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	<title>legalizzazione delle droghe Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il sasso di Saviano coglie nel segno e l’ipocrisia italiana si scatena</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/roberto-saviano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2019 15:11:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[legalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalizzazione delle droghe]]></category>
		<category><![CDATA[roberto saviano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Saviano choc”, “Saviano è impazzito”, “Saviano è un camorrista”, “Togliete la scorta a Saviano”. Sono solo alcuni degli starnazzi che si possono facilmente reperire in rete dopo che il sasso di Saviano ha turbato l’apatico stagno dell’ipocrisia italiana sulla questione “guerra alla droga”. Se le crociate perbeniste e ridicole di Salvini contro la cannabis light [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/roberto-saviano/">Il sasso di Saviano coglie nel segno e l’ipocrisia italiana si scatena</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/il-sasso-di-saviano-coglie-nel-segno-e-lipocrisia-italiana-si-scatena.html/saviano-zero" rel="attachment wp-att-16317"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-16317" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2019/09/saviano-zero.jpg" alt="" width="1280" height="720" /></a></p>
<p style="font-weight: 400;">“Saviano choc”, “Saviano è impazzito”, “Saviano è un camorrista”, “Togliete la scorta a Saviano”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sono solo alcuni degli starnazzi che si possono facilmente reperire in rete dopo che il sasso di Saviano ha turbato l’apatico stagno dell’ipocrisia italiana sulla questione “guerra alla droga”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Se le crociate perbeniste e ridicole di Salvini contro la cannabis light sembravano fino a poco tempo fa costringere il paese a fare ulteriori passi indietro, fortunatamente la fuga in avanti su questi temi del sempre coraggioso scrittore napoletano ha dato una sveglia. “Legalizzare le cocaina” ha detto Saviano. Apriti cielo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In province come quella di Terni dove la presenza delle c.d. comunità di recupero è molto  ingombrante (siamo qui fin troppo abituati alle vergognose passarelle elettorali di politici sinistri e maldestri) sono arrivate le loro reazioni infuriate su ogni mass media. Dai quotidiani cartacei al più sconosciuto blog on line di “informazione” non c’è stato praticamente nessuno che non ha riportato le condanne dei vari “esperti sulla droga” alle parole di Saviano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ovviamente nessuno ha riportato i dati reali della sedicente guerra alla droga. Altrimenti i lettori potrebbero scoprire che i consumatori abituali di cocaina sono circa la metà della popolazione italiana, che i c.d. “morti per droga” sono inferiori (o comunque paragonabili) ogni anno a quelli dovuti all’alpinismo o allo sport amatoriale in genere sebbene nessuno si senta in dovere di scatenare “una guerra allo sport amatoriale”, che nessuno conosce le percentuali di successo delle c.d. comunità di recupero che pure prendono una valanga di soldi per le loro attività.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per non parlare del fatto che un’informazione decente dovrebbe anche pubblicare gli studi medici sulla pericolosità delle droghe che porterebbero a scoprire che la “droga” più pericolosa di tutte è l’alcool (fonte Lancet: <a href="https://www.tpi.it/esteri/ecstasy-lsd-allucinogeni-droghe-meno-pericolose/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.tpi.it/esteri/ecstasy-lsd-allucinogeni-droghe-meno-pericolose/&amp;source=gmail&amp;ust=1568731817960000&amp;usg=AFQjCNH459ETdinxuHm9GqTQEzhgWOJJKw">https://www.tpi.it/esteri/ecstasy-lsd-allucinogeni-droghe-meno-pericolose/</a>) perfettamente legale e incentivato al consumo,  e che anche il tabacco, le anfetamine, i barbiturici e le benzodiazepine non se la passano male come pericolosità (tutte droghe legali).