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	<title>federico tulli Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>Oscar e pedofilia: grosso guaio in Vaticano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/oscar-e-pedofilia-grosso-guaio-in-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 19:28:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Massima trasparenza e tolleranza zero. Da tre anni sono le parole d&#8217;ordine di papa Bergoglio quando c&#8217;è di mezzo la storica e drammaticamente attuale questione della pedofilia nel clero cattolico. Ma queste parole corrispondono a fatti concreti? L&#8217;occasione per capire a che punto è l&#8217;opera di rinnovamento della Chiesa guidata dal pontefice gesuita è venuta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/oscar-e-pedofilia-grosso-guaio-in-vaticano/">Oscar e pedofilia: grosso guaio in Vaticano</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/oscar-e-pedofilia-grosso-guaio-in-vaticano.html/spotlight" rel="attachment wp-att-13545"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-13545" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/spotlight.jpg" alt="spotlight" width="446" height="299" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/spotlight.jpg 446w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/spotlight-300x201.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2016/03/spotlight-239x160.jpg 239w" sizes="(max-width: 446px) 100vw, 446px" /></a>Massima trasparenza e tolleranza zero. Da tre anni sono le parole d&#8217;ordine di papa Bergoglio quando c&#8217;è di mezzo la storica e drammaticamente attuale questione della pedofilia nel clero cattolico. Ma queste parole corrispondono a fatti concreti? L&#8217;occasione per capire a che punto è l&#8217;opera di rinnovamento della Chiesa guidata dal pontefice gesuita è venuta in questi giorni da due vicende scollegate tra loro, almeno in apparenza.</p>
<p>Della prima è stato protagonista nella totale indifferenza dei media italiani un alto esponente della Compagnia di Gesù, monsignor Tony Anatrella. «I vescovi non sono obbligati a denunciare gli abusi sui minori compiuti da preti» <a href="http://www.cruxnow.com/church/2016/02/07/what-new-catholic-bishops-are-and-arent-being-told-on-sex-abuse/" target="_blank">ha tuonato</a> il prelato francese dal pulpito del Pontificio Consiglio per la Famiglia di cui è consulente in qualità di psicoterapeuta. Di fatto negando uno dei capisaldi della Lettera circolare pubblicata il 3 maggio 2011 dalla Congregazione per la dottrina della fede con l&#8217;obiettivo di suggerire la traccia da seguire da parte di tutte le diocesi del mondo nelle rispettive Linee guida antipedofilia. «L&#8217;abuso sessuale di minori &#8211; si legge al punto 1e) della Lettera della Cdf &#8211; non è solo un delitto canonico, ma anche un crimine perseguito dall&#8217;autorità civile.</p>
<p>Sebbene i rapporti con le autorità civili differiscano nei diversi paesi, tuttavia è importante cooperare con esse nell&#8217;ambito delle rispettive competenze. In particolare, va sempre dato seguito alle prescrizioni delle leggi civili per quanto riguarda il deferimento dei crimini alle autorità preposte, senza pregiudicare il foro interno sacramentale. Naturalmente, questa collaborazione non riguarda solo i casi di abusi commessi dai chierici, ma riguarda anche quei casi di abuso che coinvolgono il personale religioso o laico che opera nelle strutture ecclesiastiche».</p>
<p>L&#8217;esternazione di mons. Anatrella è stata rilanciata dalla stampa in (quasi) tutto il mondo occidentale &#8211; dal Guardian al Washington post &#8211; proprio nelle ore in cui si consumava una clamorosa rottura all&#8217;interno della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori creata da papa Francesco nel 2014. Dopo diversi mesi da separato in casa, uno dei membri laici, il britannico Peter Saunders, è stato messo in &#8220;aspettativa&#8221; per &#8220;meditare&#8221; sul contributo che può portare alla Commissione. Qual è il compito specifico di questo organismo <a href="http://https//w2.vatican.va/content/francesco/it/letters/2014/documents/papa-francesco_20140322_chirografo-pontificia-commissione-tutela-minori.html" target="_blank">lo ha spiegato</a> lo stesso pontefice all&#8217;atto della fondazione: «&#8230;. sarà quello di propormi le iniziative più opportune per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili, sì da realizzare tutto quanto è possibile per assicurare che crimini come quelli accaduti non abbiano più a ripetersi nella Chiesa».</p>
<p>Come riporta <a href="http://www.repubblica.it/vaticano/2016/02/06/news/vaticano_commissione_pedofilia_saunders-132841482/" target="_blank">Repubblica</a>, la decisione di allontanare Saunders, che in patria svolge la professione di avvocato di vittime di sacerdoti pedofili, è legata alle sue <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/01/news/critiche_al_cardinale_pell-115779539/" target="_blank">critiche nei confronti del cardinale George Pell</a>. Dalla scorsa primavera il super ministro vaticano dell&#8217;Economia è stato accusato da Saunders di sottrarsi con dei certificati medici agli interrogatori della Commissione governativa australiana che deve far luce sugli abusi nel suo Paese d&#8217;origine, riguardo alla gestione dei sacerdoti colpevoli o sospettati di pedofilia nella diocesi di Melbourne, quando Pell ne era l&#8217;arcivescovo. Eliminato Saunders,<a href="http://https//www.childabuseroyalcommission.gov.au/media-centre/media-releases/2016-02/cardinal-pell-to-give-evidence-from-hotel-quirinal" target="_blank">Pell si è sottoposto all&#8217;interrogatorio</a> &#8211; inframmezzato da diversi &#8220;non ricordo&#8221; e generiche accuse alle negligenze della CHiesa nella gestione di alcuni casi &#8211; che ha preso il via in videoconferenza da Roma nella notte tra il 28 e il 29 febbraio. Va detto che l&#8217;avvocato inglese non era stato il solo a puntare il dito contro la scarsa propensione di Pell a fare chiarezza sugli scandali pedofili di cui si è macchiata la Chiesa cattolica australiana. Emiliano Fittipaldi nel suo libro inchiesta &#8220;Avarizia&#8221; (Feltrinelli) racconta di diversi mal di pancia scoppiati nell&#8217;entourage di papa Francesco quando il pontefice argentino ha chiamato Pell a ripulire l&#8217;immagine internazionale della Chiesa sporcata da decenni di gestione opaca (in alcuni casi criminale) delle finanze vaticane. Data la fama che si porta appresso dall&#8217;emisfero australe, per alcuni confidenti di Bergoglio Pell non sembra la persona più indicata a riflettere nel mondo l&#8217;immagine di pulizia e trasparenza che richiede un ruolo del genere.</p>
<p>Tutti elementi inducono a pensare che, sebbene la commissione antipedofilia sia stata presentata urbi et orbi come un chiaro segnale di discontinuità rispetto ai pontificati precedenti, la Santa Sede ha ancora delle notevoli contraddizioni interne da risolvere.<br />
A cominciare proprio dalla svolta rispetto al passato, come si evince da un&#8217;affermazione di Saunders: «Nulla è cambiato in questi anni in termini di trasparenza quando in Vaticano si devono affrontare casi di abusi su minori» ha detto l&#8217;avvocato durante la conferenza stampa di &#8220;commiato&#8221; dalla Commissione che si è svolta a Roma il 6 febbraio.</p>
