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	<title>fine del mondo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Codice Genesi, ovvero quando un libro non la vuole proprio smettere di far danni</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 18:41:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il libro comico di Michael Drosnin (da ricordare sempre che l’autore, dopo aver lungamente studiato i codici segreti contenuti nella bibbia prevedeva la guerra termonucleare per la fine del 2006) con l’omonimo titolo è uscito in Italia, ormai da qualche mese, il nuovo(?) film dei fratelli Hughes che dopo il discreto “From Hell” si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/codice-genesi-ovvero-quando-un-libro-non-la-vuole-proprio-smettere-di-far-danni/">Codice Genesi, ovvero quando un libro non la vuole proprio smettere di far danni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Dopo il libro comico di Michael Drosnin (da ricordare sempre che l’autore, dopo aver lungamente studiato i codici segreti contenuti nella bibbia prevedeva la guerra termonucleare per la fine del 2006) con l’omonimo titolo è uscito in Italia, ormai da qualche mese,<span id="more-2564"></span> il nuovo(?) film dei fratelli Hughes che dopo il discreto “<em>From Hell</em>” si sono voluti cimentare con il filone post-catastrofico (facciamo una regola per cui più di due polpettoni catastrofisti l’anno non si possono fare? grazie).</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Diciamo subito che il film non brilla per originalità, ma forse questo è un fatto voluto, fare un omaggio cioè a Mad Max (o a Ken il Guerriero se vogliamo proprio dirla tutta)  con Denzel Washington che interpreta il ruolo dell’eroe misterioso e silenzioso che attraversa le terre desolate con una missione da compiere.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Il cast è di livello: oltre al già citato Washington, nei panni dell’antagonista c’è addirittura Mister “<em>quando dico tutti voglio dire tutti</em>” alias Gary Oldman che non si fa mai sfuggire un ruolo da cattivo doc; e c’è la partecipazione di Tom Waits sempre più presente sugli schermi cinematografici. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Tuttavia, nonostante questo, il film non riesce mai ad essere convincente. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Sarà per la già citata non originalità della trama, ma più che altro per il fine ultimo della missione dell’eroe, ovvero salvare la Bibbia.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Occorre salvarla perché, a quanto si capisce dall’incedere del film proprio la causa del non specificato olocausto che ha portato la terra a regredire a uno stato barbarico (ripeto, niente di nuovo nel buio della sala cinematografica) è stato proprio il libro sacro giudaico cristiano. Allora la decisione presa dai sopravvissuti è stata quella di distruggere tutte le copie perché niente di così orribile potesse mai ripetersi.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Ma Eli, Denzel Washington, ha trovato quella che potrebbe essere l’ultima copia delle sacre scritture, e sta attraversando gli ex-USA perché vuole consegnarla alla (solita) comunità utopica che (come al solito) si trova dal lato del continente opposto al suo.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">In questo camino si imbatte in Carnegie, Gary Oldman, piccolo boss locale che sta disperatamente cercando una copia della Bibbia perché “<em>quel libro da un potere assoluto e attira milioni di fedeli, l’ho visto già succedere</em>”.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Dopo l’inevitabile scontro, con una conclusione finalmente originale che può anche valere il prezzo del biglietto, la bibbia è portata in salvo nella comunità utopica che sorge ad Alcatraz.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;">Il finale mostra il libro stampato e catalogato in mezzo ai tanti che la stamperia della comunità ha salvato dall’olocausto&#8230; non viene specificato se finalmente sarà considerato un libro come tanti o non la smetterà di far danni. