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	<title>crocifisso Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>La sentenza sentenzia: l&#8217;Europa non ci salverà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:41:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alessandro chiometti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese. La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noi che speravamo nell&#8217;Europa siamo costretti a fare i conti con la dura realtà: l&#8217;Europa, fondamentalmente, se ne frega del nostro paese.<br />
La sentenza definitiva di Strasburgo coglie impreparati i laici che al massimo si aspettavano una soluzione cerchiobottista che pur confermando l&#8217;impianto del primo grado (passato all&#8217;unanimità, ricordiamocelo) trovasse una soluzione che permetteva all&#8217;Italia di cavarsela senza pagar dazio.<br />
Invece si è avuta una sentenza che ribalta in modo totale il primo grado della CEDU e riconosce come valide le argomentazioni dello stato italiano (tranne una quella sul significato culturale e non religioso del crocifisso) dicendo che: «la decisione di perpetuare o meno una tradizione dipende dal margine di discrezionalità degli Stati convenuti» e che «a Corte considera che non è suo compito prendere posizione in un dibattito tra giurisdizioni interne».<span id="more-9765"></span><br />
<span style="font-family: Tahoma,sans-serif;"><img decoding="async" style="width: 400px; height: 328px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_TluBe0EO0z0/S9Fn-vHgvXI/AAAAAAAACXA/bXCjfiFTCNQ/s1600/SINCRETISMO1+-+base.jpg" alt="" /></span></p>
<p>Il discorso dirimente infine è che quel simbolo (macabro) appeso sulle mura scolastiche non influenza gli studenti e non toglie la possibilità ai loro genitori di educarli come meglio ritengono opportuno.</p>
<p>La sentenza dice anche che la discriminazione religiosa in questo caso non c&#8217;entra perché, in buona sostanza, l&#8217;insegnamento di quella religione non è obbligatorio, perché nessuno vieta ai ragazzi di portare altri simboli religiosi, e perché in alcune scuole si festeggia la fine del ramadan (quali non è dato sapere dalla sentenza).</p>
<p>Se l&#8217;impressione che avete è quella che, di fatto, l&#8217;Europa “se ne lava le mani” del nostro paese dovreste prima domandarvi cosa vi sareste dovuti aspettare dopo le reazioni isteriche che hanno accomunato destra, sinistra e istituzioni unificando, come quasi mai accade, questo paese. Ed un altra domanda che dovreste porvi, voi laici, è “ma a noi chi ci rappresenta?”</p>
<p>Alcune considerazioni pratiche, senza aspettare gli addetti ai lavori che analizzeranno a fondo la questione.</p>
<p>Le folcloristiche sentenze italiane che arrivavano a dire che il crocifisso è un simbolo di laicità sono nei fatti superate e da riformulare, in quanto la CEDU riconosce che il significato prominente del (macabro) simbolo è quello religioso.</p>
<p>La CEDU stabilisce che i simboli appesi non influenzano l&#8217;istruzione degli alunni; quindi innanzitutto chiediamo scusa al sindaco di Adro (maltrattato da destra e sinistra) e riposizioniamo al loro posto i “soli delle Alpi” in quanto è innegabile che sono rappresentativi della cultura e delle tradizioni di quelle terre. Altrove sbizzarritevi: falci e martello, celtiche, simboli fallici&#8230;</p>
<p>Inoltre, dato che la sentenza conferma che non può essere vietato «indossare tenute a connotazione religiosa» un consiglio a tutti gli studenti atei e agnostici, andate a scuola con abiti che vi caratterizzino. Parafrasando la campagna UAAR un bel “DIO NON ESISTE E NON NE HAI BISOGNO” sulla vostra felpa/maglietta farà rispettare i vostri diritti (croci e mezzelune si, scritte filosofiche no? Ci sarebbe da ridere&#8230;).</p>
<p>Infine un ultima riflessione: come testimonia il rammarico di “Noi siamo chiesa” verso questa sentenza, il cattolicesimo italico ha perso un&#8217;altra buona occasione per diventare adulto. Quale autorevolezza ha una Chiesa che spende tutte le sue energie diplomatiche per far salvo un macabro feticcio sul muro invece che per convincere l&#8217;Europa, tanto per fare un esempio banale, ad aumentare la quota da destinare allo sviluppo dei paesi poveri?</p>