<p>Con questo scenario sullo sfondo il film di Tom Mc Carthy &#8220;Il caso Spotlight&#8221; (distribuito in Italia da Bim) ha vinto due prestigiosi Oscar: miglior film e migliore sceneggiatura. Ed è lecito pensare che non è un caso. Spotlight era il nome della squadra di giornalisti del Boston Globe che nel 2001 indagarono su alcuni casi di pedofilia segnalati in precedenza anche al giornale e mai finiti nel mirino dell&#8217;autorità giudiziaria. Per mesi i coraggiosi giornalisti, guidati da un direttore per nulla intimorito dalle pressioni più o meno velate di illustri abitanti della città più europea e cattolica degli Stati Uniti, intervistarono le vittime, passando in rassegna migliaia di pagine di documenti fino a scoprire anni di insabbiamenti da parte delle gerarchie cattoliche guidate dal potente arcivescovo Bernard Law. Il 6 gennaio 2002 la svolta. Dopo aver sistemato tutti i tasselli, il Globe apre con il primo articolo dall&#8217;eloquente titolo a nove colonne: &#8220;Church allowed abuse by priest for years&#8221;. Alla fine del 2002 si conteranno altri 600 articoli, in cui furono ricostruiti circa 1000 casi di abusi psicofisici nei confronti di altrettanti bambini da parte di 70 preti della diocesi di Boston. Su tutti spicca padre Geoghan, ucciso in prigione nel 2003 dove si trovava per una condanna a dieci anni, al quale sono attribuiti ufficialmente 130 stupri.</p>
<p>Lo scoop, che nel 2003 fruttò il Pulitzer al Boston Globe, fu per la Chiesa cattolica americana l&#8217;equivalente del Watergate. Non solo costò il posto a mons. Law che ammise di aver nascosto per anni gli abusi dei suoi sacerdoti, ma dette la forza a migliaia di vittime rimaste in silenzio e isolate dalla Chiesa di cui si fidavano ciecamente (questo genere di abusi avviene quasi sempre all&#8217;interno di ambienti profondamente religiosi) di denunciare quanto subito alle autorità civili. Emerse così che l&#8217;insabbiamento delle segnalazioni e il trasferimento dei sacerdoti sospettati di pedofilia erano la norma negli Usa. Ben presto, grazie alla lezione universale di giornalismo realizzata dall&#8217;inchiesta Spotlight e magistralmente ricostruita da Mc Carthy, si scoprirà che lo stesso accadeva da decenni anche in Europa, Australia, Sud America e Africa.</p>
<p>Una lezione ignorata a tutti i livelli in Italia se pensiamo che la Conferenza episcopale in piena sintonia con mons. Anatrella e ignorando il suggerimento della Cdf di cui si è parlato all&#8217;inizio, nelle proprie Linee guida antipedofilia stabilisce che i vescovi italiani non sono obbligati a denunciare i sacerdoti pedofili alla magistratura. Perché? «Per tutelare la privacy delle vittime» <a href="http://www.lastampa.it/2014/03/30/italia/cronache/la-chiesa-non-denuncia-i-preti-per-tutelare-le-vittime-degli-abusi-zsPltdbxTlqL2a5hdqJfQI/pagina.html" target="_blank">spiegò</a> senza imbarazzo il capo della Cei, card. Bagnasco, il 30 marzo 2014. Una presa di posizione che finalmente la Pontificia commissione antipedofilia si è decisa a criticare, con inspiegabile ritardo, proprio in queste ore. &#8220;Abbiamo tutti la responsabilità morale ed etica di denunciare gli abusi presunti alle autorità civili che hanno il compito di proteggere la nostra società&#8221; si legge in una nota diramata il 15 febbraio dall&#8217;organismo presieduto dal cardinale di Boston, il cappuccino Sean Patrick O&#8217;Malley.</p>
<p>A tal proposito, tra i tanti meriti de &#8220;Il caso Spotlight&#8221;, nel cui cast troviamo Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams e Stanley Tucci, c&#8217;è quello di aver reso con estrema precisione l&#8217;idea di quanto sia importante la trasparenza nella gestione dei casi di abusi clericali e al tempo stesso quanto sia distruttiva per la salute psico fisica delle vittime qualsiasi strategia &#8220;istituzionale&#8221; che non vada in questa direzione. In questo contesto, occorre ribadirlo, la pellicola di Tom Mc Carthy dimostra quanto sia decisivo il ruolo di un&#8217;informazione libera e indipendente. Ma non solo.</p>
<p>La chiave per capire come i giornalisti di Spotlight siano riusciti a sbaragliare il potentissimo avversario sta nel fatto che si sono posti con un approccio laico, affettivo, nei confronti dei loro interlocutori sopravvissuti alle violenze. Vale a dire senza innalzare la barriera del giudizio morale che scatta con il pensiero religioso fondato sulla convinzione violentissima che sia il bambino (cioè il diavolo che sarebbe la sessualità umana) a indurre in tentazione l&#8217;uomo di fede. Una idea perversa che annulla la realtà del bambino (che non ha sessualità, la dimensione psicofisica che si realizza nella consapevolezza di sé con la pubertà), e che da un lato ha sempre alimentato il senso di colpa e di oppressione delle vittime riducendole al silenzio e dall&#8217;altro ha fornito alla Chiesa cattolica la giustificazione ideologica su cui poggia la garanzia di impunità ai pedofili in tonaca e crocifisso al collo.</p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125399&amp;typeb=0&amp;oscar-e-pedofilia-grosso-guaio-in-vaticano">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>La fortuna di chiamarsi Ratzinger</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/13377/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 07:25:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pestaggi, torture, violenze. Pedofilia. Per almeno 40 anni i bambini del coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona in Baviera hanno subito di tutto da alcuni dei loro educatori. In 231 sono stati sottoposti ad abusi di ogni genere al buio delle stanze della storica istituzione fondata nel 975 e diretta per 30 anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/index.php/bye-bye-mister-vatican-pie.html/pope" rel="attachment wp-att-11216"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-11216" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/02/pope.jpg" alt="pope" width="630" height="433" /></a>Pestaggi, torture, violenze. Pedofilia. Per almeno 40 anni i bambini del coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona in Baviera hanno subito di tutto da alcuni dei loro educatori. In 231 sono stati sottoposti ad abusi di ogni genere al buio delle stanze della storica istituzione fondata nel 975 e diretta per 30 anni fino al 1994 da mons. Georg Ratzinger, fratello del papa emerito Benedetto XVI. Sono le conclusioni dell&#8217;inchiesta commissionata dalla direzione del Coro nel 2010 all&#8217;avvocato Ulrich Weber rese note venerdì 8 gennaio durante una conferenza stampa a Ratisbona. La notizia è velocemente rimbalzata dall&#8217;Europa negli Stati Uniti, dove il <a href="http://mobile.nytimes.com/2016/01/09/world/europe/over-200-members-of-german-choir-were-abused-investigator-says.html" target="_blank"><i>New York Times</i></a> è uscito con un importante articolo, ma senza passare per l&#8217;Italia. Nessuna delle grandi testate nostrane le ha degnato la giusta attenzione. Non il Corriere, non Repubblica e nemmeno Vatican Insider de La Stampa. Strano, perché di solito non perdono occasione per sparare in prima anche i sacri starnuti vaticani.</p>