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma; font-size: x-small;"><strong>J. Mnemonic</strong></span></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.vivacinema.it/img/codice-genesi.jpg" alt="" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/codice-genesi-ovvero-quando-un-libro-non-la-vuole-proprio-smettere-di-far-danni/">Codice Genesi, ovvero quando un libro non la vuole proprio smettere di far danni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Codice Genesi, ovvero quando un libro non la vuole proprio smettere di far danni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 18:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il libro comico di Michael Drosnin (da ricordare sempre che l&#8217;autore, dopo aver lungamente studiato i codici segreti contenuti nella bibbia prevedeva la guerra termonucleare per la fine del 2006) con l&#8217;omonimo titolo &#232; uscito in Italia, ormai da qualche mese, il nuovo(?) film dei fratelli Hughes che dopo il discreto &#8220;From Hell&#8221; si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/codice-genesi-ovvero-quando-un-libro-non-la-vuole-proprio-smettere-di-far-danni-2/">Codice Genesi, ovvero quando un libro non la vuole proprio smettere di far danni</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Dopo il libro comico di Michael Drosnin (da ricordare sempre che l&rsquo;autore, dopo aver lungamente studiato i codici segreti contenuti nella bibbia prevedeva la guerra termonucleare per la fine del 2006) con l&rsquo;omonimo titolo &egrave; uscito in Italia, ormai da qualche mese, il nuovo(?) film dei fratelli Hughes che dopo il discreto &ldquo;<em>From Hell</em>&rdquo; si sono voluti cimentare con il filone post-catastrofico (facciamo una regola per cui pi&ugrave; di due polpettoni catastrofisti l&rsquo;anno non si possono fare? grazie).</p>
<p>Diciamo subito che il film non brilla per originalit&agrave;, ma forse questo &egrave; un fatto voluto, fare un omaggio cio&egrave; a Mad Max (o a Ken il Guerriero se vogliamo proprio dirla tutta)&nbsp; con Denzel Washington che interpreta il ruolo dell&rsquo;eroe misterioso e silenzioso che attraversa le terre desolate con una missione da compiere.</p>
<p>Il cast &egrave; di livello: oltre al gi&agrave; citato Washington, nei panni dell&rsquo;antagonista c&rsquo;&egrave; addirittura Mister &ldquo;<em>quando dico tutti voglio dire tutti</em>&rdquo; alias Gary Oldman che non si fa mai sfuggire un ruolo da cattivo doc; e c&rsquo;&egrave; la partecipazione di Tom Waits sempre pi&ugrave; presente sugli schermi cinematografici. </p>
<p>Tuttavia, nonostante questo, il film non riesce mai ad essere convincente. </p>
<p>Sar&agrave; per la gi&agrave; citata non originalit&agrave; della trama, ma pi&ugrave; che altro per il fine ultimo della missione dell&rsquo;eroe, ovvero salvare la Bibbia.</p>
<p>Occorre salvarla perch&eacute;, a quanto si capisce dall&rsquo;incedere del film proprio la causa del non specificato olocausto che ha portato la terra a regredire a uno stato barbarico (ripeto, niente di nuovo nel buio della sala cinematografica) &egrave; stato proprio il libro sacro giudaico cristiano. Allora la decisione presa dai sopravvissuti &egrave; stata quella di distruggere tutte le copie perch&eacute; niente di cos&igrave; orribile potesse mai ripetersi.</p>
<p>Ma Eli, Denzel Washington, ha trovato quella che potrebbe essere l&rsquo;ultima copia delle sacre scritture, e sta attraversando gli ex-USA perch&eacute; vuole consegnarla alla (solita) comunit&agrave; utopica che (come al solito) si trova dal lato del continente opposto al suo.</p>
<p>In questo camino si imbatte in Carnegie, Gary Oldman, piccolo boss locale che sta disperatamente cercando una copia della Bibbia perch&eacute; &ldquo;<em>quel libro da un potere assoluto e attira milioni di fedeli, l&rsquo;ho visto gi&agrave; succedere</em>&rdquo;.</p>
<p>Dopo l&rsquo;inevitabile scontro, con una conclusione finalmente originale che pu&ograve; anche valere il prezzo del biglietto, la bibbia &egrave; portata in salvo nella comunit&agrave; utopica che sorge ad Alcatraz.</p>
<p>Il finale mostra il libro stampato e catalogato in mezzo ai tanti che la stamperia della comunit&agrave; ha salvato dall&rsquo;olocausto&#8230; non viene specificato se finalmente sar&agrave; considerato un libro come tanti o non la smetter&agrave; di far danni.&nbsp;</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>J. Mnemonic</strong></font></p>
