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	<title>cristianesimo Archivi - Associazione Culturale Civiltà Laica</title>
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	<description>Per un movimento culturale volto a difendere la Laicità dello Stato.</description>
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		<title>TRE MILIARDI? FACCIAM0 DUE.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 11:56:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scrive il Direttore di &#8220; Terni Magazine&#8221;, il signor Giancarlo Padula: &#8220;Come me la pensano 3 miliardi di cristiani viventi&#8221; [1]. 1) Io penso di fare cosa buona e giusta, fornendo i seguenti dati [2]:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tre-miliardi-facciam0-due/">TRE MILIARDI? FACCIAM0 DUE.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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Scrive il Direttore di &ldquo; Terni Magazine&rdquo;, il signor Giancarlo Padula: &ldquo;Come me la pensano 3 miliardi di cristiani viventi&rdquo; [1].  </p>
<p>1) Io penso di fare cosa buona e giusta, fornendo i  seguenti dati [2]:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tre-miliardi-facciam0-due/">TRE MILIARDI? FACCIAM0 DUE.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>TRE MILIARDI? FACCIAM0 DUE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 11:56:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scrive il Direttore di &#8220; Terni Magazine&#8221;, il signor Giancarlo Padula: &#8220;Come me la pensano 3 miliardi di cristiani viventi&#8221; [1]. 1) Io penso di fare cosa buona e giusta, fornendo i seguenti dati [2]:</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>
Scrive il Direttore di &ldquo; Terni Magazine&rdquo;, il signor Giancarlo Padula: &ldquo;Come me la pensano 3 miliardi di cristiani viventi&rdquo; [1].  </p>
<p>1) Io penso di fare cosa buona e giusta, fornendo i  seguenti dati [2]:</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/tre-miliardi-facciam0-due-2/">TRE MILIARDI? FACCIAM0 DUE.</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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		<title>Ipazia talebana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 18:19:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[integralisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1) Scrive Federico Bernardini sul sito &#34;Il barbiere della sera&#34;: &#8220;Agor&#224; &#232; un film velenoso, disonesto, orchestrato ad arte per ingannare lo spettatore e proporgli una visione storica fraudolenta, con lo scopo di seminare avversione nei confronti del Cristianesimo&#8221; [1]. Per completare il quadro, io aggiungerei: film mirante alla circonvenzione di incapace, nonch&#233;&#160; al plagio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/ipazia-talebana/">Ipazia talebana?</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2"><br />
1) Scrive Federico Bernardini sul sito &quot;Il barbiere della sera&quot;:<br />
&ldquo;Agor&agrave; &egrave; un film velenoso, disonesto, orchestrato ad arte per ingannare lo spettatore e proporgli una visione storica fraudolenta, con lo scopo di seminare avversione nei confronti del Cristianesimo&rdquo; [1].<br />
Per completare il quadro, io aggiungerei: film mirante alla circonvenzione di incapace, nonch&eacute;&nbsp; al plagio, soprattutto nei confronti dei giovani, notoriamente incolti, per un verso, inclini all&#8217;entusiasmo, nel senso letterale del termine[2], fors&#8217;anche al fanatismo, dall&#8217;altro. <br />
Cos&igrave;, il pernicioso/nocivo film conseguirebbe, per lo meno, la pi&ugrave; che meritata &ldquo;Palma dell&#8217;infamia&rdquo;.</p>
<p>2) Della suddetta visione storica fraudolenta, suppongo essere un cardine quanto segue:<br />
&ldquo;Amen&agrave;bar &hellip; vuol farci credere che dopo Costantino, e soprattutto dopo Teodosio, essi (i Cristiani; NdA) si trasformino in persecutori&rdquo; [3].<br />
Comunque la pensi il Signor Bernardini, Amen&agrave;bar, in questo caso, gode della buona compagnia degli Storici e, soprattutto, dell&#8217;ottima compagnia dei fatti.<br />
I Cristiani furono senza dubbio perseguitati&nbsp; fino agli inizi del IV secolo, sia pur non in maniera costante, bens&igrave; periodica, e non perch&eacute; gli Imperatori volessero distruggere la nuova religione, ma perch&eacute; questa era in contrasto sia con i doveri verso lo Stato: sacrificare all&#8217;Imperatore, prestare servizio militare, (per citare quelli principali), sia con il caposaldo economico della societ&agrave; dell&#8217;epoca: la schiavizzazione di moltitudini di esseri umani, considerati &ldquo;esseri inferiori&rdquo;; di fronte a questa situazione, i Cristiani, giustamente, reclamavano la libert&agrave; di culto e la cessazione delle persecuzioni.<br />