<p>Zero. O giù di li. I risultati, cari i miei cattolici, sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p>Alessandro Chiometti</p>
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		<title>CARDIA: UNA GARANZIA</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/cardia-una-garanzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>1) Avendo gi&#224; parlato dell&#8217;intervista concessa al &#8220;Corriere della Sera&#8221; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&#160; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche. In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Avendo gi&agrave; parlato dell&#8217;intervista concessa al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo; dal Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) [1], passiamo al di Lui intervento&nbsp; a Palazzo Chigi il 26 Aprile 2010, sempre concernente la evidentemente tormentosa questione della sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo sulla rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche.<br />
In maniera senz&#8217;altro dotta, Egli ha mosso non pochi rilievi, di cui ci pregiamo di fornire una selezione, quasi un florilegio:<br />
&ldquo;Ritengo che la Corte non abbia tenuto conto di alcuni elementi (giuridici e di fatto) &hellip; e sia incorsa in qualche caso in veri e propri errori &hellip;<br />
In primo luogo la Corte ha contraddetto la propria pluridecennale giurisprudenza da almeno due punti di vista. <br />
&hellip; Si tratta &hellip; del principio di sussidiariet&agrave; &hellip; che soltanto nella sentenza sul crocifisso non &egrave; stato utilizzato.<br />
&hellip; ha pretermesso (omesso, tralasciato; NdA) di valutare quanto previsto dallo Statuto del Consiglio d&#8217;Europa del 1949, e quanto scritto nell&#8217;introduzione alla Convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti fondamentali dell&#8217;uomo (CEDU 1950)<br />
&hellip; Si tratta di un errore storico e giuridico &hellip;<br />
Altro errore si evidenzia quando la Corte afferma che il crocifisso &egrave; ragionevolmente simbolo del cattolicesimo &#8230;&rdquo; [2].</p>
<p>2) Naturalmente, non avendo alcuna cognizione giuridica, non siamo neppure tentati dal demone di obiettare alcunch&eacute; al PC ed, in ogni caso, la questione verr&agrave; definita, sempre a Strasburgo, il 30 di Giugno del 2010 dalla Grande Chambre.<br />
Nel frattempo, non possiamo non farci latori/messaggeri del grido di dolore, emesso da un nostro amico, dopo aver letto i molto circostanziati rilievi del PC; infatti, questo nostro amico, molto attento a tutto ci&ograve; che concerne il pubblico denaro, ha urlato:<br />
&ldquo;Ma, allora, noi perch&eacute; paghiamo questi incompetenti Giudici di Strasburgo?&rdquo;<br />
Noi, essendo indubbiamente molto pi&ugrave; prosaici, confessiamo che la lettura del testo del PC ci ha fatto tornare in mente un film di Sergio Leone e, pi&ugrave; precisamente, la scena in cui viene letta la sentenza nei confronti di Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez:<br />
&ldquo;Gi&agrave; ricercato in 14 contee di questo Stato, &egrave; riconosciuto colpevole dei reati di omicidio, rapina a mano armata contro privati, banche e servizi postali di Stato, furto di oggetti sacri, incendio doloso di una prigione di Stato, falsa testimonianza, bigamia, abbandono del tetto coniugale e incitamento alla prostituzione, rapimento a scopo di estorsione, ricettazione, spaccio di monete false, uso di carte da gioco e dadi truccati, aggressione e lesioni a danno di privati&#8230;&rdquo; [3].</p>
<p>3) Tornando dal selvaggio Far West alla civile Italia, non possiamo privare la/il lettrice/lettore delle altre pillole di saggezza dispensate dal PC:<br />
&ldquo;Infine, l&#8217;errore di prospettiva pi&ugrave; grave, nel merito della sentenza, &egrave; quando la Corte non esamina la condizione reale della scuola italiana, del suo assetto (giuridico e di fatto) pluralista, del suo aprirsi alla multiculturalit&agrave;. &#8230;&rdquo; [4].<br />
