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	<title>il manifesto Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Il manifesto pubblica il 924° libro di Papa Francesco I e noi lettori dovremmo anche star zitti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 18:33:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eravamo rimasti fermi all’invidiabile record del suo primo anno di pontificato quando uscirono all’incirca trecento libri “di e su” Papa Francesco I. Con una rapida ricerca sul sito di vendite on line della Mondadori appuriamo che oggi, 4 ottobre 2017, di libri “di e su” Papa Francesco ce ne sono ben 923. Tenendo conto che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/manifesto-pubblica-924-libro-papa-francesco-lettori-dovremmo-anche-star-zitti/">Il manifesto pubblica il 924° libro di Papa Francesco I e noi lettori dovremmo anche star zitti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/manifesto-pubblica-924-libro-papa-francesco-lettori-dovremmo-anche-star-zitti.html/kirk-facepalm-2" rel="attachment wp-att-14369"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-14369" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/kirk-facepalm.jpg" alt="" width="236" height="295" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/kirk-facepalm.jpg 236w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2017/10/kirk-facepalm-128x160.jpg 128w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" /></a></p>
<p>Eravamo rimasti fermi all’invidiabile record del suo primo anno di pontificato quando uscirono all’incirca trecento libri “di e su” Papa Francesco I.</p>
<p>Con una rapida ricerca sul sito di vendite on line della Mondadori appuriamo che oggi, 4 ottobre 2017, di libri “di e su” Papa Francesco ce ne sono ben 923.</p>
<p>Tenendo conto che codesto Papa si è insediato il 13 marzo 2013 e quindi sono passati 1666 (il numero della bestia più mille, hai visto mai finisse il mondo stanotte) con una facile divisione si ottiene che di media esce un libro “di o su” Papa Francesco I ogni 1,8 giorni del suo pontificato (anni bisestili compresi).</p>
<p>Ora non vogliamo per pietà del Papa (già santificato in vita), degli ingenui (oggi ci sentiamo buoni) compagni del manifesto e, soprattutto, per pietà dei nostri coglioni, calcolare quanto sia costata in termini di deforestazione del pianeta la miracolosa pubblicazione di tutte queste opere di certo indimenticabili “del e sul” Papa ambientalista. Anche perché poi dovremmo aggiungerci anche l’impatto delle riviste patinate uscite “con e per” lui e francamente anche noi atei e anticlericali di sinistra abbiamo dei limiti al nostro masochismo.</p>
<p>Però ci sentiamo in dovere di far notare agli ingenui compagni di cui sopra e in particolare alla compagna Castellina, che oggi per giustificare l’insopportabile operazione arriva a richiamare niente po’ po’ di meno che Togliatti e la sua “storica” frase sulla religione la quale (sosteneva “Il migliore”) poteva essere un alleato contro il capitalismo se “sentitamente vissuta”, il che per un giornale nato dall’espulsione di un gruppo dal PCI stalinista è veramente il massimo dei minimi; che alcune cose non tornano.</p>
<p>Innanzitutto “Il migliore” già allora avrebbe dovuto specificare di quale religione parlasse, visto che un po’ di mondo l’aveva girato e avrebbe dovuto sapere che il cattolicesimo, nome a parte, è tutto fuorché universale. Ma la Castellina oggi, di fronte all’evidenza che di cattolicesimi ne esistono quasi quanto il numero dei cattolici stessi e che le parole del Cristo sono state, e sono tutt’ora, usate in sensi diametralmente opposti a seconda della corrente della Chiesa che le pronuncia (figuriamoci quindi quelle del Papa),  dovrebbe avere il buon senso di dire che sì, è ovvio, che si può collaborare con i cattolici (nel senso delle persone) ma prima di fidarsi delle gerarchie vaticane queste dovrebbero fare una gigantesca autocritica per gli ultimi due secoli e specificare una volta per tutte quali sono le posizioni cattoliche e quali non lo sono.</p>
<p>Ma la vera domanda è: che bisogno c’è che un giornale di nicchia come il manifesto pubblichi il 924° libro del Papa? Forse pensano i cari compagni che noi siamo dei poveri alienati che non accendiamo  la tv, non abbiamo internet e la radio quindi non abbiamo modo di aver sentito le esternazioni estemporanee del Papa che deve recuperare i danni di immagine fatti da Ratzinger?</p>
<p>Se uno legge “il manifesto” è proprio perché (fra le altre cose) non ne può più delle celebrazioni in pompa magna delle banalità del Papa apparentemente pauperista che sferza i potenti della terra, dice di preoccuparsi dell’ambiente (ma intanto lo Ior non disinveste i capitali vaticani dalle compagnie petrolifere) ma è evidente che lo fa solo per approfittare della debolezza italiana ed europea e ribadire e ri-assicurare i privilegi della sua casta.</p>
<p>È evidente per noi atei ed anticlericali ovviamente, non così evidente per voi compagni del manifesto che avete dato anche sui social spiegazioni imbarazzanti su questa operazione.</p>
<p>Insomma delle due l’una: o dobbiamo capire che d’ora in poi il manifesto pubblica qualunque cosa perché “non toglie niente al resto” (frase infelice del vostro moderatore su facebook) oppure per voi il papa è davvero comunista e qui si apre un problema “leggermente” (eufemismo) più grave.</p>