Nel 311, ottennero dall&#8217;Imperatore Galerio l&#8217;Editto, poi confermato da Costantino [4], che concesse al Cristianesimo lo statuto di &ldquo;Religio licita&rdquo; e comportava anche la restituzione dei beni confiscati durante le persecuzioni; in questo modo, il Cristianesimo si vide riconosciuto ufficialmente il diritto di esistere e di possedere beni.<br />
Diversamente, per&ograve;, da quello che accade nelle favole, non tutti vissero felici e contenti; anzi, per coloro che noi definiamo Pagani, cominciarono i problemi, che divennero una vera questione di vita o di morte a partire dalla promulgazione, nel 380, dell&#8217;Editto di Teodosio, che dichiar&ograve; il Cattolicesimo unica religione ammessa entro i confini dell&#8217;Impero, cosicch&eacute; il culto pagano fu proibito e combattuto;&nbsp; perfino i Cristiani non Cattolici, ad esempio gli Ariani, furono considerati &ldquo;gente folle e insensata&rdquo;.&nbsp; <br />
Iniziarono, pertanto, le persecuzioni (oppure, in questo caso, il termine non va usato?) contro i Pagani, ai quali, comunque, molto democraticamente, era lasciata una scelta: convertirsi o morire, come &egrave; illustrato anche dal &ldquo;film velenoso, disonesto &#8230;&rdquo;.<br />
Pu&ograve; piacere o non piacere, ma se alle parole, soprattutto quando sono corroborate dai fatti, vogliamo ancora dare un senso, i Cristiani, o, pi&ugrave; precisamente, i Cattolici, da perseguitati divennero persecutori.</p>
<p>3) Altro difetto del film.<br />
&ldquo;&#8230; non ci aiuta a capire la reale portata delle questioni politiche, sociali, ideologiche, filosofiche e religiose che si agitano in un mondo in dissoluzione ma nel quale sono gi&agrave; presenti i germi di quella che sar&agrave; la grandiosa civilt&agrave; medievale&rdquo; [5].<br />
Io aggiungerei che Amen&agrave;bar, molto colpevolmente, non ci permette di comprendere&nbsp; neppure il significato profondo e gli innumeri riflessi delle rivalit&agrave; esistenti tra le due fazioni, gli Azzurri ed i Verdi, in cui si dividevano gli spettatori dell&#8217;ippodromo di Bisanzio.<br />
Scherzi a parte: se si vuole manifestare il proprio, peraltro legittimo, dissenso rispetto ad un film, bisognerebbe trovare motivazioni pi&ugrave; stringenti, poich&eacute; le argomentazioni di cui sopra mi sembrerebbero pretestuose persino riguardo ad un libro, visto che si potrebbero impiegare anche nei confronti di testi&nbsp; dalla mole non indifferente, come &ldquo;Guerra e pace&rdquo; di Tolstoj e &ldquo;Giuseppe ed i suoi fratelli&rdquo; di Thomas Mann; a maggior ragione, mi sembrano delle pretese eccessive nei confronti di un film.<br />
Per quanto concerne &ldquo; la grandiosa civilt&agrave; medievale&rdquo;, essendo stati gi&agrave; scritti testi capaci di riempire intere biblioteche, sia favorevoli che contrari a questo giudizio, mi limiter&ograve; ad una considerazione decisamente prosaica:<br />
&ldquo;Tutti i gusti sono gusti&rdquo;, come sosteneva quel signore, che si soffiava il naso con due mattoni.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </p>
<p>4) Pur essendo vero che il Cristianesimo si propose, come Bernardini afferma, anche come autorit&agrave; politica e militare (e consegu&igrave; questo obiettivo), trovo, e non da oggi, per lo meno singolare che una religione, per di pi&ugrave; sorta come fede degli ultimi e degli umili, sia divenuta un&#8217;istituzione pressoch&eacute; indistinguibile da quelle profane all&#8217;epoca esistenti o successivamente sorte.<br />
Resterebbe, poi, da dimostrare, ma il compito mi appare ineseguibile, che abbia evitato: &ldquo;&#8230; che la societ&agrave; cadesse nell&#8217;anarchia&rdquo; [6], tenuto conto del caos, che si produsse in Italia e nel resto d&#8217;Europa dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente.<br />
Se mai, pur in mezzo a convulsioni non indifferenti, fu l&#8217;Impero d&#8217;Oriente a resistere ancora per, circa, mille anni alle forze disgregatrici interne ed esterne.<br />
L&igrave;, per&ograve;, come &egrave; noto, la Chiesa ortodossa fu rigidamente sottomessa al potere politico (a scanso di equivoci: per quanto mi riguarda, neppure questa &egrave; la giusta impostazione dei rapporti tra Stato e Chiese, poich&eacute; le due sfere dovrebbero essere rigorosamente distinte e separate).</p>