<p>Secondo una stima di Weber gli abusi potrebbero essere stati molti di più. Un terzo dei giovani che sono passati per il coro tra il 1953 e il 1993 ha affermato di aver subito molestie. Il principale responsabile indicato dagli investigatori è stato Johann Meier, direttore dello studentato del coro dal 1953 fino al suo pensionamento avvenuto nel 1992. Meier è morto improvvisamente in quello stesso anno. Già al centro di un&#8217;inchiesta scattata nel 1987 in seguito a numerose segnalazioni Maier era rimasto al suo posto e nessuno intraprese azioni penali nei suoi confronti. Si arriva poi a marzo 2010 quando spuntano rivelazioni che arrivano a sfiorare addirittura monsignor Georg Ratzinger.</p>
<p>La vicenda esplode dopo la pubblicazione di una lettera sul sito della diocesi di Ratisbona firmata dalla direzione del coro, che si rivolse a genitori, coristi e collaboratori spiegando di essere venuta a conoscenza di un caso di pedofilia avvenuto all&#8217;inizio degli anni Sessanta tra i Domspatzen (ovvero i &#8220;passeri del duomo&#8221;, così viene chiamato il coro famoso in tutto il mondo). Il fatto fu confermato dal vescovo della cittadina tedesca, Gerhard Ludwig Müller, ma non era chiaro se fossero state commesse all&#8217;interno del coro oppure in un&#8217;altra istituzione. Gli amministratori dei Domspatzen ammisero comunque che c&#8217;erano indizi concreti di abusi da parte di Meier. Quanto a monsignor Ratzinger, in un&#8217;intervista radiofonica alla BR (Bayerische Rundfunk) il fratello del papa emerito sostenne di non essere a conoscenza di casi di pedofilia commessi all&#8217;epoca in cui era direttore. In breve le accuse si moltiplicarono. In una conferenza stampa, il portavoce della diocesi di Ratisbona, Clemens Neck, parlò di «sospetti concreti» nei confronti di due ex direttori delle voci bianche del coro, vicende «che in generale erano già note» in diocesi. Smentendo così l&#8217;affermazione di Ratzinger ma nessuno ha mai voluto approfondire. I due religiosi, morti nel 1984, sarebbero anche finiti in prigione per gli abusi commessi. Il primo, un ex insegnante di religione e direttore del collegio, sarebbe stato allontanato nel 1958 mentre l&#8217;altro, direttore anch&#8217;egli del collegio per alcuni mesi, sarebbe stato condannato nel 1971.</p>
<p>La responsabile della diocesi di Ratisbona per i casi di pedofilia, la psicologa Birgit Boehm, chiese quindi a tutte le vittime di farsi avanti. «Vogliamo fare un&#8217;inchiesta trasparente», disse mons. Neck, annunciando la creazione di una commissione da parte del vescovo Müller. Dal canto suo la Santa Sede, all&#8217;epoca guidata da Joseph Ratzinger, in una nota emessa dal vicedirettore della sala stampa vaticana, informò il mondo che «stava prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania», pur senza intervenire direttamente sul caso Ratisbona (che come è noto non era l&#8217;unico). Dunque, mai una riga in Vaticano è stata dedicata ai Domspatzen. Nè dopo l&#8217;avvio dell&#8217;inchiesta auspicata dalla diocesi, né oggi che si è conclusa. E questo forse spiega perché la stampa italiana rimane muta e quanto sia influente, ancora, Benedetto XVI.</p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125023&amp;typeb=0&amp;chiesa-e-pedofilia-la-fortuna-di-chiamarsi-ratzinger">Cronache Laiche</a></b></p>
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		<title>Chiesa e pedofilia, se un vescovo muore alla Penitenzeria</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-se-un-vescovo-muore-alla-penitenzeria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 16:53:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La notizia della morte del vescovo polacco mons. Wesolowski mi ha colto di sorpresa. L&#8217;ex nunzio vaticano a Santo Domingo, sottoposto a un processo penale per pedofilia dalla Santa sede, l&#8217;11 luglio scorso alla vigilia della prima udienza era stato colto da un leggero malessere costringendo il tribunale di Bergoglio a rinviare lo storico appuntamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-se-un-vescovo-muore-alla-penitenzeria/">Chiesa e pedofilia, se un vescovo muore alla Penitenzeria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia della morte del vescovo polacco mons. Wesolowski mi ha colto di sorpresa. L&#8217;ex nunzio vaticano a Santo Domingo, sottoposto a un processo penale per pedofilia dalla Santa sede, l&#8217;11 luglio scorso alla vigilia della prima udienza era stato colto da un leggero malessere costringendo il tribunale di Bergoglio a rinviare lo storico appuntamento &#8220;a data da destinarsi&#8221;.<span id="more-13172"></span></p>
<p><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/09/Jozef-Wesolowski.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-13173" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/09/Jozef-Wesolowski-230x300.jpg" alt="Archbishop Jozef Wesolowski, former nuncio to the Dominican Republic, is pictured during a 2011 ceremony in Santo Domingo. The Vatican's Congregation for the Doctrine of the Faith found the archbishop guilty of sexual abuse of minors and has ordered that he be laicized. RNS photo courtesy Orlando Barria/CNS" width="315" height="411" /></a></p>
<p>Wesolowski a quanto pare era stato messo ko da qualche pillola e una abbondante dose di alcool. Dopo pochi giorni di ospedale e, immagino, i dovuti accertamenti medici, è stato dimesso. A metà luglio il vescovo 67enne stava di nuovo bene e si trovava agli arresti domiciliari nel Collegio dei Penitenzieri, di fronte a Santa Marta, l&#8217;abitazione di papa Francesco. Venerdì 28 agosto, alle prime ore della mattina, è stato trovato morto nella sua stanza. &#8220;Per cause naturali&#8221;, <a href="http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/08/28/0628/01375.html" target="_blank">recita </a>la sintetica nota emessa dalla sala stampa della Santa sede. Per poi aggiungere: &#8220;Il Promotore di Giustizia ha ordinato un&#8217;autopsia, che sarà effettuata oggi stesso e i cui risultati saranno comunicati appena possibile. Il Santo Padre è stato doverosamente informato di tutto&#8221;.</p>
<p>Pochi minuti dopo aver letto il comunicato ho ricevuto una telefonata dalla Polonia. Era la collega Aleksandra Maniewska di Tvn24 che mi chiedeva un commento da mandare in onda in giornata. &#8220;Quale è stata la prima cosa a cui hai pensato quando hai saputo?&#8221;. Mi sono chiesto perché fanno l&#8217;autopsia a una persona dichiarata morta per cause naturali, le ho risposto. E poi le ho detto quello che ho appena scritto e perché sono sorpreso. Prima il rinvio del processo penale e ora un processo che non si fa più. Sarebbe stato il primo al di fuori del Sant&#8217;Uffizio, nella lunga storia della pedofilia clericale (circa 1700 anni da San Damaso). In base alle nuove norme penali emanate da Bergoglio nel 2013, come ricostruisce repubblica.it l&#8217;ex presule era sotto processo per atti di pedofilia commessi a Santo Domingo (nei 5 anni in cui ha ricoperto l&#8217;ufficio di nunzio apostolico, dal 24 gennaio 2008 alle sue dimissioni del 21 agosto 2013) e per detenzione di materiale pedopornografico (anche durante il suo soggiorno a Roma dagli ultimi giorni di agosto 2013 sino al suo arresto in Vaticano, il 23 settembre 2014). I capi di accusa a lui contestati erano cinque: detenzione di materiale pedopornografico, pedofilia in concorso con il diacono Francisco Occi Reyes, ricettazione di materiale pedopornografico, lesioni gravi alle sue vittime adolescenti, condotta che offende la religione e la morale cristiana per aver visitato siti pornografici. Rischiava almeno 7 anni di carcere e nuove richieste di estradizione da parte della Rep. Dominicana e della Polonia. E forse anche da altri. Segnalazioni di possibili abusi erano giunte in questi due anni da Paesi di tre continenti in cui Wesolowski aveva svolto la sua carriera diplomatica, o nei quali era entrato e uscito a suo piacimento grazie al passaporto diplomatico della Santa sede. Fatti comunque da accertare (ora non più).</p>
