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	<title>ici Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>IMU e BUONE INTENZIONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 19:23:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 23 novembre con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge voluta dal Governo Monti si è momentaneamente conclusa la vicenda dell&#8217;esenzione dell&#8217;lci sui beni utilizzati dalle associazioni no-profit per le loro attività. La questione dell&#8217;lci (ora IMU) fa da tempo discutere e suscita le proteste di gran parte dei cittadini per lo scandalo dell&#8217;esenzione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 novembre con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge voluta dal Governo Monti si è momentaneamente conclusa la vicenda dell&#8217;esenzione dell&#8217;lci sui beni utilizzati dalle associazioni no-profit per le loro attività. La questione dell&#8217;lci (ora IMU) fa da tempo discutere e suscita le proteste di gran parte dei cittadini per lo scandalo dell&#8217;esenzione consentita ad una ampia serie di immobili facenti capo ad associazioni ed enti, soprattutto di ispirazione cattolica, nei quali si svolge palesemente un&#8217; attività commerciale.<span id="more-11032"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Imu-chiesa1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11033" title="Newly appointed Italian Prime Minister Monti talks with Pope Benedict XVI at Fiumicino airport in Rome" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2012/12/Imu-chiesa1-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a><br />La vicenda ha suscitato scalpore, disagio, addirittura scandalo nel mondo laico e anche di una parte dei cattolici, imbarazzati da una serie di provvedimenti che nel tempo hanno consolidato e ampliato questa situazione di privilegio.<br />Sì, privilegio, perché l&#8217;esenzione ha avvantaggiato sinora attività di tipo sanitario, didattico e ricettive, ossia agli alberghi, ristoranti e case di riposo, esercitate in edifici di proprietà di enti religiosi, tutti esentati dal pagamento dell&#8217;lci. In quest&#8217;ultimo settore poi l&#8217;esenzione dall&#8217;lci ha alterato, più che le altre attività, la parità concorrenziale tra i diversi operatori del settore (albergatori, ristoratori, ecc.) perché coloro che non godono dell&#8217; esenzione sono gravati da maggiori costi rispetto agli operatori esentati dall&#8217;imposta. E che questa situazione non è il frutto del solito livoroso attacco anticlericale è dimostrato dalla apertura da parte dell’Unione Europea di una proceduta di infrazione alle norme comunitarie a carico dell&#8217;Italia che potrebbe addirittura tradursi in una salatissima multa. ,<br />Quindi la legge varata dal governo Monti, divenuta operativa dopo dieci mesi dalla sua approvazione avvenuta il 24 gennaio 2012, dovrebbe aver sistemato le cose per il futuro, prevedendo che l&#8217;esenzione dell&#8217;lmu non si applichi alle istituzioni no-profit solo in presenza di alcune condizioni e stabilendo altresì che per gli immobili utilizzati promiscuamente, per attività commerciali e non, l&#8217;esenzione si applichi in rapporto alle rispettive superfici.<br />Parrebbe una soluzione legislativa equa e soddisfacente per i contribuenti e per il fisco, ma &#8211; c&#8217;è sempre un ma che rovina le cose apparentemente perfette &#8211; il problema nasce non appena si legge il testo di legge nella parte che indica i criteri per definire le attività commerciali. Ci si rende subito conto che la questione non è conclusa poichè la legge per determinare la fattispecie usa termini e fissa condizioni così vaghi da lasciare aperta la porta a diverse interpretazioni.<br />Un esempio chiarisce tutto. La legge dice che non sono commerciali le attività didattiche, quindi parliamo di scuole private, quando &#8220;l&#8217;attività di svolge a titolo gratuito owero dietro versamento di corrispettivi di importo simbolico e tali da coprire solo una parte del costo del servizio”. Se la legge si fosse fermata a prevedere l&#8217;obbligo di insegnamento gratuito non si sarebbero stati problemi di interpretazione &#8211; gratuito significa che le famiglie non devono pagare nulla &#8211; ma la legge aggiunge che sono considerate gratuite anche le rette di importo simbolico. Ma sino a che importo la retta è d’importo simbolico e quando invece diventa onerosa e, soprattutto, chi lo stabilisce?