<p>5) &ldquo;E tutto ci&ograve; in un contesto magmatico e violento nel quale, per non essere sopraffatti, occorreva anche ricorrere alla forza, non solo contro il nemico esterno ma anche contro le eresie che minavano la chiesa dall&#8217;interno&rdquo; [7].<br />
Questo criterio, proposto peraltro da molti Storici della Chiesa, mi &egrave; sempre sembrato piuttosto debole, soprattutto perch&eacute; cerca di giustificare l&#8217;operato non di un qualsiasi potere secolare, bens&igrave; quello di un&#8217;istituzione che si presenta come squisitamente spirituale.</p>
<p>6) &ldquo;E&#8217; in questa luce che dobbiamo considerare la figura di san Cirillo d&#8217;Alessandria, che Amen&agrave;bar ci presenta come un boia.<br />
Non vi &egrave; alcuna fonte attendibile che ci autorizzi a pensare che egli sia stato il mandante dell&#8217;assassinio di Ipazia&#8230;&rdquo; [8].<br />
A mio avviso, le cose non stanno propriamente in questi termini:<br />
&ldquo;Il patriarca Cirillo si guadagn&ograve; la nomina di &ldquo;ideatore spirituale del crimine&rdquo; (Guldenppening ).<br />
Persino il volume Riformatori della Chiesa, con tanto di imprimatur ecclesiastico (1970), scrive di costui, uno dei pi&ugrave; grandi santi cattolici: &ldquo;Almeno per la morte della nobile pagana Ipazia, egli &egrave; responsabile&rdquo;.<br />
Anche uno dei pi&ugrave; obiettivi storici storici cristiani, Socrate ritiene che i seguaci di Cirillo e la chiesa alessandrina furono accusati del fatto&rdquo; [9].<br />
Inoltre, per inquadrare meglio quest&#8217;uomo, non &egrave; male ricordare che, subito dopo la sua elezione a Vescovo di Alessandria (17 Ottobre 412), perseguit&ograve; non solo i Pagani, ma anche i Cristiani giudicati eretici: i Novaziani, di cui fece chiudere con la forza tutte le chiese e di cui confisc&ograve; tutti i beni, ed i Messalliani o Euchiti.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
Agli Ebrei, nel 414, Cirillo tolse tutte le sinagoghe, che avevano in Egitto; bisogna, invero, riconoscerGli una certa tolleranza: non le distrusse, ma si limit&ograve; a trasformarle in chiese cristiane; infine, come mostra pure il film, cacci&ograve; da Alessandria la pi&ugrave; numerosa comunit&agrave; ebraica della Diaspora, cio&egrave; pi&ugrave; di 100. 000 persone.</p>
<p>7) &ldquo;Non parliamo del modo in cui vengono descritti i &ldquo;Parabolani&rdquo;, il cui compito istituzionale era quello di assistere gli appestati e seppellire i morti.<br />
E&#8217; pur vero che essi svolgevano anche il ruolo di milizia al servizio del Vescovo e che, all&#8217;occorrenza, ricorrevano alle maniere forti, ma tutto ci&ograve; va considerato nel contesto storico.<br />
Amen&agrave;bar ne fa delle bestie, dei perfetti &ldquo;Talebani&rdquo;.<br />
Guardando la scena in cui essi abbattono gli idoli pagani non si pu&ograve; non pensare ai Buddha di Bamiyan &#8230;&rdquo; [10].<br />
Dal mio punto di vista, per descrivere nel modo Loro dovuto i Parabolani, non c&#8217;&egrave; bisogno di aggiungere altro a quello che fecero e che Bernardini stesso, in altra parte del testo, riconosce: <br />
in gruppo, assalirono una donna, che aveva il &ldquo;torto&rdquo; di studiare e di continuare a difendere ed a diffondere concezioni scientifiche, filosofiche e religiose inaccettabili, dal profondo della Sua tolleranza, per il&nbsp; Cristianesimo;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />
La&nbsp; trascinarono nella chiesa del Kaisarion, dove Le cavarono gli occhi, mentre era ancora in vita e La uccisero con conchiglie o cocci taglienti; <br />
infine, ne bruciarono&nbsp; pubblicamente la salma.<br />
In sostanza, fu un sacrificio umano al Loro Dio.<br />
Infine: le scene di un film&nbsp; producono negli spettatori le pi&ugrave; varie reazioni e suscitano in loro le pi&ugrave; diverse reminiscenze; a me, per esempio, &egrave; tornata in mente, pi&ugrave; volte, la frase di Heinrich Heine:<br />
&ldquo;L&agrave; dove si bruciano i libri, si finisce col bruciare anche esseri umani&rdquo;.</p>
<p>8) Apprendo con vero piacere che, all&#8217;epoca in cui avvenne il martirio di Ipazia, si era in presenza di un &ldquo;Impero ormai cristianizzato&rdquo; [11], poich&eacute; a me risultava che, per convertire gli abitanti delle campagne, costituenti l&#8217;80%, come minimo, della popolazione, la Chiesa abbia impiegato oltre un millennio.</p>
<p>9) Non essendo mia abitudine sparare sulla Croce Rossa, non mi soffermo su quanto da Bernardini affermato riguardo all&#8217;Illuminismo:<br />