</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi ovviamente un’informazione almeno decente avrebbe anche dovuto sottolineare il fatto che non solo il proibizionismo ha fallito ovunque, ma anche che di esempi di politiche diverse sulla questione droghe sono possibili; e non solo per ciò che riguarda la cannabis e le droghe leggere su cui ormai sono decine gli stati che beneficiano degli effetti della sua legalizzazione… ma anche la depenalizzazione delle droghe più pesanti ha avuto i suoi ottimi effetti ad esempio in Portogallo (fonte: <a href="https://www.linkiesta.it/it/article/2015/06/07/decriminalizzare-tutte-le-droghe-lesperimento-del-portogallo/26215/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.linkiesta.it/it/article/2015/06/07/decriminalizzare-tutte-le-droghe-lesperimento-del-portogallo/26215/&amp;source=gmail&amp;ust=1568731817960000&amp;usg=AFQjCNF1QaufH6j6EYDLyCZ8JNQd3rfGNg">https://www.linkiesta.it/it/article/2015/06/07/decriminalizzare-tutte-le-droghe-lesperimento-del-portogallo/26215/</a> ).</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma ci siamo abituati, questo del resto è il paese in cui a parlare del cosmo chiamiamo gli astrologi, dove si esalta chi si è laureato all’università della strada, dove quando c’è un problema inerente  alla laicità delle istituzioni chiediamo consiglio all’Imam locale. Quindi quando si parla di droga evitiamo di far parlare farmacologi o esperti di diritto che hanno un opinione diversa da quella dominante. Anzi, perché a questo punto non chiediamo direttamente a  un narcotrafficante un parere sulla legalizzazione delle droghe?</p>
<p style="font-weight: 400;">Magari avrà la stessa reazione di James Woods e Robert De Niro che da trafficanti di alcool ai tempi del proibizionismo americano commentano l’articolo sul giornale annunciante la fine di questo con: “Siamo disoccupati!”</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/roberto-saviano/">Il sasso di Saviano coglie nel segno e l’ipocrisia italiana si scatena</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/15084/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2018 14:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[legalizzazione delle droghe]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[spesa pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[wired]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul British Medical Journal (Bmj) le dure leggi proibizionistiche sulle droghe (non solo sulla cannabis) stanno danneggiando la salute pubblica. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la depenalizzazionee la regolamentazione di vendita e consumo per uso sia medicosia ricreativo di sostanze, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15084/">Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/15084.html/berlino2014-048" rel="attachment wp-att-15085"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-15085" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg" alt="" width="346" height="516" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048.jpg 2592w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-201x300.jpg 201w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-768x1147.jpg 768w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-685x1024.jpg 685w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2018/05/BERLINO2014-048-107x160.jpg 107w" sizes="(max-width: 346px) 100vw, 346px" /></a></p>
<p>Non si scherza. Secondo un editoriale pubblicato sul <em><strong>British Medical Journal</strong> </em>(Bmj) le dure <strong>leggi proibizionistiche sulle droghe</strong> (non solo sulla <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/04/03/cannabis-terapeutica-legale/" target="_blank" rel="noopener">cannabis</a>) stanno danneggiando la <strong>salute pubblica</strong>. E quando anche una delle riviste mediche più antiche e prestigiose del mondo arriva a schierarsi sostenendo la necessità di un cambiamento diretto verso la <strong>depenalizzazione</strong>e la <strong>regolamentazione</strong> di vendita e consumo per uso sia <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2017/09/29/uso-terapeutico-droghe-punto-siamo/" target="_blank" rel="noopener">medico</a>sia ricreativo di sostanze, i <a href="https://www.wired.it/play/libri/2017/06/28/4-miliardi-ragioni-cambiare-le-politche-sulle-droghe/" target="_blank" rel="noopener">decisori politici</a> dovrebbero proprio ascoltare.</p>