<br />Situazione ancora più confusa per quanto riguarda le attività ricettive (alberghi, ristoranti). Per questo settore la legge ripete, come per le scuole, che per godere dell&#8217;esenzione Imu i servizi devono essere gratuiti ovvero di importo simbolico, ma aggiunge rispetto alla formulazione prevista per le attività didattiche che i prezzi non possono superare la metà dei prezzi medi di mercato. Quindi prima la legge equipara la gratuità ad un valore simbolico salvo poi dire che la retta può arrivare addirittura sino al 50% dei prezzi. In questo caso alla difficoltà di stabilire il valore simbolico di una retta si aggiunge quello di determinare il costo medio del servizio. Ma chi lo stabilisce?<br />Siamo di fronte a norme che più indeterminate e contraddittorie non potrebbero essere. E&#8217; una svista o una deliberata confusione? Si fa riferimento a elementi esterni come i corrispettivi del tutto astratti. Chi li determina? Si darà luogo ad una autocertificazione da parte dell&#8217;ente no-profit oppure i politici coglieranno l&#8217;occasione per creare un nuovo carrozzone pubblico con un bel consiglio di amministrazione che dopo un&#8217;ampia e costosa indagine di mercato definirà tutti gli anni i costi medi alberghieri per ogni categoria?<br />Ad un esame appena superficiale ci si rende conto che la legge lungi dal dirimere definitivamente la questione apre la strada ad ampie aree di evasione e di elusione. Aspettiamoci inoltre un ampio ricorso al contenzioso giudiziario intorno alla interpretazione di una legge astratta a cui nella pratica occorre dare un contenuto.<br />Il Governo ha tentennato a lungo e ha preso molto tempo per rendere operativa una norma che verrà applicata, per gli immobili ad utilizzo promiscuo, solo dal 2013, mentre ai cittadini la nuova Imu è stata applicata già da quest&#8217;anno. Un ulteriore vantaggio al mondo del no profit già ampiamente beneficiato da una cultura della sussidiarietà fortemente sostenuta dal mondo cattolico.<br /><strong>Dagoberto Frattaroli</strong></p>
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		<title>San Privilegio prega per noi</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/san-privilegio-prega-per-noi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 18:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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		<category><![CDATA[mario monti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà se si riempiranno le chiese di  gente che affida il portafoglio vuoto alla verginemaria, o se gli italiani cadranno in massa nelle perverse maglie del superenalotto e del poker online rincorrendo una più che improbabile vincita che risolva in una botta sola il problema della pensione e del lavoro, della casa e del figlio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se si riempiranno le chiese di  gente che affida il portafoglio vuoto alla <em>verginemaria</em>, o se gli italiani cadranno in massa nelle perverse maglie del superenalotto e del poker online rincorrendo una più che improbabile vincita che risolva in una botta sola il problema della pensione e del lavoro, della casa e del figlio di quarant’anni che sta ancora con mammà. Questi i possibili scenari che traspaiono dietro a una manovra economica volta a colpire lavoratori già al limite del tracollo economico e non chi considera le tasse un problema solo degli altri.<span id="more-10310"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-10311" title="monti" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2011/12/monti-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a> In altre parole a pagare, come sempre, sarà chi è già <strong>dentro</strong> al sistema fiscale (lavoratori dipendenti e parte di quelli autonomi) e non chi ne è <strong>fuori</strong> – perché le tasse non le ha mai pagate – o <strong><em>borderline</em></strong> – perché dichiara 30mila euro al fisco invece di 150mila. Queste ultime fasce di popolazione, mai degnamente perseguite, producono un’evasione fiscale stimata intorno ai <strong>370 miliardi di euro l’anno</strong>* ogni anno. Cosa sono i <strong>24 miliardi</strong> di manovra economica che il parlamento si accinge ad approvare in confronto? La misura attualmente prevista contro l’evasione, il divieto di pagamento <em>cash</em> sopra i mille euro, appare gravemente insufficiente. Dobbiamo ricordare noi ai professori di questo governo che ogni cifra superiore si può dividere in <em>tranche</em> da 990 euro al massimo? O che molte tra le categorie produttrici di reddito in nero difficilmente arrivano a emettere ricevute per una cifra simile o superiore? Mistero, poi, su quale sarebbe l’incidenza della norma sulla consueta proposta “sconto o ricevuta?” che ognuno di noi si sente fare, spesso felice di poter risparmiare, dal dentista o dall’idraulico.</p>
