVILUPPATI come dice la legge sono addirittura in diminuzione e come ha rilevato un inchiesta del settimanale &ldquo;l&rsquo;espresso&rdquo; dell&rsquo;ottobre scorso siamo ben lontani dall&rsquo;obiettivo fissato nel &#8217;96 di avere un consultorio ogni ventimila abitanti. Le cifre parlano chiaro di media, e sottolineo di media, siamo intorno ad un consultorio ogni 30mila&#8230; ma solo perch&eacute; ci sono delle regioni virtuose che alzano la media, e solo perch&eacute; nel conteggio vengono incluse strutture in realt&agrave; chiuse per ristrutturazione. I numeri reali dicono che nel sud Italia siamo intorno ad un consultorio ogni 50mila abitanti!<br />
Di questo pretendiamo che si parli quando chiediamo di verificare il funzionamento della legge 194, non di cose prive di senso come a quale settimana di gestazione occorre operare la rianimazione dei feti abortiti contro il volere dei genitori!<br />
Ma ce ne sono di cose di cui parlare&#8230; voglio accennare ad una questione che recentemente &egrave; stata esposta anche dal ginecologo Carlo Flamigni su MicroMega, ovvero la legittimit&agrave; dell&rsquo;obiezione di coscienza dei medici.<br />
Tengo a precisare che io sono stato, e sono tutt&rsquo;ora un Obiettore Di Coscienza al servizio di leva obbligatorio, quindi so perfettamente di cosa si parla, e so perfettamente che oggi il termine OBIEZIONE DI COSCIENZA &egrave; quanto mai abusato, o per lo meno messo a giustificare un atteggiamento di comodo.<br />
Si fa Obiezione di Coscienza quando si disobbedisce ad un OBBLIGO di legge, fate attenzione all&rsquo;uso delle parole, si parla di obbligo di legge. Questo era il caso del servizio di leva obbligatorio, questo &egrave; il caso degli obiettori di coscienza FISCALI.<br />
In entrambi i casi l&rsquo;Obiettore paga in prima persona il prezzo delle sue scelte; nel caso dell&rsquo;Obiettore al servizio militare ad esempio, si paga questa scelta con l&rsquo;impedimento di svolgere poi nel corso della vita lavori inerenti alla presenza nelle forze armate, nei vigili urbani, o nella polizia. E non &egrave; sbagliato, anzi! &Egrave; un principio giustissimo, io non posso a causa della MIA scelta di non usare armi mettere in pericolo altre persone. Ad esempio, un poliziotto non pu&ograve; trovarsi in pericolo perch&eacute; un suo collega &egrave; un obiettore di coscienza che non usa armi.<br />
Quello che succede invece con gli Obiettori Di Coscienza alla 194 &egrave; che altre persone pagano il prezzo delle loro scelte. Loro invece fanno tranquillamente il lavoro che hanno scelto (SCELTO, NON SONO STATI OBBLIGATI DA NESSUNO A FARE QUEL LAVORO) disobbedendo senza alcuna conseguenza (per loro) ad una legge dello stato.<br />
E allora se era comprensibile che fosse prevista l&rsquo;Obiezione Di Coscienza per i medici che erano gi&agrave; in servizio quando &egrave; stata emanata la legge, non &egrave; pi&ugrave; comprensibile OGGI a trent&rsquo;anni di distanza.<br />
&Egrave; decisamente ora che l&rsquo;Obiezione di Coscienza alla 194 sia dichiarata illegittima, perch&eacute; oggi chi sceglie di fare il medico ginecologo o il medico chirurgo sa perfettamente che in Italia l&rsquo;aborto &egrave; legittimo, e come tutti noi deve rispettare le leggi dello stato in cui vive anche se le ritiene sbagliate.<br />
Se non vuole avere a che fare con l&rsquo;Interruzione Volontaria di Gravidanza esistono un ampia gamma di altri lavori, anche nello stesso ambito della medicina, che pu&ograve; scegliere e che gli permetteranno di vivere in ottemperanza ai suoi dogmi morali senza far pagare a nessuno il peso delle sue scelte. </font></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma">Quindi, concludendo, noi difendiamo, certamente, questa legge ma non in maniera cieca e dogmatica, siamo pronti a discutere delle possibili migliorie che possono essere effettuate.<br />
Ma oggi purtroppo siamo costretti a difenderla da quello che &egrave; un attacco che vorrebbe tornare alla criminalizzazione della donna e vorrebbe negare il suo diritto all&rsquo;autodeterminazione. Un attacco fatto da chi, ignorando volutamente i successi riportati dalla 194 vorrebbe portare indietro le lancette dell&#8217;orologio fino ad avere un aborto illegale con il ritorno agli spilloni delle mammane.&nbsp; <br />
Un attacco questo, consentitemi di sottolinearlo, che &egrave; cominciato in maniera esplicita quando &egrave; stata promulgata la legge 40 sulla fecondazione assistita, legge che non posso che definire, cieca, bigotta e talebana.<br />
Una legge che rispetto alla 194 &egrave; indietro di trent&rsquo;anni pur essendo stata promulgata trent&rsquo;anni dopo, segno che non sempre le cose nel nostro paese vanno in avanti, anzi per citare Umberto Eco, spesso si procede a &ldquo;passo di gambero&rdquo;.</font></p>
<p align="right"><font face="Tahoma"><strong>Alessandro Chiometti</strong></font></p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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		<title>REGALO DI NATALE!</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/regalo-di-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 13:06:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E speriamo che questo convinca la ministra Turco a modificare le linee guida sulla demenziale legge 40. redazione[at]civiltalaica.it</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E speriamo che questo convinca la ministra Turco a modificare le linee guida sulla demenziale legge 40.</p>
<p align="right"><strong>redazione[at]civiltalaica.it</strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/regalo-di-natale/">REGALO DI NATALE!</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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