<p>&#8220;La pedofilia è un crimine seriale, gli abusi di Wesolowski sono andati avanti per anni. Quando è stato richiamato in Vaticano era appena partita un&#8217;inchiesta a Santo Domingo. Quando è stato arrestato dai gendarmi di Bergoglio, su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale &#8211; ho detto alla TV polacca -. Difficile pensare che tra i suoi collaboratori o superiori nessuno abbia mai ricevuto una segnalazione. Una cosa però è sicura: Wesolowski porta con sé nella tomba la sua versione dei fatti. Una versione che non è mai uscita né uscirà dalle Mura leonine&#8221;. Quindi molto probabilmente non conosceremo mai i nomi &#8216;illustri&#8217; di chi ha coperto i suoi crimini. Crimini per i quali era stato già condannato secondo il diritto canonico dalla Congregazione per la dottrina della Fede (l&#8217;ex Sant&#8217;Uffizio), e ridotto allo stato laicale da Bergoglio. A proposito dello stato laicale contro cui Wesolowski aveva fatto appello, segnalo un&#8217;ultima cosa che mi ha colpito leggendo le cinque righe del comunicato ufficiale emesso dalla Santa sede. Precisamente nel titolo, che nella seconda parte recita così: &#8220;Decesso di S.E. Mons. Józef Wesołowski&#8221;. Eminenza e Monsignore, due titoli oggettivamente poco coerenti con uno status laicale &#8230;. e che affibbiati ufficialmente a un pedofilo punito da un tribunale canonico lasciano intuire forse anche ai meno accorti quale sia l&#8217;effettiva portata dei proclami e degli anatemi lanciati dal gesuita argentino contro i cacciatori di bambini in abito talare.</p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=123287&amp;typeb=0&amp;chiesa-e-pedofilia-se-un-vescovo-muore-alla-penitenzeria-">Cronache Laiche</a></b></p>
<p>Aggiornamento: In seguito alle &#8220;prime conclusioni tratte dall&#8217;esame macroscopico&#8221;, il 29 agosto <a href="http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/08/29/0633/01380.html" target="_blank">una nota</a> della Sala stampa vaticana ha confermato la versione del decesso per cause naturali (infarto).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-se-un-vescovo-muore-alla-penitenzeria/">Chiesa e pedofilia, se un vescovo muore alla Penitenzeria</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Don Mauro Inzoli e il delitto di cronaca</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 19:57:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[don Inzoli]]></category>
		<category><![CDATA[federico tulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sacerdote condannato per abusi su minori dalla Congregazione per la dottrina della fede, presenzia a un convegno pubblico organizzato per difendere i valori della famiglia tradizionale cattolica. Questa non è una notizia. O per lo meno, che non lo sia è ciò che sostengono i legali di Don Mauro Inzoli nella lettera di diffida e richiesta di rettifica pena la querela per diffamazione, spedita nei giorni scorsi a Matteo Pucciarelli.</p>
<p><span id="more-12890"></span><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12891" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg" alt="inzoli2" width="300" height="193" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2-300x193.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/02/inzoli2.jpg 490w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />Il giornalista di Repubblica ha avuto l&#8217;ardire di pubblicare <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/01/20/il-prete-pedofilo-in-seconda-fila-nessuno-laveva-vistoMilano02.html" target="_blank">un articolo</a>dal titolo &#8220;Il prete pedofilo in seconda fila? Nessuno l&#8217;aveva visto&#8221; e<a href="http://m.repubblica.it/mobile/r/locali/milano/cronaca/2015/01/20/news/franco_brodo_don_inzoli_al_forum_sulla_famiglia_tradizionale_e_uno_dei_potenti_di_cl_impossibile_che_non_lo_conoscano-105341291/" target="_blank">un&#8217;intervista</a> al deputato Sel Franco Bordo, in cui si ricostruisce la complessa vicenda dell&#8217;ex vice presidente della Compagnia delle opere (il braccio operativo di Comunione e liberazione), nonché ex presidente del Banco alimentare e fondatore ed ex presidente della onlus Fraternità dedita all&#8217;affido di minori provenienti da famiglie in difficoltà. <br />Una vicenda poco nota al grande pubblico nonostante la caratura del personaggio, e a quanto pare tale doveva rimanere leggendo la diffida, poiché scarsamente indagata dalle testate nazionali sin da quando nel 2012 venne resa nota dalla Diocesi di Crema <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">la prima sentenza</a> della Congregazione in cui si infliggeva all&#8217;illustre sacerdote, colpevole di aver compiuto abusi &#8220;sessuali&#8221; su minori, il massimo della pena canonica che prevede tra le altre cose la dismissione dallo stato clericale. L&#8217;iter processuale della Santa Sede si è concluso il 12 giugno 2014 con il decreto definitivo emesso dalla Cdf e firmato dal prefetto card. Müller. <br />Tutto era iniziato alcuni anni prima in seguito alle segnalazioni di molestie e abusi giunte al Vescovo di Crema da parte dei genitori di alcuni ragazzini che frequentavano la parrocchia Santissima Trinità guidata da Don Mauro. Come riporta <a href="http://www.cremonaoggi.it/2012/12/21/nessun-processo-penale-per-don-inzoli-ecco-come-laccusa-di-abusi-su-minori-arrivo-al-vescovo-e-poi-allex-santo-uffizio/#more" target="_blank">CremonaOggi</a>, «i genitori, anziché procedere alla denuncia penale &#8211; come sarebbe stato possibile, legittimo e nei loro diritti &#8211; hanno preferito rivolgersi direttamente al vescovo, chiedendo la rimozione del sacerdote dalla parrocchia. Cosa che il vescovo ha fatto, domandando a Don Mauro di lasciare spontaneamente la Santissima Trinità».</p>
<p>La pena medicinale perpetua per l&#8217;ex parroco 65enne di Crema è diventata vincolante a partire dal giorno di notifica del Decreto all&#8217;interessato: il 25 giugno 2014. Tra le due sentenze della Cdf (2012 e 2014), come si legge <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">sul sito</a> della Diocesi di Crema, Don Mauro aveva fatto ricorso alla Congregazione la quale, recependo quanto papa Francesco ha stabilito accogliendo il ricorso contro la dismissione dallo stato clericale, ha emanato il decreto definitivo. Inzoli mantiene dunque lo stato clericale ma gli resta inflitta la dura pena per abusi su minori. Nonostante ciò secondo i suoi avvocati, definendolo &#8220;pedofilo&#8221;, Pucciarelli avrebbe scritto il falso. <br />Perché? Perché il sacerdote in Italia non è stato né giudicato tanto meno condannato. Quindi &#8211; questo è il ragionamento &#8211; il giornalista si sarebbe indebitamente eretto a giudice infamando il loro assistito. E poco importa se Oltretevere c&#8217;è una condanna definitiva della Congregazione per la dottrina della fede da cui peraltro prendono le mosse due esposti presentati alla Procura di Cremona da Bordo e dall&#8217;associazione di vittime Rete L&#8217;Abuso. Raccontare questa storia non rientra nel diritto di cronaca, «gli articoli nel loro evolversi, sullo spunto di fatti falsi, riportano circostanze altamente lesive e diffamatorie&#8230;». Siamo al delitto di cronaca?</p>