In questo caso, non abbiamo alcuna difficolt&agrave; a riconoscere che siamo d&#8217;accordo con il PC, ma non per i motivi da Lui addotti, bens&igrave; per i seguenti:<br />
&nbsp;la Corte non ha preso in esame i seguenti fatti:<br />
&#8211; nella Scuola italiana, sono presenti, naturalmente nel pieno rispetto della Legge, solo le/gli insegnanti della Religione cattolica;<br />
&#8211; Loro sono nominate/i dal Vescovo, ma vengono pagate/i dallo Stato italiano;<br />
&#8211; da qualche anno, sempre in base alla Legge, sono le/i sole/i Docenti ad essere ILLICENZIABILI, in barba ad ogni principio di uguaglianza.<br />
Noi abbiamo pure la presunzione di sapere perch&eacute; la Corte non ha esaminato: &ldquo;&#8230; la condizione reale della scuola italiana&rdquo;: per carit&agrave; di Patria, sia pure europea.&nbsp; </p>
<p>4) Infine, &egrave; molto interessante leggere le motivazioni che il PC adduce riguardo al fatto che la Scuola italiana &egrave; aperta alla multiculturalit&agrave;:<br />
&ldquo;&#8230; ammette simboli e pratiche di altre religioni [A questo punto, un ipotetico Marziano penserebbe che, nella Scuola della Repubblica, siano esposti pure i simboli di altre Religioni; errore! (NdA)].<br />
&#8230;Leggi, decreti, circolari e giurisprudenza prevedono la legittimit&agrave; del velo islamico, di altri simboli e vestimenti di derivazione religiosa [Traduciamo: si parla di &ldquo;cose&rdquo; che portano addosso gli individui, non di &ldquo;cose fissate sul muro&rdquo; per decisione dello Stato; (NdA)]<br />
&hellip; verrebbe ad essere sacrificata e discriminata proprio la religione della stragrande maggioranza degli italiani &#8230;&rdquo; [5].<br />
Quest&#8217;ultima affermazione merita un commento a parte, breve, ma deciso e, soprattutto, incontestabile:<br />
in base ad una ricerca, commissionata dalla Conferenza Episcopale Italiana, della cui esistenza il PC avr&agrave; sicuramente contezza/cognizione, i Cattolici, in Italia, sono il 33% della popolazione; tradotto: sono la minoranza pi&ugrave; numerosa, ma pur sempre una minoranza, altro che la : &ldquo;&#8230; stragrande maggioranza &#8230;&rdquo;. <br />
A noi, comunque, non dispiace che si giunga a spacciare una visione artificiale, invece di prendere atto della realt&agrave;, poich&eacute;, storicamente, questo gesto disperato ha sempre caratterizzato le Istituzioni in decadenza.<br />
Tra i molti esempi, casualmente, ci viene in mente quello dell&#8217;Imperatore degli Aztechi, Montezuma, che scambi&ograve; gli Spagnoli, peraltro campioni della Cristianit&agrave;, che stavano per sterminare il Suo popolo, per degli Dei. </p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini<br />
</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Si veda: <a target="_blank" href="http://civiltalaica.splinder.com/post/22639146/strasburgo-la-lingua-batte">Strasburgo: la lingua batte&#8230;</a>.<br />
[2] <a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf">Cardia Carlo, Intervento a Palazzo Chigi, 26 Aprile 2010</a>.<br />
Consigliamo vivamente di leggere per intero il suddetto testo, anche perch&eacute; &egrave; una delle migliori dimostrazioni di come il Sapere non solo non &egrave; sempre contro il Potere, ma, anzi, pu&ograve; essere al servizio, peraltro legittimo, del Principe, in questo caso del Principe della Chiesa.<br />
[3] Leone Sergio, Il buono, il brutto, il cattivo, prodotto da Alberto Grimaldi, 1966; indimenticabili sono: Clint Eastwood, Eli Wallach, Lee Van Cleef.<br />
[4] Cardia, cit. <br />
[5] <em>Ibidem</em>.<br />
&nbsp;</p>
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		<title>STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &#232; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&#224; di Roma Tre, poich&#233; sta dando il meglio di s&#233; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1]. Cos&#236;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&#224; che la Fede insuffla/infonde nei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/">STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>