&ldquo; &hellip; un&#8217;opera (il film di Amen&agrave;bar; NdA) che si inquadra in un pi&ugrave; ampio filone culturale che, dall&#8217;Illuminismo in poi, attraverso una sistematica opera di disinformazione e falsificazione storica, persegue lo scopo di gettare discredito sulla fede cristiana e, soprattutto, sull&#8217;operato dell&#8217;istituzione che ad essa fa riferimento&rdquo; [12].</p>
<p>10) Pur non essendo stato un allievo del &ldquo;&#8230; grande (concordo) Raoul Manselli&rdquo;, fu grazie ad un esame dato con Lui, nell&#8217;ormai lontano Luglio 1975, che conobbi in maniera non manualistica i &ldquo;poveri Catari&rdquo; su cui Bernardini invita a non spargere lacrime, poich&eacute; &ldquo;&#8230;erano un pericolo mortale non solo per il Cristianesimo, ma per l&#8217;intero genere umano&rdquo; [13].<br />
A prescindere sia dalla simpatia, che provai, e che perdura, per queste persone coerenti e determinate, sia dal fatto che non possedevano, comunque, la bomba atomica, sia dalla constatazione che il Loro feroce sterminio ad opera dei Cattolici non sarebbe giustificabile neppure se la affermazione di Bernardini fosse vera, vorrei richiamare l&#8217;attenzione sulla discriminante fondamentale: Loro convertivano non con la spada, ma con la predicazione.</p>
<p>11) Riguardo a quella che, nella mia indegnit&agrave; tardo- (nel doppio senso del termine) illuministica, considero una gradevole boutade:<br />
&ldquo;&#8230; se c&#8217;&egrave; una religione che abbia tentato di conciliare Fede e ragione questa &egrave; il Cristianesimo&rdquo; [14], mi permetto di rimandare a: &ldquo;Benedetto XVI apologeta del Logos?&rdquo; [15].<br />
Non posso, comunque, esimermi dall&#8217;esprimere questo ragionevole dubbio: Raoul Manselli avrebbe&nbsp; definito l&#8217;Islam come:<br />
&ldquo;&hellip;&nbsp; le fandonie di una religione per Beduini&rdquo;? [16].</p>
<p>Confessione finale.<br />
In verit&agrave;, in verit&agrave;, dopo aver letto il sicuramente ampio dibattito, sviluppatosi sul &ldquo;Barbiere della Sera&rdquo;, ho pure un altro dubbio.<br />
La frase pi&ugrave; bella, che Petta e Colavito fanno pronunciare ad Ipazia, &egrave;:<br />
&ldquo;Se ci facciamo comprare, non siamo pi&ugrave; liberi.<br />
E non potremo pi&ugrave; studiare.<br />
Capisci, prefetto?<br />
E&#8217; cos&igrave; che funziona una mente libera.<br />
Anch&#8217;essa ha le sue regole.<br />
Per questo, Evagrio, non ci provare pi&ugrave;, con nessuno di noi&rdquo; [17].<br />
Tuttavia, assumendo questa posizione radicale, Ipazia non &egrave;, forse, diventata una fondamentalista del Paganesimo?</p>
<p>Che sia stata Lei la vera Talebana? </font></p>
<div align="right"><a href="http://www.valeriobruschini.info" target="_blank"><strong><font face="Tahoma" size="2">Valerio Bruschini</font></strong></a>
</div>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">NOTE<br />
[1] Bernardini Federico, </font><a href="http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=17469" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;equazione di Ipazia: &ldquo;Cristiano=Talebano&rdquo;, in Barbiere della sera, 26 Aprile 2010</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
La/il lettrice/lettore &egrave; invitata/o a prendere visione per intero del testo suddetto, nonch&eacute; dei successivi commenti, in modo da formarsi un&#8217;idea personale, anche perch&eacute; le citazioni da me fatte, necessariamente parziali, potrebbero non rendere sempre giustizia all&#8217;autore.<br />
[2] In base all&#8217;etimologia, possiamo considerare l&#8217;entusiasmo come l&#8217;essere posseduti dalla divinit&agrave;.<br />
[3] Bernardini, cit..<br />
[4] Per un&#8217;illustrazione sintetica della questione, si pu&ograve; vedere anche: </font><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=27" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Costantino: l&#8217;Editto che non c&#8217;&egrave;</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
[5] Bernardini, cit..<br />
[6] <em>Ibidem</em>.<br />
[7] <em>Ibidem</em>.<br />
[8] <em>Ibidem</em>.<br />
[9] </font><a href="http://www.ibs.it/libri/deschner+karlheinz/libri+di+karlheinz+deschner.html" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Deschner Karlheinz</font></a><font face="Tahoma" size="2">, Storia criminale del Cristianesimo, tomo II, Il tardo antico, p.136,&nbsp; Edizioni Ariele, Milano, 2001.<br />
[10] Bernardini, cit.. <br />
[11] <em>Ibidem</em>.<br />
[12] <em>Ibidem</em>.<br />
[13] <em>Ibidem</em>.<br />