<p>Insomma, la chiudo qui senza aggiungere i soliti ”non vi leggerò più”, “brucio le copie che ho da parte” etc, ma con una piccola considerazione sulla crisi di una sinistra che non sa che pesci prendere per ritrovare appeal elettorale e pensa che un’alleanza con un ospite così ingombrante possa portargli dei benefici. Come scrivevano i Wu Ming in Altai (parola più, parola mecno): <em>se tu stai cacciando una lepre puoi addestrare dei cani e loro ti riporteranno la lepre che avresti dovuto prendere tu; ma se tu stai cercando la libertà e addestri dei cani per riportartela, loro ti riporteranno una libertà da cani</em>.</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/manifesto-pubblica-924-libro-papa-francesco-lettori-dovremmo-anche-star-zitti/">Il manifesto pubblica il 924° libro di Papa Francesco I e noi lettori dovremmo anche star zitti</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>La scelta di Lucio Magri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 20:14:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
		<category><![CDATA[il manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[lucio magri]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio assistito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Difficile, davvero difficile, leggere le prime pagine de “il manifesto” di oggi (30 Novembre 2011) e non commuoversi di fronte ai ricordi dei compagni di Lucio Magri che ha scelto di morire in una clinica svizzera. Magri era malato di depressione in seguito alla perdita della compagna di vita a cui era stato legato per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/la-scelta-di-lucio-magri/">La scelta di Lucio Magri</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile, davvero difficile, leggere le prime pagine de “il manifesto” di oggi (30 Novembre 2011) e non commuoversi di fronte ai ricordi dei compagni di Lucio Magri che ha scelto di morire in una clinica svizzera. Magri era malato di depressione in seguito alla perdita della compagna di vita a cui era stato legato per un quarto di secolo, i suoi compagni de il manifesto conoscevano le sue intenzioni e hanno atteso insieme la telefonata che li informasse dell’avvenuto suicidio assistito. In questo ultimo viaggio è stato<span id="more-10283"></span> accompagnato da Rossana Rossanda fondatrice come lui del suddetto giornale. <img decoding="async" class="alignleft" style="padding: 10px; float:left;" title="magri" src="http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1322558139451_0.JPG" alt="" width="250" height="408" />Erano i <strong>comunisti eretici</strong> della fine degli anni ’60, storie che hanno caratterizzato a fondo la sinistra italiana e che oggi molti conoscono pur essendo nati dieci o venti anni dopo quei fatti. Se c’è una cosa che colpisce è l’austerità e la sobrietà dei commenti, poco spazio per inutili retoriche sui migliori che se ne vanno, molto per i ricordi personali ma il tutto con un comune fattore, il rispetto per una scelta. Magari non condivisa, ma comunque rispettata in quanto scelta personale sulla propria vita. Valentino Parlato in particolare scrive: “<em>il suicidio è una fondamentale libertà della persona. Chi è padrone della propria vita, come ogni umano lo è, può legittimamente e moralmente decidere di mettere la parola fine</em>” . E se altri suoi compagni dicono senza mezza termini che il suo errore più grande è stato andarsene in questo modo (ad es. Luciana Castellina), comunque rispettano la sua scelta.</p>
<p>Ovviamente non possiamo sperare che questi discorsi così limpidi e coerenti possano modificare le opinioni di altre persone che hanno fatto dell’integralismo la loro ragione di vita. Per sintetizzare il credo di costoro basta leggere quanto scrive il teologo<strong> Luigi Lorenzetti</strong> sul sito di <a href="http://www.famigliacristiana.it/chiesa/news_1/articolo/lucio-magri-suicidio-assisitito_301111095245.aspx">Famiglia Cristiana</a>: “<em>Nessuno ha un dominio incondizionato e assoluto sulla vita, così che possa arbitrariamente decidere se, come e quando darsi la morte. Se il non credente non arriva a comprendere (</em>poveraccio, nda)<em> che il padrone della vita è Dio, di certo può comprendere che il padrone della vita non è lo Stato. Questo, di conseguenza, non può concedere a nessuno, meno che meno al medico, la licenza di uccidere</em>.” Infatti nessuno Stato e nessun medico ha ucciso Luigi Magri, si parla di suicidio (sebbene assistito); forse il teologo dovrebbe informarsi su quello di cui sta parlando. Ma del resto se in così tanti hanno fatto confusione (e persistono a farla in modo palesemente doloso) fra eutanasia e suicidio assistito, cosa possiamo aspettarci se non farfugliamenti confusi e stantii? Sono sempre granitiche le certezze dogmatiche, lo dimostra <strong>Giuseppe Sanzotta</strong> che sul sito de <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/11/30/1305560-fine_lucio_magri_amore_utopia.shtml?refresh_ce">“il tempo”</a> afferma: <em>“Possiamo comprendere le ragioni di chi, agonizzante, chiede sia messa fine alla propria esistenza. Ma quelle cliniche dove si pagano 5 mila euro per morire non sono un simbolo di civiltà</em>.” A parte il fatto che gli euro richiesti sono circa la metà, e non sono molti di più di quello che costa un funerale decente nel nostro paese, ma ci chiediamo: quali sarebbero i simboli di civiltà? Gli Stati che costringono i malati terminali ad aprire le finestre del quinto piano dell’ospedale e a buttarsi di sotto per porre fine alle proprie sofferenze? Gli Stati che condannano al carcere le persone che hanno fatto un gesto pietoso verso un consenziente che da anni vedevano tormentato dal dolore e dalle cure inutili? “Chi si suicida sarà severamente punito”. Queste parole, che sembrano prese da una striscia delle sturmtruppen e che invece riassumono la nostra “civiltà” invocata dal Sanzotta in opposizione alle cliniche svizzere, hanno senso? Se la risposta è no, come noi riteniamo, dovremmo smettere di essere ipocriti e rispettare veramente le scelte altrui perché “<em>su se stesso sulla sua mente e sul suo corpo, l&#8217;individuo e&#8217; sovrano</em>” (J.S. Mill).</p>
<p><strong>Alessandro Chiometti</strong></p>
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