1) Quest&#8217;ultima decade dell&#8217;Aprile 2010 &egrave; senz&#8217;altro molto impegnativa per il Professor Carlo Cardia, che insegna Diritto Ecclesiastico all&#8217;Universit&agrave; di Roma Tre, poich&eacute; sta dando il meglio di s&eacute; nel praticare lo sport in cui eccelle: l&#8217;arrampicarsi sugli specchi [1].<br />
Cos&igrave;, comunque, Egli offre la dimostrazione migliore delle superiori capacit&agrave; che la Fede insuffla/infonde nei Suoi difensori.</p>
<p>2) Il Professore ha iniziato la Sua ascesa, concedendo un&#8217;intervista al &ldquo;Corriere della Sera&rdquo;, in relazione alla sentenza con cui la Corte di Strasburgo ha decretato che il Crocifisso non deve essere esposto nelle aule scolastiche.<br />
Non ci sarebbe neppure bisogno di dire che il Professor Cardia (d&#8217;ora in avanti: PC) si &egrave; subito avvalso dell&#8217;argomento principe di color che argomenti non hanno:<br />
&ldquo;(La sentenza; NdA) Non approfondisce la questione e la esamina da un punto di vista ideologico&rdquo; [2].<br />
Come &egrave; noto, da circa trent&#8217;anni, i baldi difensori di ogni potere costituito impiegano l&#8217;arma letale, consistente sia nel presentare le proprie concezioni come a-ideologiche, come naturali e perfino pi&ugrave; dei prodotti biologici, sia nello scagliare contro l&#8217;avversario quella che &egrave; diventata una delle accuse pi&ugrave; infamanti: l&#8217;essere ancora posseduti dal demone dell&#8217;ideologia.<br />
Gli &ldquo;esorcisti&rdquo; pi&ugrave; bravi riescono pure a far apparire sul loro volto (di bronzo) un&#8217;espressione di profondo disgusto interiore, mentre pronunciano, e con il dovuto ribrezzo, l&#8217;oscena parola: ideologia.<br />
Forse,&nbsp; PC ritiene che esaminare la questione da un punto di vista religioso costituisca un indicibile progresso; in ogni caso:<br />
&ldquo;Da che pulpito viene la predica!&rdquo;.</p>
<p>3) PC ha, poi, sentenziato che la Corte:<br />
&ldquo;Ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [3].<br />
In questo caso, l&#8217;artificio retorico consiste nell&#8217;appioppare, a quella che &egrave; la bestia nera di tutti i PC di questo mondo: l&#8217;Illuminismo, la qualifica di vetero, termine che, per questa modernit&agrave; fremente per il &#8230; Nulla, emana un tanfo di stantio, fors&#8217;anche di rancido.<br />
Naturalmente, attendiamo con trepidazione che, nella prossima intervista, PC ci illumini d&#8217;immenso sulle fattezze che ha/dovrebbe avere il Neoilluminismo di Suo gradimento.<br />
Comunque, siamo rimasti veramente basiti/attoniti nell&#8217;apprendere che senza il Crocifisso si ha :<br />
&ldquo;&#8230; un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire&rdquo; [4].<br />
Le/i docenti, nonch&eacute; tutte le persone, che concorrono alla formazione delle nuove generazioni, si sentiranno senz&#8217;altro estremamente valorizzate da questa affermazione, che, inoltre, getta una luce fosca, pur se meritata, su tutte le societ&agrave; precristiane e su tutte quelle contemporanee, che, per loro immensa sfortuna, non si avvalgono del Crocifisso quale ineguagliabile aspiratore del vuoto, altrimenti imperante.<br />
Non osiamo neppure immaginare il vuoto culturale da cui sono afflitti i due miliardi abbondanti di Cinesi e di Indiani, che, nella loro &ldquo;inspiegabile&rdquo; esistenza, non sono stati riempiti dal Crocifisso [5]. <br />
L&#8217;implicita riduzione della Storia dell&#8217;Umanit&agrave; agli ultimi 2000 anni, nonch&eacute; l&#8217;altrettanto implicita &ldquo;restrizione&rdquo; della Terra al solo Occidente, presenti nel discorso di PC, sono l&#8217;equivalente di quanto si &egrave; avuto il coraggio di affermare al convegno dei Creazionisti del 23 Febbraio 2009, presso il CNR (!):<br />
&ldquo;&#8230; le datazioni al radiocarbonio rivelano che i dinosauri si estinsero tra i 20 e i 40.000 anni or sono e, quindi, l&#8217;uomo ha convissuto con loro&rdquo; [6].<br />