<p>Non si tratta di una semplice presa di posizione ideologica, nel numero del <strong><em>Bmj</em></strong> dedicato all’analisi delle<strong> leggi sulle droghe</strong> si trovano dati ed esempi concreti che l’editore capo <strong>Fiona Godlee</strong>, nella sua <a href="https://www.bmj.com/content/bmj/361/bmj.k2057.full.pdf" target="_blank" rel="noopener">prefazione</a> all’<a href="https://www.bmj.com/content/361/bmj.k1999" target="_blank" rel="noopener">editoriale</a> principale di <strong>Jason Reed</strong> e <strong>Paul Whitehouse</strong>, definisce “<em>indiscutibili”</em>. Fatti che non lascerebbero “<em>nessuna giustificazione razionale perché si continuino a criminalizzare le droghe”</em>.</p>
<p>Nonostante le pesanti restrizioni e le sanzioni previste finora dalle leggi britanniche per lo spaccio, la detenzione e il consumo di sostanze, la <strong>Scozia</strong> è il Paese con il <strong>tasso di mortalità</strong> legato alle droghe <strong>più elevato</strong> nell’Unione europea, un numero che si è raddoppiato negli ultimi 10 anni.</p>
<p>Le stime dicono, inoltre, che ogni contribuente inglese versa all’anno <strong>400 sterline</strong> alla guerra alle droghe, ma i ricavi del commercio illecito continuano a crescere a livello mondiale alimentando <strong>crimine organizzato</strong> e <strong>miseria</strong> <strong>umana</strong>. Non per niente esistono studi che hanno dimostrato il legame tra l’ondata di criminalità armata nel Regno Unito e la maggiore diffusione di <a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/02/21/fentanili-nuova-droga-europa/" target="_blank" rel="noopener">fentanil</a> e crack nel mercato illecito: le controversie che nascono in questi contesti non possono essere risolte attraverso canali legali e la <strong>violenza</strong> dilaga. Ecco il principale <strong>danno alla salute pubblica</strong>, sostiene Godlee.</p>
<p>Secondo gli esperti del <em>Bmj</em> a nulla serviranno le misure previste dalla <strong><em>Serious Violence Strategy</em></strong> per combattere l’ondata di crimini violenti nel Regno Unito: impiegare altri <strong>40 milioni di sterline in politiche proibizioniste</strong>. Oltretutto la proposta arriva da un dipartimento governativo che appena quattro anni fa, riportano gli autori dell’editoriale, aveva diffuso un rapporto che sosteneva l’impossibilità di trovare una correlazione tra l’inasprimento delle leggi contro le droghe e la diminuzione dell’uso non medico delle sostanze.</p>
<p>Perché dunque, si chiedono i medici inglesi, non spendere quelle risorse in altro modo? Per esempio investendo in <strong>programmi di educazione</strong>, di protezione dei minori o di <strong>assistenza ai <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2018/03/22/cocaina-eroina-impronte-digitali/" target="_blank" rel="noopener">tossicodipendenti</a></strong>. Legalizzando le droghe, regolamentandole e tassandole (come si fa con l’alcol e il <a href="https://www.wired.it/scienza/lab/2017/12/06/nuova-mappa-cervello-fumo/" target="_blank" rel="noopener">tabacco</a>), inoltre, si potrebbero ottenere dei <strong>ricavi</strong> e contrastare il commercio illegale.</p>
<p>Prima del <em>Bmj</em> a esporsi contro il proibizionismo sulle droghe ci sono state la British Medical Association, la Faculty of Public Health e la Royal Society of Public Health. Più recentemente anche il Royal College of Physicians, che rappresenta 34mila medici in tutto il mondo, ha pubblicato un editoriale a favore della depenalizzazione delle sostanze. Data la sua reputazione e la sua influenza, il <em>Bmj</em> non si espone mai prematuramente, ma ora la rivista è fermamente convinta che siano necessari sforzi per <strong>legalizzare</strong>, <strong>regolamentare</strong> e <strong>tassare</strong> la vendita di droghe per uso ricreativo e medicinale: <em>“Questa è una questione su cui i medici possono e devono far sentire la propria voce”</em>.</p>
<p><a href="https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/05/16/droghe-danno-salute/"><strong>Mara Magistroni &#8211; Wired</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/15084/">Il proibizionismo sulle droghe sta danneggiando la salute pubblica</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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