<p>Il decreto definitivo della Cdf è <a href="http://www.diocesidicrema.it/leggi_news.asp?id_news=1168" target="_blank">pubblico </a>e vale la pena di leggerlo per intero per farsi un&#8217;idea ancora più precisa su quale sia lo «spunto» da cui è partita la cronaca di Pucciarelli su <i>Repubblica</i>: «In considerazione della gravità dei comportamenti e del conseguente scandalo, provocato da abusi su minori, Don Inzoli è invitato a una vita di preghiera e di umile riservatezza, come segni di conversione e di penitenza. Gli è inoltre prescritto di sottostare ad alcune restrizioni, la cui inosservanza comporterà la dimissione dallo stato clericale. Don Mauro non potrà celebrare e concelebrare in pubblico l&#8217;Eucaristia e gli altri Sacramenti, né predicare, ma solo celebrare l&#8217;Eucaristia privatamente. Non potrà svolgere accompagnamento spirituale nei confronti dei minori o altre attività pastorali, ricreative o culturali che li coinvolgano. Non potrà assumere ruoli di responsabilità e operare in enti a scopo educativo. Non potrà dimorare nella Diocesi di Crema, entrarvi e svolgere in essa qualsiasi atto ministeriale. Dovrà inoltre intraprendere, per almeno cinque anni, un&#8217;adeguata psicoterapia».</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="ArtImgLeft" title="" src="http://cronachelaiche.globalist.it/QFC/NewsExtra_233112.jpg" alt="" width="300" height="157" />La presenza di Don Inzoli serenamente seduto in poltrona il 17 gennaio scorso al Convegno di Milano organizzato dalla Regione Lombardia per tutelare i valori «della famiglia tradizionale», risulta poco in armonia con le motivazioni e le imposizioni del decreto, tra cui l'&#8221;umile riservatezza&#8221;, eppure in un primo momento non aveva fatto notizia né scalpore. Per lo meno non tra i vip sistemati nei paraggi, in primis il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e il suo predecessore Roberto Formigoni (memor domini di Cl dal 1970). Anche l&#8217;attenzione dei media si era concentrata sulle polemiche per il logo dell&#8217;Expo apparso sul manifesto del convegno, e sulla manganellata verbale assestata dall&#8217;on. Ignazio La Russa a un ragazzo omosessuale che aveva tentato di intervenire benché non invitato. Il caso è deflagrato il giorno successivo quando tra le immagini del convengo pubblicate dal <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/01/18/convegno-famiglia-don-inzoli_n_6497036.html" target="_blank">Corriere della sera</a> un deputato cremasco di Sel, Franco Bordo, ha riconosciuto il volto di Don Inzoli e ha pubblicato un tweet: &#8220;Davvero un bel quadretto a difesa #famiglia, Don Inzoli condannato dal Vaticano per abusi su minori&#8221;.</p>
<p>Bordo questa storia la conosce bene perché porta la sua firma, come detto, uno dei due esposti presentati alla Procura di Cremona a fine giugno 2014 affinché si valutino eventuali responsabilità penali dell&#8217;ex parroco cremasco sulla base della condanna emessa in via definitiva dalla Cdf. Secondo quanto scrive il 22 ottobre 2014 <a href="http://www.giugenna.com/2014/10/22/october-22-2014-at-0516pm/" target="_blank">Il Fatto quotidiano</a>, i magistrati italiani stanno indagando su 40 episodi di abusi e avrebbero inoltrato una rogatoria alla Santa sede per acquisire elementi utili dal processo canonico svolto alla Cdf. La presenza di una rogatoria è stata confermata anche dal deputato di Sel nell&#8217;intervista di Pucciarelli che ha provocato la reazione dei legali di Don Inzoli. Sulla falsa riga di quanto detto riguardo all&#8217;articolo, essi sostengono che rilevarne la presenza al convegno sia stato solo un pretesto per ritirar fuori una storia vecchia e coprire di «infamanti offese» il loro assistito, perché, precisano, non c&#8217;è alcuna sentenza definitiva della «Giurisdizione Italiana» per pedofilia. Ecco appunto, vedremo se e come evolverà anche in Italia la vicenda giudiziaria di Don Mauro Inzoli da Torlino Vimercati. Continueremo a informare i lettori, esercitando come Pucciarelli il <i>sacrosanto</i> diritto di cronaca.</p>
<p><i>A Matteo la solidarietà mia, di <a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/don-mauro-inzoli-e-il-delitto-di-cronaca/" target="_blank">MicroMega</a> e di Cronache Laiche.</i></p>
<p><b>Federico Tulli &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115927&amp;typeb=0&amp;COMUNIONE-E-LIBERAZIONI">Cronache Laich</a>e</b></p>
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		<title>Presentazione del libro “Chiesa e pedofilia: il caso italiano”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 17:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[come è andata?]]></category>
		<category><![CDATA[federico tulli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Sala Gaber della libreria Feltrinelli Point di Terni è stata di nuovo luogo di presentazione di un libro interessante per i cittadini e le cittadine di Civiltà Laica. Questa volta è toccato a Federico Tulli giornalista di Left e co-direttore di Cronache Laiche che ha pubblicato il suo secondo libro sul tema “Chiesa e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/presentazione-del-libro-chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano/">Presentazione del libro “Chiesa e pedofilia: il caso italiano”</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La Sala Gaber della libreria Feltrinelli Point di Terni è stata di nuovo luogo di presentazione di un libro interessante per i cittadini e le cittadine di Civiltà Laica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Questa volta è toccato a Federico Tulli giornalista di Left e co-direttore di Cronache Laiche che ha pubblicato il suo secondo libro sul tema “Chiesa e Pedofilia” che era il titolo della sua prima inchiesta (2010)</span></span></p>
<p><span id="more-12824"></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, a questo nuovo lavoro aggiunge le parole “il caso italiano” ma mantiene la stessa grafica di copertina e lo stesso editore (L’asino d’oro).</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">In<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030549.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12825" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030549-300x225.jpg" alt="P1030549" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030549-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030549-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>trodotto dal Dott. Federico Piccirillo, Tulli ha raccontato alla sala gremita i motivi per cui esiste un “caso italiano” e perché è peculiare nel panorama dello scandalo che negli ultimi anni ha travolto la Chiesa Cattolica in modo molto più grave di quanto i mass media nazionali raccontano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">E’ stato interessante scoprire come dietro molti annunci di facciata i provvedimenti presi dall’attuale pontefice non vadano mai al di là della facciata. Emblematici a tal proposito i fatti che riguardano l’attuale mancanza di obbligo di denuncia alle autorità competenti da parte dei vescovi dei casi che vengono a loro conoscenza e quello del vescovo Wesolowski arrestato dalle guardie svizzere (con conseguente pioggia di encomi per il cambiamento di politica nei confronti dei pedofili) ma rilasciato da li a poco e scagionato per decorrenza dei tempi della giustizia vaticana in silenzio.