[14] <em>Ibidem</em>.<br />
[15] Bruschini Valerio, </font><a href="http://www.valeriobruschini.info/?p=26" target="_blank"><font face="Tahoma" size="2">Benedetto XVI apologeta del Logos?</font></a><font face="Tahoma" size="2">.<br />
[16] Bernardini, cit..<br />
[17] Petta Adriano &#8211; Colavito Antonino, Ipazia, scienziata alessandrina 8 marzo 415 d.C., p.140, Lampi di stampa, Milano, 2004.</p>
<p></font></p>
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		<title>Disputa su Dio e dintorni</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/disputa-su-dio-e-dintorni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 22:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; [&#8230;] Il dramma di noi occidentali &#232; di non avere pi&#249; una religione all&#8217;altezza delle esigenze del nostro tempo. Non vorrei esagerare, ma gi&#224; i ragazzi si rendono conto che i concetti del catechismo e delle prediche non hanno molto a che fare con la vita reale e si annoiano. Forse per questo la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p></p>
<p><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] Il dramma di noi occidentali &egrave; di non avere pi&ugrave; una religione all&#8217;altezza delle esigenze del nostro tempo. Non vorrei esagerare, ma gi&agrave; i ragazzi si rendono conto che i concetti del catechismo e delle prediche non hanno molto a che fare con la vita reale e si annoiano. Forse per questo la Chiesa cerca rilevanza inventando grandi eventi e giornate mondiali, beatificando e canonizzando come mai prima d&#8217;ora, pubblicando a raffica un documento dopo l&#8217;altro. Al riguardo la differenza rispetto al passato &egrave; impressionante: quando la Chiesa aveva veramente in mano la societ&agrave;, non aveva bisogno di parlare molto e, infatti, per tutti i lunghi secoli della cosiddetta <em>societas christiana</em>, ufficialmente parlava pochissimo. (<strong>Vito Mancuso</strong>) </font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;]Per tutti gli anni della mia giovinezza, una delle idee politiche guida che ho coltivato [&#8230;] era che la Democrazia Cristiana fosse un flagello; che dal suo abbattimento sarebbe sorta un&#8217;Italia migliore, pi&ugrave; libera e pi&ugrave; avanzata.[&#8230;] Ci&ograve; che &egrave; nato dalla morte della DC lo abbiamo sotto gli occhi e solo oggi ci rendiamo conto di quante cose spaventose quel grande ventre riuscisse a metabolizzare.[&#8230;] Il fatto &egrave; che la Chiesa tenta di imporre in Italia (altrove non le &egrave; consentito) una religione simile a quella delle teocrazie islamiche. La Chiesa gerarchica &egrave; diventata un vero partito politico,avido come tutti i partiti soprattutto di denaro.[&#8230;] Questa Chiesa ha fatto in pratica sparire l&#8217;altra, quella che sta a cuore a lei, ma anche a me non credente. E avendo lei rievocato la figura luminosa di Cardinal Martini, si chieda perch&eacute; a quell&#8217;uomo saggio e pio non &egrave; stato consentito di raggiungere le mete che la sua statura intellettuale e morale meritava. Anzi, non se lo chieda proprio, perch&eacute; tanto la risposta la sappiamo gi&agrave;, noi due e chi ci legge. (<strong>Corrado Augias</strong>)</font></p>
<p></p>
<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[<strong>da: &quot;Disputa su Dio e dintorni&quot; &#8211; ed. Mondadori 2009]</strong>&nbsp;</font></p>
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		<title>Comunicato Stampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 18:10:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;associazione culturale Civilt&#224; Laica, riguardo alla vicenda in corso all&#8217;Istituto Professionale &#8216;Casagrande&#8217; di Terni che vede il professore di Italiano Franco Coppoli impegnato a far valere anche in aula, per lo meno nelle sue ore, il principio della Laicit&#224; dello Stato, esprime meraviglia per la baraonda mediatica che si &#232; scatenata di fronte a un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;associazione culturale Civilt&agrave; Laica, riguardo alla vicenda in corso all&#8217;Istituto Professionale &#8216;Casagrande&#8217; di Terni che vede il professore di Italiano Franco Coppoli impegnato a far valere anche in aula, per lo meno nelle sue ore, il principio della Laicit&agrave; dello Stato, esprime meraviglia per la baraonda mediatica che si &egrave; scatenata di fronte a un semplice cittadino che si espone in prima persona per ottenere l&#8217;applicazione di un diritto in cui crede.