Sulla base di queste &ldquo;inconfutabili affermazioni scientifiche, il chimico Hugh Miller, nel numero di Giugno di &ldquo;Radici Cristiane&rdquo;, argomentava:<br />
&ldquo;Prenda per esempio un tirannosauro rex. <br />
Era una creatura terrificante, alta quattro metri.<br />
Ma bastava tenderle un agguato, per esempio con una corda tra due alberi, per farlo cadere rompendosi il collo. <br />
Ed ecco un hamburger di tirannosauro rex per qualche settimana!&rdquo; [7].</p>
<p>4) Sicuramente, la chiusa dell&#8217;intervista di PC, in quanto ad intelligenza, equivale al finale dei fuochi d&#8217;artificio, che sono pi&ugrave; scoppiettanti, fulgidi e rutilanti che pria:<br />
&ldquo;Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare.<br />
C&#8217;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi&rdquo; [8].<br />
Cos&igrave;, grazie ad un luminare dell&#8217;Universit&agrave;, scopriamo che l&#8217;individuale decisione di portare il velo, oppure la keffiyyah, &egrave; la stessa identica cosa della presenza, voluta da uno Stato, in un edificio pubblico, del Crocifisso.<br />
Questa, Lui, la chiama tolleranza.<br />
Il fatto che PC sia, interiormente, perfettamente consapevole dell&#8217;insostenibilit&agrave; di quanto da Lui stesso affermato, non rende meno pertinente, con una lieve aggiunta, quanto ebbe a dire Karl Marx, quando usc&igrave; dalla stanza del Comunista Weitling:<br />
&ldquo;L&#8217;ignoranza (voluta) non sar&agrave; mai un argomento&rdquo; [9].</p>
<div align="right"><a target="_blank" href="http://www.valeriobruschini.info">Valerio Bruschini</a></div>
<p>
NOTE<br />
[1] Infatti, il 26 Aprile 2010, ha fatto un intervento a Palazzo Chigi; il 30 dello stesso mese, presenter&agrave; il Suo sicuramente molto pregevole Saggio: &ldquo;Identit&agrave; religiosa e culturale d&#8217;Europa &ndash; La questione del Crocifisso&rdquo;; del primo di questi&nbsp; due eventi daremo conto con un altro testo, onde evitare&nbsp; che il Presidente di Civilt&agrave; Laica &ldquo;azioni la ghigliottina&rdquo;, per l&#8217;eccessiva lunghezza non consona al blog.<br />
[2] Corriere della Sera, Gioved&igrave;, 26 Aprile 2010.<br />
[3] <em>Ibidem</em>.<br />
[4] <em>Ibidem</em>.<br />
[5] Noi ci riferiamo esclusivamente al Crocifisso esposto/imposto nei pubblici edifici, non a quello che ognuno &egrave; libero di avere in casa, oppure su di s&eacute;, ancor meno a quello che le persone hanno nel cuore.<br />
[6] Dalla Casa Stefano, Hamburger di tirannosauro, L&#8217;ATEO, Catastrofi e punizioni, p.27, Marzo-Aprile 2010.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] Corriere della Sera, cit..<br />
[9] Althusser Louis, &ldquo;Elementi di autocritica&rdquo;, 1972.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/strasburgo-la-lingua-batte/">STRASBURGO: LA LINGUA BATTE&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Crocifissi nelle aule, il 30 giugno la sentenza</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/crocifissi-nelle-aule-il-30-giugno-la-sentenza/</link>
					<comments>https://www.civiltalaica.it/cms/crocifissi-nelle-aule-il-30-giugno-la-sentenza/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[ceciliacalamani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:37:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[carlo cardia]]></category>
		<category><![CDATA[cecilia calamani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>30 giugno. Questa &#232; la data fissata dalla Corte europea per esaminare il ricorso dell&#8217;Italia contro la sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Come&#160; &#8216;memoria&#8217; a corredo del ricorso, il Governo presenter&#224; il prossimo 30 aprile uno [&#8230;]</p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" height="259" width="259" align="left" alt="tribunale" src="http://www.cronachelaiche.it/wp-content/uploads/2009/11/tribunale.jpg" title="tribunale" class="alignleft size-full wp-image-904" /><strong>30 giugno</strong>. Questa &egrave; la data fissata dalla Corte europea per esaminare il ricorso dell&rsquo;Italia contro la sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta in una conferenza stampa a palazzo Chigi. Come&nbsp; &lsquo;memoria&rsquo; a corredo del ricorso, il Governo presenter&agrave; il prossimo 30 aprile uno studio di <strong>Carlo Cardia</strong>, professore di Diritto ecclesiastico presso la facolt&agrave; di Giurisprudenza dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi Roma Tre.</p>