</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La sala molto gremita ha apprezzato molto la giornata e sono piovuti  gli elogi per il lavoro di Federico Tulli.<a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030548.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12826" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030548-300x225.jpg" alt="P1030548" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030548-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/P1030548-1024x768.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/presentazione-del-libro-chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano/">Presentazione del libro “Chiesa e pedofilia: il caso italiano”</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Chiesa e pedofilia: il caso italiano</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 18:35:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[in evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[federico piccirillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Libro &#8220;Chiesa e Pedofilia: il caso italiano&#8221; di Federico Tulli verrà presentato a Terni Sabato 24 Gennaio alla libreria Feltrinelli in via Cesare Battisti 9. Con la presenza dell&#8217;autore. Pubblichiamo qui una recensione del libro del Dott. Federico Piccirillo, lo stesso che presenterà l&#8217;autore in quell&#8217;occasione.   Nel libro Chiesa e pedofilia. Il caso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano/">Chiesa e pedofilia: il caso italiano</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/chiesae-pedofilia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-12822" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/chiesae-pedofilia.jpg" alt="chiesae pedofilia" width="388" height="548" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/chiesae-pedofilia.jpg 595w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2015/01/chiesae-pedofilia-213x300.jpg 213w" sizes="auto, (max-width: 388px) 100vw, 388px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Il Libro &#8220;Chiesa e Pedofilia: il caso italiano&#8221; di Federico Tulli verrà presentato a Terni Sabato 24 Gennaio alla libreria Feltrinelli in via Cesare Battisti 9. Con la presenza dell&#8217;autore.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><em>Pubblichiamo qui una recensione del libro del Dott. Federico Piccirillo, lo stesso che presenterà l&#8217;autore in quell&#8217;occ</em>asione.</p>
<p align="JUSTIFY"> </p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Nel libro <i>Chiesa e pedofilia. Il </i>caso<i> italiano</i>, il giornalista Federico Tulli affronta l&#8217;argomento degli abusi sessuali su minori da parte di esponenti del clero, approfondendo due aspetti; uno più prettamente storico e d&#8217;inchiesta; uno legato alla dimensione psichiatrica, concernente alla questione della pedofilia, e più nello specifico, della pedofilia nella Chiesa.</span><span id="more-12814"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Con grande rigore giornalistico e analitico, l&#8217;autore ripercorre quel particolare momento storico della Chiesa cattolica, culminante con la rinuncia al pontificato da parte di Benedetto XVI, e con la successiva elezione al soglio pontificio di papa Francesco. In tutto ciò, secondo Tulli, è rintracciabile un ben preciso disegno politico del Vaticano, ormai incapace di gestire i suoi scandali finanziari e relativi agli abusi sessuali su minori. Dopo aver sempre tentato oculatamente di celare i propri scandali, una volta venuta allo scoperto, la Chiesa si è trovata nella stringente necessità di riacquistare credibilità agli occhi dei fedeli. Soltanto un chiaro messaggio di inversione di rotta avrebbe potuto rendere attuabile un simile scopo. Questo messaggio si concretizza nella figura di papa Francesco, il quale ha provveduto immediatamente all&#8217;approvazione di norme antiriciclaggio da un lato, ed all&#8217;istituzione di tribunali nazionali contro preti pedofili, legati alle singole conferenze episcopale, seguendo la linea già tracciata dal predecessore Ratzinger prima dell&#8217;abdicazione. L&#8217;istituzione di questi tribunali nazionali costituisce una risposta allo “schiaffo” lanciato dall&#8217;ONU al Vaticano, il 10 luglio 2013, chiedendo alla Santa Sede “spiegazioni ed informazioni dettagliate su ogni singolo caso di stupro”. A tal proposito, è bene ricordare che, nonostante la giustizia italiana abbia accertato l&#8217;esistenza di ben 150 casi di pedofilia clericale, il nostro paese continua ad essere caratterizzato da un profondo silenzio e da una forte omertà in materia. Ciò costituisce la particolarità del “caso italiano”, a differenza di altri paesi, come l&#8217;Irlanda, ad esempio, dove, tra il 1995 e il 2011, nonostante la fortissima presenza cattolica, e nonostante le resistenze della Chiesa locale e del Vaticano, la magistratura è riuscita ad indagare su abusi sessuali da parte di religiosi, facendo venire alla luce, un un intricato sistema di potere, che vedeva come protagonisti personalità “laiche” e religiose, responsabili di aver coperto violenze e abusi su minori per oltre cinquant&#8217;anni. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Un&#8217;altra particolarità è costituita dal tipo di abuso sessuale che un minore può subire da parte di un esponente del clero; aspetto che Tulli analizza sul versante psichiatrico dell&#8217;argomento in questione. I sacerdoti esercitano, infatti, un potere sulle nostre vite tale, da tradursi in un disciplinamento e in un controllo psico-corporeo delle nostre esistenze, che trova il suo apice nel confessionale, il luogo dove il penitente è solo con il “padre”, cui deve rendere conto nei minimi dettagli della sua vita. Non è un caso che molti abusi avvengano nei confessionali, poiché il sacerdote, approfittando dello stato di soggezione in cui si trova il minore , su cui vanta una presunta “paternità spirituale”, riesce a persuaderlo ad offrirsi a lui come oggetto sessuale, magari perché “Gesù lo vuole!”. La violenza di questo tipo di abuso non risiede tanto nell&#8217;atto, quanto nella forza e nella capacità di controllo psichico che un essere umano può avere su di un altro, in un rapporto non alla pari. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Un libro che ci illumina su molte questioni, e che ci mette di fronte alla tragicità del problema della pedofilia nella Chiesa, una tragicità che chiede risposte.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Federico Piccirillo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/chiesa-e-pedofilia-il-caso-italiano/">Chiesa e pedofilia: il caso italiano</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Onu al Vaticano: dovete dirci perché avete sempre taciuto sulla pedofilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2013 16:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[federico tulli]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Vaticano dovrà spiegare all&#8217;Onu perché ha adottato un silenzio sistematico nei casi di abuso sui minori da parte del clero cattolico. La richiesta formale è stata recapitata dalla commissione ONU per i Diritti del Fanciullo alla Santa Sede, dopo l&#8217;annuncio avvenuto la scorsa settimana nell&#8217;ambito del congresso annuale della stessa commissione che si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vaticano dovrà spiegare all&#8217;Onu perché ha adottato un silenzio sistematico nei casi di abuso sui minori da parte del clero cattolico.</p>