<p></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.vivacinema.it/img/codice-genesi.jpg" alt="" /></p>
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		<title>The road (to nowhere)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 14:34:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andando a vedere un film tratto da un romanzo vincitore del premio Pulitzer, non è  che uno debba aspettarsi per forza un capolavoro&#8230; ma auspicare un lavoro degno almeno di una sufficienza stiracchiata credo sia legittimo. La delusione che invece da questo lungometraggio è pressoché totale, poco o niente sa salvare nei noiosissimi 120 minuti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-road-to-nowhere/">The road (to nowhere)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Tahoma;">Andando a vedere un film tratto da un romanzo vincitore del premio Pulitzer, non è  che uno debba aspettarsi per forza un capolavoro&#8230; ma auspicare un lavoro degno almeno di una sufficienza stiracchiata credo sia legittimo.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">La delusione che invece da questo lungometraggio è pressoché totale, poco o niente sa salvare nei noiosissimi 120 minuti di proiezione. Perfino Viggo Mortensen, l’indimenticabile Aragorn del Signore degli anelli, <span id="more-2566"></span>che aveva dimostrato in altre pellicole di essere attore anche senza l’enfasi del blockbuster miliardario, qui arranca e fatica ad essere convincente in una sceneggiatura che ha più buchi di un formaggio svizzero.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Stendiamo un velo pietoso sull’originalità della storia, o meglio sulla totale mancanza di questa,: la solita terra post-apocalittica, i soliti profughi in viaggio verso una terra promessa fra lande desolate, i soliti sopravvissuti imbarbariti che arrivano anche al cannibalismo. E il resto? non pervenuto&#8230; voglio dire, va bene il mistero, va bene non mostrare mai i motivi della presunta catastrofe che ha reso la terra un inferno post-nucleare (o almeno così sembra), ma uno straccio di senso logico alla storia lo vogliamo dare o no? </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Padre e figlio senza nome sono in viaggio verso il mare per sfuggire agli inverni troppo rigidi del nord. La madre, si scopre nel corso del film, non ce l’ha fatta ad accettare la situazione e ha preferito uccidersi (in modo abbastanza improbabile, se  uno sceglie di uccidersi non è che esce di casa nudo per darsi in pasto ai cannibali, semmai sceglierà un modo per non soffrire), così il padre che ha una pistola con due proiettili e probabilmente si sente in colpa per aver lasciato la moglie al suo destino, si carica il peso del figlio nonostante la malattia che lo sta devastando.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Ora in questo viaggio, fra una marchetta pubblicitaria della Coca Cola e l’altra, gli capita di trovarsi in un rifugio sotterraneo che è fornito di ogni ben di dio (fra cui un latte a scadenza secolare), che fa il padre? Si barrica dentro e si prepara a difenderlo fino a che non saranno finiti gli alimenti? ma no, lo abbandona perché sente un cane gironzolare sopra l’ingresso! Geniale&#8230; roba da inserire nelle dieci cose più stupide viste fare in un film.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Finale scontatissimo e in linea con la pallosità del film, il padre muore in riva al mare il figlio trova un altro gruppo di sopravvissuti non cannibali a cui aggregarsi. </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Messaggio del film? boh! Se volevano trasmettere il concetto “non perdere la speranza” c’erano modi migliori di veicolarlo.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Se invece volevano evidenziare la progressiva divinizzazione del figlio che fa perdere l’umanità al padre, è un messaggio quanto meno ambiguo e peraltro opinabile.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Accaparrare 10 euro da chi si fida della giuria del Pulitzer? Lo vedo come il più probabile&#8230; </span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;">Vi prego, qualcuno mi dica che è l’ennesimo caso di un film che non rispetta il libro, altrimenti qui qualcuno si è rincoglionito e pure di brutto.