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">L&#8217;associazione ricorda che, in base a sentenze della Corte di Cassazione che riguardano l&#8217;argomento, il simbolo della religione cattolica non si pu&ograve; legittimamente rimuovere dagli uffici pubblici; infatti, contro ogni evidenza, anche lessicale (si veda un qualunque dizionario della lingua italiana), esso &egrave; stato indicato come &quot;simbolo di laicit&agrave;&quot;.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Civilt&agrave; Laica ritiene che tale situazione sia irrispettosa del principio costituzionale che vuole uno stato Laico. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Questo dovrebbe garantire a tutti i cittadini spazi pubblici neutri, cio&egrave; non &quot;marchiati&quot; con il logo di nessuna confessione religiosa specifica; nemmeno di quella &quot;tradizionale&quot; o &ldquo;culturalmente predominante&rdquo;, che, comunque, per esprimersi, ha i suoi luoghi di culto, dove i credenti sono liberi di recarsi quando vogliono. Questo perch&eacute; la Democrazia, che significa rispetto delle minoranze, non si trasformi in una Dittatura della Maggioranza, con tutte le conseguenze spiacevoli che questo comporta.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Quello che &egrave; particolarmente ridicolo di questa vicenda &egrave; che gli autoproclamatesi &ldquo;difensori del crocifisso&rdquo; per giustificare la sua presenza nelle mura di un&#8217;aula pubblica si rifanno non al Regio Decreto del 1924 tutt&#8217;ora anacronisticamente in vigore, bens&igrave; alla decisione che avrebbe preso a maggioranza la classe del Prof. Coppoli in un&#8217;assemblea. Questo ci fa supporre che per lorsignori ogni classe &egrave; libera di esporre sopra la cattedra qualunque cosa la maggioranza degli studenti ritiene opportuna, dalle foto di Mussolini o di Che Guevara alle bandiere delle squadre di calcio o, perch&eacute; no, i poster della rockstar di turno.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">La questione in realt&agrave; &egrave; molto semplice. Delle due l&#8217;una: o il crocefisso cattolico (o la menorah ebraica, o la mezzaluna islamica, o qualsiasi altro simbolo religioso) ha un significato importante per i suoi credenti, ed allora non deve trovarsi in uno spazio pubblico che &egrave; di tutti, oppure non ha un significato, ed allora pu&ograve; essere rimosso in quanto inutile.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Ogni motivazione al di fuori di questo limpido schema logico &egrave; fatta per motivi di propaganda politica o religiosa (o, peggio, di entrambe le cose insieme).</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Terni, 8 Dicembre 2008 </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><strong><font face="Tahoma" size="2">Associazione Culturale Civilt&agrave; Laica</font></strong></p>
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		<title>Il perchè di un libro</title>
		<link>https://www.civiltalaica.it/cms/il-perche-di-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 14:59:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;Se, alla fine, ho comunque accettato l&#8217;invito (di sottoporsi alla lunga intervista di Corrado Augias che costituisce &#8220;Inchiesta sul Cristianesimo&#8221; ndr), l&#8217;ho fatto per una sola fondamentale ragione. Chiunque svolga in universit&#224; il mestiere di insegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressoch&#233; totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Tahoma" size="2">&nbsp;Se, alla fine, ho comunque accettato l&rsquo;invito (<em>di sottoporsi alla lunga intervista di Corrado Augias che costituisce &ldquo;Inchiesta sul Cristianesimo&rdquo; ndr</em>), l&rsquo;ho fatto per una sola fondamentale ragione. Chiunque svolga in universit&agrave; il mestiere di insegnante di storia religiosa credo concordi nel giudizio sulla pressoch&eacute; totale impreparazione con cui arrivano nelle nostre aule gli studenti. [&#8230;]nessuno infatti, nell&rsquo;anteriore formazione di questi studenti, ha loro insegnato, pur soltanto in una delle sue manifestazioni, la storia religiosa. [&#8230;] Questo accade per una grave e non pi&ugrave; tollerabile anomalia del nostro sistema scolastico, in cui &ndash; in virt&ugrave; degli accordi che regolano i rapporti fra Repubblica Italiana e Santa Sede &ndash; l&rsquo;insegnamento della religione, denominato &ldquo;insegnamento della religione cattolica&rdquo;, viene dismesso dallo Stato e appaltato alla Chiesa Cattolica Romana in tutte le scuole di ordine e grado, a eccezione dell&rsquo;universit&agrave;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] l&rsquo;insegnamento della religione cattolica si configura come l&rsquo;estensione in ambito scolastico della catechesi di quella Chiesa, garantita, al pari di ogni altra forma di fede religiosa, dall&rsquo;art.19 della Costituzione stessa.