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<p>&ldquo;<em>La corte di Strasgurgo </em>&#8211; afferma Cardia, intervistato dal <a target="_blank" href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=45618274"><em>Corriere della sera </em></a>&#8211; <em>ha scelto un approccio vetero illuminista secondo il quale <strong>la formazione si deve svolgere in un vuoto culturale dove non esiste un passato n&eacute; un futuro da costruire</strong>. Da questo punto di vista la Corte ha parlato di una scuola italiana che non esiste. [&hellip;] Se una ragazza, in Italia, vuole andare a scuola con il velo islamico lo pu&ograve; fare. C&rsquo;&egrave; un atteggiamento tollerante nei confronti di tutti i simboli religiosi. Ma questo la Corte non l&rsquo;ha preso in considerazione. E cos&igrave; &egrave; stato svilito il ruolo del crocifisso come simbolo dell&rsquo;identit&agrave; europea, trasformandolo in un simbolo di parte</em>&ldquo;.</p>
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<p>Dice bene, Cardia: una ragazza pu&ograve; andare a scuola con il velo cos&igrave; come, aggiungiamo, un ragazzo pu&ograve; portare il crocifisso al collo. Al di l&agrave; di cosa si pensi del velo, si sta parlando di abbigliamento o uso di ornamenti, tutte cose che fanno parte della sfera individuale. Cosa direbbe il professor Cardia se la ragazza islamica volesse imporre il velo a tutte quelle della sua classe? Perch&eacute; questo &egrave; il paragone corretto, non quello della presunta tolleranza, che diventa intolleranza quando si tenta di rendere collettivo un simbolo personale, qualsiasi esso sia.</p>
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<p>Questa guerra in nome del crocifisso si gioca proprio sull&rsquo;ambiguit&agrave;, e l&rsquo;ambiguit&agrave; sull&rsquo;ignoranza. Ci&ograve; che si vuole far passare &egrave; che togliere il crocifisso significhi rinnegare le proprie origini, affermare un &lsquo;<strong>vuoto culturale</strong>&rsquo;, come dice Cardia.</p>
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<p>Nulla di pi&ugrave; falso. Togliendo le croci dalle aule, non sconfesseremmo il nostro passato, perch&eacute; &egrave; stampato indelebilmente nella nostra cultura, nella nostra formazione, sui libri che studiamo, nelle nostre menti, nei nostri occhi. Non serve una suppellettile affissa al muro per ricordarcelo.</p>
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<p>E il futuro di cui parla Cardia non &egrave; scolpito staticamente in un pezzo di legno. Il futuro &egrave; la diversit&agrave;, il rispetto, la convivenza, la netta coscienza dei propri confini, che mai devono invadere quelli degli altri. All&rsquo;alba del terzo millennio, dovremmo aver imparato che la spiritualit&agrave;, quella vera, &egrave; una caratteristica individuale, non universale. Non si nutre dell&rsquo;imposizione di simboli al mondo intero, non ne ha bisogno.</p>
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<p>Dovremmo sapere, invece, che in nome di un dio, di una religione politica o di appartenenza alla razza, il pensiero unico &egrave; sempre e solo sinonimo di discriminazione, disordine sociale e, infine, guerra.</p>
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<p><a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf"><strong>Leggi l&rsquo;intervento di Carlo Cardia a palazzo Chigi</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.palazzochigi.it/backoffice/allegati/57343-5961.pdf"><strong></strong></a></p>
<p align="right"><strong>Cecilia Calamani &#8211; <a href="http://www.cronachelaiche.it" target="_blank">Cronache laiche</a><br />
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