</span></p>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><strong>J. Mnemonic</strong></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-road-to-nowhere/">The road (to nowhere)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>The road (to nowhere)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 14:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Andando a vedere un film tratto da un romanzo vincitore del premio Pulitzer, non &#232;&#160; che uno debba aspettarsi per forza un capolavoro&#8230; ma auspicare un lavoro degno almeno di una sufficienza stiracchiata credo sia legittimo. La delusione che invece da questo lungometraggio &#232; pressoch&#233; totale, poco o niente sa salvare nei noiosissimi 120 minuti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-road-to-nowhere-2/">The road (to nowhere)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Andando a vedere un film tratto da un romanzo vincitore del premio Pulitzer, non &egrave;&nbsp; che uno debba aspettarsi per forza un capolavoro&#8230; ma auspicare un lavoro degno almeno di una sufficienza stiracchiata credo sia legittimo.</p>
<p>La delusione che invece da questo lungometraggio &egrave; pressoch&eacute; totale, poco o niente sa salvare nei noiosissimi 120 minuti di proiezione. Perfino Viggo Mortensen, l&rsquo;indimenticabile Aragorn del Signore degli anelli, che aveva dimostrato in altre pellicole di essere attore anche senza l&rsquo;enfasi del blockbuster miliardario, qui arranca e fatica ad essere convincente in una sceneggiatura che ha pi&ugrave; buchi di un formaggio svizzero. </p>
<p>Stendiamo un velo pietoso sull&rsquo;originalit&agrave; della storia, o meglio sulla totale mancanza di questa,: la solita terra post-apocalittica, i soliti profughi in viaggio verso una terra promessa fra lande desolate, i soliti sopravvissuti imbarbariti che arrivano anche al cannibalismo. E il resto? non pervenuto&#8230; voglio dire, va bene il mistero, va bene non mostrare mai i motivi della presunta catastrofe che ha reso la terra un inferno post-nucleare (o almeno cos&igrave; sembra), ma uno straccio di senso logico alla storia lo vogliamo dare o no? </p>
<p>Padre e figlio senza nome sono in viaggio verso il mare per sfuggire agli inverni troppo rigidi del nord. La madre, si scopre nel corso del film, non ce l&rsquo;ha fatta ad accettare la situazione e ha preferito uccidersi (in modo abbastanza improbabile, se&nbsp; uno sceglie di uccidersi non &egrave; che esce di casa nudo per darsi in pasto ai cannibali, semmai sceglier&agrave; un modo per non soffrire), cos&igrave; il padre che ha una pistola con due proiettili e probabilmente si sente in colpa per aver lasciato la moglie al suo destino, si carica il peso del figlio nonostante la malattia che lo sta devastando.</p>
<p>Ora in questo viaggio, fra una marchetta pubblicitaria della Coca Cola e l&rsquo;altra, gli capita di trovarsi in un rifugio sotterraneo che &egrave; fornito di ogni ben di dio (fra cui un latte a scadenza secolare), che fa il padre? Si barrica dentro e si prepara a difenderlo fino a che non saranno finiti gli alimenti? ma no, lo abbandona perch&eacute; sente un cane gironzolare sopra l&rsquo;ingresso! Geniale&#8230; roba da inserire nelle dieci cose pi&ugrave; stupide viste fare in un film.</p>
<p>Finale scontatissimo e in linea con la pallosit&agrave; del film, il padre muore in riva al mare il figlio trova un altro gruppo di sopravvissuti non cannibali a cui aggregarsi. </p>
<p>Messaggio del film? boh! Se volevano trasmettere il concetto &ldquo;non perdere la speranza&rdquo; c&rsquo;erano modi migliori di veicolarlo.</p>
<p>Se invece volevano evidenziare la progressiva divinizzazione del figlio che fa perdere l&rsquo;umanit&agrave; al padre, &egrave; un messaggio quanto meno ambiguo e peraltro opinabile.</p>
<p>Accaparrare 10 euro da chi si fida della giuria del Pulitzer? Lo vedo come il pi&ugrave; probabile&#8230; </p>