<p>Eppure, i sistemi per combattere davvero l’evasione fiscale, se ce ne fosse la volontà, ci sono. Senza bisogno di una laurea in Economia alla Bocconi – che chi scrive non ha – viene in mente un rimedio davvero banale, forse troppo per chi è abituato a masticare <em>spread</em> e <em>mibtel</em> a colazione. Se per ogni <strong>scontrino</strong> o <strong>ricevuta</strong> il contribuente italiano ottenesse uno sgravio percentuale sulle tasse, chi non li chiederebbe al panettiere, al parrucchiere o all’oculista? Come al solito non c’è bisogno di inventare l’acqua calda, basta solo alzare gli occhi e copiare da quelli che hanno già affrontato il problema. Nel caso gli Stati Uniti, dai quali con tutta evidenza preferiamo invece importare i fast food.</p>
<p>Prendiamo atto che questo governo non intende affrontare la <strong>piaga dell’evasione fiscale</strong>, reputando più congruo spremere i lavoratori dipendenti, con buona pace delle lacrime del ministro Fornero. E quella del <strong>privilegio</strong>? Nonostante la proverbiale memoria corta degli italiani, qualcuno ricorderà che nello <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/08/il-vaticano-siamo-noi/">scorso agosto</a>, con un governo Berlusconi  in caduta libera, ci fu un momento in cui non solo i privilegi della politica (ai quali questo governo si appresta a mettere solo  un simbolico limite), ma anche quelli della <strong>Chiesa cattolica</strong> arrivarono, forse per la prima volta nella storia repubblicana, sulle prime pagine di tutti i giornali. In <em>pole position</em> l’<strong>esenzione Ici per gli immobili ecclesiastici</strong>, quelli, per intenderci, utilizzati <em>anche</em> con finalità commerciali (alberghi, cliniche, scuole, circoli). L’Europa, quella stessa che oggi ci impone lacrime e sangue, ne aveva chiesto conto un anno fa ventilando una condanna all’Italia per <strong><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/09/ici-e-vaticano-il-caso-non-e-chiuso/">indebiti  aiuti di Stato</a></strong>.<br />
I cittadini italiani, secondo la ricetta Monti, si troveranno a pagare nuovamente l’Ici e in misura maggiore, ma l’assurdo privilegio riservato agli immobili di proprietà vaticana rimane. Insieme, naturalmente, a <a href="http://www.cronachelaiche.it/2011/04/8-x-1-000-1-000-000-000/">otto per mille</a>, finanziamento alle scuole paritarie, ora di religione, contributo degli Enti locali. Tutti capitoli di spesa che il nuovo governo, in perfetta continuità con il vecchio, <strong>non osa toccare</strong>. Ma a quanto ammontano questi privilegi? Poche e sommarie, finora, le stime delle concessioni economiche e fiscali a Oltretevere, tra le quali spicca l’<a href="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2011/08/Costi-della-Chiesa-cattolica-Repubblica-2007.pdf">indagine</a> condotta da Curzio Maltese per <em>Repubblica</em> nel 2007.</p>
<p>Da oggi, però, l’<strong>Uaar</strong> (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) rende disponibile a tutti i cittadini un <strong>dossier sui finanziamenti pubblici alla Chiesa</strong>. Sul sito <a href="http://icostidellachiesa.it/">icostidellachiesa.it</a> potremo conoscere le spese dello Stato e quelle degli Enti locali, in parole povere quanto costa, a tutti i cittadini, la Chiesa cattolica. «<em>Al primo posto troviamo l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole</em> – dichiara <strong>Raffaele Carcano</strong>, segretario dell’Uaar, a Cronache Laiche – <em>che ammonta a circa 1,5 miliardi di euro l’anno. Subito dopo i proventi dell’otto per mille, con  1 miliardo l’anno, e al terzo posto i finanziamenti alle scuole paritarie cattoliche che, tra la quota statale (260 milioni di euro circa sui 500 dedicati a tutte le paritarie) e quella erogata dalle amministrazioni (400 milioni circa), arrivano a 660 milioni di euro l’anno</em>». L’indagine più complessa, come  ci dice lo stesso Carcano, è risultata proprio quella sulle erogazioni degli Enti locali, eseguita a campione:  «<em>E’</em><em> una voce destinata a crescere con il contributo dei cittadini e di quanti – i professionisti del settore, ad esempio – possono fornire dati attendibili</em>». Ma in ogni caso è interessante il totale, che supera i <strong>6 miliardi di euro l’anno.</strong></p>