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">Qui sta il punto: ovviamente, se nessuno contesta questo diritto costituzionale, ci&ograve; che appare del tutto indebito &egrave; che la catechesi confessionale si sostituisca all&rsquo;insegnamento pubblico, poich&eacute; la prima deve conformarsi a un sistema teologico (il dogma), l&rsquo;altro &egrave;, come sancito dalla Carta fondamentale, assolutamente libero. Che non si tratti di sottigliezze lessicali possiamo constatarlo con un esempio: di fronte alle attestazioni evangeliche secondo cui Ges&ugrave; aveva quattro fratelli e alcune sorelle (Marco 6,3, Matteo 12,46, Giovanni 7,3, Atti 1,14), il docente di religione pu&ograve;, in buona e formata coscienza, farsi persuaso che si tratti di veri e propri fratelli e sorelle, ma non potr&agrave; mai insegnarlo, pena la revoca dell&rsquo;incarico per difformit&agrave; dalla dottrina ufficiale della chiesa.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] C&rsquo;&egrave; in quest&rsquo;abnorme situazione, un ulteriore elemento di contraddizione. In quasi tutte le universit&agrave; italiane sono attivate le discipline dell&rsquo;area storico-religiosa, ambito che proprio in Italia ha conosciuto una fioritura di prestigio assoluto, [&#8230;]. Eppure, questo prezioso patrimonio di conoscenze, trasmesso ad intere generazioni di allievi, rimane, recluso nelle aule universitarie, sterile e infecondo, poich&eacute; nessun laureato in tali materie pu&ograve; andare liberamente a insegnare ci&ograve; per cui &egrave; stato formato, con uno spreco inammissibile di risorse umane, culturali, scientifiche ed economiche.</font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><font face="Tahoma" size="2">[&#8230;] &ldquo;Presto o tardi&rdquo; scriveva agli inizi del Novecento Salomon Reinach a Salvatore Minocchi &ldquo;la storia delle religioni si insegner&agrave; nelle scuole secondarie, accanto alla storia, alla filosofia, alle scienze. Non vi si insegneranno n&eacute; la fede n&eacute; lo scetticismo, ma fatti certi; vi si insegner&agrave; soprattutto agli scolari a riflettere sopra cos&igrave; gravi questioni, e a concedere a esse tutta l&rsquo;attenzione, dir&ograve; meglio, tutto il rispetto che meritano. Invece di dire &lsquo;io credo&rsquo;, oppure &lsquo;non credo&rsquo;, essi potranno dire in certo modo &lsquo;io so&rsquo;&rdquo;. </font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm"><font size="2"><br />
<font face="Tahoma"></font></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font face="Tahoma" size="2"><strong>Remo Cacitti </strong></font></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="right"><font size="2"><font face="Tahoma"><strong>(&ldquo;Inchiesta sul Cristianesimo &ndash; come si costruisce una religione&rdquo; </strong><strong>Ed. Mondadori 2008)</strong></font></font></p>
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		<title>celibato non castità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[alexjc]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 14:33:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ma i sacerdoti cattolici non sono tenuti a fare voto di povert&#224;, castit&#224; e obbedienza? No quelli sono i monaci. I tre voti solenni, che si possono ricavare dal Vangelo di Matteo , si identificano con i tre requisiti che Ges&#249; chiede per seguirlo: povert&#224;, castit&#224; e obbedienza, essere come fanciulli. Un normale prete non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><font face="Georgia">Ma i sacerdoti cattolici non sono tenuti a fare voto di povert&agrave;, castit&agrave; e obbedienza? </font></em></p>
<p><font face="Georgia">No quelli sono i monaci. I tre voti solenni, che si possono ricavare dal Vangelo di Matteo , si identificano con i tre requisiti che Ges&ugrave; chiede per seguirlo: povert&agrave;, castit&agrave; e obbedienza, essere come fanciulli. Un normale prete non &egrave; per&ograve; tenuto a questi tre voti. Ha solo l&#8217;obbligo del celibato, il che vuol dire che il suo matrimonio non sarebbe legittimo ed &egrave; inconciliabile con la sua condizione . Per quanto concerne la sessualit&agrave;, la norma a cui deve attenersi &egrave; quella prescritta per tutti i credenti, riassumibile nella formula <em>sexus semper gravis, </em>i peccati sessuali costituiscono sempre materia di gravit&agrave;.</font></p>