<p>La richiesta formale è stata recapitata dalla commissione ONU per i Diritti del Fanciullo alla Santa Sede, dopo l&#8217;annuncio avvenuto la scorsa settimana nell&#8217;ambito del congresso annuale della stessa commissione che si sono svolti a Ginevra.<span id="more-11650"></span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11651" alt="pedofilia" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia-300x202.jpg" width="300" height="202" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia-300x202.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/07/pedofilia.jpg 490w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«Chiediamo spiegazioni e informazioni dettagliate su ogni singolo caso di stupro «alla luce del riconoscimento da parte della Santa Sede delle violenze contro i minori commesse da esponenti del suo clero, preti e suore in numerosi paesi del mondo, e data l&#8217;entità degli abusi»» si legge sul documento che è stato sollecitato da diverse organizzazioni internazionali che si battono contro la piaga della pedofilia clericale. In particolare gli attivisti si sono rivolti a papa Francesco, eletto a marzo, affinché affronti con decisione la questione dei preti stupratori ponendola in cima alle priorità del suo papato. Segnando un effettiva rottura con tutti i suoi illustri predecessori.</p>
<p>Allo Stato vaticano è stato richiesto di dimostrare di aver implementato misure «per assicurare che nessun esponente del clero accusato di abusi sessuali fosse stato lasciato in contatto con minori», in seguito ad altre denunce da tutto il mondo che i vescovi spesso spostavano i preti stupratori da una parrocchia ad un&#8217;altra. La commissione ONU ha quindi chiesto di essere informata circa i casi specifici in cui vescovi o altri prelati cattolici abbiano omesso di denunciare alla polizia i casi di abusi sospetti. Il Vaticano è stato inoltre sollecitato a rivelare i dettagli delle sue indagini su sospetti abusi sessuali e i risultati di quelle indagini, e inoltre a riferire su ogni risarcimento finanziario o assistenza psicologica per le vittime. La commissione vuole sapere quali misure la Santa Sede abbia adottato «per impedire che ulteriori casi di violenza sessuale accadessero nelle istituzioni condotte dalla Chiesa Cattolica».</p>
<p>Il Vaticano ha tempo fino a gennaio 2014 per mettere insieme tutte le informazioni sollecitate. Affinché possano essere valutate al prossimo convegno della commissione ONU per i diritti del fanciullo che si terrà a Ginevra, nel quale saranno chiamati a rispondere alti esponenti della Santa Sede. In un&#8217;intervista al <i>Daily Telegraph</i>. Keith Porteous Wood, il dg della National Secular Society, ha ricordato che «il Vaticano ha lungamente ignorato ogni richiesta di informazione, sebbene sia firmatario della UN Convention on the Rights of the Child». «In Vaticano &#8211; aggiunge Porteous Wood &#8211; hanno permesso abusi sessuali su vasta scala e non è ancora venuto tutto alla luce. Riteniamo che molti, molti casi ancora emergeranno nei Paesi in via di sviluppo». L&#8217;esponente della National Secular Society ha quindi sottolineato che uno degli obblighi per i firmatari della Convenzione per i Diritti del Fanciullo del 1989 «consiste nella compilazione di un rapporto quinquennale in ottemperanza &#8211; o non ottemperanza nel caso del Vaticano &#8211; alla convenzione. La Santa Sede ha gravemente mancato all&#8217;impegno per almeno 12 anni».</p>
<p>La determinazione di papa Francesco, almeno a parole, a intervenire pesantemente sulle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro all&#8217;interno della banca vaticana, secondo Porteous Wood, fa sperare che il nuovo papa adotterà la linea dura sui preti responsabili di abusi. «Penso sia un buon segno» ha aggiunto. «La violenza sui minori è nodo centrale, insieme alla corruzione, che il papa deve risolvere. Il suo senso di giustizia sarà giudicato, io penso, in base alla sua capacità di affrontare questi problemi estremamente complicati». Dal canto suo Geoffrey Robertson &#8211; noto avvocato australiano che da anni è attivo nella tutela dei diritti umani &#8211; ha affermato: «Le indagini della commissione porteranno inevitabilmente a concludere che il Vaticano ha infranto molti articoli della Convenzione su vasta scala in molti Paesi. Il risultato in sofferenza umana è incalcolabile. Il papato di Francesco &#8211; conclude Robertson che ha criticato duramente il silenzio della Chiesa cattolica sullo scandalo planetario anche nel libro-inchiesta &#8220;The Case of the Pope: Vatican Accountability for Human Rights Abuse&#8221; &#8211; sarà giudicato dal mondo in base alla sua risposta. Nuove scuse sulla falsa riga di Ratzinger, ancorché preoccupate o inviti a tirare una linea sul passato non basteranno più. Bergoglio fallirà se non darà il via a coraggiosi atti concreti, per esempio togliere il velo della segretezza che ha protetto così tanti preti stupratori, coinvolgendo le autorità laiche ed offrendo piuttosto che negando un adeguato risarcimento».</p>
<p><b>Federico Tulli</b> &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=81257&amp;typeb=0&amp;L-Onu-al-Vaticano-dovete-dirci-perche-avete-sempre-taciuto-sulla-pedofilia">Cronache Laiche</a></p>
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		<title>Staminali, il j&#8217;accuse di Nature: false promesse in Vaticalia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 16:46:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia e scienza]]></category>
		<category><![CDATA[federico tulli]]></category>
		<category><![CDATA[nature]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Vaticano e il parlamento italiano «sfruttano malati terminali e disabili per creare false speranze di una rapida guarigione». L&#8217;accusa senza mezzi termini è scritta nero su bianco in un editoriale pubblicato su Nature. La rivista scientifica chiama in causa sia il secondo meeting internazionale sulle staminali adulte che si è tenuto in Vaticano lo scorso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/staminali-il-jaccuse-di-nature-false-promesse-in-vaticalia/">Staminali, il j&#8217;accuse di Nature: false promesse in Vaticalia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vaticano e il parlamento italiano «sfruttano malati terminali e disabili per creare false speranze di una rapida guarigione». L&#8217;accusa senza mezzi termini è scritta nero su bianco in un editoriale pubblicato su <i>Nature</i>.<span id="more-11421"></span> <!--more--><a href="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/staminali-adulte.