<p>Non c’è bisogno di essere dei fiscalisti per arrivare a capire che tra i 24 miliardi di euro della manovra i <strong>2,5 che si vogliono sottrarre alla Sanità per il 2012</strong> – andando ad aumentare la sperequazione sociale tra chi può permettersi cure private e chi no – potrebbero essere prelevati immediatamente dai “favori fiscali” che facciamo annualmente al nostro ospite straniero, il Vaticano, e senza intaccare il diritto alla salute dei cittadini. E non ci venite a dire che il papa non sarebbe d’accordo: non è proprio la Chiesa a promuovere i principi di solidarietà e fratellanza per i deboli e gli indifesi?</p>
<p>* <em>Dati 2010 di Krls Network of Business Ethics</em></p>
<div id="cercaAutore"><strong>Cecilia Maria Calamani &#8211; <a title="cl" href="http://www.cronachelaiche.it/2011/12/san-privilegio-prega-per-noi/">Cronache Laiche</a></strong></div>
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		<title>Chiesa e Ici, la partita è in corso</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-ici-la-partita-e-in-corso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 19:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La faccenda non &#232; molto chiara. Dopo che la Commissione europea ha aperto un procedimento contro l&#8217;Italia per gli aiuti di Stato concessi al Vaticano in materia di Ici, spunta magicamente fuori un comma del decreto sul Federalismo fiscale, approvato dal Governo il 4 agosto scorso, che prevede l&#8217;assorbimento dell&#8217;Ici in un&#8217;altra imposta, l&#8217;Imu (Imposta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La faccenda non &egrave; molto chiara. Dopo che la Commissione europea ha aperto un </font><a href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/2010/09/ici-e-vaticano-il-caso-non-e-chiuso/"><font face="Tahoma" size="2">procedimento contro l&rsquo;Italia</font></a><font face="Tahoma" size="2"> per gli aiuti di Stato concessi al Vaticano in materia di Ici, spunta magicamente fuori un comma del decreto sul Federalismo fiscale, approvato dal Governo il 4 agosto scorso, che prevede l&rsquo;assorbimento dell&rsquo;Ici in un&rsquo;altra imposta, l&rsquo;Imu (Imposta unica municipale), e la cancellazione di alcune delle esenzioni previste per l&rsquo;Ici a partire dal 2014. Tra queste, l&rsquo;esonero per gli enti ecclesiastici che operano nella sanit&agrave; (le cliniche), nell&rsquo;istruzione (le scuole private), nel turismo (gli alberghi) e nelle attivit&agrave; ricreative (i circoli). &nbsp;La misura permetterebbe allo Stato italiano di rientrare di 1 miliardo di euro l&rsquo;anno sui 2 che concede in esenzione alla Chiesa (comprendenti &nbsp;l&rsquo;Ires, l&rsquo;Ici dei luoghi adibiti a culto e quello dei fabbricati considerati extraterritoriali dai Patti lateranensi).</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La norma deve essere ancora discussa alla Camera, quindi l&rsquo;ondata di ottimismo che ha scatenato &egrave; certamente prematura. Sta di fatto per&ograve; che, se passer&agrave;, annuller&agrave; almeno in parte il procedimento europeo a carico dell&rsquo;Italia.</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Resta da capire come mai un comma tanto importante sia stato tenuto pressoch&eacute; segreto. Paura di scontentare gli amici di Oltretevere in previsione di elezioni anticipate? E, nel caso, come mai verrebbe reso noto solo oggi, visto che ancora non &egrave; stato approvato &ndash; e il pericolo di ritorno alle urne non &egrave; scongiurato?</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&rsquo;impressione &egrave; quella di un Governo &lsquo;cerchiobottista&rsquo;: da una parte &egrave; costretto a evitare le sanzioni europee; dall&rsquo;altra si rende conto dell&rsquo;importanza politica e strategica (per il Pdl, non certo per il popolo italiano) delle esenzioni fiscali al Vaticano. Ma ora per far passare la drastica riduzione degli esoneri fiscali dedicati al clero ha una scusa in pi&ugrave;: lo esige l&rsquo;Europa! Resta da vedere come il Vaticano reagir&agrave; al silenzio, durato pi&ugrave; di due mesi, sul comma che abbatte la met&agrave; dei suoi privilegi tributari.</font></p>
<p></p>
<p style="TEXT-ALIGN: right"><strong><span style="COLOR: #006699"><em><font face="Tahoma" size="2"><a target="_blank" href="http://www.cronachelaiche.it/2010/10/chiesa-e-ici-la-partita-e-in-corso/">Cecilia M. Calamani &#8211;&nbsp; Cronache Laiche</a></font></em></span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-ici-la-partita-e-in-corso/">Chiesa e Ici, la partita è in corso</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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