<p><font face="Georgia"><em>Scusi la rozzezza, ma vorrei capire bene: un prete cattolico pu&ograve; avere una relazione amorosa e sessuale con una donna o no?</em></font></p>
<p><font face="Georgia">Anche con gli uomini volendo. Infatti succede. Certo in tal modo il prete commette peccato, e peccato grave, ma questo non &egrave; causa di impedimento all&#8217;esercizio del suo ministero, da cui pu&ograve; eventualmente essere sospeso per motivi di opportunit&agrave; o di scandalo. [&#8230;]</font></p>
<p><font face="Georgia"><em>Si ma la scoperta di questi rapporti viene comunque vissuta come uno scandalo dall&#8217;opinione comune.</em></font></p>
<p><font face="Georgia">Fino al concilio di Trento nessuno li vedeva come scandalo, anzi, i preti <em>uxorati, </em>cio&egrave; sposati, erano la norma. [&#8230;] La norma del celibato si diffonde solo nel Novecento, quando lo stipendio, e quindi il controllo economico sui preti, passa dai benefici, spesso erogati dalle comunit&agrave; parrocchiali, direttamente nelle mani delle curie. [&#8230;]</font></p>
<p><strong><font face="Georgia">Corrado Augias (domande) Remo Cacitti (risposte) &#8211; INCHIESTA SUL CRISTIANESIMO (ed. Mondadori 2008)</font></strong></p>
<p align="right"><strong><font face="Georgia">redazione[at]civiltalaica.it</font></strong></p>
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		<title>Cristianesimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[civiltalaica]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 09:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E degli altri cristianesimi cosa &#232; stato? La dottrina ufficiale ha operato in modo da cacciarli progressivamente nell&#8217;ombra fino a farli dimenticare, quanto meno dalla gran massa dei fedeli che di tante cose non hanno mai inteso parlare. L&#8217;opera di rimozione &#232; stata poi completata con un&#8217;altrettanto efficace sostituzione. La dottrina ufficiale ha cio&#232; riscritto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Georgia">E degli altri cristianesimi cosa &egrave; stato? La dottrina ufficiale ha operato in modo da cacciarli progressivamente nell&#8217;ombra fino a farli dimenticare, quanto meno dalla gran massa dei fedeli che di tante cose non hanno mai inteso parlare. L&#8217;opera di rimozione &egrave; stata poi completata con un&#8217;altrettanto efficace sostituzione. La dottrina ufficiale ha cio&egrave; riscritto e divulgato la storia iniziale, come se tutte le diverse interpretazioni non fossero mai esistite, come se le opinioni diventate appunto &quot;ufficiali&quot; fossero state da sempre quelle ereditate direttamente dall&#8217;insegnamento del fondatore Ges&ugrave;. E&#8217; nata cos&igrave; la &quot;teologia&quot;, cio&egrave; la branca del sapere che studia la divinit&agrave; e orienta la fede dei credenti.</font></p>
<p><font face="Georgia">E&#8217; stato un bene o un male che le cose siano andate come sono andate? La domanda, &egrave; ovvio, appare quasi priva di senso. La pongo solo perch&eacute; consente di affermare che, come sempre, il risultato conclusivo &egrave; stato un insieme di bene e di male. Di certo, un bene dal punto di vista della Chiesa che, grazie a una dottrina via via consolidata, e poi sagacemente adattata alle circostanze e ai tempi, ha potuto rafforzare e mantenere il suo potere sia spierituale sia politico; un male perch&eacute; quella stessa solidit&agrave; &egrave; all&#8217;origine di tutte le crudelt&agrave; e del sangue sparso nel corso dei secoli in nome di un Ges&ugrave; che non &egrave; affatto responsabile. Un male anche perch&eacute;, con i vari cristianesimi delle origini, &egrave; stata rimossa pure la possibile ricchezza che le tante interpretazioni avrebbero potuto portare. Ma le ideologie, come sappiamo, non ammettono deroghe e la sopravvivenza di una Chiesa obbedisce a regole che non sono molto diverse di una qualunque istituzione umana.</font></p>
<p><font face="Georgia"><strong>Corrado Augias &#8211; Inchiesta sul cristianesimo (Mondadori &#8211; 2008)</strong></font></p>
<p><strong><font face="Georgia">redazione[at]civiltalaica.it</font></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.civiltalaica.it/cms/cristianesimi/">Cristianesimi</a> proviene da <a href="https://www.civiltalaica.it/cms">Associazione Culturale Civiltà Laica</a>.</p>
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