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-11422" alt="staminali-adulte" src="http://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/staminali-adulte-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/staminali-adulte-300x225.jpg 300w, https://www.civiltalaica.it/cms/wp-content/uploads/2013/04/staminali-adulte.jpg 372w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La rivista scientifica chiama in causa sia il secondo meeting internazionale sulle staminali adulte che si è tenuto in Vaticano lo scorso 11 aprile sia le <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Secure/Detail_News_Display?ID=71357&amp;typeb=0" target="_blank">decisioni</a> prese dal Senato in seguito al decreto Balduzzi che autorizza il cosiddetto <a href="http://babylonpost.globalist.it/Detail_News_Display?ID=71061&amp;typeb=0&amp;Dal-caso-Di-Bella-al-metodo-Stamina-sintomi-di-uno-Stato-in-pessima-salute" target="_blank">metodo Stamina</a>.<br />L&#8217;articolo, intitolato <i>Smoke and mirrors</i> (Fumo e specchi), attacca il convegno della Santa Sede, giudicato un «palcoscenico senza vergogna dove bimbi malati sono stati mostrati in televisione insieme a aziende impegnate nelle staminali e scienziati disperati, per veicolare il messaggio che le applicazioni cliniche delle terapie a base di staminali adulte vanno accelerate».<br />Etica &#8220;vaticana&#8221; a parte, giova ricordare che fino a oggi le sole patologie trattate con successo col trapianto di cellule staminali sono varie malattie del sangue, una forma rara di malattia genetica della cute, le ustioni della cute e della cornea. Ed è pur vero che lo studio sulle cellule staminali ha valso al giapponese <a href="http://babylonpost.globalist.it/Detail_News_Display?ID=70883&amp;typeb=0&amp;Stamina-illusione-di-Stato" target="_blank">Shynia Yamanaka</a> il Nobel per la medicina nel 2012, ma per capire a che punto è lo stato dei lavori ecco le parole di Elena Cattaneo, direttrice del Centro ricerche sulle cellule staminali dell&#8217;università degli studi di Milano: «Yamanaka è riuscito nel 2006 a riprogrammare le staminali adulte di topo fino a farle diventare pluripotenti (le cosiddette Ips: staminali pluripotenti indotte), rendendole simili in questo modo alle preziose caratteristiche delle cellule embrionali (totipotenti) che come è noto essendo indifferenziate sono in grado di dar &#8220;vita&#8221; a qualsiasi tessuto. In questo modo &#8211; prosegue Cattaneo &#8211; ha aperto la finestra su un mondo sconosciuto e affascinante ma è presto per pensare a una strategia terapeutica derivante dalla sua scoperta. Notevolmente più realistica è l&#8217;idea di impiegare la sua riprogrammazione per produrre modelli di malattia che siano paziente-specifici. Modelli cioè fatti su misura di un singolo malato sulla base di un prelievo autologo di cellule adulte». Secondo la scienziata, al punto in cui siamo è pericoloso e improduttivo concentrarsi su un filone di ricerca a scapito di un altro. «Questa volontà di riportare le cellule adulte allo stadio di staminali embrionali &#8211; sottolinea &#8211; ci fa anche capire bene l&#8217;importanza scientifica di disporre di staminali embrionali. Le staminali embrionali sono infatti fenomenali perché pluripotenti e quindi da esse si ottengono tutte le cellule specializzate del nostro organismo. Da queste cellule otteniamo neuroni che altrimenti non riusciremmo a &#8220;creare&#8221; da nessun&#8217;altra staminale. Oltre alle staminali embrionali &#8220;vere&#8221;, derivate dalle blastocisti sovrannumerarie, grazie al lavoro di Yamanaka disponiamo ora anche di una staminale embrionale &#8220;surrogata&#8221;, artificiale, che possiamo ottenere partendo dalla nostra pelle adulta. Si tratta di una scoperta che ha rivoluzionato la biologia e che potrebbe fare molto anche dal punto di vista farmacologico e medico. Si tratta di ipotesi che vanno perseguite e dimostrate. Ecco perché è importante continuare a lavorare in parallelo, con staminali embrionali vere e con le nuove embrionali surrogate, confrontandone limiti e potenzialità».</p>
<p>Proseguendo nella lettura dell&#8217;editoriale di <i>Nature</i>, la stessa indignazione è riservata a «ciò che succedeva a un chilometro dal convegno» della Santa Sede, e cioè all&#8217;approvazione del metodo Stamina da parte del Senato con il via libera al decreto del ministro della Salute, Balduzzi. In particolare è finito nel mirino un emendamento che equipara le cure con le staminali ai trapianti, che pone l&#8217;Italia «fuori dalle regole dell&#8217;Unione Europea e della Food and drug administration statunitense».<br />«Poche settimane dopo la fumata bianca che in Vaticano ha annunciato l&#8217;elezione del nuovo Papa &#8211; si legge nell&#8217;editoriale, che non è firmato &#8211; una cappa ancora più cupa incombe sulla Città eterna. Una nebbia di confusione e di informazioni fuorvianti in materia di terapie a base di cellule staminali». La rivista sottolinea come la ricerca sia ancora lontana dall&#8217;aver trovato le cure: «Le staminali aiuteranno a trovare le terapie per molte malattie incurabili &#8211; conclude l&#8217;articolo &#8211; ma ancora siamo ben lontani da questo punto, qualunque cosa dicano i segnali di fumo» che escono dai tetti della Santa Sede.<br />Nel 2009 un&#8217;inchiesta della procura di Torino, guidata da Raffaele Guariniello, scandagliò l&#8217;attivita di Stamina foundation, fondazione che in teoria si occupa di promuovere la ricerca sulle cellule staminali. Ma che secondo quanto rilevato all&#8217;epoca da fonti d&#8217;agenzia avrebbe praticato anche &#8220;cure&#8221; senza alcuna autorizzazione dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco e molto costose. Si parlò di cifre che andavano da 25 a 50 mila euro a paziente per trattamenti a base di cellule staminali adulte eseguiti a Carmagnola, San Marino, Trieste e in Ucraina. Secondo un&#8217;inchiesta condotta all&#8217;epoca dal quoitidiano <i>La Stampa </i>le &#8220;pratiche&#8221; andavano avanti dal 2007 e «tutto quello che è successo nelle stanze di via Giolitti (sede della Stamina foundation,<i>ndr</i>) e in una clinica di riferimento a Carmagnola è finito al centro degli accertamenti dei carabinieri del Nas». L&#8217;inchiesta prese spunto da un esposto dettagliato di un ex dipendente che avrebbe visto passare per mesi, negli uffici di una società» (il cui titolare era il presidente della Fondazione) «pazienti gravi pronti a pagare 27 mila euro per tentare un trattamento con le staminali». Agli atti sono finite decine di fatture per le terapie, «ufficialmente registrate come donazioni per la ricerca sulle staminali». Dove sono stati trattati e con quali risultati i pazienti che si sono rivolti alla Stamina foundation, si chiese il quotidiano torinese? Domande cruciali, visto che la legge italiana vieta il ricorso alle staminali al di fuori dei protocolli sperimentali riconosciuti. Anzi, per meglio dire, vietava. Perché ora con il decreto Balduzzi è stata creata una deroga ad hoc.</p>
<p><b>Federico Tulli</b> &#8211; <a href="http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=71541&amp;typeb=0&amp;Staminali-il-j-accuse-di-Nature-false-promesse-in-Vaticalia">Cronache Laiche</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/staminali-il-jaccuse-di-nature-false-promesse-in-vaticalia/">Staminali, il j&#8217;accuse di Nature: false promesse in Vaticalia</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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