<p>Vi prego, qualcuno mi dica che &egrave; l&rsquo;ennesimo caso di un film che non rispetta il libro, altrimenti qui qualcuno si &egrave; rincoglionito e pure di brutto.</font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>J. Mnemonic</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/the-road-to-nowhere-2/">The road (to nowhere)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Segnali (incomprensibili) dal futuro (che non c’è)</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/segnali-incomprensibili-dal-futuro-che-non-c%e2%80%99e/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 17:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci mancava proprio l&#8217;ennesimo polpettone mistico sulla fine del mondo. Se fino ad ora Hollywood aveva almeno salvato le apparenze cercando di mettere insieme nei catastrofici filmoni di fine/inizio millenio, trame che, per quanto attaccate con lo sputo, dessero un minimo di senso logico alla produzione, in questa ciofeca non ce n&#8217;&#232; traccia alcuna. L&#8217;ennesima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/segnali-incomprensibili-dal-futuro-che-non-c%e2%80%99e/">Segnali (incomprensibili) dal futuro (che non c’è)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ci mancava proprio l&rsquo;ennesimo polpettone mistico sulla fine del mondo. </p>
<p>Se fino ad ora Hollywood aveva almeno salvato le apparenze cercando di mettere insieme nei catastrofici filmoni di fine/inizio millenio, trame che, per quanto attaccate con lo sputo, dessero un minimo di senso logico alla produzione, in questa ciofeca non ce n&rsquo;&egrave; traccia alcuna.</p>
<p>L&rsquo;ennesima bambina che fa l&rsquo;ennesima profezia sulla fine del mondo perch&eacute; riceve messaggi da&#8230; da&#8230; boooohhhh il film non chiarisce, pu&ograve; essere l&rsquo;adil&agrave;, il paradiso, il futuro (come riporta la pessima traduzione italica del titolo del film: &ldquo;knowing&rdquo; da noi diventa &ldquo;segnali dal futuro&rdquo;), gli alieni e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta.</p>
<p>Alex Proyas, regista che di memorabile ha soltanto &ldquo;il Corvo&rdquo; alle spalle, o ha le idee un po&rsquo; confuse o non ne ha proprio. </p>
<p>Vabb&egrave;, trama (se cosi si pu&ograve; chiamare): nel 1959 una bambina &ldquo;sente le voci&rdquo; che le fanno scrivere un messaggio numerico in cui sono indicate date, numero di morti, latitudine e longitudine di tutte le disgrazie future (non &egrave; dato sapere da che numero di morti in su, ma evidentemente una soglia di rilevanza c&rsquo;era altrimenti non sarebbero bastate tutte le pagine di un libro per scrivere tutte le disgrazie del mondo). Fino all&rsquo;ultima che riporta come cifra EE, ovvero Everyone Else, ovvero tutti, ovvero la fine del mondo. </p>
<p>Il messaggio a chi &egrave; destinato? Al Presidente degli Stati Uniti? Al Papa? Macch&eacute;, troppo scontato. &Egrave; destinato ad una capsula temporale che rimarr&agrave; chiusa per i prossimi cinquant&rsquo;anni! Geniale no? Cos&igrave; quando Nicolas Cage (tu quoque, Nick?) ne viene a conoscenza cinquant&rsquo;anni dopo alla riapertura della capsula non avr&agrave; il minimo dubbio sulla correttezza della previsione e&#8230; quindi? impedir&agrave; il disastro? impedir&agrave; la fine del mondo? ma no, niente di cosi banale, dopo aver messo al sicuro il figlio con gli alieni (?) per qualche curiosa associazione di idee, rinnegher&agrave; l&rsquo;ateismo e riabbraccer&agrave; il padre (pastore) negli ultimi istanti di esistenza del mondo.</p>
<p>Eh si perch&eacute; il mondo viene distrutto, dal Sole, nel modo pi&ugrave; ridicolo che la cinematografia ricordi. A volte pi&ugrave; che di effetti speciali, si deve parlare di scempiaggini speciali. Cos&igrave; possiamo gustarci questo superflash solare che incenerisce ogni cosa che tocca neanche fosse un raggio laser dell&rsquo;astronave di Darth Vaderiana memoria.</p>
<p>Ma che importa? Quel che conta, &egrave; che l&rsquo;ateo si &egrave; convertito e chiss&agrave; perch&eacute; ora &egrave; convinto che esista il paradiso. Il resto del mondo pu&ograve; letteralmente farsi friggere.</p>
<p>Come del resto i soldi del biglietto del cinema, che non te li ridanno indietro neanche se gli dici che sta per avvenire la fine del mondo. </font></p>
<p></p>
<p align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>J. Mnemonic</strong></font></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/segnali-incomprensibili-dal-futuro-che-non-c%e2%80%99e/">Segnali (incomprensibili) dal futuro (che non c’è)</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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